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16-05 Rete di Verona – maggio 2016

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

Radiè Resch di Verona – Maggio 2016

Cari amici della solidarietà della Rete Radié Resch di Verona, riprendiamo le nostre riflessioni dopo la pausa di aprile e dopo il Convegno Nazionale di Trevi. La situazione internazionale è sempre più complicata e difficile, dopo il blocco europeo dei migranti e con le varie crisi politiche internazionali che sembrano non avere modifiche, in Siria, in Turchia, in Libia, e naturalmente in Palestina, e in Africa. L’Europa sembra sulla via dello scioglimento, ogni stato fa quello che vuole e i temi della solidarietà sembrano quelli meno importanti, e si affermano invece sempre di più i movimenti fascisti e populisti, chiusi e negativi verso ogni apertura. In Brasile e in Argentina le cose volgono decisamente al brutto, con la chiusura di ogni stagione liberale o socialista, non si sa nemmeno quale parola usare. In Italia c’è una grande battaglia contro il governo Renzi, da destra e da sinistra, e il lavoro rimane sempre un aspetto molto delicato e difficile; ora con le prossime amministrative continueranno le battaglie mediatiche per portare gli elettori verso le posizioni volute. E il referendum di aprile (delle trivelle) ancora una volta ha evidenziato la volontà di tanti elettori di non voler votare, che non sembra un rifiuto del diritto al voto quanto una protesta intenzionale voluta. Da chi ricevere parole di speranza? Il Convegno ancora una volta ha evidenziato come i nostri testimoni dall’Africa e da altri luoghi hanno una visione diversa del mondo e delle sue dinamiche e leggono la realtà con un altro punto di vista, e danno possibili vie di speranza. E le testimonianze sono state il centro del Convegno. Padre Mussie Zerai sacerdote eritreo ha raccontato le difficoltà di ogni genere che devono affrontare quelli che fuggono da situazioni di vero disastro nei loro paesi, dove è dichiarato lo stato di guerra, dove arrivano rifiuti tossici di ogni tipo, e tutti i giovani devono essere in servizio militare da 18 a 60 anni, salvo carcere e violenze di ogni tipo (66 carceri in Eritrea), e quindi scappano, con viaggi allucinanti, centri di detenzione, confini blindati, un mare da passare con imbarcazioni ridicole, con soldi continuamente richiesti o rubati, o con la donazione forzata di organi. La kurda Ozlem, rifugiata politica in Italia, ha raccontato delle continue e pesanti persecuzioni della Turchia di Erdogan sui kurdi, che cercano l’autonomia kurda o almeno l’autodeterminazione in paesi con dittature, con detenzioni in carceri di massimo isolamento da decenni, con la proibizione di usare la lingua e i nomi kurdi, anche i nomi devono essere tradotti in turco, e le donne combattenti sono sottoposte al massimo della pena. Wafà palestinese di Ghaza ha raccontato della difficoltà di gestire un’azione di resistenza nel conflitto eterno con Israele, del fallimento dell’idea di 2 stati, datata agli accordi di Oslo più di 20 anni fa, e dell’unica speranza nel boicottaggio dei prodotti di Israele, BDS, la sola azione che sta unendo i popoli solidali e dà speranza di cambiare qualcosa; bisogna quindi leggere le etichette e rifiutare i prodotti israeliani, non ospitare scienziati e artisti israeliani e forse allora, dopo tante sofferenze, la giustizia vincerà. Altri africani presenti a Trevi hanno presentato i loro prodotti agricoli realizzati in Italia, tramite cooperative, realtà sempre più positive e veri modelli di speranza. Il senegalese Mohamed Ba ha raccontato la sua storia coloniale, con grande ironia con una lingua italiana e una cultura ad altissimo livello, con l’aspirazione di integrare al Nord la cultura africana ed i giovani scrittori africani, e lui stesso è autore di testi teatrali in Italia di grande successo. Il prof. Vassallo Paleologo ha ricordato la grande azione di alcuni giuristi italiani contro la discriminazione dei migranti, contro la clandestinità, contro la tortura, contro i continui tentativi di chiudere le possibili buone esperienze di accoglienza e di integrazione, attivando e sostenendo azioni legali complesse e continue, con un’attenzione tenace e impegnata contro qualsiasi chiusura e blocco che si verifica in Italia. Si è provata nel Convegno di Trevi anche la divisione in gruppi, per limitare il numero di chi partecipa e favorire di più la discussione e l’approfondimento, con schemi simili in ognuno dei 3 gruppi e con animatori giovani, che poi hanno relazionato. Abbiamo ascoltato nel 3° gruppo la testimonianza dell’ostetrica di nave, che ha aiutato il parto di tante giovani donne migranti, raccolte sulle navi appoggio della Marina italiana; la testimonianza di cooperative miste con stranieri, per coltivazione e commercio; le esperienze di istituzioni accoglienti, poche a fronte di tanti respingenti, evidenziando quanto sia più facile respingere con atteggiamenti molto superficiali, piuttosto che tentare accoglienze, col rischio di perdere risorse non capendo che si possono acquistare relazioni e speranze e moltiplicare così le risorse. E’ stato quindi un buon convegno, un segno di speranza in questo momento storico così difficile e chiuso. Ora cureremo la trascrizione su carta delle più importanti relazioni, ma ci sono anche dei documenti filmati già disponibili, messi già in rete e su You Tube: la relazione di Mussie Zerai si può trovare su Youtube, chiamandone il nome. Il film è stato realizzato da Aldo Corradi, di San Zeno di Colognola, della Rete di Verona. Al Convegno c’era anche padre Clemente, che ha portato la sua testimonianza di prete ed educatore in Guatemala, e noi a Verona lo conosciamo bene. Ha portato un nuovo progetto per una biblioteca e una sala Internet per i suoi giovani nella sua nuova parrocchia, chiedendo un contributo molto limitato, progetto che pensiamo di sostenere nei prossimi Coordinamenti e di assumere come azione della Rete di Verona, continuando ciò che si è fatto per anni, e che ora si pone accanto all’azione ormai più che ventennale in Brasile, con l’Opera mazziana a João Pessoa (cosa succederà in Brasile nei prossimi mesi, con il golpe contro il PT e Djilma Roussef ?), e con il nuovo Progetto ad Adjumako, perché le ragazze ghanesi possano continuare gli studi. In una delle prossime lettere presenteremo il nuovo Progetto in Guatemala, pensato prima per una durata annuale ed ora esteso a 3 anni, dopo la discussione con Clemente a Trevi. Pensiamo di incontrarci in maggio, come gruppo di Verona, per parlare di tutte queste cose e scambiarci le nostre idee e le nostre aspirazioni. Poi ci sarà il Coordinamento nazionale a Sezano, in giugno, e pensiamo di proseguire la nostra buona tradizione di un incontro conviviale a inizio estate, nei giardini Pettenella Picotti, dove ricorderemo la presenza di don Giulio Battistella, per tanti anni nostro profeta e riferimento per tutto ciò che ha significato spiritualità e solidarietà internazionale, da quando era tornato dall’Argentina, raccontandoci di America Latina e delle lotte di liberazione che là si erano svolte, e poi ancora missionario a Cuba con una grinta eccezionale. Il nostro prossimo incontro sarà martedì 10 maggio, martedì prossimo, alle ore 21 nella sede dell’Istituto don Mazza, in via San Carlo 5, zona Santo Stefano, con parcheggio interno, nel cortile. Per i Giardini PP ancora non s’è fissata una data, lo fisseremo nel nostro incontro del 10 maggio. Il Coordinamento Nazionale sarà a Sezano sabato e domenica 18 e 19 giugno, con le solite modalità dei Coordinamenti. Questo è un mese dispari e non si comunicano i dati della colletta. Un cordiale saluto, a presto rivederci per confrontarci in amicizia. Ciao.

Dino con Silvana

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