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Circolare nazionale Aprile 2018

CIRCOLARE NAZIONALE DI APRILE 2018 – Rete Radiè Resch di Castelfranco Veneto

Dal dramma del popolo congolese:
NON UN GRIDO DI DISPERAZIONE MA UN GRIDO DI RIVOLTA

“Siamo tutti pieni di gratitudine perché ci sappiamo supportati da voi e questo ci dà la forza di andare avanti. Volevo dirvi due parole per quanto riguarda la situazione attuale del Congo: la situazione è di grande sofferenza, dal punto di vista sociale il popolo non ha mai vissuto così male prima dei giorni di oggi. Oltre a questa sofferenza generalizzata, c’è la crudeltà del potere. Il popolo che non ce la fa più è riuscito ad alzarsi e dire di no alla dittatura, dire di no ai massacri, a dire di no a tutto quello che il potere sta facendo per impedire ogni presa di parola. È così che i cristiani, laici principalmente sostenuti dai sacerdoti, dalle religiose e dai religiosi hanno organizzato delle manifestazioni pacifiche per richiamare il governo e chiedere a chi è al potere di rispettare l’accordo di S. Silvestro. L’accordo che è stato firmato alla fine del 2016 con la mediazione della Chiesa perché è l’unica via che permette al paese di uscire dalla violenza, di trovare una via di uscita pacifica. Per questo i cristiani stanno organizzando delle manifestazioni pacifiche per chiedere la democrazia, per chiedere la organizzazione delle elezioni, per chiedere la pace e una vita dignitosa. Purtroppo in ogni occasione c’è stata una risposta crudele del potere. Il 31 dicembre 2017 c’è stata la prima manifestazione, la risposta del potere è stata la violenza nel sangue, hanno ucciso, hanno ferito, hanno sequestrato, hanno portato via, imprigionato dei cristiani che non avevano niente in mano se non la loro Bibbia, la croce e il rosario e stavano pregando. In quella occasione i poliziotti hanno profanato anche le chiese per creare un vero e proprio disastro. Questa è una situazione terribile che stiamo vivendo. Il 21 di gennaio 2018 è stata organizzata una seconda marcia e la risposta è stata uguale, c’è una crudeltà che non si capisce, si risponde con la violenza, ma grazie a Dio i cristiani sono più determinati di prima. Domenica 25 febbraio è stata programmata un’altra manifestazione pacifica e la protesta si sta allargando in tutte le Provincie. I cristiani sono determinati a chiedere lo stato di diritto. Questo è il grido del popolo e noi siamo grati al Santo Padre che ha programmato una giornata di preghiera per il popolo del Congo e del Sud Sudan, questi popoli stanno soffrendo fuori misura, sono bagnati di sangue. Sapete bene che in Congo da 20 anni a questa parte abbiamo avuto già 10 milioni di morti e ogni giorno ci sono dei morti. All’est del paese c’è una situazione di guerra permanente, stranieri entrano, uccidono e scappano, vogliono sterminare la popolazione. E oggi all’ovest del paese sono arrivati allevatori stranieri con migliaia di mucche che stanno distruggendo tutte le risorse di un popolo povero che vive dell’agricoltura, che non riesce più a ricavare i prodotti dai campi per questi allevatori armati e protetti dal potere. E’ una situazione drammatica che porta il popolo congolese a gridare, non è un grido di disperazione, questo è un grido di rivolta! Un popolo che non ce la fa più, chiede dignità, chiede umanità e chiede ai fratelli e alle sorelle cristiani degli altri paesi, degli altri continenti di sostenerlo affinché si possa fermare questo fiume di sangue. È il grido del sangue innocente di milioni di congolesi e del Sud Sudan. Noi sappiamo che voi siete con noi, e questo ci dà la forza, per questo vi ringraziamo sinceramente e vi chiediamo di continuare a pregare per noi perché abbiamo bisogno della forza e della speranza. Noi non vogliamo morire, noi vogliamo vivere, vogliamo andare avanti nonostante tutto. Aiutateci, gridate con noi, chiedete ai vostri governi di smettere con lo sfruttamento cieco delle risorse del Congo. Chiedete alle vostre multinazionali di smettere con lo sfruttamento delle risorse del Congo. Chiedete ai vostri dirigenti e ai vostri governi di smettere con il traffico delle armi che semina solo morte e sangue. Noi sappiamo che voi siete con noi e che anche voi state soffrendo nel vedere i massacri, le violenze e le ingiustizie che sta subendo il nostro popolo. Aiutateci a fermare questa spirale di violenza.
Grazie a tutti, pace e bene a tutti. Anche noi vi portiamo nella nostra preghiera.”

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