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Rete di Macerata Giugno 2018

La crisi fra il tutto e il nulla

Quando si dice dobbiamo rompere questo rapporto fra debito e pil per pensare di più ai cittadini. Il debito mondiale è quasi tre volte la ricchezza dei paesi. Come potrà mai essere coperto? WASHINGTON – Il mondo affonda in un mare di debito. A livello globale, il debito dei governi, delle famiglie e delle imprese ha toccato il livello record di 152.000 miliardi di dollari, oltre due volte e mezzo le dimensioni dell’economia mondiale, secondo un calcolo diffuso dal Fondo monetario nel suo Fiscal Monitor. «Il debito globale è ai massimi e sta crescendo», ha detto il direttore del dipartimento fiscale dell’Fmi, Victor Gaspar. Per due terzi circa si tratta di debito del settore privato, che secondo il Fondo rappresenta un importante ostacolo alla ripresa mondiale e un rischio alla stabilità finanziaria.La crescita del debito è stata particolarmente pronunciata negli ultimi quindici anni ed è stata più rapida di quella dell’economia, portando il rapporto fra debito e prodotto interno lordo mondiale dal 200% del 2000 al 225% del 2015.
Ci sono tuttavia gli spazi, secondo il Fondo monetario, per utilizzare la politica di bilancio e aiutare la crescita. I Paesi che hanno spazio nei conti debbono utilizzarlo, mentre tutti possono adottare politiche fiscali favorevoli alla crescita modificando la composizione del bilancio. Nel primo gruppo, il Fondo comprende la Germania, come sostenuto di recente anche dal presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. “La Germania sta già andando in quella direzione – ha detto Gaspar – tenuto conto anche della spesa per i rifugiati e l’evoluzione della demografia con l’invecchiamento della popolazione. Ma sollecitiamo il Governo tedesco a fare di più”.Per Italia, l’Fmi prevede che il debito pubblico crescerà ancora al 133,2% quest’anno e al 133,4% l’anno prossimo per poi cominciare a scendere ma sarà ancora al 125% nel 2021.
La distribuzione del debito nel mondo è molto diseguale: la maggior parte è concentrata nei Paesi avanzati, ma l’Fmi sottolinea anche il forte aumento in Cina negli ultimi anni.
Lo studio dell’Fmi sul debito è durato un anno e riguarda 113 Paesi che coprono il 95% circa dell’economia mondiale.

Ecco lo storico del debito pubblico italiano dal 1970 al 2011, che permette di confrontare grosso modo i governi con i nomi del Primi Ministri in carica.

Fonte: Banca d’Italia, Istat: http://www.irpef.info/testi/debito.html

Il tasso di inflazione è misurato con l’indice Foi (famiglie di operai e impiegati)

Alcuni nomi saltano agli occhi. Ad esempio Andreotti, il cui governo ha accumulato 10 punti sul PIL in tre anni, né più né meno del vituperato Craxi.

Ma clamorosi sono soprattutto i balzi dei “governi tecnici”. Il governo Amato, che ricordiamo come “governo tecnico” chiamato a fare da “risanatore”. Nonostante il famoso scippo dei conti correnti attuato a sorpresa per “rimettere a posto le finanze pubbliche”, in appena un anno riuscì a far salire il debito di 10 punti.

Subito dopo Amato, altro governo “tecnico” affidato a Carlo Azeglio Ciampi. Anch’esso registra un aumento colossale nel giro di un annetto 1993-94: passa dal 115,1 a cui lo aveva lasciato Amato, a oltre il 120%.

Altro grosso macigno: l’accettazione, nel 1998, governo Prodi – D’Alema , di un tetto gravosissimo alle emissioni di CO2 –E se le industrie devono lavorare di più? Se  lo pagano… ! E’ per questa discriminazione che le bollette degli italiani sono del 30% più alte di quelle tedesche.

Nel 2008 arriva la crisi mondiale e il 103,1% del 2007 schizza al 120,1 %; a questo punto, a noi, viene appioppato di nuovo – e questa volta d’autorità dal Presidente della Repubblica, senza alcuna consultazione politica – un governo tecnico risanatore: il governo Monti. Il debito sfonda quota 2 mila miliardi, arriva al 127% del PIL nel 2011 e al 132,6% nel 2013.

Dal BOLLETTINO Statistico mensile elaborato da Bankitalia si apprende che a gennaio 2018 il debito è balzato a circa 2.287 miliardi di euro, rispetto ai 2.263 miliardi di fine 20 in mano agli stranieri17; tuttavia, il debito resta al di sotto del massimo storico di luglio 2017 ( 2.302 miliardi di euro). Se lo confrontiamo con quello del 1970, 14,285 milioni di euro capiamo che sostanzialmente siamo stati governati proprio male. A quanto detto si aggiunga che, mentre nel ’88 il debito era per il 57% in mano agli italiani, per il 4% in mano a stranieri, 21% Banche, 14% Banca d’Italia, 4% Fondi e Assicurazioni; nel ’99 solo il 25% era in mano a italiani, per il 27% in mano a stranieri, 19% Banche, 5% Banca d’Italia24% Fondi e Assicurazioni ; nel 2011 era per il 21% in mano a italiani e per il 40% in mano a stranieri, Banche il 23%, Banca d’Italia 4%,Fondi e Assicurazioni 12%, ; nel 2018 il 6% è in mano italiana, il 32% stranieri, il 27% in Banche, il 16% in Banca d’Italia, il rimanente 19% in Fondi e Assicurazioni.

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