Home2019Settembre

 

SABATO 21 SETTEMBRE – POMERIGGIO

 

 

Partecipanti al coordinamento:

 

SEGRETERIA: Fulvio Gardumi, Maria Angela Abbadessa, Maria Cristina Angeletti.

 

BRESCIA: Piergiorgio Todeschini, Gabriella Giometti; CASALE MONFERRATO: Beppe Ghilardi, Roberto Viale; CASTELFRANCO VENETO: Marta Bergamin, Fabio Corletto, Ermanno De Biasio; GENOVA: Sergio Ferrera; MACERATA: Anna Biagini, Daniela Tasso, Roberta Bianchi, Renato Lapponi, Gabriella Pierini; MOGLIANO VENETO: Beniamino Favaro; PADOVA: Francesco Fassanelli, Maria Anita De Ambrogi, Elvio Beraldin; PESCARA: Silvestro Profico; PISA-VIAREGGIO: Angela Vannucchi e Claudio Sodini; QUARRATA: Antonio Vermigli, Mariateresa Bertoldi; ROMA: Angelo Ciprari; TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan; VARESE: Marco Lacchin; VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

Ore 15.15 : Inizio lavori.

Maria Cristina Angeletti: saluta i partecipanti al Coordinamento di Macerata. Riferisce che Gabriella Benti-voglio è caduta e si è infortunata, per cui probabilmente non potrà essere presente. Comunque saluta tutti.

 

Partecipano al coordinamento Alba Rocchi, sorella di Luigi Rocchi, con il marito Orlando. La tomba di Luigi Rocchi, ora Venerabile in attesa di diventare Beato, si trova nella vicina Tolentino nella chiesa di San Ca-tervo che è stata danneggiata dal terremoto e non è visitabile.

 

Angela Vannucchi: riferisce della morte di Lida, della Rete di Pisa-Lucca-Viareggio, moglie di Mario Facchini.

 

Maria Angela Abbadessa: ricorda le decisioni prese durante il Coordinamento e l’Assemblea di Sezano. La Rete di Salerno, a seguito del viaggio a Gaza della scorsa estate, ci ha mandato un primo report sullo stato del progetto Case Verdi e riferirà al coordinamento di Pistoia del 23 – 24 novembre prossimi (Villa Rospi-gliosi). Segnala che, come deciso allo scorso coordinamento, occorre metterci in regola per la normativa sulla privacy, intervenendo anche sulle mailing list della Rete.

 

I libri soci aggiornati vengono consegnati a Marco Lacchin, perché vengano custoditi nella sede legale della RRR. Vi è la difficoltà di ricostruire i verbali di assemblea precedenti il 2019, perché inglobati all’interno dei verbali del primo coordinamento dell’anno.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

  1. Privacy

 

Fulvio Gardumi: la privacy era all’ordine del giorno di oggi, ma Gigi Bolognini, che ha approfondito la mate-ria, non è presente ed ha anticipato che riferirà a novembre. Segnala che la diffusione a tutti della registra-zione audio del coordinamento può essere un problema, sia perché l’indirizzario mail è molto ampio e non è chiaro a chi possa arrivare quanto detto durante i coordinamenti, sia perché è già capitato che qualcuno, essendo assente, abbia sentito pronunciare frasi che lo riguardavano, dette magari in modo spontaneo come si fa quando si è tra amici, e si sia risentito. Altra cosa è il verbale, in cui sono sintetizzati i concetti e dove le espressioni vengono rese in una forma più meditata. Propone quindi di non diffondere la registrazione a tutti, ma solo il verbale ufficiale. La registrazione potrebbe circolare tra i presenti ed eventualmente nella mailing list dei referenti.

 

Marco Zamberlan: durante i coordinamenti, tutti sanno di essere registrati. Se qualcuno non lo vuole, si ferma la registrazione. Concorda sulla questione della privacy, perché la mailing list generale non è mai stata rivista e raggiunge moltissime persone. Potremmo mettere le registrazioni nella parte riservata dal sito. Sarebbe anche opportuno chiedere a tutte le Reti di fornire l’elenco aggiornato degli indirizzi e-mail attivi, per “scremare” la mailing list.

 

Sergio Ferrera: nella gestione della mailing list e nella trasmissione di verbale e registrazioni, sarebbe suffi-ciente usare il buon senso. Altrimenti rischiamo di stare ore a discutere su queste cose.

 

Monica Armetta: sarebbe semplice risolvere il problema, incaricando qualcuno di occuparsi della cosa. La registrazione potrebbe essere messa nella parte del sito protetta dalla password. All’inizio di ogni inter-vento, chi non desidera essere registrato, potrebbe semplicemente dirlo.

 

Francesco Fassanelli: chiede se sia possibile vedere quante persone ascoltano la registrazione.

 

Fulvio Gardumi: non è possibile perché viene inviata via e-mail.

 

Angelo Ciprari: non sarà a Roma a gennaio, per cui non sarà possibile organizzare in quella data il coordina-mento a Roma.

 

Si decide di verificare la disponibilità di Sasso Marconi: se ne occuperà la segreteria

 

Si decide che, per questo coordinamento, la registrazione sarà inviata solo ai presenti ed alla mailing-list dei referenti

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

  1. Prossimi coordinamenti.

 

  • 23/24 Novembre Pistoia
  • 25/26 Gennaio Sasso Marconi (?)
  • 7/8 Marzo Sezano

 

°°°°°°°°°°°°°°°°°

  1. Valutazioni sul seminario di Sasso Marconi e possibilità di organizzare un seminario giovani sullo stesso tema.

 

Fulvio Gardumi: La valutazione del seminario di Sasso Marconi è stata, in genere, positiva. Si era detto di far seguire eventualmente al seminario nazionale quelli regionali ed un seminario giovani. I tempi per i seminari regionali sono ormai troppo ristretti, vista la necessità di dedicarsi all’organizzazione del Convegno nazionale. E’, invece, opportuno lavorare alla preparazione del seminario giovani.

 

Monica Armetta: rispetto al seminario giovani è stata consultata la commissione giovani, perché al termine del seminario di Sasso Marconi era emersa da parte di un ragazzo di Salerno la volontà di lavorare a livello locale su queste tematiche. L’idea era quella di fare un progetto pilota, da proporre a tutte le Reti. Oggi la commissione giovani propone che le Reti locali invitino qualche giovane a partecipare al prossimo coordinamento di novembre, per creare un progetto comune, da realizzare all’interno delle varie realtà locali. Sarebbe interessante far incontrare, all’interno del coordinamento, i giovani con i partecipanti del viaggio a Gaza.

 

Interviene via Whatsapp Lucia Capriglione. Ieri si è sentita con Mariella Borelli, per risolvere i problemi logistici durante il coordinamento di Pistoia. Nel frattempo il progetto sarà sperimentato a Salerno. Lucia resta in linea per ascoltare i commenti

 

Maria Angela Abbadessa: è già stato predisposto uno schema su questo seminario (che viene allegato al verbale), per una sola giornata. Il lavoro sarebbe fatto parallelamente al coordinamento di Pistoia, con una sessione plenaria solo durante il report del viaggio a Gaza. La formazione sarebbe fatta da un informatico di Salerno

 

Lucia Capriglione: l’idea è che i partecipanti possano poi replicare lo schema sui propri territori.

 

Pierpaolo Pertino: si potrebbe ragionare in una logica di seminari diffusi, formando ragazzi che possano or-ganizzare incontri sui propri territori, eventualmente trovando relatori con l’aiuto della RRR.

 

Sergio Ferrera: non riesce a capire il tema del seminario, con particolare riguardo agli attacchi informatici. Non capisce cosa abbia a che fare con l’attività della RRR

 

Monica Armetta: il seminario dovrebbe dare strumenti per la decodificazione dell’informazione. Poi si tratta di capire come calarlo nella realtà della RRR. Il compito delle Reti locali è quello di individuare 1 o 2 ragazzi che possano partecipare al prossimo coordinamento. Si potrebbe pensare ad un sostegno economi-co da parte della RRR.

 

Pierpaolo Pertino: tutti i condizionamenti politici passano attraverso questi strumenti. Se riusciamo a for-nire a dei ragazzi gli strumenti critici, facciamo un buon lavoro.

 

Lucia Capriglione: nella proposta ci sono anche strumenti pratici per poter agire

 

Marco Lacchin: La controinformazione è una delle attività storiche della RRR, per cui il tema del seminario è centrato. Vede, invece, problemi logistici, perché i liceali al sabato mattina hanno lezione e fine novem-bre è già un periodo per loro impegnativo

 

Fabio Corletto: questi temi sono appannaggio dei tecnici. Pare arduo formare qualcuno che vada a parlare di queste cose. Nei seminari decentrati deve esserci un tecnico informatico.

 

Lucia Capriglione: è possibile anche abbassare un poco il livello per rispondere alle esigenze dei ragazzi.

 

Marco Zamberlan: l’idea del coordinamento di Pistoia era quella di creare un gruppo di ragazzi da formare in via approfondita: i liceali non sono un target adatto.

 

Lucia Capriglione: I formatori non possono essere così piccoli

 

Pierpaolo Pertino: se si mette in piedi una cosa del genere, coloro che vanno a formarsi non devono necessariamente essere i relatori sul territorio, ma lavoreranno per cercare i relatori. Il discorso dell’estremamente tecnico è vero sino ad un certo punto.

 

Angela Vannucchi: non entra nel merito del seminario. Siamo sicuri che il 23 di novembre siamo in grado di proporre una cosa piccola ma significativa? Mancano i tempi tecnici. Per fare una cosa fatta bene ci voglio-no tempi più lunghi. Come si fa, ad esempio, a proporre la cosa alle Reti locali? A Pistoia la Rete di Salerno potrebbe organizzare un primo approccio.

 

Lucia Capriglione: si tratta di un esperimento che sarà fatto anzitutto la seconda metà di ottobre a Salerno.

 

Maria Picotti: a novembre il seminario di Pistoia sarebbe rivolto a chi andrebbe ad animare successivamente i seminari locali

 

Monica Armetta: l’idea di Claudio (ragazzo di Salerno) era quella di partire anche con piccoli numeri per sperimentare. Si potrebbe partire anche con una decina di ragazzi.

 

Sergio Ferrera: l’importante è che ci sia la domanda da parte di questi ragazzi, altrimenti è una scatola vuo-ta che noi adulti cerchiamo di riempire.

 

Gabriella Giometti: proprio perché non si tratta di una questione tecnica, l’incontro con chi ha fatto l’esperienza a Gaza potrebbe essere particolarmente utile.

 

Beniamino Favaro: questo Claudio ha già una proposta pronta?

 

Fulvio Gardumi: illustra la proposta di Claudio pervenuta alla segreteria dalla Rete di Salerno. Aggiunge che anche la Rete di Trento aveva deciso di proporre un seminario giovani sui temi delle nuove tecnologie informatiche ed aveva già individuato una sede e avviato collaborazioni con altre associazioni locali interessate all’argomento. Però, di fronte alla proposta di Salerno, di più facile realizzazione, ha preferito rinunciare, anche perché consapevole della difficoltà di far arrivare a Trento il sabato studenti delle superiori di tutta Italia. La proposta di Lucia Capriglione è invece percorribile, perché mira a formare dei formatori ed è rivolta prevalentemente a giovani più grandi di quelli delle superiori. A Trento si pensava di orientarsi sui giovani del biennio e del triennio delle superiori. Verrà comunque fatto un seminario per gli studenti di Trento. Quello proposto da Salerno invece potrebbe essere l’inizio di un discorso della Rete con i giovani. Cominciamo con la fase sperimentale

 

La commissione giovani è incaricata di concretizzare questa proposta.

°°°°°°°°°°°°°°°°

 

  1. Prossimo convegno nazionale: data, sede e argomento.

 

Fulvio Gardumi: legge alcuni interventi arrivati via mail:

  • Caterina Perata: propone di mantenere Trevi, curando l’amplificazione audio e creando più spazi espositivi e più tempi vuoti. Titolo “Reti Radié Resch”, con riflessione sull’identità che si lascia. Eliminazione dei gruppi di lavoro a favore di audiovisivi e spazi condivisi;
  • Carla Grandi: propone di tornare anche su temi già trattati in precedenza. Altrimenti riflessione su cli-ma sociale di stanchezza delusione ed incattivimento (Tonino Perna, Guido Viale, De Rita). Ampio spazio ad alcuni che operano contro questo disfacimento con i fatti. In alternativa “Cosa vuol dire per noi aiutiamoli a casa loro” (Cecil Kyenge, Water for Life …). Dubbi sulla logistica di Trevi

 

Maria Angela Abbadessa: anche per Castelfranco Veneto, Trevi è una logistica troppo complicata. Sarebbe preferibile cercare località situate sulle principali direttrici ferroviarie. Quanto all’argomento da proporre, ritiene inevitabile il tema dell’ambiente e dei cambiamenti climatici (Moira Millan, testimone mapuche, ha fatto incontri pubblici molto partecipati in Veneto sul tema).

 

Angela Vannucchi: Complimenti a Carla Grandi per la lucidità delle proposte, su cui concorda. E’ importante riflettere su delusione, stanchezza ed incattivimento, non solo in politica ma ovunque. Ad esempio, esiste tutto uno studio sull’economia solidale, sull’opportunità di dedicare un anno della propria vita agi altri (servizio civile più o meno obbligatorio). Anche Caterina fa osservazioni interessanti, perché non riusciamo mai ad incontraci come Reti ed un momento ludico è importante. Le proposte di Caterina sulla metodologia sono apprezzabili. In subordine, si potrebbe parlare di un convegno sulla politica in senso lato.

 

Beniamino Favaro: Il tema dei cambiamenti climatici è all’ordine del giorno per tutti. Noi abbiamo una ricchezza di testimoni in grado di darci una lettura di questo tema nella chiave della solidarietà. Nei pros-simi 20 anni si prevedono in Africa 120 – 150 milioni di profughi per la desertificazione. I giovani di “Fridays for future” stano facendo una mobilitazione straordinaria e dobbiamo tenerne conto

 

Sergio Ferrera: tra un mese c’è il Sinodo sull’Amazzonia, voluto dal Papa. Gli indigeni nel mondo sono il 5% della popolazione ma conservano l’80% della biodiversità. Dovremmo anche pensare di contattare referenti dei nostri progetti chiedendo anche a loro quali sono i temi di cui parlare al Convegno. Altro tema da trattare è l’abbassamento del livello culturale della nostra popolazione.

 

Angelo Ciprari: Non crede che sia il caso di cambiare la forma del convegno, anche se sarebbe possibile “al-leggerirlo” un po’. Per favorire le relazioni fra le Reti, già più volte ha proposto vacanze degli amici della Rete, che sarebbero molto più centrate sulla conoscenza reciproca. Forse sarebbe il caso che chi conosce strutture in grado di ospitare le vacanze della RRR, le proponga. Per l’argomento del Convegno, è convinto che non dobbiamo affrontare i problemi che altri gruppi anche più importanti affrontano. Oggi non sta a noi affrontare il tema dell’ambiente. Dobbiamo orientarci verso temi che altri non affrontano. Uno di questi è la politica, che ormai viaggia solo sui talk show. Un tema che non viene affrontato da nessuno è quello di guerre, pace e non violenza

 

Marco Lacchin: la sede Trevi resta l’unica possibile tenendo conto della necessità di contenere i costi e del-le implicazioni etiche della scelta. Sinora non abbiamo trovato un’alternativa valida. E’ favorevole ad af-frontare il tema dei cambiamenti climatici, utilizzando le risorse offerte dai nostri testimoni e cercando di proporre delle soluzioni pratiche percorribili.

 

Angelo Ciprari: prima dell’ultimo convegno ha fatto una vasta ricerca per un’alternativa a Trevi. Dobbiamo decidere quanto deve costare il Convegno: tutte le ipotesi prese in esame avevano costi elevati sia per i partecipanti sia per i servizi a carico della RRR. A Trevi è mancato il car sharing: mancava sia la richiesta di passaggi da parte di chi non aveva l’auto che l’offerta da chi l’aveva. Nel passato ci eravamo lamentati della spesa eccessiva per il convegno. Nell’ultimo abbiamo speso poco meno del precedente, con anche la pre-senza del seminario giovani. Per far arrivare i testimoni, occorre inviare con largo anticipo gli inviti; poi de-vono arrivare le risposte rapidamente, in modo da fare le prenotazioni per tempo e trovare così prezzi non troppo alti. Occorre poi riuscire ad organizzare gli incontri dei testimoni sul territorio.

 

Silvestro Profico: Le cose dette sono tutte giuste. Aggiungerebbe l’argomento della politica che è un grande tema ma ha una sua centralità e coinvolge anche gli atri temi. La personalizzazione della politica è arrivata a livelli paurosi e neppure ce ne siamo accorti. Tema: “Politica, democrazia, movimenti”. Tutti gli altri temi stanno dentro questo.

 

Gianni Pettenella: Quello che dice Silvestro è quello che facciamo sempre, ma non è questo che può essere il tema del Convegno. Come sempre al Convegno non faremo tutto. Potremmo dare più spazio ai momenti che Caterina suggerisce. I testimoni non possono parlare solo al Convegno ma devono circolare. Vanno considerati i costi. Punta Nord a Rimini non ha più la sala convegni. Possibile anche collaborare o cooperare con altri soggetti

 

Piergiorgio Todeschini: Vorrebbe tentare di mettere insieme quattro cose già circolate e che stanno bene insieme. La prima questione è quella del cambiamento globale che è il tema massimo che minaccia l’esi-stenza della nostra specie ed ha un’evidente priorità. La secondo parola è il bisogno di coscientizzazione perché tutti (non nella RRR) ne abbiamo una percezione scarsa. La terza cosa è che chi si è accorto in ter-mini fortemente politici della necessità di agire, sono i giovani (la politica risponde poco e male). Ultima parola è la politica. Quindi, cambiamento globale, presa di coscienza, giovani, politica.

 

Roberto Viale: è favorevole al discorso dell’ambiente, anche se il rischio è quello di andare a inseguire la moda. Questo discorso ha il vantaggio di segnalare una certa differenza della RRR che ha un punto di vista privilegiato nell’esperienza dei nostri progetti. Il secondo vantaggio è quello di provare ad incontrare i gio-vani.

 

Pierpaolo Pertino: Ha parlato con Caterina Perata e dietro la sua mail c’è tutta una sensibilità da conside-rare. E’ necessario sfrondare la RRR da alcune sovrastrutture, puntando ai discorsi essenziali che per lei si fondano sulla relazione. Inoltre, tutto ciò che costa un convegno, viene sottratto ai progetti. Quando abbia-mo fatto la verifica dello scorso convegno era uscita la necessità di organizzare il nuovo convegno in colla-borazione con le realtà che operano sul tema.

Sull’argomento, Piergiorgio lo ha anticipato. Come Rete di Celle Varazze era stata fatta una cena di sensi-bilizzazione sui Mapuche. Il discorso dell’ambiente, se lo si sceglie, richiede un taglio preciso per non ca-dere nell’ovvio. Chiede lo sforzo profetico di cercare di vedere le cose in prospettiva futura. Un taglio po-trebbe essere quello del legame culturale con la natura dei Mapuche, che sono i primi a pagare le conse-guenze del cambiamento climatico. Il discorso politico deve essere visto in una logica profetica: così non è se ci occupiamo della politica italiana. Allora dovremmo parlare di nuove architetture politiche come quella che ha portato alla Brexit e di come possiamo difenderci da esse.

 

Antonio Vermigli: Ha ascoltato cose interessati e forse dovremmo invitare Papa Francesco al Convegno. Quando sente parlare di politica rimane perplesso, perché pensiamo solo alla nostra politica e non si fa un’analisi di politica globale. Forse bisognerebbe dare un taglio nuovo di coscientizzazione, chiedendoci quanti soldi dà l’Europa ai governi per bloccare i rifugiati e perché questi soldi non sono investiti per progetti in loco. Teme che noi analizziamo le cose partendo dal nostro status quo mentre dovremmo cercare di sintetizzare le cose che ha ascoltato per rovesciare la nostra analisi e metterci in discussione.

 

Maria Picotti: Vuole aggiungere il tema della liberazione, parola che starebbe molto bene assieme ai di-scorsi già fatti da varie persone, anche per conservare la nostra visione profetica. Potremmo chiederci cosa significa oggi, per noi, interrogarci sui percorsi possibili di liberazione. I soldi meglio spesi dalla RRR sono quelli per far venire qua le persone che ci hanno fatto da maestri. Gli argomenti sono tutti molto collegati: si può partire da molte angolature, purché i temi escano dalla carne viva delle persone. In questo ci stareb-be anche il discorso di Caterina Perata. Se quel discorso viene fatto solo tra noi è pericoloso, se viene fatto con gli occhi di chi vive nel sud del mondo, può essere fruttuoso. Dobbiamo capire il modo e l’angolatura giusta: non si deve parlare di numeri e di dati.

 

Pierpaolo Pertino: la coscientizzazione che c’è stata sui Mapuche è stata data dal viaggio della RRR in Pa-tagonia.

 

Maria Teresa Bertoldi: è chiaro che la ricerca delle cause, per quanto difficile, è molto importante. Segnala che in aprile a Firenze è stato fatto, in occasione dei 70 anni della Nato, un convegno NGNN (No Guerre – No NATO), di cui si possono trovare le varie relazioni, in particolare quella di Michel Chossudovsky, sul sito Pandora TV.

 

Ermanno De Biasio: occorre affrontare il discorso dell’ambiente globale, visto dai nostri testimoni. E’ un aspetto che viene dalla testimonianza data da Moira Millan. E’ rimasto colpito dall’approccio all’ambiente dei teologi della liberazione: lo considerano più importante di quello della giustizia sociale.

 

Maria Anita De Ambrogio: occorre avere la coscienza del limite. Il nostro convegno non può risolvere i pro-blemi del mondo. In questo momento la inquieta la difficoltà di essere consapevoli che i problemi sono tutti interconnessi. Bisogna esserne coscienti. Non si può parlare di tutto, ma è necessaria la consapevo-lezza. Siamo privilegiati perché abbiamo i nostri testimoni, rispetto ai quali non dobbiamo fare una que-stione di soldi. Il fatto di dare la parola a queste persone, perché ci raccontino questa situazione di politica globale dal loro punto di vista, è importante. Ha trovato interessante anche la proposta di coinvolgere que-ste persone sulla scelta dei temi del Convegno. Per invitare i testimoni, i soldi sono il problema minore: quello vero è il visto. Opportuno decidere al più presto anche la data del Convegno.

 

Elvio Beraldin: Non ha capito il messaggio di Caterina Perata. Il nostro prossimo Convegno dovrebbe tener conto del momento politico, anche per i nostri progetti. In questo senso, sono particolarmente importanti quelli scolastici. In questa prospettiva, le testimonianze sono indispensabili.

 

Sergio Ferrera: Non si ritrova nelle parole di Moira Millan. Dovremmo imparare a valorizzare anche la no-stra cultura. C’è il rischio che noi ci diamo continuamente addosso.

 

Monica Armetta: Non ha le idee chiare sul tema, ma nel convegno vede un’opportunità di riflessione che le permetta di modificare qualcosa nella propria vita. Trova che il filo conduttore che è emerso è quello della comprensione e coscientizzazione per un cambiamento e ciò deve passare dalla relazione che noi abbiamo con i nostri testimoni. Potrebbe essere utile per noi e per i nostri giovani, fermarci a capire e conoscere meglio le realtà dei nostri testimoni. Va valorizzata la richiesta di Caterina di dare importanza alla relazione. Insiste che la conoscenza tra noi ed i nostri testimoni deve essere reciproca. Anche il discorso sull’ambien-te soggiace a tutto questo: il cambiamento deve partire dalla conoscenza della problematica. In questo i giovani che partecipano ai “Fridays for Future” devono essere uno stimolo ed un’occasione di confronto.

 

Fulvio Gardumi: legge un breve intervento di Lucia Capriglione sul tema del convegno, in cui si auspica che la Rete affronti con l’aiuto dei testimoni le cause dei problemi che stiamo vivendo: come si esce dall’individualismo, quali comunità costruire, quali economie alternative. Come relatori suggerisce Antonietta Potente e l’economista Luigino Bruni. Fulvio Gardumi propone poi di affrontare il discorso della data. Un’ipotesi è il ponte 24 – 25 – 26 aprile, con pro e contro.

 

Si decide di fissare come data possibile il 17 – 18 -19 aprile. In alternativa, in caso di indisponibilità del-l’albergo, 8 – 9 – 10 maggio

°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

  1. Prossime circolari.

 

  • Ottobre: Roma;
  • Novembre: Castelfranco Veneto;
  • Dicembre: Celle – Varazze e Torino;
  • Gennaio: Varese;
  • Febbraio: Genova;
  • Marzo: Segreteria.

°°°°°°°°°°°°°°°°

 

SABATO 21 SETTEMBRE – SERA

 

  1. Situazione Bilancio.

 

Marta Bergamin: relaziona sulla situazione attuale del bilancio. Le relative stampe sono allegate al verbale.

Le entrate del 2019 sono positive: se guardiamo l’ammontare mese per mese dell’autotassazione, è in linea con lo scorso anno, se non in lieve aumento. Nella cifra indicata a bilancio ci sono anche i 12.000 € raccolti per l’emergenza Mapuche e l’importo di € 25.000 arrivato dalla Rete di Napoli. Non se ne è tenuto conto ai fini della comparazione.

I pagamenti ancora da effettuare sono meno di € 100.000. Vi è poi da chiarire la questione viaggi perché, a sua memoria, una parte dello stanziamento dei progetti Remigio Colombo e Case Verdi era stato dirottato a favore dei viaggi giovani, per 3 anni (5.000 € x 3 anni). Occorre, però, precisarlo sul verbale. Secondo le previsioni dovremmo trovarci a fine anno con un residuo un poco inferiore a quello dello scorso anno. Si tratta però di verificare se debbano essere effettuati i pagamenti a favore dei progetti I Cordai, Case Verdi, Donne Palestinesi ed Eduposan.

A grandi linee la situazione è economicamente sostenibile, anche se stiamo esaurendo i “tesoretti” degli scorsi anni.

A novembre sarà possibile essere più precisi sull’andamento dell’anno.

°°°°°°°°°°°°°

 

  1. Viaggio a Gaza.

 

Monica Armetta: Lucia Capriglione chiedeva di discutere a novembre del viaggio a Gaza, anche per valu-tare la prosecuzione del progetto o per la proposta di un nuovo progetto.

 

Pierpaolo Pertino: oltre a persone di Salerno, sono partite per Gaza anche persone di Savona. Arriverà una persona da Gaza sul territorio per cui sia a Salerno che a Savona si farà attività di coscientizzazione e di autofinanziamento.

 

Gianni Pettenella: c’era una grossissima difficoltà ad avere referenti stabili giù a Gaza, per cui vorrebbe ca-pire quali frutti ha portato il viaggio. Con quest’anno ci sarebbe un fondo di 15.000 € per i viaggi giovani e si tratterebbe di chiarire con quali criteri andrebbero distribuiti. Le Reti che propongono il viaggio dovreb-bero offrire una copertura precisa, garantendo che i giovani facciano formazione e restituiscano le espe-rienze sul territorio.

 

Angelo Ciprari: a questo punto, dobbiamo definire come, a chi e per che cosa dare questi contributi per i viaggi. Questo non è mai stato definito.

 

Marta Bergamin: bisogna fare chiarezza. Quando è stato approvato questo progetto, sull’onda dell’esito positivo del viaggio in Patagonia, si è optato per ridurre due progetti, destinando la differenza ai viaggi giovani. Poi non ci sono state altre occasioni di utilizzare il denaro, non è più stato precisato nulla. Ha inter-pretato che l’accantonamento è stato fatto per 3 anni.

 

Monica Armetta: La proposta era nata come offerta concreta a dei giovani, perché potessero toccare con mano la realtà delle operazioni. I criteri erano relativi alla coerenza del viaggio con le nostre operazioni e la disponibilità a portare una testimonianza al ritorno. Siccome l’apertura al mondo giovanile è piuttosto recente nella RRR, è normale che non ci siano ancora state tante proposte. Possiamo individuare dei criteri, ma aspetterebbe ancora un poco. A Torino si è iniziato a ventilare questa possibilità: la proposta potrebbe essere rinnovata.

 

Sergio Ferrera: concorda sul fatto che vada stimolata la domanda di viaggi.

°°°°°°°°°°°°°°

 

  1. Situazione progetto Lualaba.

 

Beniamino Favaro: riferisce sull’andamento del progetto Lualaba in Congo. La costruzione della scuola in muratura dovrebbe essere arrivata al tetto. Mostra alcune fotografie dei lavori in corso. Il progetto nasce su proposta del villaggio. La RRR lo finanzia dal 2014, ma vi sono state enormi difficoltà di relazione. Ciò ha creato al gruppo di Mogliano Veneto grandi difficoltà, per mancanza di relazione. Il contatto è stato, dunque, padre Richard che, pur essendo lontano, è riuscito a mantenere un flusso di informazioni.

Non si è voluto abbandonare il progetto perché la situazione di impoverimento in quei luoghi è grave.

Nel 2014 ci era stata presentata una previsione di bilancio attorno ai 19.000 $. Sono stati inviati in 3 tranches i 15.000 € che facevano parte del residuo dei vecchi lasciti. Ora ci è stato presentato il preventivo per il completamento dei lavori della scuola: occorrono 27.650 $ (25.000 – 26.000 €) da inviare in 3 tranches, a partire dal 2019. Dal 2017, tra l’altro, non è stato più inviato nulla.

Sono in attesa di sapere da padre Richard i tempi con cui queste spese debbono essere affrontate.

 

Gianni Pettenella: chiede che questa operazione triennale sia presa in carico dalla Rete, per un costo totale di circa 25.000 €. E chiede che ci sia una relazione con i referenti.

 

Sergio Ferrera: Sono già stati inviati 15.000 € e ne vengono richiesti altri 25.000 Bisognerebbe cercare di capire perché chiedono più soldi di quanti preventivati all’inizio. Poi bisognerebbe avere un preventivo fatto con le voci di spesa.

 

Angelo Ciprari: noi abbiamo visto le foto del progetto ma poi non abbiamo saputo se siano arrivati al tetto o no. Chiede quale sia la situazione complessiva della costruzione.

 

Monica Armetta: per correttezza nei confronti degli altri progetti, si potrebbe dividere la somma in 3 tran-ches, assicurando la somma per due anni e lasciando in sospeso il terzo, come per gli altri progetti approvati recentemente.

 

Marta Bergamin: E’ d’accordo con Monica. Capisce le perplessità ma, essendo stata in Africa e conoscendo le difficoltà, è comprensibile che non ci siano indicazioni attendibili. Non possiamo non continuare.

 

Marco Lacchin: chiede se questi importi siano già stati contabilizzati nella relazione di bilancio fatta prima.

 

Maria Angela Abbadessa: la somma non è contabilizzata, ma la decisione di trasformare l’operazione in ordinaria era già stata presa a Candriai, ma è stata sospesa in attesa di notizie.

 

Elvio Beraldin: al di là delle giuste richieste di Beniamino, voleva far notare che nei paesi dove operiamo c’è una situazione drammatica.

 

Si approva per €. 8.500 annui, a partire dal 2019, garantiti per i primi 2 anni e con riserva per il terzo.

°°°°°°°°°°°°°°°°

 

  1. Progetti in Armenia.

 

Tereza Sargsyan: riferisce sulla situazione dei progetti in Armenia. Come già scritto nella mail inviata nei giorni scorsi, è stata in Armenia per circa 2 mesi ed è stata, in particolare, 4 giorni a Tavush. Ha visitato tutti i progetti.

A Gyumri hanno ottenuto dei finanziamenti ed hanno iniziato a rinnovare gli spazi. Le apparecchiature sono state comprate con il nostro contributo e sono avanzati 700 €. Hanno in programma di finire la cucina e tra poco dovrebbero partire i corsi per i cuochi. Mancherebbe un forno per i pasticceri del costo di 5.500 €. Da stanziare ancora 4.800 €.

Ha visto un centro che funziona, in cooperazione con servizi sociali, comune ecc. I candidati ai corsi vengono segnalati dai servizi sociali, all’interno delle famiglie più povere. Il progetto consentirebbe ad 80 persone di iniziare il corso.

In città, a seguito del cambiamento del governo, ci sono segnali positivi. Questo governo tiene alla legalità e quindi si è ridotta la corruzione che dragava gran parte dei fondi. Sono state asfaltate le strade, c’è pulizia e sembra che le cose vadano meglio. Ci sono però anche pareri negativi sul governo, perché non prende posi-zioni forti contro chi si è arricchito illegalmente negli ultimi anni.

La situazione di tensione con l’Azerbaigian è invariata.

Anche Tavush vive con molte speranze. Le risorse naturali sono moltissime, ma la gente deve essere guidata. La funzione della diocesi è molto importante, trattandosi dell’unico punto di aggregazione. L’ultimo progetto finanziato era la macchina per il miele bianco, che è stata comprata

Spera che i progetti proseguano: Gyumri è più bisognosa di Tavush

 

Gianni Pettenella: lo scorso anno sono stati chiesti 2 finanziamenti annuali per circa 4.900 €.

 

Maria Teresa Bertoldi: il progetto di Tavush è chiuso, mentre bisognerebbe finanziare per un anno il progetto di Gyumri

 

Marta Bergamin: questi sono progetti che danno risultati. Ricorda, però, che parlando con Maria Rita Vella, anche lei deve presentare un nuovo progetto ed altri progetti arriveranno. Propone di esaminare anche gli al-tri, prima di prendere una decisione. Si tratta di un versamento da fare nel 2020 perché nel 2019 il versamen-to per l’Armenia è già stato fatto.

 

Sergio Ferrera: al di là del finanziamento, non abbiamo un grosso rapporto con i referenti in Armenia: biso-gnerebbe farli partecipare alla vita della RRR.

 

Marta Bergamin: prima di approvare questi progetti in Armenia c’è voluto molto tempo. Abbiamo inoltre la fortuna di avere la referente in Italia. Ci è stata data anche la possibilità di fare un viaggio in Armenia a vedere le cose di persona, ma nessuno ha aderito.

 

Maria Picotti: la richiesta di concludere gli aiuti con questo forno merita di essere approvata, perché ren-derebbe autosufficiente anche la scuola dei cuochi.

 

Angelo Ciprari: il progetto deve essere approvato

 

Si approva alla cifra di € 4.800 per l’anno 2020.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

DOMENICA 22 SETTEMBRE

 

  1. Proposta viaggio giovani in Bolivia.

 

Marco Lacchin: illustra la proposta di viaggio giovani in Bolivia per l’estate 2020 (vedi volantino anticipato via e-mail). Si tratta di un progetto nato in collaborazione con la parrocchia San Massimiliano Kolbe di Va-rese ma aperto a tutti. L’obbiettivo è di portare 10 – 15 giovani (18 – 25 anni) a fare un viaggio di conoscen-za in Bolivia, visitando il progetto della RRR a Cochabamba. Sono già stati presi anche contatti con Anto-nietta Potente.

Domenica 29 settembre il progetto sarà presentato a Varese e successivamente sarà fatto circolare anche nel-la mailing – list della RRR. Si chiede un contributo fino ad € 3.000, a seconda del numero dei partecipanti.

 

Maria Angela Abbadessa: a Pistoia il 24/25 novembre 2018 Fulvio Gardumi riferiva di avere ricevuto una mail dalla Rete di Udine, che confermava la disponibilità dei 3.000 €. Scalati dal loro progetto, per i viaggi giovani in generale. Non è chiaro se questa decisione riguardi un solo anno o 3 anni.

 

Marta Bergamin: quando si è deciso di chiedere a Udine si è meravigliata, perché, secondo lei, non era necessario. Per lei era chiaro che i 3.000 € per anno erano per i viaggi giovani in generale.

 

Maria Angela Abbadessa: il verbale di Roma di Gennaio 2017 riduce di 3.000 € il contributo al progetto Remigio Colombo, chiedendo la disponibilità di Giovanni Baroni a fare il formatore per i viaggi giovani e stanziando i 3.000 € a questo scopo. Poi, a Pistoia, questo contributo è stato sbloccato a favore di tutti i viaggi giovani.

 

Monica Armetta: una parte della somma dovrebbe essere stata utilizzata per il contributo a favore del viag-gio a Gaza organizzato dalla Rete di Salerno. La proposta era nata perché avevamo ridotto il contributo ai progetti che davano difficoltà, per dare spazio ai viaggi giovani. L’intenzione era quella di far diventare i viaggi giovani un’operazione della RRR, con le stesse calendarizzazioni delle altre. Anche in questo caso potremmo prevedere 2 anni con verifica il terzo.

 

Marta Bergamin: i 5.000 € indicati nel bilancio visto ieri, corrispondono ai 3.000 di Giovanni Baroni + i 2.000 € detratti dall’operazione Case Verdi.

 

Pierpaolo Pertino: i viaggi giovani dovrebbero diventare un’operazione, cosa che oggi non è. A questo fine, occorrerebbe stabilire anche dei criteri per decidere se e come concedere il contributo. Propone di partire da quest’anno con 2 anni + 1. L’altra cosa importante è stabilire da dove si ricavino i soldi per alimentare questo tipo di contributo.

 

Monica Armetta: come tutte le cose nuove, anche questa va “digerita”. La cosa era partita per sollecitare Baroni a creare un’opportunità di viaggio giovani e risollevare il suo rapporto con la Rete. Ora si tratta di ca-pire come vogliamo muoverci da adesso in poi: quanto, per quanti anni ed a quali condizioni.

 

Antonio Vermigli: Baroni è l’unico che manda costantemente relazioni sul proprio operato.

 

Piergiorgio Todeschini: la logica del dibattito dovrebbe partire dalla esplicitazione del perché si sia favore-voli o contrari a un progetto di questo genere. E’ favorevole a questo progetto perché proposto dalla Rete di Varese in collaborazione con un’istituzione sul territorio, rivolto ai giovani. Ora arriva un progetto che visita una nostra operazione e noi prima di tutto parliamo di soldi: non crede sia corretto. Occorre certamente mettere ordine nella questione viaggi giovani, ma prima prendiamo posizione su questo progetto. Finalmente c’è l’esecuzione pratica di quello che noi predichiamo da anni.

 

Maria Picotti: è d’accordo con Piergiorgio. Tutti siamo stati d’accordo sull’importanza che i giovani viag-gino e visitino i nostri progetti. Ora quella dei viaggi è una cosa sperimentata e assodata. Si tratta solo di sta-bilire con chiarezza i criteri. Questa forma di collaborazione con soggetti esterni potrebbe essere utilizzata anche a Verona

 

Angela Vannucchi: crede che il valore di un viaggio non vada messo in discussione. Si tratta di mettere a punto alcune cose. Un viaggio può essere fatto per l’80% dei giovani, ma non escludendo altri. Una piccola quota deve essere pagata dai giovani che devono poter fare un piccolo sacrificio economico. Poi ci deve essere una preparazione ed una restituzione

 

Monica Armetta: il viaggio a Gaza ha rispettato questi criteri

 

Pierpaolo Pertino: i viaggi sono viaggi e ognuno fa storia a sé, per cui non ha senso fissare un criterio percentuale di partecipazione tra giovani ed adulti.

 

Marco Lacchin: anche per il viaggio in Bolivia sarà chiesto ai giovani partecipanti di fare un percorso di pre-parazione e partecipare ad eventi di restituzione.

 

Beniamino Favaro: è giusto che un apporto sia dato anche dai giovani. Di solito ciò è sempre avvenuto. Oc-corre poi verificare le loro possibilità economiche. Propone di dedicare l’ultimo coordinamento di novembre alla narrazione dei viaggi giovani.

 

Elvio Beraldin: siccome alla fine c’è sempre un problema di soldi, chiede se tutte queste cose le facciamo in debito o c’è la copertura economica. Vedendo i conti, ha delle preoccupazioni anche alla luce del prossimo convegno. Da tanto tempo non facciamo venire i testimoni di Haiti e ci vorrebbe la disponibilità del coor-dinamento per farli venire.

 

Maria Angela Abbadessa: ieri, parlando del convegno, tanti interventi hanno chiesto di valorizzare i testimoni. E’ chiaro che il viaggio dei testimoni sarà almeno in parte a carico della RRR nazionale.

 

Gianni Pettenella: Propone di approvare un’operazione per gli anni 2019 e 2020 per € 5.000 annui, 3.000 € a favore del progetto viaggio giovani in Bolivia.

 

Angelo Ciprari: ci sono già dei fondi disponibili per i viaggi giovani.

 

Marta Bergamin: In bilancio sono stati accantonati 5.000 € per il 2017 ed altrettanti per il 2018 e il 2019. Fi-nora ne sono stati spesi solo 2.000 per la Palestina. I 3.000 € per la Bolivia sono già a bilancio, perché quanto non speso torna automaticamente in cassa. Per il futuro si potrebbe decidere anno per anno quanto stanziare.

 

Piergiorgio Todeschini: invita il coordinamento ad accogliere la proposta di Gianni e procedere oltre.

 

Monica Armetta: concorda con Marta rispetto al fatto di considerare questa come un’operazione da verifi-care anno per anno. Se a novembre ci fossero altre proposte, potrebbero già essere valutate.

 

Antonio Vermigli: i viaggi giovani sono fondamentali. A Quarrata hanno iniziato a farli 20 anni fa. Attualmente hanno una ragazza in Bolivia. La cosa importante è che lei ha lavorato in un agriturismo per pa-garsi le spese. Ci deve essere prima un lavoro di formazione. Dobbiamo dare solo un piccolo contributo per ogni giovane, in modo che loro si impegnino per finanziarsi e gli sembra che il progetto di Varese sia in que-sta prospettiva. Vorrebbe che questi viaggi facessero stare per il 90% del tempo nel progetto.

 

Baniamino Favaro: ciascuna Rete ha l’esigenza di visitare il proprio progetto. L’operazione viaggi giovani deve restare aperta per tutti i luoghi dove c’è un progetto

 

Monica Armetta: si impegna come Commissione Giovani a creare un documento in cui siano fissati criteri di aggiudicazione del progetto.

 

Ermanno De Biasio: è d’accordo con la posizione della tesoriera, per cui di anno in anno va fissata la di-sponibilità a seconda della situazione di bilancio.

 

Francesco Fassanelli: invita la Commissione Giovani a prevedere la possibilità di inserire facilitazioni ai giovani provenienti dai nostri progetti, per venire in Europa

 

Si approva l’operazione viaggi giovani, affidando la definizione dei criteri alla Commissione Giovani. Il Coordinamento fisserà di anno in anno la somma da stanziare per l’anno successivo. Per l’anno 2019 sono già stati stanziati 5.000 € di cui 2.000 € già impegnati per il viaggio a Gaza. I restanti 3.000 € vengono impegnati per il viaggio in Bolivia.

°°°°°°°°°°°°°°°

 

  1. Progetto Sergio Escudero.

 

Piergiorgio Todeschini: illustra il progetto Sergio Escudero, utilizzando fotografie che vengono proiettate.

Il progetto ha ad oggetto la “Formazione e capacitazione di giovani Mapuche sui diritti collettivi e sugli stru-menti giuridici relativi ai popoli indigeni”; è condotto dall’associazione regionale Mapuche Folilko. E’ stato approvato a marzo ed i soldi sono partiti in aprile-maggio: il progetto è cominciato subito, nonostante José Naim stesse male.

Al primo incontro svolo a Temuco il 1° maggio erano presenti 15 giovani, provenienti da varie comunità. Margot Collipal ha presentato i progetti realizzati in 21 anni di collaborazione con la RRR. I giovani hanno espresso il proprio apprezzamento. E’ stata anche ricordata la figura di Sergio Escudero.

La seconda riunione si è tenuta il 2 giugno, con lo scopo di conoscersi e lavorare insieme, condividere i ri-sultati. Sono stati presentati gli strumenti legali/giuridici e sono state richiamate le conoscenze mapuche, centrate sulla biodiversità. I giovani hanno ascoltato con interesse le indicazioni proposte. Sono stati ricor-dati anche i prigionieri politici (si rimanda al progetto triennale in corso).

La terza riunione si è tenuta il 3 agosto con un laboratorio sulla lingua Mapuche, condotto da un Lonko, un capo di Galvarino (spera non si tratti del Lonko della cui morte ha avuto notizia in questi giorni).

I giovani hanno manifestato l’interesse a proseguire il “corso” ed hanno fatto una proposta per il prossimo anno. Il Progetto Escudero è un progetto della Rete Nazionale, con la disponibilità a proseguirlo nella misura in cui la Rete di Brescia sia in grado di sostenerlo economicamente. In questo momento c’è una piccola base rispetto alla cifra di 4.000 € stanziata per lo scorso anno e la Rete di Brescia si sta adoperando per raccoglie-re ulteriori fondi e far proseguire il progetto.

Per quanto riguarda l’emergenza incendi, è in attesa di un’adeguata relazione finale da parte di José Naim, che, peraltro, tuttora non sta bene.

Per quanto riguarda l’andamento del progetto prigionieri politici, José sta già scrivendo un’altra relazione.

°°°°°°°°°°°°°°°

 

  1. Premio Serena Romagnoli.

 

Angelo Ciprari: la Rete di Roma ha accolto con piacere l’annuncio della borsa di studio intitolata a Serena Romagnoli (recentemente circolata via mail). Che la borsa venga elargita attraverso la Fondazione Basso, è un altro motivo di soddisfazione.

°°°°°°°°°°°°°°

 

  1. Convegno Nazionale.

 

Fulvio Gardumi: propone di concludere il discorso sul Convegno 2020, perché la tesoriera ha dovuto al-lontanarsi per un’urgenza e non è quindi possibile affrontare il tema del 5 per mille, che viene rinviato a no-vembre. Per il Convegno è necessario affrontare subito il problema sede. Occorre creare un piccolo gruppo di lavoro per trovare un’alternativa valida a Trevi. Altrimenti sarà necessario bloccare Trevi

Qui a Macerata c’è una bellissima sala da più di 500 posti, ma mancano sufficienti posti letto, per cui oc-correrebbe trovare altri alberghi. Un’alternativa valida potrebbe essere Loreto, che è una città facilmente raggiungibile e ha molte sale, ma i prezzi sono più alti.

 

Angelo Ciprari: occorre che il coordinamento fissi un limite di spesa per la pensione completa perché tutte le opzioni valutate la scorsa volta erano troppo costose. Tra l’altro, non si può fare un convegno appoggiandoci su alberghi distanti ed è necessario che ci sia vicino una stazione ferroviaria. Inoltre per i pasti è preferibile dividersi in più ambienti distinti, per consentire ai commensali di conversare senza essere sovrastati dal rumore eccessivo che si crea in una sala con 300 persone.

 

Fulvio Gardumi: Trevi costava 93 €. Qui a Macerata, ad esempio, il costo è di 110 €.

 

Maria Picotti: Lucia Capriglione si era già interessata per cui è opportuno coinvolgerla. Si chiede se sia possibile che a Roma non ci sia un posto adeguato.

 

Angelo Ciprari: a Roma non esistono posti economici. Bologna sarebbe il posto migliore, ma dobbiamo decidere quanto dobbiamo spendere, anche per la gestione dei saloni.

 

Marco Lacchin: chiede che Angelo e Lucia facciano parte della commissione, e di fissare € 100 come li-mite, con disponibilità di sala e servizi tecnologici a basso costo.

 

Pierpaolo Pertino: aggiungerebbe il fatto di avere una sala da pranzo abbastanza capiente e la possibilità di dormire nei pressi.

 

Elvio Beraldin: suggerisce che, al di là del posto, nel luogo del Convegno ci sia un gruppo della Rete.

 

Fulvio Gardumi: si è informato su Rimini: la Curia ha una bella sala che, però, è attualmente in ristrut-turazione, sicché non sarà fruibile per la prossima primavera.

 

Viene creata la commissione con Angelo Ciprari, Lucia Capriglione e Sergio Ferrera

 

Beniamino Favaro: non è possibile far convergere tutte le esigenze. Dobbiamo stare alle cose principali: in primo luogo la spesa. La riviera romagnola fuori stagione è ancora il posto più competitivo da questo punto di vista.

 

Fulvio Gardumi: sul tema del Convegno sono uscite molte idee, anche se la maggior parte dei presenti sembra orientata sul cambiamento climatico. E’ un’idea condivisa?

 

Daniela Tasso: quando ha conosciuto la Rete, si aveva un quadro chiaro della struttura del mondo. Adesso le cose sono profondamente cambiate. La domanda è: cosa possiamo fare in questo convegno per avere più chiarezza su dove sta andando il mondo, quali le strategie ed i meccanismi?

 

Silvestro Profico: ieri abbiamo fatto varie ipotesi. Crede sia opportuno decidere a novembre, coinvolgendo tramite il verbale anche chi oggi manca. Altro possibile tema è quello dei beni comuni.

 

Angela Vannucchi: il titolo deve essere deciso a novembre. Le parole più ascoltate in questi due giorni sono state: politiche, ambiente, coscienze, liberazioni, testimonianze. Oltre alle testimonianze chiederebbe esem-plificazioni in positivo.

 

Maria Picotti: ritornerebbe sulle parole chiave di ieri. Cambiamento globale, coscientizzazione e percorsi di liberazione. Attraverso le testimonianze dei nostri referenti là e qua.

 

Maria Cristina Angeletti: ha enucleato dal dibattito 5 possibili opzioni:

  • Le conseguenze delle scelte che non hanno fatto i popoli che subiscono i cambiamenti;
  • Politica globale e meccanismi di espulsione;
  • Liberazione nella visione profetica, ambienti, inquinamento globale e coscientizzazione;
  • Problema della politica globale con le ripercussioni sull’ambiente visto anche dalla parte dei testi-moni;
  • Tema dell’Enciclica “Laudato si”.

 

Claudio Sodini: vorrebbe richiamare al discorso sul perché facciamo il nostro convegno. E’ sempre stato collegato alle operazioni: non dobbiamo mai perdere di vista questo collegamento. Tutti gli argomenti si in-trecciano con i nostri progetti. Ultimamente tendiamo ad andare verso tematiche che, invece, non hanno que-sto tipo di collegamento.

 

Monica Armetta: quello che dobbiamo portarci a casa dal Convegno e le proposte che dovrebbero emergere (anche a favore di chi non fa parte della RRR) dovrebbero essere che tipo di cambiamento ci viene chiesto. Non subire il cambiamento ma diventare un cambiamento attivo, sulla base di una coscienza politica e so-ciale. Grazie anche al contributo dei nostri testimoni. Come RRR, pur tenendo saldi i principi per cui siamo nati, ci accorgiamo della necessità di adottare nuove strategie di comunicazione. E’ importante che ci si porti a casa qualche suggerimento su come cambiare.

 

Sergio Ferrera. la caduta della cultura patriarcale ha determinato questa crisi in tutto il mondo, con la caduta delle spinte di approfondimento esistenziale delle persone. Anche in Italia c’è meno coscienza dei problemi e meno voglia di affrontarli. Il tema del Convegno deve riguardare che mondo vogliamo e come si cambia il mondo. Tra di noi, nessuno ha realmente voglia di studiare e di approfondire questi temi.

 

Elvio Beraldin: la parola cultura è venuta fuori, come pure la parola politica. Vorrebbe entrare nel confronto scontro sulla realtà politico-sociale del momento. Occorre un’attenzione particolare sul discorso culturale etico. Ha preoccupazioni non indifferenti, perché il linguaggio corrente è “da Salvini”. Teniamo conto anche delle preoccupazioni che dà il sovranismo. Cita alcuni versi di Ndjock Ngana, poeta originario del Camerun, pubblicati dalla rivista  “Madrugada”, edita dall’associazione Macondo della Valbrenta: “Amare un solo amico, un solo padre, una sola madre, una sola famiglia, amare una sola persona è prigione”.

 

Pierpaolo Pertino: il titolo del convegno dovrebbe raccogliere tutto quello che è stato detto, partendo dal prendersi cura. Questa è la radice che accomuna un discorso politico, di ambiente, di socialità, di cultura. Il prendersi cura potrebbe essere declinato tanto sul grande quanto sul piccolo. Legato a questo, il tema della tenerezza.

 

Beppe Ghilardi. possibile titolo: Testimoni in un ambiente che cambia (resistenza disumana).

 

Gianni Pettenella: abbiamo materia per fare un convegno di 20 giorni. Occorre sintetizzare e cominciare ad essere concreti. Caterina Perata scriveva di abolire i gruppi di lavoro a cui siamo arrivati attraverso un travaglio finalizzato a coinvolgere maggiormente le persone. Il privilegiare i testimoni non deve andare nel senso di farne parlare 6 in mezza giornata. Quando parliamo di “politica”, di quale politica parliamo? Dobbiamo avere la consapevolezza di fare politica anche se tra noi ci sono persone che votano in modo diverso.

 

Silvestro Profico: la proposta sulla politica da lui fatta non si riferiva ai contenuti ma alla struttura istitu-zionale.

 

Beniamino Favaro: stiamo facendo una bella discussione ma dobbiamo stringere. Di sicuro non possiamo decidere oggi: dovremo farlo nel prossimo coordinamento, utilizzando questo lasso di tempo per uno scam-bio di idee.

 

Fulvio Gardumi: è d’accordo.

 

Monica Armetta: propone, per la prossima volta, che la segreteria faccia una proposta, riassumendo questi temi, sia in relazione al contenuto, che in relazione al metodo. Entro novembre tutti quelli che leggono pos-sono portare dei suggerimenti, di cui la Segreteria farà sintesi. Occorre anche chiedere chi propone testimoni ed in quali termini: occorre fare gli inviti per tempo, per contenere i costi del viaggio.

 

Renato Lapponi: premette che la politica è l’arte di fare le scelte. I giovani non conoscono la storia. Consi-derando che i giovani comunicano con i nuovi media e che le risposte politiche transitano dagli stessi mezzi, la RRR come vive questo momento, come facciamo ad inserirci? Occorre una formazione. Un titolo potrebbe essere come esercitare la resilienza moderna.

 

Fulvio Gardumi: accoglie l’invito di Monica e Beniamino a utilizzare il verbale per stimolare nella Rete una riflessione, a partire da ciò che è stato discusso per arrivare a proposte di temi e titoli. La segreteria manderà una sintesi di quanto emerso in modo da arrivare a Pistoia con idee più chiare. Le singole Reti potrebbero proporre testimoni, spiegandone l’utilità per il Convegno. Infine, si dovrà tener conto dell’invito di Caterina a dare maggiori possibilità di interagire tra di noi.

°°°°°°°°°°°°°°°

 

  1. Varie ed eventuali.

 

Fulvio Gardumi: sintetizza i risultati del progetto Schutzhütte-Binario 1 di Bolzano, presentato al coordinamento di Candriai, al quale la Rete di Verona e la Rete di Trento hanno contribuito. Il report sul progetto è contenuto in una pubblicazione di 32 pagine che sarà inviata via mail alle Reti e alle persone che la richiederanno. Il progetto si è concluso nella parte per cui ci era stato chiesto aiuto (una casa nella quale ospitare i profughi di categorie vulnerabili in transito sulla rotta del Brennero). In 14 mesi è stata data ospitalità a 128 persone, provenienti da 21 paesi diversi, tutti appartenenti a categorie vulnerabili.

La casa era stata messa a disposizione da un imprenditore di Bolzano. Metà dei costi del progetto sono venuti dalla Chiesa Evangelica tedesca. L’altra metà da associazioni, tra cui la RRR, che viene pubblicamente ringraziata nel report finale. Il contributo dato non figura nel bilancio della Rete nazionale perché è stato versato direttamente dalla Rete di Trento.

Il progetto continua, non più con la casa (che è stata restituita al proprietario) ma con le altre attività di supporto prestate finora (corsi di lingua, accompagnamento ai servizi socio sanitari, ricerca alloggio e lavoro, difesa legale, ecc.) per cui non ci è più richiesto il nostro contributo.

 

Maria Cristina Angeletti: per la Palestina vuole segnalare che come il gruppo di Macerata è stato contattato un frate francescano di Grottammare, che fa parte della Custodia di Terra Santa. Potrebbe fare da tramite per un eventuale nuovo progetto della Rete.

 

Daniela Tasso: lo ha sentito parlare una domenica e si è accorta che ha una visione del problema palestinese simile a quella della RRR. Per questa ragione lo hanno incontrato ed hanno potuto verificare che ha una co-noscenza chiara e completa del problema. Un progetto potrebbe essere contribuire alla spesa per la sostitu-zione dei serbatori dell’acqua sui tetti delle case. Un’altra possibilità è investire per formare artigiani nella lavorazione del legno e della pietra.

 

Fulvio Gardumi: in novembre la Rete di Salerno relazionerà sul viaggio a Gaza e dovrebbe presentare un nuovo progetto. Se non dovesse avvenire, si potrebbe pensare a queste proposte e valutare la loro fattibilità.

 

Francesco Fassanelli: la Custodia di Terra Santa è una grossa entità che riceve contributi da moltissime realtà religiose. Bisognerebbe richiamarci al principio che la RRR sostiene progetti che non sono sostenuti da altri enti.

 

Chiusura coordinamento ore 12.30

 

°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

SINTESI DELLE DECISIONI ASSUNTE DAL COORDINAMENTO

 

  1. Per questo coordinamento, la registrazione sarà inviata solo ai presenti ed alla mailing-list dei referenti

 

  1. Prossimi coordinamenti:
  • 23/24 Novembre Pistoia
  • 25/26 Gennaio Sasso Marconi (?)
  • 7/8 Marzo Sezano

 

  1. Incarico alla Commissione Giovani di predisporre la proposta per un seminario parallelo al coordinamento di Pistoia (23/24 novembre) per un piccolo numero di giovani sui temi del seminario nazionale.
  1. La data del Convegno Nazionale 2020 è fissata nei giorni 17 – 18 -19 aprile. In alternativa, in caso di indisponibilità dell’albergo, si individuano i giorni 8 – 9 – 10 maggio.

 

  1. Approvazione progetto Lualaba (Rete Castelfranco Veneto) per € 8.500 annui, a partire dal 2019; garantiti per i primi 2 anni e con riserva per il terzo.

 

  1. Approvazione del progetto per l’acquisto di un forno per la scuola cuochi di Gyumri, alla cifra di € 4.800 per l’anno 2020.

 

  1. Approvazione dell’operazione viaggi giovani, con affidamento alla Commissione Giovani della definizione dei criteri di accesso ai contributi. Il coordinamento fisserà di anno in anno la somma da stanziare per l’anno successivo. Per l’anno 2019 sono già stati stanziati 5.000 €, di cui 2.000 € già impiegati per il viaggio a Gaza. I restanti 3.000 € vengono impegnati per il viaggio in Bolivia.

 

  1. Creazione di una commissione per l’individuazione di un luogo alternativa a Trevi per il Convegno nazionale, composta da Angelo Ciprari, Lucia Capriglione e Sergio Ferrera.

 

  1. La segreteria opererà una sintesi delle proposte emerse e di quelle che perverranno via mail sul tema del convegno e presenterà una propria proposta al prossimo coordinamento.

CIRCOLARE NAZIONALE, SETTEMBRE 2019 A CURA DELLA RETE DI CASALE MONFERRATO

Carissimi tutti,
la nostra lettera non può che partire dalle riflessioni sviluppate nel corso del seminario di Sasso Marconi (L’informazione ai tempi del web, 18-19 maggio 2019). Abbiamo avuto conferma dalle relazioni che alcuni eventi cruciali stanno modificando il nostro modo di vivere. Ne cito alcuni, senza pretesa di esaustività:
• La “convergenza digitale” potenziale di tutti gli oggetti di vita quotidiana in collegamento con l’uso sempre più invasivo dello smartphone.
• La profilazione della popolazione sulla base delle abitudini informatiche di ciascuno e la creazione di banche dati (i cosiddetti “Big Data”) utilizzabili per promuovere prodotti commerciali, ma anche per influenzare gli elettori in prossimità delle elezioni
Sul piano politico un passato recente ha visto il diffondersi del mito della tele-democrazia, attraverso forme di partecipazione diretta e individuale (non mediata dagli organismi rappresentativi, sempre più screditati), supportata da un sottostante ideale di un dialogo universale fra le culture. Tuttavia questo ideale deve tener conto di alcune tendenze di fatto che paiono andare in direzione opposta.
• I cittadini non hanno ampliato la loro partecipazione, se non quella legata ad interessi di nicchia, talvolta importanti politicamente, ma spesso limitati da un atteggiamento di contrapposizione a qualche grande opera o qualche grande evento, dunque con caratteristiche di territorialità ridotta.
• Le barriere fra gruppi nazionali e sociali non sono state colmate, anzi paiono approfondirsi con l’affermazione di movimenti identitari e sovranisti
• Il dibattito politico fa leva sempre di più su casi mediatici e sull’enfatizzazione delle emozioni. Le persone si coinvolgono, talvolta ingenuamente, attorno ad eventi simbolici (contrassegnati da amore/odio a prima vista), caratterizzati dal primato dell’immagine o del filmato, in un contesto in cui tendono a scomparire tutti i discorsi di approfondimento.
• Ne consegue la progressiva fragilità dei modelli di mediazione centrati su qualche forma di pensiero competente: intellettuali, anche prestigiosi, moltiplicano appelli, ma vengono spesso scherniti e contrapposti ad urlatori di piazza nei dibattiti televisivi. L’assenza di un dialogo informato, basato su stampa autorevole e indipendente, diventa l’humus su cui si sedimentano varie forme di populismo.
• L’opinione pubblica tende a frammentarsi in sottogruppi auto referenziali. I talk show televisivi diventano spesso cassa di risonanza per linguaggi estremizzati e contrapposti (che hanno una continuità esasperata con i cosiddetti “hate speech” veicolati ed amplificati dai social).
Da questo quadro emerge una democrazia sempre più fragile:
• Il personale politico è spesso delegittimato ed è visto con un certo disprezzo dalla maggioranza della popolazione. Il dibattito politico si accentra con sempre maggior frequenza attorno a brevissime battute di pochi leader che sembrano interpretare le tendenze popolari, ma spesso sono guidate da sondaggi preconfezionati.
• La democrazia del voto appare sempre più manipolabile e molte persone non vanno più a votare se non vengono richiamate da qualche evento mediatico. Le campagne elettorali sono spesso falsate da notizie emozionali enfatizzate ad arte e da messaggi tendenziosi rivolti a sottogruppi di elettori individuati grazie alle tecniche di profilazione informatica.
• Si rafforza la tendenza a distruggere la credibilità di coloro che tentano una conciliazione o una sintesi. Emerge il sospetto che alcune informazioni siano manipolate in modo da aizzare i progressisti gli uni contro gli altri. Mai come oggi l’area progressista è divisa e frammentata in numerose correnti, spesso in forte polemica fra loro.
Si tratta di linee di tendenza complesse, a cui non è facile dare una risposta. Fedeli al nostro ambito di piccoli gruppi di testimoni nella Rete possiamo impegnarci a riproporre costantemente il rapporto con la realtà, al di là delle manipolazioni emozionali basate su un numero esiguo di esempi. Si tratta di un compito serio ed anche severo, che recupera la sobrietà del linguaggio, nella consapevolezza che non esistono verità a senso unico, ma che la problematicità del reale e la vicinanza con chi soffre sono le vere linee di crescita di una condivisione politica.
Il cosiddetto “Decreto sicurezza bis” approvato ai primi di agosto sembra andare in direzione opposta. Da una parte il rafforzamento del mito della sicurezza come obiettivo politico, dall’altra la colpevolizzazione delle ONG, che accomuna nell’opinione pubblica i salvataggi in mare e le iniziative di solidarietà, tutte viziate da “buonismo” e da ingenuità, quando non direttamente colpevoli di attentare ai valori della nostra cultura.
Nel suo appello don Ciotti sottolinea che tutto ciò avviene nel più totale disprezzo dei trattati internazionali che anche l’Italia ha ratificato e che impongono anche al nostro Paese di prestare soccorso ai naufraghi e alle persone in difficoltà. Da sacerdote ricorda che quei principi esprimono lo spirito del Vangelo, cioè accogliere gli oppressi e i discriminati, denunciare le ingiustizie, costruire una società più umana a partire da questo mondo. Non nega la difficoltà di governare il fenomeno migratorio ma conclude: “Questo decreto sicurezza non è un segno di governo ma di una gestione cinica del potere, tramite mezzi di cui la storia del Novecento ci ha fatto conoscere gli esiti tragici: la rappresentazione della vittima e del debole come nemico”.
Resta più che mai necessario in questo momento ribadire l’esortazione “restiamo umani” di fronte al moltiplicarsi delle parole di odio. Non perché “buonisti”, ma perché consapevoli che l’umanità autentica è ancora da costruire, prima di tutto in noi stessi, lasciando aperta la porta dell’accoglienza.
Resta vivo e vitale il messaggio della Rete, soprattutto dove ci chiede di saper accogliere l’altro nella sua diversità, cercando di obbedire alla sua “verità”, provando a metterci in un atteggiamento di ascolto e provando a liberarci dalle precomprensioni che a volte ci inducono a selezionare solo una parte.
Aggiungo alcune suggestioni raccolte da un convegno in memoria di don Gino a Casale Monferrato.
• Ribadire il nostro no a coloro che pretendono di essere gli unici portatori di verità e che sono responsabili di una stagione politica sempre più povera di contenuti e sempre più attardata in dibattiti su argomenti marginali.
• Riscoprire la dimensione dell’aver cura come la dimensione fondamentale della vita, legata alla percezione della mancanza, della esigenza di un completamento e dell’impegno per mettere al riparo altri da ciò che è di ostacolo al loro completamento, mantenendo la gratitudine per ciò che ci è stato donato.
• Ritrovare l’impegno nella costruzione della comunità a partire da noi stessi. Il filosofo Plotino parlava di una statua interiore che ciascuno di noi scolpisce nella sua vita per sottrazione, togliendo di tanto in tanto qualche frammento inutile.
Con questa circolare il gruppo di Casale è vicino a quanti cercano di comprendere questi tempi lontani dalle sensibilità in cui è nata e cammina la Rete. Un abbraccio fraterno a TUTTI.