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Rete di Trento Dicembre 2017

Care amiche e cari amici della Rete trentina, a conclusione di questo 2017, che come tutti gli anni ha portato con sé cose positive e cose negative, vorrei soffermarmi su qualche elemento di speranza, con l’augurio che nel 2018 l’impegno di tutti noi insieme possa migliorare un po’ il mondo in cui viviamo. Vorrei ancora una volta parlare del progetto che la Rete trentina sta seguendo, il Progetto Profughi, che si sta modificando progressivamente in base all’evoluzione della situazione. In particolare come Rete abbiamo cercato di inserirci in un contesto più ampio, anzi ci siamo fatti promotori di un coordinamento tra varie realtà che in Trentino si occupano di accoglienza, denominato Oltre l’Accoglienza (in sigla OLA). Ci sono già dei primi risultati, che riguardano la messa in rete di informazioni, buone pratiche, conoscenze, esperienze. Negli ultimi tempi ci siamo occupati soprattutto di senzatetto, persone che in inverno rischiano molto a causa del freddo. E fra i senzatetto ci sono molti migranti, che dormono all’addiaccio o in ripari di fortuna. Ci sono state delle iniziative del pubblico e del privato per dare risposte al problema, ma sono ancora insufficienti. L’impegno di OLA è di approfondire il problema e di cercare insieme possibili soluzioni. La sensibilità verso questi temi si sta ampliando, anche se non dobbiamo nasconderci che il 2018 sarà un anno di elezioni, sia a livello regionale che nazionale. E questo non favorirà certo il confronto sereno e costruttivo, ma, al contrario, è prevedibile che i toni del dibattito si accendano e che ancora una volta il tema delle migrazioni, che è uno dei più delicati non solo in Italia, diventi un campo di battaglia per le posizioni più estremiste. Ma mi sono imposto di portare elementi di speranza e tra questi vi segnalo l’iniziativa della parrocchia di S. Antonio a Trento, dove è attivo un folto gruppo di volontari che seguono vari immigrati, profughi e richiedenti asilo. In questa parrocchia si è tentato di allargare la riflessione e si è cercato di coinvolgere tutti i partecipanti alla Messa affinché accogliessero la proposta di visitare la Residenza Fersina, una delle strutture di Trento in cui sono ospitati i richiedenti asilo. Un laico ne ha parlato in occasione della Messa festiva del 17 dicembre, lanciando l’invito, e la domenica successiva altri due laici hanno riferito in chiesa sull’esito positivo della visita, alla quale aveva preso parte un gruppo di parrocchiani, dimostrando così un’attenzione che ai migranti infonde coraggio, agli operatori e ai volontari esprime riconoscimento. “Non è un Hotel a cinque stelle la Residenza Fersina, come pensano alcuni – hanno detto i due laici in chiesa – è lo sforzo della comunità trentina per la prima accoglienza dei rifugiati. Sono persone in attesa, lontane dalla propria terra e dai propri cari, senza un lavoro che dà sicurezza. Non portano solo problemi, portano anche un contributo di creatività e resistenza. Il loro sacrificio insegna a noi ad avere pazienza e tenacia nel perseguire l’obbiettivo di una società più giusta e in pace. Superare i nostri pregiudizi è difficile, ma necessario”. E con questo messaggio, auguro a tutti un Anno Nuovo ricco di speranza.
Fulvio Gardumi
NB. SE QUALCUNO FOSSE INTERESSATO A PARTECIPARE ALLE ATTIVITA’ DI OLTRE L’ACCOGLIENZA ME LO FACCIA SAPERE. IL PROSSIMO INCONTRO E’ MARTEDI’ 9 GENNAIO ORE 20.30 ORATORIO S.ANTONIO VIA S.ANTONIO TRENTO

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