HomeCircolari Locali16-11 Rete di Padova – Novembre 2016

16-11 Rete di Padova – Novembre 2016

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

Radiè Resch di Padova – Novembre 2016

“Se io potrò impedire

a un cuore di non spezzarsi

non avrò vissuto invano.

Se allevierò il dolore di una vita

o guarirò una pena

o aiuterò un pettirosso caduto

a rientrare nel nido

non avrò vissuto invano”

Emily Dickinson

Care amiche, cari amici, apriamo questa circolare pensando a Gianna che ci ha lasciato: non sentiamo la sua voce, né vediamo il suo sorriso, ci manca il suo affetto, la sua attenzione, il suo prendersi cura di ciascuna e ciascuno di noi, ma anche la sua indignazione davanti alle ingiustizie, il suo desiderio di un mondo migliore. Quello che ci ha donato in tutti questi anni rimane però dentro di noi e ci aiuterà nel nostro cammino. Vogliamo ricordarla con le parole semplici e profonde lette dai suoi nipoti durante l’eucaristia di commiato: “Una nonna è qualcosa di speciale. La nonna Gianna è la persona che più ci ha insegnato a stare con gli altri. Lei non riusciva a parlare male mai di nessuno, trovava sempre qualcosa di buono in tutto e tutti, poteva essere la persona più antipatica e maleducata possibile ma lei diceva: “è una brava persona e ha dei begli occhi”. Invidiamo la sua bontà, lei non giudicava mai nessuno, non aveva pregiudizi. Grazie nonna per averci insegnato a cercare il meglio nelle persone e ad apprezzarle per quello che sono. Lei non chiudeva mai le porte a nessuno, era sempre disponibile per ascoltare e aveva sempre le parole giuste per tutti. Grazie nonna per aver donato, insieme al nonno, a tutti noi otto nipoti, il tuo amore, la tua saggezza, la tua semplicità, “il vostro dovere è andare bene a scuola e voler bene ai vostri genitori”, ci ripetevi sempre. Ma grazie soprattutto per aver cresciuto quattro splendidi figli, che ora sono i nostri splendidi genitori e zii, e che ogni giorno ci trasmettono valori e affetto. Se siamo una famiglia bellissima e così unita è grazie a te, e per questo non riusciremo mai a ringraziarti abbastanza. Nonna, abbiamo impresse dentro di noi tante immagini che non svaniranno mai, come il sorriso con cui hai sempre affrontato la vita, come ti mettevi la mano davanti alla bocca quando ridevi troppo, noi ti vogliamo ricordare così perché “certe luci non puoi spegnerle”. Ciao nonna; noi Tommaso Alice Chiara Cristina Filippo Giovanni Vittoria Gabriele ti vogliamo bene.” Anche i nostri amici ad Haiti hanno seguito con trepidazione il decorso della malattia di Gianna, restando continuamente in contatto con noi, condividendo speranze, preoccupazioni, dolore. Alla notizia della morte, hanno deciso di organizzare una veglia per “parlare di Gianna, della sua vita, del suo amore per tutti, della sua solidarietà e di tutto ciò che ci ha lasciato come modello di vivere insieme per il cambiamento di questo mondo. Faremo anche una riflessione sul senso della solidarietà della Rete. Bon kouraj, Gianna toujou vivan nan vi nou, se yon fanm vanyan. Kenbe fem. (Coraggio, Gianna sempre viva nella nostra vita, è una donna forte. Restate saldi)”. Qualche giorno prima, il 20 ottobre, Jean e Martine, rispondendo ad una nostra richiesta sulle necessità secondo loro più impellenti dopo il passaggio dell’uragano Mathieu, ci hanno scritto la lettera che troverete di seguito. Come Rete di Padova e Battaglia Terme abbiamo deciso di inviare subito 10.000 euro attingendo alla cassa dove raccogliamo i contributi per il progetto Dofiné; riteniamo infatti che sia necessario intervenire tempestivamente per non compromettere tutte le attività che FDDPA faticosamente e caparbiamente porta avanti. Confidiamo pertanto nella solidarietà di chi sostiene da tempo la FDDPA per far fronte a tutti i nostri impegni; abbiamo già ricevuto messaggi da chi intende contribuire, tra i primi l’associazione “Popoli in arte” che dall’inizio di quest’anno si sta impegnando nella conduzione di corsi di formazione alla salute secondo la metodologia di Freire. Siamo certi che questa nostra decisione sarebbe stata condivisa con forza da Gianna, che ha sempre avuto nel cuore soprattutto i bambini di Haiti. Grazie a tutte e a tutti per quanto potrete e vorrete fare. “Salve Tita, Siamo molto felici di poterti scrivere per condividere alcune informazioni e scambiare anche dei punti di vista… In questo momento stesso in cui ti parlo, una pioggia incessante si abbatte sul paese, il che complica ancor più la situazione dei sinistrati e delle persone che vivono sotto le tende. Per il momento, le telecamere del mondo sono ancora fisse su Haiti, e le grandi ONG mondiali provano a mostrare di fare ancora un lavoro sul terreno; ugualmente in periodo elettorale, ci sono candidati che fanno una campagna sleale senza rispettare la dignità delle persone vittime dell’uragano; questi candidati utilizzano l’angoscia delle persone per avere visibilità a fini elettorali. Fino ad oggi gli aiuti non arrivano ancora alle vittime, ma molte associazioni alzano la voce contro il ripetersi di una cattiva utilizzazione degli aiuti: non vogliamo un’altra volta ‘’Un’assistenza mortale’’ per citare il documentario del regista Raoul Peck sull’uso degli aiuti per il terremoto 2010. Noi, dopo aver passato in rassegna i diversi danni causati da Mathieu, siamo arrivati a individuare in quali settori effettuare interventi rapidi; dovremo dunque intervenire presso le persone più vulnerabili e più colpite da Mathieu. Come tu hai sottolineato, c’è una priorità per i piccoli contadini diventati ancora più deboli con la perdite di animali e campi: un rafforzamento del programma di sementi, con acquisto di capre/montoni può portare sollievo ai più colpiti. Anche quelli che hanno perduto le loro casupole devono essere inclusi per portare loro un supporto in lamiera o in legno. A questo riguardo, il nostro amico delegato dipartimentale Balanse ha prodotto un rapporto per i dirigenti del paese e ha illustrato i bisogni per la montagna, ha fatto tutto ciò che poteva, ma i contadini restano sempre in attesa, sembra che gli aiuti non siano ancora arrivati ai più vulnerabili. A questo proposito il segretario generale delle Nazioni Unite è stato di passaggio a Haiti, ha deplorato la mancanza di solidarietà che ha constatato da parte della comunità internazionale. Pensiamo anche che un intervento rapido per i tetti degli edifici delle scuole sia una priorità per noi, senza dimenticare una sistemazione fisica e in materiali per i centri di salute. A proposito dei centri di salute, stiamo per cominciare un buon cammino verso una soluzione per il loro funzionamento. In effetti il gruppo di medici con cui Martine studia comincia a intervenire a Fondol e Malingue, cominciano a lavorare con i diversi comitati per definire un piano di lavoro, e per ora li abbiamo autorizzati a fare richieste presso le istituzioni sanitarie a nome dell’organizzazione, soprattutto per quanto riguarda i farmaci; questa volta sembra ci siano molte più speranze per realizzare una buona gestione della questione sanitaria in seno all’organizzazione dopo la morte di Dadoue. Ti invierò le prime foto degli interventi dei medici durante questa settimana. Spero che tu comunichi queste informazioni a Fabio e anche ai nostri amici Duccio, Toni e Beppe, perché loro volevano ci fosse un seguito per il lavoro che hanno cominciato a fare con noi nei nostri centri, ed ora, un seguito sta per essere assicurato. E speriamo di preparare un rapporto medico per i nostri amici medici italiani affinché possano farsi un’idea del lavoro. Così dunque, noi, Tita, diciamo Grazie a tutti gli amici della RETE per la loro solidarietà che manifestano sempre per noi, noi attendiamo con grande soddisfazione questo fondo di cui ci hai parlato. Grazie, Jean e Martine che ti abbracciano, con molto amore.”

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