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14-10 Rete di Macerata – ottobre 2014

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

Radiè Resch di Macerata – Ottobre 2014

Ricordando GIULIANA

Piccola, magra, piena di personalità, intelligente, determinata, sensibile verso il prossimo, sempre sorridente. Questa è la Giuliana che ho conosciuto agli incontri della Rete di Macerata. Arrivava con un fascio di fogli e di lettere che i suoi amici di un altro continente le inviavano e a cui lei rispondeva puntualmente incoraggiandoli e motivandoli con la dolcezza di una madre: è proprio così che i prigionieri politici peruviani la chiamavano! La nostra Giuliana seguiva appunto tale Progetto della Rete Radiè Resch e aveva a cuore diverse di quelle persone di cui ci parlava alle riunioni traducendo per noi le loro lettere, mostrandoci foto e giornali e sostenendo le attività che svolgevano nonostante la prigionia, come la produzione di yogurt in una cooperativa di Huaura denominata Alas; non mancavano, grazie a lei, notizie sugli eventi politici in Perù che le venivano fornite dai suoi contatti; ricordo la forte contrarietà di Giuliana di fronte alla notizia fornita da Jesus Vargas Fernandez, presidente della Cooperativa Alas, della soppressione dei Benefici Penitenziari e il trasferimento di alcuni compagni prigionieri politici dal carcere di Castro-Castro ad un altro di Massima Sicurezza; o, ancora, le lettere di ringraziamento rivolte a Giuliana e suo marito da parte di Roger Alexander Lopez Rodas ( Giuliana pronunciava questi nomi per intero, per rispetto, senza abbreviazioni di sorta), ex prigioniero MRTA (Movimento Rivoluzionario Tupac Amaro), per la sensibilizzazione della condizione di massima sofferenza dei prigionieri nelle carceri peruviane da lei estesa a tutta la Rete; anche la petizione sui Sem Terra brasiliani massacrati nell’accampamento Terra Prometida è stata promossa e sostenuta da lei fino alla condanna del principale accusato avvenuta, dopo sei anni, nel 2013; nonché l’adesione all’appello per la liberazione di Jaime Ramire Pedraza, ammalatosi di Sla nel carcere di Castro Castro dove aveva già scontato 17 anni di prigione, fra torture e vessazioni per aver aderito al movimento MRTA; così ricordo le sue traduzioni di poesie e versi che alcune prigioniere politiche peruviane come Milagros Chavez Gonzales le inviavano dal carcere, versi delicati e semplici, non contaminati dalla dura prigionia e non abbrutiti dal contesto, fortunosamente risultato incapace di distruggere i sogni. Si interessava molto di poesia, Giuliana, quelle della venezuelana Mariana Yonusg Blanco erano per lei una passione, mi prestò un libro di questa autrice intitolato “Io sono donna e basta” e devo dire che alcuni versi mi sono rimasti impressi nella memoria:

“Al fine, continuo ad essere come molte latinoamericane,

Una donna povera, madre, militante, femminista e negra

E quindi senza altra alternativa che la lotta”

Naturalmente parliamo di una rivoluzionaria che iniziò la sua attività politica nel movimento studentesco venezuelano, poi in quello di solidarietà con il Nicaragua per poi lavorare nell’organizzazione di cooperative agricole ed educatrice popolare, dedicandosi recentemente ai problemi delle donne e al movimento femminista.

Ho trovato, fra le notizie su Giuliana Cioccoli questa lettera che lei scrisse a Giovanni Giardi e che ripropongo perché mi sembra ben delinei il suo pensiero, la sua poliedrica e, al tempo stesso, semplice personalità oltre a rappresentare il suo saluto rivolto anche a tutti noi.

Grazie signor Giovanni ,

anzitutto per essere un amico della Rete e di avere scritto il suo bellissimo Promemoria che per curiosità sono andata a consultare.

Mi stupisce la sua incessante ricerca, la condivisione delle sue esperienze, la sua così vasta cultura e memoria che mi ha fatto conoscere tante cose che, a causa della mia età avanzata, i miei impegni, e tutte le difficoltà incontrate nella vita, mi erano sfuggite.

Penso che lei potrebbe stampare un libro con tutti gli eventi della sua biografia, che allinea in modo così chiaro e ordinato, specialmente riguardanti la Fede, la critica alla religione, alla Curia e in generale alla situazione complicata della Chiesa.

Oggi mi sento stanca e non vorrei più impegnarmi in nulla. Non ci vedo molto bene, non ci sento più bene, non sono più in grado di affrontare da sola una passeggiata o un viaggio, mi restano solo i ricordi delle mie esperienze, le più belle con la Rete

Radié Resch dove ho iniziato, fin dal 1985, a interessarmi della situazione di ingiustizia che si vive in quasi tutti i paesi del mondo e, in questo pensiero, occupo quasi tutto il tempo che mi resta ancora disponibile.

Ho ancora mio marito che ha finito 90 anni, ho due figlie sposate, un nipote di 34 anni e due nipotine di 15 anni, inoltre sto in corrispondenza ancora con ex prigionieri Tupamaros del Perù che ora sono liberi e svolgono attività di avvocati e sono impegnati in Società di assistenza a prigionieri ancora in carcere, e quando mi scrivono mi chiamano madre.

Certo ho avuto le mie soddisfazioni e la riconoscenza di molte persone, ora mi conforta solo il ricordo e la speranza per il futuro delle mie nipotine e del mio nipote.

Di nuovo mi congratulo con lei e le porgo i miei più sinceri auguri perché possa dare alle stampe quanto scrive nel suo blog.

Con grande amicizia GIULIANA CIOCCOLI

Grazie, Giuliana!

Maria Cristina Angeletti

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