“Abbiamo vissuto alcuni mesi insieme nella diocesi di Bouar, nello stesso convento, era un giovane sacerdote. Era così buono, non capisco perché sia stato ucciso”. È la reazione di padre Marco Siciliano alla notizia della morte del confratello cappuccino padre Toussaint Zoumaldé, classe 1971, originario della Repubblica Centrafricana, ucciso nella notte con arma bianca. La notizia dell’uccisione è stata ufficialmente diffusa dal superiore della Provincia dei padri cappuccini in Camerun e Repubblica Centrafricana. Padre Siciliano è rientrato solo alcuni giorni fa dalla Repubblica Centrafricana e trascorrerà un periodo di riposo nella Provincia originaria dei Frati minori cappuccini di Calabria. “Ricordo quando ho conosciuto padre Toussaint. Andava spesso in Ciad, altro Paese della nostra Provincia, per raccogliere provviste per la nostra gente – dichiara padre Siciliano, attualmente a Cosenza -. Questa notizia mi rattrista molto, era un sacerdote molto socievole, amava stare tra la gente”. “Due mesi fa – racconta ancora padre Siciliano – abbiamo celebrato il funerale del suo genitore – ed era venuti fedeli dalle zone circostanti. Lo conoscevano in tanti anche perché era un ottimo musicista. Purtroppo nella Repubblica Centrafricana il pericolo è dietro l’angolo a causa della guerra tra governativi e ribelli”.

Pubblicato da SIR – Servizio di informazione religiosa (www.agensir.it)

Catte è al Centro di Accoglienza di Bangui, nella capitale, dove la situazione, nonostante il casino generale, parrebbe relativamente tranquilla.
Si sentono spari ma la vita tutto sommato sembra riuscire a scorrere.
Siccome non è sicuro muoversi gli incontri preventivati si svolgono al Centro di Accoglienza.
Ciò per rassicurare tutti.