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16-12 Num. 114 – Il risveglio delle coscienze

Tiziana Bonora

Il risveglio delle coscienze

Nuntio vobis gaudium magnum! Con gioia ed emozione oggi scrivo una Buona Notizia! Spero condividerete. Da circa dieci anni non seguo più la TV e ho deciso di rottamare il televisore: è stato un salto fondamentale per la mia crescita personale, per la mia vita, il gesto più mistico e rivoluzionario che potessi  immaginare e fare. Tutti noi, l’intero nostro mondo moderno, consumista, “occidentale”, siamo prigionieri di sofferenze alle quali siamo ormai assuefatti. Non ci rendiamo conto che i mass – media e la quasi totalità della conseguente cultura che viviamo e respiriamo vogliono tenerci schiavi, ad un livello di coscienza basico e istintuale, corrispondente alla parte del cervello più antica e primitiva: paure, competizione, violenza, stress, desiderio di dominio, insicurezza, manipolazione, mercificazione, avidità e ricerca del piacere fine a se stesso. Ne è chiara manifestazione l’uso sfrenato della dimensione sessuale delle persone,  pur di vendere loro qualunque cosa. Abbiamo perso ogni libertà, ogni possibilità di libera scelta e siamo diventati altamente manipolabili. Noteremo che, per contro, non sono mai incentivati, nutriti o stimolati nessun nostro desiderio o nostalgia di libertà, di verità, di giustizia, nessun desiderio di bene, di pace e di tenerezza. E’ un caso? Ma c’è dell’altro. Già qualche tempo fa Carl Jung affermava: “La vostra visione si chiarirà soltanto quando andrete a guardare nel vostro cuore… chi guarda all’esterno sogna, chi guarda all’interno, si risveglia”. E’ in atto una rivoluzione molecolare, quantica. So e sento che agisce perché sta agendo in me, vive ed è presente in me, in tanti di noi, in ogni spazio e luogo. Dal 2 al 5 novembre  i delegati e rappresentanti dei Movimenti Popolari Mondiali si sono incontrati a Roma in udienza dal Papa. Persone che hanno una coscienza umana e politica matura, una percezione alta del mondo e della realtà, sono capaci di leggere “i segni dei tempi”, persone che definirei evolute, lievito e sale della terra. Il profetico Pepe Mujica, ex presidente dell’Uruguay, attivista delle minoranze indigene, incarcerato per le sue idee, ha affermato in quella sede una cosa potentissima, che penso da diverso tempo: come movimenti abbiamo fallito perché non siamo partiti dal di dentro, dal profondo di noi stessi. Mi batte forte il cuore pensando ad una preghiera di Giovanni Vannucci, che era una supplica: “ Se in noi non è pace, non daremo pace. Se in noi non è ordine, non creeremo ordine”. Se l’evoluzione dell’uomo e della donna è quella della sua coscienza,  allora è tempo di chiamata al grande salto,  siamo in presenza di una svolta epocale. Il livello di coscienza è intimamente legato alla chiarezza e all’ampiezza della percezione della realtà: essere coscienti di qualcosa significa essere capaci di percepirlo chiaramente. “Dopotutto facciamo esperienza del mondo non direttamente, ma attraverso il punto di vista della nostra coscienza”. (Ervin  Laszlo) Cominciamo a sentire di essere tutti collegati fra di noi, di appartenere ad un’unica famiglia umana, iniziamo a riflettere sul fatto che ci salviamo solo se insieme. Lo diciamo nei movimenti da oltre vent’anni… Ce lo dice questo papa che è per l’unità umana, ce lo dice perfino la globalizzazione, ce lo dice la fisica quantistica, ce lo dicono da sempre i grandi maestri spirituali, ce lo dice la natura… Raniero La Valle in uno dei suoi ultimi libri: “Occorre  una nuova partenza. Rinnovati nell’intelligenza e nel cuore, occorre tornare alla politica, tornare a formulare programmi di azione, mettere all’ordine del giorno i problemi più urgenti. Un solo Anno della Misericordia non basta: occorre passare ad un’epoca nuova, all’età della Misericordia, dove il divino e l’umano si incontrano nel più piccolo dettaglio della veste senza cuciture della creazione di Dio, persino nell’ultimo granello di polvere dell’universo” . Noi credenti sappiamo che Dio agisce attraverso le nostre mani e il nostro cuore, e ci ha donato la dignità di essere causa delle cose; se vogliamo seguire e incarnare il Gesù storico, iniziare il nostro cammino sulla terra con consapevolezza, percezione e coscienza piena. Una cara amica della Rete,  sabato scorso mi stupì con una riflessione: “Iniziamo ogni mattina facendo come Gesù, la parte migliore di noi,  vivendo davvero le parole di Isaia 61, che Lui pronunciò quando, adulto e consapevole di sé e del suo tempo, iniziò del suo periodo pubblico e la predicazione”: “Lo spirito del Signore Dio è su di me perché mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore, per consolare tutti gli afflitti, per allietare i sofferenti,  per dare loro una corona invece della cenere, olio di gioia, canto di lode, invece di lutto e di dolore [… ]”. Oggi, in me,  si adempie questa parola. Un bel programma politico, di evangelizzazione e di umanizzazione per il papa, per tutti i movimenti, gli uomini e le donne di buona volontà… sale, lievito e luce del mondo!

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