{"id":4683,"date":"2026-08-30T09:28:59","date_gmt":"2026-08-30T09:28:59","guid":{"rendered":"https:\/\/reterr.it\/?p=4683"},"modified":"2026-08-30T14:25:31","modified_gmt":"2026-08-30T14:25:31","slug":"mapuche-e-benetton-il-conflitto-per-la-terra-in-patagonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/reterr.it\/?p=4683","title":{"rendered":"Mapuche e Benetton: il conflitto per la terra in Patagonia"},"content":{"rendered":"<p>Lo scontro tra diritti ancestrali e propriet\u00e0 privata tra Mapuche e Benetton in Patagonia<\/p>\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"4683\" class=\"elementor elementor-4683\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-25417612 e-flex e-con-boxed elementor-repeater-item-default_padding elementor-repeater-item-none elementor-repeater-item-none_hover e-con e-parent\" data-id=\"25417612\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;ang_container_spacing_size&quot;:&quot;default_padding&quot;}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3d61a130 elementor-repeater-item-none elementor-repeater-item-none_hover elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3d61a130\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>Rilanciamo un articolo di Sandra Moyano pubblicato sulla rivista online Capibara sul conflitto per il diritto alla terra del popolo Mapuche contro i Benetton in Argentina.<\/h2><h3><a href=\"https:\/\/www.capibara.media\/articoli\/mapuche-benetton-conflitto-terra-patagonia\">https:\/\/www.capibara.media\/articoli\/mapuche-benetton-conflitto-terra-patagonia<\/a><\/h3><p>\u00a0<\/p><p>29 agosto 2026<\/p><p>Lo scontro tra diritti ancestrali e propriet\u00e0 privata tra Mapuche e Benetton in Patagonia<\/p><p><strong>di Sandra Moyano<\/strong><\/p><p>Il conflitto per la terra tra le\u00a0<strong>comunit\u00e0 indigene Mapuche<\/strong>\u00a0e il gruppo\u00a0<strong>Benetton<\/strong>\u00a0nella Patagonia argentina affonda le proprie radici in una storia molto pi\u00f9 antica dell\u2019arrivo della famiglia italiana nella regione. \u00c8 una controversia nella quale si intrecciano la conquista dei territori indigeni nel XIX secolo, la nascita dello Stato argentino, la privatizzazione delle terre, la concentrazione della propriet\u00e0 fondiaria e, pi\u00f9 recentemente, il riconoscimento costituzionale dei diritti dei popoli originari.<\/p><p>Nel 1991, la famiglia Benetton, attraverso la propria holding Edizione, acquis\u00ec la\u00a0<strong>Compa\u00f1\u00eda de Tierras Sud Argentino S.A. (CTSA)<\/strong>, societ\u00e0 proprietaria di vasti territori in Argentina. La superficie complessiva attribuita alla societ\u00e0 viene generalmente indicata intorno ai 900.000 ettari, distribuiti in diverse province. Le attivit\u00e0 comprendono soprattutto l\u2019allevamento ovino e la produzione di lana, oltre ad altre attivit\u00e0 agricole e produttive.<\/p><p>Da quel momento, il nome Benetton \u00e8 diventato uno dei simboli internazionali della controversia sulla terra in Patagonia. Ma la storia del conflitto non comincia con Benetton.<\/p><p><strong>Una terra contesa da pi\u00f9 di un secolo<\/strong><\/p><p>Per comprendere la questione \u00e8 necessario tornare alla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, quando lo Stato argentino avvi\u00f2 le campagne militari conosciute come\u00a0<strong>\u201cConquista del Deserto\u201d<\/strong>\u00a0culminate tra il 1878 e il 1885. Quelle campagne portarono all\u2019incorporazione di enormi territori della Pampa e della Patagonia sotto il controllo dello Stato argentino e provocarono la sottomissione, lo spostamento e la perdita delle terre da parte di numerose popolazioni indigene, tra cui Mapuche, Tehuelche, Ranquel e altre comunit\u00e0 originarie.<\/p><p>Per le popolazioni indigene, la conseguenza non fu soltanto la perdita di una superficie geografica. La terra rappresentava e rappresenta tuttora un elemento fondamentale dell\u2019identit\u00e0, della cultura, della memoria e della continuit\u00e0 comunitaria. \u00c8 proprio questa storia che ancora oggi alimenta le\u00a0<strong>rivendicazioni territoriali Mapuche<\/strong>. Le comunit\u00e0 sostengono infatti che molte delle propriet\u00e0 private oggi esistenti siano sorte su territori che furono sottratti alle popolazioni originarie attraverso le campagne militari, le successive politiche di distribuzione delle terre e la formazione di grandi propriet\u00e0 fondiarie.<\/p><p><strong>L\u2019arrivo di Benetton<\/strong><\/p><p>Quando Benetton acquis\u00ec la Compagnia de Tierras Sud Argentino nel 1991, non fu quindi l\u2019origine della trasformazione della Patagonia in grandi propriet\u00e0 private.<\/p><p>Il gruppo italiano entr\u00f2 in una struttura fondiaria gi\u00e0 esistente. Benetton sostiene che l\u2019acquisizione della societ\u00e0 e i relativi titoli di propriet\u00e0 siano avvenuti legalmente e che la societ\u00e0 abbia sempre fatto ricorso alla giustizia per difendere i propri diritti. Secondo la posizione ufficiale del gruppo, i titoli relativi alle propriet\u00e0 sono stati sottoposti a verifiche giudiziarie e riconosciuti validi.<\/p><p>Dal punto di vista delle comunit\u00e0 Mapuche, tuttavia, la questione non pu\u00f2 essere risolta esclusivamente attraverso i registri catastali e i titoli di propriet\u00e0. Il problema fondamentale \u00e8 proprio il contrasto tra\u00a0<strong>due concezioni differenti della terra<\/strong>. Da una parte vi \u00e8 la propriet\u00e0 privata, fondata su titoli, registri catastali, compravendite e successioni. Dall\u2019altra vi \u00e8 una concezione comunitaria e ancestrale del territorio, nella quale la relazione con la terra precede la formazione dello Stato argentino e non pu\u00f2 essere ridotta a un semplice bene economico.<\/p><p><strong>L\u2019articolo 75 della Costituzione argentina<\/strong><\/p><p>La questione assume una particolare complessit\u00e0 dal punto di vista giuridico. La riforma della Costituzione argentina del 1994 introdusse nell\u2019articolo 75, comma 17, un importante riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni.<\/p><p>La Costituzione riconosce la preesistenza etnica e culturale dei popoli indigeni argentini, il diritto alla propria identit\u00e0 e, soprattutto, riconosce la\u00a0<em>personer\u00eda jur\u00eddica<\/em>\u00a0delle comunit\u00e0 e la possesso e propriet\u00e0 comunitaria delle terre che tradizionalmente occupano. Stabilisce inoltre che tali terre non siano alienabili, trasferibili o soggette a gravami e pignoramenti.<\/p><p>Questo passaggio costituzionale \u00e8 fondamentale perch\u00e9 introduce una concezione della propriet\u00e0 indigena diversa da quella tradizionale del diritto civile. Non si tratta semplicemente di dimostrare l\u2019esistenza di una casa, di una recinzione o di un\u2019attivit\u00e0 agricola. Il rapporto con il territorio pu\u00f2 essere dimostrato anche attraverso luoghi di insediamento stagionale, sorgenti, zone di caccia e raccolta, cimiteri e altri elementi conservati nella\u00a0<strong>memoria storica della comunit\u00e0<\/strong>. Lo stesso Instituto Nacional de Asuntos Ind\u00edgenas argentino ha sottolineato questa particolare natura della possessio indigena. \u00c8 proprio su questo terreno che si scontrano le diverse interpretazioni della legge.<\/p><p><strong>Il caso Curi\u00f1anco-Nahuelquir<\/strong><\/p><p>Uno degli episodi pi\u00f9 conosciuti \u00e8 quello della famiglia Mapuche\u00a0<strong>Atilio Curi\u00f1anco e Rosa Nahuelquir<\/strong>. Nel 2002 la famiglia occup\u00f2 un&#8217;area di circa 385 ettari conosciuta come\u00a0<strong>Santa Rosa<\/strong>, nella zona di Leleque, sostenendo che il territorio facesse parte delle proprie terre ancestrali.<\/p><p>La\u00a0<strong>Compa\u00f1\u00eda de Tierras Sud Argentino<\/strong>\u00a0contest\u00f2 l\u2019occupazione e port\u00f2 il caso davanti alla giustizia. Secondo la ricostruzione ufficiale di Benetton, il procedimento civile conclusosi nel 2004 riconobbe la propriet\u00e0 della societ\u00e0 e dispose la restituzione del terreno. Per la famiglia Mapuche, tuttavia, il significato della vicenda era molto pi\u00f9 ampio.<\/p><p>Non si trattava soltanto di 385 ettari, ma del riconoscimento di un diritto territoriale e della possibilit\u00e0 di tornare a vivere in una terra considerata parte della propria storia familiare e comunitaria. Il caso Curi\u00f1anco-Nahuelquir contribu\u00ec a trasformare una controversia locale in un caso conosciuto a livello nazionale e internazionale.<\/p><p><strong>La proposta di Benetton<\/strong><\/p><p>Nel 2004, anche grazie all\u2019intervento del premio Nobel per la Pace\u00a0<strong>Adolfo P\u00e9rez Esquivel,<\/strong>\u00a0Luciano Benetton propose un\u2019iniziativa destinata a favorire il dialogo. Nel 2005 la Compa\u00f1\u00eda de Tierras Sud Argentino acquist\u00f2 circa 7.500 ettari di terreno nella provincia di Chubut, vicino al fiume Chubut e a circa 50 chilometri da Gualjaina, con l\u2019intenzione di metterli a disposizione delle popolazioni indigene attraverso il governo provinciale.<\/p><p>La proposta, tuttavia, non port\u00f2 alla soluzione del conflitto. Le comunit\u00e0 e altri attori coinvolti nella controversia consideravano problematico il fatto che quei terreni non corrispondessero necessariamente ai territori ancestrali rivendicati.<\/p><p>Anche il governo della provincia di Chubut non accolse l\u2019operazione nel modo previsto. Secondo la documentazione di Benetton, nel 2006 la proposta venne respinta, tra le altre ragioni, per le caratteristiche produttive dei terreni. Il fallimento di questa iniziativa dimostr\u00f2 quanto fosse difficile risolvere una questione storica attraverso la semplice cessione di una nuova superficie di terreno.<\/p><p><strong>La nascita delle nuove occupazioni<\/strong><\/p><p>Negli anni successivi alcune comunit\u00e0 Mapuche intensificarono le azioni di recupero territoriale. Una delle vicende pi\u00f9 conosciute \u00e8 quella della comunit\u00e0\u00a0<strong>Pu Lof en Resistencia de Cushamen<\/strong>, insediatasi in un territorio appartenente alla Compagnia de Tierras Sud Argentino. Per le comunit\u00e0, si trattava di un recupero di territorio ancestrale. Per la societ\u00e0 proprietaria, invece, si trattava di un\u2019occupazione illegittima di propriet\u00e0 privata.<\/p><p>Questa differenza di interpretazione ha provocato denunce, procedimenti giudiziari e interventi delle forze di sicurezza. In diverse occasioni, le comunit\u00e0 Mapuche hanno denunciato\u00a0<strong>sgomberi e repressioni,<\/strong>\u00a0mentre i proprietari e le autorit\u00e0 hanno sostenuto la necessit\u00e0 di proteggere il diritto di propriet\u00e0 e di applicare le decisioni giudiziarie.<\/p><p><strong>Quando la questione Mapuche \u00e8 diventata internazionale<\/strong><\/p><p>Il conflitto raggiunse un\u2019enorme attenzione internazionale nel 2017, quando durante un\u2019operazione della Gendarmeria nei pressi della comunit\u00e0 di Cushamen scomparve\u00a0<strong>Santiago Maldonado<\/strong>. La sua scomparsa provoc\u00f2 proteste in tutta l\u2019Argentina e attir\u00f2 l\u2019attenzione dei media internazionali sul conflitto territoriale Mapuche.<\/p><p>Il caso Maldonado trasform\u00f2 la questione della Patagonia in una discussione che andava ben oltre la propriet\u00e0 delle terre: divennero centrali il ruolo delle forze di sicurezza, i diritti dei popoli originari, la libert\u00e0 di protesta e la responsabilit\u00e0 dello Stato.<\/p><p><strong>Due diritti che entrano in collisione<\/strong><\/p><p>Il conflitto tra Mapuche e Benetton non pu\u00f2 essere spiegato semplicemente come una contrapposizione tra \u201cindigeni\u201d e \u201cproprietari italiani\u201d. \u00c8 una questione molto pi\u00f9 complessa.<\/p><p>Benetton sostiene di avere acquisito legalmente una societ\u00e0 che possedeva quei terreni e di avere successivamente difeso in tribunale i propri diritti di propriet\u00e0. Le comunit\u00e0 Mapuche, invece, sostengono che il riconoscimento di un titolo catastale non possa cancellare i diritti ancestrali di un popolo la cui presenza sul territorio \u00e8 precedente alla formazione dello Stato argentino.<\/p><p>In mezzo si trova lo Stato argentino, chiamato a conciliare due principi che non sempre risultano facili da armonizzare: il diritto alla propriet\u00e0 privata e il riconoscimento costituzionale dei diritti territoriali dei popoli originari. \u00c8 proprio questa sovrapposizione di diritti che rende la questione cos\u00ec delicata. La terra non \u00e8 soltanto terra Per comprendere davvero il conflitto \u00e8 necessario andare oltre la superficie della controversia.<\/p><p>Per una grande impresa agricola, un territorio pu\u00f2 rappresentare un investimento, una risorsa produttiva, un luogo destinato all\u2019allevamento e alla produzione. Per una comunit\u00e0 Mapuche, invece, il territorio pu\u00f2 rappresentare molto di pi\u00f9: \u00e8 il luogo della memoria, degli antenati, delle relazioni comunitarie, della spiritualit\u00e0 e della trasmissione della cultura.<\/p><p>La parola territorio assume quindi significati differenti. \u00c8 anche per questo che la proposta di offrire migliaia di ettari in un\u2019altra zona non \u00e8 stata considerata automaticamente una soluzione alla rivendicazione ancestrale. Per chi rivendica un territorio originario, infatti, non sempre \u201cuna terra\u201d pu\u00f2 sostituire \u201cquella terra\u201d.<\/p><p><strong>Un conflitto ancora aperto<\/strong><\/p><p>A pi\u00f9 di trent\u2019anni dall\u2019acquisizione della Compagnia de Tierras Sud Argentino da parte della famiglia Benetton, il conflitto continua a rappresentare uno dei casi pi\u00f9 emblematici della questione indigena in Argentina. La controversia non riguarda soltanto 900.000 ettari, n\u00e9 soltanto una famiglia italiana.<\/p><p>Riguarda una domanda molto pi\u00f9 profonda: come si pu\u00f2 conciliare il diritto alla propriet\u00e0 privata con il diritto di un popolo alla propria terra ancestrale? La risposta non \u00e8 semplice. La storia della Patagonia dimostra infatti che le attuali mappe catastali sono il risultato di processi storici complessi, iniziati molto prima dell\u2019arrivo di Benetton. Allo stesso tempo, la Costituzione argentina riconosce oggi\u00a0<strong>diritti specifici ai popoli originari<\/strong>\u00a0e impone allo Stato di affrontare la questione delle terre tradizionalmente occupate.<\/p><p>Il conflitto Mapuche-Benetton \u00e8 dunque soltanto una parte di una questione molto pi\u00f9 ampia: la memoria di un popolo che rivendica il diritto di tornare a vivere nel proprio territorio e un sistema giuridico che deve trovare il modo di trasformare quel riconoscimento costituzionale in diritti concreti.<\/p><p>E forse \u00e8 proprio qui che si trova la vera domanda della Patagonia contemporanea: la terra appartiene soltanto a chi possiede un documento che ne certifica la propriet\u00e0, oppure pu\u00f2 appartenere anche a chi, per generazioni, ha conservato nella propria memoria il diritto a chiamarla casa?<\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scontro tra diritti ancestrali e propriet\u00e0 privata tra Mapuche e Benetton in Patagonia Rilanciamo un articolo di Sandra Moyano pubblicato sulla rivista online Capibara sul conflitto per il diritto alla terra del popolo Mapuche contro i Benetton in Argentina. https:\/\/www.capibara.media\/articoli\/mapuche-benetton-conflitto-terra-patagonia \u00a0 29 agosto 2026 Lo scontro tra diritti ancestrali e propriet\u00e0 privata tra Mapuche e Benetton in Patagonia di Sandra Moyano Il conflitto per la terra tra le\u00a0comunit\u00e0 indigene Mapuche\u00a0e il gruppo\u00a0Benetton\u00a0nella Patagonia argentina affonda le proprie radici in una storia molto pi\u00f9 antica dell\u2019arrivo della famiglia italiana nella regione. \u00c8 una controversia nella quale si intrecciano la conquista dei territori indigeni nel XIX secolo, la nascita dello Stato argentino, la privatizzazione delle terre, la concentrazione della propriet\u00e0 fondiaria e, pi\u00f9 recentemente, il riconoscimento costituzionale dei diritti dei popoli originari. Nel 1991, la famiglia Benetton, attraverso la propria holding Edizione, acquis\u00ec la\u00a0Compa\u00f1\u00eda de Tierras Sud Argentino S.A. (CTSA), societ\u00e0 proprietaria di vasti territori in Argentina. La superficie complessiva attribuita alla societ\u00e0 viene generalmente indicata intorno ai 900.000 ettari, distribuiti in diverse province. Le attivit\u00e0 comprendono soprattutto l\u2019allevamento ovino e la produzione di lana, oltre ad altre attivit\u00e0 agricole e produttive. Da quel momento, il nome Benetton \u00e8 diventato uno dei simboli internazionali della controversia sulla terra in Patagonia. Ma la storia del conflitto non comincia con Benetton. Una terra contesa da pi\u00f9 di un secolo Per comprendere la questione \u00e8 necessario tornare alla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, quando lo Stato argentino avvi\u00f2 le campagne militari conosciute come\u00a0\u201cConquista del Deserto\u201d\u00a0culminate tra il 1878 e il 1885. Quelle campagne portarono all\u2019incorporazione di enormi territori della Pampa e della Patagonia sotto il controllo dello Stato argentino e provocarono la sottomissione, lo spostamento e la perdita delle terre da parte di numerose popolazioni indigene, tra cui Mapuche, Tehuelche, Ranquel e altre comunit\u00e0 originarie. Per le popolazioni indigene, la conseguenza non fu soltanto la perdita di una superficie geografica. La terra rappresentava e rappresenta tuttora un elemento fondamentale dell\u2019identit\u00e0, della cultura, della memoria e della continuit\u00e0 comunitaria. \u00c8 proprio questa storia che ancora oggi alimenta le\u00a0rivendicazioni territoriali Mapuche. Le comunit\u00e0 sostengono infatti che molte delle propriet\u00e0 private oggi esistenti siano sorte su territori che furono sottratti alle popolazioni originarie attraverso le campagne militari, le successive politiche di distribuzione delle terre e la formazione di grandi propriet\u00e0 fondiarie. L\u2019arrivo di Benetton Quando Benetton acquis\u00ec la Compagnia de Tierras Sud Argentino nel 1991, non fu quindi l\u2019origine della trasformazione della Patagonia in grandi propriet\u00e0 private. Il gruppo italiano entr\u00f2 in una struttura fondiaria gi\u00e0 esistente. Benetton sostiene che l\u2019acquisizione della societ\u00e0 e i relativi titoli di propriet\u00e0 siano avvenuti legalmente e che la societ\u00e0 abbia sempre fatto ricorso alla giustizia per difendere i propri diritti. Secondo la posizione ufficiale del gruppo, i titoli relativi alle propriet\u00e0 sono stati sottoposti a verifiche giudiziarie e riconosciuti validi. Dal punto di vista delle comunit\u00e0 Mapuche, tuttavia, la questione non pu\u00f2 essere risolta esclusivamente attraverso i registri catastali e i titoli di propriet\u00e0. Il problema fondamentale \u00e8 proprio il contrasto tra\u00a0due concezioni differenti della terra. 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Stabilisce inoltre che tali terre non siano alienabili, trasferibili o soggette a gravami e pignoramenti. Questo passaggio costituzionale \u00e8 fondamentale perch\u00e9 introduce una concezione della propriet\u00e0 indigena diversa da quella tradizionale del diritto civile. Non si tratta semplicemente di dimostrare l\u2019esistenza di una casa, di una recinzione o di un\u2019attivit\u00e0 agricola. Il rapporto con il territorio pu\u00f2 essere dimostrato anche attraverso luoghi di insediamento stagionale, sorgenti, zone di caccia e raccolta, cimiteri e altri elementi conservati nella\u00a0memoria storica della comunit\u00e0. Lo stesso Instituto Nacional de Asuntos Ind\u00edgenas argentino ha sottolineato questa particolare natura della possessio indigena. \u00c8 proprio su questo terreno che si scontrano le diverse interpretazioni della legge. Il caso Curi\u00f1anco-Nahuelquir Uno degli episodi pi\u00f9 conosciuti \u00e8 quello della famiglia Mapuche\u00a0Atilio Curi\u00f1anco e Rosa Nahuelquir. Nel 2002 la famiglia occup\u00f2 un&#8217;area di circa 385 ettari conosciuta come\u00a0Santa Rosa, nella zona di Leleque, sostenendo che il territorio facesse parte delle proprie terre ancestrali. La\u00a0Compa\u00f1\u00eda de Tierras Sud Argentino\u00a0contest\u00f2 l\u2019occupazione e port\u00f2 il caso davanti alla giustizia. Secondo la ricostruzione ufficiale di Benetton, il procedimento civile conclusosi nel 2004 riconobbe la propriet\u00e0 della societ\u00e0 e dispose la restituzione del terreno. Per la famiglia Mapuche, tuttavia, il significato della vicenda era molto pi\u00f9 ampio. Non si trattava soltanto di 385 ettari, ma del riconoscimento di un diritto territoriale e della possibilit\u00e0 di tornare a vivere in una terra considerata parte della propria storia familiare e comunitaria. Il caso Curi\u00f1anco-Nahuelquir contribu\u00ec a trasformare una controversia locale in un caso conosciuto a livello nazionale e internazionale. La proposta di Benetton Nel 2004, anche grazie all\u2019intervento del premio Nobel per la Pace\u00a0Adolfo P\u00e9rez Esquivel,\u00a0Luciano Benetton propose un\u2019iniziativa destinata a favorire il dialogo. Nel 2005 la Compa\u00f1\u00eda de Tierras Sud Argentino acquist\u00f2 circa 7.500 ettari di terreno nella provincia di Chubut, vicino al fiume Chubut e a circa 50 chilometri da Gualjaina, con l\u2019intenzione di metterli a disposizione delle popolazioni indigene attraverso il governo provinciale. La proposta, tuttavia, non port\u00f2 alla soluzione del conflitto. Le comunit\u00e0 e altri attori coinvolti nella controversia consideravano problematico il fatto che quei terreni non corrispondessero necessariamente ai territori ancestrali rivendicati. 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