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Rete di Verona Luglio-Agosto 2017

Cari amici della solidarietà della Rete Radié Resch di Verona, durante le vacanze estive la circolare mensile rallenta, di solito si ferma in agosto, o comunque quella di luglio serve anche per agosto. E sarà così anche ora. A fine giugno ci ha lasciati Ettore Masina, colui che ha fondato la Rete negli anni 60, giornalista al seguito di Paolo VI in Palestina, dove conobbe il prete francese Paul Gauthier, che costruiva case per i palestinesi e lanciò poi analoghe iniziative in Brasile con i compagnons batisseurs, sostenute dalla nuova organizzazione di supporto chiamata Rete, poi dedicata ad una bamibna palestinese. Le notizie su Ettore sono moltissime, e ne abbiamo parlato spesso; allego una memoria che ci hanno mandato gli amici di Lecco, con una foto. Ma vi invito a procurarvi un libro che parli specificamente di lui, o a raccogliere notizie sulla rete web, in Internet insomma. Ma ci saranno presto nuove iniziative per ricordare Ettore. E ne parleremo spesso: ciao Ettore! Ricordiamo fra le altre cose che Ettore volle lasciare il suo coordinamento personale della Rete, istituendo una segreteria a rotazione, tuttora funzionante, per cui la sua persona potè essere sostituita dal coordinamento, che prima era unitaria. E così le iniziative di solidarietà, le operazioni di aiuto, poterono svilupparsi in grande autonomia, con tante persone e tante sensibilità, in un mondo che cambia. Abbiamo mantenuto l’attenzione alla Palestina, e all’America Latina, ma tutte le iniziative sull’Africa sono partite per la sensibilità di persone dei diversi gruppi, perché sono le amicizie personali che creano legami e solidarietà. Il mondo negli anni 60 era molto diverso da quello di oggi, e sono le persone che si adattano alle diverse realtà, concretizzando la vera solidarietà degli scambi e dela conoscenza. Anche noi di Verona ci siamo avviati in un percorso di solidarietà con un luogo dell’Africa, con Adjumako, nel Ghana. E ci sarà presto un viaggio formale di un gruppo veronese, in ottobre, come si legge dalle parole sotto riportate, come già abbiamo riferito nei nostri incontri. E’ quindi tempo di interessarsi del Ghana e dell’Africa, un continente di cui si parla poco, e anzi ci cerca di rifiutare l’accoglienza e il sostegno, come se fossero i paesi dell’Africa che depredano di risorse i paesi “civili”, dell’Occidente, e per questo gli africani vogliono venire a rubarci il lavoro e le ricchezze. E si parla che è necessario aiutarli a casa loro: ci sono già amici che vivono “a casa loro”, e ci possono dare notizie dirette: basta leggere cosa scrivono su “Combonifem” le amiche suore comboniane, che dicono proprio questo, loro abitano là, come abitano in luoghi dove c’è bisogno di aiuto (pensate alla sorelle nella casa di Betania, in una casa divisa violentemente dal muro di separazione di Gerusalemme, mezza da una parte e mezza dall’altra!). Alex Zanotelli ha inviato un accorato invito ai giornalisti, ed a tutti quelli che si interessano di Africa, per essere più informati su quello che avviene in questo immenso continente, pieno di gente povera ed emarginata, che non conta niente perché non ha capitali, non determina le scelte di chi disponde di denaro e del potere. Ed anzi quelle popolazioni sono proprio depredate delle loro ricchezze. E padre Alex elenca i paesi africani in massima difficoltà, denunciando che è insopportabile il silenzio su questi stati così deboli e martirizzati, dall’interno e dall’esterno Allora il nostro prossimo impegno sarà di interessarci di più dei paesi africani, iniziando proprio dal Ghana, che è stato uno dei primi paesi a togliersi dal dominio coloniale, con Nkruma, alla fine degli anni 50. Ed è uno dei pochi paesi dove i dirigenti politici si alternano, dai vari partiti, interrompendo così la corruzione prevalente in strutture deboli e senza tutele. Mi piacerebbe affrontare come gruppo veronese della Rete uno studio generale dell’Africa, in relazione alla fine del colonialismo. Noi della Rete in ogni incontro con altre persone che si interessano di paesi lontani, quasi sempre poveri, abbiamo sempre fatto bella figura perché siamo trai pochi che conoscono la storia e la politica di quei paesi, perché chi vuol capire le ragioni della povertà deve sempre andare ad investigare su chi li ha dominati, e come. Iniziando dal Congo, che si è chiamato “belga”, guarda caso, perché era proprietà personale del Re del Belgio, e dal Sudafrica con l’oro e i diamanti, ed ora il coltan, dove Mandela sembra ormai quasi dimenticato! Ne parleremo presto anche nei nostri incontri, magari utilizzando le riviste comboniane ed i loro esperti-testimoni, ed ascoltando naturalmente le testimonianze dei viaggiatori che visiteranno il Ghana e gli amici di quel paese così interessante e così a rischio. Il percorso dell’indipendenza e dell’autonomia è sempre difficile e complicato, e non possiamo certo dire nemmeno noi, come italiani ed europei, di averlo percorso tutto e completato, e di aver raggiunto la democrazia! Un caro saluto a tutti, buona estate!
A presto
Dino e Silvana

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Coord. Salerno 17-1
Circolare nazionale
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