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Circolare nazionale Gennaio 2024

A CURA DELLA REDAZIONE DELLA RIVISTA IN DIALOGO

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Sono passati solo tre mesi da quando la Circolare Nazionale dello scorso ottobre dava notizia della creazione di un Gruppo di Lavoro impegnato nel tentativo di dare un futuro alla Rivista In Dia-logo, dopo la scomparsa di Antonio Vermigli e da allora molto è stato fatto.

Il Gruppo di Lavoro si è trasformato in una vera e propria Redazione, adeguatamente struttu-rata e con una funzionale suddivisione dei compiti, mentre Fulvio Gardumi ha accettato di assumere la carica di Direttore Responsabile. La Rivista, di cui Antonio risultava proprietario, oltre che Diret-tore, è ora intestata alla Casa della Solidarietà di Quarrata, che si fa carico di garantire la continuità della sua pubblicazione e che, anche a nome della Rete Nazionale, ringraziamo per la disponibilità.

Ciò ha consentito, come preannunciato, di pubblicare il numero doppio che chiude il 2023: sia pure con qualche intoppo postale, esso è, già da qualche settimana, nelle mani dei lettori. Contiene un ricordo, a molte voci, di Antonio e la trascrizione degli interventi principali alla Marcia della Giu-stizia di Quarrata. Per ragioni di tempo, non è stato possibile inserirvi gli atti del Convegno Nazionale di Assisi dello scorso ottobre. Una selezione sarà inserita nel prossimo numero.

Nel frattempo, la Redazione ha iniziato a porre le basi per il futuro.

In allegato a questa Circolare, troverete la lettera che la Redazione ha deciso di inviare ai letto-ri storici, per illustrare loro le modalità di rinnovo del sostegno alla Rivista (per tale ragione, chi già riceveva la pubblicazione potrebbe vedersi recapitare la lettera due volte). Oltre a fornire una serie di indicazioni sulla futura linea editoriale, la lettera contiene le istruzioni per poter ricevere il nostro tri-mestrale anche quest’anno. In sintesi, facendo una donazione alla Casa della Solidarietà (quella mini-ma consigliata è di 30 €., pari ai costi di stampa e spedizione postale) sarà possibile ricevere gratuita-mente i quattro numeri del 2024. In ricordo di Antonio, abbiamo inoltre pensato di inviare a tutti gli aderenti alla Rete, insieme a questa Circolare, la copertina dello scorso numero ed una selezione degli articoli in esso contenuti.

Il 2024 sarà, per la Rivista e per tutti coloro che la redigono e la sostengono, un anno di prova. Si tratterà, anzitutto, di stabilire se la Redazione sarà in grado di funzionare e di “produrre” un perio-dico di qualità, con contenuti validi ed in linea con la spirito della Rete. Si tratterà, poi, di verificare la sostenibilità economica di questa iniziativa. La Rivista, infatti, per riavviare le pubblicazioni, ha ricevuto un contributo economico dalla Rete Nazionale. Non intende, però, costituire un peso finan-ziario per la nostra associazione, sottraendo risorse alle operazioni. Pertanto, se alle fine del 2024, i costi dovessero superare le entrate, cesserà le pubblicazioni.

Vi è, quindi, bisogno di tutti voi:

dei lettori, in primo luogo, perché rinnovino la propria fiducia ai nostri sforzi;

di chi ancora lettore non è, perché si lasci incuriosire da un trimestrale realizzato “in casa”, grazie all’operato volontario e gratuito della Redazione e di tutti i collaboratori, ma che vuole essere una voce autonoma ed indipendente: la lettera qui in allegato si rivolge anche a loro;

delle Reti Locali, infine, perché ne promuovano la diffusione, anche solo con il passaparola e diffondendo ai propri contatti locali questa circolare.

La Redazione, da parte sua, sta organizzando una serie di incontri per ricordare Antonio con tutti coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato e per promuovere la diffusione della “nuova” Rivi-sta. I primi si terranno il 4 febbraio a Torino, presso la sede del Gruppo Abele, con la partecipazione di Luigi Ciotti ed Antonietta Potente (già circola la locandina) ed il 15 febbraio, a Prato, con la parte-cipazione di Frei Betto.

In questo mondo globalizzato e tecnologico, l’informazione sembra a portata di tutti. Come qualsiasi lettore attento può verificare, però, la stampa “ufficiale”, salvo qualche lodevole eccezio-ne, fornisce una narrazione standardizzata, convenzionale e stereotipata della realtà, spesso letta attra-verso le lenti del capitalismo internazionale e quindi insensibile ai veri problemi dell’umanità. Inter-net, da parte sua, veicola una mole enorme di informazioni, perlopiù priva, però, di adeguata verifica e di un minimo di contestualizzazione.

Forse, quindi, esiste ancora lo spazio per una pubblicazione come In Dialogo, realizzata in modo artigianale, ma impegnata a fornire una controinformazione basata su notizie raccolte diretta-mente nei luoghi dove i fatti si svolgono, in modo da sottrarsi al filtro dei potenti interessi della geopo-litica e da offrire un’interpretazione ed una chiave di lettura indipendente di questo mondo che appare sempre più violento e confuso.

La Redazione della Rivista In Dialogo

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