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Circolare nazionale Maggio 2019

Maggio è il mese dei diritti dei bambini

Cari amiche e amici, è incredibile quante siano le guerre attualmente nel mondo e quanto incidano sulla vita dei bambini: uno su cinque vive in aree di conflitto, precisamente il 90% dei bambini yemeniti, il 70% di quelli siriani, il 60% dei bambini somali, come dice il manifesto che ho riportato sopra. I più vulnerabili non sono protetti dagli orrori della guerra e questo è un affronto alla nostra umanità. E’ ora che i governi capiscano che non riuscire a proteggere i più vulnerabili è il fallimento di qualsiasi politica. Da Anna Frank ai bambini di oggi sono sempre loro a subire le guerre dei grandi; per non parlare di quelli arruolati, armati e costretti a combattere nonostante la tenera età. Elenco alcuni dei punti caldi nel mondo:Africa: Punti Caldi: Burkina Faso (scontri etnici), Egitto (guerra contro militanti islamici), Libia (guerra civile in corso), Mali (scontri tra esercito e gruppi ribelli), Mozambico (scontri con ribelli RENAMO), Nigeria (guerra contro i militanti islamici), Repubblica Centrafricana (scontri armati tra musulmani e cristiani), Repubblica Democratica del Congo (guerra contro i gruppi ribelli), Somalia (guerra contro i militanti islamici di al-Shabaab), Sudan (guerra contro i gruppi ribelli nel Darfur), Sud Sudan (scontri con gruppi ribelli)Asia: Punti Caldi: Afghanistan (guerra contro i militanti islamici), Birmania-Myanmar (guerra contro i gruppi ribelli), Filippine (guerra contro i militanti islamici), Pakistan (guerra contro i militanti islamici), Thailandia (colpo di Stato dell’esercito Maggio 2014)Europa: Punti Caldi: Cecenia (guerra contro i militanti islamici), Daghestan (guerra contro i militanti islamici), Ucraina (Secessione dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk e dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk), Artsakh ex Nagorno-Karabakh (scontri tra esercito Azerbaijan contro esercito armeno e esercito del Artsakh (ex Nagorno-Karabakh) Medio Oriente: Punti Caldi: Iraq (guerra contro i militanti islamici dello Stato Islamico), Israele (guerra contro i palestinesi nella Striscia di Gaza), Siria (guerra civile), Yemen (coalizione guidata dall’Arabia Saudita contro i ribelli Houthi) Americhe: Punti Caldi: Colombia (guerra contro i gruppi ribelli), Messico (guerra contro i gruppi del narcotraffico), Cile ( oppressione del popolo Mapuche vittima della negazione della propria identità oltre ad essere defraudato delle sue risorse naturali), Venezuela ( crisi politico-militare fra Maduro e Guaidò- due presidenti nello stesso  Stato), Brasile (Bolsonaro guerra agli indios dell’Amazzonia ritenuti ostacoli al sistema finanziario speculativo di cui egli è il portavoce)

TOTALE:

Totale degli Stati coinvolti nelle guerre 69

Totale Milizie-guerriglieri e gruppi terroristi-separatisti-anarchici coinvolti 822

Una buona iniziativa: Ripresa congiuntamente da “Rete italiana per il Disarmo”, “Sbilanciamoci!” e “Rete della Pace” la nuova fase di mobilitazione (che nelle prossime settimane vedrà concretizzarsi diverse iniziative a livello nazionale e territoriale) che ha come obiettivo la richiesta al Governo e al Parlamento dello stop definitivo della partecipazione italiana al programma Joint Strike Fighter. Un impegno che, dopo i primi 4 miliardi già spesi e almeno 26 velivoli già acquisiti o in produzione, costerà, se confermato, almeno altri 10 miliardi di euro, destinati ad aerei d’attacco e con capacità nucleare.“Oggi abbiamo fatto un appello ai Parlamentari di tutti gli schieramenti: dite basta a questa scelta insensata a problematica presentando e discutendo entro l’estate una Mozione per il blocco definitivo e completo del programma JSF”, ha commentato Giulio Marcon, coordinatore della campagna “Sbilanciamoci!.”“Le organizzazioni della società civile  hanno rilanciato la “mobilitazione NO F-35” chiedendo di destinare tali fondi a necessità più urgenti per l’Italia: welfare, lavoro, istruzione, diritti, ambiente. I soldi che si dovrebbero  spendere per gli F-35 nei prossimi 10 anni si potrebbero invece investire in: 100 elicotteri per l’elisoccorso in dotazione ai principali ospedali, 30 canadair per spegnere gli incendi durante l’estate, 5.000 scuole messe in sicurezza a partire da quelle delle zone sismiche e a rischio idrogeologico, 1.000 asili nido pubblici a favore di 30.000 bambini oltre a 10.000 posti di lavoro per assistenti familiari nel settore della non autosufficienza. Rilanciare la campagna contro l’acquisto dei cacciabombardieri F-35  è importante perché è  ora di dire basta a queste scelte che tolgono risorse allo sviluppo sostenibile e ai reali bisogni del Paese, e non fanno altro che alimentare la corsa al riarmo, a nuove guerre, a nuove dittature. E’ ora di costruire la pace con l’economia di pace e con la difesa civile e nonviolenta, con il rifiuto della guerra e con la messa al bando delle armi nucleari. Dobbiamo garantire l’accesso ai diritti fondamentali e universali a tutte le persone, perciò il Parlamento deve ascoltare e scegliere da che parte stare: dalla parte dei bisogni del paese e della pace o dalla parte dell’industria bellica? Tra il 2019 e il 2020 anche il nostro Paese dovrà decidere se sottoscrivere un contratto di acquisto pluriennale, diverso dagli acquisti annuali flessibili che sono stati condotti finora,  per cui siamo allo snodo fondamentale: dopo tale passaggio non sarà più possibile tornare indietro e risparmiare alcun euro, anzi il continuo lievitare dei costi ci costringerà ad aumentare anche i fondi attualmente stanziati.  Consideriamo che nella seconda parte del 2018 sono stati almeno 6 i nuovi contratti sottoscritti dall’Italia in prosecuzione all’acquisto di lotti  di F-35. I documenti della Difesa (come il DPP 2018) confermano  che anche il Governo Conte – così come gli Esecutivi precedenti – ha firmato contratti che configurano l’acquisto di nuovi aerei  spendendo  centinaia di milioni di denaro pubblico!!
Maria Cristina Angeletti

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