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Rete di Padova Giugno-Luglio 2019

Per ricordare p. Lele.

Se ne vanno, di solito i migliori, se ne vanno così,
semplicemente,
quasi con impazienza,
e noi, un po’ smarriti, un po’ traditi, frughiamo nelle loro vite
per trovare, chissà,
un frammento del segreto che gli ha resi tali.
Se ne vanno,
e dopo poco, nonostante, a noi pare,
abituati all’assenza,
sentiamo una insolita tenerezza
lambita da un pizzico di tristezza
o forse è solo nostalgia.
Immensa.

Se ne vanno, così di Elisa Kidanè

Un “caldo” saluto a tutti/e. La circolare nazionale, riassume il seminario sull’informazione che si è svolto a Sasso Marconi il 18/19 maggio. Ricordiamo l’appuntamento annuale per commemorare l’uccisione di padre Ezechiele (Lele) Ramin, che si terrà mercoledì 24 luglio nella chiesa di San Giuseppe, alle 19.00. Notizie da Haiti Haiti dovrebbe rompere con la politica “anti-popolo” “anti-democratica”, “anti-repubblicana”, ha detto Nou p ap Domi (non staremo a dormire), una nuova organizzazione sociale che riesce a mobilitare migliaia di persone mediante l’uso di internet e che è comparsa ultimamente nel vasto panorama del movimento Petrochalllengers, tutte iniziative di lotta che si oppongono al presente governo di Jovenel Moise chiedendone le dimissioni. Diverse persone sono morte in giugno durante le manifestazioni indette dall’opposizione haitiana in diverse città del paese per chiedere le dimissioni del presidente, Jovenel Moise. Migliaia di haitiani sono scesi per le strade di Port-au-Prince e in altre città dopo che la Corte dei Conti Superiore ha pubblicato un rapporto che coinvolge una società leader, la Agritrans, che ha ricevuto milioni di dollari di fondi Petrocaribe per l’esecuzione di diversi progetti mai realizzati. Allo stesso modo, il testo reso pubblico rivela che esiste una rete di funzionari all’interno del governo haitiano che gestisce l’ottenimento di contratti per gli amici dell’ex presidente del paese Michel Martelly, così come per l’ex ministro Laurent Lamothe e dell’attuale presidente Moise. Diversi testimoni hanno riferito che un membro della polizia ha ucciso una persona di fronte alla residenza del Presidente della Repubblica, ma agenti della guardia presidenziale hanno accusato un gruppo di manifestanti, lasciando un morto e diversi feriti. Altri due morti tra i partecipanti alla manifestazione a Cap Haitian, nel nord del paese. Il portavoce del settore democratico, André Michel, ha dichiarato in una conferenza stampa che “abbiamo contato sette morti e oltre un centinaio di feriti, mentre la popolazione manifestava pacificamente. Il movimento cittadino Petrochalenger dichiara come il comportamento di molti agenti di polizia sia inaccettabile, volto a creare panico e uccidere i civili. Allo stesso modo, il testo rivela che esiste una rete di funzionari all’interno del governo haitiano che gestisce l’ottenimento di contratti per gli amici dell’ex presidente del paese Michel Martelly, così come per l’ex ministro Laurent Lamothe. Willot Joseph, membro attivo di Fddpa, scrive: “Come è risaputo, l’ex presidente del Venezuela Hugo Chavez Frias ha reso possibile che Haiti, assieme ad altri stati caraibici, beneficiassero dei fondi di Petrocaribe (3,8 miliardi di dollari originatesi da quando gli accordi presero vigore) per togliere dalla povertà gli haitiani più vulnerabili. Purtroppo i fondi sono stati rubati e dilapidati dai governi di destra, utilizzati anche per pagare consulenti e specialisti in grado di manipolare le elezioni. Come risultato, il partito di destra che sostiene Moise, una marionetta nelle mani di Washington, ha vinto il 90% dei seggi della Camera dei rappresentanti e così anche nei municipi nazionali. Contemporaneamente, la sinistra già indebolita dalla disorganizzazione e dalla mancanza di fondi si è affossata. Va detto che esiste una opposizione al governo da parte dei partiti conservatori, ma la meta della loro azione non è quella di soddisfare le rivendicazioni della gente ma di preservare i propri interessi. Infatti, la maggioranza dei leader della opposizione si comporterebbero allo stesso modo dell’attuale governo. Quello che non si dice è che i media di comunicazione principali, spesso operanti attraverso il web, sono una macchina di propaganda diretta e finanziata dai poteri economici forti, internazionali, in grado di decidere chi deve governare e questo si sviluppa sotto un mantello di valori democratici. Nel caso haitiano, durante i 10 giorni di protesta di massa, cominciati il 7 febbraio di quest’anno – data che coincide con l’espulsione nel 1986 dei Duvalier – il popolo riuscì a bloccare tutte le vie di comunicazione terrestre, agendo nelle maggiori città. Durante questo blocco generale, nessun mezzo, pubblico o privato, poteva circolare; la paralisi è stata totale. Il presidente scomparve per poi riapparire quando ebbe certezze che gli USA lo stavano appoggiando. Nel frattempo, i media non fecero un lavoro serio di informazione su ciò che stava accadendo nel paese. Per i milioni di cittadini espatriati era quindi necessario sintonizzarsi sui canali radio haitiani per avere notizie. Contemporaneamente, la crisi haitiana si innestava su quella venezuelana, bersagliata da notizie false sul governo di Nicolas Maduro. In altre parole, l’opinione pubblica è stata manipolata attraverso la mancanza di notizie e la diffusione di cattive informazioni, allo scopo di favorire interessi di corporazioni multinazionali. E’ necessario far fronte comune tra i paesi che come Haiti soffrono di queste ingerenze, mantenendosi informati attraverso mezzi che diano notizie veritiere perché basate sul lavoro di gente e organizzazioni oneste, impegnate nel campo della solidarietà e dell’impegno civile.”

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