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14-02 Rete di Verona – febbraio 2014

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

 Radiè Resch di Verona – Febbraio 2014

Cari amici della solidarietà della Rete Radié Resch di Verona, nel nostro ultimo incontro di fine gennaio abbiamo allestito uno statuto formale per la nostra associazione, secondo la legge italiana e secondo le indicazioni del Coordinamento Nazionale: ci chiameremo “Rete Radié Resch” di Verona. Nella stessa riunione abbiamo anche nominato un portavoce o Presidente, Dino Poli, e un tesoriere, Roberto Beccaletto, anche se le cariche non hanno una grande importanza fra di noi, per la nostra attività di solidarietà; ed Emilio Butturini rimane il presidente onorario. Ora aspettiamo dall’Agenzia delle Entrate l’attribuzione del nuovo codice fiscale come Associazione, dopo di che apriremo un nuovo conto corrente intestato appunto all’associazione e su questo nuovo conto andranno depositati i prossimi versamenti delle collette mensili. Per ora, fino alla comunicazione del nuovo conto, tutto procede come prima, e potete leggere sotto quanto ricevuto in gennaio da Emilio. Facciamo ancora memoria di Silvana Pozzerle Fincato, scomparsa il 27 gennaio, un luminoso esempio di profonda spiritualità , unita ad attiva e operosa solidariertà, una cara amica impegnata nella Rete e in Fraternità, l’associazione che segue i carcerati a Verona. Ci sarà un ricordo di Silvana nel suo trigesimo, il 28 febbraio, alle 20.45 al Tempio Votivo, e sono invitati tutti gli amici della rete ed in particolare quelli che l’hanno conosciuta e stimata. Nell’ultimo Coordinamento del 2013 si è deciso di inviare un finanziamento straordinario a 2 comunità amiche del Guatemala che l’hanno richiesto, come già s’era detto, richieste pervenute a noi della Rete di Verona, e per questo ne riferiamo nella nostra circolare locale. Abbiamo già inviato i denari deliberati, la prima per l’associazione dei padri di famiglia nel villaggio(caserìo) La Buena Esperanza, come aiuto per costruire la scuola dei loro figli: ci hanno già mandato le foto della nuova costruzione, elevata col lavoro volontario di quella gente; il secondo finanziamento straordinario è andato alla scuola per bambini disabili di San Pedro Laguna, sul Lago Atitlan, e le responsabili ci hanno già  risposto di averlo ricevuto, ci manderanno presto una relazione formale di come useranno quell’aiuto. Queste forme di sostegno, anche piccolo, testimoniano il legame che da molti anni unisce la Rete di Verona con il Guatemala, un paese mantenuto nel sottosviluppo dai suoi governanti e da chi detiene il potere e il capitale, del tutto disinteressati alle condizioni di vita della popolazione.

In attesa della circolare nazionale, vi proponiamo un’analisi-approfondimento  della situazione economica, mondiale e locale, dell’Italia e di altri paesi “deboli”, che cerca di identificare le cause di questo impoverimento generale, e di chi continua ad arricchirsi. E su questo tema vi invitiamo all’incontro di riflessione, fissato per giovedì 20 febbraio, alle ore 20.45, nella sala incontri del Tempio Votivo, presso la stazione, in cui Michele Nardelli parlerà di “Quale solidarietà è possibile oggi”.

Fin dal suo inizio, 50 anni fa, la Rete RR ha cercato di aiutare i poveri senza-diritti, ma si è sempre chiesta anche quali cause e quali responsabilità mettevano in queste condizioni miliardi di persone, togliendo loro la voce e la visibilità. Oggi le vittime del neoliberismo sono sempre più numerose e sempre più dentro il nostro mondo, o addirittura nelle nostre famiglie. E’ giusto quindi che continuiamo nella controinformazione e nella denuncia di tutte le ingiustizie presenti nella nostra società. Riprendiamo a questo proposito alcuni spunti di quanto diceva Marco Bersani di Attac, nel suo incontro veronese. Ricordava che avere inserito nella Costituzione il “pareggio di bilancio” è stato un prevaricare quanto i padri costituenti avevano deciso. Perché si è così affermata la scelta della dottrina neoliberista, come unica e irrevocabile scelta dello stato italiano. Invece, nella Costituzione proprio il non essersi espressamente legati ad un preciso sistema economico lasciava liberi i governi di modulare e modificare le politiche finanziarie e fiscali, secondo progetti politici discussi e approvati dalla maggioranza parlamentare. Anche il Patto di stabilità è un altro obiettivo imposto dall’esterno, che distrugge le capacità di investimento degli enti locali e taglia ogni possibile partecipazione democratica. E così, la riduzione dei diritti è parallela all’allontanamento dei cittadini dai luoghi delle decisioni e aumenta la delusione, la sfiducia e la rassegnazione.  Si pretende quindi che l’ente locale (comune o provincia) non possa programmare la spesa sociale per il welfare in deroga al patto di stabilità. Ma, d’altra parte, lo Stato centrale pone in deroga a questo patto le spese militari e i progetti delle grandi opere (TAV e molto altro).

Nel suo incontro veronese Marco Bersani concludeva che il martellare da anni sul termine crisi è assolutamente fuorviante perché fa pensare a un fenomeno transitorio o addirittura in via di superamento. La situazione attuale è invece il fallimento di un sistema dal punto di vista finanziario, economico, sociale, ecologico, democratico. Ma ogni peggioramento dei nostri diritti e del nostro welfare, se è giustificato dall’espressione crisi, fa sì che diventi politicamente ineluttabile ciò che è socialmente inaccettabile.

Riprenderemo sicuramente anche alcuni di questi temi nel prossimo incontro con Michele Nardelli, presidente del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, con una lunga esperienza di solidarietà con le zone di guerra nella ex Jugoslavia. Abbiamo incontrato Nardelli nel seminario Rete RR dello scorso maggio. E’ stato un incontro molto positivo. L’abbiamo trovato lucido e stimolante nella sua analisi su che cosa possa essere oggi la solidarietà, pacato e profondo nelle sue proposte.

Siamo contenti di poterlo incontrare nuovamente GIOVEDI’ 20 FEBBRAIO alle ore 20,45 nella SALA INCONTRI  del TEMPIO VOTIVO, di fronte alla stazione (ampio parcheggio nel cortile interno, entrando dal retro della chiesa). Il tema proposto è “Quale solidarietà è possibile oggi”, con attenzione a 3 temi:

– Oltre a beni economici o servizi, è possibile uno scambio diverso ?

– Può esistere una cooperazione senza cooperanti ?

– Perché lavorare sempre sulle emergenzialità ?

Arrivederci.

Un carissimo abbraccio fraterno da

Silvana e Dino, con Gianni e Maria

 

 

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