HomeCircolari Locali14-09 Rete di Noto Avola Pozzallo – settembre 2014

14-09 Rete di Noto Avola Pozzallo – settembre 2014

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

 Radiè Resch di Noto Avola Pozzallo – Settembre 2014

Cari amici e care amiche,

pochi giorni fa sul TG abbiamo visto le immagini del popolo della striscia di Gaza che festeggiava in piazza per la fine di 50 giorni di guerra, costati 2000 civili morti ed un intero paese distrutto. Anche Israele festeggiava. Entrambi i contendenti, Hamas ed il governo israeliano festeggiavano la vittoria. Il governo israeliano la distruzione dei tunnel delle armi di Hamas ed Hamas l’ampliamento del tratto di mare dove poter pescare e la costruzione di un aeroporto.

Anche noi festeggiamo per questa tregua e speriamo che quanto prima centomila senza tetto possano riavere una casa. Lo abbiamo anche chiesto, unendoci alle tante voci popolari che si sono fatte sentire in questo tempo di guerra. Abbiamo anche mandato un appello al nostro governo perché si adoperasse per il cessate il fuoco e la condanna dell’eccidio di civili da parte del governo israeliano. Ma non osiamo chiamarla “Pace”.

La Pace potrà venire solo quando verranno affrontate e risolte le cause di un conflitto così lungo, che attanaglia due popoli con lo stesso diritto alla Vita ed alla sicurezza. Ma che sono in una posizione completamente asimmetrica. Un popolo, il palestinese, cacciato dal proprio territorio e costretto a soffocare in un luogo angusto, privo di sbocchi possibilità di vita e relazioni normali e dentro un terribile muro di contenimento. E chiunque sa che in queste condizioni l’individuo o i popoli maturano rabbia e rancore L’altro, impaurito dalle ritorsioni ugualmente violente, ma respinte con una forza immensamente più grande.

Da questo punto di vista un maggiore diritto di pesca ed un aeroporto faranno un poco respirare questo popolo soffocato, ma saranno ben poca cosa e questa veramente solo una tregua se non verranno affrontate le cause alla radice.

Fanno riflettere le parole di Papa Francesco, che dice: come è possibile che dopo la seconda guerra mondiale, dopo la costituzione dell’ONU i conflitti si risolvono ancora con le guerre? E pensiamo ora anche a tutti gli altri conflitti, a quello in Iraq, in Libia, ecc. Perché l’ONU non ha potere e voce? Perché si preferisce invece che singole nazioni (Israele, USA, Europa, Italia) intervengano direttamente o fornendo armi? Troppo forte è il sospetto che non è la difesa degli innocenti che li muove, ma interessi molto più bassi: la vendita delle armi (una volta costruite si dovrà pur usarle…), la ricostruzione. Crediamo che oggi il nostro contributo alla Pace passi soprattutto per ribadire in tutte le sedi la necessità di affrontare i problemi alla radice, di formare buoni mediatori, di dare potere e significato all’ONU.  Ma anche continuare a stare accanto al popolo palestinese con progetti di solidarietà e dando voce agli israeliani che vogliono la pace e la convivenza tra i due popoli. Poi resta il compito più importante: l’educazione popolare alla pace ed alla convivenza tra i popoli e tra gli individui. L’apprendimento della gestione della risoluzione del conflitto dovrebbe essere una delle materie basilari nella scuola. Ci sembra, da questo punto di vista che nel piccolo, il nostro progetto di educazione alla pace, attuato dalla Rete di Pisa sia una bella goccia in questo mare.

Un caro saluto

Maria Rita

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