Home2016dicembre

Rete di Quarrata – Lettera Dicembre – Natale 2016

Carissima, carissimo,
cos’è il Natale? Una coppia di Nazareth, Maria e Giuseppe, vanno a Betlemme. Là sono respinti e convocati per il censimento dell’Impero Romano. Ci sono varie ipotesi circa il motivo per cui furono respinti. La mia è che lo furono perchè Maria era gravida e non erano sposati ufficialmente. Quindi, occuparono una terra che non era loro, privata. Io in genere scherzo, e mi piace teatralizzare ciò che ha fatto Gesù, perciò dico che il giorno seguente il “Quotidiano di Gerusalemme” deve aver titolato in prima pagina: “Famiglia di senza terra e tetto (due delle tre T su cui papa Francesco ha convocato a Roma i rappresentanti dei Movimenti Popolari di tutto il mondo dal 2 al 5 novembre scorso, la terza T era trabalho-lavoro) occupa una proprietà rurale” Gesù è nato in una stalla. Ciò è molto simbolico. All’epoca di Gesù, chi aveva a che fare con gli animali, come il macellaio, era socialmente emarginato. C’è chiaramente nella Bibbia. Ma molti non hanno occhi per vedere e voce per parlare.
Nonostante questo scenario il nostro Natale si è trasformato in una festa di scambio di regali. Il Natale di Gesù ha un significato religioso molto forte ed è molto seducente dal punto di vista del suo simbolismo. Il Mercato è stato elevato a nuovo Dio, sta sempre più oscurando la dimensione liberatrice di Gesù di Nazareth e imporre il Babbo Natale. C’è una “babbonatalizzazione” che trasforma il Natale in una festa di consumo.
Oggi di fronte agli avvenimenti che si susseguono dobbiamo riscattare la spiritualità e il sentimento religioso della festa. Altrimenti, entreremo nel grande paradigma della post-modernità, che è il mercato e non la solidarietà e la complementarietà.
Oggi il mercato vuole imporsi sulla post-modernità con la mercantilizzazione di tutte le dimensioni della vita. Ciò si vede in modo chiaro nelle due grandi feste cristiane, il Natale e la settimana Santa: la Pasqua. Entrambi sono diventati periodi di breve o lunga vacanza. Pochi si ricordano che sono la celebrazione della nascita, della morte e la risurrezione di Gesù.
L’elezione di papa Francesco ha sconvolto lo scenario mondiale, un latino-americano che ha molta sensibilità per la questione sociale, per l’incontro, per la misericordia, per l’accoglienza e la relazione. Quell’accoglienza che era stata negata a Maria e Giuseppe. Ha abbandonato una serie di simboli che erano segno di nobiltà, come la tiara, le scarpe rosse (di Prada) e la croce d’oro. Ha abbandonato titoli che derivavano dall’Impero Romano e non dalla tradizione cristiana, come “sommo pontefice”. E’ interessante il fatto che preferisca abitare alla Casa di Santa Marta, che è una casa che fa ospitalità, con un refettorio usato da persone che lavorano in Vaticano, lasciando la residenza pontificia.
Ha nominato una commissione di otto cardinali, di cinque continenti, per studiare e realizzare la riforma della Curia romana, vorrebbe riformare o addirittura abolire la Banca vaticana, arrivando a dire con forza: ”il denaro è lo sterco del diavolo e Gesù non aveva una Banca!” “De-naturalizzare la miseria, de-burocratizzare la fame.” “I Migranti non sono un pepricolo, ma sono in pericolo!”
Ha messo con forza al centro del suo annuncio, dando segni concreti profondi alla Chiesa: l’importanza dell’opzione per i Poveri, i prediletti di Dio! Denunciandone le forti e inaccettabili disuguaglianze sociali! Ha aperto strade per una nuova teologia, soprattutto rispetto alla morale sessuale, tema congelato all’interno della Chiesa dal 16° secolo. Altre sfide ha aperto, dalla questione dell’ordinazione delle donne alla morale sessuale, dalla questione finanziaria alla corruzione. E ancora: il celibato e il ritorno al ministero dei sacerdoti sposati. La sua teologia è liberatoria, lontana dai fondamentalismi reazionari, una teologia che considera tutti noi cristiani discepoli di un prigioniero politico. Gesù non è morto di epatite nel suo letto, nè perchè investito da un cammello mentre attraversava la strada a Gerusalemme. Gesù è stato arrestato, torturato e giudicato insieme a due ladroni. Condannato a morte dal potere politico, economico e religioso del tempo.
Che tipo di fede in Gesù abbiamo noi cristiani, se non mettiamo in discussione questo disordine stabilito? La fede che Gesù aveva lo ha portato ad essere considerato sovversivo, dunque una minaccia, per questo è stato eliminato. Non è questione di politicizzare la storia, è rileggere il passato come è stato realmente.
Dobbiamo, come ci insegna papa Francesco, vivere la generosità, la solidarietà e la condivisione della vita perchè il nostro desiderio che il mondo cammini verso il meglio diventi veramente efficace.
Accogliere Gesù che nasce e il nuovo anno che arriva come un tempo di cambiamento, di più luce per cogliere i semi di bontà sparsi nella terra durante l’anno passato e garantire che siano seminati nuovi germogli di giustizia e di pace.
Accogliere il nuovo anno come un tempo di profondo rinnovamento della vita. che necessariamente si deve ripercuote nella persone intorno a noi e in tutto l’universo. Dove la diversità non debba più essere avversità, cessando di etichettare le persone senza conoscerle, senza conoscere la loro storia le loro sofferenze, le loro gioie. Perchè le loro sono storie non derive irreversibili. Spesso viviamo accanto alle persone ma non siamo loro vicine. Dobbiamo fare strada ai poveri senza farsi strada, attaccati ai volti e alle storie, perchè quando i poveri diventano solo cifre, statistiche, burocratizziamo il loro dolore. Quando la miseria cessa di avere un volto, possiamo cadere nella tentazione di iniziare a parlare e a discutere  fame. di alimentazione, di violenza, lasciando da parte il soggetto concreto, reale, che oggi bussa alla nostre porte, che sia un vicino od un lontano.
E’ a questo punto che dobbiamo scegliere, fidarsi e affidarsi, un percorso da vivere insieme per dare corpo al “noi” tanto proclamato ma poco attualizzato.
Dobbiamo impegnarci profondamente ad essere sempre di più persone di dialogo con gli altri, anche con coloro che pensano e agiscono a partire da valori che non sono i nostri e con i quali abbiamo difficoltà a dialogare. Il dialogo più fecondo è infatti con coloro che non la pensano come noi.
Termino ricordando ad ognuno di noi, in questo tempo di violenza, di odio, che l’amore e la relazione devono essere riportate al centro della nostra esistenza, perchè il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza.
Perchè come afferma Frei Betto, domenicano brasiliano, incarcerato e torturato durante la dittatura brasiliana: “l’odio fa male a chi odia, non all’odiato!”
Il mio augurio è che ognuno di noi, crei la condizione di fare spazio all’uomo e all’umanità, al creato e alla natura, per ascoltare con attenzione ciò che papa Francesco nella sua enciclica Laudato si, chiama: ecologia integrale. Cioè ascoltare senza dividerlo: il grido della terra e il grido dei poveri.
Ad ognuno la propria responsabilità: Cainooo? Dov’è tuo fratello!
Buon Natale e buon inizio, Antonio

CIRCOLARE NAZIONALE DICEMBRE 2016 – RETE DEL TRENTINO

UTOPIA E RESPONSABILITÀ

Bisogna coltivare ogni giorno l’utopia e ispirarsi all’utopia in ogni azione quotidiana. Ma ci sono alcuni momenti nella vita in cui su tutto, anche sull’utopia, dovrebbe prevalere il principio di responsabilità.

Non è la massima di qualche filosofo, è una regola personale che mi sono costruito un po’ alla volta, riflettendo sull’impegno sociale e politico che anima anche noi della Rete, e che vorrei condividere con voi, anche se probabilmente non tutti saranno d’accordo con me. Ma è sempre utile confrontarsi. Approfitto della richiesta che mi è stata fatta, un po’ in extremis, di scrivere la circolare di dicembre, per esprimere alcune mie riflessioni personali anziché riferire su cose concrete come quelle raccontate dagli amici di Castelfranco Veneto nella bellissima circolare di novembre.

Anche noi come Rete trentina stiamo portando avanti iniziative concrete, con grande impegno e fatica, per dare il nostro contributo ai progetti di accoglienza dei tanti profughi e richiedenti asilo che arrivano ogni giorno. In questi anni di lavoro, in cui abbiamo incontrato tante difficoltà, burocrazia, ostilità, indifferenza e delusioni, se non fossimo stati mossi dall’utopia probabilmente ci saremmo arresi. E questo vale in generale per tutta la Rete, che da oltre 50 anni continua ostinatamente nella sua utopia nonostante sconfitte, fallimenti, senso di impotenza.

Perché nella mia riflessione iniziale contrappongo l’utopia al principio di responsabilità? Perché l’esperienza dimostra che ci sono momenti in cui si tratta di scegliere tra mali minori e mali peggiori. Il principio di responsabilità, cardine del pensiero del filosofo Hans Jonas, tedesco di origine ebraica, naturalizzato americano, riguarda soprattutto il rapporto tra l’uomo e l’ambiente naturale e si può sintetizzare nella massima: “Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza di un’autentica vita umana sulla terra”.

Ma questo principio si adatta a tutte le attività umane e in particolare alla politica. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a comportamenti elettorali (Trump, Brexit …) in cui si intuisce che l’elemento determinante per la scelta degli elettori è stata la rabbia, un’emozione negativa che sta sostituendo motivazioni che in passato orientavano il voto, come l’idealismo, l’ideologia, il bene comune, o anche semplicemente motivi più terra terra, come l’interesse privato o il tornaconto personale. La democrazia sta attraversando una fase di stanchezza pericolosa: molte persone ritengono che andare a votare non sia poi così importante, che tanto le cose non cambiano mai, che votare l’uno o l’altro sia la stessa cosa. E’ proprio in questa apatia che si inseriscono gli avventurieri e i demagoghi. Si presentano come il pifferaio magico della fiaba, che promette mari e monti ma che alla fine porta tutti alla rovina. La storia è ricca di derive simili: basti pensare all’ascesa al potere di Hitler in Germania e di Mussolini in Italia. Spesso ci chiediamo come sia stato possibile e ci illudiamo che non possa più capitare. La delusione, il rancore, il risentimento si innestano sulla crisi economica, sull’ aumento delle disuguaglianze, sulle frustrazioni personali e sociali. La rabbia è un’emozione che oscura la razionalità. Quanto più il pifferaio urla, tanto più trova seguito in chi è arrabbiato. Tanto più esagerate sono le sue promesse, tanto più gli si crede. Per Grillo le elezioni americane sono state “un vaffa… generale”, un modo divertente per mandare tutto a catafascio. “Dare un calcio al sistema – scriveva tempo fa Ezio Mauro su Repubblica – risponde a un istinto di sovversione e di antagonismo più che a una domanda di politica e tantomeno di governo … Il voto è un rifugio di disagio,di rancore, di pretese più che di diritti, uno sfogo piuttosto che una scelta. Intanto diamo un calcio al tavolo del comando. Cosa ci sarà dopo il calcio? Nessuno se lo chiede. Le proposte del pifferaio non sono mantenibili, la rabbia fatica a trasformarsi in governo. Ma intanto rovesciamo il tavolo e godiamoci lo spettacolo, poi si vedrà”.

Dopo la Brexit e le elezioni americane, in Europa e in Italia tutti i movimenti populisti, razzisti e xenofobi si stanno preparando al loro momento di gloria: hanno capito che spararle molto grosse fa vincere le elezioni. Non importa se poi a pagare le conseguenze saranno proprio i più poveri e i più deboli, che sono anche i più arrabbiati. Domenica 4 dicembre le elezioni presidenziali in Austria sembrerebbero aver invertito questa tendenza, bocciando il candidato razzista e xenofobo. Ma le previsioni per le elezioni politiche austriache della prossima primavera non sono rosee. E’ proprio in vista di questi appuntamenti elettorali che il principio di responsabilità potrebbe fare la differenza. Ad esempio nelle ultime elezioni regionali in Francia, un accordo tra socialisti e centrodestra ha evitato la vittoria di Marine Le Pen e in Spagna il “sacrificio” dei socialisti che hanno accettato di astenersi sul nuovo governo, ha evitato un terzo pericoloso ricorso alle urne. In quest’ultimo caso si è assistito ad un classico esempio di contrapposizione tra utopia e responsabilità: la componente del partito socialista spagnolo che voleva “resistere” sui propri princìpi, insisteva per non offrire un aiuto al partito popolare, avversario storico, mentre la componente che ha optato per il senso di responsabilità ha preferito guardare all’interesse della nazione. Anche in Italia abbiamo avuto vari esempi di questa contrapposizione, ma il più emblematico penso sia stata la sfiducia al governo Prodi del 1998, caduto per un voto di Rifondazione Comunista, che ha aperto la strada ai governi Berlusconi. Sulle vere motivazioni di quel voto, e soprattutto sui registi occulti, molti sono ancora i misteri, ma i dilemmi di coscienza dei senatori del Prc furono reali: sostenere un governo non all’altezza delle aspettative della sinistra o farlo cadere e lasciare via libera alla destra peggiore?

Naturalmente chi sostiene che l’utopia deve sempre prevalere, contesterà questi ragionamenti. Ad esempio dirà che fra Trump e Clinton non c’era poi così grande differenza e che anche Obama non è stato propriamente un pacifista. Con questi ragionamenti, anche Mussolini andò al potere: i contrasti tra socialisti, popolari e liberali favorirono la sua ascesa e all’inizio quasi tutti si illusero che forse non sarebbe stato poi così male … La storia si incaricò di dimostrare il contrario.

Va da sé che il principio di responsabilità dovrebbe valere soprattutto pensando al bene comune e in particolare ai più deboli. Ad esempio, gli ultimi governi italiani a guida Pd non avranno fatto cose meravigliose in materia di immigrazione, anzi, ma di certo possiamo immaginare che cosa farebbero governi a guida leghista.

È evidente che non è sempre facile individuare quando una scelta politica può avere conseguenze talmente negative da richiedere di sacrificare l’utopia al realismo. Le difficoltà sono aumentate in Italia da quando non c’è più il sistema proporzionale, col quale si poteva votare scegliendo il partito o il candidato che ci sembravano migliori. Era un voto di testimonianza. Da quando c’è il sistema maggioritario si deve spesso scegliere tra chi ci sembra meno peggio. E non è proprio una scelta esaltante. Ma ricordo che anche quando vigeva il proporzionale, c’era una quota di maggioritario al Senato (almeno nelle regioni a statuto speciale): e succedeva sempre che i vari partiti a sinistra del Pci, piuttosto che votare il candidato comunista o socialista che aveva chance di riuscita (da notare che i socialisti a quell’epoca non erano ancora craxiani), preferiva disperdere il voto su candidati di bandiera, che regolarmente perdevano, col risultato di regalare tutti i senatori alla Dc.

Questa tendenza a far prevalere l’ideologia e la frammentazione sull’unità è una costante della sinistra e spesso anche dei vari movimenti che coltivano l’utopia. Ma a volte in vista del bene comune sarebbe più saggio cedere su qualche aspetto e cercare punti di incontro. Se l’utopia serve per continuare a camminare, come diceva Eduardo Galeano, e se è solo l’utopia (il miraggio) a mettere in moto le carovane, qualche volta il senso di responsabilità può far sì che le carovane non si perdano nel deserto.

Fulvio Gardumi

COORDINAMENTO PESCIA 27-28 NOVEMBRE 2016

SABATO 26 NOVEMBRE

Ore 15.00 . Inizio lavori con saluti e sintesi del precedente coordinamento.

Come concordato a Crea, si effettuerà la registrazione audio per permettere:

  • L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono esser presenti

  • La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete

Prossimi coordinamenti:

  • ROMA : 28-29 Gennaio 2017

  • TRENTO : 25-26 Marzo

  • SALERNO: 17-18 Giugno

  • Da settembre in poi da stabilire

Prossime circolari nazionali :

  • Macerata: GENNAIO 2017

  • Varese : FEBBRAIO 2017

  • Celle – Varazze : MARZO 2017

  • Verona: APRILE 2017

Hanno partecipato al coordinamento :

VARESE: Marco Lacchin; PISA-VIAREGGIO: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, Rosita Croci, Enrica Martinutti, Francarosa Bianchi, Giorgio Gallo; MILANO: Ercole ed Anna Ongaro; PADOVA: Ramin Fabiano; TRENTO: Carla Grandi, Luigi Moser, Fulvio Gardumi ; QUARRATA: Sergio Lomi, Mariella Borelli, Antonio Vermigli; LANCENIGO-MASERADA-SPRESIANO: Fernanda Bredaiol, Franca Gaspa; MOGLIANO VENETO: Beniamino Favaro; VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella, Silvana Valpiana, Dino Poli; TREVISO: Olga Turchetto; ROMA: Giacinta Carnevale, Angelo Ciprari; BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CASALE MONFERRATO: Giuseppe Ghilardi; ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini; TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan; CELLE-VARAZZE: Simona Mozzati, Pierpaolo Pertino; GENOVA: Sergio Ferrera; PESARO: Agnese e Silvestro Profico; POZZUOLI-NAPOLI: Teresa De Simone; NOTO: Maria Rita Vella; CASTELFRANCO VENETO: Marta Bergamin.

DISCUSSIONE PUNTI all’OdG

  1. COMUNICAZIONE

Marco Zamberlan (rete di Torino) e Gigi Bolognini (rete di Alessandria) aggiornano sulla situazione del sito e propongono la creazione di un forum da inserire all’interno del sito. Tale forum è uno spazio dedicato alle discussioni interne alla rete a cui possono accedere solamente i membri della rete che posseggono la password. E’ un contenitore “privato” della Rete all’interno del quale possono svolgersi discussioni, riflessioni, commenti in relazione a progetti o ad argomenti vari. Dovrebbe sostituire il giro di mail all’interno della Rete che, come sottolineato più volte, può risultare eccessivo e quindi poco efficace e confondersi con le varie altre mail che ciascuno riceve nella propria posta elettronica.

Il sito rimarrebbe uno spazio “pubblico”, in cui sono presenti tutte le informazioni relative ai vari progetti della Rete, suddivisi in grandi aree – Italia, America Latina, Africa, Palestina – alle varie iniziative proposte dalle reti locali, agli atti dei convegni, al bilancio, ecc . Questo spazio è visibile da tutti coloro che entrano nel sito della Rete mentre l’inserimento di informazioni, dati, ecc. viene realizzato da chi gestisce il sito stesso (Gigi, Alessandro,..). Viene propugnata la necessità di link o collegamenti con alcuni articoli particolarmente significativi del “Notiziario” oltre che una parte dedicata all’attività nelle scuole .All’interno del sito saranno segnalati i link relativi ai siti delle varie reti locali all’interno dei quali si possono trovare informazioni sulle iniziative dei vari nodi. Sempre nel sito si possono inserire “aree protette” in cui trovare informazioni interne alla Rete, es. verbali coordinamenti, ecc, a cui possono accedere i membri della Rete attraverso una password. Durante la discussione avvenuta successivamente nel corso del coordinamento, c’è stata anche la proposta di creare all’interno del sito, uno spazio dedicato alla “rivista della Rete: Il dialogo” versione on-line nel quale poter inserire notizie e aggiornamenti in tempo reale in relazione ai vari progetti, iniziative proposte anche da altre realtà impegnate nel campo sociale in sintonia con la Rete, ecc.

Nell’attesa di poter utilizzare questi nuovi strumenti, viene ribadito l’invito a usare le mail con parsimonia e a rispondere personalmente qualora non sia necessario coinvolgere tutti nella discussione. Elvio ( rete di Padova ) sottolinea che la mailing list gli ha permesso, in questo momento suo così particolare, di sentire la vicinanza della Rete e non vorrebbe che gli aspetti “tecnici” della comunicazione andassero a discapito degli aspetti umani e affettivi di relazione. Al momento esistono 2 mailing list:

a) Una generale ( rrr.listelilliput ) con circa 220 indirizzi raccolti tra aderenti e simpatizzanti alla Rete dove dovrebbero circolare le questioni più generali

b) Una riservata ai referenti della Rete con 89 indirizzi raccolti dove dovrebbero circolare le notizie interne alla Rete un po’ più riservate.

Angelo ( della segreteria ) sta aggiornando le 2 liste (nomi e indirizzi tra le 2 liste non corrispondono).

ORE 18. Ripresa lavori dopo breve pausa caffè e merenda .

2) BILANCIO

Relaziona Marta, tesoriera nazionale. Senza video proiettore ci si arrangia come si può.

Il bilancio presentato non è annuale ma riguarda le entrate/uscite fino al 24/11/2016.

Il vero bilancio annuale verrà stilato il 31/12/2016. Questa proiezione è utile al fine di dare una idea delle disponibilità della cassa nazionale per i rinnovi/attivazione delle operazioni in discussione all’OdG.

Nel Bilancio compaiono anche i progetti autonomi gestiti dalla Reti locali. Ancora 2 operazioni da discutere ( Pannichella & Eduposan ) che dovranno essere inserite nel bilancio 2017. In sospeso anche il versamento per il libro Mapuche di Mauro Millan.
Il coordinamento approva una contribuzione di 4.000 € ( 2.000 dei quali già versati ).

SCHEMA RIASSUNTIVO BILANCIO RRR al 24/XI72016

Saldo al 24/XI/2016

25.571 €

USCITE

114.000 €

Per Pagamento progetti

10. 000 € (+ IVA)

Progetto Palestina

Ancora da saldare

8.200 €

Progetto Spresiano

16.100 €

Per Spese totali di cui

9.400 € (per il Convegno)

6.700 € (Per Coordinamenti)

ENTRATE al
24/XI/2016

27.500 €

Di cui 5.000 €
come contributi straordinari delle Reti locali

I 27.500 € colmano il disavanzo del 2015 (tot. versamenti ammontava a 19.500 €)

In estrema sintesi comunque il bilancio risulta essere positivo.

Piergiorgio ( Rete di Brescia ) solleva la questione del versamento di 1.000 € per una cena a favore del progetto Mapuche e ricorda che il problema si porrà nel versamento del ricavato dalla vendita delle magliette. I soldi dal suo conto personale transiteranno a quelli della cassa nazionale per il progetto. Va chiarito se siano contributi straordinari o facenti parti del progetto stesso.

Marta ricorda che:

  • Per poter fare un bilancio corretto è necessario che le autotassazioni giungano in cassa entro il 31 Dicembre, pertanto l’accorato appello è che le Reti Locali effettuino i bonifici entro Natale.

  • la normativa della raccolta fondi per cene o feste è molto stringente quindi nella causale dei versamenti è bene evitare indicazioni troppo rigide

  • è bene che ogni Rete locale stili il suo bilancio a fine anno e che questo andrebbe raccordato con il bilancio della Rete Nazionale.

3) VARIE ED EVENTUALI (PRIMA PARTE)

La segreteria ricorda che è, al più presto, necessario stabilire:

  • Temi, date e modalità di svolgimento dei Seminari 2016.
    Al momento le aree tematiche individuate sono:

  • Migranti

  • Giovani

  • Quale solidarietà ?

  • Profico (rete di Pescara) propone il titolo:Democrazia, populismi, politica ”

  • Luoghi e date dei coordinamenti seguenti l’appuntamento di giugno 2017 a Salerno.

4) RINNOVO E ATTIVAZIONE NUOVI PROGETTI

Mesa Campesina ( Argentina ).


Generale aumento delle difficoltà con sempre minori possibilità di ottenere altre terre. Il rinnovo di tale progetto è previsto per il prossimo anno ma viene citato perché collegato ad esso c’è la richiesta di attivazione di una nuova operazione :

Eduposan, nel Nord dell’Argentina.


Tale richiesta è in attesa di risposta da più di un anno. In estrema sintesi il progetto darebbe visibilità alle popolazioni indigene che abitano ancora all’interno della foresta con una azione di coscientizzazione e formazione agricola dei Pilogà. Costo Totale : 15.000 .

Il costo annuo per 2 anni sarebbe così suddiviso: 2.500 per gli adulti e 5.000 per i giovani.

Siccome sono già state fatte presenti le difficoltà economiche della Rete, la Mesa si è offerta di diminuire la propria contribuzione per girarla a Eduposan. Per le difficoltà che l’Argentina sta attraversando ( da più parti ribadita ) pare importante sostenere entrambi i progetti ( Mesa Campesinia e Eduposan) perché hanno un forte valor simbolico e politico. In quest’ultimo caso, poi c’è il valore aggiunto del sostegno alle popolazione indigene.

Il coordinamento approva la cifra di 2.500 € /annui per fare partire il progetto. L’importo poi verrà valutato in divenire. La sua destinazione andrà valutata dai referenti locali.

Aquadoce di Waldemar Boff – Brasile ( 26.000 euro )


Questo progetto è sempre stato sostenuto da più realtà ( ad es. Libera ) e autonomamente dalle Reti locali di Quarrata, Nembro e Saronno. Saronno ha sospeso il suo apporto finanziario e l’asilo da loro sostenuto è stato chiuso. Angelo (segreteria ) riporta che Alessandra (di Saronno) per telefono dice che la Rete locale è in crisi e sta discutendo se aderire ancora alla Rete Radiè Resch. Nembro al momento non ha ancora versato nulla. Waldemar, in visita in Italia, ha descritto la situazione politico – economica del Brasile.

Anche in questo caso si denuncia un peggioramento della situazione generale con una regressione dei progetti che tornano ad occuparsi di mera sopravvivenza. Secondo alcuni questo progetto non dovrebbe essere discusso per un eventuale rinnovo perché è una gestione economica autonoma della rete di Quarrata che deciderà quindi il da farsi.

Si articola una discussione in cui ci si interroga quanto i progetti autonomi (non solo quelli di Quarrata ma ad esempio anche Padova , Castelfranco, Verona) rientrino veramente nei progetti della Rete Nazionale. L’autonomia economica risponde dal punto di vista valoriale ai criteri della Rete Nazionale ? Esiste una definizione di equilibrio tra la richiesta di autonomia delle Reti locali ed i criteri generali ?

C’è molta confusione al riguardo e andrebbe fatta una volta per tutta chiarezza.

E’ corretto versare le autotassazioni destinandole direttamente alla propria operazione ? La cassa nazionale comune dovrebbe svolgere proprio la funzione di redistributore dei versamenti tra reti piccole e reti grandi, permettendo a tutti di coprire le necessità delle operazioni singole, qualsiasi siano le loro esigenze.

Tale confronto è da recuperare ed inserire nel percorso “Quale Solidarietà ?

ORE 19.30. interruzione per la Cena. ORE 21.30 Ripresa lavori


Vitalizio a Fernando De Brito. ( 5.000 € erogati nel 2016 )

Ercole puntualizza che la Rete non aveva deciso un vero e proprio vitalizio ma si parlava di uno stipendio per l’MST. Comunque Fernando ha certamente problemi economici e di salute ma il punto è se qualcuno se ne prenda cura o meno. Ad es. i confratelli domenicani.

Il coordinamento rimanda la decisione dando incarico ad Antonio (Quarrata) di contattare Fernando ed approfondire la situazione per poter decidere sulla base di informazioni più certe.

5) “LA NARRAZIONE”

Ercole Ongaro (rete di Lodi ), autore dei principali libri sulla storia della Rete Radiè Resch, ripercorre la memoria del nostro passato” non per una celebrazione di cimeli ma come una custodia di semi, che valgono per il presente e per il futuro, di frutti che giungono a maturazione”. Rimandiamo alla lettura diretta del testo integrale fatto circolare in mailing.

Ecco invece il contenuto di alcuni commenti alla narrazione di Ercole.

Giorgio ( rete di Pisa-Viareggio ) sottolinea che le reti lombarde ( propugnatrici di una metodologia più strettamente scientifica) seguivano progetti della UE dalla stessa finanziati, perciò volevano adattare modalità ed esigenze a tale modello. La Rete e Masina, a suo tempo, rifiutarono quel metodo pragmatico ribadendo l’impossibilità di misurare la relazione. Si è evitata la logica del “progettificio”. Anche dal punto di vista scientifico non esiste una metodologia unica per effettuar ricerca. Marco (rete di Varese) afferma che una impostazione di questo tipo sarebbe stata un fallimento in quanto voleva tenere tutto all’altezza delle aspettative.

ORE 23.00. Chiusura lavori del Sabato

DOMENICA 27 NOVEMBRE

ORE 9.20. Ripresa lavori della Domenica (seconda giornata)

Si continua la discussione su rinnovo e attivazione dei progetti

Appoggio alle donne capofamiglia in Bolivia: relaziona Olga della rete di Treviso.

Daniela ( una consulente familiare volontario legata alla Diocesi di Treviso ) segue e gestisce i lavori. La situazione è peggiorata. Arrivano di continuo molte migranti, ci sono molte disoccupate, ragazze madri con necessità di un sostegno psicologico e legale.

Si sta tentando di far allevare animali domestici, galline ( e anche animali più grandi) per poter mangiare, uova, carne. Tale operazione si doveva chiudere nel 2015 ma per errore è stato finanziato un anno in più. La richiesta è quella di continuare per altri 3 anni con 7.400 € di preventivo. La Rete di Treviso è favorevole perché la relazione è molto profonda ed il bisogno, in quella zona, è enorme.

Il coordinamento decide per un proseguimento dell’operazione con una cifra orientativa intorno ai 6.000 €. Andranno valutate, in divenire, le disponibilità di bilancio e il criterio di dare spazio a nuovi progetti ( questo è un vecchio progetto)

Migranti Trento : relaziona Fulvio della rete di Trento.

Trento segue i richiedenti asili da circa 2 anni. Inizialmente era stato stabilito un contributo straordinario di 12.000 € per l’affitto di case a 7 profughi. Oltre all’alloggio queste persone sono state seguite, formati per la ricerca di un lavoro. Per 2 è andata bene mentre gli altri stanno ancora cercando. Nel 2° anno sono stati chiesti 4.500 € , erogati direttamente dalla Rete locale. Tale contributo doveva coprire le spese di un ragazzo in servizio civile volontario che funzionasse da coordinatore. Il compenso è stato invece elargito da una Cooperativa Sociale con cui lo stesso ha collaborato. I 4.500 € sono stati pertanto usati per altri lavori ( patenti , commercialista, ecc.) e sono sufficienti per altri 5 mesi di attività, a seguire. Fulvio sottolinea che il progetto è della Rete nazionale benché il finanziamento sia locale. Per il momento non vengono chiesti ulteriori contributi alla Rete Nazionale.

La nuova segreteria ( Monica, Angelo e Pier ) consegna alla vecchia segreteria ( Maria, Maria Rita e Gigi) tre libri regalo in riconoscenza del lavoro svolto e come segno di continuità.

6) MIGRANTI E RICHIEDENTI ASILO

Aggiornamenti sullo studio di una proposta di legge per migranti fatto da Astrid Pannullo in occasione del Convegno di Trevi 2016. Astrid sta lavorando alla bozza con :

  • Nunzia Ceravolo, ex magistrato antimafia di Milano, membro commissione del tribunale che ha giudicato i crimini di guerra in Kosovo à per gli aspetti penali

  • Paola Accardo, giudice rappresentante italiano alla corte europea dei diritti dell’uomo à per gli aspetti civili.

Carla Grandi ( rete di Trento ) ha fatto circolare in mailing list una lettera – appello da indirizzare alla UE affinché non vengano usati i fondi europei per i governi del Sud del mondo ( motivo della migrazione di molte persone ) ma piuttosto per progetti popolari.

Viene chiesto un cambio di logica che presuppone un cambio culturale e di approccio nei rapporti tra Europa e Paesi del Sud del Mondo. Carla legge il documento stilato e sottolinea che tale richiesta deve esser fatta da cittadini europei, a cui quei fondi europei appartengono, e che hanno il diritto – dovere di chiedere alle proprie istituzioni un cambiamento nell’utilizzo dei propri soldi ( per rispondere alla mail di Caterina – Rete di Quiliano – che sostiene che un documento di questo tipo debba esser presentato dai migranti stessi). Certo il documento andrà confrontato con i migranti e le associazioni che con loro lavorano. coinvolgendoli . In tal senso va anche l’appello di Mussie Zerai. Si articola la discussione.

La visione di Carla è efficace ma non facile da realizzare. Sogni e visioni certo ma con i piedi per terra !! All’interno delle Istituzioni Europee chi può prendere in considerazione un appello di questo tipo ? Forse il target dovrebbe esser più mediatico che politico in senso stretto. Un’azione che dovrebbe amplificare voci differenti rispetto a quelle che mediamente circolano sui mezzi di informazione. Andare quindi in controtendenza rispetto a quello che si legge del tipo “ Aiutiamoli a casa loro ”.

Non ci sono solo i populisti ma c’è una coscienza civile che muove diversamente sul tema migrazioni. Viene ancora ribadito che l’appello debba esser firmato da cittadini europei cercando la collaborazione di Caritas, Arci, Associazioni di migranti in Italia, ecc.A Verona Combonifem può essere un’ottima alleanza

Pare fondamentale spostare l’attenzione della UE dalla logica dei respingimenti (diretti come Turchia, Ungheria o per il tramite di finanziamenti a paesi extracomunitari consenzienti come la Libia). I nostri soldi finanziano i governi che attuano quella roba lì.

Al Convegno di Trevi la riflessione sui migranti è stata profonda ed interessante ma deve avere un seguito pratico e politico per non rischiare rischia di esser chiusa e non avere un seguito.

Maria Rita ( Rete di Noto ) richiama l’appello di Padre Zerai che ci ha direttamente chiamati in causa per la sua diffusione. L’on. Kienge è stata identificata come la latrice più indicata per consegnare tale messaggio alla UE, in quanto rappresentante formale della commissione Africa, Caraibi, Latinoamerica.

Per l’urgenza e il contenuto dell’appello di Padre Zerai, il coordinamento stabilisce che Maria Rita curi i rapporti con Zerai e che il suo appello venga direttamente consegnato a mano alla Kienge da Antonio ( rete di Quarrata ).

I due documenti parlano della stessa cosa, anche se le modalità operative hanno tempi e realizzazioni differenti. Sarebbe opportuno stilare un dossier preciso e mirato su tali temi coinvolgendo in questo lavoro geopolitici ed esperti ( Lodovisi ad esempio ).

Ciò potrebbe voler dire investire oltre che energie anche qualche risorsa economica.

Il tema migrazione sarà quello che caratterizzerà i nostri prossimi anni come lo fu quello dei prigionieri politici nei primi anni settanta.

Per i migranti dobbiamo darci tempo per elaborare confronti ed una profonda discussione

come si è fatto con la Finanza Criminale. Magari usando strumenti un po’ più moderni come i social, ad es. Skype.

Un altro tema convergente con quello dei migranti è quello della vendita delle armi che alimentano le cause di migrazione nei luoghi di origine.

Per capire come funzionano le cose, anche all’interno delle istituzioni della Comunità Europea, e per non apparire ingenui siamo tutti invitati a prender visione del servizio messo in onda su RAI 3 nel corso della trasmissione REPORT dal titolo “ Caviar Democracy ” sul Nagorno karabakh e Azerbaijan.

Il coordinamento decide di creare una apposita commissione che curi e studi gli aspetti teorici e realizzativi sopra citati. Gianni Pettenella (Rete di Verona) si dà (da Gennaio) disponibile per esser il referente di tale commissione. Sono inoltre coinvolti: Carla Grandi e Fulvio Gardumi ( Rete di Trento ), Marco ( Rete di Varese ), Dino ( Rete di Verona), Sergio ( Rete di Genova ) e quanti si vorranno nel frattempo unire.

7) NOTIZIARIO “IL DIALOGO” DELLA RETE RADIE’ RESCH

A suo tempo a Pescara, i punti sottolineati per il Notiziario sono i seguenti:

  • Diventare voce della Rete tutta (non solo del Brasile e del Sud America )

  • Avere una Redazione che crei una precisa linea redazionale

  • Cambiare eventualmente il nome della rivista.

Antonio ( rete di Quarrata) sostiene che il nome “ In Dialogo, notiziario della RRR ” (autorizzato dal Tribunale) sia adeguato.

Al momento ne vengono spedite 1.470 copie, quasi 1500.
Da un paio di anni gli abbonamenti stabili sono circa 650 (la maggioranza non è della Rete). Escono 4 numeri all’anno del Notiziario con 11 rubriche fisse.
Ci sono dei costi (postali) per l’invio quindi occorrono abbonamenti pagati.
Allo stato attuale i costi sono coperti e non ci sono disavanzi.
La Redazione al momento è costituta da : Serena Romagnoli, Claudia De Fanti ma è pronta per essere ampliata e integrata.

Agnese ( rete di Pescara ) usa il Notiziario nelle scuole.
Cambierebbe la definizione di Notiziario con quella di Rivista in quanto non vengono date solo notizie interne alla Rete ma informazioni più generali lette all’esterno della Rete stessa. Accanto agli articoli di approfondimento vanno messe notizie flash dei progetti in quanto c’è interesse per le operazioni concrete e l’azione locale delle Reti ( magari presentate come BUONE NOTIZIE ).
Antonio ribadisce che quelle notizie suscitavano poco interesse e si sono chiuse.

Maria ( rete di Verona ) sottolinea l’importanza di una Redazione allargata che dia la linea della rivista e fissi i temi da trattare. Giorgio ( rete di Pisa – Viareggio) sostiene sia necessario individuare ogni volta un tema particolarmente interessante che diventi l’argomento centrale di quel numero, indirizzando gli articoli più importanti su quell’argomento e raccogliendo anche interventi esterni.

Per la redazione allargata si dà disponibile Sergio ( rete di Genova ) e si fanno i nomi di : Marco (rete di Varese), Toni (rete di Udine), Ercole (rete di Lodi), Piergiorgio (rete di Brescia ), Fulvio (rete di Trento).

Fulvio ( Rete di Trento) dà alcune definizioni tecnico – giornalistiche.

  • Comitato di Redazione: è in realtà l’organo sindacale pertanto per ciò che intendiamo noi và usato il termine REDAZIONE.

  • COLLABORATORI: possono esser tutti ( i presenti dovrebbero essere i primi ).

  • La STAMPA produce soprattutto cronaca mentre la RIVISTA produce soprattutto approfondimenti, aggiornamenti su settori e temi specifici.

E’ necessario pensare ad una diffusione del Notiziario on line. La carta costa ed è poco ecocompatibile. Nella costruzione del sito questo và previsto. Con una dinamica interattiva.

Antonio sollecita l’invio di articoli, sull’acqua, sulle armi, su altri argomenti di nostro interesse. Il problema comunque non è riempire il Notiziario ma semmai equilibrare articoli e notizie ( oltre ai costi ). Si sottolinea che questa rivista contiene articoli particolari che non si trovano da altre parti e che talora altre riviste chiedono di poter utilizzare.

In sintesi il coordinamento stabilisce di:

  • Chiamare mutare la definizione di Notiziario in Rivista

  • Tale rivista deve essere a servizio della Rete tutta.

  • Creare una Redazione valutando la disponibilità delle persone operativa da Roma.

Ore 11.40. Beniamino ( Rete Mogliano) fa gli auguri e saluta perché ha il treno.

La segreteria propone di anticipare l’apertura dei lavori del coordinamento di Roma alle ore 13 oppure di proseguire i lavori nel dopo pranzo della Domenica. Nel diniego generale si stabilisce che si inizierà alle 15 puntuali con chi c’è. Gli altri si aggiungeranno strada facendo

8) VARIE ED EVENTUALI

  • Silvestro Profico (rete di Pescara) riferisce dell’incontro alla Sapienza di Roma, su Fausto Vicarelli, grande economista, esperto di politica economica, impegnato anche in parrocchia che gli ha dedicato una sala.

La città di Tolentino è stata interessata dal terremoto e la sorella di Luigi Rocchi ha dovuto abbandonare la casa. Anche la chiesa è stata lesionata.

  • Maria Rita (rete di Noto) riferisce dell’incontro tra Papa Francesco ed i Movimenti Popolari, svoltosi il 5 novembre a Roma. Popoli riuniti in movimenti popolari, per rifondare la speranza, come sostiene Vandana Shiva. Noi non siamo movimento popolare ma li accompagniamo. Il Papa ne ha parlato, ne ha riassunto le finalità. E’ stato uno dei pochi veri contrasti al Dio denaro.

  • Giorgio (rete di Pisa – Viareggio) consiglia la lettura di un bel libretto di Varoufakis L’economia spiegata a mia figlia. Semplice ma non banale. Una lettura reale di come l’economia si sia sviluppata e di come invece dovrebbe essere.

  • Angelo (Segreteria e rete di Roma) riferisce della partecipazione alla Cerimonia di insediamento dei nuovi Cardinali a Roma, occasione in cui ha consegnato al neo Cardinale della Repubblica Centrafricana ciò che gli aveva preparato la Rete di Quiliano. Grande partecipazione 330 persone. Non solo cattolici ma anche protestanti e musulmani.

  • Elvio (rete di Padova) riferisce che a Isola Vicentina è ancora presente la mostra di 50 anni di manifesti dei Convegni. Andrebbe presa in considerazione e fatta circolare perché illustra bene la nostra storia. Saluta e fa gli auguri a tutti. Sottolinea che l’idea del buffet, come luogo per parlare, è da riproporre in Seminari, Convegni e anche nei prossimi Coordinamenti.

Saluti Finali di Monsignor Filippini, amico di Giorgio Gallo che ha fondato con lui un movimento per la pace. Nello specifico a Pescia ci ha ospitato una Comunità di Mondo X fondata da Padre Eligio, cappellano del Milan ( e di Rivera ). Dono del suo libro a tutti i presenti.

Ore 12.40. Chiusura lavori e pranzo