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Diario di viaggio in Brasile

Premessa: questi appunti di viaggio sono la traccia degli incontri e delle esperienze piu significativi, scritti per non dimenticare,perché velocemente i luoghi e i nomi svaniscono lasciando traccia delle emozioni e delle relazioni create; scritti per condividere con i figli e gli amici le tappe e alcune riflessioni, anche a chi non conosce i progetti e la rete , quindi senza dar nulla per scontato e in modo semplice, divulgativo…

Certo inviarli alla Rete richiederebbe puntualizzazioni, rimandi, precisazioni..leggetelo con semplicità e annotatevi eventuali domande e chiarimenti… due delle tre esperienze a sfondo “sociale” sono nate e cresciute tramite Rete Radie Resch : Yantem con Arturo Paoli,e Aguadoce con Waldemar.. accennare alla Rete equivale ad aprire le porte di orizzonti nuovi, richiamare esperienze e relazioni fondanti e arricchenti; condividere una visione antropologica legata alle persone, ai territori, alla loro storia ed evoluzione. Sentirsi sulla stessa linea e capirsi quasi senza spiegarsi è davvero rassicurante e motivante , ci fa sentire intimamente vicini alle sorti di tutto il pianeta…

Anche l’esperienza con Padre Clovis…a salvador Bahia ,sostenuta economicamente dal movimento “noi siamo chiesa”, è stata davvero significativa e molto vicina allo spirito della Rete .

Purtroppo abbiamo respirato lo smarrimento, la preoccupazione..la disperazione di una situazione politica pesante, repressiva di piccoli passi acquisiti e tradotti in politiche sociali inclusive, in 6 mesi triplicati i meninos da rua a Salvador e Rio , bolse familie e di studio annullate, farmaci di prima necessità gratuiti tolti rimessi a prezzo intero e cosi via….tutti, ma proprio tutti parlano di Temer e delle nuove politiche vigenti come una retromarcia pesantissima e incontrollata…Abbiamo in ogni caso sperimentato la capacita di dar voce e speranza alle comunità e di resilienza per continuare ad operare e a promuovere coscienza critica senza mollare mai!

buona lettura !

1-23 agosto 2017

VIAGGIO VACANZA IN BRASILE

Coppie: Emanuela e Giovanni Gaiera; Elisabetta e Renato Borgatti ; Alessandra e Chicco Tramezzani

Partiti da malpensa il 1 agosto alle 11 ..00 circa arrivati a Lisbona quasi in orario.

Poi siamo scesi e risaliti 3 volte dall’aereo per Salvador per guasti tecnici non ben precisati..alla una di notte ci fanno pernottare in un bell ‘albergo vicino all’aereoporto e da qui ripartitemo nel primo pomeriggio del giorno seguente…( 2 agosto)un giorno completamente perso a Salvador Bahia. All’aereoporto aspetteremo un padre, Clovis, che nessuno conosceva personalmente, ma che Giovanni aveva contattato tramite amici e conoscenze. Capiamo subito che è una figura molto particolare, ma vi racconteremo poi. Dormiremo dalle suore francescane di Salvador e il giorno successivo 3 agosto visiteremo il centro storico..il “pelorinho” vicino al porto, rappresenta la storia di Bahia…un palo al centro della piazza dove venivano legati gli schiavi, recuperati dall’africa occ e imbarcati sulle famose “tumbeiros” in situazioni agghiaccianti-..qui sbarcavano e i superstiti che venivano venduti ai fazenderos del posto per le piantagioni di cacao, caffe e cotone.

Io, a Capo Verde, sull’isola di Praia avevo visitato il luogo di partenza…(Cidade Velha) il palo dove gli schiavi venivano incatenati e poi imbarcati per le Americhe!!!!.

Casette colorate, strutture coloniali ben conservate, molte chiese…visiteremo quella di san Francesco con quintal di splendide azulejos raffiguranti tutta la storia di Gesu, e una chiesa barocca, straricca di ornamenti d’oro…da farci immaginare il potere della Chiesa al tempo della colonizzazione. Viette lastricate in pietra; sali e scendi molto caratteristici..la casa della fondazione di Jorge Amado, scrittore brasiliano tra i piu noti e piu prolifico nei romanzi scritti del 900.-durante la vacanza ci siamo divisi alcuni suoi romanzi. Io ho scelto “Gabriella, garofani e cannella”….uno splendido spaccato del Brasile inizio 900, ambientato tra Ilheus e Bahia, nelle piantagioni di cacao e sulle citta portuali ,promesse di traffici commerciali e ricchezze; …fazeinderos in cerca di fortuna,incroci di amori, culture, interessi e poteri ..una narrazione che tratteggia protagonisti diversi e intricati (colonnelli, pistoleri, prostitute e truffatori..), disegnando una società in mutamento continuo, alla ricerca di nuove identità e riferimenti.. Bahia e il Brasile vive anche oggi la ricchezza di origini e identità diverse in un caleidoscopio delle mille identità.

Nella piazza adiacente vediamo la facciata della facolta’ di medicina, che ora ospita un museo sulla storia di Bahia afro-brasiliana :e l’intreccio di culture e costumi , di due mondi cosi lontani e cosi vicini se non fossero stati messi in contatto da un altro mondo , il nostro, con le modalità che ben conosciamo. Comunque non abbiamo avuto il tempo di visitarlo.( il giorno di ritardo ha compromesso la visita piu approfondita di bahia). Il pomeriggio abbiamo l’ appuntamento con padre CLOVIS…una persona straordinaria..invisibile tanto è magro e dimesso ma con uno spirito e una volontà incredibile. Ha vissuto 10 anni in una favelas di Rio (Rossinha) e poi il vescovo l ha spostato qui perché nessuno voleva venirci. Era un quartiere di palafitte “alogados”..malsano e poverissimo. Hanno bonificato la zona portando terra e pietre per costruire delle case (in realtà sono ammassi di mattoni e ferro e tutto di più…ma sulla terra ferma) e in 38 anni con l’ aiuto estemporaneo di amici e volontari ha costruito un centro parrocchiale molto semplice ma ricco di servizi e dignitoso. Pulito e ordinato. C è la creche con lo stesso stile di aguadoce ma anche gli stessi problemi. Insegnanti pagate pochissimo e senza garanzia di durata economica ma con tanta energia positiva. C è un centro sanitario dove operano volontariamente medici e specialisti nel dopo lavoro. Servizio pediatrico. Salute di base.ostamatologico. ginecologico…un farmacista fitoterapico ha iniziato produzione medicinali con le erbe…e funziona benissimo. Poi servizi per la persona: massaggi reiki yoga pilates ginnastica capoeira…a turno condividono lo spazio…tutto gratuito per la gente del quartiere e con l aiuto della…provvidenza…lo stato e la chiesa non danno nulla,…….ma la comunità offre volontariamente competenze e tempo…e i risultati sono di una comunità grande responsabile attiva e collaborativa.  Questa sera… una messa di…due ore…durante la quale ci ha chiamato più volte e all’ altare per farci gli auguri dell l’anniversario di matrimonio e tutta la comunità ha cantato per noi …che imbarazzo,,,!!

Poi il gruppo della capoeira si è fermato per farci una dimostrazione delle loro danze e ci ha coinvolti nel ballo…vi lascio immaginare il mio imbranamento …chicco si è lanciato ha dato il meglio per il nostro gruppo…!!!

Domani andremo al mare al Morro di Sao Paolo….e quando rientriamo andremo a cena da questo padre…siamo davvero molto curiosi…lui si nutre di 1,5 LT di succo di mela o uva al giorno e non mangia altro!,, cosa ci offrirà? 

Dopo 4 giorni straordinari di natura, spiagge deserte, pesce e musica…

Eccomi a riprendere il filo con il punto interrogativo per la serata con cena .Padre Clovis ci lascia dalle suore e i mitici taxisti verranno a prenderci dopo un’ora circa per portarci a cena da lui. Ci fanno fare un lungo giro in mezzo alla favela squinternata per strade e viottoli impossibili, per case fatiscenti e ammassate le une alle altre ,sigillate da fili spinati, inferriate di ferro …e animate da una popolazione vivace, numerosa che sbuca ad ogni angolo e riempie di colore e musica ogni pezzettino..Scorre vicino un grande canale che si butta sulla baia..è sera..attorno alla baia colline illuminate dalle abitazioni..sembra un presepe..come apriamo le portiere dell’auto la poesia si dissolve: il canale e la baia sono una fogna a cielo aperto..maleodorante..va da sé..ma questo è il quartiere “alagados”. Arriviamo infine alla casa di padre clovis..un porticina di ferro che ci introduce ad un corridoio molto stretto ricavato da due case adiacenti ..percorriamo il corridoio stretto e buio e troviamo la casa di Clovis: due stanze piccole con un odore di muffa che riempie le narici e toglie il respiro…fino a quando ci si abitua !30 mq di mattoni e tegole a vista, piastrellate da cima a fondo dall’amico Robinson come regalo a clovis, mentre era in Italia per un viaggio alcuni anni fa. Piastrelle che rendono piu lavabile e meno polverosa la stanza..ma che impediscono ad un muro in zona umidissima di poter respirare…un tavolino con noccioline e noci brasiliane e uno spumante per dare il via alla serata…P.Clovis inizia e non smette di parlare ( ci racconterà la singolare storia del quartiere, la lotta e la resistenza a mantenere la popolazione nello stesso,i contrasti con la Chiesa ufficiale e l’ordine dei gesuiti che avrebbero obbligato Clovis a lasciare la favela e ad assumere un ruolo piu prestigioso nella formazione nei seminari; la sua scelta di non abbandonare gli alagados disobbedendo all’ordine , le manifestazioni degli alagados per impedire lo spostamento di Clovis e per scarcerarlo ( fu imprigionato per aver manifestato con gli alagados contro le posizioni governative per lo smembramento del quartiere) ..arrivano i vicini e alcuni amici e si siederanno all’esterno o in piedi perche l’appartamento è già pieno con la nostra presenza..alle 23 P.clovis si ricorda che ci ha invitati a cenare e ci offre il cibo preparato dalla vicina con amore, cura e generosità..tutto ottimo e abbondante..…e si conclude con il dolce ..una scatola quadrata che Clovis custodiva gelosamente dal pomeriggio ,racchiudeva una torta al cioccolato con targa di zucchero sulla quale il pasticcere ha impresso tutti i nostri nomi e anniversari di matrimonio!!! Davvero grandiosa ! stupefatti dalla sorpresa, canti e spumante…ci siamo salutati dopo la mezzanotte..

Inutile dire che P.Clovis non ha assaggiato nulla, solo un sorso di spumante per il brindisi.!

Il mattino dopo salutiamo le suore e ci imbarchiamo per Iguacu, con il dolce ricordo della serata

!(Alessandra)

10-13 agosto. Da Salvador a Rio de Janeiro soggiornando tre giorni a Foz do Iguacu

La cronaca:

Giorno 10: lasciate le Suore, accompagnati all’aeroporto da un inseparabile Clovis (con le due guardie del corpo Robson e socio), ci imbarchiamo per Foz do Iguacu (Iguassu o Iguazu a seconda l’idioma del luogo) in perfetto orario. Due voli, con scalo intermedio a San Paolo, ci portano, puntuali e congelati, alla meta. Giunti alla posada siamo travolti da un’aria condizionata artica e accolti dal sorriso cordiale di Marcelo, il nostro amico,consigliato da Teodolide di Yanten. Ci propone un programma molto fitto: subito serata in una churrascheria con ottimo rapporto qualità/prezzo; giorno 11 visita alle cascate lato argentino con avventura in battello per i più temerari; giorno 12 partenza ore 8.00 per parco degli uccelli (Parque das Aves) quindi visita alle cascate lato brasiliano. Segue trasferimento a Medianeiras per incontrare Teolilde e le donne del progetto Yanten. Comida serale a casa di lei e lui (Antonio il marito). Il giorno 13 partenza per l’aeroporto per volare a Rio. Approvato il programma ci si ritira nelle gelide stanze (solo Giovanni ed Emanuela hanno l’aria condizionata fuori uso).

Giorno 11: ore 8.00 colazione, peggio di Jose’ al Morro meglio delle Suore di Salvador. Ore 9.00 partenza per il lato argentino delle cascate (la sequenza “argentina –brasile” si rivelerà azzeccatissima). Alla dogana nessun controllo, Marcel ritira i nostri passaporti mentre noi attendiamo placidi in pulmino e torna con timbri e pratiche sbrigate. Come sempre : basta pagare (e quello non manca mai).

Visita alle cascate spettacolare. Sensazione di potenza (della natura) e fragilità (dell’uomo). Il programma ha previsto nell’ordine: Gola del Diavolo; percorso superiore e percorso inferiore (sia con trenino che con abbondanti camminate). Dopo la pausa pranzo le scarse segnalazioni e l’intreccio dei diversi percorsi, ci fanno perdere l’orientamento alla ricerca del polo di attracco dove i più audaci (Sandra, Chicco e Giovanni) devono prendere il gommone per la risalita lungo (praticamente sotto) le cascate. Arriviamo appena in tempo, indossati i giubbotti di salvataggio si parte. Esperienza elettrizzante anche per chi osserva e fotografa dalla riva. Rientro nella foresta con camion (per gli “inzuppati”) o a piedi (per i “guardoni”). Cena, modesta, al ristoro convenzionato della posada. Giovanni e Chicco però nelle fumose scorribande notturne scoprono una cherveseria degna di nota (e di assaggi).

Giorno 12: colazione all’alba perché’ alle 8.00 si parte per il Parque das Aves dove osserviamo una varietà incredibile di volatili. Meno significativa la rappresentanza di scimmie, serpenti (uno stanco boa) e rettili (caimani e tartarughe). Ciò che colpisce è la pulizia degli ambienti, l’organizzazione degli spazi e la gentilezza del personale. Unica nota stonata (e non solo in senso canoro) la presenza di tre “indios Guaranì“ impegnati in un canto (lamento?) che accompagnerà i sonni e i sogni (incubi?) di un Chicco letteralmente scioccato dall’incontro.

Segue visita al lato brasiliano delle cascate. Circondate da un parco immenso (circa 30 minuti di bus panoramico per attraversarlo) dove si potrebbero incontrare anche i giaguari, le cascate si presentano al visitatore “dal basso”. Meno emozionanti e più razionali di quelle argentine nel senso che non le vivi dal di dentro male gusti nella globalità cogliendone la topografia generale. Nota di colore l’assalto da parte di insaziabili procioni al povero Chicco : il più ardito gli sale letteralmente sulle spalle, apre lo zaino e sfila il sacchetto con i panini. Ci si domanda perché’ i procioni abbiano scelto, tra tanti, proprio lui il Chicco per il loro assalto; forse l’hanno giudicato, dall’aspetto, un buongustaio!

Lasciate le cascate la giornata non ha soste perché’ si deve andare a Medianeiras (più di un’ora di viaggio col fidato pulmino) ad incontrare Teolilde e le altre donne del progetto Yanten. L’accoglienza è molto calda, estremamente famigliare come se ci fossimo conosciuti da sempre e non solo da poco più di un mese tramite alcune mail. L’approccio, molto molto cordiale, in alcuni passaggi raggiunge aspetti quasi naif. I contenuti del loro lavoro però sono molto seri. Una attività fitoterapica che si snoda su due fronti: una produzione quasi industriale (convenzionata, con controlli di qualità e certificazione delle autorità competenti locali) ed una più popolare che ha il triplice obiettivo di far conoscere le proprietà delle erbe facilmente reperibili nel territorio, saperle preparare in modo da esaltarne le proprietà terapeutiche e saperle scegliere in modo appropriato e specifico rispetto ai disturbi da curare. Questo lavoro di “educazione ecologica popolare” si inserisce in un più ampio obiettivo di promozione culturale e politica delle donne. Yanten, nata da una iniziativa di Arturo Paoli, appartiene alla rete “Radie Resh” e mantiene stretti rapporti anche con altri gruppi del territorio: uno per minori di cui il Presidente è qui presente in qualità di tesoriere di Yanten , o di promozione politica femminile la cui fondatrice è tra le fondatrici di Yanten. Non mancano durante le riunioni assembleari periodiche, momenti di spiritualità che accompagnano e si intrecciano con quelli di formazione alla fitoterapia. La giornata si conclude per noi piacevolmente a casa di Teolilde non prima però di essere passati a vedere i campi dove le erbe e le piante medicamentose vengono cresciute e raccolte (campi nei quali veniamo letteralmente divorati dagli insetti con esiti nefasti sulla nostra cute per giorni a venire).

A casa ci accoglie Antonio, il marito di Teolide, che ci ha cucinato una picanha molto gustosa cotta su di un forno di sua costruzione, accompagnata da verdure del proprio orto. Conoscere Antonio, ascoltare i suoi aneddoti (suoi ferrovieri “mustacchiosi” ), vedere la casa e condividere spezzoni della loro storia e vita famigliare, ci consente di chiudere il cerchio e comprendere meglio anche l’accoglienza riservataci all’arrivo. Il rientro alla posada avviene di notte. Il sonno è fresco grazie ad un violento acquazzone che mitiga le lamentele di Giovanni per l’aria condizionante della camera sempre non funzionante nonostante gli interventi tecnici promessi.

Giorno 13 si parte per l’aeroporto sotto un diluvio. E mentre carichiamo le valige al riparo di un ombrellone da bar rimediato al momento, non possiamo non pensare alla buona sorte che ci sta accompagnando consentendoci di godere, con le condizioni climatiche ideali, spettacoli naturali che altrimenti difficilmente avremmo potuto apprezzare. (Renato)

14 -15 agosto Rio attendo il pezzo relativo alla visita di Rio e all’ospitalità presso la casa di Macondo ( a cura di Giovanni)

Puntuale come un orologio svizzero il 15 agosto alle ore 9 Waldemar verra’a prenderci a Macondo con un pulmino per portarci..nel suo regno…lasciamo faticosamente una Rio trafficata e lenta e iniziamo a salire lungo la strada dell’imperatore..costruita a fine 800..lastricata in pietre , si snoda attraverso una fitta foresta interrotta da edifici, fabbriche aperte il secolo scorso da europei o americani facoltosi e imprenditivi….molte ora chiuse per la situazione critica che il brasile sta attraversando o perchè il mercato si e’spostato o la rendita non era piu vantaggiosa….un territorio ricco, produttivo…in mano ad altri….tanto da nominare un quartiere “brasiliano” perchè minoritaria la popolazione locale.

Prima tappa alla BAIXADA : casa della farinha..creata da aguadoce ( Rete Radie Resch) e gestita completamente da brasiliani, volontari o con ajudo de custo..come dicono qui..cioè un salario ultraminimo che copre le spese di sopravvivenza.

Maria, l’infermiera fitoterapica d’eccellenza; origine , forza, energie dei suoi discendenti africani..si è formata,e d aggiornata in diversi parti del Brasile( Yantem compreso) ..produce medicinali fitoterapici, cura la gente piu povera , forma ed educa la popolazione alla prevenzione e cura, utilizzando erbe locali e saperi antichi…un ‘energia , una vitalogia che avrà modo di esplicitare anche cantando per il compleanno di Odette, un’anziana volontaria che ci spiegherà il suo impegno a ricostruire anagraficamente la storia di tanti abitanti senza nome, senza un registro, un documento che attesti le generalità…Questo iter , faticoso, lento e ostacolato da burocrazie e spostamenti a volta lunghi ed impervi…, servirà al riconoscimento anagrafico e giuridico di molti anziani e alla possibilità per loro di accedere a qualche sussidio statale e sanitario e di godere di diritti civili come votare… Questo ha un valore immenso per ogni persona che , anche in tarda età, si accorge di esistere ufficialmente per lo stato e di poter ottenere qualche minimo contributo alla sussistenza.

Asilo intitolato a Michele Carrarra, ( sostenuto dalla rete di Nembro) passato tristemente allo stato per mancanza di fondi e ora gestito alla bene e meglio con utilizzo a fini non propriamente educativi….; purtroppo aguadoce non ha piu’ voce in capitolo a riguardo, sebbene cerchi di sorvegliare a distanza e indirettamente per verificare se il servizio educativo ai bambini è garantito.

Saliamo verso Sertao de carangola, progetto di resistenza, o meglio resilienza popolare .La favela è ubicata nella vallata e recintata con muro di cemento e filo spinato per separare la parte alta, residenziale e ricca, di ville piscine e condomini. Il muro segna una separazione netta, una protezione dal degrado fisico e sociale, un distintivo di classe. Il progetto attraverso gli educatori popolari e Leila in particolare, ha creato uno spazio aperto a tutti e tutti i giorni senza distinzione…nel quale chiunque approdi, per caso o per scelta, trovi persone attente e disponibili, tranquille e disposte a raccogliere malassere, aggressività, rabbia…condizioni inevitabili per chi vive quotidianamente l’emarginazione e ritrovi spunti di riflessione, strumenti didattici per approcciare lo studio, la musica, l’arte in varie forme,….uno spazio per buttar fuori e recuperare stimoli ad essere meglio, a crescere , a svagarsi, a stare insieme in una relazione gratuita e feconda. Cosi i ragazzini ci hanno “assalito” con le loro opere, marionette, cesti, quadri ..e i ragazzi piu’ grandi hanno raccontato il loro approccio al centro e il loro riscatto in termini di autonomia , di consapevolezza e di autostima….prerequisiti indispensabili per pensare ad un futuro propositivo.

Di fianco si trova il centro di alfabetizzazione ecologica e il progetto di purificazione delle acque .

Dalle acque di scarico (fogne..) attraverso vasche, piante acquatiche e decantazioni graduali..l’acqua si purifica e lascia nei fondali un fango fertile adatto a concimare il terreno e fuoriesce un acqua via via piu pulita ..fino ad essere quasi cristallina…con controlli scientifici effettuati il recupero è del 98%.Non ancora per bere ma per lavarsi, per irrigare e per cucinare…Grande soddisfazione per il risultato e per la preziosità di un bene comune ridato alla comunità…peccato che questo risultato da fastidio alla politica locale e viene interrotto il progetto: l’acqua pulita finisce nel torrente ( abbassando di molto l’inquinamento delle acque) e la gente è costretta a rifornirsi dell’acqua portata in modo poco regolare nelle cisterne, clorata e disinfettata da provocare diarrea e mal di pancia….La politica e il potere preferiscono mantenere sottocontrollo e dipendente la popolazione e continuare a garantirsi i privilegi…cosi la parte ricca avrà acqua e piscine a volontà e la parte povera deve aspettare la cisterna e tenersi il mal di pancia!

Tutto questo raccontato dalla gente del posto, con la frustrazione perenne di aver tentato e raggiunto un gradino di civiltà e dignità ed abbassare ancora una volta il capo.

Saliamo a Petropolis, dove dormiremo fino al mattino seguente in una posada con le camere intitolate a duchi, duchesse e nobili..

Il giorno dopo 16 agosto ritorneremo in Baixada a visitare due asili dismessi..uno dei quali è Shangri-là che abbiamo sostenuto per 15 anni….belle strutture ( progettati da Regina,moglie di waldemar)..pensate con intelligenza, praticità e create per progetti educativi importanti; ispirati a Stainer, Montessori; Freire..e adattati alle esigenze locali… ora chiusi per insufficienza di fondi . Le trattative perché il Municipio locale li assuma e li gestisca sono lunghe, faticose e dal risultato molto incerto…l’utenza è troppo marginale da potersi convertire in voti o favori elettorali…i poveri non hanno nessun peso…sono solo un costo…ed educarli ad un riscatto culturale e sociale è troppo pericoloso! Cosi Waldemar dovra firmare la cessione di un asilo con un affitto che aguadoce non percepirà..ma che i politici chiederanno al comune per poter usare i soldi per i propri interessi!!!

Assistiamo ad incontro con il prefetto…tocchiamo con mano l’energia e la diplomazia popolare degli educatori ( Alessandra, referente di shangri-là, in primis), la lotta paziente e ostinata, ma anche la disillusione a promesse formali e vuote..o Forse avremo portato un po’ di fortuna e questo incontro con il prefetto avrà un esito più favorevole?

Sono compromessi terribili..come potete immaginare..ma Waldemar a questo punto insiste sul servizio educativo da garantire ai bambini..ormai ,dice con grande amarezza e sofferenza, chiediamo che i bambini possano ritornare e basta !

Slalom nei labirinti delle favelas senza via e numeri civici..diventa difficoltoso anche per Waldemar..si è perso via un attimo e non trova facilmente i riferimenti per ritrovare la strada…

Ultima tappa Surui, il centro di aguadoce..gli educatori popolari si ritrovano per verificare le attività, mettere in comune difficoltà e idee, progettare la settimana successiva…anche qui troviamo persone splendide e motivate, luoghi puliti e rigeneranti..la casa della delicatezza fondata per offrire uno spazio bello, curato ..per sperimentare il bello e la cura, attraverso l’arte e le relazioni…

Ogni centro, dislocato da ore di strada faticosa e impervia, costituisce un motore, un’energia positiva messa in atto per contagiare e creare consapevolezza e voglia di cambiamento…tesori di partecipazione popolare,. di gestione dal basso,di collaborazione e sostegno ..per un attimo mettono in secondo piano la situazione di povertà e ingiustizia…ed esaltano il potere dell’amore e del servizio per il popolo.

Serata in una birreria e ristorante tedesco , notte e al mattino l’ultimo dono prezioso del viaggio.

Da marzo a luglio ho mandato qualche mail a Leonardo Boff per chiedere di incontrarlo..ma senza nessun esito e Waldemar mi ha fatto capire che suo fratello è sempre molto richiesto e impegnato e non vuole interferire con la sua agenda. Non osavo insistere ulteriormente..Giovanni..un po cocciuto, per la verità, mi ha chiesto di ritentare un ultima volta. Ho scritto una mail un po secca ma efficace..dicendo che eravamo a Petropolis e che desideravamo vederlo tra la sera del 16 e la mattina del 17. Si è arreso e ci ha aperto le porte di casa sua , la mente e il cuore per una chiacchierata di due ore su fronti cosi diversi, vicini e lontanì, ecclesiali ed ecologici, antropologici e teologici..una meraviglia….

Una casa con un giardino meraviglioso e una biblioteca da paura…libri in tripla fila, per terra e su ogni cmq, un finestrone affacciato ad una foresta incombente..forse riuscirebbe a ispirare anche il cervello piu ottuso! Un luogo da paradiso e una mente affascinante, una cultura rara e raffinata, un atteggiamento consapevole ma non rassegnato alla possibilità di cambiare qualcosa..Ci troviamo a una svolta critica del Pianeta; l’umanità deve scegliere il suo futuro; o creiamo un’alleanza globale per proteggere e salvare la Terra,prendendoci cura gli uni degli altri,oppure rischiamo la distruzione totale, di ogni forma di vita. Le religioni devono alimentare la spiritualità, la dimensione profonda dell’umanità. Dobbiamo recuperare la sacralità dell’universo e delle sue leggi..la pachamama dei popoli delle origini, il sentire di appartenere alla Terra e al suo destino.La terra come un bene comune da tutelare , preservare e nutrire. La comunità umana per sopravvivere deve superare l’accumulo e lo sfruttamento; deve cercare qualcosa che vada oltre l’immanente e che dia valore alla vita e alla speranza, restituire dignita’ ad ogni essere vivente. L’uomo è divorato da due tipi di fame: quella di pane e quella di spiritualità; la prima è saziabile, la seconda no. E’ fatta di valori impalpabili e immateriali come l’empatia ,la comunione, la solidarietà, l’amore , …Praticando questi valori troviamo il senso alla vita . Le diverse religioni devono assolutamente trovare un piano comune per promuovere e difendere la vita in tutte le sue forme, alimentando cio’ che ci unisce e che genera vita, isolando ogni strumentalizzazione e fanatismo alimentati per seminare paura e odio, divisione e morte.. Utilizziamo questo periodo delicato e critico come crisi purificatrice capace di fare un salto in avanti , con una prospettiva generativa, capace di utopia e di speranza; elementi distintivi dell’essere umano...

Il papa l’ha chiamato e cercato piu volte per utilizzare i suoi studi nella redazione dell’enciclica Laudato Sii e ha affermato he la Chiesa troverà il modo di riparare all’ingiusto castigo che gli ha inflitto nel metterlo a tacere. Un segnale forte…speriamo abbia un esito positivo. (Alessandra)

La penna a …chicco

A me rimane da raccontare forse la giornata meno bella dal punto di vista climatico umorale e fisico ma una delle piu interessanti per l incontro con Leonardo Boff.

Un viaggio da Petroplis sotto una piogerellina sulla strada vecchia strada imperiale immersa nella nebbia ed in una magnifica magnifica natura.

Dell’ incontro che dire , interessante per la piacevole accoglienza le interessanti chiacchere sul futuro della nostra terra e non solo , per il carisma ed il fascino e la forza delle idee e parole poi impresse nei suoi scritti.

Ci ha regalato un libro ciascuno con dedica, caffe’ e cachaca e siamo ripartiti per Rio de Janeiro

Arrivati a Rio con molto ritardo per il traffico intenso e per la pioggia battente…giro panoramico…museo de amanhana, piazza della candelaria ( dove la polizia nel 1993 ammazzò 13 bambini che dormivano per terra!!)porto, lasciamo i Gaiera che prendono un taxi per l’ aereoporto , teatro municipale vie del centro storico, convento di frati e chiesa di san Francesco e San Antonio..dove in serata avremmo partecipato alla messa e quartiere di santa Teresa…

Regina , poi ci accompagna in quella che sara’ la nostra dimora, nel quartiere di santa Teresa presso il vecchio collegio delle suore da Lei frequentato in giovine eta’.

Dal suo racconto sicuramente emotivo e legato ai ricordi le aspettative sono alte.

Arriviamo e ,sara’ l ‘effetto della prostatite , la stanchezza , il tempo uggioso , la struttura immensa e vecchia e una sensazione di TERRORE mi attraversa da capo a piedi.

Mi ritrovo nella scena del film SHINY con. JACK NICHOLSON grandi spazi vuoti e vecchi ecc. ecc . guardo RENATO spaventato e prendiamo l ‘ascensore chiudo le porte premo parte e si FERMA ..il mio disagio aumenta ho voglia di scappare.. arriviamo alle camere soli in questi immensi corridoi mi rimane la maniglia in mano….me ne vado e ritorno di corsa alla reception

Voglio uscire, sento rumoreggiare come fossero fuochi d ‘artificio.. esco guardo in alto nulla i rumori arrivano dal basso …SPARANO SPARANO COLPI DI PISTOLA E MITRAGLIA. Ma dove sono????

Nelle favelas è frequente sentire sparatorie, ci dicono…ma essere lì vicini è veramente inquietante !

Telefono in un momento di sconforto al Giovanni..mai piu’ dalle suore.!!! ( il giorno seguente scopriremo di aver pagato il doppio di ogni altra posada in Brasile !!!)

Finalmente i compagni di viaggio mi tranquillizzano; la prostatite dopo tutti i medicamenti mi lascia un po in pace ed usciamo a cena nel centro di RIO ; la serata finisce piacevolmente.

La mattina seguente di pieno sole e’ un’altra storia e tutto mi sembra diverso e piacevole , visitiamo il quartiere e poi ripartiamo per l aeroporto . prossima destinazione Praia de Forte posto incantevole per riposare e gustare gli ultimi gg. di vacanza.

Ringrazio tutti della piacevole compagnia per una bellissima vacanza dal punto di vista umano per tutte le splendide persone che abbiamo conosciuto ( gia ‘ citate ) dal punto di vista naturalistico per i posti visitati e per tutti i contrasti e gli stimoli che sempre di piu mi convincono che sono nato nella parte fortunata del mondo. (Chicco)

18 agosto:Partiamo per Salvador ..ultimo volo interno..troviamo padre Clovis ad accoglierci con il fidato taxista Robinson che ci accompagnerà a Praia do Forte..un’ora di macchina ,usciti da Salvador inizia la spiaggio dei cocchi..infinite palme e spiaggie ,puntellate da paesi balneari..noi arriveremo in serata alla Posada Brasil., molto semplice e modesta, pulita, vicino al mare e alla chiesetta bianca e azzurra..ottima accoglienza e disponibilità, ricche colazioni..il tutto per 25 euro a testa (notte e colazione). Camminiamo a lungo perlustrando le spiaggie deserte e infinite, le basse maree ci lasciano vedere dei pesciolini gialli e neri, altri blu cina, altri ancora neri..ricci, polipi e qualche conchiglia…l’alta marea ci obbliga a risalire su alcuni sentieri e strade paralleli perche il mare in poche ore sommerge anche 500 mt di spiaggia finissima..bagni, corsette, giro al castello e al parco naturale adiacente, sole a volontà…l’adrenalina del fine viaggio scende ..ci lascia un po piu pensierosi e silenziosi, elaborando pensieri e progetti per ciascuno diversi …

Domenica 20 messa animata e vivace..musica e canti a volontà, poi il giro del centro Tamar, per la salvaguardia delle tartarughe marine..presenti su queste coste. Il centro è stato ampiamente documentato da foto..invece come regalo dell’ultimo bagno….un bel tartarugone con un carapace di almeno 1mt scuro scuro(..non mi ricordo il nome preciso)nuotava di fianco a noi..ha sollevato il testone fuori dall’acqua e si è abissato in un baleno!

Abbiamo cenato sempre a base di pesce..cucinato in vari modi e a prezzi davvero modesti, qualche acquisto nei negozietti e bancarelle e il 22 si riparte per salvador…dove prima di imbarcarci troveremo?…Padre Clovis e Robinson…non riescono proprio a separarsi…ci offrono delle meringhette di tapioca..e ci diamo appuntamento ad ottobre..quando Clovis verrà in Italia…davvero un personaggio molto particolare, un po inquietante per il suo aspetto scheletrico e la lentezza nel parlare..sempre molto concentrato e preciso.

Ha spostato una riunione in parrocchia per venire a salutarci ed ha perso tutto il pomeriggio perché hanno trovato molto traffico e anche molta polizia per una sparatoria di periferia…..Mah!!

Viaggio di ritorno molto regolare, tempi rispettati ed Elisabetta riuscirà a prendere tutte le coincidenze che la porteranno al mare , a Cesenatico..dalla nuora in dolce attesa!

Un viaggio ricco, incontri importanti e stimolanti, realtà complesse e molto fragili..un Brasile in ginocchio con quest’ultimissimo governo, povertà in grave aumento e di conseguenza marginalità, criminalità..ma anche volonta politica di resilienza, di far fronte insieme ai problemi e di aiutarsi in comunità disagiate e povere , voglia di aggregazione e di vita, di non abbassare la testa, anche se i giochi sono sempre già fatti, la politica terribilmente corrotta , i timidi ma significativi passi, nei precedenti governi di Lula e Dilma, per affrontare politiche sociali ai favori dei ceti piu poveri…( bolsa familia per redditi bassi, farmaci essenziali gratuiti per le fasce piu basse, borse di studio per gli studenti, piccoli contributi alimentari per gli asili di comunità..) sono state bruscamente annullate… facendo ripiombare nella miseria la popolazione indigente e triplicando in soli 6 mesi i meninos da rua a Salvador e Rio..

Una vacanza ricca di natura, potente ed esagerata nelle proporzioni e maestosità, di gente cordiale e allegra, di buon cibo e strutture turistiche ben organizzate ( i parchi delle cascate, gli accessi ai musei…), di progetti comunitari interessanti e preziosi…( la ricerca delle medicine fitoterapiche a Yantem, Centro Alagados di Padre Clovis,e Petropolis…il riciclo delle acque, la cura delle persone non solo a livello medico ma anche spirituale, sportivo, di svago ) Grande responsabilità civile per mantenere e organizzare servizi quasi unicamente basati sul volontariato, democrazia dal basso per contrastare le politiche corrotte e far emergere un economia del dono, dello scambio ( come Latousche insegnava) , in un reciproco impegno a garantire i servizi e le attivita’ laiche o parrocchiali..Servizi educativi nati per aiutare le famiglie e le nuove generazioni a una consapevolezza delle proprie radici, storia per educare all’autostima e alla promozione di nuovi orizzonti..educare il pensiero e la coscienza critica per essere attivi nella società e contrastare queste politiche conservative ed escludenti.

Educare le persone e le “comunita’’ ad organizzarsi, in modo pacifico, possibilmente ,ad allearsi per sopravvivere e per contagiare energie positive e lottare per cambiare qualcosa, per unirsi ad altri fili sottili, invisibili…e chissà se si riuscirà a cambiare qualcosa!Lontani o vicini è importante rimanere vigili, umani, attenti a non accontentarsi delle notizie dei media, a far circolare ed alimentare le informazioni “criptate”per promuovere consapevolezza e ciascuno come può , generare contatti, relazioni, sensibilità, vita per tutti! (Alessandra)

BREVE COMMENTO di Renato in CONCLUSIONE.

Vacanza anche questa volta molto bella e ben equilibrata. siamo riusciti a godere di momenti di relax alternati ad esperienze che ci hanno avvicinato alla realtà, talvolta molto dura e cruda, di questa terra e della gente che ci vive.

E’ stata una vacanza spettacolare per i luoghi visitati, per gli animali che abbiamo avuto modo di vedere da vicino, per i sapori e il per il cibo che abbiamo gustato. Ma è stata anche una vacanza particolarmente significativa per le persone che abbiamo avuto occasione di incontrare: padre Clovis, Teolilde e Antonio, Waldemar e Regina, Leonardo, hanno arricchito e stimolato il nostro animo. Forse ci hanno lasciato più domande che risposte ma questo è in linea con “l’animo inquieto” che, seppure in modi diversi, alberga in ognuno dei componenti del gruppo più inclini a raspare che a lisciare la vita.

Personalmente ringrazio Chicco e Sandra per il lavoro di preparazione al viaggio al quale io ho ben poco contribuito; i contatti trovati, la scelta dei luoghi, le tariffe sempre modeste ,degne di operatori turistici professionali.

Infine una citazione speciale per come Chicco ha guidato il clima: lui si attribuisce abilità soprannaturali, per me è culo ma il risultato è quello che conta. E non ci possiamo proprio lamentare.

Resta solo una domanda: quale la prossima meta?

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