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Rete di Macerata Ottobre 2017

La vicenda spagnola della crisi catalana è argomento dominante di questi giorni. Ma le notizie date dai giornali sono spesso fuorvianti, confondono e manipolano l’opinione pubblica, dando solo una interpretazione della realtà. Partiamo proprio dalla Catalogna e da come la questione è stata proposta dalle nostre testate giornalistiche: la Stampa così introduce la questione catalana : “La Catalogna al voto un test per l’Europa…” mentre il Sole 24 ore : “….Attivisti contro la polizia… Madrid annulla il referendum ….la battaglia per l’indipendenza della Catalogna”. Il Corriere della Sera : “ Tutto il mondo osserva la Catalogna per capire se e come in una democrazia si possa tentare di sottrarre ad uno Stato un quinto del suo pil e un sesto della sua popolazione”. Nessuno che faccia notare che la Catalogna è già una Regione Autonoma, ha un suo Parlamento, è bilingue parlando una sua lingua diversa dallo spagnolo (il catalano), ha un suo Presidente che non ha terroristi in azione o truppe sul terreno, ma ha il sostegno del popolo. Nessuno che ponga l’accento sul fatto che il separatismo catalano è esploso in seguito alla mal gestita crisi economica spagnola legata a quella mondiale del 2008, all’opposizione di Madrid di concedere maggiore autonomia finanziaria e alle carenze di democrazia della Spagna intera, troppo dirigista e neo liberista. Mi sembra che ci sia una lacunosità allarmante nell’informazione italiana, da una parte sono state fatte analisi confuse dove si metteva in parallelo quella situazione con il nostro nord , o con quello curdo, che non aiutano a capire. Anche le altre analisi fanno perdere lo specifico di una questione che è politica. Piuttosto sarebbe stato interessante fare un racconto di come è maturata questa situazione, guardando alle politiche centraliste e autoritarie spagnole, all’attacco al sistema della scuola bilingue che in Catalogna funziona benissimo non creando ghettizzazioni (come quelle esistenti ad esempio in Alto Adige), bilinguismo totalmente combattuto dal potere centrale; queste cose hanno unito i catalani contro il potere di Madrid, pur ammettendo essi stessi di essere divisi sul referendum. Molta più gente, se non ci fosse stata la prova muscolare del Governo, forse avrebbe votato per il no. La stampa italiana dovrebbe dare prova di maggiore professionalità nel presentare e raccontare le situazioni in modo obiettivo ed esauriente risalendo alle cause degli eventi e non sempre al semplice fatterello. Penso che tante questioni nascano quasi sempre da mosse sbagliate dei governi centrali, la Spagna ne è un esempio con l’opposizione al referendum, solo consultivo, (anche questo particolare messo poco in evidenza dai media) ha ampliato a dismisura la base dell’indipendentismo e ora le parti sono in un vicolo cieco, un processo che potrebbe coinvolgere sia pure in maniere differenti altre realtà europee esaurendo le materie prime più necessarie alla convivenza: buon senso e tolleranza.
Sulla superficialità con cui vengono trattate le notizie si possono fare tanti altri esempi come le manifestazioni di protesta al “Festival del lavoro” di Torino, città devastata dalle trasformazioni del lavoro senza più l’impresa dominante, la Fiat, strumentalizzate, non comprese e manipolate contro gli stessi manifestanti. Oppure la questione migranti che vengono proposti come la causa dei nostri problemi, in quanto colpevoli di rubare agli italiani il welfare, la casa, il lavoro senza che nessuno ci faccia pensare al perché tutta questa gente sia qui, lasciando i propri affetti e rischiando la morte per trovarsi in una Europa che non li vuole, che li ghettizza e , se può, li sfrutta; nessun media che si soffermi seriamente a considerare o faccia emergere che essi lasciano violenze, fame , guerre, o che è ora di cambiare il modello di rapporto con l’Africa, smettendo con le economie di rapina delle loro risorse e con la devastazione del loro territorio facendoci considerare che essi servono per sfogare la rabbia che un tempo serviva per indurire gli scontri politici, sociali e di lavoro fra italiani; così nasce l’incattivito razzismo italiano. Per non parlare dei palestinesi considerati dai nostri mezzi di comunicazioni i terroristi numero uno e non gli oppressi per eccellenza con sempre meno diritti umani, con continue espulsioni di famiglie dalle loro case, revoca di residenze, demolizione di abitazioni ed espansione di colonie israeliane; non si parla mai dell’occupazione militare della Palestina da parte israeliana, un particolare trascurabile nel silenzio dei giornali italiani. Ce n’è stato forse uno che si è schierato contro la decisione di far partire il giro d’Italia da Israele?
Infine è di ieri la notizia che un partito politico di governo non di opposizione (faccio notare), il PD, ha presentato alla Camera una mozione “per individuare una figura più idonea a ricoprire la carica di Governatore della Banca d’Italia una volta scaduto il mandato di Ignazio Visco”. Riporto di seguito il Testo Unico che parla delle attribuzioni del Governatore della Banca D’Italia: “Il governatore della Banca d’Italia ha il compito di rappresentare l’istituto bancario con terzi, di presiedere l’assemblea, e di informare il governo italiano in materia di finanza estera o interna. Fino a prima dell’introduzione dell’Euro si occupava, anche, della politica monetaria nazionale. Tale funzione ora viene esercitata collegialmente insieme alle altre banche centrali dell’area Euro. L’articolo 19, comma 8, della Legge 28 dicembre 2005, n. 262 (Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari[1]) afferma che la nomina del governatore è disposta con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia. Il procedimento si applica anche per la revoca del governatore. La sua carica, fino al 2005 senza limite di mandato, dura sei anni, rinnovabile una sola volta (art. 19 L. 262/2005).
Non mi sembra ci sia stato una rete televisiva o altro media che abbia riportato la notizia chiarendo che un partito non ha il titolo per fare una mozione del genere e che la vigilanza della B.I. può arrivare fino a un certo punto; la B.I. ha commissariato le banche cha hanno causato il crack finanziario ( fra cui Monte dei Paschi e Banca Etruria) e non poteva fare altro, il resto è in mano alla Magistratura. Noto che la cosa ancora più grave, secondo me, è stata la nomina di una Commissione d’Inchiesta da parte della Camera, il che vuol dire che tale Commissione procederà alle indagini con gli stessi poteri dell’autorità giudiziaria. Se il Parlamento vuole cambiare le regole che disciplinano i poteri degli organi dello Stato che sono voluti dalla Costituzione indipendenti fra loro, deve approvare una legge, altrimenti deve stare al suo posto, e con lui anche i partiti politici.
Chiedo venia per lo sfogo ma sono veramente stanca di assistere a questa politica che pensa solo ai voti e alle sedie da occupare dopo aver abbandonato il ruolo di guidare i bisogni collettivi, violando continuamente le regole istituzionali.
Ricordiamo l’autotassazione libera, ma continuativa a sostegno dei progetti della Rete come nostra forma di giustizia restituiva

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