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Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

 Radiè Resch di Verona – Novembre 2015

Cari amici della solidarietà della Rete Radié Resch di Verona, in questi primi giorni di novembre si ricordano i defunti ed i santi, tutti i defunti e tutti i santi, ad indicare che non ci sono solo i santi canonizzati, sugli altari, ma i santi di tutti i giorni, i santi della porta accanto, come dice papa Francesco, i santi a noi vicini, di tutti i giorni. A San Nicolò i preti hanno voluto celebrare fra i vari nomi di santi attuali anche 3 persone che ci sono state molto vicine, a noi della rete veronese, uno fu anche cofondatore del nostro gruppo, e ci uniamo a loro nel ricordarli: Gianni Zanini, don Giulio Battistella e Silvana Pozzerle. Ora abbiamo 3 santi nostri, che ci sostengono e ci spronano nel nostro impegno solidale. Destinare alcuni denari all’impegno di liberazione di fratelli lontani, uniti in cooperative o in piccoli gruppi animati dall’utopia di creare nuove libertà, come facciamo nella Rete, è un grande investimento, non per aumentare il nostro capitale monetario, ma per creare una nuova società, da cui certamente ricaveremo vantaggi anche personali molto più ingenti di qualche percento. Non ci sono solo i soldi, anzi, ci sono le amicizie, i legami con chi ci è vicino e lontano, siamo vicini a tanti amici veronesi che ci accompagnano in questo impegno, e dai lontani ricaviamo un grande arricchimento di valori ricevendo da essi altre visioni del mondo, altre filosofie e letture che ci arricchiscono grandemente e … ci fanno imparare bene la geografia e la storia attuale. L’incontro dello scorso 22 ottobre in casa Rigoli è stato particolarmente fecondo, molti sono stati gli interventi e le indicazioni sulle prossime azioni. Il nuovo progetto in Ghana è partito, alcune ragazze di Ajumako potranno proseguire gli studi anche grazie alle nostre borse di studio, e la nostra referente locale Emma ci ha già inviato una prima relazione su come procede questa promozione di alcune giovani donne ghanesi (aspettiamo qualche sua foto, per conoscerla meglio, di persona), abbiamo mandato i primi denari e stiamo perfezionando i canali di invio, tramite Banca Etica, e quindi senza appoggiarci a banche poco sicure o a mediatori meno costosi ma anche meno affidabili. Questo nostro nuovo progetto africano si affianca così ad altri progetti della Rete, in Congo, in Centrafrica, e si allinea alle indicazioni di san Comboni, di metà Ottocento, di trovare soluzioni di liberazione tramite gli africani. Ne siamo contenti e fieri. Ricordo che la nostra colletta di restituzione (restituzione perché l’Occidente e il Nord hanno depredato e depredano ancora le terre del Sud, e la nostra colletta vuole essere un piccolo tentativo di riequilibrio) destina i nostri denari a 3 finalità, 2 a progetti sostenuti da noi veronesi e la terza finalità riferita a tutte le operazioni della rete nazionale. I 2 progetti sostenuti da Verona sono le borse di studio a Joao Pessoa, con l’opera mazziana, l’operazione Picotti, che prosegue con una cifra di 4.000 euro l’anno; e questa nuova operazione in Ghana, per far studiare una 30-ina di ragazze che non ne hanno la possibilità, e la cifra impegnata per essa è ancora di 4.000 € l’anno (questa operazione non ha ancora un nome ufficiale, se qualcuno ha delle idee in merito, ce le faccia conoscere). Il resto della nostra raccolta va alle azioni generali della Rete nazionale, cosa che succede normalmente, anche con le nostre operazioni in Guatemala ad esempio, che non abbiamo sostenuto noi veronesi in autonomia, ma con tutti gli altri versamenti della Rete. Se qualcuno dei versanti desidera destinare il suo sostegno ad un’azione specifica, è pregato di comunicarlo, o nel versamento stesso, o con una comunicazione a me o al tesoriere, altrimenti la distribuzione viene effettuata con semplici criteri di efficienza matematica e di piccola ragioneria. Si è parlato a casa Rigoli-Valotto anche di Ttip (trattato transatlantico per il libero commercio), cui tutte le persone libere stanno opponendosi, ed anche la Rete ha preso netta posizione contro la possibile ratifica da parte dell’UE. Se passasse il Ttip prevarrebbe il commercio e il profitto su ogni diritto e sulle leggi di ogni stato, sui tribunali di stato che non conterebbero più niente, tutto si ridurrebbe ad arbitrati commerciali, in cui le società multinazionali avrebbero la meglio su ogni altro interesse, sui diritti dei popoli e dei singoli. Si è parlato di finanza criminale e del suo peso sull’economia mondiale, e soprattutto sui paesi più deboli e poveri. Sarà uno degli argomenti del Convegno 2016, e si vuol anche attivare su questo il Tribunale Permanente dei Popoli, per studiare con esso alcune situazioni particolari che la Rete segue con qualche sua operazione, per evidenziare sfruttamenti e violenze particolari e che possono costituire un modello in quei luoghi. Noi proporremo il Ghana. Annamaria ha presentato l’attività di Aquiloni, col nuovo progetto Camminare Diritti, con i 2 significati di diritti, senza piegarsi, ma anche per sostenere i diritti delle persone, italiane, qui immigrate e persone lontane, in questa società che sempre di più privilegia chi ha risorse e può comperarsi i diritti! Non c’era suor Paola e la redazione di Combonifem; con loro stiamo preparando un incontro sulla Palestina, con il rabbino Jeremy, che fa parte degli ebrei israeliani che cercano la pace, e ce ne sono molti. Il rabbino potrebbe essere disponibile a venire a Verona in dicembre, forse il 9.12, ma avremo tempo di riparlarne e di fissare l’incontro, che sarà aperto a molte altre associazioni ed enti; già il Monastero del Bene comune di Sezano ha programmato una serie di incontri nel 2016, nei primi 4 mesi, di cui vi daremo a suo tempo notizie e informazioni. Il nostro prossimo incontro dovrebbe essere il 1 dicembre, e la sede tornerà ad essere la sala di Combonifem, in via Cesiolo 46, ora l’impianto di riscaldamento è riparato! Agli amici veronesi darò un’altra informazione precisa nei giorni precedenti l’incontro, come ho fatto questa volta segnalando il cambio di sede dalle suore comboniane a casa Rigoli Valotto. Vi ricordo ancora una volta il Convegno Nazionale biennale in aprile, 9, 10 e 11, in Umbria a Trevi, fra Foligno e Spoleto. Nella prossima circolare sarà possibile darne la struttura generale, dopo il Coordinamento di Udine, del 21 e 22 novembre. Segnatevi la data e iniziate a fare i vostri programmi con questo importante appuntamento.

Un saluto amichevole ed affettuoso da

Silvana e Dino

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

 Radiè Resch di Padova – Novembre 2015

“Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese”.

(Articolo 13 Diritti universali)

Carissime/i, le tante notizie da Haiti, che trovate anche in questa lettera, non sono solo semplici comunicazioni ma, come leggerete, inviti a confrontarci come gruppo, per alcune necessarie e immediate risposte. Per questo ci troviamo LUNEDI’ 16 NOVEMBRE alle ore 20,45 a casa di Gianna Elvio, via Spalato 9 a Padova tel. 049 618997 (attenzione alle modifiche della viabilità seguire “per via Istria” e diritti per via Albona). L’invito a partecipare numerosi è un’esigenza per dare, non solo risposte ma, anche, per programmare un futuro viaggio di conoscenza e di verifica.

NOTIZIE:

– Sabato 21 dalle ore 16 e domenica 22 novembre, a Udine, Coordinamento della Rete. Tutti possono partecipare La sede del coordinamento è il Seminario Interdiocesano di Castellerio. Informazioni e prenotazioni vanno inviate entro e non oltre sabato 14/11 via e-mail o telefonicamente a Lia Rontani liarontani@hotmail.it tel. 3802554943 o 0432482312. Alleghiamo Ordine del giorno. – Martedì 24 dalle ore 18,45 a Mirano c/o Ristorante Il Quadrifoglio (piazza Aldo Moro 31) presentazione del libro “DADOUE PRIMTEMPS – In cammino verso il cambiamento”, da parte di Marianita. In fondo trovate la locandina.

Ecco le ultime notizie da HAITI ricevute da Jean, Martine e Willot

“A Dofine il panificio ha cominciato a lavorare da agosto, ma – come sai già – la FDDPA ha avuto il forno dall’Istituto ICKL. Questo forno non va a legna, il che è molto positivo per l’ambiente, permettendo di evitare la deforestazione; abbiamo messo una persona per l’amministrazione del panificio e questa persona è controllata dal comitato direttivo della FDDPA. Ma noi continuiamo a riflettere sulla questione del trasporto, perché se non troviamo un mezzo di trasporto appropriato ed efficace, rischiamo di vedere il beneficio trasformarsi in perdita per il trasporto; così pensiamo di acquistare due muli che sono più robusti dei cavalli, per assicurare il trasporto della farina e di altre forniture. A Katienne, la cassa popolare continua a funzionare molto bene, e abbiamo cominciato a fare un lavoro d’inventario, una verifica per stabilire il numero dei soci, il capitale, a quanto ammontano i prestiti, il capitale della banca di sementi, ecc. Per quanto riguarda la scuola, ora c’è il rientro e siamo contenti di poter mettere il tetto all’edificio scolastico alla fine di questo mese, cominceremo subito. Anche a Fondol le attività vanno bene, il panificio funziona con un buon ritmo e le piccole commercianti continuano a fare il loro piccolo commercio di pane; noi prepariamo il rientro questa settimana, stiamo costruendo un piccolo hangar per i più piccoli, infatti dato il cattivo funzionamento dello PSUGO [programma governativo ber lo sviluppo dell’istruzione] noi registriamo un aumento del numero degli iscritti, specialmente a Fondol. Riguardo al PSUGO, sono tutti convinti che questo programma è un fiasco, invece di migliorare il sistema educativo nel paese, questo programma contribuisce a danneggiarlo ulteriormente, ci sono scuole che, a causa di questo programma, hanno dovuto chiudere. A Marrouge, nel Nord-ovest, quest’anno la siccità ha distrutto tutto e abbiamo riparato il tetto della scuola, che era ridotto malissimo, e abbiamo programmato di piantare alberi da frutta lì attorno. La scuola funziona molto bene, e una nuova promozione terminerà durante le vacanze estive. La situazione di Malingue dipende in gran parte dalle nostre attività sanitarie: dato che siamo in una fase di ristrutturazione di questo settore, anche Malingue aspetta di trarre beneficio da questa riforma annunciata. Ma Kristmène e Elicia continuano a lavorare nel Centro di Malingue. Durante il mese di Maggio abbiamo fatto un incontro con un giovane della zona di Pierrepayen che è stato a Cuba per studiare Medicina, l’abbiamo invitato a Fondol per vedere come poteva mettere la sua competenza a profitto del nostro centro di Salute di Fondol, perché, in confronto ai medici che hanno studiato a Haiti e in altri paesi, quelli formati a Cuba sono più dinamici e possono comprendere meglio il contesto in cui vive il contadino haitiano, questo è dovuto forse al modo in cui sono stati formati laggiù; abbiamo concluso con lui che noi non abbiamo fondi sufficienti per metterlo nel nostro bilancio, perciò gli abbiamo proposto, se riesce a fare delle ricerche presso delle istanze statali o non governative, di trovare o elaborare dei progetti con i Centri di Salute, che includano un salario per lui. Il giovane medico ci ha risposto positivamente, ma noi ora dobbiamo terminare la sistemazione del Centro di Salute, ci restano da fare le porte, la toilette e l’intonacatura dei muri. Per quanto riguarda i borsisti, sono 25: 20 frequentano la scuola a Verrettes, 3 vanno alla scuola professionale a Port-au-Prince e 2 all’Arcahaie. Per la scuola agro-ecologica, l’instabilità della brigade [brigata organizzata da Via Campesina e composta da contadini brasiliani e di altri paesi latinoamericani], a motivo dei cambiamenti abituali dei suoi membri e dei loro spostamenti attraverso diverse località del paese, ci obbliga a dare la formazione agro-ecologica con sessioni seminariali. Ma, per quanto riguarda il gruppo dei giovani, essi si riuniscono molto più spesso, fanno molte attività artigianali e culturali, ma purtroppo Junior, un professore dinamico e impegnato, che lavorava molto con il gruppo dei giovani, è morto in maggio in seguito ad una malattia cardiovascolare. La siccità quest’anno batte tutte le stagioni difficili che abbiamo conosciuto a Haiti; in effetti, tutte le sementi che i contadini hanno messo a terra non hanno potuto germinare a causa di questa siccità spietata e devastante. Per questo Willot ha avuto l’idea di piantare del benzolive (nome scientifico Moringa). E’ una pianta molto importante, perché permette agli animali e agli umani di nutrirsi, e soprattutto può rendere la terra molto più accessibile all’agricoltura, per questo la preparazione dei vivai di Moringa può dare molti risultati positivi, se si comincia un’esperienza pilota sulla Catena dei Matheux per esempio, potrebbe portare un gran miglioramento alimentare non solo per gli animali, ma anche per gli abitanti che vivono sulla Catena. Per la conservazione del suolo, questa tecnica in agricoltura permette di evitare l’erosione, fenomeno che trasporta la terra verso i fiumi e il mare. Questa tecnica permette anche la ritenzione d’acqua, facilitandone la penetrazione nella terra, e ciò dà una grande possibilità di aver erba per il bestiame, inoltre questo metodo può essere affiancato da piante speciali come il vétiver per esempio, e questo darà un risultato a breve, medio e lungo termine. Il 17 ottobre abbiamo celebrato la giornata mondiale delle donne contadine. Il motto di quest’anno è stato ”Donna contadini in uno stato di diritto in una società egualitaria’; c’erano più di 150 persone ed é stata una delle migliori giornate di riflessione per le donne realizzate da FDDPA. ” Domenica si vota ancora ad Haiti, ma con poche speranze di cambiamento [..]

PROGETTO SALUTE HAITI (Beppe Rete Casale)

Lista delle priorità per il buon funzionamento di un centro di salute

Prima parte: CENTRO DI SALUTE DI FONDOL

Il progetto è finalizzato a migliorare l’assistenza dei pazienti che accedono all’ambulatorio.

Destinatari

Tutti i pazienti che accedono alla struttura alla ricerca di assistenza sanitaria.

Obiettivi

Favorire accoglienza pazienti

Predisporre una check list che aiuti l’operatore sanitario nell’ipotesi diagnostica

Curare in loco le patologie prevalentemente diffuse nel territorio

Indirizzare le patologie più complesse in altri centri

Favorire la presenza di operatori sanitari nei giorni di apertura previsti

Mantenere una sufficiente igiene dei locali di laboratorio

Rilevazione delle patologie riferite ai pazienti visitati in ambulatorio

Descrizione del progetto

Un referente del progetto predispone incontri con i due infermieri responsabili della clinica per illustrare e costruire in collaborazione lacheck list, la quale ha l’obiettivo attraverso alcuni sintomi di diagnosticare eventuali patologie prevalenti. Con l’aiuto e il supporto di esami di laboratorio, previsti nell’ambulatorio di Fondol, si potrà meglio identificare le patologie sospette. Sulla base della disponibilità dei farmaci, a somministrazione orale, si potranno predisporre differenti terapie a seconda della patologia diagnosticata e delle caratteristiche del paziente. Il trattamento farmacologico può prevedere un monitoraggio a distanza di tempo del paziente in cura. Per gli esami ematochimici è previsto un rientro per ritiro dei referti e impostazione con eventuale modifica o prosecuzione della terapia in atto. Di fronte al sospetto di patologie non trattabili in ambiente non ambulatoriale l’operatore sanitario deve indirizzare l’utente in un centro sanitario più adeguato alle sue esigenze. È prevista una compartecipazione economica del paziente agli esami. Predisporre un cartello con indicati i giorni di apertura dell’ambulatorio. Individuare delle persone responsabili di mantenere la pulizia e l’igiene dei locali dell’ambulatorio.

Strumenti

Creazione di una cartella clinica infermieristica con: Numerazione cartelle – Dati anagrafici del paziente – Anamnesi e sintomatologia – Rilievo parametri vitali e visita del paziente – Reperto cardio-polmonare e addome – Colorito della cute e sclere – Alvo e diuresi – Eventuale accertamenti ematochimici e terapia orale.Apparecchiature per rilievo parametri e visita paziente:Fonendoscopio – Sfigmomanometro – Termometro -Stick urine e glicemia- Kit per esecuzione accertamenti, per es. prelievi… Farmaci per l’eventuale terapia Consegna foglio con data per eventuale appuntamento successivo di controllo Per esami di laboratorio fare riferimento alla check list già predisposta

Valutazione di processo

Compilazione delle cartelle in ogni punto indicato

Costanza nell’apertura dell’ambulatorio

Seconda parte: proposta EDUCAZIONE SANITARIA agli aderenti del FDDPA

Constatato la diffusione di malattie infettive, con prevalenza di quelle a trasmissione oro-fecale, risulta fondamentale l’acquisizione di alcuni comportamenti semplici ed efficaci per prevenire l’incidenza di tali patologie.

Destinatari

Il progetto è indirizzato a tutti gli aderenti all’associazione FDDPA.

Obiettivi

Fornire informazioni agli aderenti dell’associazione affinché modifichino alcuni comportamenti a rischio di trasmissione di malattie infettive.

Descrizione

Si vorrebbe individuare alcuni soggetti in grado di guidare incontri con la comunità per fornire informazioni sui comportamenti da seguire..

Predisporre il materiale informativo da utilizzare nelle serate, prevalentemente utilizzando disegni e immagini.

Favorire la partecipazione dei membri della comunità agli incontri e verificare un riscontro delle informazioni fornite.

Tenuto conto che alcuni comportamenti non sono compatibili con il contesto di vita di alcune famiglie la comunità si fa carico di accogliere i problemi sorti per raggiungere l’obiettivo di salute.

Strumenti

Cartellonistica

Individuazione spazi – Individuazione operatori – Verifica di processo – Resoconto con numero di partecipanti

Predisporre un documento dove sono descritti le principali criticità riscontrate riguardo al problema delle malattie infettive.

Lettera circolare della Rete di solidarietà internazionale

 Radiè Resch di Padova – Ottobre 2015

Ospiti perché stranieri e pellegrini,

ospiti perché non respinti,

ospiti perché a casa,

ospiti perché non lasciati soli,

ospiti perché custoditi, curati,

ospiti perché pensati,

ospiti perché poveri,

ospiti perché non proprietari,

ospiti perché figli,

ospiti… orientati dalla Pace.

Carissimi/e, alla fine di queste due comunicazioni da Haiti, trovate un accenno ai “suggerimenti” di Beppe, della Rete di Casale, che spiegheremo, assieme ad altre necessarie iniziative, in un prossimo incontro di Rete. Come potete leggere, tante notizie dai nostri progetti, con relazioni molto dettagliate che vi invitiamo a leggere con attenzione. Nella Circolare Nazionale, trovate le prime indicazioni per il Convegno 2016. Ricordiamo le date del prossimo Coordinamento di Udine: 21-22 novembre.

DA HAITI

Relazione di Willot – 13 settembre 2015

Salute ed educazione

Uno dei settori più deboli per FDDPA è il settore salute. Tuttavia durante la presenza di Dadoue, la salute era il settore più forte. Tutto ciò era possibile a causa della sua esperienza personale in materia di salute. Disponeva di una tecnica in laboratorio medico che si occupava di tutte le analisi del sangue e altre. E’ in quest’ottica che Martine ha deciso di andare a scuola per apprendere le tecniche di laboratorio medico. Questo funziona molto bene: ora Martine è in grado di fare le analisi mediche anche a Dubuisson. La presenza di questo laboratorio permette di individuare e trattare le malattie infettive che sono molto frequenti tra i contadini che vivono sulle montagne. A Mare-Rouge, l’edificio che ospita il centro professionale per le donne era in pessimo stato. Essendo arrugginito, il tetto aveva dei buchi che rendeva l’edificio impraticabile durante la stagione delle piogge. All’inizio di aprile abbiamo acquistato più di 120 fogli di lamiera per ricoprire il tetto. Ora dobbiamo solo acquistare i mobili per le studentesse.

Ingrandimento e miglioramento del centro di salute a Fondol

Con i mezzi finanziari che abbiamo ricevuto dalla RETE, abbiamo potuto ingrandire lo spazio del centro di salute. Tutti gli aspetti della costruzione non sono ancora terminati. Ora dobbiamo solo intonacare le pareti e finire il pavimento in cemento. Per quanto concerne l’educazione, dato che Martine ha molta esperienza a livello del prescolare, ha passato tutto l’anno scolastico (2014-2015) a lavorare con gli insegnanti dando loro formazione continua più volte al trimestre affinché siano efficaci in aula. Abbiamo potuto constatare un notevole miglioramento nelle prestazioni degli insegnanti. Martine continuerà queste pratiche durante quest’anno scolastico in tutte le località dove è presente una scuola di FDDPA. Tutte le attività di FDDPA vanno bene e questa settimana tutte le scuole ricominciano a funzionare in tutte le località (Dofiné, Katienne, Fondol, Bedain e Mare-rouge). Durante l’estate, Martine ha organizzato un «campo estivo» a Fondol e nella casa di Dadoue a Dubuisson. Queste attività hanno permesso ai bambini di queste località di sviluppare la loro creatività. Più di un centinaio di bambini hanno avuto l’opportunità di partecipare a queste attività durante le vacanze estive.

Le cooperative

Con la presenza di una cooperativa in ogni luogo dove FDDPA opera, si è potuto osservare un cambiamento in queste comunità che non hanno l’opportunità di trovare credito e di risparmiare il loro denaro sul posto. Poiché è una pratica nuova per i contadini, ci sono ancora molte difficoltà tecniche da superare. A livello del comitato di FDDPA, cerchiamo di essere creativi per poter aiutare le comunità a gestire meglio queste cooperative.

Agricoltura

Quest’anno la siccità ha totalmente distrutto l’agricoltura ad Haiti. In tutte le regioni del paese, non ha mai piovuto. I contadini che vivono nelle montagne e nelle pianure che non sono irrigate, non hanno avuto raccolto quest’anno. Per esempio nel nord-ovest, luglio è sempre un tempo di abbondante raccolto di fagioli, mais, patate e altri ortaggi. Ma quest’anno, quel che i contadini hanno seminato non è nemmeno spuntato per la semplice e buona ragione che non ha piovuto per più di 5 mesi. Negli ultimi 30 anni, è la prima volta che c’è stata una siccità così prolungata e devastante ad Haiti. Noi crediamo che, per aggirare questi problemi, è necessario creare strutture per conservare il suolo per permettere la ritenzione dell’acqua più a lungo. Pensiamo anche a piantare della moringa [tutta la pianta è commestibile e di notevole interesse dal punto di vista nutrizionale e resiste molto alla siccità] che nelle zone secche potrebbe contribuire all’alimentazione delle persone e anche degli animali. Prepareremo dei vivai per permettere ai contadini di avere accesso a queste piante.

Relazione di Jean e Martine – 20 settembre 2015

Salute a tutti, ora riaprono le scuole ad Haiti, e anche per le scuole della FDDPA si cominciano i preparativi, generalmente in settembre i bambini cominciano a venire a scuola, ma inizialmente non c’è sempre grande affluenza. A Dofiné il panificio ha cominciato a lavorare da agosto, ma – come sai già – la FDDPA ha avuto il forno dall’Istituto ICKL. Questo forno non va a legna, il che è molto positivo per l’ambiente, permettendo di evitare la deforestazione; abbiamo messo una persona per l’amministrazione del panificio e questa persona è controllata dal comitato direttivo della FDDPA. Ma noi continuiamo a riflettere sulla questione del trasporto, perché se non troviamo un mezzo di trasporto appropriato ed efficace, rischiamo di vedere il beneficio trasformarsi in perdita a causa delle spese del trasporto; così pensiamo di acquistare due muli che sono più robusti dei cavalli, per assicurare il trasporto della farina e di altre forniture. A Katienne, la cassa continua a funzionare molto bene, e abbiamo cominciato a fare un lavoro d’inventario, una verifica per stabilire il numero dei soci, il capitale, a quanto ammontano i prestiti, il capitale della banca di sementi, ecc. Per quanto riguarda la scuola, ora c’è il rientro e siamo contenti di poter mettere il tetto all’edificio scolastico alla fine di questo mese, cominceremo subito; potete inviarci il contributo di cui avete parlato, è una cosa molto buona… Anche a Fondol le attività vanno bene, il panificio funziona con un buon ritmo e le piccole commercianti continuano a fare il loro piccolo commercio di pane; noi prepariamo il rientro questa settimana, stiamo costruendo un piccolo hangar per i più piccoli, infatti dato il cattivo funzionamento dello PSUGO [programma governativo per lo viluppo scolastico che si è rivelato fallimentare], noi registriamo un aumento del numero degli iscritti, specialmente a Fondol. Riguardo al PSUGO, sono tutti convinti che questo programma è un fiasco, invece di migliorare il sistema educativo nel paese, questo programma contribuisce a danneggiarlo ulteriormente, ci sono scuole che, a causa di questo programma, hanno dovuto chiudere… A Marrouge, nel Nord-ovest, quest’anno la siccità ha distrutto tutto e – come ti ha spiegato Willot – abbiamo riparato il tetto della scuola, che era ridotto malissimo, e abbiamo programmato di piantare alberi da frutta lì attorno. La scuola funziona molto bene, e una nuova promozione terminerà durante le vacanze estive. La situazione di Malingue dipende in gran parte dalle nostre attività sanitarie: dato che siamo in una fase di ristrutturazione di questo settore, anche Malingue spera di trarre beneficio da questa riforma annunciata. Ma Kristmène e Elicia continuano a lavorare nel Centro di Malingue. Durante il mese di maggio abbiamo fatto un incontro con un giovane della zona di Pierrepayen che è stato a Cuba per studiare Medicina, l’abbiamo invitato a Fondol per vedere come poteva mettere la sua competenza a profitto del nostro centro di Salute, perché, in confronto ai medici che hanno studiato a Haiti e in altri paesi, quelli formati a Cuba sono più dinamici e possono comprendere meglio il contesto in cui vive il contadino haitiano, questo è dovuto forse al modo in cui sono stati formati laggiù; abbiamo concluso con lui che noi non abbiamo fondi sufficienti per metterlo nel nostro bilancio, perciò gli abbiamo proposto, se riesce a fare delle ricerche presso delle istanze statali o non governative, di trovare o elaborare dei progetti con i Centri di Salute, che includano un salario per lui. Il giovane medico ci ha risposto positivamente, ma noi ora dobbiamo terminare la sistemazione del Centro di Salute, ci restano da fare le porte, la toilette e l’intonacatura dei muri. Per quanto riguarda i borsisti, sono 25: 20 frequentano la scuola a Verrettes, 3 vanno alla scuola professionale a Port-au-Prince e 2 all’Arcahaie; il nostro budget annuale per loro è di 2000$USD… Per la scuola agro-ecologica, l’instabilità della Brigade [formata da contadiniVia Campesina] a motivo dei cambiamenti periodici dei suoi membri e dei loro spostamenti attraverso diverse località del paese, ci obbliga a dare la formazione agro-ecologica con sessioni seminariali. Ma, per quanto riguarda il gruppo dei giovani, essi si riuniscono molto più spesso, fanno molte attività artigianali e culturali, ma purtroppo Junior, un professore dinamico e impegnato, che lavorava molto con il gruppo dei giovani, è morto in maggio in seguito ad una malattia cardiovascolare. La siccità, come ti abbiamo spiegato, quest’anno batte tutte le stagioni difficili che abbiamo conosciuto a Haiti; in effetti, tute le sementi che i contadini hanno messo a terra non hanno potuto germinare a causa di questa siccità spietata e devastante. Per questo Willot ha avuto l’idea di piantare del benzolive (nome scientifico Morenga). E’ una pianta molto importante, perché permette agli animali e agli umani di nutrirsi, e soprattutto può rendere la terra molto più accessibile all’agricoltura, per questo la preparazione dei vivai di Morenga può dare molti risultati positivi, se si comincia un’esperienza pilota sulla Catena dei Matheux per esempio, potrebbe portare un gran miglioramento alimentare non solo per gli animali, ma anche per gli abitanti che vivono sulla Catena. Per la conservazione del suolo, questa tecnica in agricoltura permette di evitare l’erosione, fenomeno che trasporta la terra verso i fiumi e il mare. Questa tecnica permette anche la ritenzione d’acqua, facilitandone la penetrazione nella terra, e ciò dà una grande possibilità di aver erba per il bestiame, inoltre questo metodo può essere affiancato da piante speciali come il vétiver per esempio, e questo darà un risultato a breve, medio e lungo termine. Attendiamo le indicazioni di Beppe, e pensiamo che saranno benvenute: avremo sempre bisogno di idee per avanzare.

Circolare Nazionale Rete Radiè Resch

Novembre 2015

Sulla speranza

Nelle circostanze attuali, mondiali e italiane, parlare di speranza può sembrare illusorio ma non può, non deve essere così. La speranza nel futuro è connaturata all’uomo, non ne può prescindere, altrimenti si voterebbe a un destino dove i valori umani perderebbero ogni significato e si piomberebbe nelle tenebre. Poiché nessuna persona ragionevole si rassegna a questo, quel briciolo di speranza che ciascuno coltiva in fondo all’animo deve essere alimentato con cura affinché produca i suoi frutti benefici per sé e per la comunità umana. Allora bisogna guardare attentamente a quel che accade intorno a noi o in luoghi lontani alla ricerca dei motivi che ci diano la forza di agire nella giusta direzione, suscitando speranze non effimere capaci di costruire – al termine di un lungo percorso – concordia e pace nella società e in un mondo oggi devastato da tragedie, dolore e disperazione. Limitandoci per il momento al nostro paese, voglio citare qualche esempio a sostegno della mia convinzione. Il 4 aprile 1944 il partigiano Paolo Braccini, condannato a morte dai fascisti, scriveva alla moglie e alla figlia nell’ultima sua lettera: “Il mondo migliorerà, siatene certe: e se per questo è stata necessaria la mia vita, sarete benedette”. In una intervista data a Enzo Biagi per “il Corriere della Sera” del 19 gennaio 1975 Giorgio La Pira alla domanda su cosa fosse più urgente fare così rispondeva: “Dare il gusto della speranza, che c’è davanti. Qualcosa deve morire in noi per rifiorire. Si pota perché poi vengono i frutti”. Giovanni Falcone nella sua celebre frase (vado a memoria): “La mafia sparirà un giorno come tutte le cose umane” esprimeva una speranza più che una certezza, nonostante la formulazione usata. Il suo assunto assolveva la funzione di rafforzare la volontà in tutti gli onesti di combattere strenuamente il fenomeno mafioso, tuttora in espansione, ma che vede anche la volontà di tanti giusti di estendere il contrasto al crimine organizzato (si pensi all’esperienza di “Libera” e al coraggio di taluni imprenditori e a quello di molti giovani nelle regioni meridionali). E’ stato assegnato al “Quartetto del dialogo” tunisino il Nobel per la pace, dopo che le varie primavere arabe avevano fallito, con il ritorno al potere delle consuete tiranniche dittature militari. Segno che le speranze alimentate in Tunisia dalla Rivoluzione dei gelsomini non erano del tutto sopite. Alcune persone determinate e animate da forte speranza sono riuscite a salvare l’obiettivo del loro popolo. Se ne parla poco ma, anche per dar loro coraggio bisogna continuare a scriverne e a seguire il processo democratico avviato. In queste settimane gli avvenimenti terribili in Israele-Palestina, dolorosissimi per entrambi i popoli e forieri di più ampi disastri (si parla di “terza Intifada dei coltelli”, totalmente diversa dalle precedenti) paiono aver risvegliato l’attenzione della sempre dormiente comunità internazionale finalmente accortasi, almeno in certi settori, che il dominio incontrastato dell’occupazione israeliana che dura dal 1948 e che dal 1967 ha assunto il carattere di vera e propria dominazione coloniale va fermato in un modo o nell’altro, nella certezza che le infinite sofferenze dei palestinesi non cesseranno con una ripresa degli eterni e inutili “colloqui di pace” tra le parti. In questo caso dove si devono cercare elementi di speranza? Solo, a mio avviso, nella volontà di pochi cittadini di Israele (e alcune loro associazioni) che volenterosamente da anni tentano di far comprendere le ragioni che dovrebbero indurre i loro compatrioti a non considerare nemici da opprimere i vicini palestinesi, e a trattarli con umanità ed equità, riconoscendo la lunga serie dei propri torti e porvi riparo. Possibile che i secoli di persecuzione subiti dai loro antenati durante la diaspora ebraica non insegnino nulla agli attuali figli d’Israele? Ascoltino le voci autorevoli e sensate di persone come Gideon Levy e di altri intellettuali, ma anche quelle di umili cittadini e cittadine – per ora poche in verità, ma ci auguriamo in aumento – invitanti alla calma, alla riflessione e alla buona volontà. Noi facciamo voti perché lo spirito di pace e l’amor di giustizia si facciano strada nel cuore degli israeliti, decisi come siamo a collaborare da lontano in tutti i modi possibili al conseguimento di tale sacrosanto obiettivo. Sulle speranze suscitate dalla venuta di papa Francesco, simili a quelle destate a suo tempo da papa Giovanni, non occorre soffermarsi. Colui che ha voluto prendere il nome del poverello di Assisi ha già suscitato aspettative luminose specialmente tra i popoli oppressi. Sta a tutti noi ascoltarlo e dar seguito alle sue ispirate esortazioni. Chi ha fede preghi perché il suo cammino non subisca intralci malevoli. A questo punto voglio collegare le speranze nel mondo a quelle che i Medici Contro la Tortura, operanti a Roma (uno dei nostri impegni storici), resuscitano nelle vittime di tortura di cui si prendono cura, provenienti da molti Paesi in cui infuriano guerre, tirannie, fame, malattie. Da poco si è stabilito un collegamento operativo tra i MCT e “Medici senza frontiere”, altra organizzazione assai benemerita e conosciutissima perché impegnata a diverse latitudini. La notizia mi ha fatto gioire e credo che altrettanto accadrà a chi mi legge. E non dimentichiamo Emergency, voluta e guidata dall’italiano Gino Strada, esempio di volontariato silenzioso ed eroico in più continenti (da qualche anno presente pure nel nostro Meridione), sempre in soccorso dei colpiti dalla barbarie di guerre assurde e dal terrorismo cieco. Torno all’Italia e alle tante attività mosse dalla speranza di arrecare sollievo materiale e spirituale a quella parte del nostro prossimo che più necessita di attenzioni fraterne e disinteressate. Innanzitutto il volontariato, nelle sue infinite versioni talvolta geniali. Impossibile citarle anche solo in parte, ma mi sembra giusto ricordare almeno chi si adopera a favore dei carcerati, uomini e donne che non si sentono più membri della società umana e che invece, grazie ai volontari, capiscono di potervi rientrare. Uno di loro ha detto “che i volontari sono un filo colorato che li tiene legati al mondo, ai loro cari, alla speranza di un futuro diverso” (dalla rivista della “Caritas”). Ancora altri modi esistono per essere solidali con le genti del Sud del mondo. Uno di questi è rappresentato dal “commercio equo e solidale”, che paga il giusto prezzo alle cooperative che producono le materie prime che poi vengono lavorate e vendute in Italia; mitigando così il dominio dei mercati internazionali che pagano a prezzi irrisori il frutto delle fatiche dei produttori. E a ben vedere ogni progetto della nostra Rete non è forse animato dalla sottintesa speranza di compiere, per molto o poco che sia, azione di giustizia verso chi è stato ed è depredato dall’Occidente (ora anche dalla Cina), con l’intento di “restituire” un poco del maltolto? Teniamo presente che i bambini “rifugiati” nel mondo assommano a oltre 30 milioni. Sono dati dell’UNHCR (l’Unione ONU per i rifugiati) e quindi attendibili. Il triste fatto deve farci riflettere e lo faremo. Della speranza si parla molto nell’Antico e nel Nuovo Testamento. Persino nel Corano si dice più volte di sperare nel perdono di Allah. Presumo che ogni religione includa il concetto della speranza. Tutti i giorni, può dirsi ora dopo ora, pervengono da ogni angolo del pianeta notizie inquietanti, tali da farci temere il peggio. Possiamo però opporgli la nostra speranza in un futuro migliore; spetta a noi – se ne saremo degni – e a tutti gli uomini amanti della pace e della giustizia per correre senza indugi questa via. Vi lascio con questo augurio nella certezza che sia condiviso da voi tutti.

Mauro Gentilini

Rete di Roma