HomeCircolari Locali14-12 Rete di Verona – dicembre 2014

14-12 Rete di Verona – dicembre 2014

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale 

Radiè Resch di Verona – Dicembre 2014

Cari amici della Rete di Verona, ogni anno, quando ci si avvicina al Natale, si cerca di fare un bilancio dell’anno trascorso, e di volgere lo sguardo e la mente a quello che sta per iniziare. E’ stato un anno ancora una volta, purtroppo, segnato a livello internazionale da guerre, distruzioni, morti, migrazioni di massa. E’ quello che è successo e che sta ancora succedendo in Palestina ed Israele, in Libia, in Siria, in Irak, in Ucraina, in Afghanistan, in Kenia, in Egitto, in Nigeria, nel Sud Sudan, nella Repubblica Centroafricana, nel Burkina-Faso, in Pakistan, in Birmania-Myanmar … e in molti altri luoghi del pianeta. Facciamo fatica a comprendere i reali meccanismi che stanno alla base di tanti conflitti, anche se non ci riesce difficile immaginare che siano soprattutto di natura economica. Per restare nella nostra piccola Italia è ancora aumentato il numero degli uomini, delle donne e dei bambini (dovremmo ogni tanto soffermarci a riflettere che sono esseri umani, proprio come noi), che sono vittime della disperazione e del cinismo nel Mar Mediterraneo … La cronaca ci riporta quotidianamente episodi di violenza domestica ed extra familiare … A ciò si aggiungano la disoccupazione crescente, giovanile e non, il precariato, la perdita di diritti fondamentali dei lavoratori, i disastri ambientali, troppo spesso frutto dell’imprevidenza e della corruzione. Tutto questo è motivo di paura, di depressione, o, peggio, induce all’assuefazione, all’indifferenza e all’apatia. Cresce la tentazione di chiudere occhi ed orecchi di fronte a quello che ci circonda, per cercare unicamente la soddisfazione dei propri bisogni immediati, per difendere il proprio “territorio”, per evitare di restare contagiati dal virus della povertà che, come e più dell’Ebola, continua ad uccidere gli ultimi della terra. Si rifugge dalla politica, si rinuncia persino all’esercizio del voto, che dovrebbe essere una delle basi della democrazia e della partecipazione. Eppure… Eppure ogni Natale porta sempre con sé, anche per chi non crede in Cristo, un germe di vita e di speranza. Un messaggio semplice: qualcosa di piccolo, di insignificante, di nascosto, di “impotente” può ricreare radicalmente il mondo. E allora è dalle piccole cose, che non fanno “notizia”, che si può ripartire, può rinascere la voglia di fare, può riaccendersi l’entusiasmo. Per questo continuiamo a credere che esperienze come quelle della Rete siano preziose ed importanti. Ci costringono a uscire dal nostro orticello, ci fanno incontrare uomini e donne eccezionali, ci restituiscono l’entusiasmo e la voglia di cambiamento, mettendo in crisi i nostri modelli di vita, fondati sulla competizione e sui consumi, vigilati dall’occhio spietato dei “mercati”. E’ questo il nostro augurio di Natale: che rinasca, insieme al dio-bambino, la nostra capacità di pro-gettare, cioè di creare ponti fra il presente ed il futuro, di tornare ad essere “visionari” e sognatori, al modo dei profeti di ogni tempo, di lasciarsi contagiare dalla com-passione e dalla vera ricchezza delle relazioni. Una piccola cosa sta nascendo anche quest’anno. Abbiamo provato a confrontarci con una nostra vecchia amica ghanese sulle reali possibilità di dare corpo ed anima ad un suo sogno: realizzare un progetto educativo rivolto alle ragazze di un piccolo villaggio africano ed ai loro genitori, per far comprendere l’utilità e la bellezza di una cultura che viene loro preclusa per la mancanza di fondi, per la miopia dei governi, ma soprattutto per il venir meno di ideali, per un apatico adagiarsi ed adeguarsi a quello che la vita, spesso dura e avara, riserva alla popolazione più povera, specie femminile: soggezione, violenza, miseria, sfruttamento. Partendo dall’intuizione di una donna “grande” che ha capito e vissuto sulla pelle sua , dei suoi cari e dei suoi vicini tutto questo, e dalla generosità, spesso incomprensibile a noi ricchi, di chi ha tanto lottato e sofferto ma vuole ancora offrire una chance a chi non ha neppure la possibilità di lottare, si vorrebbe anche come Rete dare forma a questo microprogetto per favorire la frequenza scolastica delle ragazze dai 12 ai 14, 15 anni coinvolgendo, con attività di counselling, anche genitori ed educatori. Aspettiamo ogni suggerimento, consiglio e supporto da quanti nella Rete hanno competenze certamente maggiori delle nostre. Grazie!

Tanti tanti auguri di cuore a tutti, in particolare a Silvana

Gianco e Laura

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