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Rete di Macerata Aprile 2019

“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande” ( Hans Georg Gadamer)

La lezione di Greta

Giovani e futuro sono sinonimi. Il futuro in primo luogo, biologicamente, appartiene a loro. Da sempre. In un pianeta, però, meno ricco di risorse e con problemi nuovi, questa relazione è diventata meno scontata. Il futuro, almeno come lo abbiamo conosciuto nella seconda parte del XX secolo, quando era ovvio che le nuove generazioni avrebbero avuto una qualità della vita migliore delle precedenti (almeno per molti e in occidente) è un concetto che semplicemente non esiste più. Per i ragazzi attivarsi per il cambiamento è diventata oggi una priorità. Una domanda ricorrente: Perché studiare per un futuro, quando non ci sarà un futuro? In questo senso una storia interessante è quella di Greta Thunberg, la ragazzina svedese di 15 anni che ha scelto di scioperare dalle lezioni e sedersi sotto il Parlamento per costringere i politici ad agire sul cambiamento climatico. Anche lei, come migliaia di suoi concittadini, ha visto questa estate bruciare in Svezia ettari di foreste: centinaia di alberi e terreni aridi trasformati in muri di fuoco anche a causa del riscaldamento globale. Greta è stata capace di dare corpo alla sua protesta dall’agosto 2018, grazie al climate strike, lo sciopero per il climate change. La sua azione ha attirato l’attenzione non solo di altri giovani ma di un’ampia comunità consapevole dell’urgenza del problema. Greta ha poi fatto sentire la sua voce a COP24, la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si è svolta a Katowice in Polonia. Ha inventato l’iniziativa “Venerdì per il futuro”che il 15 marzo 2019 ha coinvolto i giovani di 1659 piazze sparse in 105 paesi del mondo. Uno sciopero scolastico in nome della scienza. Un’altra domanda ricorrente: Il modo in cui i grandi organizzano il futuro è affare loro o soprattutto di chi quel futuro lo vivrà? Per ricordarcelo serviva una ragazzina bionda con un cartello in mano, che non ha mai smesso di crederci. La studentessa, che il Time ha inserito nella lista delle teenager più influenti al mondo, ha impartito una lezione ai potenti del mondo. I giovani con la loro energia e la loro creatività saranno i veri agenti del cambiamento. Saranno loro a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e a costruire un futuro migliore per l’uomo e l’ambiente. . Con questa protesta i ragazzi non solo chiedono la riduzione delle emissioni dei gas serra nel rispetto degli accordi di Parigi del 2015, ma anche l’adozione di nuove politiche ambientali per evitare quello che oggi appare come un destino già scritto. Lo slogan più utilizzato: “Perché gli adulti che tra quaranta/cinquanta anni non ci saranno più possono permettersi di distruggere il futuro delle nuove generazioni? “In poche settimane migliaia di ragazzi e ragazze dalla Svezia all’Australia hanno quindi aderito ai Fridays for Future disertando le aule per invadere le strade e manifestare contro decenni di inquinamento che hanno innalzato sensibilmente le temperature globali, sfalzato l’equilibrio di interi ecosistemi e innescato il veloce scioglimento dei grandi ghiacciai antartici. Greta è in visita in Italia, venerdì 19 aprile a Roma a Piazza del Popolo ha manifestato con i ragazzi di FridayForFuture, in vista della Giornata mondiale della Terra del 22 aprile. Ma essere o meno dell’età di Greta, ossia dei nativi ecologici, non cambia: ci sono tante piccole azioni per contribuire al cambiamento e fare ciascuno – indirizzando i governi a fare altrettanto – la propria parte. MyClimateAction.
Ecco 10 spunti, piccolissime azioni per fare la differenza:
1) Beviamo acqua del rubinetto, aboliamo la pratica (in Italia siamo al top) di utilizzare acqua in bottiglie di plastica per uso domestico e portiamo sempre con noi una bottiglia personale continuando ad usare sempre quella. Già questo nel nostro piccolo cambierà qualcosa
2) Non sprechiamo l’acqua potabile facendo docce brevi, tenendo i rubinetti aperti solo quando occorre, usando detergenti naturali come l’aceto che non necessitano di grandi risciacqui
3) Torniamo al caro, vecchio sapone evitando così flaconi di plastica. Ora in solido si trova di tutto dallo shampoo al balsamo
4) Usiamo spazzole e spazzolini in bambù, igienico e ecologico
5) Pic-nic al parco no plastic: per le nostre gite usiamo materiale compostabile o meglio ancora lavabile. Ognuno porti il suo cestino
6) Usiamo i piedi, le bici, i mezzi pubblici. Insomma lasciamo il più possibile a casa la macchina. La mobilità sharing è in pieno sviluppo, sulle piste ciclabili invece siamo all’inizio
7) Conserviamo il cibo nel vetro e nella ceramica. Al bando pellicole e alluminio inquinanti
8) Illuminiamo in modo ragionevole con lampadine a basso consumo. Ricordiamoci poi di spegnere le luci quando lasciamo una stanza e usiamo l’aria condizionata solo se è indispensabile
9) Facciamo l’orto: un modo per aumentare la quota di cibo a km zero, il verde in città e l’attività antistress per chi lo cura. Che siano vasetti in balcone o piante in giardino, va bene tutto per cambiare rotta
10) Ricicliamo il più possibile e compriamo meno: che sia il passaggio di vestiti ad amici o parenti, che sia il corretto smaltimento dei rifiuti, che sia rinunciare all’acquisto destinato in breve al dimenticatoio, anche così facciamo azioni buone per il clima e per noi stessi.
Da insegnante tifo per Greta e per i giovani motivati al rispetto dell’ambiente, nella convinzione che loro potranno realmente contribuire al cambiamento di mentalità coinvolgendo tutti, per primi noi adulti in gran parte responsabili, più o meno consapevolmente, dei danni causati all’ambiente.

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