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Coord. Rovereto 25-26 marzo 2017

SABATO 25 MARZO

Ore 15.15 : Inizio lavori

Come ormai consuetudine, si procede a registrazione audio, per permettere:

  • L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono essere presenti;
  • La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete.

Hanno partecipato al coordinamento:

VARESE: Marco Lacchin, TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan, Eugenio Mattalia, Luciana Gaudino, SPRESIANO-LANCENIGO-MASERADA: Francesca Gaspa, Fernanda Bredariol, PISA-VIAREGGIO: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, Giorgio Gallo, Franca Rosa Bianchi, ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavaz-za, Gigi Bolognini, UDINE: Toni Peratoner, Maria Grazia Visintainer, VERONA: Maria Picotti, Dino Poli, Silvana Val-piana, PADOVA: Francesco Fassanelli, Marianita De Ambrogio, CASALE MONFER-RATO: Giuseppe Ghilardi, Cristiana Longhin, CELLE-VARAZZE: Pierpaolo Pertino, Simona Mozzati, Valeria Marcato, Enrico Vallarino, BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini, MILANO: Liviana Bortolussi, TRENTO: Carla Grandi. Alberto Inzighieri, Luigi Moser, Michelina Cappelletti, Fulvio Gardumi, QUARRATA: Mariateresa Bertoldi, CASTELFRANCO VENETO: Fabio Corletto, Mar-ta Bergamin, Maria Angela Abadessa, Ermanno Di Biasio, ROVERETO: Paolo Rosà, PESCARA: Silvio e Agnese Profico, GENOVA: Sergio Ferrera, ROMA: Angelo Ciprari, Giacinta Carnevale, MOGLIANO VENETO: Beniamino Favaro, Annarosa Liotto TREVISO: Olga Turchetto

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  1. Saluti e sintesi del precedente coordinamento.
    Dopo i saluti, la Segreteria illustra brevemente le decisioni prese allo scorso coordinamento di Roma.
  • Rinnovo progetti in scadenza, con piccole decurtazioni da destinare a viaggi e formazione per giovani.

  • Situazione F. DE BRITO: si sta tentando di contattarlo per avere una relazione della sua situazione.

  • Individuazione di un percorso sul tema “Quale Solidarietà”?

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2) Revisione progetti in scadenza e nuove proposte.

  • Don Milani / Dofinè – Rete di Padova

Marianita De Ambrogio (Rete Padova) illustra la situazione del progetto, iniziato nel 1993. Si tratta di sostegno a scuole in una zona montagnosa e remota di Haiti. Il progetto ha dato luogo a molte iniziative collaterali gestite dall’organizzazione FDDPA (Forza per la Difesa dei Diritti dei Contadini Haitiani).

La Rete di Padova ritiene necessario continuare ad accompagnare la FDDPA: il progetto risponde a tutti i criteri fissati dalla Rete. Ci sono continui contatti con i referenti, l’ambiente in cui si colloca il progetto è molto degradato, la situazione economica del Paese è disastrosa e quella politica instabile.

Tenendo conto dell’aumento degli scolari e dei bassi salari degli insegnanti, la Rete di Padova propone di portare il contributo annuo a €. 20.000, di cui si farà carico direttamente, come già in passato.

Il progetto ha dato vita a collaborazioni con altre organizzazione tra cui quella con l’associazione italiana Popoli in Arte per la formazione sui temi della salute e dell’igiene (utilizza il metodo Freire) e con la Brigade Dessaline, creata da Via Campesina e formata anche dai SEM TERRA, presente da anni nel Paese, che offre formazione agro-ecologica. Beppe Ghilardi (Rete Casale) e Toni Peratoner (Rete di Udine) hanno di recente visitato il progetto e ritengono utile la formazione di un minimo di società civile nelle zone di interesse.

Il progetto potrebbe essere sede di viaggi di formazione, ma le condizioni sanitarie e logistiche sono molto precarie, per cui occorre valutare bene. Si può studiare un viaggio per un piccolo numero di persone, accompagnate da membri della rete di Padova. Occorre la conoscenza almeno del francese.

Dopo breve dibattito il Coordinamento approva il rinnovo del progetto per il triennio (2017–2019) per un importo di €. 20.000 annui. I costi di un eventuale viaggio non sono compresi in questa cifra. Sarà comunque necessario un chiarimento su come collocare a bilancio i costi di un progetto di fatto finanziato dalla Rete di Padova.

Il dibattito prosegue sul problema della contabilizzazione della raccolta dei soldi destinati e dell’esigenza che questi tutti debbano essere presenti nel nostro bilancio. La Segreteria conferma che tale questione và certo approfondita ma deve essere affrontata nella discussione in cui parleremo dei criteri generale in quanto tale modalità non riguarda solo questo progetto. Per permettere una agevole relazione è certo necessaria un’autonomia della Rete Locale referente del progetto ma và anche considerato che più di una Rete Locale versa nella cassa nazionale l’importo esatto destinato del proprio progetto. Quindi la considerazione è che se tale discorso fosse generalizzato, non ci sarebbero più risorse economiche per :

  1. I progetti delle Reti locali più piccole o capaci di raccogliere minori contributi
  2. Le proposte di nuovi progetti e nuove modalità di solidarietà.
  • El bonete – Rete di Milano
    Liviana Bortolussi (Rete di Milano) riassume la relazione già stata fatta circolare.

In Nicaragua la Rete ha attivi il progetto delle/di:

  1. Donne che producevano filtri per la potabilizzazione dell’acqua (dal 2001): importo 3.100 €.
    Oggi i filtri plastica, più economici, hanno sostituito quelli in ceramica prodotti dal collettivo delle donne. Si è cercata una diversificazione del progetto con la coltivazione di prodotti ortofrutticoli e della lavorazione dell’
    icaro (pianta spontanea usata per la produzione di bevande e di filtri per la potabilizzazione). Per rendere autonomo il progetto relativo all’icaro, occorrono investimenti di decine di migliaia di € e capacità imprenditoriali in questo momento precluse alle donne. Nel 2014 il progetto è stato rinnovato per 2 anni, prevedendo poi una verifica, fatta nell’autunno scorso.
  2. Sostegno ad una Scuola Materna con pagamento del salario a 3 insegnanti ed i buoni pasto dei bambini con l’importo do 3.500 €/annui. Tale progetto è successivo e più recente e si è reso necessario perché la più vicina scuola materna era nel capoluogo e quindi troppo distante da raggiungere. La Scuola Materna sostenuta raccoglie la frequenza di 60/80 bambini all’anno ed, in questi anni, ha molto contribuito all’aumento della scolarizzazione nel villaggio (con successiva prosecuzione degli studi).

La Rete di Milano propone di rinnovare il progetto così com’è, con possibile ritocco al rialzo per il contributo per la scuola materna.

Possibilità di effettuare viaggi di formazione: a El Bonete c’è un centro comunitario che può offrire ospitalità, oltre ad altre piccole strutture, per cui un viaggio è possibile, ma solo con Dino e Gloria del gruppo di Carugate, che gestiscono il centro.

 

Dopo breve dibattito il Coordinamento decide di rinnovare il progetto della scuola materna per €. 3.500 per il triennio 2017 – 2019, con possibilità di ritocco al rialzo se dovessero emergere necessità. Anche il progetto delle donne è rinnovato per €. 3.100. La Rete di Milano si riserva di verificare possibili sbocchi diversi del progetto

 

  • Lualaba – Rete di Mogliano Vento

Beniamino Favaro (Rete Mogliano Veneto) riassume il contenuto del documento inviato via mail.
Il progetto è stato approvato nel 2014 con la destinazione di €. 15.000 provenienti dai lasciti. Le attività sono procedute a rilento, per cui le prime due tranches di €. 5.000 sono già state inviate, la terza lo sarà nel 2017. Quindi per quest’anno il progetto è coperto .
Si tratterà di rivalutarlo nel 2018.

La zona è isolata ed estremamente povera. Il problema più grande sono le comunicazioni perché non c’è elettricità e non funzionano i telefoni. Le notizie sono fornite da padre Richard Ngoye. Si spera di poterne ricevere anche da padre Ippolito, che è il parroco del villaggio. Al momento la scuola è ancora in costruzione: le fondamenta ci sono e stanno preparando i mattoni per i muri. La Rete di Mogliano ha invitato padre Ippolito in Italia e sosterrà direttamente i costi del suo viaggio.

  • Bumuntu – Rete di Castelfranco Vento

Franco Corletto (Rete Castelfranco Veneto) spiega che l’operazione di cui si chiede il rinnovo, è parallela alla costruzione del centro di sanità (che prosegue con altri contributi) e riguarda 3 punti:

  • La coscientizzazione della popolazione sulla tutela dell’ambiente e della foresta;
  • Il sostegno all’associazione locale PDD BADIBAM * che invia operatori sul territorio;
  • La formazione per attività di prevenzione igienico sanitaria.

La Rete di Castelfranco ritiene che il progetto debba proseguire. Di ciò si è avuta conferma anche nel viaggio fatto la scorsa estate. Tra l’altro gli operatori si muovono spesso a piedi, per cui occorrerebbe almeno una moto e hanno bisogno di un sostegno economico. Vi è, infine, la necessità di inviare a Kinshasa, per un breve stage sull’uso di alcuni macchinari, una dottoressa che già collabora in loco al progetto. L’importo per cui si chiede il rinnovo è pari ad €. 8.000 annui per 3 anni

Ermanno Di Biasio (Rete Castelfranco) fa presente che sarebbe molto importante che qualche giovane (o non giovane) si recasse sui luoghi dell’operazione. Purtroppo la zona è abbandonata: chi arriva è ben accetto, ma le difficoltà logistiche sono molte.

* Promotion pour le Development Durable de Badimi Bamunyi è il nome dell’associazione fondata nel 2004 dal nostro referente Richard Ngoy tra contadini ed allevatori di vari villaggi compresi nel distretto di Kabinda

ASBL sta per Association Sans But Lucratif che in Italiano significa associazione senza scopo di lucro.

Il coordinamento approva il rinnovo del progetto.

 

  • Hagharzin (Armenia) – Rete di Quarrata.

Mariateresa Bertoldi (Rete di Quarrata) propone questa nuova operazione. Il progetto riguarda alcuni villaggi che si trovano in Armenia, ai confini con l’Azebaijan. E’ una zona di guerra, dove i villaggi si stanno spopolando. La popolazione è molto giovane ed estremamente povera. L’obbiettivo è che la gente rimanga sul posto. La zona è meta turistica, per la presenza di antiche chiese e monasteri. Il progetto si appoggia sul monastero più importante e visitato e riguarda la produzione di oli essenziali e prodotti bio -cosmetici.
Le erbe sarebbero coltivate in loco ed i prodotti venduti nel monastero. Il ricavato potrebbe finanziare

successive iniziative ed innescare un processo virtuoso, imitabile, con l’intento di portare un po’ di sviluppo nell’intera area. L’idea è nata dal Vescovo ma la sua realizzazione è indipendente dalla Chiesa locale.

La prospettiva è di arrivare a dare lavoro da una ventina di persone. Il progetto mira a coprire gli stipendi, l’acquisto dei materiali e ad aiutare il centro sociale. La destinazione dei soldi è (per ora) una associazione

(Pahapan vedi Inga) che in futuro potrebbe essere una cooperativa.  La cifra richiesta è di 2.760 €/ annui.

Vi è una referente armena in Italia, che provvede anche alle traduzioni.

Nel dibattito sorge il problema del destinatario dei soldi: la diocesi o una cooperativa di donne? Le donne come si organizzerebbero? Creerebbero una cooperativo o sarebbero dipendenti della diocesi?

Il Coordinamento è favorevole all’apertura del progetto, che viene approvato per la cifra richiesta. Tra un anno ci interrogheremo sui risultati.

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3) Stato lavori “Commissione Migranti ”.

Maria Picotti (Rete Verona) aggiorna sullo stato del progetto Solidarity Watch: alla segreteria è stata mandata una e-mail (poi girata in mailing list), che riassume i primi passi dell’osservatorio.

Le ragazze si sono riunite per far partire il sito. Stanno raccogliendo dati di tutti i casi in cui perso-ne sono state perseguite per aver aiutato migranti e le mobilitazione che ne conseguono. E’ im-portante che questi dati circolino, ma anche stabilire come queste persone possano essere protette.

Hanno contattato una persona disponibile a creare il sito. Inoltre, stanno cercando di creare una rete di confronto con tutte le realtà che lavorano sul tema della criminalizzazione della solidarietà in vari Paesi europei. La redazione del documento di presentazione è sospesa, per dare spazio alle altre iniziative, tra cui quella di costituirsi in associazione, per una questione di trasparenza, rispet-to ai finanziamenti. Apprezzano l’appoggio della Rete.

Non essendo presente Maria Rita Vella (Rete Noto), non si affronta il tema delle lettera di Padre Zerai.

Pierpaolo Pertino (Segreteria) riferisce della raccolta di esperienze nella Rete, in tema di migranti. La perplessità manifestata (per telefono) da Gianni Pettenella (Rete Verona) è che il firmare appelli o appoggiare persone come l’on. Kienge possa non avere grande efficacia pratica. Tra l’altro, il Parlamento Europeo ha un peso sostanzialmente consultivo.

Carla Grandi (Rete Trento) riferisce che la Rete di Trento prosegue il progetti migranti già in corso ed ha saputo che l’associazione per la Pace di Rivoli Torinese, con l’aiuto dei migranti ha predi-sposto una mostra sul tema. Questa mostra è stata ripresa da un gruppo di Rovereto, che ha pre-disposto anche del materiale cartaceo che illustra i problemi che ci sono nei paesi di provenienza dei migranti, sulla base dei loro racconti. Altre Reti possono chiedere di divulgare questa mostra. Il materiale è disponibile in formato sigenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo a cartacegenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo o che diggenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo itale. Varie Reti sono interessate ed ottengono il materiale che, comunque, è di-sponibile sul sito del Centro per la Pace di Rovereto (www.rovepace.org).

Marco Zamberlangenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo (Rete Tgenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo orino) riferisce del progetto di Noel Guirao migrante della Costa d’Avorio che intende rientrare nel proprio Paese per mettere a frutto tutto ciò che ha imparato in Italia.

Alcuni progetti erano partiti anni fa, mentre lui era in Italia e faceva la spola. Nel 2011 la guerra civile ha distrutgenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo to tutto. Ora Noel si è riproposto e la Rete di Torino si è attivata per ridare slancio al progetto.
Il 21 giugno Noel rientrergenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo à in Costa D’Avorio con l’intenzione di far ripartire l’allevamento di maiali. generale piuttostgenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo o che generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo
Il costo è di 8.000generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo €. in gran parte già rgenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo accolti.

Vi è la possibilità di incontrare Noel. Le Reti possono richiedere la sua testimonianza per un confronto con i migranti e richiedenti asilo, presenti sul territorio.
Le Reti di Casale, Udingenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo e, Celle-Varazze e Quiliano si sono già rese disponibili.

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4) Presentazione del Percorso “Quale Solidarietà? ” da parte della Segreteria.generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo

Pierpaolo Pertino (Segreteria) chiarisce che l’argomento si affronta volugenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo tamente a fine pomeriggio, in modo da favorire la riflessione e discuterne così la domenica mattina. Si tratta, infatti, di un percorso che toccherà l’identità della Rete, per cui è importante che il coordinamento abbia adeguati tempi e spazi di riflessione; altrettanto importante il non arroccarsi in sé stessi e nelle proprie abitudini.

La circolare della segreteria ha provato ad introdurre e contestualizzare tale tema.

L’idea è quella di un percorso che occuperà tutto il mandato della segreteria passando dal confronto nei seminari macro regionali e nazionale fino al Convegno Nazionale del 2018.

Al coordinamento, quindi, viene chiesto di generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo pronunciarsi soprattutto sullo schema generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo esemplificativo e che quindi potranno integrati e/o modificati. La proposta è illustrata attraverso una presentazione proiettata a slide che verranno poi riportate nel verbale.

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  1. Aggiornamento sito della rete.
    Gigi Bolognini (Rete Alessandria) riferisce dello stato del nuovo sito della Rete. Premette che:
  • i tempi non sono rapidi perché la persona che ci aiuta nella costruzione del sito lavora solo nel tempo libero per mantenere i costi i contenuti (300 euro + 40/50 euro per l’acquisto del modello template). Tali costi, approvati in Gennaio nel coordinamento di Roma, non sono stati verbalizzati ;

  • non è stato possibile riorganizzare il vecchio sito, come si pensava, in quanto il software che lo gestiva è talmente obsoleto che non più disponibile. Il nuovo sito, quindi, è stato creato su un’altra piattaforma e sostituirà il precedente.

Vengono mostrate le immagini del nuovo sito. Sulla prima pagina scorreranno fotografie in successione che riguarderanno tutte le grandi aree geografiche sede dei progetti. Cliccando su quella che interessa si aprirà la pagina, in cui saranno visibili i progetti ad essa relativi.

Nel vecchio sito i progetti erano illustrati tramite le pagine del libretto realizzato anni fa, ormai superate. Sarà necessario che le Reti referenti predispongano le schede dei nuovo progetti, con le relative immagini

Ci sarà una pagina “chi siamo”, divisa in una sezione sulla storia della Rete e una sui criteri con cui agisce. Nella pagina “documenti” ci saranno la rivista “In Dialogo” (copertina, indice e un articolo), gli atti dei convegni e le circolari (ultimi 3 anni). Il materiale più vecchio sarà collocato sotto la voce “archivio”. Un’altra veletta porterà alla spiegazione dei criteri di scelta dei progetti.

Ci sarà uno spazio dedicato alle Reti locali (elenco, referenti e breve presentazione) Occorrerà de-cidere con quali criteri stabilire quali Reti locali indicare, eventualmente telefonando alle varie Reti che danno poche notizie di sé, per chiedere se vogliano comparire. Occorrerà anche aggiornare i referenti e, in questo modo, rivedere la lista referenti della mailing list.

Saranno poi indicati i bilanci: da decidere se tenerli riservati o renderli visibili, per una questione di trasparenza e per pubblicizzare il nostro metodo di lavoro. Un’altra veletta darà accesso al forum ed una ai contatti (quelli della Segreteria, oltre ad un modulo da compilare per essere contattati).

Infine, ci saranno i link alle associazione amiche e ci sarà uno spazio protetto per accedere ai ver-bali dei coordinamenti. Ci sarà uno spazio per le news sia della Rete nazionale che di quelle locali, oltre ad una sezione tematica che proporrà dossier su vari argomenti di interesse

Per mancanza di tempo non si apre la discussione.
E’ possibile inviare e-mail direttamente a Gigi Bolognini con commenti e proposte.

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Ore 19.30. Termine dei lavori del pomeriggio e Cena

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Ore 21.15. Ripresa dei lavori.

  1. Intervento di Padre Richard Kitengie.

Padre Richard Kitengie, dalla Repubblica Democratica del Congo, referente del progetto di Castelfranco Veneto, interviene in Italiano, ringraziando la Rete e affermando che il fatto che molte persone siano qui riunite, trascurando i propri impegni personali per parlare della sofferenza del mondo dimostra che un mondo diverso è possibile. La Rete è fatta di “pazzi fuori dal mondo”, perché nel mondo la gente cerca di aumentare la propria ricchezza, il proprio potere o la propria celebrità, mentre qui si cerca di aiutare le altre persone a vivere meglio. Quello che stiamo facendo è proprio una meraviglia.

Racconta che il 18 febbraio 2017 il suo seminario, a Kananga, nel centro della Repubblica Democratica del Congo, è stato attaccato dai miliziani che sono in guerra con lo Stato ed è stato distrutto; ad un edificio è stato anche appiccato il fuoco. Al momento il seminario è chiuso ed i seminaristi sono tornati nelle loro diocesi. Non è stata una sorpresa, perché da mesi tutta la popolazione vive una situazione di guerra. De-scrive le ragioni che hanno dato luogo alla guerra, legate la fatto che un capo tribale ha tentato di risvegliare le coscienze della gente, provocando la ribellione dei giovani ed è stato sostanzialmente “sostituito” da un capo rivale, ad opera del Governo Provinciale. La vicenda si innesta sulla stanchezza della popolazione per il regime dittatoriale del presidente Kabila, che è alla fine del secondo mandato e teoricamente non può più ripresentarsi, ma non accetta di lasciare il potere. I Vescovi del Paese si sono offerti di mediare tra le parti, per trovare una via di uscita pacifica. Il 31 dicembre 2016 è stato firmato un accordo che prevedeva che il Presidente potesse rimanere in carica fino alla elezione di un nuovo Presidente, a dicembre 2017, ma gli impegni non sono stati rispettati e non si è riusciti ad applicare l’accordo, anche per la morte naturale di uno dei principali oppositori.

A questo punto, i giovani che seguivano questo capo tribale hanno iniziato ad attaccare le forze di polizia e l’esercito, arrivando fino a Kananga. Durante gli scontri è stato distrutto il seminario.

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  1. La Narrazione ”.

    Olga Turchetto

Olga, chiamata a riferire dei momenti significativi vissuti nella Rete, dice che in realtà tutti i suoi 50 anni di presenza nella Rete sono stati significativi. Senza la Rete, personalmente, sarebbe rimasta all’elemosina ed alla beneficenza in Parrocchia o, al limite, a livello diocesano.

Il suo primo incontro con Ettore Masina è stato a Treviso (nel 1971?). Ha subito aderito. Oggi, per Lei la Rete non è più solo un punto di riferimento ma uno stato d’animo, il profondo senso di appartenenza ad una comunità. Tutte le altre esperienze di volontariato sono state effimere e insoddisfacenti. Spesso è stato impossibile trasmettere lo spirito della Rete, altrove. Ha sempre vissuto la Rete come una struttura estremamente democratica. Nessuno, nella Rete, si è mai presentata con i propri titoli. Nel tempo la Rete non è molto cambiata: è certo cambiata la realtà che sta attorno. Sulle ali della memoria, ricorda soprattutto :

  • Le toccanti testimonianze di Carmen Rinaldi (Uruguay) e di Frei De Brito e Padre Cavazzuti (Brasile), esuli e vittime di tortura e l’ingresso colorato e pieno di vita di Rigoberta Menchù al Convengo del 1986.

  • La testimonianza di Shafi, in un momento in cui, dopo gli accordi di Washington, la situazione palestinese sembrava essere ad una svolta, ,

  • La dichiarazione brutale di Soares (sociologo brasiliano) che diceva come fossero stufi della nostra beneficenza e ci invitava a cambiare prima le cose a casa nostra.

  • La relazione di chiusura del Convegno 1994, dopo le dimissioni di Ettore Masina, con la voce tremante di Giorgio Gallo che, di fatto, ne raccoglieva il testimone.

La rete è sempre stata dentro gli avvenimenti, mai spettatrice passiva.
L’impegno per la Palestina, per i SEM terra, per il Guatemala, per Haiti … ne sono un esempio

Carla Grandi

Carla precisa che non ha vissuto i primissimi anni della Rete ma quando vi è entrata, ne è stata cambiata profondamente. Da principio certe cose non le aveva capite fino in fondo.

Nella Rete c’è stato un certo Paul Gauthier che, senza tanti complimenti, ha fatto scoprire a Ettore Masina cosa accadeva in Palestina facendogli capire subito che non era questione di elemosina. Una lezione immensa, perché allora non si usava parlare così. Ancora adesso molti pensano di risolvere tutto con un assegno. Sempre Paul Gauthier ci invitava a non fabbricare poveri ed a cercare di capire le cause della povertà. Questo insegnamento è ancora attuale e non si può dire che sia stato realizzato.

Poi la Rete è finita nel Brasile della dittatura militare. Questa è stata una prova ma anche un’opportunità di crescere in fretta. E’ stato un grande insegnamento perché abbiamo conosciuto un paese sotto una dittatura, in cui alcuni nostri referenti riuscivano ad avere la massima trasparenza con noi, mentre altri ci scrivevano lettere senza indicare neppure indicare i propri nomi, in via semiclandestina.

Don Renzo Rossi, intanto, faceva la spola nelle carceri politiche, portando fuori le notizie e le parole scritte dai detenuti. Lì la Rete ha dovuto misurarsi con la politica, con la reazione alle istituzioni.
Ricercando le cause di ciò che era accaduto. A volte, i nostri referenti ci raccontavano cose che poi accadevano anche in Italia. Ad esempio le lotte operaie per le 40 ore settimanali di lavoro. Luisella Anchis parlava della classe media brasiliana, che si stava impoverendo, Più tardi la stessa cosa è accaduta anche in Italia. C’erano anche cose allegre e simpatiche. Per esempio, abbiamo scoperto un modo tutto popolare di aiutarsi nei villaggi. Si aiutavano molto più di noi. Chi, per qualche ragione, non poteva lavorare si metteva sul ramo di un albero e suonava e cantava per sostenere i suoi compagni.

Già nei primi anni della Rete noi abbiamo ricevuto la lezione che ciò che noi facevamo per quei popoli era restituzione. Inoltre, dovevano essere “loro” a decidere cosa fare, perché “loro” sanno cosa serve.
Arturo Paoli esortava a non mandare troppi soldi assieme perché poteva rovinare la comunità, soprattutto se la comunità li avesse ricevuti prima di essere pronta.

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DOMENICA 26 MARZO

Ore 9.00. Inizio dei lavori della Domenica

  1. Prossimi coordinamenti:

  • Salerno 17/18 giugno 2017

  • Brescia 7/8 ottobre 2017 (coordinamento e/o seminario nazionale)

  • Pisa o Quarrata (da stabilire) 27/26 novembre 2017

  1. Aggiornamento blog della rete.

Marco Zamberlan (Rete Torino) completa le informazioni sul forum. Il Forum và utilizzato al posto delle

mail, per far circolare idee o materiali. Sarà diviso per aree geografiche, come il sito e nel momento in cui la la notizia verrà inserita si genererà una mail di avviso in mailing list. Per commentare non bisognerà rispondere alla mail ma entrare nel forum. Andrà creata una password personale e ciascuno dovrà pensarsene una semplice da ricordare ( non il nome o data di nascita perché troppo facile). Dovrà avere almeno una lettera maiuscola e un numero. Entro il prossimo coordinamento andrà comunicata altrimenti ne verrà data una di ufficio. Per ciò che riguarda l’invio dei documenti della segreteria al sito/forum saranno caricati in formato Word o PDF. Se occorrono altri formati segnalate la necessità. Vista la difficoltà di scaricare i verbali audio dei coordinamenti, sono state comprate delle chiavette USB in cui sono stati caricati i verbali degli ultimi 3 coordinamenti e tutti gli interventi del Convegno 2016 di Trevi.

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9) Discussione sul percorso proposto dalla Segreteria “Quale Solidarietà? ”.

Si avvia la discussione, con la premessa che alla Segreteria è stata chiesta la definizione di un percorso.
Si ribadisce, quindi, di concentrasi sul percorso e non sui singoli contenuti.

Beniamino Favaro (Rete Mogliano Veneto): Apprezza lo sforzo di approfondimento della Segreteria. Forse è mancato nella proposta il confronto con i nostri referenti e le comunità con cui facciamo solidarietà.

Giorgio Gallo (Rete Pisa-Viareggio): Si è trovato spiazzato perché vede il lavoro troppo centrato sulla Rete e sulla nostra crescita personale. Avrebbe voluto vederlo più legato all’oggettività della realtà in cui si opera. La Rete è partita con l’intuizione della necessità di restituzione per tutte le “rapine” perpetrate verso i paesi poveri. Poi si capisce che noi ci poniamo accanto ai nostri referenti, accompagnandoli.
Queste cose in parte rimangono, ma oggi c’è una maggiore coscienza della stretta interconnessione fra il nostro mondo e quello degli altri. Siamo sullo stesso piano “loro”, in quanto vittime di sfruttamento; le migrazioni ci scuotono, ma sono provocate dal riscaldamento globale e da guerre in cui noi siamo coinvolti. Questo ci impone di dare alla solidarietà una maggiore connotazione di tipo politico. Nel frattempo è cambiato il quadro a livello ideologico: oggi molto meno chiaro e definito.

Toni Peratoner (Rete Udine) (anche a nome di Maria Picotti (Rete Verona)): Chiede maggiore attenzione alla terminologia, all’interno del documento, che ha comunque apprezzato moltissimo. In alcune delle slide si usano parole che hanno radici “non laiche” come “profezia” “terra promessa” “spirito che soffia”. Termini che possono infastidire i non credenti. Inoltre, occorre fare attenzione al genere: non usare solo parole maschili. Infine, occorre fare un’opera di maggiore sintesi: venti slide sono troppe.

Angela Vannucchi (Rete Pisa/Viareggio): La Rete di Pisa-Viareggio aveva capito tutt’altra cosa ed è spiazzata rispetto alla proposta. Il seminario deve fare un lavoro di approfondimento all’interno oppure ragionare sui temi della solidarietà all’esterno? Lavoreremo per gruppi su questo percorso, quasi filosofico, o cercheremo di calarci nella realtà? E’ necessario andare sul pratico ed decidere come concretizzare l’idea.

Marco Lacchin (Rete Varese): Apprezza molto il lavoro fatto dalla Segreteria. In particolare, il tentativo per dare una risposta alla mancanza di adesioni. Il futuro sono i giovani ed è loro che dobbiamo interrogare per capire dove andare. Quindi è importante capire che influsso hanno avuto gli strumenti usati in passato e che frutti hanno dato i semi gettati, per comprendere oggi quali strumenti davvero servano.

Franca Rosa (rete Pisa – Viareggio): Le è mancato tantissimo non aver affrontato questi temi nella Rete locale molto votata alla praticità. Se circolano idee e stimoli al confronto si può accettare il rischio che il seminario sia dispersivo.

Franca Gaspa (Rete Spresiano): Il presente ed il futuro si possono capire solo alla luce dell’analisi del passato. Come metodo darebbe la priorità ai valori che consentono la continuità della Rete.

Silvestro Profico (Rete Pescara): Oggi è l’anniversario della morte di Luigi Rocchi. Ricorda anche che è stato Padre Francesco Carabellucci, frate cappuccino morto 3 anni fa, a creare il termine “restituzione”.
Ringrazia la segreteria ed offre alcuni spunti:

  • Modestia di fronte ai compiti giganteschi e serenità di fronte alla complessità nuova. No alla presunzione: siamo artigiani della solidarietà.

  • Dose forte di realismo. No velleitarismo, ma nemmeno assuefazione alle cose che non vanno. E’ un nobile obbiettivo condizionare la situazione, ottenendo il meno peggio.

  • Combattere per un mondo migliore. L’utopia fà camminare ma deve diventare programmi e progetti.

  • Alzare lo sguardo senza abbracciare tutti e tutto: vanno fate delle scelte; il nostro pacchetto di operazioni copre molti campi della solidarietà.

  • Non camminare da soli: coltivare il patrimonio della relazione.

Propone come tema per il prossimo convegno: solidarietà ed Europa

Sergio Ferrera (Rete Genova): Non è possibile e non è giusto fare un confronto con il passato. Negli ultimi 30 anni il mondo è cambiato e dobbiamo farci i conti. Non si può usare l’approccio del passato. Dobbiamo metabolizzare il cambiamento: abbiamo di fronte un periodo di crisi ed una situazione nuova, da affrontare senza pretendere di avere soluzioni. Tra l’altro sono accadute anche cose positive (ad esempio internet consente la circolazione delle idee)

Piepaolo Pertino (Rete Celle-Varazze): A livello personale ha spesso manifestato il disagio di stare nella Rete in un determinato modo. La Rete è, al momento, un paio di scarpe comode per camminare. Ma potrebbero anche diventare strette. Certi temi circolano da qualche nella Rete ma non ci siamo mai dati il tempo di affrontarli. Occorre fermarsi e ascoltare noi stessi ed il tempo che abitiamo. Nell’ultimo periodo ci siamo molto focalizzati sugli strumenti e poco su quello che sta dietro: la profezia. Dobbiamo essere in grado di guardare il cielo sopra i tetti. Gli aderenti alla Rete della nostra generazione non vede successori. La nostra responsabilità è chiederci a chi consegniamo il testimone.

A nome della segreteria, il problema delle espressioni usate è forse legato al fatto che le persone possono usarle in modo diverso: ad esempio, “profezia” non ha una connotazione religiosa, come pure “circolazione dello spirito”. Comunque, il documento presentato è solo una traccia, che può essere modificata.

Intervento di Riccarda Zaffoni (Comitato Non Laviamocene le Mani di Rovereto) che racconta l’esperienza del comitato, che nasce nel 2011, per rispondere all’esigenza della prima ondata di profughi.

Maria Teresa Gavazza (Rete Alessandria): Molto stimolante il dibattito, ringrazia la segreteria. Vorrebbe esaminare la storia della Rete dal punto di vista dei giovani e del genere. Dal dopoguerra e nei seguenti 20 anni è stato un periodo di accumulazione capitalistica (fino agli anni 70) ma anche un periodo di acquisizione di diritti. Poi c’è stata una lotta di classe alla rovescia con i “padroni” che recuperano terreno. Bisogna riprendere il discorso del nuovo femminismo (riferisce delle iniziative che hanno portato allo sciopero dell’8/3) e fare attenzione che la solidarietà non sostituisca il welfare. In questa prospettiva, l’analisi politica deve essere al primo posto. L’identità della Rete deve passare attraverso questi approcci, se vogliamo evitare di morire. Occorre intercettare anche i nuovi movimenti. Occorre, quindi, vedere le cose con lenti diverse, dal punto di vista dei giovani e del genere.

Olga Turchetto (Rete Treviso): E’ d’accordo con la prima parte del discorso di Pierpaolo Pertino. Non sa cosa sia riuscita a trasmettere ai suoi figli. Punta sui nipoti che hanno una visione del mondo diversa ed escono da un periodo più difficile. Occorre tener conto che la situazione è cambiata. A Treviso ci sono state defezioni dalla Rete perché troppo attaccata ad un terzo mondo lontano, senza tener conto di quanto accade qui. Riguardo al futuro, sembra che noi lo dobbiamo prevedere, cogliendo il segno dei tempi.

Monica Armetta (Rete Torino): qualsiasi impegno nasce da un bisogno. Ciascuno di noi è entrato nella Rete perché rispondeva ad un proprio bisogno. Ciò che cambia è il contesto storico. Quello narrato dai “vecchi della Rete” è molto lontano da quello che oggi viviamo ma è importante tenerne conto. Oggi la vera novità è la velocità con cui il cambiamento opera ed è proprio su questo che è stato pensato il percorso proposto. I valori che hanno portato alla nascita della Rete sono ancora validi: bisogna solo adattarli al nuovo contesto storico e capire come proiettarli in un futuro in rapido cambiamento. La proposta non è solo teorica: si vuole sviscerare quali sono le proposte concrete per una solidarietà che si è modificata. La questione è come poter parlare alle generazioni future, così lontane dalla realtà che ha visto nascere la Rete. Quando si parla di confronto con gli esterni, non è solo con i nostri figli, ma anche con i testimoni. Oggi dobbiamo decidere se abbracciare questo schema di percorso: partire dal passato, analizzare il presente e decidere che eredità dobbiamo lasciare a generazioni povere di stimoli e di umanità. Spulciando i vecchi documenti, ha scoperto un’infinità di cose che oggi si assumono come nuove.

Eugenio Mattalia (Rete Torino): Leggendo il percorso proposto, condivide la necessità di aprire ai giovani. La loro fatica è che se hanno tempo è perché sono disoccupati mentre se lavorano non hanno tempo. In questa prospettiva, alcune modalità della Rete vanno riviste.

Marianita De Ambrogio (Rete Padova): Nella proposta manca il confronto con i nostri referenti. Si sotto valuta la ricchezza che viene dalle operazioni. La nostra esperienza di solidarietà non è solo dare denaro ma costruire una relazione paritaria che è scambio reciproco e crescita politica sia per noi che per loro. E’ molto perplessa rispetto alle generalizzazioni (i giovani, i vecchi..). La realtà è più sfaccettata e complessa. Si ritrova nel discorso della restituzione e dell’accompagnare che ha fatto Giorgio Gallo. Sono temi tuttora attuali. Anche qui. A disagio sulla terminologia del percorso solidarietà, difficile da capire per chi non è credente: la Rete non è un’associazione laica? Sottolinea che dal femminismo ha imparato l’etica della cura. Pensa sia una delle cose più importanti, non solo nel privato: prendersi cura del mondo è una delle caratteristiche della Rete. Nel percorso proposto solo teoria: non ha colto quali siano le proposte pratiche.

Maria Angela Abbadessa (Rete Castelfranco): Ciò che l’ha aiutata di più a porsi dall’altra parte è stato il viaggio in Congo del 2010. Le ha insegnato a fare tabula rasa dei propri schemi mentali. Rispetto al passato: i valori fondanti sono rimasti invariati. Riguardo alla ricerca della verità, in questa fase di vita sente il disagio per come la verità sia mistificata. Oggi va ricercata ma deve essere difesa ed approfondita. I nostri figli non possono permettersi questo lusso perciò la testimonianza è fondamentale. Per evitare che vengano sopraffatti. Tra l’altro, i giovani oggi vivono già in un ambiente interculturale. Non le fa impressione parlare di profezia, se si intende la capacità di leggere la realtà. Per farlo, è necessaria anche l’utopia, che aiuta ad guardare sopra i tetti.

Fernanda Bredariol (Rete Spresiano): La Rete è stata una continuazione della sua attività di volontaria. Suo figlio, che è sempre stato dentro la Rete, ha vissuto molte esperienze lavorative come precario. In realtà i giovani sanno adattarsi. Se noi non riusciamo a capire che c’è anche una pancia, lasceremo che a gestirla siano Salvini o la Le Pen. Le piacerebbe che nel progetto che sta facendo Chiara Pettenella potessero essere coinvolti altri giovani. Questo potrebbe essere il tema del seminario giovani.

Franca Gaspa (Rete Spresiano): La Rete aveva una peculiarità importante da mantenere: la capacità di analisi basata sul rapporto diretto con i popoli. Ciò le ha dato le chiavi di lettura per capire il presente.

Abbiamo permesso che il linguaggio uscisse dal nostro controllo mentre l’uso delle parole va controllato. Suggerisce 2 letture illuminanti: Edizioni EMI “Le città in transizione siamo noi” di Rob Hopkins e “Transizione ecologica” di Dael Giraud.

Agnese Profico (Rete Pescara): Il fatto di continuare a parlare della nascita della Rete è importante, ma può diventare una palla al piede. La Rete è nata dall’incontro di Masina con i fatti e le persone. Ora questi fatti sono andati oltre, per cui non dobbiamo continuare ad interrogarci guardando il passato. Non dobbiamo avere paura perché le cose ci vengono incontro. Nuove generazioni: è una preoccupazione che non bisogna avere. Il testimone si può passare in tanti modi. Si semina ma non è detto che si debba anche raccogliere. Non è detto che i figli o i giovani debbano fare le stesse cose che facciamo noi.

Giorgio Gallo (Rete Pisa – Viareggio): Sottolinea la sollecitazione di Fernanda sul Seminario Giovani. I laureati di Scienze per la Pace potrebbero contribuire.

Paolo Rosà (Rete Rovereto): Il dibattito è stato così ricco che ci fa prendere coscienza della complessità. Abbiamo descritto i cambiamenti della nostra realtà ma questo sta avvenendo in tutto il mondo. Anche nelle realtà che stiamo accompagnando.

Carla Grandi (Rete Trento): Uno dei ragazzi seguiti a Rovereto è tornato dopo 15 anni a casa sua alla ricerca di madre e sorella di cui non sapeva più nulla. Le ha trovate e non si sono riconosciuti. Riguardo al tema in discussione osserva che è un tema grossissimo, da affrontare con calma. Sta cambiando tutto ed un po’ è cambiata anche la Rete. E’ molto più complicato oggi trovare una bussola: dobbiamo darci tempo. Forse non troveremo subito altri riferimenti. Pensa che i ragazzi cerchino in altre direzioni, con altri modi. Non è sicura che riusciremo ad aiutarli.

Piergiorgio Todeschini (Rete Brescia): Chiede se sul percorso siamo maturi per una decisione.

Sintesi della Segreteria: tutti i suggerimenti verbalizzati saranno letti e se ne terrà conto. La griglia di riflessione proposta è uno strumento per una riflessione condivisa per il seminario nazionale (tutto il coordinamento conferma) e sarà rivista alla luce delle proposte e dei suggerimenti che circoleranno in rete. Entro 15 giorni, sarà proposta la griglia ufficiale (inviata via mail), che servirà per il lavoro delle Reti locali, in vista dei seminari macroregionale, che saranno organizzati entro settembre. Il seminario nazionale è confermato per Brescia, 7/8 ottobre. Il coordinamento di Salerno fornirà alla segreteria le indicazioni per il seminario nazionale. Il Convegno Nazionale avrà probabilmente come tema la conclusione della riflessione in corso. La decisione definitiva sarà presa a giugno, a Salerno.

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  1. Varie ed Eventuali.

Liviana Bortolussi (Rete Milano) riferisce sui rapporti con il Tribunale permanente per i Diritti dei Popoli.
Il percorso di collaborazione non è mai partito. Ha incontrato Tognoni, che riferisce di una sessione sulla finanza criminale ancora in preparazione. A maggio, in Spagna, ci sarà una sessione sui diritti dei migranti nella legislazione europea.

Beniamino Favaro (Rete Mogliano Veneto): reputerebbe opportuno offrire un contributo per il Seminario di Kananga con una raccolta straordinaria. Dopo l’intervento contrario di Maria Angela Abbadessa ( Rete Castelfranco) il coordinamento considera la proposta di Beniamino prematura perché Padre Richard andrà a Roma per verificare tempi e modi della ricostruzione del seminario che comunque è una struttura di proprietà della Chesa.

Silvestro Profico (Rete Pescaara): Auspica una solidarietà con la Comunità La Collina di Cagliari, in grave difficoltà. Ricorda che ieri si è chiuso il processo di beatificazione di padre Ezechiele Ramin (fratello di Fabiano)

Conclusione con i saluti della Segreteria ed ringraziamenti alla Rete di Trento – Rovereto per l’organizzazione del coordinamento.

Ore 12.30. Fine dei lavori

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17-03 Rete di Padova
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