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 Operazioni attualmente seguite:

1) Yanamayo/Solidarietà prigionieri politici – Perù
2) Huaura/Produzione yogurt

La Rete di Macerata.

 

La rete di Macerata è nata nel 1964 e fino al 1968 si limitava a riunirsi per leggere la lettera di Ettore Masina ed i documenti del Vaticano II, a raccogliere la colletta mensile a cui partecipavano anche persone che limitavano a questo la loro conoscenza della Rete. Affascinava soprattutto la voce “poveri” nel proprio bilancio mensile come forma, anche se solo simbolica, di “restituzione” e di giustizia più che di carità.

 

Dopo una pausa di qualche anno nel 1975 nasceva un nuovo gruppetto che si sentiva molto più politicizzato e aderiva con entusiasmo a quel progetto di un “altro mondo” che è utopia ma anche richiesta di passo dietro passo con i progetti che sostiene per realizzarla.

 

Come dice Eduardo Galeano

L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L'orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l'utopia? A questo: serve per continuare a camminare.

 

Attualmente gli aderenti alla rete di Macerata si riuniscono ogni due mesi, seguono il progetto “Yanamayo” ( difesa dei prigionieri politici peruviani e sostegno per il loro reinserimento nella società) e “MOCOCI” (sostegno all’opera di Padre Panichella nel Brasile Amazzonico per i bambini e gli adolescenti di Manaus).

Spediamo mensilmente una lettera locale insieme alla circolare nazionale a circa 100 persone e cerchiamo di essere presenti sul territorio sostenendo tutte le iniziative di solidarietà e di pace che ci sembrano valide.

Due poesie tratte dalla raccolta :"Sprazzi di luce"

di Milagros Chavez Gonzales (prigioniera politica peruviana)

traduzione di Giuliana Cioccoli

Questi versi di libertà sono scritti nel carcere e forse per questo è più grande il loro valore. Sono stati scritti nel travaglio tra sbarre e rozze pareti di cemento, nondimeno possiedono la delicatezza e la bellezza semplice delle farfalle, la consistenza terrestre delle montagne, infine il continuo apprendistato della vita e la persistenza dei sogni che il gelido contesto non è riuscito a distruggere. Così lo esprime la poetessa nei seguenti versi:

 

 

 

 

Scarabocchi in un crepuscolo qualsiasi

rivelano questa storia

per comprendere che questa vita

La nostra vita,

non risulta gradevole,dolce,armoniosa

come le storie inventate

poiché c’è un sapore di stravaganza e confusione,

di follìa e sogno

come la vita di tutti quegli uomini e donne

amanti di libertà che continuano in piedi,

nonostante l’errore, le sconfitte e il tradimento,

ad aprire uno spazio a questi sprazzi di luce.

 

 

 

 

 

 

Sono allo stesso tempo una domanda di umanità a quelli che detengono il potere, un allegato di giustizia e rispetto per i diritti umani tante volte dimenticati nelle celle segréte della “guerra

sucia”, una interpellanza alla società civile che permette l’uso della tortura come mezzo “scientifico” di trattamento dei prigionieri. Questa è la coraggiosa voce di Milagros Chavez :

 

 

 

 

 

Può darsi che

Giocare alla “roulette russa”

Risulti divertente

Per strappargli finalmente qualche parola.

 

Pensandoci meglio…..

Un bastone, un fucile

O un “membro virile”

Forzato brutalmente nelle sue viscere

(può darsi)

porti alla promozione desiderata.

 

Egli, Ella, Essi

Prigionieri agonizzanti

Sudano lacrime e sangue

Sempre….

Sempre afferrati alla vita.

 

 

 

PROGETTI PERU'

 

AGGIORNAMENTI 2009

 

 

JESUS VARGAS FERNANDEZ – Presidente della Cooperativa di Huaura – Produzione di yogurt. Recentemente mi ha scritto una lettera in cui ci informa che presto invierà un 5° Informe Economico della Cooperativa di Huaura, pertanto ringrazia tutti gli amici della Rete Radié Resch per il sostegno ricevuto e, a nome di tutta la Rete di Huaura esprime fiducia e speranza che la nostra Rete continuerà a fornire loro il suo appoggio solidale anche per il prossimo anno 2010.

Nel contempo mi ha inviato alcune foto riguardanti attività realizzate dalla Cooperativa di Huaura e mi dà notizia di alcuni eventi spiacevoli accaduti in Perù in questi ultimi mesi, fra cui la soppressione dei Benefici Penitenziari e il trasferimento di alcuni compagni ancora prigionieri, dal carcere di Castro-Castro al Penal di Massima Sicurezza di Pietras Gordas. Gli ex MRTA ora si stanno organizzando, insieme con giovani della nuova generazione, attorno al progetto politico “Patria Libre”, ma la stampa del Governo ha iniziato a demonizzarli tacciandoli da estremisti che cercano di generare il caos e la violenza nel paese. Cosa completamente assurda!

Il clima di conflitti sociali continua: adesso per la vendita a capitalisti cileni, del porto peruviano di PAITA.

I nuovi proprietari hanno già iniziato ad aumentare le tariffe per l’esportazione , e a licenziare i lavoratori del Porto.

Nella selva gli indigeni peruviani stanno progettando una marcia a Lima per dialogare con le autorità del Governo affinché rispettino gli accordi presi a Bagua e annunciano uno sciopero regionale.

L’ambiente della corruzione nel Governo continua. Nel mese di Settembre si è scoperta una relazione del Ministro degli Interni con l’impresa che si impossessò del Business Telefonico del Congresso, e cose simili, a tal punto che a fine Settembre si dovette rinunciare a questo Ministro.

 

Nel Valle Huaura-Sayan, precisamente nella Impresa dello Zucchero “Anda Huari” si è generato un conflitto sociale tra lavoratori e gruppi economici. Sono avvenuti scontri con la Polizia che hanno causato 3 morti e centinaia di feriti. El Valle Huaura è stato militarizzato per 4 mesi. In questi giorni si stava per attuare un provvedimento cautelare di sfratto con l’intervento di 3000 poliziotti ma, grazie a Dio, questa azione giudiziaria fu sospesa e si è evitato uno scontro che minacciava altri morti e feriti.

 

A conferma di queste spiacevoli notizie l’amico Jesus mi ha inviato numerose pagine di giornali peruviani.

 

 

 

 

 

 

 

Aggiornamento da parte della associazione “ ALAS “

 

IN OTTOBRE NON CI SONO MIRACOLI(*)

Articolo di Maite Palacios – 14 0ttobre 2009

Attacco la cornetta del  telefono – che tutte le notti ritualmente stacco per evitare che un trillo imprevisto svegli Paola – e mi sento risuonare nella mano una voce amica che mi chiede se ho saputo qualcosa di Jaime, rispondo che no, dalla notte precedente. Si fa silenzio e già so quello che accade.

La forza con la quale il vento fa volar via la sabbia, mi riporta l’immagine lontana del carcere. Un miraggio grigio e instabile, mimetizzato fra dune, cancelli e cielo triste: è il Penal di Pietras Gordas, molto vicino alle spiagge marine che sono a Nord di Lima, si presenta come una enorme costruzione ma al rovescio perché si erge verso il basso.  Avrà un fondo ?  mi domando.  Stranamente la donna che controlla i miei abiti si incarica di ricordarmi che conosco le regole del “gioco” già da vari anni, nell’altro Penal di Lima, caso mai però, mi recita la lista delle cose che posso e quelle che non posso portare . Allora ? Da dove viene questa sensazione di entrare in un carcere per la prima volta ?

Certamente si tratta di uno stabilimento ad alta tecnologia per il Perù, quasi privo di presenza umana, un penal “modello”.  Si apre la porta metallica e seguo le istruzioni dove devo dirigermi per arrivare al locutorio, mi sentirei molto sola se non fosse perché l’uomo dell’ingresso mi aveva bene informato che 187 videocamere  vigilano il recinto e i suoi arenili.  Il corridoio sotterraneo è lungo e scuro, mi immagino Paula che corre qui gridando  sillabe, vocali, perché la sua voce si ripeta tante volte con l’eco.

Comincio a sentire freddo, giro a destra, poi mi sembra a sinistra, dopo scendo, poi salgo e , non so come arrivo a una stanza gelida dove c’è una vetrata con due sedie che si mirano, interposte una di fronte all’altra e due telefoni alzati.  Poiché Jaime non è ancora arrivato, provo a sorridere, apro gli occhi, mi corruccio, mi rassetto i capelli in disordine, lo attendo.

Il tempo passa  volando tra sorrisi, scherzi, situazioni da risolvere come il trasferimento in Cile che si fa urgente. Non mi sorprende il suo ottimismo, il suo sguardo fiero, la sua bellezza grande, la sua tenerezza.

Rompe l’incanto del nostro solitario incontro un forte crampo alla sua gamba destra,  lo sento perdere la sua serenità, è emaciato infatti,lo osservo senza poterlo aiutare, Cammina, stira la gamba, ma senza il telefono non posso sentire quello che mi dice, il crampo non passa.  Ha compiuto 53 anni da 3 giorni, e proprio oggi, 14 ottobre, fanno 16 anni di prigione.  Forse il corpo inizia ad abbandonarti Jaime. E’ forse questo lo sdoppiamento del corpo del prigioniero del quale ci parla Focault, è vero ?

Il tempo è finito, esce dalla stanza  senza zoppicare, cerca di regalarmi l’ultimo sorriso, ma la rigidezza del volto non l’aiuta. Ritorno sui miei passi sempre per il lunghissimo corridoio e, alla fine del corridoio mi attende un ometto in uniforme che mi chiede, con torbida curiosità: Come le è sembrato il penal ?

Superato lo sconcerto della sua domanda, provo a dirgli perché non cambia lavoro ?

 

Un’altra volta sulla spiaggia mi volto per l’ultima volta e mi dico: qualcosa di bello dovrà accadere, di lontano scorgo l’unico  tocco di colore  nel paesaggio:  una bandiera peruviana sventola fiammeggiando solitaria.

 

Maite Palacios

14  Ottobre 2009 ( moglie di Jaime Castillo Petruzzi, prigioniero politico)

(*) Il Titolo è preso da una novella di Oswaldo Reynoso scrittore di avanguardia peruviano

 

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PROGETTO "LIBERAZIONE GIOVANI" MANAUS - AMAZZONIA 2009

SITUAZIONE DELLA PERIFERIA DELLA Cidade Nova di MANAUS

Si tratta di giovani emarginati, esclusi, sfruttati in situazione di rischio sociale e personale e precisamente nell’area missionaria San Francesco (cidade Nova), con 124.000 abitanti: Ha circa 30.000 fanciulli e adolescenti che sopravvivono sulla strada, vittime di droghe, violenze e prostituzioni, non avendo opportunità formative, sportive di nessun genere dove possano occupare bene il tempo.

Aspetto sociale

C’è una grande manipolazione politica contro il popolo a basso reddito senza conoscenza dei propri diritti. L’Educazione non è assolta per il basso investimento scolastico, tanto da parte del Governo statale, come da parte di quello federale, c’è una formazione precaria, difficile accesso di persone carenti alla università, ritiro del corso di scienze politiche. Praticamente si scontrano con una dura situazione e pessime condizioni di vita, senza infrastrutture, senza possibilità di garantire una educazione e un futuro ai figli ( o figlie) poiché stanno morendo, o sono già morti.

Aspetto Politico

I giovani si stanno organizzando per rivendicare i loro diritti, fanno manifestazioni, camminate, percorsi, si scambiano informazioni autentiche attraverso la Radio Comunitaria “la voce delle Comunità” e la PJMP, che politicizza e cerca di politicizzare sempre di più i giovani e le giovani, in Amazzonia, in Brasile e nel mondo, nel senso di installare la giustizia per tutti, data la molta corruzione economica e politica, la compra di voti, i politici ricchi assolutamente preoccupati dei propri interessi, o a servizio di privilegiati.

Aspetto religioso

La domanda di Dio è molto grande, come risposta alla sofferenza e alla disperazione. Anche movimenti di rivendicazione, specialmente quando sono i cattolici ad organizzare passi significativi nel campo dell’ecumenismo, del dialogo religioso, per la pratica sociale giornaliera, molti giovani tuttavia si sentono insicuri e angustiati per la perdita di identità religiosa, oppure si sentono esclusi.

Ebbene che cosa è la PJMP ?

E’ una delle Pastorali che si dedica ai Giovani del ceto popolare, è articolata nella Pastorale organica, è la esperienza della Chiesa Brasiliana dal volto popolare, giovane, anticapitalista, libertario nella costruzione del regno di una società, del Regno di una Nuova Società giusta e fraterna, attraverso la integrazione sociale ed ecclesiale, sempre pensando alla formazione del cittadino (a) dove con la fede c’è il sentimento di appartenenza alla Chiesa Liberatrice.

E che cosa sta già facendo La PJMP ?

Sta mobilitando la Comunità, il barrio e la società in generale per il riscatto attraverso la integrazione sociale, l’offerta dei mezzi perché questi sviluppino i valori di giustizia, fraternità, pratiche, a beneficio della collettività, pratiche politiche, sociali per il bene di tutti. Ci si impegna a rivendicare i diritti e i doveri, a fare pressione, a unirsi con altri che hanno la Fede che cammina con la Politica e così assecondiamo la storia. E’ unendo la fede e la vita che si costruisce una Amazzonia, un Brasile e un mondo migliore, un governo che si rivolge al popolo per dialogare con autorità e la Chiesa che include nei piani di pastorale la questione sociale, ristrutturando e facendo palestre, parchi alle famiglie, con il consiglio a tutela di “Infanzia e Adolescenza”.

Gioventù che si organizza a partire da gruppi di base, per una formazione del cittadino che si impegna in cambiamenti reali nella vita delle persone, nella società e nella chiesa; che partecipa a Congressi, assemblee, (si organizza con) uffici che propongono orientamenti di specialisti come assistenti sociali, psicologi, pedagogisti, per promuovere il riscatto di valori cristiani, di cittadinanza e una forte coscientizzazione nelle lotte sociali.

Obiettivo generale

Che i giovani della classe popolare nel ceto in cui vivono, realizzino l’annuncio di un Cristo Liberatore, nella società, nella famiglia in ogni momento della vita. Offrendo i mezzi perché questi sviluppino valori di giustizia a beneficio della collettività ecclesiale e sociale per il bene di tutti. Mostrando che la Fede e la Politica vanno insieme con la crescita sana e lo sviluppo di tutti i loro talenti intellettuali e pratici a beneficio della collettività.

Ringraziamo di cuore per l’appoggio al progetto “Infanzia e Adolescenza” Col vostro prezioso aiuto, per una società giusta e fraterna, questo progetto è per noi un imperativo e una gioia.

Vi siamo fin da ora molto obbligati.

 

Dati Bancari : BANCO BRADESCO

ARCIDIOCESI DI MANAUS - AGENZIA 3733

CONTO CORRENTE : 016713 - 4

CNPJ : 04026811/0016-07

 

RESPONSABILI DEL PROGETTO

Pe. ALBERTO PANICHELLA (firma)

Missionario saveriano Parroco A.M. San Francesco

 

La rete sostiene il progetto con € 5.000.00 annuali.

 

 

Carissimi Manaus, San Francesco Saverio, 3 dicembre 2009

 

Un Natale di Pace e Bene! /Io sto bene e così spero di voi.

Natale offre l’occasione di fare un bilancio. 2009 è stato un anno di crisi. La crisi che

ha tolto la cresta ai ricchi, ha rubato il pane ai poveri. Anche la solidarietà ne ha sofferto. Noi ci siamo difesi meno male, ma abbiamo dovuto chiudere con un mese di anticipo l’attività del Projeto Criança e Adolescente, che in 16 Centri attende mille ragazzi con doposcuola, officine-laboratori e merenda. //Speriamo di riprendere il Projeto a febbraio.

 

Sto curando un libretto con le testimonianze di ragazzi/e del “Projeto”. Ve ne anticipo 1.

* Il mio nome è Jusy

Fui abbandonata dai miei genitori. La mia famiglia era la droga. Molte volte non avendo da mangiare, ingannavo la fame sniffando colla. Quando scendeva la notte dormivo sui banchi della piazza, o sui marciapiedi, con il freddo. Questo quando non passava la poli-zia che mi chiedeva perchè stavo lì; mi picchiava come se fossi un animale. Sembrava che fossi io colpevole per avere una vita così.

Ma non ho perso la speranza: sognavo di lasciare quella vita, sentirmi voluta e amata da qualcuno. Fino a quando ho incontrato le zie del Projeto Criança e Adolescente, che mi hanno dato tutto quello di cui avevo bisogno per cambiare la mia vita. Da loro ho ricevuto affetto, attenzione e amore: oggi so che cos’è avere una famiglia.

Qui vivo molto felice e sono grata a chi ha avuto questa idea di creare il Projeto.

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Dicono: “Oggi la vita è grama e il tempo cattivo;

solo il nescio e l’alienato nutrono qualche speranza.

La nostra società ha di fatto espulso Dio”.

Ma io dico: “Non c’è tempo che non sia Suo santuario;

non c’è cuore privo della vocazione d’essere Sua culla”.

Così io vivo il Natale quest’anno, 2009. Buon Natale! P. ARNALDO DEVIDI

 

Mio indirizzo: P.Arnaldo DeVidi, Rua 196, Casa 94, Nucleo 16, Cidade Nova 3 –

69098-260 MANAUS-AM (Brasile). e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Tel. (0055.92) 3223.6157

 

 

 

Dal Vangelo della Messa di mezzanotte: Maria e Giuseppe a Betlemme e in ogni dove

Mentre [Maria e Giuseppe] si trovavano a Betlemme, giunse per lei l’ora del parto, e diede alla luce il suo primogenito; lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non vi era posto per loro nella locanda ” (Lc 2,6-7)

* Mentre si trovavano a Gaza, giunse l’ora di grande violenza, la comunità palestinese diede alla luce la resistenza e la fasciò di preghiera e la depose nella culla della speranza, per togliere spazio all’odio e allo sconforto.

* Mentre si trovavano a Copenhagen, giunse l’ora dell’emergenza; e venne alla luce, a fatica, il protocollo ecologico (Gaia) per ridurre l’emissione di gas; e lo deposero in grembo a madre natura.

* Mentre si trovavano in Argentina, si completò la Marcia Mondiale per la pace (100 nazioni, 160 mila km, un milione di partecipanti), la fasciarono di riconciliazione e la deposero nel cuore del mondo perché non si lasci posto per la guerra e la violenza.

* Mentre si trovavano in Russia, la Federazione decise di partorire una moratoria sulla pena di morte... fino a quando la pena capitale non sarà messa definitivamente al bando.

* Mentre si trovavano in Sud Africa, la Fondazione Nelson Mandela annunciò il successo della campagna “Scuole per l’Africa”, per quattro milioni di bambini, obiettivo di sviluppo del millennio.

* Mentre si trovavano a Cuneo, giunse l’ora per il civismo di generare più sportelli per gli stranieri per la regolarizzazione, che oggi rilasciano quarantaquattro permessi al giorno.

* Mentre si trovavano nelle carceri di Sri Lanka, Iran, Iraq, Tunisia..., per molti prigionieri di coscienza giunse l’ora della libertà, e potranno celebrare Natale con la vita di Gesù e la loro vita nuova, fasciati di gioia in seno alla famiglia.

* Mentre si trovavano nella periferia di Manaus, giunse per le comunità l’ora di rinnovare il Progetto Bambino e Adolescente (per un migliaio di ragazzi!) e lo presero decisamente tra le mani, perché non vi era ancora la volontà del governo di prendersi cura dell’infanzia.

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Rete Radié Resch di Macerata

Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.

Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare.

(Bertold Brecht)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ricordiamo a tutti l'importanza dell’autotassazione a sostegno dei progetti

Assoc. Rete Radié Resch Macerata

Ccp 13192620

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