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Rete di Macerata Luglio-Agosto 2019

Maria Cristina Angeletti

Cari amici,
l’argomento sulle autonomie differenziate torna in modo ricorrente sui media; devo dire, a priori, di esser preoccupata della possibile spaccatura dell’unità nazionale, e mi chiedo quanto i cittadini delle regioni che ne fanno richiesta siano consapevoli e persuasi di questa processo e di cosa esattamente comporterà. Mi viene anche da sottolineare la contraddizione tra la battaglia per le autonomie della Lega e l’ambizione di Salvini di procedere verso un partito nazionale che ha propagandato dappertutto invadendo tutti i media. Il PD si esprime con diverse voci su questo tema ( e non solo purtroppo). Mi sembra che la spaccatura attraversi trasversalmente tutti gli schieramenti e mi chiedo come sia possibile che su un argomento costituzionalmente così decisivo il mondo politico si presenti in ordine sparso. L’iniziativa portata avanti da Veneto, Lombardia e recentemente Emilia e Romagna con 23 richieste di autonomie è uno dei tanti modi con cui la Lega vuole staccarsi dal resto d’Italia? Non dimentichiamo che è uno dei principi iniziali del movimento non tenendo conto di quanti sono morti per l’Unità d’Italia. Inoltre non rischia, forse, di mettersi contro il sud dove da poco ha ottenuto molti voti ? (Roberto D’Alimonte articoli sulle autonomie). Allora il federalismo vuol dire secessione! Le teorizzazioni di Gianfranco Miglio parlavano di una riforma complessiva di sistema fra poteri dello stato e tutte le regioni e autonomie locali. L’autonomia di cui si parla oggi riguarda solo le regioni ricche del nord che vogliono tenersi se possibile tutto e vogliono separarsi dal resto del paese che rappresenta un peso. Se è questo il discorso si mette in serio rischio l’unità del paese che verrà letto nel mezzogiorno in modo antimeridionalistico e aggraverà la crisi sociale, morale, culturale, politica del paese. L’unica cosa di cui si è parlato all’interno del governo invece di scuola, cultura, di educazione o fonti energetiche, è la Bozza Stefani che prevede che, una volta approvate le autonomie se entro tre anni non si regolamenta il discorso dei costi standard il fabbisogno viene restituito alle regioni in base al reddito medio, quindi i soldi andranno alle regioni più ricche. Si parla sempre e solo di soldi . La figura di Conte si è rafforzata ( dopo aver chiuso ogni spiraglio a Salvini ) appoggiata, si dice, dal Vaticano, dall’Eni, da Finmeccanica, che potrebbe proporsi come capo di un governo di unità nazionale dopo l’attuale crisi di governo. Non ho fiducia in chi chiede la secessione e ne ho ancora meno nei governatori di piccole regioni che non si rendono conto che il nostro paese è già piccolo per conto suo e se ci dividiamo in Europa conteremo sempre meno.

Ricordo l’autotassazione libera, ma continuativa a sostegno dei progetti della Rete come nostra forma di giustizia restituiva . IL CONTO CORRENTE della Rete di Macerata presso Ubi Banca è il seguente:

RETE RADIE’ RESCH conto corrente ordinario numero 0000006069
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Ci possiamo rivolgere presso una qualsiasi delle seguenti filiali della banca UBI di Macerata:
UBI viale Don Bosco, UBI Corso Cavour e UBI Collevario

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