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Non camminare dietro a me, potrei non condurti. Non camminare dietro a me, potrei non condurti. Non camminarmi davanti, potrei non seguirti. Cammina soltanto accanto a me e sii mio amico.(Albert Camus)

Cari amici e care amiche, con la circolare di Dicembre vi parlerò dell’Amicizia. Dell’amicizia tra la Rete Radié Resch e la Mesa Campesina. All’inizio, nel lontano 2006 era l’adesione convinta ad un progetto per la sua valenza “politica”: la lotta dei campesinos criollos e Mapuche per il riconoscimento del diritto alla terra, nella lontana Patagonia, in un’ Argentina tra le prime vittime di una globalizzazione economica iniqua. Poi sono diventate “persone”, “storie”, “volti”, che abbiamo conosciuto attraverso relazioni, documentazione, comunicazioni e foto, la visita di Viviana qui, i miei viaggi lì ed il viaggio di gruppo organizzato da Fernanda nel 2014. Persone, storie e volti  che abbiamo imparato a stimare, ammirare ed amare. P. Marcelo Melani, vescovo della diocesi di Neuquen, Viviana e P. José Maria, della parrocchia di Loncopué, coraggiosi figli di una Chiesa locale povera accanto ai poveri ed alle loro attese di liberazione, ispiratori e coordinatori della Mesa Campesina; Mariela,l’agronoma che si è fatta tramite con le istituzioni agricole ed ha anche lavorato con la gente su tanti aspetti della vita campesina (ricordiamo, in particolare il lavoro sulle sementi e la sovranità alimentare), Christian e German, i due giovani avvocati che si sono fatti carico di tutti gli aspetti legali; Maria Rosa, che ha animato le lotte contro la miniera di rame a cielo aperto, Marcela che sta diventando medico per essere utile alla comunità, Susana che vive con il suo piccolo Julian sperduta nelle Ande con il padre, che ha dovuto ingiustamente pagare con la galera il reclamo del loro pezzo di terra; Hernan e Flavio, che hanno organizzato il silos per la conservazione e la distribuzione comunitaria dei foraggi, e tanti altri…volti di…. Gente semplice, campesinos e Mapuche, che vivono di piccola pastorizia, ai margini della società e che hanno avuto il coraggio (a volte pagato con una violenta repressione) di mettersi insieme e lottare per il proprio diritto alla terra e ad una terra non contaminata, unendosi anche alle istanze di liberazione di altri movimenti popolari locali e nazionali. Per loro è stato ed è un lungo e difficile cammino comunitario di coscientizzazione e liberazione, in mezzo a tante difficoltà, anche interne; ma finalmente, grazie alla Mesa non si sono più sentiti soli. Le manifestazioni per la terra, la presentazione di proposte di legge, le giornate di formazione sull’ambiente, il giornalino della Mesa, le lotte ed il referendum popolare comunale per fermare l’istallazione di una miniera di rame a cielo aperto (clamorosamente vinto), le lotte per la proroga della legge di riconoscimento dei territori delle comunità indigene (anch’essa con esito positivo)…, sono stati i momenti più significativi del cammino fatto in questi anni. E noi, li abbiamo sostenuti ed accompagnati non solo con le necessarie risorse economiche, ma anche con l’affetto e la condivisione profonda. E se all’inizio essi pensavano di essere oggetto di beneficenza di ricchi signori del Nord del mondo, con stupore e gioia hanno poi trovato compagni di strada con cui condividere la lotta e la speranza di un mondo distinto. Oggi, al termine del 2°progetto (iniziato nel 2014), gli amici della Mesa Campesina si congedano. Non presenteranno un nuovo progetto. Ritengono di dover proseguire da soli, dando la possibilità ad altri di poter usufruire delle risorse della Rete Radié Resch.…. “Finisce un progetto economico, ma Mai la nostra amicizia ed il nostro affetto”-dice Viviana nella sua ultima recente lettera, che abbiamo letto con commozione e gratitudine e che ora vogliamo condividere anche con tutti voi.

Loncopué  27 ottobre 2017

Hola, amiga! 

Che gioia ricevere la tua e-mail, Maria Rita!… e quello che hai voluto condividere del tuo viaggio in Ghana. Immagino il dolore e la sofferenza di questo Popolo… Tempo fa stavo guardando tutto il lavoro schiavo dei bambini per estrarre il Coltan e come vengono utilizzati per meschini interessi. Noi qui stiamo bene, con molto lavoro ed anche molte situazioni dolorose che riguardano  il popolo Mapuche e gli altri popoli originari… Qualcosa ti avrà raccontato Fernanda… ci sono molte informazioni nel mio facebook ed in quello di Endepa, però ricordo che non hai facebookSe in futuro avrai watsapp nel tuo cellulare, avvisami perché attraverso watsapp ti posso mandare molti audio e documenti. E’ un tempo molto triste nel nostro paese, a volte mi sento sconcertata!! Quello che mi preoccupa e mi duole é come la gente si lascia manipolare ed é spuntato un razzismo ed una xenofobia tanto grande nei confronti dei Mapuche che mi costa crederlo!!Come ciliegina sulla torta, la sparizione di Santiago Maldonado che dava solidarietà alle rivendicazioni Mapuche. Dopo  71 giorni senza sue notizie, Egli è stato ritrovato morto nel fiume…. con seri e fondati sospetti del coinvolgimento della Gendarmeria, coordinata dalla Ministra della Sicurezza del Governo… Grazie a Dio che continuano ad esserci persone tanto care che non abbassano le braccia nell’impegno in difesa della Vita… In mezzo a tanto egoismo, mancanza di solidarietà, disprezzo… ci sono Amici come voi che ci incoraggiano e ci accompagnano. Grazie per il Comunicato di appoggio che ci avete mandato quando sembrava difficile che riuscisse la Proroga della Legge 26160 per il Rilevamento territoriale delle Comunità Indigene… Dopo l’approvazione dei Senatori, abbiamo fiducia che anche i Deputati l’approveranno. Rispetto ai Campesinos, allevatori, sta terminando il tempo dei parti. In alcune zone si sono avute perdite a causa sia della siccità che di forti temporali- però, come sempre dice la gente campesina, ci sono anni in cui Dio dà di più  ed anni in cui non si ottiene tanto…Alcune organizzazioni, come “Quine Newen” si fanno più forti, con molto lavoro e responsabilità. Altre vanno avanti più lentamente, ma vogliono ugualmente camminare.Rispetto al progetto della Mesa Campesina, già abbiamo finito di utilizzare l’ultimo contributo ricevuto l’anno passato. Se Dio vuole spero di potere inviare la relazione ed  il rendiconto in questi giorni. L’anno passato abbiamo discusso coi delegati che partecipano alla Mesa circa il termine del contributo economico. Abbiamo solo parole di ringraziamento per tutto il tempo che ci avete accompagnato e sostenuto economicamente.Ora abbiamo  la sfida di assumere l’impegno di continuare a cercare- tra tutti- la maniera di sostenere spazi di formazione ed organizzazione che mancano e che dobbiamo fortificare.Però non vi presenteremo un nuovo progetto economico perché é già ora che voi possiate appoggiare un altro progetto, che lo facciate con un’altre organizzazione che ancora non ha potuto avere l’opportunità che abbiamo avuto noi in tutti questi anni.Naturalmente se  il ” progetto economico” termina, però MAI la nostra amicizia ed il nostro affetto.Inoltre, abbiamo sufficiente confidenza ed affetto per rivolgerci a voi per qualsiasi necessità urgente che dovessimo avere e che necessiterebbe che ci diate una “manina”.Volevo raccontarti che é venuto a visitarci Tommaso, un giovane italiano del Nord i cui genitori hanno sempre collaborato con la Rete (anche se non vi fanno parte), tramite una coppia della Rete comunicarono con Fernanda ed ella mi avvisò ed il giovane é stato qui con noi per una settimana (da poco é andato a Temuco). Bel ragazzo, fraterno, semplice che ha voluto condividere alcuni giorni con mapuche e campesinos… Abbiamo cercato di renderlo partecipe più che possibile delle nostre attività, quantunque la gente aveva molto lavoro a causa dei parti.Se ne é andato molto contento ed emozionato per quello che ha condiviso! Bene, Maria Rita, mi congedo. Ti mando un grande abbraccio, saluti alla famiglia e agli amici della Rete. Saluti da Padre José Maria e vi ricordiamo nelle preghiere. Che Tatita Dios  ti benedica ed accompagni

Vivi 

Maria Rita (ReteNoto)
BUON NATALE!

Per quel che riguarda il giro d’Italia e il BDS, temiamo che le firme online servano sempre meno e che creino nei firmatari la tranquilla coscienza di avere fatto tutto ciò che si poteva fare, senza porsi altri obbiettivi.

     Abbiamo pensato allora la breve lettera in oggetto, dove una singola persona abbia il coraggio di esporsi un attimo, metta nome cognome e indirizzo, investa 95 centesimi di francobollo, scelga a caso uno dei tre destinatari (hanno la stessa sede legale-amministrativa) e spedisca, dopo avere completato la lettera stessa con luogo-data-firma leggibile-indirizzo completo.

     Come vedete, volutamente non si parla di associazioni, ma la lettera si presenta come scelta individuale. Potrà quindi essere modificata e personalizzata, come uno meglio crede. Non solo, l’invio della lettera non preclude alcuna partecipazione a qualsiasi altra iniziativa pertinente.

     Prevediamo fasi successive:

  • la prima è appunto l’invio della lettera a uno o più destinatari.

  • Il secondo step consiste nello scrivere a uno o più degli sponsor indicati, manifestando la nostra protesta e la decisione di boicottarli (non acquistare più nulla da loro).

  • Il terzo step sarò quello di vedere se, con altre associazioni, nel prossimo maggio (in occasione delle tappe del giro) riusciremo a dare visibilità a una protesta nonviolenta che sia impegno di solidarietà per la realtà palestinese.

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Urbano Cairo, presidente di RCS Media group

Mauro Vegni, Direttore del Giro d’Italia

Gazzetta dello Sport

via Angelo Rizzoli, 8 20132 Milano

Egregi signori,

avete deciso che il prossimo Giro d’Italia cominci nello stato di Israele.

Anche alla luce delle recenti decisioni del governo Trump, questa ci sembra una scelta inammissibile.

Infatti, così facendo, voi apertamente appoggiate uno stato che pratica l’apartheid, e sostenete le politiche discriminatorie dell’attuale governo.

Sapete certamente che l’ONU e il Tribunale Internazionale dell’Aja hanno più volte decretato risoluzioni contro il governo israeliano, per non avere rispettato i diritti umani dei Palestinesi.

La disponibilità delle risorse idriche è tutta orientata ai cittadini israeliani non arabi. Anche il muro di separazione, eretto per centinaia di chilometri, ha sottratto sorgenti e pozzi ai palestinesi a favore degli insediamenti israeliani nei Territori Occupati (insediamenti che sono condannati dal diritto internazionale).

Ovunque ai Palestinesi viene limitato il diritto alla salute, il diritto allo studio, il diritto alla libera circolazione che impedisce perfino di raggiungere il proprio campo per coltivarlo.

Nei Territori Occupati e in Gerusalemme Est, appositi regolamenti edilizi negano ai palestinesi qualsiasi diritto a costruire abitazioni, mentre facilitano sempre l’edificabilità da parte di israeliani non arabi.

Io non intendo avallare, neppure indirettamente, le politiche del governo israeliano e non voglio avere alcuna complicità nell’apartheid.

Mi impegno quindi formalmente a boicottare la Gazzetta dello Sport, il Corriere della Sera e tutta la stampa di RCS media group, così come i canali televisivi La 7 e La 7d e ogni altra rete tv, a voi legata, che trasmetta cronache e notizie sul Giro d’Italia.

Mi impegno inoltre a boicottare tutti gli sponsor ufficiali del Giro d’Italia 2018 (come pubblicati sul vostro sito) a cominciare da: ENEL, Mediolanum, Segafredo Zanetti, Eurospin, Namedsport, Casa.it.

Mi impegno, infine, a fare attiva opera di informazione presso tutte le persone che conosco, perché possano scegliere di comportarsi in modo analogo.

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Caro Padre Francesco,

facciamo parte della Rete Radié Resch, un’associazione di solidarietà internazionale, nata nel 1964. Quell’anno, per la prima volta, Paolo VI fece un viaggio apostolico in Terra Santa e, tra i vaticanisti accreditati, c’era anche il giornalista Ettore Masina.

A Nazareth viveva a quel tempo Paul Gauthier, prete operaio francese che Masina aveva conosciuto a Roma, dove Gauthier era giunto come consulente al Concilio Vaticano II.

Le condizioni di vita dei Palestinesi, le umiliazioni e le discriminazioni a cui erano sottoposti colpirono e commossero Masina, che chiese come avrebbe potuto aiutare concretamente quelle persone. Gauthier disse subito che un’offerta occasionale di denaro era inutile. Ai poveri serviva giustizia, dignità, casa, lavoro. Da questo incontro e da queste considerazioni nacque la nostra Rete, prendendo il nome da una bambina palestinese, morta di broncopolmonite in quei giorni, figlia di una coppia scacciata dal suo villaggio durante la guerra del 1948.

Il nostro impegno è quindi aiutare i più poveri, appoggiando piccoli progetti di liberazione, di promozione della dignità umana e di sostegno ai diritti civili in Medio Oriente, in America Latina e in Africa. Soprattutto denunciamo i meccanismi che creano sempre nuovi poveri, i silenzi e la colpevole disinformazione che favoriscono la pigrizia o la complicità di tanta parte del mondo benestante.

Noi ricordiamo, nel maggio 2014, la Sua visita ufficiale in Palestina e la Sua attenzione, per non offendere il popolo palestinese umiliato, di iniziare la sua visita nel Paese, entrando da Amman e non da Tel Aviv.

Ora, a fine ottobre, la stampa ha riportato che Lei è stato ufficialmente invitato dal governo israeliano alla partenza del Giro d’Italia da Gerusalemme Est.

Le scriviamo per pregarLa di rifiutare fermamente e, se possibile, pubblicamente un invito di questo tipo: sarebbe solo “propaganda” per un governo che impone l’apartheid a milioni di persone, e che persegue una politica di grave violenza discriminatoria nei confronti dei Palestinesi.

La negazione dei diritti umani al popolo palestinese da parte del governo israeliano Le è ben nota. Dalla constatazione di questa drammatica situazione nasce il nostro appello.

La preghiamo: non avalli questo regime, non si lasci strumentalizzare, quasi si rendesse complice, benché involontario, di un governo che non rispetta i diritti dei popoli in quella terra e alimenta condizioni di conflitti e odio.

Grazie comunque per averci letto e ascoltato.

Verona, 19 novembre 2017