HomeCircolari Locali14-12 Rete di Roma – dicembre 2014

14-12 Rete di Roma – dicembre 2014

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale 

Radiè Resch di Roma – Dicembre 2014

Carissimi amiche e amici, si può affermare, senza tema di smentita, e senza indulgere a una fosca sfiducia, che l’anno che volge al termine non ha migliorato le condizioni del pianeta e, tanto meno, quelle dell’Italia. Siamo coscienti dei disastri del Medio e Vicino Oriente, di tutta l’Africa compresa tra i due tropici (Nigeria in primo luogo), del tramonto delle speranze indotte dalle cosiddette “primavere arabe”, delle turbolenze asiatiche più distanti, come l’India e la Cina, e l’elenco potrebbe continuare. Ci sconcertano però altri fatti, riguardanti il nostro mondo occidentale: il rinascente razzismo in USA, mai scomparso in realtà, ma tornato alla ribalta con una virulenza sorprendente e che non lascia presagire niente di buono per il futuro; il dominio incontrastato della finanza internazionale, in grado di dettar legge a Stati e governi anche con trattati strangolatorii; il moltiplicarsi degli armamenti perfino ad opera degli Stati economicamente più deboli (ben sappiamo le possibili conseguenze del fenomeno). E si potrebbe proseguire a lungo. Ma a che vale piangere sui milioni di esiliati siriani molti dei quali privati di alimentazione per il taglio degli appositi finanziamenti decisi dai paesi donatori o per la crisi economica o per il non dichiarato proposito di spingere chi può farlo a eliminare dalla scena il tiranno Assad, causa prima del caos vigente in quella parte del mondo? E serve a qualcosa deprecare l’incredibile aumento delle violenze tremende sulle donne che vanno moltiplicandosi in India e altrove? Come nessun risultato ottengono gli anatemi scagliati di continuo contro le nefaste imprese del fondamentalismo islamico di cui l’autoproclamatosi Califfato è autore, capace non solo di resistere militarmente ai deboli e confusi tentativi di contrastarlo, ma addirittura di attirare nelle sue file elementi occidentali. Una delle cause di fondo di quanto avviene di negativo a ogni latitudine è certamente costituito dalle enormi diseguaglianze sociali in via di accrescimento. La sete di potere dei potenti e la ricerca di arricchimento a tutti i costi fanno il resto. Molti ne sono consapevoli oggidì più di ieri, e lo si scrive e lo si predica da tempo con argomenti convincenti. Papa Francesco ne è un (potremmo dire: “il”) rappresentante più autorevole e convinto. Il problema è che appare una questione pressoché insormontabile; a parte che pochi accetterebbero di vedersi ridurre il potere di disporre a piacimento dei propri beni, ma sarebbe necessario che tale azione – dal carattere miracoloso – coinvolgesse moltissimi, con un cambiamento radicale di politiche condiviso da interi popoli e sostenuto dai rispettivi governi. Ecco perché si può sperare che ciò possa avvenire soltanto con un’azione dal basso, condotta sul lungo periodo. E’ sperabile che l’inizio del miracolo succeda prima che la terza guerra mondiale, ora frazionata, esploda in un’unica grande deflagrazione, e soprattutto prima che l’uomo, nella sua sterminata incoscienza, abbia condotto l’intero globo alla distruzione completa mediante l’inquinamento terrestre provocato dalla aspirazione dissennata al mitico sviluppo e alla salvifica crescita? L’imperativo, quindi, è: provarci. L’impresa è titanica; però osiamo dire che è in corso, e non da oggi. Tante piccole realtà associative – tra le quali, poco modestamente, ascriviamo la Rete – tentano con impegno di raggiungere lo scopo. Di successo finale è opportuno tacere; ma il merito del tentativo è innegabile ed è coronato da risultati che ci spronano ad andare avanti. Quel che rende ancor più ostico il nostro lavoro è il vivere in un paese allo sbando, politico, sociale ed economico, privo di fiducia nel futuro (i giovani, si sa, sono i più colpiti). Per “merito” dei politici e degli ultimi tre governicchi (lasciando stare il ventennio berlusconiano, prodromo del disastro prevedibile) ci troviamo in una crisi priva di sbocchi credibili. Fa da cornice al tutto la vergogna di trovarci ai primissimi posti tra i paesi più corrotti, in cui la criminalità organizzata è condizionante, mentre per la libertà d’informazione siamo in coda alla classifica. E’ qui che ci tocca operare per gli scopi sopraddetti. Gli ostacoli sono dunque maggiori di un tempo. Eppure, in questo marasma l’associazione va avanti con uno slancio pari a quello dei decenni andati. Il merito è dei più giovani e dei molti meno giovani che ricordano l’ispirazione che animò la Rete all’inizio e andò rafforzandosi cammin facendo. L’ho potuto constatare al coordinamento nazionale ultimo a Pisa, dove una sorta di entusiasmo dei giovani unito all’esperienza degli anziani, altrettanto determinati, ha dato vita a un dibattito concreto – magari un tantino confuso – però sempre costruttivo, a favore di iniziative mirate a collaborare con gli ultimi di diversi paesi scambiando con loro segnali di speranza. Certo, l’ostacolo della crisi influisce negativamente, come dappertutto, e i progetti si son dovuti ridurre poiché si fatica non poco a mantenere il bilancio della Rete sui livelli del passato. A tal proposito mi sento tuttavia (perdonate l’ardire), di rinnovare l’appello che tante volte vi ho rivolto e che ora diviene, in verità, assai necessario. Amiche e amici, riflettiamo sulle condizioni di vita dei poveri, in specie dei luoghi devastati dalla guerra (non specifico oltre perché siete informati a sufficienza), sempre più miserevoli, e raffrontiamole con le nostre, ben sapendo (anche per esperienza diretta) quanto vada riducendosi quel po’ di benessere cui eravamo avvezzi. Mettiamo allora in pratica la virtù del sacrificio; ne trarremo di sicuro un’intima soddisfazione, utile anche a farci superare le inevitabili amarezze della vita. Il 31 gennaio e il 1° febbraio 2015 il coordinamento si terrà a Roma (organizzatore il solito impagabile Angelo, presente del resto con me anche a Pisa). Tra i molti punti importanti all’o.d.g. vi sarà la riflessione sul bilancio annuo definitivo e la nomina del nuovo tesoriere nazionale. L’amico Profico sta sobbarcandosi questo peso dal lontano 1982; è tempo di trovare un sostituto/a, che potrà peraltro avvalersi dei suoi preziosi consigli. Facciamo sì che possa lasciare l’incarico dandoci un resoconto incoraggiante sul 2014. Ne sarebbe contento lui per primo, immagino. Con questo vi saluto tutti con molto affetto, augurandovi un felice Natale e un nuovo anno migliore del precedente. Auguro infine, di cuore, pronta e definitiva guarigione alle amiche e agli amici che sono alle prese con malanni vari. Estendo l’augurio agli amici non in salute delle altre reti con la stessa affettuosità.

Mauro Gentilini

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