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Rete di Quarrata Maggio 2019

Carissima, carissimo,
in ottobre si terrà il Sinodo straordinario Pan amazzonico che coinvolge 10 Paesi ed occupa il 43% della superficie del Sudamerica, dove sono presenti 390 etnie, 127 delle quali vivono in isolamento o non sono mai venute a contatto con altre popolazioni. L’attuale governo brasiliano vuole iniziare a sfruttare l’Amazzonia in modo sistematico, lo dimostra la non ultima proposta di legge che apriva alla attività estrattiva per varie compagnie straniere ben 46.000 Kmq di foresta amazzonica, proposta momentaneamente ritirata dopo varie manifestazioni nazionali e internazionali. Cosa ancor più grave è stata la scoperta che i servizi segreti brasiliani, teneva sotto controllo cardinali, vescovi, sacerdoti e i laici che periodicamente si riuniscono per preparare il documento su cui discutere al Sinodo di ottobre a Roma. Ciò ha sollevato critiche anche di una gran parte della Chiesa, che a tutt’oggi era stata silente se non connivente con l’elezione del presidente Bolsonaro. Lunedì 6 maggio scorso ad Aparecida è stato letto il nuovo presidente della CNBB (conferenza dei vescovi brasiliani) la seconda al mondo per numero, è stato eletto Dom Walmor Oliveira de Azevedo, arcivescovo di Belo Horizonte (Minas Gerais). L’assemblea ha eletto anche i due vicepresidenti: dom Jaime Spengler, arcivescovo di Porto Alegre (Rio Grande do Sul) e dom Mário Antonio Silva, vescovo di Roraima. I tre vescovi sono espressioni di tre diverse zone dell’immenso Paese sudamericano: il centro di Belo Horizonte, il profondo sud di Porto Alegre (roccaforte del presidente Bolsonaro), il nord amazzonico. Martedì 7 c’è stata una reazione della parte conservatrice dei vescovi che ha portato all’elezione di Joel Portella, ausiliare di Rio de Janeiro, a segretario della CNNB. Il nuovo presidente, che succede al cardinale Sergio da Rocha, arcivescovo di Brasilia, ha 65 anni. Nato a Côcos (Bahia), ha conseguito la licenza in teologia biblica alla Pontificia Università Gregoriana. Negli ultimi anni ha più volte alzato la sua voce contro lo sfruttamento delle risorse minerarie e nella sua diocesi sono accadute le tragedie più grandi causate dalla rottura di dighe nelle miniere: a Mariana, tre anni fa, e a Brumadinho, nel gennaio scorso. In quest’ultima occasione, di fronte al crollo della diga che ha causato circa 300 vittime, dom Oliveira de Azevedo, aveva detto: “Servono cambiamenti profondi, sia a livello legislativo, sia a livello di cultura e mentalità, va promosso lo sviluppo integrale della persona”. La nuova CNBB ha denunciato con forza la legge che istituisce il foro privilegiato, che dava il via a due giustizie, una per le autorità (garantendo loro l’impunità) e l’altra per i cittadini comuni, sulla riforma della previdenza, che non esentava dal contributo le istituzioni filantropiche, sulla riforma della previdenza, che privava della protezione le persone maggiormente esposte alla vulnerabilità sociale, mantenendo inalterata quella per i militari. Ne è seguita la lettera del vescovo di Volta Redonda, Francesco Biasin. Una lettera “forte” che sintetizzata tutte le aree del malessere. La lettera denunciava con decisione l’ingiustizia di far ricadere sui lavoratori e sui poveri le conseguenze di una cattiva gestione delle risorse, tutelando gli interessi del grande capitale e imponendo ai poveri enormi sacrifici. Si contestava la ventilata riforma delle scuole superiori, l’abbassamento dell’età penale per poter condannare gli adolescenti, le conseguenze disastrose per le classi più povere se fosse passata la riforma della previdenza, la cancellazione dei diritti dei lavoratori. E ancora: leggi che intaccavano la famiglia, la dignità dei nascituri, l’identità sessuale delle persone. E tutto ciò in un contesto in cui aumenta il traffico di droga, si allarga la disoccupazione, aumentano la fame e la disperazione, mentre 85 vescovi hanno finora hanno reso pubblico il loro appoggio allo sciopero generale di alcuni giorni fa riguardante le modifiche delle pensioni e della sicurezza sociale. Noi cosa possiamo fare oltre ad aiutare la gente a non perdere la speranza? Aiutarli a credere nella Comunità, nei piccolo gruppi dove ci si può incontrare, riflettere e conoscersi meglio e sostenere con il nostro aiuto le loro nuove battaglie.
Antonio

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