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15-04 Rete di Verona – aprile 2015

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

Radiè Resch di Verona – Aprile 2015

Cari amici della Rete di Verona, come si legge nella circolare nazionale di Ercole Ongaro, il tema che vogliamo affrontare quest’anno come Associazione di Solidarietà, come Rete Radié Resch a tutti i livelli, è la Finanza criminale, che non cerca il bene delle persone e dei popoli ma solo il tornaconto di chi ha i mezzi per incidere sulla finanza e il mercato, cioè i ricchi e le multinazionali. Per questo argomento si è costituita una Commissione Finanza nazionale e si sono fissati dei Seminari nazionali nel prossimo maggio, come ormai facciamo da un po’ di tempo, negli anni in cui non ci incontriamo nel nostro Convegno Nazionale, quello di Rimini, che si realizza negli anni dispari. I seminari saranno 4 disseminati in 4 zone d’Italia, per permettere una maggior partecipazione, diminuendo la distanza da percorrere per recarsi nella sede ed il tempo necessario per il viaggio, nonché le spese. Per noi del Nord Est il Seminario si svolgerà a Isola Vicentina domenica 10 maggio, dalle ore 9.30 circa, la stessa sede che fu anche del Seminario del 2013, il Convento di Santa Maria del Cengio. Sono circa 65 km dopo Vicenza verso Schio, si arriva in meno di 1 ora e mezza. Si è impostata una scaletta omogenea per tutti i 4 seminari, scegliendo anche relatori simili: per noi il relatore sarà Marco Bersani, della Rete ATTAC. Fissatevi la data, ci vedremo probabilmente prima, ma è importante anche ritrovare amici di altre città venete e trentine, ed anche del Friuli. Ed ora alcune importanti notizie del nostro gruppo di Verona. Nel nostro incontro del 17 marzo al Mazza, eravamo una ventina. Don Romani ci ha relazionato sulla situazione in Brasile e sull’operazione borse di studio, intitolata a Marco Picotti, che sosteniamo da molti anni (1987) con l’opera mazziana a Joao Pessoa. La situazione politica in Brasile è molto cambiata dal 2000, e anche l’opera mazziana si sta riorganizzando, con nuovi sacerdoti brasiliani. Lo stato cura molto la scuola, cerca di favorire il tempo pieno dappertutto, e dopo la terza media nascono corsi di apprendistato molto apprezzati. Il Brasile è un paese ricco e forte, con grandi prospettive future, è la prima lettera dell’acronimo BRICS, dei nuovi stati emergenti. Invece l’Europa e l’Italia sono in crisi, da noi non possono venire molti aiuti. Ma i denari della Rete mantengono la loro destinazione ed i loro obiettivi, con borse di studio a chi vuole continuare a studiare e non ha mezzi, per i trasporti, la divisa, le lezioni supplementari per affrontare gli esami, necessarie per chi non è bravissimo o non ha aiuti dalla famiglia. Il Mazza (l’opera mazziana) mantiene nel Nord Est brasiliano le sue missioni pastorali, segue più di 500 bambini e ragazzi delle Linea del treno, Beira da Linha, in un’ara molto difficile, con bande di adolescenti criminali e grande spaccio di droga. Ma il Progetto della RRR non è destinato a questo. Ora il Progetto delle borse di studio della Rete continua con un tetto di 8.000 euro l’anno, ma don Domenico e gli operatori del Mazza, sanno bene che finirà. Meglio non troncare tutto subito, ed usare quelle risorse nel modo migliore, da ogni punto di vista. Si prevedono in futuro forti investimenti brasiliani sulla formazione, e l’opera mazziana certamente si renderà disponibile e protagonista. Don Domenico ha parlato anche delle nuove difficoltà educative, con questi giovani che si isolano davanti al telefonino e al computer, che non parlano con gli amici vicini, che non vanno in Chiesa. Anche per questo s’è spostata più avanti l’età della Cresima. Ha riferito anche che la fuga dei giovani verso gli Usa ed altri Stati forti non si verifica in Brasile, i brasiliani vogliono restare a casa loro! E se vanno a studiare fuori, rischiano di non vedere riconosciuti gli esami sostenuti fuori ed i titoli di studio, quando tornano. Con i governi di Lula e Djilma sono cambiate molte cose, non sono tutte rose e fiori, ma la fame non c’è più. E non è poco. Anche le favelas hanno ormai l’acqua corrente. Aumenta l’urbanizzazione, prima il 75 % della popolazione era in campagna, ora in 25 anni i numeri si sono invertiti, il 75 % è nelle città. Lo scambio Europa Brasile è sempre più paritario, anche in contenuti, metodi, idee. La nostra è una società vecchia, la loro giovanissima. Verranno presto ad aiutare noi. Come già si era detto in vari incontri precedenti, il dottor Gianfranco Rigoli è in Ghana in questi giorni per prendere contatti e vedere se e come è possibile attivare un progetto della Rete in quel paese africano. Progetto non è la parola esatta, ne abbiamo parlato varie volte: non siamo noi italiani o europei a costruire un progetto, con obiettivi, operatori, finanziamenti, eccetera. Il Progetto è dei Ghanesi, noi lo sosteniamo, in tutto o in parte, per quanto riusciamo. Per questo lo chiamiamo spesso operazione. Come ricorderete certamente, si vuol favorire la frequenza scolastica delle ragazze in Ghana, evitando che diventino madri bambine da 12 a 15 anni e cercando di fornire loro un’istruzione e una formazione che le renda protagoniste del loro futuro, e non vittime passive. In Ghana, come in tutta l’Africa, si cerca invece di togliere ogni autonomia agricola, tutti i prodotti devono servire per l’esportazione e per dare prodotto alle multinazionali che si appropriano dei mezzi per la produzione. Si vuol piantare caucciù dappertutto, là viene bene e il prodotto si vende, ovviamente dando profitto non ai ghanesi ma alle Corporations che si prendono i terreni, togliendo l’agricoltura rurale, gli orti, e le tradizioni locali. Si vuol estrarre l’oro con miniere a cielo aperto, la tecnica meno costosa per le imprese ma la più devastante per il territorio e per i veleni, perché le falde acquifere sono subito inquinate dai cianuri. Ricorderete il film con il quale abbiamo aperto il Convegno nazionale del 2012, “El oro o la vida”, girato in Guatemala che evidenziava gli stessi rischi. E naturalmente in Ghana c’è il petrolio da estrarre, distruggendo la cultura tradizionale delle palme. La popolazione ambisce a lavorare da operai in queste nuove industrie, manda ragazzi e ragazze, manodopera a buon mercato, abbandonando l’agricoltura locale di autosostentamento, e le tradizioni, perdendo identità ed autonomia. E l’unica reazione di opposizione sembra essere il rifiuto dei valori occidentali, il movimento Boko Haram della vicina Nigeria, di ispirazione islamico estremo. E’ la situazione di tanto stati poveri del mondo, le conseguenze di questo neo colonialismo che ONU né altri enti riescono a frenare ed arginare. Che speranza di vita hanno quei popoli in quella situazione di nuova schiavitù? lo sbocco è l’estremismo islamico, i movimenti fondamentalisti, le migrazioni di massa. Gianfranco resta una decina di giorni in Ghana, e ci riferirà del suo viaggio nel nostro prossimo incontro, fissato per martedì 21 aprile presso l’istituto don Mazza, in via San carlo 5, sopra S.Stefano, dove siamo stati la volta scorsa, il 17.3. Allora appuntamento il 21.4 alle 21!

Un cordiale saluto solidale da

Dino e Silvana

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