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15-03 Rete di Verona – marzo 2015

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

Radiè Resch di Verona – Marzo 2015

Cari amici della solidarietà della Rete Radié Resch di Verona, è sempre più difficile scrivere una lettera circolare di solidarietà in questa situazione di crisi mondiale, in cui è difficile scorgere qualche segno di pace e soluzione dei conflitti, e vedere progetti di liberazione internazionali che possano sfruttare efficacemente i pochi denari che una piccola Associazione, come la nostra Rete Radié Resch, riesce a racimolare ed a mandare. Il mio intento in questa comunicazione mensile, che curo da circa 30 anni è quello di sottolineare segni di speranza e fatti concreti che si muovono in questo senso. Gli eventi che ci possono dare segnali di liberazione e di novità, in questo contesto di crisi economica politica ed etica diffusa in tutto il mondo, possono essere solo quelli che vengono dai paesi poveri, una volta chiamati con un’espressione ridicola e tragica, paesi in via di sviluppo. Ma invece diventa quasi vera questa espressione, perché solo da paesi meno colonizzati dal capitalismo imperante possono venire notizie di reale sviluppo, notizie che non si riferiscono a PIL che aumenta, o aziende che esportano sempre di più, ma di scuole che funzionano meglio, di banche di credito cooperativo, di servizi sociali che cominciano timidamente ad affacciarsi ed a funzionare. Il nostro atteggiamento di italiani invece appare bloccato, non si vedono quasi segni di speranza, tutto va male, ma comunque il nostro stile di vita non deve mai essere toccato da alcuna minaccia di cambiamento, e non è solo un riferimento alla minaccia dell’ISIS, che è una minaccia reale e molto forte, ma anche i poveri e i migranti sono una minaccia, possono cambiare le nostre buone abitudini, la nostra civiltà superiore. Dove vedere segni reali di cambiamento? In che direzione scrutare per discernere orizzonti più umani, di possibile concreto cambiamento? Credo che solo l’incontro con le persone sia un’occasione di cambiare la nostra vita, di aprirsi al nuovo, agli altri, e la partecipazione ad una associazione come la Rete può essere davvero un’occasione concreta, di conoscere amici vicini, con ideali vicini a quelli di ciascuno di noi, e quindi persone con cui realmente ci si può confrontare, non solo mangiare insieme, o giocare a carte, o andare a concerto. Ma conoscere anche amici lontani, in altri continenti, lontani migliaia di chilometri, in altri contesti sociali ed etnici, con altre abitudini, è l’occasione di confrontarsi con il novo, con altri orizzonti. Conoscere persone in Guatemala, leggere come vivono e quali sono le loro aspirazioni, conoscerli qui e là, in occasione di viaggi, mantenere l’impegno di una piccola parte del nostro bilancio familiare per altre famiglie, per altri figli o cugini lontani, è un’occasione preziosa, è cercare di aiutare a costruire una vita diversa. È sperimentare la possibilità di un dono. Conoscere persone in Palestina, imparare la storia attraverso la loro esperienza e la loro sensibilità, con tutte le differenze di mentalità, ci mette in condizioni di vedere altre realtà, altre sofferenze, persecuzioni, muri che non sono caduti, e anzi continuano ad aumentare, ad avanzare. Conoscere cosa succede a Ghaza, ad Hebron, a Ramallah, ci pone in una posizione diversa rispetto agli amici che abbiamo vicini, agli amici colti, che sanno solo ciò che passa attraverso i giornali. Ed ora questa notizia che l’Italia riconosce i nuovo stato della Palestina, ma solo all’interno di accordi con Israele: una beffa! Non ci sarà mai accordo, Israele ha i mezzi ed i sostegni per fare sempre quello che vuole, aiutata da tutti suoi alleati e alla faccia di qualsiasi decisione punitiva – anche blandissima – dell’ONU. Conoscere come studiano i ragazzi brasiliani a Joao Pessoa, con le borse di studio che sosteniamo con l’opera mazziana, ci ha permesso e ci permette di seguire tutta l’evoluzione dello stato brasiliano, con tutte le sue contraddizioni, ma attraverso dei giovani che cercano di trovare la loro strada, in una realtà così difficile e contradditoria, ma solo in base alle loro competenze acquisite nelle scuole e nelle università, e le persone sono il mezzo più efficace per capire cosa succede, per mettersi all’altezza delle novità. Ma di tutte queste cose bisogna anche discutere, confrontarsi, incontrarsi, se no si rischia di bloccare tutto, di impermeabilizzare la nostra posizione di veronesi ed europei. Per questo è importante ogni tanto vedersi, salutarsi, ascoltare le esperienze, le letture di questo mondo così complesso e contradditorio, dove i giovani sembra non trovino lavoro né autonomie. Iniziamo a trovarci martedì 17, alle ore 21, all’Istituto “don Mazza”, in via San Carlo 5, sopra Santo Stefano, nel luogo dove è nata la Rete di Verona e dove si è incontrata tante volte. Incontreremo don Domenico Romani, che segue da anni e con grande passione, diligenza e accuratezza l’attribuzione delle borse di studio che proprio a Verona sosteniamo, con l’operazione “Marco Picotti”. E un prossimo importante incontro sarà in maggio, in un Seminario del Nord Est, con gli amici delle reti venete, del Trentino e del Friuli, e forse anche di Lombardia ed Emilia, nelle parti confinanti con le cosiddette Tre Venezie. Come sapete l’argomento è la Finanza Criminale, quella che usa i capitali finanziari non per far crescere le persone e le popolazioni, per solo per arricchirsi, ed arricchire le società di affari che lavorano solo per il profitto, le corporations, le banche internazionali … Ma ne parleremo nel nostro Seminario del Nord Est (ce ne saranno altri 3 in Italia, in altre zone), che sarà a Isola Vicentina, come quello del 2013, domenica 10 maggio. I materiali preparatori sono pronti, presi dalle pubblicazioni della Banca Etica, e si possono consultare sul sito della rete cliccando reterr.it: a metà pagina ci sono gli 8 argomenti consigliati. Cominciate a leggere l’ultimo! Forse appaiono altri segni di speranza, questa volta a Verona, in un incontro di piccoli agricoltori locali, che si svolgerà a Sezano sabato 14 marzo, dal titolo “Semi diritti giustizia”. Nella riunione preparatoria la gente coinvolta era diversa da quella dei dibattiti, erano contadini e agricoltori di tutte le età. E si sono materializzati qui, in provincia di Verona, i problemi sulla proprietà dei semi e sulle interferenze delle multinazionali, che noi conosciamo sostenendo i semterra brasiliani, la mesa campesina argentina e gli altri movimenti politici che abbiamo incontrato nella nostra vita di rete. Questa giornata è quindi perfettamente in linea con quanto andremo ad approfondire nel nostro seminario di maggio, con uno stile e uno svolgimento logicamente diverso (e forse anche divertente) rispetto ad altre giornate di studio. Ed è una vera occasione di preparazione al Seminario. In particolare una sessione pomeridiana ha il titolo tègneme la somensa, che evoca il libero scambio tra gente che vive direttamente questi aspetti della finanza criminale e si organizza autonomamente per fare resistenza (la frase si riferisce al contadino che vedendo il prodotto del vicino, lo apprezza e gli chiede di dargli i semi, così da poterli utilizzare anche lui alla prossima stagione). Questo pare un segno concreto di speranza, anche a prescindere da come potrà andare il convegno. Vale la pena che anche noi “retini” (della Rete, noi veronesi in primis) ne siamo informati e, potendo, ci facciamo un giro. Ma avremo certo il tempo di parlarne. Il nostro appuntamento è per martedì 17 marzo, all’Istituto mazziano, nella saletta presso la portineria, con possibile park interno e con accesso senza barriere.

Un caro saluto da Silvana e Dino

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