HomeCircolari Locali15-08 Rete di Padova – agosto 2015

15-08 Rete di Padova – agosto 2015

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

 Radiè Resch di Padova – Agosto/Settembre 2015

“Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza”

Ernesto “Che” Guevara

Carissime /i, le comunicazioni con Haiti non si sono interrotte nemmeno durante il periodo delle “ferie”. Le lettere che seguono ci raccontano l’impegno e il continuo lavoro dei ns amici. Non tutte le notizie, purtroppo, sono positive. La siccità sta portando difficoltà nei raccolti e le elezioni politiche stanno dimostrando la non volontà di risolvere i problemi del Paese. Notizie dalla Rete – La Rete di Isola Vicentina ha organizzato la mostra dei manifesti che raccontano la nostra storia. Al termine della circola trovate l’invito e il programma del prossimo coordinamento nazionale.

LETTERE DA HAITI

“… Da noi tutti stanno bene, i bambini sono in piena forma, ora sono in vacanza e giocano tutto il tempo. Jean Martin è promosso in seconda elementare e la piccola Anne andrà a scuola il prossimo settembre, lei cresce molto bene per la sua età. Per quanto riguarda le donne della FDDPH, le loro attività funzionano normalmente, abbiamo incontri regolari ed io continuo con i corsi di Laboratorio medico. E Jean sta molto bene. Volevo proprio parlarti un po’ per avere vostre notizie e per dirti che siete nei nostri cuori. Anche quest’anno si dovrebbe tenere il campo estivo per i bambini contadini a Fondol ma non sappiamo ancora, perché purtroppo abbiamo pochi mezzi per continuare con la pratica di diverse professioni come avevamo cominciato lo scorso luglio (sartoria, falegnameria, preparazione di mobili, artigianato, cucina, varie formazioni). Vi vogliamo molto bene. Ciao! Martine che ti abbraccia.”

“…. abbiamo ricevuto tutto, il libro e il CD. Noi pensiamo che questo libro costituirà un riferimento, una memoria per tutte quelle e tutti quelli che hanno conosciuto e non hanno conosciuto Dadoue… Ancora una volta, grazie per tutto questo gran lavoro che hai realizzato a vantaggio di quanti lottano per un domani migliore nel nostro paese. La temperatura ogni giorno qui aumenta molto (38-40 gradi) e siamo costretti a bere molto spesso. Non abbiamo ancora avuto piogge contrariamente agli anni precedenti, infatti questa dovrebbe essere la stagione delle piogge. Ciò causerà senza dubbio molte difficoltà ai contadini per la fine dell’anno.La nostra famiglia sta bene, e anche noi contiamo di andare sulla montagna di Fondol all’inizio del mese di agosto per passare lì qualche giorno. Siamo in periodo di elezioni, e la violenza cresce di giorno in giorno all’avvicinarsi della data fissata per le elezioni, a causa di rivalità tra diversi raggruppamenti partitici che vogliono con ogni mezzo difendere i loro interessi personali, senza preoccuparsi veramente dei problemi collettivi. Noi siamo ancora molto reticenti a credere che ci sia qualcuno in questa folla di candidati (56 per la presidenza), capace di cambiare davvero la vita delle masse. Siamo anche molto preoccupati per la deportazione di massa degli Haitiani che vivono in Repubblica Dominicana; la cosa peggiore è che tra queste persone, ce ne sono tante che arrivano senza conoscere niente di Haiti, né la cultura, né la lingua creola e senza avere nemmeno una famiglia a cui fare riferimento per vivere. Ci mandano, insieme a questi Haitiani, dei Dominicani di origine haitiana, che arrivano ad Haiti come apolidi, essi non sono ben accolti da una parte della popolazione che non li considera Haitiani, ma Dominicani, dato che non sanno il creolo; la situazione è molto complicata per questa categoria che è respinta da entrambe le società (dominicana e haitiana), a volte, essi si trovano in strada a Port-au Prince e in altre città sulla frontiera senza sapere a quale Dio chiedere aiuto. Dunque, la relazione tra i due paesi si deteriora, cresce da sempre un atteggiamento antihaitiano in Dominicana ed ora c’è anche un atteggiamento antidomenicano da noi. Ma noi sappiamo che è un falso problema, questo è quel che vuole un piccolo gruppo di integristi razzisti delle due società, noi infatti abbiamo delle associazioni dei due paesi che riflettono profondamente sulla situazione. Antonio Ciguamo mantiene sempre i contatti con noi, sono molto attivi a livello di ‘’Solidaridad fronteriza‘’, ci sentiamo molto spesso con loro. Questa situazione complica ancor più la situazione economica delle masse e dei contadini, infatti c’è anche un’inflazione e mentre prima ci volevano 40 gourdes per 1 $, ora ce ne vogliono 52; questo ha causato l’aumento dei prezzi dei prodotti di prima necessità (fagioli, mais, riso, olio, farina etc.) sul mercato locale.In effetti Tita, ci sono talmente tante cose da dire che non finirei mai di scrivere oggi, e non ho ancora risposto alle domande della tua ultima lettera: sarà per la prossima volta, ti chiedo di avere un po’ di pazienza, io ora mi sto immergendo in una lettura sensazionale dopo l’arrivo di questo libro biografico, infatti ci sono molte cose che io personalmente non sapevo sulla relazione così profonda tra Dadoue, FDDPA e voi. Grazie ancora, per aver pensato di mettere per iscritto questa bella pagina d’amore, che ci conduce in un mondo difficile da comprendere, ma ben reale; avete dovuto effettuare parecchi viaggi in questo paese per poter arrivare ad una tale comprensione del contesto haitiano. Grazie, Jean et Martine che vi abbracciano con infinito amore. Ciao”

RASSEGNA STAMPA HAITI

Sulle elezioni del 9 agosto 2015 ad Haiti (MISNA)

Le elezioni legislative parziali celebrate ad Haiti domenica scorsa, dopo anni di rinvii, non sono state democratiche: è quanto denuncia la Rete nazionale dei difesa dei diritti umani (Rndhh), riferendosi a un voto svolto fra disordini e violenze con almeno due vittime. Irregolarità, incidenti, casi di frode: per Pierre Espérance, direttore esecutivo della Rete, lo scrutinio del 9 agosto ha costituito l’ennesima “violazione della democrazia” nel povero paese caraibico, che ancora paga le conseguenze del devastante terremoto del 12 gennaio 2010. I 5,8 milioni di aventi diritto erano chiamati a scegliere i deputati e due terzi del Senato fra 1800 candidati, in lizza per 139 incarichi. Ma, ha denunciato Espérance “con la complicità della polizia e della giustizia haitiana, alcuni individui sono entrati nei seggi impugnando armi automatiche per impedire ai cittadini di votare”. Alla chiusura dei centri di votazione, domenica sera, il presidente del Consiglio elettorale provvisorio (Cep), aveva dichiarato che solo il 4% dei seggi era stato colpito da atti di violenza, dichiarandosi soddisfatto della giornata elettorale. Col passare delle ore si è appreso anche attraverso i media internazionali di diversi episodi di violenza fra sostenitori di diverse fazioni in campo. Secondo fonti della società civile, inoltre, la precarietà delle strutture disponibili nei centri di votazione ha impedito la segretezza del voto. Una denuncia che ha ricevuto conferme anche in dichiarazioni rilasciate all’Afp dalla responsabile della missione di osservazione elettorale dell’Unione Europea, Elena Valenciano. “Se anche un solo haitiano non avesse potuto esercitare il suo diritto di voto sarebbe una preoccupazione per noi”. La missione dell’Ue resterà ad Haiti fino alla fine del lungo processo elettorale inaugurato dalle legislative (primi risultati attesi il 19 agosto) e che prevede, entro la fine dell’anno, anche le amministrative e le presidenziali.

Risultati delle elezioni agosto 2015 (Alterpresse)

Appena tre deputati sono risultati eletti su un totale di 119 al primo turno delle attese e caotiche legislative del 9 agosto scorso ad Haiti, secondo i risultati forniti dal Consiglio elettorale provvisorio (Cep); un voto, il primo organizzato dal 2011, segnato da un’altissima astensione, l’82%, ancor più alta nel dipartimento dell’Ovest, il più popolato, che ingloba Port-au-Prince.Il voto dovrà essere nuovamente celebrato in 25 delle 119 circoscrizioni elettorali del paese a causa delle violenze che hanno costretto molti centri di voto a chiudere con largo anticipo; da questi distretti hanno raggiunto il centro di computo dei risultati, ospitato nella capitale, appena il 70% delle schede previste. Nessuno dei 20 seggi da senatore in gioco è stato conquistato alla fine del primo turno. Il secondo turno è previsto per il 25 ottobre, in concomitanza con le elezioni municipali e locali e il primo turno delle presidenziali.Il giorno del voto due persone sono state uccise, due sostenitori, rispettivamente del partito di opposizione Fusion e dello schieramento presidenziale Phtk (Parti haïtien tet kale). Inoltre, 14 candidati sono stati esclusi perché accusati di coinvolgimento in sparatorie, saccheggio delle urne, aggressioni contro il personale addetto ai centri di votazione.La missione degli osservatori dell’Unione Europea ha criticato la precarietà dell’organizzazione, mentre diverse organizzazioni della società civile hanno definito il voto “non democratico”.

L’appuntamento mancato delle legislative del 9 agosto ad Haiti

Gotson Pierre, P-au-P., 12 agosto 2015 [AlterPresse]

Le elezioni legislative del 9 agosto scorso ad Haiti, svoltesi in un clima caotico e disertate da gran parte degli elettori ed elettrici, sono state tuttavia cruciali per il futuro democratico del paese. Mentre sembra annunciarsi una crisi post-elettorale, varie sfide emergono da questo scrutinio, alcune riguardanti il quadro istituzionale dello Stato ed altre le prospettive di sviluppo socio-economico. Queste elezioni, attese da 4 anni, devono permettere di rinnovare la camera bassa, passando da 99 a 119 deputati, e di completare il senato amputato di due terzi dei suoi membri, ossia 20 senatori. Un vuoto parlamentare esiste da gennaio, quando il mandato dei deputati e quello di due terzi dei senatori ha avuto termine. L’esistenza del parlamento in sé è quindi una sfida, nel momento in cui il paese non riesce a godere di una vera stabilità politica. Si tratta dunque di riabilitare il parlamento come potere che dovrà contribuire a stabilire l’equilibrio di fronte a un esecutivo troppo dominante e, sembra, onnipotente. “Ogni potere è indipendente dagli altri due nelle sue attribuzioni che esercita separatamente”, proclama la costituzione haitiana. Nonostante la resistenza di alcuni senatori e deputati, durante l’ultima legislatura (la 49°), il potere legislativo è stato seriamente intaccato. Questa situazione è stata favorita dal clientelismo, che ha caratterizzato il comportamento di numerosi parlamentari, alla ricerca di vantaggi personali presso membri dell’esecutivo e responsabili di organismi decentrati dello stato. Il parlamento ha visto erodersi il suo potere di controllo dell’esecutivo. A più riprese l’ex primo ministro Laurent Lamothe non si è degnato di rispondere alle richieste di deputati e senatori di spiegazioni sulle azioni dell’équipe al potere. Vale lo stesso per la legge finanziaria, riproposta di anno in anno, senza tener conto delle osservazioni del parlamento. Ora il bilancio costituisce un campo negoziale dove il senato e la camera dei deputati possono influenzare la politica socioeconomica applicata, prendendo in considerazione le preoccupazioni di tutti i ceti sociali. Il parlamento è stato svuotato di tutto quanto riguarda le attribuzioni fissate dalla costituzione, fino a far sparire la legislatura in gennaio 2015, in parte sotto il peso delle sue stesse contraddizioni non risolte e anche dei molti scandali e controversie che hanno appannato la sua immagine. I senatori e deputati, che dovevano in qualche modo costituire un baluardo contro la corruzione, si sono impantanati in oscuri affari e sono stati coinvolti da scandali a ripetizione. La prossima legislatura, d’altra parte, dovrà mettere ordine nei rapporti con i poteri locali da rimettere in piedi a partire dalle elezioni municipali e locali previste per il prossimo 25 ottobre contemporaneamente alle presidenziali e al secondo turno delle legislative. Troppo spesso si sono visti deputati muoversi come sindaci, cercando di gestire direttamente dei fondi d’investimento per poterne trarre benefici economici e politici e assicurarsi così di poter raccogliere la simpatia delle popolazioni locali e ampliare la loro rete clientelare per garantirsi indefinitamente la rielezione in scrutini truccati. E la ruota potrà continuare a girare. Il parlamento dovrebbe essere anche un interlocutore per diverse strutture cittadine e gruppi sociali su tematiche d’interesse pubblico, come il rispetto dei diritti umani, la giustizia, lo sfruttamento e la gestione delle risorse naturali nazionali, il decentramento, la questione di genere, ecc. Anche il dossier sull’emendamento costituzionale riveste un’importanza capitale. Infatti dopo l’affrettato emendamento del 2011, il paese si è impigliato in un imbroglio senza alcuna prospettiva di uscirne. La costituzione, votata nel 1987 in Creol e Francese, è stata emendata solo nella versione francese. La convalida di questo emendamento, di cui non si è sicuri di aver trovato la versione originale, è stata fatta sulla base di una intesa atipica tra l’esecutivo, il legislativo e il giudiziario. Inoltre l’emendamento del 2011 ha segnato un passo indietro in materia di democrazia partecipativa, orientamento principale della costituzione del 1987, ad es. le prerogative accordate alle collettività territoriali nella costituzione del Consiglio elettorale permanente (Cep) sono state semplicemente soppresse. Il potere di designazione dei 9 membri del Cep è ormai concentrato nelle mani dell’esecutivo, del legislativo e del giudiziario: è un’enorme sfida per la prossima legislatura, che dovrà scegliere un terzo dei membri del CEP. Infine il senato dovrà contribuire a mettere ordine nella diplomazia haitiana, che, negli ultimi 4 anni, è diventata pletorica e ancor più inefficace per effetto della ricerca da parte dei senatori di vantaggi personali e impieghi per i loro raccomandati. E’ grave che le operazioni elettorali del 9 agosto, svoltesi in un clima che non ispira alcuna fiducia, non permettano di sperare che gli eletti avranno la legittimità, la credibilità, la visione e la volontà politica necessarie per assumersi tali responsabilità. Infatti, nel contesto attuale di debolezza istituzionale, il Cep non ha saputo sbarrare la strada a candidati dalla dubbia moralità, considerati assassini, ladri, sequestratori, trafficanti di droga ed armi, falsari, truffatori e altri banditi.

Insicurezza alimentare: situazione preoccupante, il fenomeno El Niño colpisce Haiti per l’80%, mentre le precipitazioni sono cessate da metà aprile 2015 – 15 giugno 2015, Emmanuel Marino Bruno [AlterPresse] L’insicurezza alimentare, prevalente attualmente ad Haiti, è preoccupante, valuta il Coordinamento nazionale della sicurezza alimentare (Cnsa), durante una conferenza stampa del 15 giugno 2015. La stagione primaverile, che copre generalmente il 60% della produzione agricola, appare molto compromessa, rileva il direttore generale del Cnsa, l’agronomo Gary Mathieu. Questa situazione sarebbe dovuta al fenomeno El Niño, che colpisce circa l’80% del paese. Le piogge, che si dovrebbero registrare fino all’inizio di giugno 2015, hanno smesso di cadere da metà aprile 2015. A causa degli effetti della siccità, il Cnsa prevede un calo sostanziale, tra il 60 e il 70% della produzione agricola, nei dipartimenti del Sud-Est, del Nord-Ovest, dell’Artibonite (soprattutto l’alta Artibonite), del Plateau central, del Nord-Est (una parte), l’isola della Gonâve (i due comuni Anse-à-Galets e Pointe à Raquette), dell’Ovest (tra cui Fonds Verrettes dove solo poche precipitazioni sono state registrate a fine maggio 2015, dopo un lungo periodo di siccità che colpisce la zona da novembre 2014). Sono, in particolare, colpiti i comuni di Grand-Gôave (Ovest), Grand Gosier, Anse-à-Pitres e Belle-Anse (Sud -Est), Jean Rabel, Baie-de-Henne e Môle Saint-Nicolas (basso Nord-Ovest) e buona parte del comune di Gonaïves (alta Artibonite). «Si dovrebbe registrare attualmente una disponibilità di prodotti alimentari locali sul mercato nazionale. Ma sono soprattutto prodotti importati, quelli che si vedranno», deplora il Cnsa. I prezzi dei prodotti importati, come il riso, l’olio e la farina, hanno cominciato ad aumentare fino al 10 %, all’inizio di giugno 2015. L’aumento del prezzo del dollaro USA, provocando un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari (divenuti sempre più cari) avrà un impatto negativo sui più poveri, avverte il Cnsa, auspicando un “serio rilancio” della produzione agricola nazionale. Da due settimane, il cambio supera i 50 gourdes per 1 dollaro USA (era di 47 gourdes a dicembre 2014). Gli stessi problemi tornano ogni anno: il deficit nelle precipitazioni resta costante dal 2008, ricorda Gary Mathieu, chiedendo interventi per controllare l’acqua, le sorgenti e i fiumi. Attualmente, il Ministero dell’agricoltura, delle risorse naturali e dello sviluppo rurale (Marndr) effettua un inventario di tutti i punti d’acqua e sistemi d’irrigazione in vista di intraprendere dei lavori ad alta intensità di mano d’opera per il controllo dell’acqua, annuncia il Cnsa. Saranno anche installate delle cisterne comunitarie. Molte persone hanno lasciato l’agricoltura per orientarsi verso la pesca, segnala il Cnsa, che raccomanda disposizioni strutturali relative all’ambiente, l’acqua, in modo di prevenire situazioni di crisi alimentare a ripetizione. Tra 3 e 3,8 milioni di persone son attualmente in una situazione di insicurezza alimentare ad Haiti. Il Cnsa incoraggia iniziative di promozione dell’agricoltura familiare, allo stesso modo che per l’agricoltura commerciale (agribusiness). Un protocollo di accordo, per la realizzazione di un patto a sostegno delle piccole e medie imprese (Pme) nell’ “agribusiness”, è stato firmato il 29 maggio 2015 al Ministero dell’economia e delle finanze (Mef), a Port-au-Prince. Da due settimane, il cambio supera i 50 gourdes per 1 dollaro USA (era di 47 gourdes a dicembre 2014). Gli stessi problemi tornano ogni anno: il deficit nelle precipitazioni resta costante dal 2008, ricorda Gary Mathieu, chiedendo interventi per controllare l’acqua, le sorgenti e i fiumi. Attualmente, il Ministero dell’agricoltura, delle risorse naturali e dello sviluppo rurale (Marndr) effettua un inventario di tutti i punti d’acqua e sistemi d’irrigazione in vista di intraprendere dei lavori ad alta intensità di mano d’opera per il controllo dell’acqua, annuncia il Cnsa. Saranno anche installate delle cisterne comunitarie. Molte persone hanno lasciato l’agricoltura per orientarsi verso la pesca, segnala il Cnsa, che raccomanda disposizioni strutturali relative all’ambiente, l’acqua, in modo di prevenire situazioni di crisi alimentare a ripetizione. Tra 3 e 3,8 milioni di persone son attualmente in una situazione di insicurezza alimentare ad Haiti. Il Cnsa incoraggia iniziative di promozione dell’agricoltura familiare, allo stesso modo che per l’agricoltura commerciale (agribusiness). Un protocollo di accordo, per la realizzazione di un patto a sostegno delle piccole e medie imprese (Pme) nell’ “agribusiness”, è stato firmato il 29 maggio 2015 al Ministero dell’economia e delle finanze (Mef), a Port-au-Prince.

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