HomeCircolari Locali15-06 Rete di Trento – giugno 2015

15-06 Rete di Trento – giugno 2015

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

 Radiè Resch di Trento – Giugno 2015

Care amiche e cari amici della Rete del Trentino, la circolare nazionale parla del dramma dei profughi, che a ondate sempre crescenti lasciano i loro paesi in guerra o in miseria per cercare una vita migliore, spesso a rischio della vita stessa. E’ evidente che un esodo così massiccio richiede risposte coordinate e lungimiranti e che i singoli stati non sono in grado di far fronte a tragedie di tali dimensioni. E’ però altrettanto odioso vedere partiti che su queste tragedie costruiscono le loro fortune elettorali, sparando menzogne e alimentando paure che alimentano il razzismo più becero.

Mi ha fatto molta impressione la settimana scorsa, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato (20 giugno), partecipare a un dibattito a Rovereto, all’interno del Museo della Guerra, e vedere le immagini di 100 anni fa, quando la popolazione trentina fu costretta a lasciare le proprie case a causa della guerra e finì profuga nei paesi interni dell’Impero (Boemia, Moravia, Alta Austria) o in varie parti d’Italia. Quei nostri nonni profughi in terre straniere e inospitali suscitano ancor oggi in noi commozione e dolore. Una signora di Telve ha ricordato nella tavola rotonda i racconti di sua madre, che fu internata a Mitterndorf con la sua famiglia (solo le donne, i bambini e gli anziani, in quanto gli uomini validi erano al fronte) e le privazioni, le umiliazioni, la disperazione di tante persone. Mi ha colpito ancor di più l’immagine del paese di Marco raso dai bombardamenti: al rientro dei profughi nel 1918 non c’era più niente e la gente fu costretta a vivere in baracche, così come in baracche aveva vissuto per quattro anni nei campi profughi. Ma vedere quelle baracche a Marco, dove oggi altre baracche della protezione civile accolgono i profughi che scappano da altre guerre, mi ha fatto riflettere sulla storia che si ripete, sulle tragedie che ieri colpivano noi e oggi colpiscono altri. Eppure a Marco, come nel resto del Trentino, dell’Italia, della Francia (vedi il dramma dei profughi sugli scogli di Ventimiglia) e dell’Europa (vedi il muro in costruzione in Ungheria) noi ci ostiniamo a respingere questi nuovi profughi, dimenticandoci che anche noi siamo stati profughi di guerra. “Ricordati che sei stato straniero anche tu” è il titolo di un bel libro di Vincenzo Passerini, edito da Il Margine di Trento, in cui l’autore ci richiama al dovere morale dell’accoglienza dello straniero, uno dei precetti fondamentali di tutte le culture, oggi messo in ombra da egoismi personali e collettivi. Passerini chiude il libro con un “manifesto dei migranti”, di estrema attualità. Noi come Rete cerchiamo da tempo di dare il nostro contributo. Con la costituzione dell’Associazione Multicolor stiamo tentando di dare lavoro ad un gruppo di profughi. A questo proposito, vi invitiamo ancora a segnalarci la possibilità di lavori di imbiancatura, giardinaggio, pulizie o altro presso le vostre case o presso amici e conoscenti, ma vi avvertiamo che durante l’estate non sarà possibile rispondere con urgenza alle vostre richieste, perché spesso i ragazzi sono impegnati in lavori saltuari nei campi.

Carissimi saluti a tutte e tutti

Fulvio Gardumi

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