HomeCircolari Locali16-09 Rete di Verona – Settembre 2016

16-09 Rete di Verona – Settembre 2016

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

 Radiè Resch di Verona – Settembre 2016

Cari amici della solidarietà della Rete Radié Resch di Verona, con un certo ritardo invio la circolare di settembre e me ne scuso. Scrivere una circolare ogni mese rappresenta un impegno complesso, perché si rischiano di dire sempre le stesse cose e di essere monotoni. La ricerca di una solidarietà concreta con persone lontane è uno dei nostri impegni di vita, ma le cose stanno cambiando, e molto, in Italia in Europa e nel mondo, e quindi anche il nostro modo particolare di essere solidali come Rete va in crisi, ha bisogno di confrontarsi per ridiscuterlo, e ciò avviene nei nostri incontri locali e nazionali, nei Seminari e nei Convegni, quando ci troviamo con i nostri interlocutori lontani, con cui cerchiamo di essere insieme in fraternità. Nel nostro gruppo di Rete di Verona s’è creato un bel gruppo di amici che vivono insieme questa azione di aiuto, e pensiamo di alternare fra di noi la stesura della circolare, per cercare di vedere le cose del mondo con occhi diversi e diversa sensibilità. La concretezza passa attraverso l’esperienza di ciascuno e la conoscenza, diretta e/o varia, con i nostri interlocutori lontani, che ricevono il nostro aiuto e cercano di utilizzarlo per il bene del loro gruppo e del loro territorio. Quindi avere più redattori della circolare permette di osservare la realtà con occhi diversi, e di proporre orizzonti diversi, dinamiche e problematiche diverse, e quindi solidarietà diverse, oltre a riflettere in modo diverso sulle dinamiche più specificamente politiche dei rapporti internazionali che sottendono sempre ad ogni rapporto di solidarietà. E le politiche internazionali si imparano bene nella Rete, basti pensare a tutte le dinamiche Israele – Palestina, che sono alla base del nostro impegno da quando la Rete è nata, nel 1964 circa, con Ettore Masina, col papa Paolo VI, e con Paul Gauthier e la chiesa dei poveri. Ed a tutti i luoghi dove siamo venuti in contatto con altra gente e con altro sfruttamento, per contatto diretto personale o indiretto tramite amici vicini, di altre reti. Ad esempio per noi di Verona il contatto con l’Opera mazziana a Joao Pessoa, e tutta la storia che è passata per il Nord Est brasiliano, è stata una scuola particolare di cosa ha significato Movimento Sem Terra, Pastorale della Terra, Teologia della Liberazione, e scuola, come l’hanno sempre intesa gli amici del Mazza. O il contatto col Guatemala, con Rigoberta Manchù, con padre Clemente, con la storia degli squadroni della morte, con l’assassinio di mons. Gerardi, 25 anni dopo quello di Romero in Salvador, ma anche con la civiltà Maya e la storia americana, che non è solo quella delle colonie inglesi del Nord America. Ed ora il contatto con il Ghana, con Olivia e le ragazze di Adjumako, che ci fanno capire tante cose prima indistinte e lontane. Questa è la solidarietà della Rete, conoscere amici lontani, entrare in quelle dinamiche e mettere a disposizione un piccolo aiuto economico perché possa cambiare la loro situazione di povertà e dipendenza. Ma la situazione internazionale attuale è diversa da quella degli anni passati, e sta cambiando ancora. Gli analisti mettono in evidenza la contemporaneità di 3 crisi enormi, che scuotono tutto il mondo, e dire 3 crisi è riduttivo, perché se ne possono individuare molte altre. E queste crisi mettono in dubbio ogni impostazione politica, e quindi anche la nostra visione di solidarietà maturata fino ad oggi. Le 3 crisi principali sono queste: quella delle migrazioni, per le guerre e per la povertà, e sono migrazioni di milioni di persone, che cercano strade di sopravvivenza in tutto il mondo, non solo ai confini dei loro paesi in guerra e in miseria assoluta. L’Europa s’è accorta dell’entità di questo fenomeno, ma si è ben presto chiusa ad ogni accoglienza, e sono sorti muri dappertutto, e per noi Muro significa la divisione in Palestina, violenza, sopraffazione, umiliazione, diritti violati eccetera. L’altra crisi è quella della globalizzazione finanziaria, perché le dinamiche della finanza sono completamente cambiate. I poveri certamente continuano a pagare ogni crollo degli indici di borsa, ma la separazione fra ricchi e poveri continua ad aumentare, ed i ricchi, il denaro, continuano a determinare ogni dinamica, ogni guerra, ma anche le politiche degli stati, basti pensare al petrolio, che è calato di prezzo, ma sta sconvolgendo ogni equilibrio mondiale, perché il ricco o l’azienda che vede calare i suoi soldi cerca tutti i modi per mantenerli, ed anzi aumentarli. E tutte le dinamiche finanziarie sono globalizzate, non c’è una zona che non ne risente, perché è lontana. Come ci spiegava Gianfranco Rigoli parlando di Ghana, in Ghana non si coltiva più riso, è meglio acquistare il riso degli Usa, prodotto con forti incentivi ai produttori locali, quasi sempre multinazionali, e poi venduto sottocosto in tutto il mondo. Attenti ai prezzi troppo bassi, stanno distruggendo gli agricoltori locali ed i lavoratori. I soldi governano il mondo, determinano le guerre, spostano gli equilibri, basta uno spostamento di una decina di miliardi di dollari nella borsa (uno sceicco che sposta un po’ di fondi sovrani arabi da un titolo ad un altro) per provocare crolli e guerre sempre più disastrose e catastrofiche, vedi Siria o Crimea. Ma mi fermo ad un semplice cenno di queste logiche, se no diventa un trattato. La terza crisi è la crisi del clima, che cambia rapidamente, scompaiono i ghiacciai, scompaiono isole intere perché il mare si alza, certe coltivazioni non producono più niente, e ci sono nuovi profughi in fuga dalle loro proprietà che non ci sono più, inghiottite dal mare o acquistate da una multinazionale per fare una nuova miniera d’oro o una nuova diga che inonda territori enormi, prima abitati dai nativi, che ora non contano niente, e sono ammazzati tranquillamente dalle polizie che difendono le scelte di stati corrotti e dei potenti di quegli stati. Ed anche il Brasile ora è tornato ad essere come altri stati venduti ai soldi, ai banchieri ed ai latifondisti Di fronte alle dinamiche legate a queste crisi, e al fallimento quasi completo delle politiche dell’ONU cosa contano le poche migliaia di euro della colletta della Rete? E’ una domanda logica, che richiede nuove risposte, riflessioni collettive e nuovi personaggi che le guidino, che diano segnali di speranza. Uno è certamente papa Francesco, che ha cambiato tutte le dinamiche religiose, non solo cristiane, e le dinamiche ambientali. Con il Papa ci sono i missionari, i comboniani anzitutto per noi veronesi, e le suore comboniane (combonifem), che propongono riflessioni molto importanti di grande aiuto per elaborare riflessioni, tenersi informati e cercare forme concrete di solidarietà, mantenendo anche le collette, che non hanno perso la loro importanza concreta, oltre che teorica. Anche il Monastero di Sezano è per noi un grande luogo di riferimento, diventa difficile forse partecipare a tutto quello che vi si svolge, ed occorre ripensare a modalità di partecipazione e diffusione anche a distanza, gli strumenti ci sono e relativamente semplici da attivare, in modo da seguire gli eventi anche quando non è possibile esserci di persona. Altri personaggi importanti per noi sono i nostri testimoni delle operazioni che sosteniamo, anche non solo noi di Verona, basta leggere i resoconto dei viaggi, come quello ultimo di Fabio e Marta in Congo, pervenuto a chi riceve le comunicazioni della lista Rete. I testimoni lontani sono importantissimi per capire come opporsi ai soldi e alle dinamiche corrispondenti, privilegiando i deboli invece dei potenti. Termino con un’indicazione di un incontro lunedì prossimo 19/9 alle 20.45 a San Massimo, al CUM: il monaco Marcelo Barros parlerà di Helder Camara, il vescovo di Recife profeta dei poveri. Marcelo fu suo discepolo, poi monaco benedettino e scrittore, Al CUM presenta un suo libro su Camara, e con Marcelo ci saranno don Felice Tenero, direttore del CUM, e Marco dal Corso.

Un caro saluto a tutti, ciao

Dino con Silvana

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