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Verbale coordinamento Roma 26 e 27 Gennaio 2019

SINTESI VERBALE COORDINAMENTO NAZIONALE Rete Radiè Resch
ROMA
26/27 GENNAIO 2019

SABATO 26 GENNAIO – POMERIGGIO

 

 

Partecipanti al coordinamento:

SEGRETERIA: Fulvio Gardumi, Maria Angela Abbadessa, Maria Cristina Angeletti.

CAGLIARI: Pierpaolo Loi; CASALE MONFERRATO: Beppe Ghilardi; CASTELFRANCO VENETO: Marta Berga-min, Ermanno De Biasio; CELLE/VARAZZE: Enrico Vallarino, Valeria Marcato, Pierpaolo Pertino; FIRENZE Francarosa Bianchi; MACERATA: Gianni Baldassarri; MILANO: Ercole Ongaro; MOGLIANO VENETO: Gianni Colleoni, Daniela Duzioni; PADOVA: Francesco Fassanelli, Fabiano Ramin; PESCARA: Silvestro Profico, Agnese De Nardis; PISA-LUCCA-VIAREGGIO: Giorgio Gallo; QUARRATA: Mariella Borelli, Sergio Lomi, Mariateresa Bertoldi; ROMA: Angelo Ciprari, Clotilde Buraggi Carla Consiglio, Lucia Agrati, Giacinta Carnevale SALERNO: Rafaella Gugliotti, Giovanni Esposito  TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan; UDINE: Toni Peratoner, Maria Grazia Visintainer VARESE: Marco Lacchin.

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Ore 14.55 : Inizio lavori.

Fulvio Gardumi: saluta i presenti ed apre il coordinamento.

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  1. Sintesi decisioni precedente coordinamento.

Maria Angela Abbadessa: riassume le decisioni assunte allo scorso coordinamento di Pistoia, come da foglio allegato. Aggiunge che gli adempimenti burocratici relativi alla nomina del Portavoce sono stati effettuati e che è stata pure completata l’adesione alla Re.Co.Sol. (Rete Comuni Solidali)

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  1. Assemblea straordinaria dei soci della Rete Radié Resch.

Ad ore 15.05 ha inizio l’assemblea straordinaria dei soci della Rete Radié Resch, come da separato verbale, che si allega in copia al presente.

L’assemblea termina ad ore 17.55.

Alla ripresa dei lavori Clotilde BURAGGI dà lettura di un proprio articolo pubblicato nel 2008 sulla rivista “Il Margine”, in tema di sfruttamento a fini politici della paura per il diverso.

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  1. Seminari regionali.

Fulvio Gardumi: invita a riprendere il discorso già avviato durante il coordinamento di Pistoia, sui prossimi Seminari. Occorre stabilire tema, date luoghi e relatori. Si erano ipotizzati 3 Seminari: nord-ovest, nord-est e centro-sud. Si potrebbe valutare, invece, l’idea di non fare 3 Seminari locali con uno conclusivo, ma di fare un Seminario nazionale introduttivo che “lanci” i 3 locali. A Sezano si potrebbe fare in una giornata il coordinamento e nell’altra il Seminario.

Pier Pertino: perdiamo un poco la possibilità di sintesi del lavoro dei Seminari regionali. E’, però, possibile dare un filo conduttore dall’inizio

Monica Armetta: si potrebbero fare entrambe le cose. A Sezano fare il lavoro di preparazione, poi fare i 3 Seminari macroregionali, terminando con un momento a settembre di restituzione. In questo modo, la re-stituzione finale sarebbe più organica. Sarebbe opportuno che i Seminari siano propedeutici al futuro con-vegno, anch’esso incentrato sulla comunicazione.

Marco Lacchin: si potrebbe invitare qualcuno a parlare al coordinamento di Sezano, per introdurre il tema del Seminario, utilizzando la relazione come spunto per i successivi Seminari.

Clotilde Buraggi: come tema si potrebbe pensare al fatto che 30 – 40 persone detengono una gran parte della ricchezza del mondo.

Pier Pertino: il tema era già stato delineato nello scorso coordinamento e riguardava le modalità della comu-nicazione, negli aspetti tecnici, con i relativi pregi e difetti.

Fulvio Gardumi: si era impegnato a sentire un docente dell’Università di Milano, giurista di formazione e giornalista pubblicista: Giovanni Ziccardi. Ha tenuto recentemente un corso su giornalismo, hacking e politica, nel quale ha presentato le opportunità delle nuove tecnologie applicate all’informazione, ma anche i rischi, derivanti soprattutto dall’utilizzo poco chiaro dei profili degli utenti della rete e dalla possibilità di violare siti istituzionali e di mettere in pericolo la sicurezza di intere nazioni. Cita le parole di Tim Cook, capo di Apple, il quale ha dichiarato alla conferenza Ue sulla privacy che “oggi l’uso dei dati personali degli utenti Internet è stato reso un’arma con efficienza militare”. L’esempio dell’elezione di Trump è emblematico sia del condizionamento, sia della difficoltà di capire l’effetto dell’uso dei nostri dati personali.

Ha chiesto la disponibilità del Prof. Ziccardi a fare una trattazione meno tecnica dello stesso tema al nostro Seminario. Nella trattazione potrebbe entrare anche qualche proposta di rilettura critica.

In conclusione, la relazione del Prof. Ziccardi potrebbe fare da volano ai Seminari regionali. Lui ha già dato una disponibilità di massima per il coordinamento di Sezano.

Pier Pertino: aggiungerebbe, come motivo di riflessione, il fatto che le modalità con cui vengono usati questi strumenti, condizionano anche la modalità di svolgimento della politica. C’è una sorta di democrazia di rete che rende tutte le opinioni uguali a prescindere da preparazione ed autorevolezza. Spesso l’ignoranza è con-siderata una virtù perché significa estraneità alla “casta”. Baricco racconta che già 20 anni fa vedeva a Tokio o New York ragazzi che giravano con il telefonino in mano, quasi fosse una propaggine del corpo. Ciò cam-bia totalmente la visione del mondo

Silvestro Profico: il suo pallino è la democrazia, che al momento si trova ai mini storici. Si potrebbe mettere insieme comunicazione e democrazia.

Giorgio Gallo: occorre capire meglio quale sia l’approccio corretto. Se quello sociologico, quello economico (recentemente una professoressa di Yale ha pubblicato un testo sul capitalismo della sorveglianza), quello giuridico. Poi c’è il problema del significato della democrazia, in questa situazione. Un ulteriore tema che si potrebbe affrontare è l’uso che noi facciamo dei media e della rete: come fare ad utilizzarli bene per filtrare le informazioni giuste ed evitare condizionamenti.

Fulvio Gardumi: Frei Betto ha detto che gli stessi meccanismi utilizzati per l’elezione di Trump sono stati utilizzati anche nelle elezioni brasiliane. Betto sostiene che l’influenza sempre crescente di questi dati avvantaggia le campagne elettorali delle destre, che possono permettersi questi strumenti molto costosi.

Giovanni Esposito: una parte del Seminario dovrebbe essere dedicata a insegnarci quali sono le tecniche uti-lizzate per formare le opinioni delle persone, le tecniche di disinformazione.

Carla Consiglio: Si ricollega a quanto detto da Giovanni. In un recente incontro di sociologi è stato spiegato che Casaleggio è stato un membro importante di una multinazionale dedita alle tecniche di manipolazione dell’opinione politica delle persone. Ora Salvini ha superato i 5 stelle nell’uso dei social. Questa tecnica di costruzione delle opinioni è distruttiva della democrazia. Sulla manipolazione dei dati è stato costruito un business economico. Vero che noi dovremmo imparare a capire il web, ma noi, come la massima parte della popolazione, difficilmente saremmo in grado di farlo.

Marco Lacchin: il tema è troppo ampio e richiede delle scelte. Di certo, l’informatica giuridica che insegna Ziccardi non ha nulla a che vedere con questo argomento. Probabilmente le tecniche di manipolazione del consenso e gli strumenti critici sono due facce della stessa medaglia. Si potrebbe pensare ad una relazione al coordinamento sulla prima faccia e un Seminario sulla seconda

Francarosa Bianchi: i cattivi hanno imparato a servirsi di questi strumenti. I buoni forse impareranno. Noi come ci inseriamo in questo processo? Anche per ragioni di età. Lavoriamo per noi o per dare queste capaci-tà ad altri? La signora che fa le pulizie a casa sua dice che Salvini ha detto le cose che lei ha sempre pensato.

Pierpaolo Loi: il tema è amplissimo. Basterebbe pensare che i bambini in passeggino già manipolano il cel-lulare. Dobbiamo chiederci come fare resistenza perché il mondo sta vivendo questa realtà. Noi siamo fuori dal mondo digitale. Utilizzando a livello di strategia mondiale questo sistema, si manipolano le opinioni; co-me resistere?

Monica Armetta: molto dipende da coloro ai quali ci vogliamo rivolgere. Per noi va bene una occasione di formazione di base durante il coordinamento. Se i Seminari si aprono alla realtà giovanile, che fa resistenza a queste analisi, sarebbe utile provare a toccare con mano come siamo manipolati. Opportuno invitare qualcuno che ci dimostri come ciò avvenga.

Pier Pertino: la sensazione è che a noi manchi un passaggio. Se vogliamo coinvolgere i giovani nei Seminari, dobbiamo trovare figure molto giovani per parlare loro. A noi manca la consapevolezza che il mondo è cambiato. Non sono cambiate solo le regole del gioco ma è cambiato il gioco e noi non ce ne rendiamo conto. I giovani hanno occhi diversi dai nostri e vedono la realtà in un altro modo. Dovremo prendere in considera-zione questa realtà. Questa rivoluzione non è passata da un sistema filosofico ma dalla pratica, dall’uso degli strumenti.

Clotilde Buraggi: è più facile guadagnare con le cialde di caffè che con il caffè sciolto. Poche persone al mondo hanno capito che si può manipolare il mondo attraverso tecniche nuove che non conosciamo. Dob-biamo capire come funziona questo meccanismo, che arricchisce poche persone. Prima di tutto, servirebbe un sociologo che ci spieghi questi meccanismi. Bisognerebbe anche cercare di capire se ci sono dei modi per usare questi nuovi sistemi, ma in modo critico. E’ fondamentale individuare un modo di intervento sulla realtà.

 

Giorgio Gallo: stiamo affrontando un tema complesso, che non conosciamo. Non mettiamoci nell’ottica del-la resistenza, che è un’ottica negativa. C’è stato un cambiamento completo che non sarà necessariamente ne-gativo. Dobbiamo cercare di capire il cambiamento. Stiamo anche attenti a non perdere di vista cosa sta die-tro la realtà.

Enrico Vallarino: Ieri sera ha sentito che Zuckerberg sta pensando di unificare Facebook, Whatsapp ecc. in un’unica piattaforma.

Silvestro Profico: Il primo obiettore cattolico di Roma si presentò alle elezioni comunali con lo slogan “Dalla parte degli ultimi”, ed infatti è arrivato ultimo. Bannon da dove trae i sodi? Qualcuno lo finanzia

Francesco Fassanelli: il tema è complesso, ma noi da che parte stiamo: dalla parte dei social network o da al-tre parti? Si può anche evitare di usarli.

Fulvio Gardumi: noi siamo in un mondo che dipende da queste tecnologie, non ha molto senso rimanere fuori.

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SABATO 26 GENNAIO – SERA

  1. Seminari regionali (segue).

Fulvio Gardumi: visto che il tema è molto complesso, un’ipotesi è quella di invertire l’ordine, facendo un Seminario della durata di un giorno e mezzo che poi verrebbe declinato nelle singole Reti, anche, eventual-mente associate. Lo si potrebbe fare centralizzato a Fiesole, invitando almeno due relatori. Poi le singole Re-ti potrebbero decidere come approfondire. La data potrebbe essere ad aprile – maggio.

Giorgio Gallo: l’esperienza precedente di Seminari “robusti” è stata abbastanza ricca, consentendo di ascol-tare, discutere e lavorare in gruppo. Poi le singole Reti possono diffondere i contenuti.

Angelo Ciprari: per un’opzione di questo genere, bisogna bloccare subito la sede.

Fulvio Gardumi: i Seminari centralizzati del passato hanno lasciato un segno nella memoria di molti di noi. Anche Rimini sarebbe un’opzione comoda. Si dovrebbe, però, pensare a qualche altro nome, che fornisca una relazione di taglio diverso.

Clotilde Buraggi: si potrebbe tenere presente anche suo figlio, Pietro Masina.

Pier Pertino: andrebbe definito il target. Bisogna capire se questa cosa diventi un’occasione per coinvolgere giovani. In questo caso, anche i relatori debbono essere adeguati ad un certo tipo di linguaggio. Il Seminario dovrebbe, a questo punto, andare a sostituire il coordinamento di giugno. Il lavoro a livello locale dovrebbe collocarsi a settembre, facendo slittare di una settimana il coordinamento di settembre.

Ercole Ongaro: se si fa un Seminario di un giorno e mezzo, forse sarebbe il caso di lasciar perdere i suc-cessivi Seminari locali

Daniela Duzioni: linguaggi e percorso per noi e per i giovani possono essere gli stessi, anche su questo tema.

Toni Peratoner: in un giorno e mezzo oltre alle relazioni c’è molto spazio per il lavoro di gruppo, per cui non sarebbe necessario un successivo momento locale.

Angelo Ciprari: dovendo spingere per avere nuove forze nella Rete, potremmo ipotizzare un Seminario gio-vani collaterale al nostro.

Fulvio Gardumi: potrebbe funzionare perché i docenti universitari sono abituati a parlare ai giovani. Si po-trebbero alternare i momenti.

Pierpaolo Loi: questo potrebbe essere riduttivo, per cui sarebbe meglio mescolare giovani e vecchi.

Monica Armetta: se decidiamo di dare questa impostazione, è duro coinvolgere altre realtà, che potrebbero essere coinvolte nella dimensione macroregionale. Ci concentreremmo sulla Rete. Per i giovani, è possibile prevedere momenti separati. Come interlocutore, dal punto di vista dei giovani, più che insegnanti vedrebbe personaggi che loro seguono e parlano il loro stesso linguaggio. Opportuna una data a maggio.

Marco Zamberlan: conosce bene le tecniche utilizzate perché lavora nell’informatica. Non c’è una possibi-lità di interscambio di conoscenze con i ragazzi. C’è tutto un linguaggio per chi è avvezzo alle tecnologie. Non è d’accordo a fare un Seminario insieme. Si possono immaginare due percorsi con obbiettivi diversi. I ragazzi hanno altri obbiettivi: forse quello di conoscere come le tecnologie possono migliorare la nostra esi-stenza. Alla fine del percorso si arriva allo stesso punto: come questi strumenti possono essere riconosciuti e come noi possiamo usarli. Alla fine, il punto di incontro dovrebbe essere sul tema della democrazia.

Marco Lacchin: due relatori, uno sull’analisi del problema ed uno sulla verifica critica. Due relazioni ed un laboratorio misto.

 

Pier Pertino: il nostro approccio deve portarsi dietro la nostra storia, che è quella della relazione con il diver-so. Noi abbiamo davanti, per certi aspetti, dei marziani. Nel nostro DNA c’è il tentativo di capire altre cultu-re. Possiamo provare a farlo anche con i giovani. Non dobbiamo demonizzare lo strumento, che ha lati po-sitivi e negativi. Per i ragazzi, la tecnologia non è uno strumento ma un’estensione di sé. L’incastro dei due percorsi deve essere assolutamente diverso nella prima parte. Il terreno comune è l’aspetto riguardante i lati critici della questione che i ragazzi non comprendono. Potrebbe essere un bel servizio per loro. Farse, però, prima dobbiamo imparare a conoscere i lati positivi.

Francarosa Bianchi: se non è fatto in due tempi potremmo portare il Seminario a settembre – ottobre

Ercole Ongaro: propone 8 – 9 maggio

Angelo Ciprari: a maggio ci sono solo due fine-settimana utili (11-12 o 18-19), per cui occorre, prima di tutto, bloccare il luogo. Poi la commissione potrà continuare a lavorare.

Pier Pertino: sta leggendo “The Game” di Baricco, libro che, con una metafora geologica, spiega come certi fatti abbiano creato tutto l’universo in cui noi ci muoviamo. Per noi potrebbe essere un buon linguaggio.

Il coordinamento decide di creare una commissione con Marco Zamberlan (che potrebbe introdurre l’argomento al Seminario), Fulvio Gardumi, Giorgio Gallo, Pier Pertino + un giovane.

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DOMENICA 27 GENNAIO

 

  1. Esame e discussione progetti in scadenza e nuovi progetti.

Seminando l’amore come il mais – Ecuador – Rete di Spresiano

Fernanda Bredariol: ha scritto alla segreteria di sospendere per ora la discussione su chiusura o continua-zione del progetto, in attesa che la Rete di Spresiano riesca ad acquisire tutta la documentazione necessaria per fare una proposta

Eduposan – Argentina – Rete Noto – Pozzallo

Maria Rita Vella: ha scritto alla segreteria, riferendo che la realizzazione del progetto con i finanziamenti versati è ancora in corso e ci vorrà qualche mese prima della conclusione. A progetto concluso saranno fatte eventuali nuove richieste.

MST – Scuola Florestan Fernandez – Brasile – Rete di Roma

Benedetta Malavolti (figlia di Serena Romagnoli): esiste un comitato di sostegno a livello nazionale che ap-poggia il MST. Nel comitato romano ci sono una decina di persone (lei ne fa parte dalla fondazione, nel 1997).

Il MST è uno dei più importanti movimenti sociali sudamericani, che coinvolge circa un milione di persone. Lotta per la riforma agraria e per una società più giusta in Brasile. Il movimento conta circa un centinaio di cooperative agricole ed è presente in quasi tutti gli stati del Brasile. Il movimento è sotto attacco da parte del governo, con l’ascesa al potere di Bolsonaro, presidente di estrema destra, sostenitore della dittatura.

La scuola Nazionale Florestan Fernandez è nata nel 2005 con il sostegno, fin dall’inizio, della Rete. E’ una scuola di formazione politica dei militanti, a livello nazionale. Il Movimento punta molto sull’istruzione ed ha aperto molte scuole, aperte a tutti, negli insediamenti.

Nella scuola Florestan Fernandez si formano, invece, gli adulti, provenienti da tutto il Brasile e dal Sud America.

Anche dopo la scomparsa di Serena Romagnoli, il comitato continua a lavorare. Ne fa parte anche Claudia Fanti, giornalista del Manifesto. Continua a mantenere i contatti con il movimento

L’operazione in corso è particolarmente importante in questo momento, per la situazione politica del Brasile. In ogni caso, istruzione e formazione sono fondamentali per i senza terra. In questo momento, chiunque si opponga a questa ondata conservatrice è in pericolo.

La scuola ha natura residenziale ed ospita gli studenti (c’è anche un asilo per i figli) che ottengono il vitto ed i materiali di studio. Il 30 – 31 marzo è previsto un incontro europeo dei comitati di appoggio, per discutere della richiesta di aiuto politico ed economico del MST.

Il denaro della Rete serve per sostenere le spese di vitto, alloggio e trasporto degli studenti. La richiesta di rinnovo è di €. 8.000 per tre anni

Vari interventi a favore del rinnovo del progetto, con richiesta di maggiore coinvolgimento della Rete.

Angelo Ciprari: critica la personalizzazione dei progetti ed in particolare di quello dei Sem Terra. La Rete è stata utilizzata sostanzialmente come soggetto pagatore, senza avere la possibilità di mettersi in relazione con il MST. Spesso la Rete non veniva neppure invitata o informata degli eventi. Chiede maggiore coin-volgimento anche, eventualmente, attraverso il coinvolgimento del gruppo di Bolzano attivo nell’accoglien-za ai migranti.

Clotilde Buraggi: nella sua parrocchia c’è un grosso gruppo di giovani a cui Benedetta e Lucia potrebbero parlare in un evento organizzato.

Lucia Agrati: ha fatto viaggi in Brasile, visitando anche insediamenti del MST. Entrando in un insediamento c’era una foto del 10°annivarsario dalla fondazione, con una foto di Alberto e Serena.

Dopo la morte di Serena, ha ripreso il suo testimone e vorrebbe essere il contatto tra la Rete e l’associazione di sostegno al MST. Accoglie le richieste su un maggiore giro di testimoni. Non crede che il progetto di MST sia stato personalizzato da Serena. Non è vero che non ci sono le possibilità di fare viaggi e di portare giovani.

Benedetta Malavolti: l’associazione sta cercando di attrezzarsi per l’informazione e di renderne partecipe an-che la Rete. Se c’è l’esigenza di un maggiore contatto, ben venga. Se fosse possibile far partire una cam-pagna europea, la Rete potrebbe essere coinvolta.

Fabiano Ramin: Angelo esprime un disagio relativo al collegamento tra la Rete di Roma e il comitato di so-stegno dei Sem terra. Non è d’accordo sul fatto che questo scarso collegamento sussista anche a livello na-zionale. Che questo non sia un progetto della Rete è tutto da discutere. Tra l’altro ai nostri convegni sono ve-nuti spesso i Sem Terra.

Marco Lacchin: si potrebbe pensare che il comitato proponga un viaggio per i giovani della Rete, utilizzando i fondi stanziati dalla stessa Rete a questo scopo.

Toni Peratoner: Crede che per la sovrabbondanza di notizie, ci sia un po’ di disattenzione sulle cose. In realtà, le notizie del MST arrivano nella nostra mailing list. Quando venivano in Italia militanti Sem Terra, Serena mandava alle Reti la possibilità di ospitarli

Pierpaolo Loi: ricorda l’inizio del progetto, Era stata una cosa molto importante per la Rete. In fondo, Se-rena si è dedicata al MST per conto della Rete. Le sue informazioni sono state continue.

Angelo Ciprari: teme di non essere stato molto chiaro. Ha seguito durante la sua segreteria tutte le mail in rete. Ha seguito anche le comunicazioni provenienti da Roma. Ha sempre valorizzato l’impegno della Rete con il MST. Quello che chiede è semplicemente di non personalizzare il rapporto per evitare che la morte di una persona faccia venir meno la relazione. Il referente del MST che è arrivato allo scorso convegno, ha girato l’Italia senza che le Reti lo sapessero e senza che negli incontri la Rete fosse neppure menzionata.

Marta Bergamin: Il progetto va rinnovato. Quello che ha detto Angelo può valere per tutti i progetti. Lei aveva contatti costanti con Serena e quando la brigata MST è venuta in Italia, la Rete di Castelfranco aveva dato la disponibilità di accoglierla, ma non è stato possibile per il gran numero di impegni.

Per la questione finanziaria, ricorda che il contributo del 2018 ai Sem Terra non è ancora stato erogato e deve essere versato.

Clotilde Buraggi: In questo momento il Brasile è strategicamente importante a livello mondiale. L’infor-mazione che arriva non è la stessa cosa della presenza.

Il Coordinamento decide:

  • Versare il contributo 2018 con modalità concordate con Benedetta
  • Rinnovare il progetto alle stesse condizioni per due anni con possibilità di estenderlo al terzo.
  • Invitare il comitato Pro Sem Terra a maggiori contatti e collaborazione, con possibile propo-sta di un viaggio giovani

Tavush – Armenia – Rete di Quarrata

Teresa Sargsyan: il progetto Tavush è al terzo anno. Ci ha già mandato una relazione su di esso. La diocesi dove si trova è molto attiva ed il progetto sta andando avanti bene. A Natale è stata organizzata una vendita dei loro prodotti ad Erevan.

La richiesta sarebbe per l’acquisto di un macchinario per produrre miele bianco. In zona ci sono circa 120 alveari che possono essere messi in rete. Il costo è di 1.670 €.

Le ultime notizie dall’Armenia riguardano le elezioni, che hanno rinnovato il Parlamento. La maggioranza è stata ottenuta dal partito che ha fatto la rivoluzione. C’è il rischio che manchi di esperienza e che accentri il potere, ma ci sono molte prospettive e speranze.

Il progetto Tavush si colloca in una zona di confine con Azerbaigian, dove c’è tuttora una situazione di tensione, a seguito della guerra dell’epoca post sovietica. C’è la possibilità di fare un viaggio in Armenia questa estate (fine giugno – luglio).

Maia Teresa Bertoldi: sottolinea che guardando le mail in rete si trovano sia le foto della macchina per il miele bianco, sia le foto post-terremoto di Gyumri, città armena nella quale è stato finanziato un progetto nel Coordinamento dello scorso novembre.

 

Si approva il versamento di €. 1.670 per un anno (si tratta del terzo anno di un progetto già approvato).

Progetto Lualaba – Congo – Rete di Mogliano Veneto

Daniela Duzioni: Padre Richard è venuto in Italia e in quell’occasione ha riferito che i muri della scuola do-vrebbero essere stati costruiti. E’ cambiato il referente del progetto (oggi padre Paul). E’ riuscita a parlare con il numero di telefono che le è stato dato, ma l’interlocutore probabilmente non capiva il francese. A Natale sono stati scambiati gli auguri con padre Richard. Pare che la situazione sia molto brutta e ci sia fame.

Il 30 dicembre ci sono state le elezioni e da allora pare sia stato tagliato internet. Il candidato dell’op-posizione ha vinto, però pare lo abbia fatto con il sostegno di Kabila. Il terzo arrivato, sostenuto dalla chiesa cattolica, sembra avere fatto ricorso.

Il progetto è valido e si colloca in un luogo dove manca tutto, ma occorre tenerlo in sospeso sino a che non ci siano contatti e notizie più precise.

Fulvio Gardumi: la Rete di Napoli ha informato che una sua aderente vorrebbe donare €. 10.000 per un pro-getto in Africa. Questa somma potrebbe andare a questo progetto. L’alternativa sarebbe quella di utilizzare la somma per il progetto della Rete di Castelfranco, liberando risorse. Se ne discuterà al prossimo coor-dinamento.

Il Coordinamento delibera di tenere il progetto in sospeso.

Progetto “Rifugio Binario 1” di accoglienza migranti a Bolzano.

Fulvio Gardumi: La Rete di Verona ha fatto un incontro con il gruppo di Bolzano e successivamente la Rete di Trento ha fatto un altro incontro e una raccolta straordinaria di 930 €. ad opera di una comunità di base di Tento che aderisce alla Rete trentina. E’ allo studio un progetto di possibile ulteriore collaborazione.

Attualmente l’immobile utilizzato è in fase di restituzione al proprietario e il gruppo lavorerà in futuro con altre modalità.

Angelo Ciprari: questo gruppo non vuole essere una struttura organizzata, né intende chiedere finanziamenti pubblici.

Donne Palestinesi – Rete di Pesaro

Fulvio Gardumi: mancano notizie da parte di Manuela Tempesta, per cui al momento non è possibile pren-dere alcuna decisione.

Case Verdi – Gaza – Rete di Salerno

Giovanni Esposito: Permangono problemi di contatto con i referenti. E’ in atto il tentativo di mandare a Ga-za dei giovani: è in corso la loro formazione.

Sergio Escudero

Lucia Agrati: a nome della Rete di Brescia ricorda che a ottobre è morto Sergio Escudero, esule cileno che ha aderito alla Rete alla fine degli anni ’80. Nel suo testamento lascia i soldi che aveva alla Rete. Lei è stata nominata esecutore testamentario. Si tratterà di circa 7.000 – 8.000 €.

Sergio aveva una rete di amicizie enorme, per cui ragionando con la Rete di Brescia, si è pensato che in-testargli un piccolo progetto spingerà molti suoi amici a parteciparvi, giungendo alla quasi totale copertura dei costi.

E’ stato contattato Josè Nain, che ha proposto due alternative: corsi di formazione per giovani Mapuche, op-pure l’acquisto di un mezzo di trasporto (furgoncino) per trasportare circa 15 persone. Brescia preferirebbe il primo. Al prossimo coordinamento ci sarà la Rete di Brescia per approfondire.

Al prossimo Coordinamento ci saranno notizie più precise e si prenderà una decisione.

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  1. Aggiornamenti, varie ed eventuali.

Marta Bergamin: Ci sono in cassa 5.000 €. per il 2017 e 5.000 €. per il 2018, stanziati per i viaggi giovani. Le entrate sono diminuite ancora in maniera importante

Alla fine dello scorso anno, c’erano in cassa 40.000 €. Oggi ce ne sono 20.000, che potrebbero diventare 40.000 se il progetto Case Verdi non andasse avanti (con recupero delle quote 2018 e 2019). Occorrerà, però, vedere se l’anno prossimo ci sarà ancora una riduzione dell’autotassazione.

Bisognerà vedere se il Seminario nazionale comporterà delle spese.

Francesco Fassanelli: il vero problema del progetto di Gaza è che a Gaza è difficilissimo entrare. Dovremmo darci una scadenza per prendere una decisione.

Fulvio Gardumi: occorre aspettare l’esito del viaggio

Fabiano Ramin: per avere comunicazione con Gaza, occorre essere affiancati da organizzazioni che ci vanno. A Padova c’è Tatiana Bassanese, che entra abitualmente a Gaza perché fa parte di una ONG rico-nosciuta da entrambe le parti. Non è pensabile abbandonare Gaza: occorre trovare un canale per restarci, con una comunicazione efficiente.

Circolari nazionali:

Febbraio – Celle/Varazze

Marzo – Segreteria (lancio Seminario)

Aprile – Verona

Maggio – Macerata

Angelo Ciprari: Propone che ogni Rete che segue un progetto faccia una scheda del progetto, con i riferi-menti dei referenti ed una cronistoria. Gli archivi alla fine servono e sono importanti.

Marta Bergamin: Il contributo dato al Convegno di Ettore Masina (1.000 €.) è servito per pagare i biglietti dei relatori ed il catering.

Toni Peratoner: La segreteria dovrebbe curare la diffusione dei testi letti al convegno.

Fulvio Gardumi: non si sa se ci sarà una pubblicazione universitaria. Se non ci fosse, la Rete potrebbe farsi carico della pubblicazione. In ogni caso, Ercole Ongaro ci metterà a disposizione la sua relazione.

Monica Armetta: occorre verificare se è possibile utilizzare le registrazioni.

Daniela Duzioni: già in passato si è posto il problema in altra occasione. E’ stato risolto chiedendo una sintesi direttamente al relatore.

Nadia Zamberlan (figlia di Monica Armetta e Marco Zamberlan): è qui per raccontare un’esperienza molto semplice sorta a Torino dopo l’ultimo Seminario giovani della Rete. Hanno deciso di far partire un progetto giovani (Rete Giovani Torino) sulla base degli ideali della Rete. L’obbiettivo è quello di provare a rimanere fedeli alla Rete, facendo qualcosa di concreto nel territorio. Hanno iniziato a trovarsi una volta al mese in sei persone. La prima iniziativa sarà una cena a Torino, per spiegare i progetti ed i sogni del gruppo. Hanno par-lato del concetto di restituzione tenendo conto che quasi nessuno è economicamente indipendente. L’idea è quella di metterci il tempo, in una logica di servizio. Al momento, stanno lavorando in un progetto di dopo-scuola con i figli di stranieri a Feletto. Con la cena sperano di coinvolgere altre persone. Hanno contattato alcune associazioni di Torino.

Chiede se possibile di mantenere il Seminario giovani, in occasione del convegno nazionale, perché lo ritiene molto utile

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SINTESI DELLE DECISIONI ASSUNTE DAL COORDINAMENTO

  1. Assemblea straordinaria dei soci: vedi verbale allegato.
  2. Seminario:
  3. Si prevede un unico Seminario nazionale, indicativamente a maggio, sul tema “nuove tecnologie e manipolazione del consenso”, con coinvolgimento di un gruppo di giovani su un percorso parallelo e possibilità di laboratori misti membri della Rete – giovani.
  4. Si dà mandato alla Segreteria di “bloccare” una possibile sede.
  5. Si decide di creare una commissione composta da Marco Zamberlan (che potrebbe introdurre l’argomento al Seminario), Fulvio Gardumi, Giorgio Gallo, Pier Pertino + un giovane, per elaborare il progetto.
  1. MST – Scuola Florestan Fernandez – Brasile – Rete di Roma. Il Coordinamento decide di:
  1. versare il contributo 2018 con modalità concordate con Benedetta Malavolti;
  2. Rinnovare il progetto alle stesse condizioni per due anni, con possibilità di estenderlo al terzo anno;
  3. invitare il comitato Pro Sem Terra a maggiori contatti e collaborazione, con possibile pro-posta di un viaggio giovani.
  1. Tavush – Armenia – Rete di Quarrata: si approva il versamento €. 1.670 per un anno, per l’acquisto di un macchinario per la produzione di miele bianco (si tratta del terzo anno di un progetto già approvato).
  2. Progetto Lualaba – Congo – Rete di Mogliano Veneto: si decide di tenere in sospeso il progetto, in attesa di maggiori informazioni.
  3. Case Verdi – Gaza – Rete di Salerno: si decide di tenere ancora in sospeso il progetto, in attesa dell’esito del viaggio a Gaza, in fase di organizzazione per questa estate.
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