HomeCircolari Locali15-07 Rete di Verona – luglio 2015

15-07 Rete di Verona – luglio 2015

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

 Radiè Resch di Verona – Luglio 2015

Cari amici della solidarietà della Rete Radié Resch di Verona, siamo certamente in un periodo di grande preoccupazione per i cambiamenti di ogni tipo che stanno avvolgendoci, come già più volte si è detto ed ha ripetuto anche papa Francesco nella sua enciclica. Cambiamenti climatici, politici, sociali di grande portata, che potrebbero arrivare a una situazione di gravi ingiustizie e di profonda riduzione dei diritti. Anche se molti di noi sono in vacanza estiva, le sollecitazioni che si leggono sulla lista postale, dove molti mandano i loro commenti, evidenziano una preoccupazione diffusa. Ma iniziamo con cose più positive e semplici che riguardano solo noi della rete di Verona, il nostro gruppo locale. Ricorderete che in marzo ci siamo incontrati per lanciare una nuova operazione, proposta da Gianfranco Rigoli e Laura Valotto, col sostegno solo da noi di Verona e non dalla Rete nazionale, cioè non con le collette di tutti i 40 (43) gruppi locali che insieme sostengono le iniziative di solidarietà della Rete. Si disse allora, davanti a don Domenico Romani, dell’Opera mazziana, della nostra intenzione di ridurre la quota delle borse di studio a Joao Pessoa, l’”operazione Picotti”, per curare un’analoga iniziativa in un paese che ne ha bisogno di più, cioè in Ghana. E dal prossimo settembre inizieremo a sostenere la frequenza a scuola di qualche decina di ragazze ghanesi, dirottando in Africa parte della nostra colletta veronese. Ne parleremo ancora e spesso, e nella prossima circolare di settembre (questa di luglio comprende anche quella di agosto) manderemo tutto il progetto, luogo, referenti, quota, numero di ragazze sostenute, svolgimento e prospettive. La Rete prosegue l’approfondimento sulla Finanza criminale, introdotto anche dalla circolare nazionale della Segreteria: si vede sempre di più che il mondo è controllato dal denaro, dalla Finanza, che non permette a nessuno, popolo o stato, di sottrarsi ai suoi obblighi e di pagare i debiti, come si vede con la Grecia, che difficilmente potrà ottenere una ridiscussione del suo debito. Ma il problema ormai diventa uno solo: chi ha fatto quei debiti? i cittadini? o le banche? e chi deve pagarli allora ? Non sarebbe ormai il caso di ridiscutere tutto, senza far riferimento a uno sviluppo e una crescita che difficilmente potrà avvenire? Tutti gli stati, anche la Forte Germania, non riescono più ad aumentare significativamente il loro PIL, quindi bisogna rassegnarsi che di denaro ce n’è sempre meno, salvo tra i ricchi e gli straricchi, e i piani di sviluppo devono essere impostati diversamente, cioè puntare alla staticità o alla decrescita, e non ci possono essere più tanti soldi per pagare rate enormi di debiti spesso ingiusti e odiosi. Sto leggendo (oltre all’enciclica “Laudato si’”) un bel libretto di Massimo Cacciari, il filosofo che è stato anche sindaco di Venezia, che porta come titolo “Vie di fuga”. Di fronte alle crisi incombenti e permanenti, ai migranti che arrivano a milioni, di fronte alle stragi terroristiche, al venir meno dei beni comuni e del lavoro, con i poveri in galera e i ricchi sempre più ricchi, dove dobbiamo cercare di andare a finire? quali vie di fuga ci possono essere? è possibile arrivare ad un sistema sociale nuovo basato sui beni comuni? Sono certamente temi su cui riflettere, bisogna avere qualche buon libro da studiare e poi cercare modalità e gruppi in cui discutere, per arrivare ad azioni reali. Mi pare che la nostra nuova opzione solidale con il Ghana possa essere una buona risposta da ogni punto di vista, è una cosa concreta, semplice, limitata, è un segno di speranza, ed agisce in un paese africano e povero, forse contribuirà anche a ridurre il numero di migranti. E ci dà nuove conoscenze e persone con cui dialogare, e soprattutto da ascoltare, perché la lettura del mondo con gli occhi degli africani è certamente molto diversa dalla nostra, dalla ricca Verona. Le nostre piccole operazioni dimostrano che i soldi possono essere importanti, ma non sono la cosa più importante, contano le amicizie, le persone, il confronto, le buone relazioni, e siamo certi che i nuovi amici (amiche) del Ghana aiuteranno ancora noi, sé stessi e la situazione mondiale, come ci hanno aiutato gli amici che abbiamo conosciuto con le operazioni in Guatemala e con l’azione di sostegno all’Opera mazziana a Joao Pessoa. Termino citando una rivista missionaria molto amata da tutti noi, Combonifem, che ci ricorda nel suo ultimo numero quanto è importante avere dei segni di speranza anche in frangenti difficili, vedere il positivo anche quando sembra che le notizie negative siano sovrastanti a tutto. Un sorriso può essere più positivo di un giornale o di un TG. L’immagine concreta che poi ci propone il giornale missionario femminile è relativa ai migranti, migranti per lavoro: l’anno scorso sono stati più gli italiani che hanno lasciato l’Italia per abitare all’estero degli stranieri che hanno deciso di risiedere in Italia, 155.000 contro 92.000. Allora forse non è vero che siamo invasi dagli stranieri, ma invece siamo noi che invadiamo altri paesi. È davvero una notizia strana che deve farci riflettere, perché le notizie ufficiali spesso non corrispondono alla realtà e richiedono invece riflessione e ricerca, cercare notizie alternative, per capire se ci sono altri modi di vedere le cose e di capire come funzionano, e per agire di conseguenza.

Un caro saluto da Silvana e Dino

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