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15-01 Rete di Verona – gennaio 2015

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

 Radiè Resch di Verona – Gennaio 2015

Cari amici della solidarietà della Rete Radié Resch di Verona, anzitutto un augurio caloroso di buon anno nuovo 2015! Ma non si può certo affermare che questo 2015 sia nato con segni positivi e fecondi, da molti punti di vista, ma soprattutto dal punto di vista della pace mondiale. Questa sparatoria tragica di Parigi rivela un grave acuirsi delle tensioni internazionali, per la contrapposizione continua di diversi modi di pensare e per il ricorso facile alle armi ed ad violenza disumana e ferocissima, quale da anni non si vedeva. Le cose non sono semplici come ce le vogliono dire, non è l’Occidente che viene colpito e che deve reagire, perché non siamo tutti uguali e il modo di vivere dell’Occidente non è davvero il migliore. Tutti sono andati a farsi vedere a Parigi, ma vedere Netanyahu tra chi si sentiva vittima di violenza e terrorismo è stata davvero una contraddizione enorme, uno scandalo, o forse una cosa ridicola, da ridere come l’avrebbero descritta i redattori e vignettisti di quel giornale satirico che è sembrato l’unica difesa vera della civiltà. Sono emerse nel dibattito molte osservazioni critiche, molti ragionamenti che si tiravano fuori dal coro, ed io sono rimasto molto impressionato a leggere che nel 1987 il Mossad israeliano era andato ad ammazzare a Londra proprio un vignettista satirico, un certo Naji al Alì, di cui nessuno ricorda il nome né ciò che scriveva o disegnava. Ma dava certamente fastidio, perché prendeva in giro la potenza militare di Israele, e come tutti sanno in Israele si può criticare quasi tutto, anche da parte di altri ebrei, ma mai l’esercito e le azioni militari. In realtà è proprio il modello occidentale ad essere in grave crisi, a non saper rispondere più alle tensioni internazionali, soprattutto verso chi non possiede quasi risorse e di quelle poche si sente anzi quotidianamente defraudato. E’ difficile rispettare gli altri, rispettare altri modi di pensare, di agire, di pregare, accettare le diversità anche vicino a noi, immaginarsi in paesi lontani e con la pelle diversa. Basti riflettere sui recenti disordini negli USA per i colorati ammazzati troppo facilmente dalla polizia, con conseguenti vendette ed azioni violente di persone fragili, disperate, violente, che si trovano fra le mani delle armi con grandissima capacità di distruzione. E sui califfati islamici con le loro decapitazioni. Perché tante armi a disposizione per uccidere? La soluzione alle crisi ed alle ingiustizie inizia sempre dalla capacità di ascolto, soprattutto verso chi è più debole e povero, di mezzi e di cultura. E mi sembra che in molti di noi questa aspirazione, questa voglia di un mondo più giusto ed attento a tutti, sia realizzata per quanto poco nella nostra piccola associazione, in questa piccola rete di solidarietà, dove si ascoltano altre voci, altri modi di leggere la realtà, di invocare giustizia, ma dove anche si mettono alcuni dei nostri beni a disposizione di questi oppressi, perseguitati, come impegno per alcuni nostri fratelli lontani. Una parte dei nostri denari la mettiamo in iniziative di liberazione, che siamo riusciti a conoscere ascoltando appunto; e quei pochi denari, utili a risolvere piccole situazioni di miseria e oppressione, li vogliamo anche far passare per istituzioni pulite, non in banche più o meno armate. Come vedete dai dati della colletta 2014, riportati in calce alla presente lettera, la raccolta è tornata ai livelli di qualche anno fa, sopra i 20.000 euro, nonostante il cambio del canale bancario e la crisi internazionale, che è davvero fortissima. Qualcuno degli amici aderenti alla Rete non ha ancora aggiornato i termini del suo versamento, ed Emilio Butturini, emerito fondatore ed animatore per 50 anni del nostro gruppo, si ritrova ancora a dover comunicare alla sua banca che quel versamento va dirottato su un altro conto, su un altro IBAN, in Banca Etica. Allora vi rivolgo una piccola esortazione: controllate i vostri versamenti ed i vostri ordini alla banca, per non disturbare più Emilio, e per privilegiare così una Banca diversa da tante altre, che cerca di uscire dai circuiti internazionali perversi, della criminalità e della finanza speculativa, che si oppongono alla democrazia ed ai diritti dei popoli e delle persone. Proprio su questo tema della Finanza criminale la Rete nazionale sta producendo uno sforzo per capire meglio cosa succede: si è formata una commissione, sono circolati documenti, ci sono state discussioni, e siamo quasi pronti a invitare tutti gli amici e simpatizzanti ad un Seminario nazionale sul tema, forse in maggio, preparando il discorso con una attenta diffusione di documenti e di libri di denuncia, su questo argomento, di cui non si parla quasi mai: è un vero tabù! Come ad esempio il TTIP trattato per gli accordi commerciali transnazionali tra Usa ed Europa, il TTIP, che l’Europa dovrebbe sottoscrivere senza discussioni trasparenti, con grande perdita di sovranità degli stati rispetto alle aziende multinazionali, o Corporation. Ci sono già dei materiali a disposizione, e ci sono alcuni esperti che ci possono spiegare cosa sta succedendo, perché ad esempio la Grecia fa tanta paura in Europa e nel mondo occidentale, quando vuole rifiutare il modello imposto di controllo del debito pubblico … E’ un argomento molto complesso, che va affrontato adeguatamente per evitare nuove violenze e sopraffazioni. Dopo 100 anni quasi tutti condanniamo la 1^ Guerra Mondiale, coi suoi milioni di morti ammazzati: ma allora sembrava un’azione positiva e vantaggiosa per i governanti e gli imprenditori. Ora si presentano pericoli analoghi in altri campi, è nostro dovere informarci meglio e cercare azioni risolutive e pacifiche. Di questo ed altro inizieremo a parlare nel nostro primo incontro 2015 di gruppo veronese, che viene proposto per lunedì 26 gennaio prossimo, alle ore 21. Parleremo anzitutto di colletta e del bilancio di gruppo, per adempiere ad uno degli obblighi di ogni associazione italiana. E parleremo delle prossime iniziative della Rete, del prossimo Seminario sulla Finanza criminale, che toglie i diritti alle popolazioni ed alle persone, iniziando dai popoli più poveri e sprovveduti, ma incidendo ormai anche sul nostro territorio, come si riscontra dagli effetti devastanti di questa crisi. E parleremo anche delle nostre operazioni, che curiamo direttamente come gruppo veronese, e cioè della situazione in Guatemala e delle borse di studio a Joao Pessoa. Ma di questo si parlerà più diffusamente in un prossimo incontro, ascoltando qualcuno dell’Opera Mazziana che segue le borse di studio, e speriamo di tenere questo incontro proprio nella sede dell’Opera mazziana, in via San Carlo, sopra Santo Stefano, dove la Rete è nata ed ha percorso molti tappe della sua azione solidale, di approfondimento politico, di testimonianza, di azione concreta con le nostre operazioni. Allora vi aspettiamo all’incontro di lunedì 26, e la sede è casa nostra di me e Silvana, in via Tonale 18, così da permettere anche a Silvana di partecipare e di salutare tanti amici della solidarietà. Non è ancora guarita, ha ancora delle invalidità di movimento, e per questo vi invitiamo a casa nostra, così Silvana non si deve muovere; ma è in via di guarigione e la nostra speranza è che fra alcuni mesi saprà muoversi con maggior facilità ed autonomia.

Un affettuoso saluto da Dino e Silvana.

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