Home2019Luglio

Carissima, carissimo, oggi 29 luglio è il giorno in cui la Terra ha esaurito le risorse di questo anno. Tutto ciò riflette ogni giorno nel mondo attraverso non solo i cambiamenti climatici ma con continue devastazioni ad ogni longitudine e latitudine. E noi? Si può sperare se riusciremo ad evitare la catastrofe ambientale e a spegnere gli spiriti di odio, che l’umanità proceda all’unità nella diversità, alla pluralità delle vie verso il compimento umano. Nell’immediato occorre denunciare le politiche crudeli, liberare i poveri dall’inganno del pifferaio che li scatena contro altri poveri, per usarli come servi del suo potere. Il tema politico è: quale umanità? Forse se ci aiutiamo tutti, ci riusciremo. La politica è coscienza prima che azione. La discriminante essenziale, che divide gli uomini, è quella fra chi, nonostante tutto, crede alla loro dignità, si impegna per gli oppressi, lotta per dar voce e spazio alle speranze più profonde e vere di ogni uomo e chi, invece non crede sia più possibile questa trasformazione e si consegna, arrendendosi, a quelle forze che tendono, per il loro dominio, a ignorare le diverse situazioni ed esigenze degli uomini. Ciò chiaramente vale per credenti e non credenti. Mentre i Grandi della terra, che accumulano armi di distruzione di massa e si combattono nei mercati in tutto il mondo, non sanno che pesci prendere, non sanno che fare per i profughi, non sanno che fare per le guerre, non sanno che fare per evitare la catastrofe ambientale, non sanno che fare per promuovere un’economia che tenga in vita sette miliardi e mezzo di abitanti della terra, l’unica cosa che decidono è di disarmare la politica e di armare i mercati, di creare restrizioni nel commercio e speculazioni finanziarie e di legittimare le repressione politica. Trasformando il capitalismo da cultura a natura, promuovendolo da ideologia a legge universale, da storicità a trascendenza, trasformando sempre di più il Terzo Mondo un teatro di conquista, senza nessuna preoccupazione verso i miliardi di abitanti che lo abitano. Un accessorio e un pozzo da sfruttare per i propri bisogni e i propri arricchimenti. Tutto ciò si è spostato anche da noi, facendo si che i poveri diventano sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Il capitalismo prende (dalla natura e dai rivali) più di ciò che dà, così fa alcuni straricchi e molti poveri. L’altruismo dà più di quanto prende, così è creatore. Crea anzitutto dei beni di relazione umana che son le prime ricchezze, poi, con la condivisone materiale, riduce la scarsità e distribuisce la prosperità, evitando discriminazioni e rivendicazioni. La cosi detta ‘moltiplicazione’ evangelica dei pani e dei pesci non è altro che condivisone e questo, a fronte della storia dell’avidità, è il miracolo possibile, di cui abbiamo sempre bisogno.L’impero del denaro, avido e costrittivo, crea solo strumenti e distrugge relazioni. Cosa serve parlare col vicino che incontri del buongiorno. Serve a comunicare, a stare in relazione. Vale, non serve a qualcosa. Parlare è riconoscere, è quasi far esistere. La persona a cui nessuno parla, non esiste per nessuno. C’è un silenzio saggio, pensoso, e anche un silenzio cattivo, violento, negatore. Una parola semplice come il buongiorno, come chiacchierare del sole, della pioggia, è creativa, fa essere. Qualche volta, osservando bene che non sia sgradito o malinteso, mi piace attaccare discorso alla fermata del tram. La società si forma qui, nel grado elementare di relazione umana. Mentre tra quelli che sono sempre connessi si diffonde una forma di solitudine da narcisismo che produce una patologia specifica. Sono dati scientifici! La patologia procura dolori e indebolimento del sistema immunitario. Solitudine e dolore vengono elaborati nella stessa area cerebrale.
Antonio

Maria Cristina Angeletti

Cari amici,
l’argomento sulle autonomie differenziate torna in modo ricorrente sui media; devo dire, a priori, di esser preoccupata della possibile spaccatura dell’unità nazionale, e mi chiedo quanto i cittadini delle regioni che ne fanno richiesta siano consapevoli e persuasi di questa processo e di cosa esattamente comporterà. Mi viene anche da sottolineare la contraddizione tra la battaglia per le autonomie della Lega e l’ambizione di Salvini di procedere verso un partito nazionale che ha propagandato dappertutto invadendo tutti i media. Il PD si esprime con diverse voci su questo tema ( e non solo purtroppo). Mi sembra che la spaccatura attraversi trasversalmente tutti gli schieramenti e mi chiedo come sia possibile che su un argomento costituzionalmente così decisivo il mondo politico si presenti in ordine sparso. L’iniziativa portata avanti da Veneto, Lombardia e recentemente Emilia e Romagna con 23 richieste di autonomie è uno dei tanti modi con cui la Lega vuole staccarsi dal resto d’Italia? Non dimentichiamo che è uno dei principi iniziali del movimento non tenendo conto di quanti sono morti per l’Unità d’Italia. Inoltre non rischia, forse, di mettersi contro il sud dove da poco ha ottenuto molti voti ? (Roberto D’Alimonte articoli sulle autonomie). Allora il federalismo vuol dire secessione! Le teorizzazioni di Gianfranco Miglio parlavano di una riforma complessiva di sistema fra poteri dello stato e tutte le regioni e autonomie locali. L’autonomia di cui si parla oggi riguarda solo le regioni ricche del nord che vogliono tenersi se possibile tutto e vogliono separarsi dal resto del paese che rappresenta un peso. Se è questo il discorso si mette in serio rischio l’unità del paese che verrà letto nel mezzogiorno in modo antimeridionalistico e aggraverà la crisi sociale, morale, culturale, politica del paese. L’unica cosa di cui si è parlato all’interno del governo invece di scuola, cultura, di educazione o fonti energetiche, è la Bozza Stefani che prevede che, una volta approvate le autonomie se entro tre anni non si regolamenta il discorso dei costi standard il fabbisogno viene restituito alle regioni in base al reddito medio, quindi i soldi andranno alle regioni più ricche. Si parla sempre e solo di soldi . La figura di Conte si è rafforzata ( dopo aver chiuso ogni spiraglio a Salvini ) appoggiata, si dice, dal Vaticano, dall’Eni, da Finmeccanica, che potrebbe proporsi come capo di un governo di unità nazionale dopo l’attuale crisi di governo. Non ho fiducia in chi chiede la secessione e ne ho ancora meno nei governatori di piccole regioni che non si rendono conto che il nostro paese è già piccolo per conto suo e se ci dividiamo in Europa conteremo sempre meno.

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