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Circolare nazionale Rete Radiè Resch

Giugno 2012

a cura della Rete di Saronno

ALCUNI PARADOSSI  DELL’ERA DIGITALE

Arrivo trafelata sul treno, mi siedo e come ogni giorno cerco di sonnecchiare un po’ dopo le fatiche della giornata. Chiudo gli occhi e poi ogni tanto li apro. Mi guardo intorno. Circondata. Non c’è un passeggero intorno a me che non stia navigando o messaggiando con iPhone. Negli ultimi periodi sono sempre di più anche gli iPad. C’è chi si guarda film, chi lavora, chi gioca , chi legge il giornale o i libri. Sempre di più le applicazioni che si moltiplicano rapidamente, sempre più le novità in base ai nuovi BISOGNI dell’uomo moderno che controlla sempre di più l’ambiente con la tecnologia. Anche l’istruzione diventerà una nuova sfida per i Tablet: dal prossimo anno gli insegnanti, anche in Italia con Zanichelli, avranno la possibiltà di adottare libri di testo multimediali adatti anche per i tablet. Impressionante poi è vedere bambini già molto piccoli che in base a un semplice meccanismo stimolo-risposta sono già in grado di utilizzare i touch-screen.

Cosa significano tutte queste rivoluzioni nel nostro vivere quotidiano? Si sono insinuate e inserite nella nostra quotidianità senza che se ne avesse una vera consapevolezza. Da un mese all’altro la diffusione è sempre più capillare, il bisogno di guardare in continuazione lo schermo ovunque e in qualunque situazione ci si trovi diventa irresistibile. Di colpo è diventato un bisogno, si è convinti che avere sempre Internet costituisca una necessità e una comodità irrinunciabili. Da un anno all’altro ci si accorge anche di come la socialità sia cambiata con la nuova rivoluzione: durante le uscite con amici è diventato indispensabile, c’è sempre chi ha la necessità di far vedere un video, una foto, di chattare; durante una discussione i dubbi vengono risolti controllando l’iPhone. La rivoluzione diventa sempre più rapida e modifica il modo di comunicare, di apprendere, di stare insieme, di ricercare. Noi che non rientriamo ancora nelle generazioni digitali conserviamo un diverso metodo d’apprendimento e di ragionamento più schematico, logico e consequenziale, anche più rigido se vogliamo, mentre l’intelligenza che si sviluppa nelle nuove generazioni si definisce “ad albero”, ovvero con numerosi collegamenti che si ramificano da una base iniziale restando tuttavia isolati. Con una tale rapidità e con gli orari ristretti della nostra quotidianità diventano più difficili gli approfondimenti, si ricorre a notizie lampo, a titoli, ad accumuli continui di informazioni. Un dibattito sugli effetti desiderati o indesiderati che il Web avrà sul comportamento e sull’apprendimendo è in atto e credo che le conclusioni si trarranno tra qualche anno. A tale proposito Wired di maggio ( mensile sulle novità digitali e tecnologia che ultimamente sta spopolando) cita Raffaele Simone con il suo Presi nella Rete che descrive i contro delle modificazioni interpersonali e individuali che il Web apporta ogni giorno alla nostra esistenza.

Difficile per me prendere posizione, non essendo una cosiddetta Scienziata della Comunicazione o Filosofa o esperta nell’ambito, ma vorrei riportare due  paradossi all’interno della mia esperienza quotidiana.

Il primo è che nonostante l’ipertecnologia e la cibernetica dei nostri giorni la maggior parte dei giovani che conosco in casa non hanno una Tv (utilizzando però PC e streaming) e noto un crescente interesse per l’orticultura. Sicuramente non c’è niente di statisticamente significativo su un campione tanto piccolo e su queste poche abitudini, ma tante realtà e tanti progetti anche in Italia fanno notare delle inclinazioni opposte rispetto alla distanza anche emozionale uomo-ambiente che crea il digitale. Alcune amiche proprietarie di un Agriturismo mi raccontavano di come i bambini fossero rimasti colpiti dopo un uscita didattica, dall’idea che la proveninza del latte non fosse il banco frigo del supermercato ma le mammelle della mucca; nè di come l’insalata fosse diversa da quelle confezionate in busta, pronte e condite, ma crescesse in ceppi dalla terra.

Non credo nella sola negatività della rivoluzione a cui stiamo assistendo, personalmente mi è bastato vedere il fantastico ruolo dei tablet e dei sistemi ad alta tecnologia per i Sistemi di Comunicazione Aumentativa Aletrnativa per disabili che hanno perso la possibilità di parlare.

Diventa fondamentale tuttavia, fare una profonda analisi dei pro e dei contro che questi cambiamenti implicano nell’educazione, nell’apprendimento e nella nostra emotività per diventare più consapevoli e integrare nel giusto modo la tecnologia e il Web, senza che essi sostituiscano l’esperienza e la realtà e ci facciano perdere il gusto della comunicazione, dell’errore e dell’imperfezione.

Marta