HomeCircolari LocaliRete di Padova Dicembre 2019

Rete di Padova Dicembre 2019

Un Nuovo Natale di Renato d’Andrea

Quando soccorri un amico solo nel suo cammino;
quando illumini le tenebre di chi va in cerca di una stella, il tuo cuore fiorirà di un nuovo Natale.
Quando sei fonte pulita, sincera e senza falsità;
quando al tuo fratello che ti offende porgi una sana azione, il tuo cuore fiorirà di un nuovo Natale.
Quando ti senti smarrito e non ti adatti alle tenebre;
quando edifichi la vita nella giustizia e nella pace, il tuo cuore fiorirà di un nuovo Natale.
Quando avvicini un tuo simile e susciti in lui la speranza;
quando offri il tuo amore a tutti quelli che incontri, il tuo cuore fiorirà di un nuovo Natale.

Iniziamo con i tradizionali auguri: Felice e gioioso Natale a tutti, buon 2020 di pace a tutto il mondo. Potremmo, con questa ultima lettera del 2019, fermarci agli auguri, ma qualche riga più sotto le notizie che arrivano da Haiti non ci riportano né un gioioso Natale né un 2020 di pace. Haiti non trova spazio nei media. L’incontro del 2 dicembre presso i Comboniani, assieme ad altre associazioni, ha fatto capire il drammatico momento che sta attraversando il Paese. Momento difficile ma con la speranza, come ci scrive Jean: un’altra Haiti è possibile. Il Convegno nazionale della Rete si avvicina e ci sembra importante e utile condividere, molto brevemente, quanto è emerso dal confronto che c’è stato al coordinamento di Pistoia lo scorso 23/24 novembre.

Ecco le decisioni prese:
1. Il prossimo Convegno Nazionale si terrà nei giorni 17, 18 e 19 aprile 2020, presso l’Hotel Continental di Rimini.
2. Il coordinamento stabilisce di istituire una commissione ristretta sia per definire il tema del Convegno, sia per selezionare i testimoni. Ne faranno parte la Segreteria, Caterina Perata, Antonio Vermigli, Gianni Pettenella, Giorgio Gallo, Lucia Capriglione e Monica Armetta in rappresentanza della commissione giovani.
3. Vengono proposti come possibili testimoni del sud del mondo:
• Padre Alberto Panichella – Brasile (Rete Macerata);
• Padre Richard – Congo (Rete Castelfranco Veneto e Mogliano Veneto);
• Viviana Vaca – Mesa Campesina, Argentina (Rete Noto);
• Jean Bonnelus – Haiti (Rete Padova);
• Un testimone da Gaza contattato nel viaggio della scorsa estate (Rete Salerno);
• Salete Ferro – Brasile (Rete Casale);
• Un testimone della resistenza Curda (Rete Celle Ligure e Alessandria).
4. La Segreteria invierà un sollecito a tutte le Reti locali, perché mandino entro la fine di dicembre i soldi raccolti.
5. Il prossimo coordinamento si terrà a Rimini il 25 e 26 gennaio 2020.

La drammatica situazione sociale e politica di Haiti

Analisi per la Rete
Ecco una piccola condivisione e riflessione sulla situazione attuale di Haiti. Bisogna dire che l’origine di questa frustrazione popolare risale dall’ascesa di Michel Martelly al potere nel maggio 2011. Lo sostenevano la borghesia di estrema destra e l’imperialismo americano e questo stesso settore insieme con la comunità internazionale ha facilitato anche l’accesso al potere di Jovnel Moise del partito di Michel Martelly. Per la campagna elettorale di Jovenel Moiseè sono stati messi a disposizione tutti i mezzi finanziari dello stato, egli ha beneficiato dall’amministrazione di Martelly di importanti somme di denaro, circa 15 milioni di dollari per la realizzazione della sua piantagione di banane, e anche il settore privato della borghesia ha dato molto denaro per finanziare la campagna elettorale di Jovenel Moise. Bisogna sottolineare che la principale fonte di reddito dello stato haitiano per finanziare Jovenel Moise proviene dai fondi di Petro Caribe, il programma con cui il Venezuela ha dato la possibilità a Haiti di usufruire a un tasso preferenziale del prestito di Petro Caribe. Dunque questo denaro è stato rubato per la maggior parte sotto l’amministrazione di Martelly e Jovenel Moise ha beneficiato delle tangenti attraverso compagnie fasulle da lui create. Il Senato haitiano, attraverso una commissione d’inchiesta, ha segnalato Jovenel Moise come implicato nella dilapidazione del fondo di Petro Caribe. Jovenel fa orecchie da mercante davanti alla richiesta di rispondere alla giustizia, mentre d’altra parte la corte superiore dei conti, che costituisce il principale tribunale amministrativo del nostro paese, ha reso pubblico un rapporto sul modo in cui è stato amministrato il fondo di Petro Caribe: il nome di Jovenel Moise vi figura 69 volte come persona implicata nella dilapidazione del fondo. È l’uscita di questo rapporto che ha provocato questa rivolta in tutto il paese per chiedere le dimissioni di Jovenel Moise. Invece di sentir ragione, Jovenel Moise preferisce usare la forza e la violenza della polizia per reprimere i manifestanti. Il governo utilizza i mezzi più crudeli e criminali per intervenire nei quartieri e nelle zone popolari senza esitare a utilizzare gas lacrimogeni e veri proiettili che non risparmiano bambini, anziani e donne incinte. E quindi, come sai, il paese si trova praticamente bloccato da 3 mesi, gli uffici pubblici funzionano solo raramente e a orari ridotti. I mercati non funzionano, perché i contadini non riescono a vendere i loro prodotti per sopravvivere. Una situazione che complica ulteriormente la condizione di precarietà economica di Haiti. Così le strade sono bloccate, gli ospedali e i centri di salute non funzionano, i parti si fanno con grande difficoltà. La situazione è davvero caotica, più di quanto accade in Cile e in Bolivia. Ma come ti ho già spiegato la comunità internazionale ignora completamente la situazione del popolo haitiano, fingendo di non comprendere, perché sostengono il governo corrotto di Jovenel Moise. E si è scoperto anche che il governo di Jovenel Moise paga forti somme di denaro a certe ambasciate per nascondere la verità ai governi che rappresentano e anche per curare l’immagine del governo all’estero. Il governo spende anche per il suo sostegno sia all’interno che all’estero. Grazie ancora, spero che queste informazioni potranno servirti per far comprendere ai nostri amici italiani la situazione a Haiti.
Grazie, alla prossima per il rapporto annuale.

Messaggio ricevuto il 2 dicembre 2019
Buongiorno, so che voi amici della Rete avete oggi un incontro pubblico sulla situazione di Haiti e cercherò di dare una risposta alla vostra richiesta sulle prospettive della rivolta che sta agitando da mesi il nostro paese. Per quanto riguarda questa rivolta io posso dire di essere ottimista: penso che porterà a qualcosa di positivo nel paese. È vero che Haiti attraversa una situazione molto difficile. È anche vero che la comunità internazionale mostra un comportamento sprezzante verso il popolo haitiano. Ma ciò che è importante è il livello di coscienza che il popolo sta raggiungendo. Haiti nella sua storia ha conosciuto molte rivolte, ma tutte sono terminate con l’imposizione di governi sostenuti dall’imperialismo statunitense. È sempre stato così dopo l’indipendenza del paese, con l’occupazione statunitense nel 1915 e anche dopo la rivolta del 1946, stesso scenario con la fine del regime dei Duvalier dopo trent’anni di dittatura, e ancora più recentemente con l’allontanamento di Aristide dal potere. Noi abbiamo conosciuto solo governi imposti dall’imperialismo statunitense Dunque oggi il popolo è nelle strade non solo per chiedere la partenza di questo presidente corrotto e al servizio della borghesia haitiana, ma per reclamare la fine del sistema. Per la prima volta dall’indipendenza del paese la società haitiana è in piedi come un sol uomo per affrontare in modo approfondito i problemi della nostra società. Oggi in questa crisi si discute di tutto. La corruzione è diventata un argomento che appassiona tutte le categorie della società, giovani e vecchi. Se il presidente Jovenel Moïse non riesce a imporre la sua politica neoliberista al popolo, è perché deve far fronte all’ondata di proteste causate dallo scandalo del Petro Caribe nel quale è uno dei soggetti coinvolti. Anche il budget della repubblica votato dal parlamento è costantemente analizzato nelle trasmissioni delle radio. Quindi, anche se questa rivolta non porterà subito i risultati sperati, tuttavia l’obiettivo della trasformazione di questa società è sulla buona strada perché questa rivolta è il frutto di molti anni di lavoro e di lotta di uomini e donne che hanno perso la vita per questa nobile causa, cambiare profondamente la società haitiana. Un’altra Haiti è possibile.

Aggiungiamo, come sempre, i numeri dei c.c. per i versamenti:
C.C. postale 15405350 intestato a “Associazione Rete Radiè Resch” c/o Beraldin Elvio, Via Spalato 9, Padova
Conto Corrente presso Banca popolare Etica, Coordinate IBAN: IT 54 N 050 1812 1010 000 1134 8281
intestato a: Associazione Rete Radiè Resch gruppo Padova

FOLLOW US ON:
Rete di Quarrata Nov
Rete di Verona Dicem
Rate This Article:
NO COMMENTS

LEAVE A COMMENT