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Aggiornamenti dal Tribunale Permanente dei Popoli

A tutte/i le/i compagne/i di strada della Rete Radié Resch.

Anzitutto, e con tutta la sincerità ed il rimorso, una richiesta di perdono: ho visto solo dopo tanti promemoria di Liviana la data dell’ultima nota che avevo inviato: sono passati ben 18 mesi! Non ho almeno il rimorso di essere stato troppo inoperoso. Con tutte le solite limitazioni dovute alla complessità dei problemi, e all’intrecciarsi di impegni, il “racconto” di quanto abbiamo fatto (…il plurale è il riflesso dell’essere un gruppetto piccolo piccolo, che però vede sempre Simona Fraudatario come la persona chiave) ci sembra coerente con gli impegni presi, e speriamo corrisponda a vostre attese. Disponibili sempre ad aggiungere ed esplicitare le cose che possano risultare poco chiare o incomplete.

1 – Si e’ concluso il percorso di sentenze ed attività collegate dedicate al “popolo dei migranti”, con due eventi significativi:

1.1 – una Sessione nel novembre 2018 a Londra , che ha posto in evidenza le caratteristiche particolari della repressione del popolo migrante, anche dopo anni di permanenza nel paese, in un quadro politico e culturale (purtroppo non limitato alla situazione inglese) che mira, al di là di situazioni di lavoro-schiavo, alla creazione-imposizione di unambiente strutturalmente ostile’, di una violenza nel quotidiano della vita, che non si traduce in crimini formali, ma che e’ il modo più efficace per cancellare il senso e le tracce della dignità e della prossimità della vita.

Il testo dell’atto di accusa (nella versione italiana preparata da amiche di Lecco) e’ molto consigliato, perché didattico e riassuntivo anche per la situazione degli altri paesi europei.

1.2 – la presentazione dei risultati e delle raccomandazioni del TPP al Parlamento Europeo, nell’Aprile del 2019, che ha visto la partecipazione (nella fase preparatoria, che mirava a rafforzare la rete che si era via via costruita lungo le Sessioni nei diversi paesi) di più di 600 organizzazioni della società civile. Il testo (molto sintetico, ma essenziale) può essere accessibile sul sito del Tribunale. A partire da questo testo, attraverso un altro periodo di incontri, si è arrivati nella giornata del 18 dicembre 2019 ad una serie di manifestazioni nelle varie capitali europee (oltre che a Bruxelles) per risottolineare la priorità del problema migranti alla nuova Commissione Europea.

2Sempre nel campo della migrazione, il 2019 ha visto una serie di attività (in Tunisia ed in Marocco) per verificare contenuti e fattibilità di una Sessione del TPP dedicata ad una valutazione critica, e ad un primo coordinamento (non certo facile, per le ovvie ragioni politiche dell’area del Maghreb) degli organismi non governativi attivi nel campo dei diritti umani. Una decisione positiva per la realizzazione della Sessione (già prevista per il Settembre 2019) è stata raggiunta solo nel dicembre, e fissata per la fine marzo 2020.

3– Un impegno che meriterebbe una conoscenza più diretta (magari con un incontro per le persone interessate) è quello che ha visto la sua fase conclusiva in questo periodo (Dicembre 2018 per la fine delle sedute pubbliche; ottobre-novembre 2019 per le fasi di presentazione-diffusione dei risultati nei Paesi interessati SADC, Southern African Developing Countries).

Le comunità soprattutto femminili, che hanno rappresentato i diritti dei territori e delle popolazioni espropriate dai capitali multinazionali, soprattutto delle industrie estrattive, sono state una vera scuola di resistenza e di organizzazione.

E’ interessante ricordare che proprio a partire dal loro impegno, i materiali del TPP che qualificavano la natura criminale delle attività economiche di appropriazione e di sfruttamento dei terreni ‘ancestrali’, sono alla base di una decisione della Corte Suprema del Sud Africa contro le multinazionali interessate. Anche questo materiale, purtroppo per ora solo in lingua inglese, è evidentemente disponibile sul sito del TPP.

4- Uno dei prodotti dell’attività del TPP, più interessanti e pertinenti per il sempre più urgente ruolo delle crisi ambientali, e’ stata la conclusione e circolazione a livello internazionale (sia in ambiente accademico, ma soprattutto tra i movimenti attivi sul terreno) di un lungo lavoro di ricerca (a partire dalle testimonianze dei gruppi umani vittime delle industrie estrattive) sulle violazioni dei diritti umani e dei popoli da parte della tecnologia del fracking. I paesi interessati sono stati soprattutto gli Stati Uniti (che hanno fatto di questa tecnologia uno degli strumenti per garantirsi autonomia in campo energetico, nel totale disprezzo dei diritti di popolazioni locali e dell’ambiente), America Latina, Australia.

Il lungo lavoro prodotto in forma di ADVISORY OPINION (AO) si presta ad un utilizzo molto efficace non solo a livello giudiziario, o di formazione accademica, ma anche nei rapporti tra i gruppi, spesso molto frammentati che lavorano in campo ambientale.

5– L’attenzione del TPP ai temi tragicamente più classici in termini di crimini contro l’umanità ed il genocidio si è tradotta:

5.1 nell’ accompagnamento (con incontri pubblici di informazione ed il contatto permanente con gruppi a livello internazionale) del caso del genocidio del popolo Rohingya, che era stato oggetto di una sentenza già nel 2017, ed è stato progressivamente riconosciuto come tale solo due anni dopo, prima in forma di ipotesi, ed ora come tema generale di competenza della Corte Penale Internazionale.

Il caso di questo popolo-minoranza e del ruolo della comunità internazionale nel garantire impunità ad un crimine dichiarato nel diritto internazionale come un ‘evento-che-non-può-più-accadere’, è una situazione tragicamente esemplare dell’ impunità anche dei crimini più intollerabili, quando sono in gioco, direttamente o meno, i rapporti di potere e le sfere di influenza della cosiddetta comunità degli Stati (prevalentemente, ma non solo , di quelli che controllano il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite).

E’ chiaro che con il ripetersi di casi come questo (anni fa il TPP aveva documentato la stessa situazione per un altro popolo, quello dei Tamil) la credibilità del diritto internazionale come garante dei diritti fondamentali non può che essere considerata come una finzione, utile solo per illudere sull’esistenza di un ordine ‘dalla parte dei popoli’.

Anche su questo, vista la dominanza inglese della letteratura disponibile, ed il sostanziale silenzio della stampa italiana ‘più qualificata’, può essere utile un incontro per/con gli interessati?

5.2 – L’accettazione, dopo trattative ed indagini conoscitive molto attente per la criticità del tema, di una richiesta di una Sessione del TPP da parte del popolo degli Uighur, in una regione (critica per le risorse minerarie, le comunicazioni internazionali, gli aspetti militari) della Cina da sempre abitata da questa popolazione di antica religione islamica. La negazione della identità nazionale (religione, lingua, scuole) ha già comportato la reclusione in veri e propri campi di concentramento/rieducazione di più di un milione di persone, con implicazioni drammatiche per i diritti ad un’autodeterminazione della vita, sia a livello collettivo politico, che individuale.

Al momento attuale (anche per gli ultimissimi sviluppi della situazione sanitaria con tutte le sue implicazioni soprattutto a livello politico e di rapporti tra Stati ) è prevista una Sessione del TPP per il giugno 2020.

6 – Una sessione di grande interesse ed importanza è in preparazione (con viaggi, gruppi di lavoro comunitario) su una regione del Brasile denominata Cerrado. Questa regione, molto meno conosciuta dell’Amazzonia a livello internazionale, ha un’importanza strategica che si può considerare complementare sia dal punto di vista delle implicazioni ambientali, che per le politiche di sfruttamento da parte delle multinazionali, brasiliane, come Vale, e straniere, attive nel campo minerario e dell’agribusiness. Abitata da 25 milioni di persone, con una maggioranza di popolazioni originarie, la regione si estende trasversalmente per 9 stati del Paese, e, per la prima volta, ha visto il coordinamento di movimenti attivi nel difendere i diritti fondamentali, integrando in modo originale l’attenzione agli aspetti relativi alle violazioni dei diritti ambientali e dei diritti umani.

Contenuti e modalità organizzative dovranno essere resi pubblici soltanto in Aprile (anche per ragioni di sicurezza), in vista di Sessioni pubbliche all’inizio di settembre 2020.

Ringrazio, con Simona Fraudatario, dell’attenzione (…speriamo non sia stata troppo difficile!) e della pazienza. Impegnandoci per una prosecuzione più tempestiva, e ringraziando della possibilità di fruire del vostro supporto.

Gianni Tognoni

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