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Agosto 2007.
A oggi, in momenti diversi, tutta la Rete di Savona si è recata per un periodo di condivisione a Bangui.
Ogni componente continua il suo lavoro di approfondimento secondo i propri carismi.
La rete si incontra regolarmente per la messa in comune e la discussione delle linee guida.

RRR Convegno Bangui


Ma ci preme sottolineare una volta di più che l’esperienza forte è la condivisione tra le genti.
Da loro come da noi.
Un tatuaggio di cui non ci si libera, che obbliga al conoscere e al comprendere, unica via per la creazione di una comunità umana.

Da Tam tam sans frontiers e dalle testimonianze degli amici centrafricani è maturata in parallelo, una esplosione di molteplici altre iniziative e storie che hanno correlato CEDIFOD (ed i singoli) con altre associazioni, Enti Locali , Università e singoli.
Allo stato attuale, e’ in atto una serrata verifica di tutto il lavoro svolto e degli innumerevoli rivoli che si sono aperti.

Non possiamo e non vogliamo controllare tutto.
Ma vogliamo che i nostri intenti la nostra identità sia chiara. Perciò d’intesa con Cedifod uscirà un documento di sintesi che inviterà una volta di più a darsi Tempo e Spazi.
Magari rallentando l’operatività e sacrificando un po’ di efficientismo. Magari ripartendo da una sana disponibilità al fallimento.

La storia della rete di Savona.

 

Vista la breve anche se intensa vita del nodo locale non possiamo parlare di storia. Nei primi anni di attività, in cui le energie si sono soprattutto concentrate nella sensibilizzazione e nell’organizzazione di incontri pubblici, facendo circolare in provincia testimoni di un certo rilievo. In tal senso abbiamo acquisito sul territorio una buona credibilità e la fama di rompicoglioni per la puntigliosa richiesta di pragmaticità nell’organizzare.

Gli albori.
L’esistenza della Rete Radiè Resch era praticamente sconosciuta agli attuali aderenti al nodo. Tra noi soltanto Caterina, tramite il notiziario, aveva qualche vaga informazione. Nell’estate del 1999 in occasione del matrimonio, Pier & Simona cercano il modo di far giungere a Korogocho, i soldi della loro “lista nozze” con un progetto di Alex Zanotelli. Il contatto viene stabilito tramite Antonio Vermigli, referente della Rete di Quarrata oltre che personaggio molto attivo e conosciuto per i contatti con prestigiosi testimoni. Questa figura, da lì in avanti caratterizzerà la gestazione e la nascita del nodo locale savonese. Inviati i soldi, Pier e Simona vengono contattati e visitati da Antonio. Alcune cene sono incontri allargati anche ad amici. Nasce la proposta di attivarci in qualche modo. In parte attratti, in parte spaventati da un impegno che rischiava di divenir totalizzante, nel Maggio del 2000, Vermigli si gioca il tutto per tutto proponendoci l’organizzazione, in quindici giorni, di una serata sul territorio con il premio Nobel per la pace: Rigoberta Menchù Tum. Tale incontro si realizzerà, a Quiliano, mercoledì 7 Giugno 2000 in collaborazione con il Comune, nostro primo partner istituzionale.

Primi vagiti.
L’evento Menchù può considerarsi a ragione, la data di nascita del nodo locale savonese, in quanto la sua realizzazione per tempi compressi e nostra completa inesperienza, assume veramente la connotazione di una impresa. Impresa che ha l’indubbio pregio di aggregare persone di differente formazione. Così sarà costituito il primo nucleo della Rete locale. Novellini catapultati nel panorama del volontariato savonese guadagniamo immediatamente una certa credibilità organizzativa vista sia l’importanza dell’ospite sia la riuscita della serata. Tale fama come già inizialmente accennato ce la porteremo dietro strada facendo.

Primi passi.
I primi passi si muovono quindi per sensibilizzare. Tutto era accaduto troppo in fretta ci occorreva respirare, comprendere un po’ di più quello che la rete chiedeva da noi.
Caricarsi subito di una operazione rischiava di totalizzarci e di privarci del tempo di guardarci attorno e di formarci. Martedì 12 Settembre 2000, comunque, Antonio ci propone già l’organizzazione di un’altra serata. E’ la volta di Hebe de Bonafine, presidentessa delle Madri di plaza de Mayo. Da lì in avanti numerosi prestigiosi testimoni saranno fatti circolare in provincia grazie ai contatti di Vermigli.


Due anni di incontri.
Nel riquadro sottostante sono snocciolati la serie di incontri organizzati nei primi due anni:


ANNO 2000.

  • Quiliano: giugno - Rigoberta Menchù Tum, premio Nobel per la pace.
  • Albisola Superiore: settembre – Hebe de Bonafini, pres. Madri Plaza de Mayo.
  • Celle Ligure : dicembre – Padre Francesco Cavazzuti, missionario brasiliano.


ANNO 2001.

  • Quiliano- Valleggia: giugno – Umberto Allegretti, docente di diritto Un. Firenze.
  • Celle Ligure: luglio – Frei Betto, domenicano teologo della liberazione.
  • Andora: agosto – Don Luigi Ciotti e Giancarlo Caselli.
  • Varazze: ottobre – Movimento dei “Sem Terra” brasiliani (MST).
  • Celle Ligure: dicembre – Gianni Minà, giornalista e scrittore.


Lo scopo degli incontri.
Sensibilizzare, aprire delle finestre sul mondo, acquisire informazioni e testimonianze dirette, raccogliere denunce di soprusi. Il tutto con una platea il più vasta e variegata possibile. Da subito ci è parso estremamente importante il tentativo di portare certi temi fuori dai soliti circuiti e dalla cerchia degli addetti ai lavori. Trovare il modo di rendere fruibili ai più certe informazioni e certe formazioni.
Criteri di realizzazione. Abbiamo in generale seguito due criteri di coinvolgimento:
1. Coinvolgimento delle istituzioni (Comune, Provincia ..). Cambiare senza prescindere dalle istituzioni, il primo segnale, insieme alla proposta di una sorta di “restituzione con denaro pubblico” a sostegno del progetto presentato dal testimone di turno. Il rischio di essere usati come palcoscenico politico viene compensato dalla possibilità di accesso ad organi di stampa altrimenti poco sensibili e dalle facilitazioni logistiche (ad es. strutture gratuite).
2. Coinvolgimento di altre associazioni, enti, ecc. con l’attenzione alla massima trasversalità possibile (dalla Caritas ad Italia-Cuba). Puntando sul valore in sé e sorpassando logiche di esclusiva appartenenza, la portata del valore stesso può essere enormemente amplificata.
Sostenere tutto ciò ha un costo. In termini di accoglienza dei testimoni e in termini di sostegno ai loro progetti proposti. Il nodo ha pensato di trattenere localmente il 30% del ricavato delle autotassazioni locali a copertura di tali spese. Il restante 70% è stato normalmente inviato a livello nazionale per il finanziamento delle operazioni.

Accelerazioni.
Il 2001 è un anno importante. Oltre all’attività sopra descritta e oltre a Caterina e Roberto già attivi in tal senso, molti aderenti al nodo savonese Radiè Resch, sono coinvolti nell’incredibile proliferazione di attività, di incontri, di scontri, di confronti in vista del G8 genovese di Luglio. Una stagione dalle forti stimolazioni che ha “costretto” ad una accelerazione improvvisa le rispettive crescite personali. Nascono interessanti condivisioni con realtà quali “Rete di Lilliput”, Social Forum ecc. che vedranno in qualche modo sempre presente la Rete Radiè Resch. Consideriamo tali esperienze importanti perché permettono un respiro diverso e più ampio. Numerosi contenitori si sono susseguiti nel tempo. Non tutti duraturi. A tutt’oggi alcuni di noi continuano a partecipare a queste realtà cercando di creare un ritorno costruttivo all’interno del nodo stesso.

Savona sceglie la RCA.
I tempi paiono maturi per il grande salto: accollarsi la responsabilità di una operazione. Così il 2002 trascura un po’ l’azione di sensibilizzazione (pochi incontri) ma pone il retroterra per la scelta dell’intervento in Repubblica Centrafricana. Antichi rapporti di amicizia della Catte (volontaria per due anni in questi luoghi) vengono rinsaldati con due visite. La prima della Daniela nel Natale 2001, la seconda di Caterina, Ilaria e Daniela stessa nell’Agosto 2002. I punti di riferimento paiono seri, ben conosciuti e rispondenti ai criteri di scelta del coordinamento nazionale. Possiamo riuscire dove altri tentativi africani della RRR hanno fallito per gap culturali e scarsa reciproca conoscenza.
Quindi dopo aver a lungo valutato e discusso si decide per la via più impervia: aprire in Africa, con certi problemi di comunicazione e di logistica e dove parecchio sarà da inventare. Oltre tutto anche a livello nazionale non sarà così semplice convincere al ridimensionamento delle operazioni latino americane a favore di quelle africane. Si stila un “cauto” progetto di studio [vedi allegati] da proporre al coordinamento, spingendo sulla necessità di aprire al continente forse più abbandonato e dimenticato. L’operazione viene accolta.

Marzo 2003 - Marc & Gisele in Italia.
Si attua la prima parte dell’operazione con i referenti centrafricani in Italia a testimoniare la forza e la resistenza della Società Civile tramite CEDIFOD.
Un mese intenso in cui si susseguono in tutta Italia diversi incontri e appuntamenti e che ci vede impegnati in un grande impegno organizzativo e logistico. Lo scopo è garantire a Marc & Gisele il maggior numero di contatti possibile. Si crea un buon legame affettivo anche in considerazione del fatto che la loro permanenza qui coincide con l’ennesimo colpo di stato nel loro paese. Il lato umano ed emotivo funziona quindi da forte collante.

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