{"id":4332,"date":"2026-02-19T09:57:19","date_gmt":"2026-02-19T09:57:19","guid":{"rendered":"https:\/\/reterr.it\/?p=4332"},"modified":"2026-02-19T09:57:19","modified_gmt":"2026-02-19T09:57:19","slug":"difesa-rheinmetall-aumenta-produzione-armi-in-sardegna-via-libera-dal-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reterr.it\/?p=4332","title":{"rendered":"Difesa: Rheinmetall aumenta produzione armi in Sardegna, via libera dal governo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/reterr.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-19-alle-10.53.47.png\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/reterr.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-19-alle-10.53.47-150x150.png\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"Screenshot-2026-02-19-alle-10.53.47.png\" style=\"display:inline-block\"><\/a> <\/p><p>Nel pieno della nuova\u00a0<strong>corsa europea al riarmo<\/strong>, anche la Sardegna entra nella mappa industriale della difesa: il governo italiano ha dato il via libera alla piena operativit\u00e0 del nuovo stabilimento sardo di\u00a0<strong>Rwm Italia, controllata di Rheinmetall<\/strong>, autorizzando l\u2019avvio della produzione di bombe, missili guidati e droni destinati ai Paesi Ue e Nato.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 tedesca, gi\u00e0 presente in Italia e\u00a0<strong>partner di Leonardo<\/strong>\u00a0nello sviluppo di carri armati e sistemi d\u2019arma, ha confermato che l\u2019impianto di\u00a0<strong>Domusnovas<\/strong>, frutto di un investimento di circa 50 milioni di euro, \u00e8 conforme alle linee guida ambientali fissate da Roma: l\u2019ok arrivato nelle ultime ore, anticipato dal\u00a0<em>Financial Time<\/em>, si inserisce cos\u00ec in un quadro di spesa militare in crescita e di crescente integrazione industriale tra Italia e Germania nel settore della difesa.<\/p>\n<h2><strong>Ora la Rwm di Domusnovas \u00e8 pienamente operativa<\/strong><\/h2>\n<p>Il via libera alla piena operativit\u00e0 dello stabilimento di Domusnovas arriva attraverso l\u2019approvazione, da parte del ministero dell\u2019Ambiente e della Sicurezza energetica, della valutazione di impatto ambientale (Via) relativa ai lavori di ampliamento dell\u2019impianto gi\u00e0 realizzati. Il provvedimento d\u00e0 attuazione alla sentenza del Tar del 17 ottobre 2025, che aveva accolto il ricorso di Rwm rilevando la mancata conclusione, da parte della Regione Sardegna, dell\u2019iter di regolarizzazione degli impianti. La Via \u00e8 stata concessa a posteriori per l\u2019allargamento dello stabilimento, sbloccando definitivamente la piena operativit\u00e0 del sito e consentendo un incremento della produzione di bombe e droni.<\/p>\n<p>In una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mimit.gov.it\/it\/notizie-stampa\/rwm-italia-il-mase-autorizza-la-piena-operativita-del-sito-di-domusnovas\">nota<\/a>, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito il via libera del Mase \u201c<strong>un passaggio decisivo per il rilancio dell\u2019area del Sulcis<\/strong>\u201d, sottolineando che, a regime, la piena operativit\u00e0 dello stabilimento potr\u00e0 garantire la continuit\u00e0 produttiva e la stabilizzazione di centinaia di lavoratori, oltre alla creazione di nuovi posti di lavoro. Sul fronte occupazionale, il ministro Adolfo Urso ha inoltre ricordato l\u2019avvio del confronto tra azienda e parti sociali sulla stabilizzazione dei posti di lavoro, con un primo incontro gi\u00e0 tenutosi il 20 gennaio, e ha definito l\u2019approvazione della Via un segnale di attenzione verso il rilancio economico di un\u2019area considerata strategica.<\/p>\n<h2><strong>Leonardo\u2013Rheinmetall, il nuovo baricentro corazzato italiano<\/strong><\/h2>\n<p>Rwm Italia, controllata di Rheinmetall, gestisce l\u2019impianto sardo che viene inquadrato dal gruppo come\u00a0<strong>tassello fondamentale della propria catena produttiva<\/strong>, in particolare nel segmento dei sistemi senza pilota. L\u2019azienda dichiara di disporre di droni e munizioni per la sorveglianza itinerante (<em>loitering munitions<\/em>), tra cui il drone da ricognizione LUNA NG, e indica in<strong>\u00a0circa 120 milioni di euro il fatturato generato nel 2024<\/strong>\u00a0dai sistemi aerei senza equipaggio prodotti, tra l\u2019altro, a Penzberg. In questo comparto Rheinmetall collabora anche con altri player internazionali, tra cui Lockheed Martin e Anduril.<\/p>\n<p>Parallelamente, prosegue il percorso di integrazione industriale con\u00a0<a href=\"https:\/\/borsaefinanza.it\/risultati-ricerca\/?q=leonardo\">Leonardo<\/a>. Nel 2024 \u00e8 stata avviata la\u00a0<strong>joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV)<\/strong>, partecipata al 50% dalle due societ\u00e0, con sede legale a Roma e sede operativa a La Spezia. In questo quadro, a febbraio 2025 Leonardo e Rheinmetall hanno formalizzato un accordo per la\u00a0<strong>produzione di carri armati e mezzi corazzati destinati alla Difesa italiana<\/strong>, che punta a dotarsi di 1.500 nuovi carri in dieci anni. Il contratto assegnato alle due aziende prevede lo sviluppo del nuovo Main Battle Tank italiano e della piattaforma Lynx per il programma Armored Infantry Combat System, oltre a veicoli correlati come mezzi da recupero, da ingegneria e posaponti. Secondo quanto spiegato dall\u2019amministratore delegato di Rheinmetall Italia,\u00a0<strong>Alessandro<\/strong>\u00a0<strong>Ercolani<\/strong>, il progetto risponde a due requisiti: una collaborazione europea con una chiara dimensione nazionale e uno sviluppo tecnologico il cui contenuto rimanga in Italia. La ripartizione industriale del programma assegna a Rheinmetall AG in Germania la realizzazione della struttura di base mobile (40% del progetto), a Leonardo la torretta e i sistemi elettronici (50%) e a Rheinmetall Italia la componente di difesa aerea (10%), configurando un progetto europeo sviluppato per il 60% in Italia e per il 40% in Germania, con prospettive di commercializzazione anche sui mercati internazionali.<\/p>\n<h2><strong>La nuova corsa alla spesa militare in Europa e in Italia<\/strong><\/h2>\n<p>In un\u2019Europa segnata da guerre ai confini e da una nuova corsa globale agli armamenti, l\u2019orizzonte di spesa per la difesa si consolida su livelli sempre pi\u00f9 alti, con proiezioni che indicano<strong>\u00a0stanziamenti per 420 miliardi entro il 2028<\/strong>\u00a0rispetto ai 350 miliardi previsti per il 2025, mentre anche l\u2019eventuale decisione di Donald Trump di portare il budget militare Usa a 1.500 miliardi nel 2027 potrebbe tradursi in ulteriori opportunit\u00e0 per l\u2019industria bellica del Vecchio continente.<\/p>\n<p>Sul fronte italiano,<strong>\u00a0il bilancio del ministero della Difesa per il 2026 ammonta a circa 32,3 miliardi di euro<\/strong>, in aumento di 1,1 miliardi (+3,5%) rispetto al 2025, con un maggior onere triennale per lo Stato superiore ai 3,5 miliardi. Se si depurano le voci non strettamente militari, come l\u2019attivit\u00e0 dei Carabinieri sul territorio, e si considerano invece gli interventi del ministero delle Imprese e del Made in Italy \u2013 che per la difesa nazionale valgono poco meno di 9,2 miliardi, un impegno paragonabile a quello per l\u2019intera industria \u201ccivile\u201d \u2013 la spesa militare diretta per il 2026 sale, secondo le elaborazioni di Milex, a 34 miliardi di euro, nuovo massimo storico. Un livello destinato a crescere ancora, alla luce dell\u2019impegno assunto nel Documento programmatico di finanza pubblica ad aumentare tra il 2026 e il 2028 il peso della Difesa\u00a0<strong>dal 2% al 2,5% del Pil<\/strong>, lungo il percorso che dovrebbe portare l\u2019Italia,\u00a0<strong>entro il 2035, verso il 3,5% del Pil<\/strong>\u00a0per le spese militari pi\u00f9 un ulteriore 1,5% per la sicurezza.<\/p>\n<p>Da borsaefinanza.it ,18 febbraio 2026<\/p>\n<p>Di Hillary Di Lernia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel pieno della nuova\u00a0corsa europea al riarmo, anche la Sardegna entra nella mappa industriale della difesa: il governo italiano ha dato il via libera alla piena operativit\u00e0 del nuovo stabilimento sardo di\u00a0Rwm Italia, controllata di Rheinmetall, autorizzando l\u2019avvio della produzione di bombe, missili guidati e droni destinati ai Paesi Ue e Nato. 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Il provvedimento d\u00e0 attuazione alla sentenza del Tar del 17 ottobre 2025, che aveva accolto il ricorso di Rwm rilevando la mancata conclusione, da parte della Regione Sardegna, dell\u2019iter di regolarizzazione degli impianti. La Via \u00e8 stata concessa a posteriori per l\u2019allargamento dello stabilimento, sbloccando definitivamente la piena operativit\u00e0 del sito e consentendo un incremento della produzione di bombe e droni. In una\u00a0nota, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito il via libera del Mase \u201cun passaggio decisivo per il rilancio dell\u2019area del Sulcis\u201d, sottolineando che, a regime, la piena operativit\u00e0 dello stabilimento potr\u00e0 garantire la continuit\u00e0 produttiva e la stabilizzazione di centinaia di lavoratori, oltre alla creazione di nuovi posti di lavoro. Sul fronte occupazionale, il ministro Adolfo Urso ha inoltre ricordato l\u2019avvio del confronto tra azienda e parti sociali sulla stabilizzazione dei posti di lavoro, con un primo incontro gi\u00e0 tenutosi il 20 gennaio, e ha definito l\u2019approvazione della Via un segnale di attenzione verso il rilancio economico di un\u2019area considerata strategica. Leonardo\u2013Rheinmetall, il nuovo baricentro corazzato italiano Rwm Italia, controllata di Rheinmetall, gestisce l\u2019impianto sardo che viene inquadrato dal gruppo come\u00a0tassello fondamentale della propria catena produttiva, in particolare nel segmento dei sistemi senza pilota. L\u2019azienda dichiara di disporre di droni e munizioni per la sorveglianza itinerante (loitering munitions), tra cui il drone da ricognizione LUNA NG, e indica in\u00a0circa 120 milioni di euro il fatturato generato nel 2024\u00a0dai sistemi aerei senza equipaggio prodotti, tra l\u2019altro, a Penzberg. In questo comparto Rheinmetall collabora anche con altri player internazionali, tra cui Lockheed Martin e Anduril. Parallelamente, prosegue il percorso di integrazione industriale con\u00a0Leonardo. Nel 2024 \u00e8 stata avviata la\u00a0joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV), partecipata al 50% dalle due societ\u00e0, con sede legale a Roma e sede operativa a La Spezia. In questo quadro, a febbraio 2025 Leonardo e Rheinmetall hanno formalizzato un accordo per la\u00a0produzione di carri armati e mezzi corazzati destinati alla Difesa italiana, che punta a dotarsi di 1.500 nuovi carri in dieci anni. Il contratto assegnato alle due aziende prevede lo sviluppo del nuovo Main Battle Tank italiano e della piattaforma Lynx per il programma Armored Infantry Combat System, oltre a veicoli correlati come mezzi da recupero, da ingegneria e posaponti. Secondo quanto spiegato dall\u2019amministratore delegato di Rheinmetall Italia,\u00a0Alessandro\u00a0Ercolani, il progetto risponde a due requisiti: una collaborazione europea con una chiara dimensione nazionale e uno sviluppo tecnologico il cui contenuto rimanga in Italia. La ripartizione industriale del programma assegna a Rheinmetall AG in Germania la realizzazione della struttura di base mobile (40% del progetto), a Leonardo la torretta e i sistemi elettronici (50%) e a Rheinmetall Italia la componente di difesa aerea (10%), configurando un progetto europeo sviluppato per il 60% in Italia e per il 40% in Germania, con prospettive di commercializzazione anche sui mercati internazionali. La nuova corsa alla spesa militare in Europa e in Italia In un\u2019Europa segnata da guerre ai confini e da una nuova corsa globale agli armamenti, l\u2019orizzonte di spesa per la difesa si consolida su livelli sempre pi\u00f9 alti, con proiezioni che indicano\u00a0stanziamenti per 420 miliardi entro il 2028\u00a0rispetto ai 350 miliardi previsti per il 2025, mentre anche l\u2019eventuale decisione di Donald Trump di portare il budget militare Usa a 1.500 miliardi nel 2027 potrebbe tradursi in ulteriori opportunit\u00e0 per l\u2019industria bellica del Vecchio continente. Sul fronte italiano,\u00a0il bilancio del ministero della Difesa per il 2026 ammonta a circa 32,3 miliardi di euro, in aumento di 1,1 miliardi (+3,5%) rispetto al 2025, con un maggior onere triennale per lo Stato superiore ai 3,5 miliardi. 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