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Rete di Verona Settembre 2017

Care e cari,
alla ripresa autunnale, anche la nostra associazione ricomincia la sua attività. Come forse saprete, otto di noi sono in partenza per il Ghana. L’amica Olivia ha organizzato una visita nella sua terra e un incontro con le ragazze della scuola di Adjumako e le loro famiglie. E’ il villaggio dove Olivia è cresciuta. Per queste ragazze Olivia ha chiesto alla Rete di Verona di sostenere un progetto contro l’abbandono scolastico e per la promozione sociale delle famiglie. Ci fermeremo in Ghana una dozzina di giorni dove avremo modo di conoscere anche altre realtà del paese, oltre che di visitare alcuni luoghi di importanza storica e naturalistica. Sarà bello, in ottobre, ritrovarci e confrontarci su questo nostro progetto solidale, nato e sviluppato a Verona, dove rientreremo il 6 ottobre. SABATO 7 OTTOBRE c’è un importante appuntamento nazionale della nostra associazione: a Brescia, in occasione del coordinamento, tutta la giornata di sabato sarà dedicata al SEMINARIO NAZIONALE per un confronto su quanto è emerso nei vari seminari macro regionali, dove avevamo lavorato sul tema: Che cosa significa oggi solidarietà ? Come si concretizza? Come accennato in precedenti circolari, non abbiamo la pretesa di risolvere i problemi planetari, ma, a 55 anni dalla nostra fondazione, molte situazioni sono radicalmente cambiate e sono emersi nuovi problemi che richiedono nuove risposte. Il fatto più evidente è la presenza tra noi degli immigrati, persone che fuggono da guerre e carestie, o che semplicemente sperano in un miglioramento delle loro condizioni economiche. Al riguardo, l’ipocrisia dell’Europa e del governo italiano è, a dir poco, scandalosa. Pensiamo in particolare alle recenti disposizioni messe in atto dal ministro Minniti, precedute e accompagnate dal tentativo di criminalizzare alcune ONG e perfino padre Zerai, nostro ospite al convegno nazionale del 2016. Per questo vi rimandiamo al comunicato dello stesso p. Zerai e all’appello della sua associazione (Habeshia) alla società civile dell’Europa (li trovate in internet cliccando: comunicato padre Zerai). Mentre si fanno accordi con governi fantoccio in regioni come la Libia, che le nostre bombe hanno contribuito a destabilizzare, giunge in questi giorni l’ennesimo comunicato di Medici senza frontiere che denuncia come, proprio in Libia, sia insostenibile la situazione dei campi di raccolta dove sono bloccati o, meglio dire, detenuti i migranti, sottoposti quotidianamente a stupri, torture e violenze di ogni genere. Ma ciò che importa è tenere queste persone lontane dalle nostre coste e poter dire che gli sbarchi sono diminuiti, inseguendo gli slogan più beceri della destra e contribuendo così a sgretolare l’dea di una società aperta e solidale. Che cosa può fare una piccola associazione come la Rete Radié Resch? Come non tenere conto che i nostri modi di renderci visibili e di fare politica difficilmente coinvolgono chi ha 30 o 40 anni meno di noi? Di questo e altro parleremo al SEMINARIO NAZIONALE RETE RADIE’ RESCH SABATO 7 OTTOBRE 2017: L’incontro si svolgerà a BRESCIA, presso il Centro parrocchiale di s. Maria in Silva, via Sardegna 24, indicativamente dalle 9.30 alle 18.30 (ci accoglie il parroco don Fabio Corazzina). Il pranzo è al sacco, all’insegna della sobrietà. Per chi potrà fermarsi a dormire, la successiva domenica mattina sarà dedicata al coordinamento nazionale e alla prima bozza di programma per il convegno della primavera del 2018. Vogliamo concludere parlando di Palestina, che rimane sempre al centro dei nostri pensieri. I recenti tentativi di Fatah e Hamas di riprendere una collaborazione, certamente interessanti, sembrano abbastanza marginali rispetto all’aggressività dell’espansione coloniale promossa dall’attuale governo israeliano. Forte del sostegno americano, rinforzato dalla presidenza Trump, Benjamin Netanyahu sta incrementando fortemente gli insediamenti in Gerusalemme Est e nei Territori Occupati. Per fortuna la campagna internazionale BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) contro le politiche di apartheid del suo governo ottiene risultati positivi e si diffonde. La preoccupazione del governo israeliano è tale che sta varando leggi per criminalizzare questa forma di lotta assolutamente non violenta. Noi, da sempre sostenitori del BDS, siamo molto contenti dell’attenzione al problema palestinese che abbiamo contribuito a richiamare in questo ultimo anno e mezzo. Insieme al Monastero del Bene Comune di Sezano abbiamo organizzato in 18 mesi una decina di incontri molto partecipati (una media di un centinaio di persone per volta). Sono stati invitati palestinesi, ebrei impegnati per la pace e i diritti umani, rappresentanti del BDS in Italia, volontari dell’associazione Colomba. Pensiamo senz’altro di continuare anche nel prossimo anno con incontri periodici di aggiornamento, molto necessari per capire come evolve la situazione. Terminiamo proponendovi questa frase, citata dalla teologa Cristina Simonelli nel suo ultimo libro “Dio-Patrie-Famiglie. Le traiettorie plurali dell’amore” ed. PIEMME 2016):
“CHI E’ UNO STRANIERO? E’ COLUI CHE TI FA CREDERE DI ESSERE A CASA TUA”
(E. Jabes, poeta ebreo francese, nato al Cairo).
da Maria e Gianni

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