{"id":4666,"date":"2026-08-02T12:40:04","date_gmt":"2026-08-02T12:40:04","guid":{"rendered":"https:\/\/reterr.it\/?p=4666"},"modified":"2026-08-02T12:40:04","modified_gmt":"2026-08-02T12:40:04","slug":"la-terra-lacqua-e-la-sovranita-non-sono-mercanzie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reterr.it\/?p=4666","title":{"rendered":"La terra, l\u2019acqua e la sovranit\u00e0 non sono mercanzie"},"content":{"rendered":"<p>Comunicato  della Diocesi di Neuquen (Patagonia-Argentina)<\/p><p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0Pubblichiamo volentieri il comunicato\u00a0 della Diocesi di Neuquen (Patagonia-Argentina)circa i gravi pericoli derivanti dal Disegno di legge 13\/26, promosso dal Governo Argentino <strong>\u201c Legge sull\u2019inviolabilit\u00e0 della propriet\u00e0 privata\u201d. <\/strong>Esso permette la concentrazione della terra in mano straniere, eliminando le poche difese rappresentate dai limiti stabiliti dalla Legge sulle Terre Rurali n. 26.737 che ad oggi impedisce che stranieri siano proprietari di pi\u00f9 del 15% del territorio nazionale, provinciale o municipale, 30% per una stessa nazionalit\u00e0 e fissa un limite di 1000 ettari a titolare.\u00a0 Consente inoltre gli sfratti rapidi, modifica i processi di regolarizzazione dominiale, e le restrizioni di scambio d\u2019uso dei suoli colpiti da incendi consentendo, attivit\u00e0 economiche senza dovere attendere i lunghi periodi di attesa previsti in precedenza<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>COMUNICATO PUBBLICO<\/strong><\/p>\n<p><strong>La terra, l\u2019acqua e la sovranit\u00e0 non sono mercanzie: sono in gioco gli interessi di tutta l\u2019Argentina<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Equipe Diocesana di Pastorale Aborigena (EDIPA) e l\u2019Equipe Diocesana di Pastorale Sociale della Diocesi di Neuqu\u00e9n \u00a0manifestano la loro profonda preoccupazione ed il loro fermo rifiuto del progetto di legge PE 13\/26, promosso dal Potere Esecutivo Nazionale, considerando che rappresenta una grave retrocessione della sovranit\u00e0 territoriale argentina e una minaccia per i beni comuni che appartengono a tutto il popolo.<\/p>\n<p>Questo progetto non danneggia unicamente le comunit\u00e0 indigene o i piccoli produttori rurali. Le sue conseguenze coinvolgono tutta la societ\u00e0 argentina, perch\u00e9 compromette il futuro del nostro territorio, l\u2019accesso all\u2019acqua, la produzione di alimenti, la preservazione dell\u2019ambiente e la capacit\u00e0 dello Stato di proteggere risorse strategiche\u00a0 che costituiscono il patrimonio della Nazione.<\/p>\n<p>La terra non pu\u00f2 essere considerata esclusivamente una mercanzia sottomessa alle regole del mercato. E\u2019 il sostegno della vita, la base della nostra produzione, la fonte dei nostri alimenti e lo spazio dove si sviluppa l\u2019identit\u00e0 e la cultura dei popoli. Ma \u00e8 anche una risorsa strategica per la difesa della sovranit\u00e0 nazionale e per lo sviluppo delle generazioni presenti e future.<\/p>\n<p>Le comunit\u00e0 indigene, le famiglie campesine e i piccoli produttori saranno, probabilmente, i primi a soffrire le conseguenze di una maggiore concentrazione ed acquisizione estera della terra. Tuttavia, il vero pregiudizio raggiunge tutti gli argentini.<\/p>\n<p>Quando il controllo di grandi estensioni del territorio nazionale\u00a0 resta soggetto ad interessi economici estranei al Paese, si indebolisce la nostra sovranit\u00e0, aumenta la speculazione sulla terra, se ne\u00a0 rende difficile l\u2019accesso per coloro che producono e lavorano, e si pone a rischio il carattere pubblico dei beni essenziali come l\u2019acqua, i fiumi, le sorgenti, i cammini rurali ed altri spazi di uso comunitario.<\/p>\n<p>Non siamo di fronte ad un discorso settoriale. E\u2019 in gioco la possibilit\u00e0 che l\u2019Argentina possa continuare a decidere in modo sovrano\u00a0 sulle sue risorse naturali, sui suoi territori strategici e sul destino dei beni che appartengono a tutto il Popolo. Il territorio nazionale non pu\u00f2 essere ridotto ad una semplice attivit\u00e0 finanziaria disponibile per la speculazione o la concentrazione economica.<\/p>\n<p>Come Chiesa, riaffermiamo l\u2019insegnamento della Dottrina Sociale. Papa Francesco ricorda nella<em> Laudato Si e Fratelli Tutti<\/em> che la tradizione cristiana \u201cmai ha riconosciuto come assoluto ed intoccabile il diritto alla propriet\u00e0 privata\u201d ma piuttosto che la propriet\u00e0 deve adempiere una funzione sociale ed essere subordinata alla\u00a0 destinazione\u00a0 universale dei beni. Questo insegnamento ci ricorda che il diritto di propriet\u00e0 non pu\u00f2 mai essere esercitato contro il bene comune od il diritto dei popoli a vivere degnamente.<\/p>\n<p>Per questo facciamo appello ai legislatori nazionali affinch\u00e9 rifiutino ogni iniziativa che faciliti la concentrazione e l\u2019acquisizione di terreni rurali da parte di stranieri e indebolisca gli strumenti di protezione del patrimonio territoriale argentino. Nello stesso tempo, invitiamo i governi provinciali e comunali, le istituzioni educative, le organizzazioni sociali, sindacali, rurali, ambientali, religiose e tutta la cittadinanza ad esprimere il proprio impegno per la difesa della sovranit\u00e0 nazionale, dell\u2019ambiente e dei beni comuni.<\/p>\n<p>La Storia dimostra che quando un Paese perde il controllo sul proprio territorio, perde anche la capacit\u00e0 di decidere sopra il proprio sviluppo, le sue risorse strategiche ed il suo futuro. La terra, l\u2019acqua ed i beni naturali non appartengono solamente\u00a0 agli abitanti; costituiscono un\u2019eredit\u00e0 che dobbiamo custodire e trasmettere integra alle prossime generazioni.<\/p>\n<p>Come EDIPA rinnoviamo il nostro impegno a camminare insieme a tutte le comunit\u00e0 che difendono la vita, il territorio e la dignit\u00e0 umana. Convochiamo tutta la societ\u00e0 argentina ad assumere questa causa come propria, perch\u00e9 la difesa della terra non \u00e8 rivendicazione di un settore: \u00e8 una responsabilit\u00e0 di tutti.<\/p>\n<p><strong>La terra argentina non \u00e8 in vendita. La sovranit\u00e0 non si negozia. L\u2019acqua, il territorio e i beni comuni sono patrimonio di tutto il popolo argentino e devono permanere al servizio del bene comune<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Fernando Arce SDB<\/li>\n<li>Martin Gottle<\/li>\n<\/ol>\n<p>Delegati e Coordinatori di EDIPA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Equipe Diocesana di Pastorale Aborigena (EDIPA)<\/p>\n<p><strong>Diocesi di Neuquen<\/strong><\/p>\n<p>Equipe Diocesana di Pastorale Sociale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato della Diocesi di Neuquen (Patagonia-Argentina)&nbsp; \u00a0Pubblichiamo volentieri il comunicato\u00a0 della Diocesi di Neuquen (Patagonia-Argentina)circa i gravi pericoli derivanti dal Disegno di legge 13\/26, promosso dal Governo Argentino \u201c Legge sull\u2019inviolabilit\u00e0 della propriet\u00e0 privata\u201d. Esso permette la concentrazione della terra in mano straniere, eliminando le poche difese rappresentate dai limiti stabiliti dalla Legge sulle Terre Rurali n. 26.737 che ad oggi impedisce che stranieri siano proprietari di pi\u00f9 del 15% del territorio nazionale, provinciale o municipale, 30% per una stessa nazionalit\u00e0 e fissa un limite di 1000 ettari a titolare.\u00a0 Consente inoltre gli sfratti rapidi, modifica i processi di regolarizzazione dominiale, e le restrizioni di scambio d\u2019uso dei suoli colpiti da incendi consentendo, attivit\u00e0 economiche senza dovere attendere i lunghi periodi di attesa previsti in precedenza. \u00a0 COMUNICATO PUBBLICO La terra, l\u2019acqua e la sovranit\u00e0 non sono mercanzie: sono in gioco gli interessi di tutta l\u2019Argentina L\u2019Equipe Diocesana di Pastorale Aborigena (EDIPA) e l\u2019Equipe Diocesana di Pastorale Sociale della Diocesi di Neuqu\u00e9n \u00a0manifestano la loro profonda preoccupazione ed il loro fermo rifiuto del progetto di legge PE 13\/26, promosso dal Potere Esecutivo Nazionale, considerando che rappresenta una grave retrocessione della sovranit\u00e0 territoriale argentina e una minaccia per i beni comuni che appartengono a tutto il popolo. Questo progetto non danneggia unicamente le comunit\u00e0 indigene o i piccoli produttori rurali. Le sue conseguenze coinvolgono tutta la societ\u00e0 argentina, perch\u00e9 compromette il futuro del nostro territorio, l\u2019accesso all\u2019acqua, la produzione di alimenti, la preservazione dell\u2019ambiente e la capacit\u00e0 dello Stato di proteggere risorse strategiche\u00a0 che costituiscono il patrimonio della Nazione. La terra non pu\u00f2 essere considerata esclusivamente una mercanzia sottomessa alle regole del mercato. E\u2019 il sostegno della vita, la base della nostra produzione, la fonte dei nostri alimenti e lo spazio dove si sviluppa l\u2019identit\u00e0 e la cultura dei popoli. Ma \u00e8 anche una risorsa strategica per la difesa della sovranit\u00e0 nazionale e per lo sviluppo delle generazioni presenti e future. Le comunit\u00e0 indigene, le famiglie campesine e i piccoli produttori saranno, probabilmente, i primi a soffrire le conseguenze di una maggiore concentrazione ed acquisizione estera della terra. Tuttavia, il vero pregiudizio raggiunge tutti gli argentini. Quando il controllo di grandi estensioni del territorio nazionale\u00a0 resta soggetto ad interessi economici estranei al Paese, si indebolisce la nostra sovranit\u00e0, aumenta la speculazione sulla terra, se ne\u00a0 rende difficile l\u2019accesso per coloro che producono e lavorano, e si pone a rischio il carattere pubblico dei beni essenziali come l\u2019acqua, i fiumi, le sorgenti, i cammini rurali ed altri spazi di uso comunitario. Non siamo di fronte ad un discorso settoriale. E\u2019 in gioco la possibilit\u00e0 che l\u2019Argentina possa continuare a decidere in modo sovrano\u00a0 sulle sue risorse naturali, sui suoi territori strategici e sul destino dei beni che appartengono a tutto il Popolo. Il territorio nazionale non pu\u00f2 essere ridotto ad una semplice attivit\u00e0 finanziaria disponibile per la speculazione o la concentrazione economica. Come Chiesa, riaffermiamo l\u2019insegnamento della Dottrina Sociale. Papa Francesco ricorda nella Laudato Si e Fratelli Tutti che la tradizione cristiana \u201cmai ha riconosciuto come assoluto ed intoccabile il diritto alla propriet\u00e0 privata\u201d ma piuttosto che la propriet\u00e0 deve adempiere una funzione sociale ed essere subordinata alla\u00a0 destinazione\u00a0 universale dei beni. Questo insegnamento ci ricorda che il diritto di propriet\u00e0 non pu\u00f2 mai essere esercitato contro il bene comune od il diritto dei popoli a vivere degnamente. Per questo facciamo appello ai legislatori nazionali affinch\u00e9 rifiutino ogni iniziativa che faciliti la concentrazione e l\u2019acquisizione di terreni rurali da parte di stranieri e indebolisca gli strumenti di protezione del patrimonio territoriale argentino. Nello stesso tempo, invitiamo i governi provinciali e comunali, le istituzioni educative, le organizzazioni sociali, sindacali, rurali, ambientali, religiose e tutta la cittadinanza ad esprimere il proprio impegno per la difesa della sovranit\u00e0 nazionale, dell\u2019ambiente e dei beni comuni. La Storia dimostra che quando un Paese perde il controllo sul proprio territorio, perde anche la capacit\u00e0 di decidere sopra il proprio sviluppo, le sue risorse strategiche ed il suo futuro. La terra, l\u2019acqua ed i beni naturali non appartengono solamente\u00a0 agli abitanti; costituiscono un\u2019eredit\u00e0 che dobbiamo custodire e trasmettere integra alle prossime generazioni. Come EDIPA rinnoviamo il nostro impegno a camminare insieme a tutte le comunit\u00e0 che difendono la vita, il territorio e la dignit\u00e0 umana. Convochiamo tutta la societ\u00e0 argentina ad assumere questa causa come propria, perch\u00e9 la difesa della terra non \u00e8 rivendicazione di un settore: \u00e8 una responsabilit\u00e0 di tutti. La terra argentina non \u00e8 in vendita. La sovranit\u00e0 non si negozia. L\u2019acqua, il territorio e i beni comuni sono patrimonio di tutto il popolo argentino e devono permanere al servizio del bene comune. &nbsp; Fernando Arce SDB Martin Gottle Delegati e Coordinatori di EDIPA &nbsp; Equipe Diocesana di Pastorale Aborigena (EDIPA) Diocesi di Neuquen Equipe Diocesana di Pastorale Sociale &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; \u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-4666","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-controinformazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/reterr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4666","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/reterr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/reterr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reterr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/reterr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4666"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/reterr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4666\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4667,"href":"https:\/\/reterr.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4666\/revisions\/4667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/reterr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4666"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/reterr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4666"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/reterr.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4666"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}