Home2018

RELAZIONE MISSIONE A BRUXELLES
Inizio ringraziando i miei genitori perché senza di loro non avrei avuto la possibilità di
fare questa entusiasmante esperienza, ma li ringrazio soprattutto per la sensibilità
che mi hanno trasmesso, facendomi crescere in un ambiente aperto al diverso, dove
il diverso non è temuto anzi cercato, dove l’attenzione per i più deboli è costante. Non
farò un diario di viaggio, non racconterò cosa abbiamo fatto visto e osservato giorno
per giorno, vi parlerò piuttosto delle mie sensazioni, impressioni ed emozioni di questi
tre giorni di missione a Bruxelles. Sono stati tre giorni intensi, abbiamo dormito molto
poco e assorbito moltissime informazioni. Siamo stati ospiti dell’onorevole Cécile
Kyenge, persona squisita molto disponibile e attenta a captare le considerazioni e i
commenti di tutti. Il gruppo di italiani da Lei invitati si è rivelato molto eterogeneo ed
è stata la cosa più bella: ci siamo trovati a discutere, parlare, scambiarci opinioni
consigli e punti di vista tra perfetti sconosciuti. Sebbene ci fosse chi apparteneva al
settore pubblico, chi al privato e chi al no-profit è stato una contaminazione tranquilla
e molto positiva, come se ci conoscessimo da tempo. Si è creata fin da subito una
sintonia che ha permesso l’accrescimento reciproco apportando conoscenze
tecniche, ideologiche, comportamentali, tutto ciò accomunato da un grande,
grandissimo filo conduttore il Continente Nero.
In un primo momento ci è stato illustrato il nuovo strumento a sostegno degli
imprenditori, essenzialmente rivolto al settore privato quindi, che investiranno in
Africa. Dopo la puntuale spiegazione su metodi, vantaggi e prospettive di questa
innovazione, il dibattito si è focalizzato sul dubbio sollevato essenzialmente dai
rappresentanti di ONG e piccole associazioni: la paura che incentivando questo tipo
di sviluppo locale si possa provocare una nuova colonizzazione fatta di soprusi,
sfruttamenti e ingiustizie. Sarà necessario quindi mettere ben in chiaro che oltre
all’investimento in strutture, macchinari e opere civili, gli imprenditori dovranno dare
prova di impattare positivamente anche nella società, nella crescita personale degli
Africani, nello sviluppo di un’economia sostenibile fatta di collaborazione,
cooperazione, dialogo e non di decisioni impartite unilateralmente, frutto di decisioni
volte unicamente alla massimizzazione del profitto.
In un secondo momento il nostro piccolo gruppo della circoscrizione italiana nord est
si è unito a centinaia di altre persone provenienti da tutto il mondo: abbiamo assistito
a dei discorsi introduttivi del presidente dell’EU Tajani e di alti rappresentati di stati
Africani ed Europei: tutti insieme per costruire un nuovo modo di creare partnership
tra EU e Africa, scambi volti alla crescita reciproca. Si sono susseguite molte
conferenze dove tutti hanno sostenuto la tesi che la forza innovatrice deve partire dalle
persone del luogo, le quali poi possono e devono essere aiutate da istituzioni
europee ovviamente scongiurando una seconda colonizzazione anzi con l’obiettivo
principe di sostenere la crescita di tutte le persone locali. Mi ha particolarmente
colpito il discorso fatto da una ragazza giovane, credo avesse poco più di vent’anni,
durante il quale ha espresso un concetto semplice ma allo stesso tempo significativo.
Si parlava di erasmus, di dare la possibilità a giovani africani di venire in Europa a
formarsi, di apprendere quanto più possibile e poi tornare nei loro paesi. Lei ha
affermato invece, andando controcorrente, che non le importa di andare via dal suo
Paese, Lei vuole avere l’opportunità di studiare, raggiungere un alto livello di
formazione nel suo Stato natale: non vuole essere un unico incubatore di conoscenze,
vorrebbe invece che tanti avessero la possibilità di accrescere i propri bagagli culturali
riuscendo così a stimolare i dialoghi, dibattiti ed aumentare in modo generalizzato il
livello di “upper alfabetizzation” della popolazione intera.
Non voglio dilungarmi troppo, concludo dicendo che entrare nei palazzi dell’Unione,
stare a fianco a fianco con deputati, collaboratori e lavoratori che si dedicano così
intensamente e con dedizione a ideare e mettere poi in atto delle politiche, in questo
caso a sostegno dell’Africa, mi fa riflettere sul sentimento anti europeo che sta
prendendo piede anche in Italia. Io credo che l’EU non sia un’unione ancora matura,
ma che sta già facendo molto in diversi fronti. Sono convinta che la strada sia quella
di concedere sempre più campo d’azione all’Unione, anche se questo può
rappresentare una limitazione alla sovranità degli stati nazionali perché solo insieme
si possono ottenere delle vittorie che singolarmente sarebbero impensabili.
Laura Corletto

Denunciare la guerra e il riarmo folle di questi tempi è rivoluzionario?
Care amiche e cari amici, abbiamo concluso l’anno con la notizia che in Afganistan sono stati uccisi da una mina sei bambini, notizia che non ha conquistato nessun titolo, nessuna foto, nessuna prima pagina. Perché non ci sconvolge la notizia di sei bambini che scambiano una mina per un giocattolo e saltano in aria? Purtroppo l’atteggiamento prevalente è di assuefazione alla guerra purché essa non ci tocchi direttamente e cerchiamo di illuderci che stiamo attraversando un periodo di pace pur sapendo che essa è solo apparente. Attualmente i conflitti nel mondo sono tantissimi, le mine, le bombe sporche hanno provocato in un anno 24 mila morti. I 15 anni di guerra in Afganistan più i dieci dell’armata rossa hanno sconvolto e seguitano a sconvolgere quella regione. Altra notizia di questi ultimi giorni è l’attacco a Kabul al Centro Culturale dove si sono avuti 41 morti e un centinaio di feriti. La tanto proclamata sconfitta militare del Califfato non è vera perché in realtà non è né la sconfitta di quell’idea perversa, né tanto meno la sconfitta dei foreign fighters, i combattenti che si spostano in qualunque paese , in particolare nelle aree dove ci sono guerre permanenti. Fonti giornalistiche indipendenti dicono che i bombardamenti aerei in Afganistan sono triplicati in quest’ultimo anno e che in Yemen negli ultimi 1000 giorni ci sono stati 15 mila attacchi aerei che hanno colpito per il 90% solo civili. Eppure il mondo è sempre più indifferente, abbiamo bisogno di fotografie di bambini riversi sulla spiaggia affogati per stupirci ancora, non ci fa effetto leggere che ci siano stati più di tremila bombardamenti che creano vittime, mutilati, dolore, disperazione, drammi e la politica estera nel nostro paese è assente di fronte al problema delle guerre, non c’è un politico che parla di guerre e, addirittura, Gentiloni qualche giorno fa ha dichiarato che l’Isis è stato sconfitto; è stato sconfitto solo in parte in quanto i motivi che lo hanno reso forte, fra cui le guerre permanenti, rimangono ancora. Se parliamo di bambini che vivono nelle zone in conflitto il loro numero, secondo Save the Children, si aggira intorno ai 350 milioni di bambini a rischio di morte o menomazione fisica o psichica, senza futuro perché assistono a violenze enormi che non riescono a elaborare, vivono da sfollati senza casa, perdono i genitori, gli amici e la possibilità di andare a scuola; in Siria, in 7 anni di conflitto, sono circa 3 milioni i bambini nati durante la guerra che non hanno conosciuto altro che la guerra. In Yemen la situazione dei bambini è gravissima anche a causa della malnutrizione e della difficoltà di accedere al cibo (sono 1,8 milioni di persone e molti sono bambini) sono migliaia i minori fra i 13 e i 18 anni reclutati come soldati contro il loro volere con rapimenti nelle loro case e ricatti, come carne da macello; per non parlare della crisi di colera che ha colpito il nord del paese. L’indifferenza del mondo rispetto a questi problemi è preoccupante; esiste un diritto internazionale che dovrebbe tutelare la popolazione civile, ma non è sufficiente contro l’escalation di violenza che colpisce le parti più deboli delle popolazioni, bisogna che le coscienze si sveglino. Esistono tante aree del mondo in cui i bambini subiscono le peggiori conseguenze dei conflitti come la Siria , lo Yemen , il Congo, l’Afganistan, il Myanmar, la Somalia, la Nigeria, il Sud Sudan, il Camerun, la Birmania, l’Ucraina. Solo il Papa con le sue parole da vero padre, ricorda continuamente il grave problema della guerra. E’ necessario che la comunità internazionale prenda impegni forti nei confronti dei conflitti, se circa 30 milioni di bambini sono sfollati a causa delle guerre con una grandissima difficoltà a costruirsi un presente e un futuro. Se si tiene al futuro del mondo ci si deve occupare del problema dei conflitti e dei bambini che li subiscono. Loro sono il futuro. E’ necessario un ritorno al senso di umanità e all’indignazione verso la poca protezione nei conflitti della popolazione civile e porre l’attenzione sulle sofferenze delle persone, sofferenze che noi viviamo da vicino, perché le ondate migratorie sono conseguenza di guerre e conflitti. Io appartengo alla generazione che ha protestato contro la guerra in Vietnam con sit in, cortei, occupazioni di scuole e università, ma anche con la musica, con i concerti di famosi artisti, nonché di gruppi rock molto impegnati su questo tema. Allora il pacifismo era vivo e vitale. Da tutte le parti della società si levava la condanna della guerra e dei suoi non valori. Questo avveniva non solo negli Usa, coinvolti nella guerra, ma in tutto il mondo, Italia compresa. Allora i rivoluzionari contestavano contro le guerre. Oggi? Sembra l’opposto. Chi parla contro le guerre, contro la produzione di armi, contro la liberalizzazione della loro vendita è uno fuori dalla realtà, un idealista un po’ fuori dal tempo, un illuso, forse anche un po’ rivoluzionario! Mi viene da pensare che il concetto “Io speriamo che me la cavo” degli anni ’90, sviluppato nella raccolta di sessanta temi di bambini napoletani nel libro del maestro elementare Marcello D’Orta, sintetizzi, purtroppo, il nuovo modo di affrontare le sfide sociali, economiche e umanitarie del momento. Vorrei aggiungere che la nostra bella Costituzione all’articolo 11 oltre a ripudiare la guerra esprime un altro concetto importante, quello della limitazione di sovranità dello Stato il che significa che la sovranità degli Stati può e deve essere limitata da istanze di sovranità superiori che, al tempo dell’emanazione della Costituzione, erano i nascenti organismi internazionali di allora e che oggi riguardano altri ambiti quali i Tribunali Internazionali e le Istanze di giustizia che chiedono agli Stati di cedere una parte anche significativa della propria sovranità. Quindi il ripudio della guerra si accompagna all’idea che possa nascere un ordine internazionale in cui gli stati sono solo una parte di un contesto più ampio. Consapevole che ho iniziato l’anno con fatti tristemente presenti nella nostra storia, allego il racconto di una bella storia di riscatto di cui ho parlato tempo fa.
Un abbraccio a tutti e tanti, tanti auguri
Cristina
Ricordiamo l’autotassazione libera, ma continuativa a sostegno dei progetti della Rete come nostra forma di giustizia restituiva

La solidarietà non è reato

Care amiche, cari amici,
il cammino della Rete Radié Resch dopo l’ultimo Convegno (2016) è stato incentrato su un lavoro di riflessione su “ quale Rete, quale solidarietà ”. La solidarietà è la ragion d’essere della Rete, il suo carattere fondante. Da 54 anni la Rete pratica la solidarietà, ma nello stesso tempo ha continuato a interrogarsi su cosa significa, nel mutare del tempo, essere solidali con i poveri: ascoltando la loro domanda di giustizia, cercando le cause che producono impoverimento, cooperando con gli operatori di giustizia. Ma proprio nel corso del 2017 si è sviluppato un processo che ci ha colti di sorpresa: la solidarietà ha subìto una imprevista mutazione di significato presso l’opinione pubblica, da valore positivo si è trasformata in concetto negativo. Questa mutazione è diventata evidente l’estate scorsa con la campagna di denigrazione delle Ong che operavano i salvataggi in mare dei migranti, prima attraverso una campagna di disinformazione a mezzo stampa, poi con iniziative di alcune Procure, infine con la normativa del governo che imponeva alle Ong vincoli non previsti dal diritto internazionale e dai codici di navigazione. Passo dopo passo, incredibilmente, è stata configurata una inedita fattispecie di reato, che è definito “reato di solidarietà”. C’è stato in Italia un tempo in cui compiere atti di solidarietà verso una persona in pericolo veniva sanzionato con l’arresto o la deportazione o la fucilazione: dall’8 settembre 1943 al 25 aprile 1945, i tragici venti mesi dell’occupazione nazista e della Repubblica di Salò. Chi in quella metaforica notte tenne acceso fiammelle di speranza e salvò l’idea stessa di umanità? Quelli che, ascoltando la propria coscienza, scelsero di resistere, perché istintivamente o lucidamente compresero che l’autentico modo di salvare se stessi è di avere a cuore la salvezza degli altri. Perché, se resistere, disobbedendo alla legge dei nazi-fascisti, avesse pure avuto come conseguenza la perdita della vita, sarebbe però stata salva la propria umanità, il senso stesso del vivere. L’essenza della Resistenza è stato scegliere di restare umani in un mare di disumanità, di aprirsi all’altro che era nel bisogno e domandava aiuto, che era braccato e cercava una via di scampo. Fu una scelta di disobbedienza contro le leggi disumane dei nazi-fascisti, fu scoprire che scegliere di stare dalla parte dell’umanità offesa, negata, era liberante anche per la propria dimensione esistenziale. I “padri costituenti” che lavorarono alla redazione della nostra Costituzione tradussero la drammatica esperienza della scelta resistenziale nell’Art. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Nessun’altra Costituzione ha un pronunciamento così forte sulla solidarietà. Se qualcuno, fino al 2016, avesse cercato nella nostra letteratura giuridico – penale il tema della solidarietà, vi avrebbe trovato il “reato di omessa solidarietà” (omissione di soccorso di minore o incapace o di persona in pericolo). Nel corso del 2017 invece vi ha fatto irruzione il “reato di solidarietà”, che potrebbe anche essere denominato “reato di umanità”. La smagliatura giurisprudenziale a livello europeo è stata provocata da una Direttiva del Consiglio Europeo del 2002, n. 90: in essa si configurava come reato il favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno illegale di migranti, anche in assenza di profitto economico. La Direttiva invitava gli Stati dell’Unione a criminalizzare persone e organizzazioni che assistono i migranti illegali. È evidente che in Italia non potrà mai essere introdotto il “reato di solidarietà”, considerando l’art. 2 della Costituzione; ma anche in Italia nell’ultimo anno e mezzo sta avanzando una normativa che permette il perseguimento di comportamenti solidali nei confronti di migranti o di persone svantaggiate. Le misure che hanno colpito militanti solidali con i migranti non fanno che confermare e alimentare il sentire xenofobo e razzista che serpeggia in strati della popolazione e che deborda in manifestazioni deprecabili di chiusura e rifiuto. La Commissione Europea persiste in questo indirizzo, tanto che il 2 marzo 2017 ha emanato una “Raccomandazione” agli Stati in cui auspicava, entro dicembre, il rimpatrio forzoso di un milione di migranti irregolari. E l’Italia il 12 aprile ha adottato misure in attuazione della “Raccomandazione” europea per rendere più efficiente il sistema dei rimpatri forzosi, anche abolendo il secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo che hanno presentato ricorso contro il diniego. Per contrastare tale tendenza si è svolta a Milano il 20 maggio 2017 una grande manifestazione, a seguito della quale è stata lanciata la “Carta di Milano”, sottoscritta da personalità dell’informazione, dell’arte, delle istituzioni: “Ci impegniamo a tutelare la libertà e i diritti della società civile in tutte le sue espressioni umanitarie: quando salva vite in mare; quando protegge e soccorre le persone in difficoltà ai confini; quando denuncia il mancato rispetto dei diritti fondamentali nelle procedure di trattenimento amministrativo e di allontanamento forzato; quando adempie al dovere inderogabile di solidarietà che fonda la Costituzione italiana. Gli atti di solidarietà non costituiscono reato e le organizzazioni umanitarie, così come i singoli attivisti, non possono essere messi sotto accusa per averli compiuti”. Il Tribunale Permanente dei Popoli, che si sta occupando dei “Diritti di migranti e rifugiati”, nella sessione di Palermo del 18 – 20 dicembre 2017 ha valutato che “le politiche dell’Unione Europea sulle migrazioni e l’asilo, a partire dalle intese e dagli accordi stipulati tra gli Stati dell’Unione Europea e i Paesi terzi, costituiscono una negazione dei diritti fondamentali delle persone e del popolo migrante, mortificandone la dignità definendoli “clandestini” e “illegali” e ritenendo “illegali” le attività di soccorso e di assistenza in mare”. Si comprende dunque l’importanza che il prossimo Convegno approfondisca questa complessa e decisiva questione, dichiarata già nel titolo del Convegno: “La solidarietà non è reato. Re-si-stiamo umani”. “Restiamo umani” era l’accorato grido che Vittorio Arrigoni lanciava ogni giorno – a conclusione dei suoi articoli o dei suoi collegamenti telefonici – dalla Striscia di Gaza investita dalla sanguinosa offensiva israeliana “Piombo fuso” nel gennaio del 2009. Ma “restare umani” – come già nei tragici venti mesi del 1943/45 – può comportare il “resistere”, scelte di resistenza, cioè di disobbedienza alla legge in vigore per non accettare una spirale di disumanizzazione. “Re-si-stiamo umani”. La Rete è sempre stata e non può che stare dalla parte di chi mette in atto comportamenti di umanità verso chi è in pericolo, è minacciato ed offeso nella sua dignità di persona. La Rete è solidale con chi resiste nel Sud del mondo (“là”) e nelle nostre società (“qui”), affinché i diritti di libertà, di dignità e di uguaglianza trovino attuazione nella vita concreta di tutti. La Rete non può rassegnarsi alla disumanizzazione della convivenza civile, veicolata anzitutto dalla de-umanizzazione dell’altro, dello straniero, del diverso, dell’emarginato, premessa a tempeste di violenza di proporzioni immani. Sulla soglia del nuovo anno rinnoviamo l’impegno a “restare umani”, senza smarrire la speranza.
Un augurante abbraccio, da Ercole con gli amici della rete di Milano.

Partecipanti al coordinamento:
VARESE: Marco Lacchin TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan PISA-VIAREGGIO: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, Giorgio Gallo, Magda Medini, Renzo Cason, Enrico Martinotti, Rosita Croci ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella PADOVA: Elvio Beraldin CELLE-VARAZZE: Pierpaolo Pertino, Simona Mozzati, BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini MILANO: Ercole Ongaro QUARRATA: Sergio Lomi, Mariella Borelli, Mariateresa Bertoldi MOGLIANO VENETO: Daniela Duzioni, Gianni Colleoni PESCARA: Silvio e Agnese Profico, GENOVA: Sergio Ferrera ROMA: Angelo Ciprari TREVISO: Olga Turchetto EMPOLI: Rosella Lucchetti SALERNO: Lucia Capriglione
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Ore 15.15 : Inizio lavori
Come ormai consuetudine, si procede a registrazione audio, per permettere:
• L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono essere presenti;
• La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete.
1. Saluti e accoglienza.
Prima dell’inizio del lavori, Giorgio Gallo ( Pisa Viareggio) riferisce del proprio recente viaggio in Brasile.
Ha visitato il progetto “Un’orchestra per ragazzi di strada” dedicato a Giusi, sua moglie. Collegato a questo è nata anche una attività di supporto per le famiglie che è diventata un modello per tutto lo Stato. Ciò ha iniziato a creare problemi con il Comune. La referente del progetto sarà in Italia a Dicembre.
Giorgio, inoltre, presenta il suo libro pubblicato con “Capire il conflitto, costruire la pace”
°°°°°°°°°°°°°°°°°
2. Sintesi Seminari inter-regionali & Seminario Nazionale [seguirà la “Sintesi in narrazione” ]
Dopo i saluti, la Segreteria illustra brevemente i risultati del Seminario Nazionale di Brescia
“Quale Solidarietà?” con l’ausilio della proiezione di slides in cui compaiono:
– le decisioni già condivise che viene considerato quindi “patrimonio comune degli aderenti alla rete”
– i punti ancora in sospeso su cui dovrà essere organizzato il confronto ed il percorso futuro.
Questi ultimi andranno affrontati nei prossimi coordinamenti con una priorità ed una calendarizzazione che andranno decise oggi e costituiranno il programma di lavoro dei prossimi mesi
Nel seguente verbale non saranno inserite le slides ma una relazione in forma di narrazione in cui gli aspetti assodati sono in nero mentre i temi ancora oggetto di discussione sono in blu.
Nel documento si evidenziano i possibili temi di discussione:
• Se la solidarietà diventa reato quanto siamo disponibili ad un’eventuale disobbedienza?
• La restituzione è un dato assodato per la Rete come stila di vita. L’elemento nuovo introdotto, oggi, è la
restituzione temporale di ciò che è stato sottratto alle precedenti generazioni.
• La natura giuridica della Rete anche alla luce delle novità normative uscite ed applicabili nel 2018
• L’autotassazione e le sue nuove forme, anche di contenuto non economico.
• Modalità di rapporto con i giovani
• La nostra comunicazione è per addetti ai lavori o vogliamo sensibilizzare una cerchia più ampia ?
• Progetti o operazioni: andrebbe scelto una volta per tutte la terminologia per definire le nostre attività
• Riflessione se i nostri progetti siano il fine della rete o solo mezzo
Si apre il dibattito, per stabilire le priorità
Angela (Pisa Viareggio): priorità alla comunicazione mirata ai giovani per far conoscere la Rete in ambiti diversi. Senza essere paternalisti, occorrono seminari, viaggi, un addetto stampa giovane. Vanno investiti non solo soldi ma anche risorse personali di esperienza: per farlo bisogna creare occasioni di incontro.
Pier (Segreteria): La discussione prioritaria è chiederci sino a che punto siamo disposti a spingerci per essere solidali. Per metter in atto la solidarietà ci potrebbe esser chiesto di fare delle scelte di disobbedienza. Non vuol dire che la rete tutta debba fare scelte di disobbedienza ma nel caso un singolo della rete facesse una scelta di questa tipo la rete lo appoggerebbe ? In senso economico, giuridico, … ?
Marco (Varese): Per gli aspetti giuridici occorre formare una commissione di studio sulla normativa uscita. Prioritaria la comunicazione esterna ai giovani e il pericolo che la solidarietà diventi reato.
Lucia (Salerno): La frase che l’ha colpita è “ Comunicare per farci conoscere o per fare cultura”. La priorità è una comunicazione che crei cultura per cui la solidarietà sia impegno politico, rifiuto della depredazione e, al limite, disobbedienza. Fondamentale l’ascolto. Se non si fa cultura, i nostri progetti diventano progetti classici del terzo settore. Mutar il linguaggio per farci capire non significa perdere i nostri valori.
Claudio (Pisa Viareggio): Nessuno di noi andrà prima fila a lanciar bombe. Centrale è l’aspetto politico. Se si evita il metter in campo norme che impediscono di far cose giuste non sarà necessario disobbedire
Giorgio (Pisa Viareggio): Non è strano che la solidarietà sia reato. Due secoli fa negli USA una rete di associazioni e di parrocchie, sotterranea, faceva illegalmente fuggire gli schiavi. Così è successo con ebrei o partigiani ma anche per il diritto allo sciopero. Spesso la solidarietà porta ad infrangere la legge che si cambia anche in questo modo. Il problema di fondo è la divaricazione tra etica e legalità. Il nostro sforzo deve esser quello di fornire strumenti di analisi ( storica e politica) per far capire che la legalità non è il valore principale. La restituzione della rete è nata dalla coscienza che noi siamo ricchi perché altri sono poveri. Oggi è ancora così ma in maniera molto più complessa. Informare significa creare una capacità critica di collegamento dei fatti, ad es. le cause dell’immigrazione. Fondamentali le scelte personali e lo stile di vita. Ad es. l’uso dei mezzi di trasporto e il risparmio energetico come scelta personale in relazione ai cambiamenti climatici e quindi in ultima analisi alla limitazione delle migrazioni per disastri ambientali. La restituzione ha un significato molto più ampio ed impone uno sforzo di analisi molto più complesso.
Maria (Verona): E’ importante discutere sul rapporto tra solidarietà e disobbedienza. Spesso in passato, la solidarietà vera è stata disobbediente. Legato a questo c’è l’importante discorso della comunicazione. Ma spesso comunicano molto più le nostre scelte personali che un ufficio stampa. Lavorare e realizzare il convegno, a livello culturale, è fare comunicazione.
Sergio (Genova): Ieri c’è stato una sciopero di Amazon contro lo sfruttamento dei lavoratori. Scegliere di non acquistare lì ad es. è uno stile opportuno. Certo chi ha ancora dei margini, deve cambiare il proprio stile di vita e capire dove debbano essere fatte le rinunce. Uno dei punti chiave sarebbe il recupero del concetto di Stato come amministratore del bene comune perché oggi la Stato è fragile e sottomesso ai potentati economici. Noi possiamo anche cambiare i nostri stili di vita ma spesso i problemi sono altrove e sono legati all’enorme potere delle multinazionali. In questo senso, occorre svegliare le coscienze.
Maria Teresa (Alessandria): Necessario riprendere il discorso del reato di solidarietà, cruciale ed importante anche per la nostra identità di Rete. In passato ci sono state lotte illegali che hanno portato anche ad un progresso giuridico. I fronti su cui agire sono ampi ma bisogna focalizzare gli interventi e fare scelte concrete. Scegliere di fare qualcosa di illegale ci deve interrogare molto: tali scelte si pagano sul piano personale e si fanno pagare ai propri familiari. Il discorso del reato coinvolge molto i giovani. Il rapporto con loro deve essere basato sulla testimonianza di prassi e scelte di vita precise.
Olga (Treviso). Dove sono i giovani? Dove li troviamo? Il discorso sui giovani è molto astratto. Olga riporta una esperienza con Amazon tramite i suoi nipoti. Lo cita come es. di pratica comune tra i giovani.
Angela (Pisa Viareggio): Nelle decisioni da condividere possiamo mettere anche più punti. I giovani qui non ci sono ma esistono luoghi ed occasioni dove incontrarli. La Rete deve andare lì o creare delle opportunità dove ascoltarli. Ad es. il Seminario Giovani parallelo al convegno ha senso se non è fine a stesso ma l’inizio di un percorso ( viaggi, piccola documentazione delle loro osservazioni, ecc.)
Marco (Torino): Non è semplice contattare i giovani, ma ad es. lo si può fare attraverso la famiglia. Altro è muoverci e andare a contattare i gruppi più sensibili. Non si può delegare qualcuno: tutti noi nel nostro piccolo dobbiamo muoverci. E’ molto favorevole all’idea di analizzare la questione della disobbedienza a norme che non permettono di fare solidarietà: il rifiuto di accettare questo è viscerale ma occorrerebbe anche avere un quadro chiaro delle eventuali conseguenze.
Olga (Treviso): occorre una sinergia con altri gruppi anche se spesso hanno già i loro programmi e i loro impegni. Ad es. alcune proposte fatte agli Scout non risultavano attuabili per i loro impegni e calendari.
Marco (Varese): oggi, in Italia, il reato di solidarietà non esiste. C’è solo una tendenza di regresso preoccupante. Forse è opportuno creare una schema che illustri l’attuale situazione normativa
Pier (Segreteria): non esiste un reato di solidarietà ma, per esempio, vengono utilizzati i DASPO per inibire le proteste in alcuni luoghi (Valsusa). Non più tardi di mercoledì il consiglio comunale di Ventimiglia ha deliberato, all’unanimità, il divieto di dare da mangiare alle persone per strada ( quindi ai migranti)
Marco (Varese): Ordinanze come quelle di Ventimiglia sono già state annullate dal TAR.
Giorgio (Pisa Viareggio): Nessuno dice che la solidarietà è reato ma ad es. esiste un reato di immigrazione clandestina. Siamo in una situazione di ambiguità. C’è sempre un problema di interpretazione e occorre fare un’analisi per capire in quale direzione si sta andando e quindi occorre fare un lavoro politico.
Manifesta perplessità sul discorso giovani. Se lo scopo è includerli nella Rete ciò è difficile perché la Rete
nasce in un certo contesto e per un certo tipo di persone e questo non funziona con i giovani che hanno altro esigenze. L’obbiettivo non deve esser il reclutamento ma aiutare a formare le persone.
Maria (Verona): Non è tanto la legge, ma è la cultura che si crea a condizionare le scelte
Maria Teresa (Alessandria): è vero che siamo in uno stato democratico ma, per es. nelle scuole hanno messo i tornelli. E’ in atto un tentativo per controllare capillarmente le persone in tutti gli spazi. Viviamo in una società molto controllata e rigida che ha la cultura del proibito.
Monica(Segreteria): Facendo sintesi, i 2 ambiti prioritari da affrontare per cominciare il percorso sono:
• Solidarietà a rischio illegalità (importanza di documentarci anche sugli aspetti legali);
• Comunicazione, in particolar modo rivolta ai giovani, da un punto di vista culturale e operativo
Lucia (Salerno): i giovani non sono solo quelli di vent’anni ma anche di quella fascia di trentenni e quarantenni che prendono le decisioni e sono condizionati dalla cultura dominante. Magari adulti con bambini, che, quindi, formano anche altre persone.
Ercole (Milano): Il reato di solidarietà non potrà essere introdotto perché contrario alla nostra costituzione. Il problema è l’aggiramento di questo articolo che passa attraverso la criminalizzazione di specifiche condotte di solidarietà. Da molti anni, invece, il reato di solidarietà esiste all’estero. Propone di incaricare l’Avv. BALLERINI dell’associazione diritti e frontiere di creare un documento del genere. Altri possibili nomi sono PALEOLOGO, PADOAN ed altri.
Monica (Segreteria): già a Brescia si era detto che il tentativo di raggiungere i giovani non deve essere a fine di reclutamento ma per far fare loro esperienze di vita, che potranno essere spese anche in altri contesti. Cita la mostra sui migranti allestita dalla Rete di Torino.
Angelo (Segreteria) ricorda che oggi è il secondo anniversario della morte di Fidel Castro.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°
3. Il Convegno 2018: programma, relatori ed inviti.
a) Il titolo. Elenco delle proposte raccolte dalla mailing list :
1. Solidarietà è politica
2. Questi servi disobbedienti: politica e solidarietà
3. Reato di solidarietà? Disobbedire per restare umani
4. La profezia della RRR: il reato di solidarietà. L’obbedianza non è più una virtù
5. Un imperativo da praticare: la corresponsabilità
6. Solidali … per restare umani
7. La solidarietà non è reato: Resistiamo umani
8. Ognuno di noi è corresponsabile. La solidarietà non è reato
Sergio (Genova) propone “Solidarietà è umanità”
Monica (Segreteria): l’obbiettivo è cancellare tutti i titoli che non vogliamo e individuare il titolo voluto.
Elvio (Padova): chiarisce che la solidarietà è politica perché ad es. le cooperative solidali sono entrate in crisi con la diminuzione degli sbarchi.
Maria (Verona): le parole solidarietà e disobbedienza devono comparire nel titolo. Preferisce il terzo titolo
Maria Teresa (Alessandria): apprezza il terzo e conviene con quanto detto da Maria
Magda (Pisa – Viareggio): concorda per il terzo titolo
Angela (Pisa – Viareggio): il titolo deve essere più ampio e nel titolo solidarietà è politica è comprensivo. Trova il titolo relativo al reato di solidarietà parziale.
Maria Teresa Bertoldi (Quarrata) rileva che nel terzo titolo c’è una contraddizione, mentre ritiene il terz’ultimo il più chiaro e propositivo. Marco (Varese) propende per il secondo titolo
Claudio (Pisa – Viareggio): stiamo riducendo il concetto di solidarietà ad un solo aspetto: quello dell’aiuto ai migranti. Al convegno parliamo solo di migranti o di solidarietà in senso lato?
Piergiorgio (Brescia): Apprezza il titolo con l’invito alla resistenza. Un richiamo forte alla resistenza ci proviene dai Mapuche. Gabriella (Brescia) si associa
Angelo (Segreteria) : Propone Solidarietà è politica e resistenza + una parte dell’art. 2 della Costituzione
Lucia (Salerno): La Rete di Salerno aveva scelto il terzo. Propone una sintesi:
La Solidarietà non è reato. Resistenza (disobbedienza) e corresponsabilità politica
Monica (Segreteria) : le parole chiave sono solidarietà, politica, disobbedienza e resistenza. Aggiungendo magari la Rete Radiè Resch si interroga
Pier (Segreteria): non è d’accordo perché il target del convegno è rivolto all’esterno.
Angela (Pisa – Viareggio): se si mette la parola politica, essa comprende la parole disobbedienza
Olga (Treviso): il titolo deve essere accattivante ed immediato per tutti. Propone il terz’ultimo titolo.
Giorgio (Pisa – Viareggio): dobbiamo creare un metodo: cominciamo a togliere i titoli che non ci piacciono. Propone di eliminare la seconda, la quarta, la penultima e l’ultima. Personalmente ritiene incisivo il settimo
Elvio (Padova): I suggerimenti delle persone invitate sono più sul piano politico che sul piano solidale.
Simona (Celle-Varazze): Apprezza il primo ma, tenendo conto dei testimoni delle operazioni propone “Solidarietà è politica: resistiamo umani”
Gianni (Verona): Nessuno non verrà al Convegno perché nel titolo manca una parola: delegiamo alla segreteria la scelta del titolo. A Brescia è uscita la disobbedienza civile e questo è importante. Propone:
“La solidarietà non è reato. È politica fino alla disobbedienza”.
Ercole (Milano): diffida del termine politica perché nell’accezione comune è negativa e perché anche chi criminalizza la solidarietà sta facendo un atto politico
Gigi (Alessandria) propone la n.° 7 perché ha obbiezioni sull’uso della parola “politica”
Maria Teresa (Alessandria): Propone: “ La solidarietà non è reato: disobbedienza e resistenza”
Pier (Segreteria): A Brescia quando l’attuale tema del convegno è stato proposto c’è stato entusiasmo. La solidarietà accostata al reato è stato riconosciuto come l’elemento di novità di questo momento quindi deve comparire nel titolo. Non farlo significa, in qualche modo, cambiare l’argomento del Convegno. Resistenza e disobbedienza individuano dove il convegno vorrà andare a parare. Anche i nostri testimoni del Là ( i referenti) sono resistenti, disobbedienti al punto da pagare con il carcere o rischiando di finirci.
Marco (Torino): Di pancia appoggia il titolo 7 perché colpisce da un punto di vista grafico
APPROVATO IL TITOLO numero 7: La solidarietà non è reato: Resistiamo umani
b) Programma e Durata. A che ora del venerdì iniziamo il Convegno? La segreteria propone alle 17.00
Angelo (Segreteria): Fisserebbe le 16.30 perché tutti siano incentivati ad arrivare. Poi, nella prima ora si potrebbero presentare filmati, interviste di testimoni ecc. per poi dare inizio alla relazione alle 17.00.
Angela (Pisa-Viareggio): Propone alle 16.30: Accoglienza; alle 17.00: inizio convegno con saluti segreteria ; alle 17.30 : prima relazione
Ercole (Milano): Occorre grande trasparenza e chiarezza per cui non usare sotterfugi sull’orario. Chiede anche la puntualità negli orari. Basta essere puntuali la prima sera perché poi la gente si adegui.
Monica (Segreteria) : dice che l’idea di proiettare i filmati era l’idea di introduzione
Lucia (Salerno): E’ d’accordo con Ercole. Maria (Verona): propone di iniziare alle 18.00
Angelo (Segreteria): precisa che la cena a Trevi sarà alle 19.30. Si meraviglia anche perché in tutti i nostri convegni l’orario di inizio non è mai stato rispettato
Giorgio (Pisa-Viareggio): Ercole ci sta proponendo uno stile diverso che Giorgio condivide
Il coordinamento stabilisce per il venerdì :
ORE 16.30: Accoglienza e Registrazione
ORE 17.30: Saluti della Segreteria
ORE 18.00: Inizio Relazioni
ORE 20: Cena
Elvio (Padova) propone un coordinamento prima del convegno
Angela (Pisa Viareggio): chiede a cosa serva il coordinamento subito prima del convegno
Angelo (Segreteria): ritiene opportuna una riunione organizzativa pre – convegno
Gigi (Alessandria): dice che allo scorso convegno non è stato fatto un coordinamento ma la segreteria si è vista il giorno prima per sistemare tutta una serie di cose.
Orari di sabato e di domenica restano gli stessi dello scorso Convegno

c) Relatori & Testimoni. La segreteria proietta una Slide con riassunti tutte le proposte dei relatori/testimoni giunte in mailing list fino a giovedì 23 Novembre.
ELENCO RELATORI:
1. Flore Murar Yovanovitch ( Maria Picotti ) che contatta a sua volta ha proposto 
• Daniela Padoan : nel maggio scorso ha lanciato la campagna “La solidarietà non è un reato” nella Carta di Milano
• Nawel Soufi: giovanissima ragazza italo-marocchina (25 anni) che lavora nel campo profughi di Moria a Lesbo, dove sta facendo esattamente quello che fa p. Zerai da noi. Salita agli onori delle cronache perché, di persona, ha denunciato tale situazione di fronte al Parlamento Europeo
• Arash Hampay : iraniano, molto attivo sul fronte Greco
2. Comitato Antifascista Savona ( Caterina Perata )
3. Gherardo Colombo ( Angelo Ciprari )
4. Lorenza Carlassale ( Ercole Ongaro ) : Costituzionalista
5. Alessandra Ballerini ( Ercole Ongaro ) : Avv. Fam. Regeni, Amnesty International ed altro
6. Abitare la frontiera : Ventimiglia. (Rete Celle Varazze) Don Rito Alvarez – Parroco di Ventimiglia con eventuale partecipazione di Cédric Herrou – Contadino della Val Roya e Monsignor Jean Louis – Vescovo di Vivier
Altri nomi e associazioni proposti su cui riflettere, non circolati in rete, sono:
• Erri De Luca
• TPP – Tribunale Permanente dei Popoli
• ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’ Immigrazione
• Francesca Mannocchi – giornalista
• Dagmawi Yimer – regista rifugiato Etiope
• Igiaba Scego – scrittrice somalo-romana.
• LUNARIA – Associazione di Promozione sociale (pace, giustizia sociale ed economica ed altro)
• Giorgio Gallo
• Yvan Sagnet
• Don Massimo Biancalani – Parroco di Pistoia
REFERENTI di PROGETTI della RETE:
1. Solidarity Watch
2. Sem Terra (MST)
3. Mapuche ( Josè Nain )
4. Referente di Mesa Campesinia
5. Referente Palestinese ( proposti Mustafà Barghouti, Khaled Saifi, Zwy Schuldiner, B’th Selem )
6. Lelia, educatrice popolare e Carolina, ingegnere biologico di Agua Doce

Le scelte dipendono dal taglio che si vuol dare al Convegno ma è necessario prendere in considerazione anche l’aspetto della sostenibilità in termini di costi. Cominciamo a sfrondare dalla lista i nomi che da escludere. La proposta è: Venerdì relazione introduttiva; I dopo cena liberi ( con proposte non vincolanti); Sabato mattina gruppi tematici con ritorno in plenaria nel pomeriggio; Domenica mattina conclusioni. Confermiamo il metodo dei gruppi tematici (inseriti per dar modo alle persone di partecipare maggiormente) ? La Rete di Udine ha manifestato contrarietà, almeno in un contesto come il Convegno.
Giorgio ( Pisa Viareggio): I gruppi di lavoro hanno 2 finalità diverse: possono essere gruppi di dibattito che riportino delle indicazione in plenaria oppure gruppi di lavoro senza restituzione alla plenaria.
Maria (Verona): nello scorso convegno il sabato mattina era dedicato alle Relazioni ( padre Zerai ed altri) e nel pomeriggio dalle 15.00 c’è stata la presentazione e la suddivisione in aree tematiche (3 gruppi) con restituzione finale in plenaria, facilitata da tre ragazzi. Sergio (Genova): Suggerisce di creare occasioni di incontro con i referenti dei nostri progetti per far conoscere all’esterno il lavoro della Rete stessa. Angela (Pisa Viareggio): chiede se la perplessità della Rete di Udine è rivolta alla metodologia dello scorso convegno che invece a lei è sembrato valido. Gigi (Alessandria): ricorda che Toni Peratoner è sempre stato contrario ai gruppi di lavoro nel convegno. A questo punto Angelo (Segreteria) per chiarezza dà lettura integrale della mail della Rete di Udine. Giorgio (Pisa Viareggio): dice che a Brescia si era già deciso di fare i gruppi di lavoro. Lucia (Salerno): preferirebbe i relatori il sabato mattina ed i gruppi di lavoro al pomeriggio
Marco (Varese): relatori il sabato mattina e gruppi il pomeriggio. Sfrutterebbe Giorgio Gallo sui conflitti
Marco (Torino): Preferisce i relatori il sabato mattina e la domenica mattina per un discorso di attenzione, lasciando i gruppi il sabato pomeriggio. Ha apprezzato il metodo utilizzato lo scorso convegno
Gigi (Alessandria): conferma che i gruppi debbono seguire le relazioni.
Il coordinamento stabilisce di fare i gruppi tematici nel Sabato pomeriggio
Pier (Segreteria): i gruppi tematici ( non di lavoro) dovrebbero proporre esperienze e testimonianze dopo le relazioni più generali. I partecipanti al Convegno sceglierebbero l’ambito a loro più consono.
Gianni (Verona): Sollecita una testimonianza palestinese, soprattutto visto che il convegno sarà ad 1 mese dalla partenza del Giro d’Italia in Israele (territori occupati) La Rete di Verona sta contattando alcune persone, il 2 Dicembre ne incontrerà una da cui, probabilmente, uscirà la proposta di un testimone
Giorgio (Pisa Viareggio): La relazione iniziale del venerdì deve esser attrattiva ed a tema legge, etica e disobbedienza. Basta la presenza di un giurista: propone Gherardo COLOMBO. Pone, invece, un veto su Erri De Luca, anche per l’atteggiamento tenuto sulla Palestina.
Maria Teresa (Alessandra): cita un incontro in Alessandria sulla questione palestinese con diffida da parte della comunità ebraica. Propone inserimento in cartellina dei nostri nuovi progetti per sottolineare le esperienze concrete. Sulla relazione iniziale non è d’accordo su Colombo ma propone la Ballerini.
Maria (Verona): Necessario chiamare gente nuova e più giovane. Propone la Yavonovitch, giornalista autrice di un libro dal titolo “Piccolo mosaico del disumano”. Contattata e si è dimostrata interessata alla Rete. Potrebbe intervenire il sabato mattina. Come giurista suggerisce la Padoan per spiegare il reato di solidarietà, come testimone per il pomeriggio Nawel Sufi, per la relazione iniziale la Ballerini.
Giorgio (Pisa Viareggio): non vede la Ballerini per una relazione iniziale, ma solo per un discorso più tecnico
Pier (Segreteria): Per ciò che riguarda la Ballerini, Enrico e Valeria (Rete di Celle Varazze) avendo avuto a che fare con lei professionalmente, riportano una esperienza negativa dal punto di vista umano. La vedono come una persona alla ricerca di grandi nomi per avere eco mediatico. Oltre a ciò, la Rete di Celle – Varazze ha incontrato a Ventimiglia Don Rito Alvarez, il parroco che ha aperto le porte della propria parrocchia al grande afflusso di migranti dopo che sono state chiuse le frontiere. Positiva l’impressione. Incontreremo Cedric Herrou – il contadino condannato in Francia per aver ospitato migranti e se, riceveremo mandato dal coordinamento, proveremo ad invitarlo al convegno
Lucia (Salerno): propone che venga creata una commissione perché non si riesce a decidere
°°°°°°°°°°°°°°
Ore 19.30. Termine dei lavori del pomeriggio e Cena
Ore 21.15. Ripresa dei lavori su Relatori & Testimoni del Convegno
Marco (Varese): manifesta ulteriori perplessità su una relazione prettamente giuridica. Ribadisce la necessità di costituire un gruppo che elabori un testo da inserire in cartellina. Elvio (Padova): mette in evidenza la necessità di far memoria al convegno di Ettore Masina. Inoltre, la prima relazione deve essere lo sviluppo del titolo del convegno. Giorgio (Pisa Viareggio): riferisce che Gherardo Colombo è in grado di fare una relazione non prettamente giuridica. In alternativa propone la Yovanovitch.
Maria Teresa (Alessandria): propone: prima relatrice la Yovanovitch (sarebbe anche una novità rispetto alla storia dei nostri convegni); Testimoni: al sabato mattina ( propone il Comitato antifascista di Savona).
Ercole (Milano): Aveva proposto Ballerini e Carlassare. La seconda parla in modo molto accattivante, mentre la Ballerini è da verificare. Altro personaggio interessante è Anna Maria Rivera, antropologa che ha scritto su questo argomento. Per quanto riguarda i gruppi tematici del sabato pomeriggio propone che un gruppo si occupi della sentenza del TPP sui migranti.
Giorgio (Pisa Viareggio): il testimone palestinese deve vivere in Palestina e non in Italia. Nelle tempistiche vanno tenute in considerazione le traduzioni quindi per il Sabato mattina non più di 3 testimoni. Venerdì: si potrebbero fare 2 relazioni, una eventualmente dopo cena. Domenica: un panel sul tema della frontiera oppure altre relazioni.
Caterina (Quiliano): ha inviato un audio intervento. Per il Seminario Giovani propone di prender in considerazione 2 fasce d’età: 1) medie e primi anni delle superiori “)ultimi anni delle superiori e università. Propone come relatori: Del Grande & Segre, come testimoni: il Coordinamento antifascista di Savona anche se è un lavoro in divenire e non sa ancora esattamente dove andranno a parare.
Vista la difficoltà nel decidere, la Segreteria propone la costituzione di una Commissione che si occupi della definitiva stesura dello schema del Convegno e dei Relatori/Testimoni che interverranno
Maria (Verona): nella prima relazione è necessario sviluppare il tema “La solidarietà non è reato” per dare la cornice agli interventi dei testimoni. Angela (Pisa-Viareggio): Concorda. Per il venerdì pomeriggio relazione a due voci (Yovanovitch e Padoan). La sera del venerdì propone un ricordo di Ettore Masina
Marco (Torino): per il venerdì relazione di Giorgio Gallo che spieghi motivazioni e percorso hanno spinto la Rete a questo argomento e titolo. Poi relazione di Gherardo Colombo.
Maria Teresa (Alessandria): Venerdì Yovanovitch + Padoan. Alla sera una proiezione di un film. Sabato mattina 3 testimoni. Nel pomeriggio, i gruppi. Domenica tavola rotonda con il sacerdote di Ventimiglia
Angelo (Segreteria): nell’ultimo convegno hanno partecipato 297 persone (tolta le classi di studenti 250)
Senza un nome di richiamo avremo un numeri di iscritti ancora più ridotti. Erri de Luca ha ricevuto il veto ma Gherardo Colombo potrebbe essere un nome di attrazione. Per la memoria di Ettore Masina propone la proiezione il venerdì sera di un suo documentario, trasmesso in Rai a ora tardissima, su Giovanni XXIII
Lucia (Salerno): Nell’ambito della campagna referendaria la Carlassare è conosciuta e saprebbe trattare specificatamente sul reato di solidarietà. Gherardo Colombo non è mai intervenuto su tale argomento. Nella tavola rotonda dovrebbe essere toccato il tema del libro di Giorgio Gallo.
Sergio (Genova): Chiede se vi sia qualcuno che convince veramente allora scegliamolo
Ercole (Milano): si è raggiunto un accordo sull’impostazione
Pier (Segreteria): Se la domenica mattina si fa una tavola rotonda, non ha molto senso invitare Don Rito. La sua presenza ha senso come testimonianza e come messaggio di speranza  La solidarietà è possibile nonostante le leggi la ostacolino o addirittura la impediscano. Sia nel Qui (Ventimiglia) che Là ( Colombia) .
Simona (Celle-Varazze): Cedric Herrou probabilmente non può uscire dalla Francia ma al limite si potrebbe raccogliere una testimonianza filmata. Angela (Pisa Viareggio): Concorda con lo schema riassunto da Ercole
Gianni (Verona): la commissione deve avere un mandato elastico perché non sappiamo quanti relatori e testimoni daranno conferma della loro presenza.
Il coordinamento dà mandato alla Commissione di individuare-invitare relatori/testimoni oltre che definire un programma del Convegno. Giorgio Gallo è già stato indicato. Domani si designeranno gli altri
°°°°°°°°°°°°°°°°
4. Rinnovo delle Operazioni. [Vedi allegati]
a) ARMENIA – Progetto Hagharzin 2017 e Tavush 2018
Maria Teresa Bertoldi (Quarrata) illustra il materiale inviato da Teresa Sargsyan, referente in Italia dei progetti in discussione. Viene presentato:
I. la relazione finale del progetto Hagharzin finanziato dalla Rete nell’anno 2017
Vengono descritti i buoni risultati del progetto. Grazie alla crescente presenza turistica le entrate garantiranno risorse sufficienti per il proseguimento del lavoro in autonomia. E’ stato creato un piccolo orto di coltivazione delle erbe documentato dalle molte fotografie inviate.
II. Il proseguimento del finanziamento biennale per il 2018 con il progetto Tavush – Casa del Miele
Per il 2018, il progetto originario si trasformerà nella Casa del miele un locale per esposizione, assaggio, vendita dei prodotti dei propri alveari. La previsione è raggiungere l’autonomia del progetto dopo un anno con l’obbiettivo di creare un indotto sul territorio. Vengono chiesti 2.960 €. Ci lavorano già 5 persone retribuite dalla diocesi. I prodotti dei due precedenti progetti saranno portati al nostro Convegno di Trevi.
In prospettiva, per il 2019, il progetto potrebbe continuare con un ampliamento della Produzione di balsami ma al momento non è ancora pronta una proposta ed un programma dettagliato
Il coordinamento approva il progetto Tavush per il 2018 – Casa del Miele – e resta in attesa di maggiori dettagli per poter decidere sul progetto eventuale della Produzione di balsami per il 2019
b) ARMENIA – Proposta Progetto Gyumri (Capoluogo della provincia di Shirak)
Nuova proposta. Gyumri, seconda città dell’Armenia, è stata distrutta nel 1988 da un terribile sisma che ha provocato circa 50.000 vittime. Nella zona, un tempo a vocazione industriale, solo sfacelo per cui gli abitanti sono costretti ad emigrare. Centro Sociale Educativo e Diocesi organizzano progetti di formazione lavoro. Traquesti un progetto, di 160 ore, per parrucchiere ed estetiste, destinato a 60 donne che, poi,
potrebbero svolgere la loro attività in casa propria oppure a domicilio. Sarebbero selezionate tra le famiglie
più bisognose dagli assistenti sociali. Richiesti 3.263 € per acquisto di attrezzature e allestimento dell’aula.
Essendo un progetto ex novo, il coordinamento, rimanda la decisione, in attesa di capire quali risorse siano ancora disponibili dopo aver onorato i progetti rinnovati e già approvati.
°°°°°°°°°°°°°°°
DOMENICA 26 NOVEMBRE
Ore 9.20. Inizio dei lavori della Domenica
5. Aggiornamenti sul Sito della Rete curato da Gigi della Rete di Alessandria
Gigi, collegandosi via internet, illustra stato ed funzionamento del nuovo sito della Rete. Ha inserito i progetti della Rete usando il vecchio libretto operazioni, aggiornando nei casi in cui il materiale è stato inviato. Alla voce migranti è stata inserita la tabella con le iniziative intraprese sul territorio dalle reti locali (girata in mailing list). Graditi gli aggiornamenti. Viene riportata la scheda del progetto della Rete di Trento e Rovereto, ritenuto particolarmente rappresentativo ma si possono esser inseriti approfondimenti da parte di tutti. Una pagina è dedicata alle news mentre nella home page ci sono le circolari nazionali. Nello
spazio per i dossier, ci sono documenti più articolati e corposi (tra cui un profilo di Ettore Masina) mentre la voce documenti contiene circolari, atti dei convegni e dei seminari. Per la nostra rivista “In dialogo” sono riportate le copertine ed un articolo considerato significativo (scelto da Antonio). Giorgio (Pisa – Viareggio) propone che dopo 6 mesi dalla pubblicazione, compaia sul sito l’intera rivista e non solo un articolo. Chiede poi che i suoi articoli destinati alla rivista compaiano contemporaneamente sul sito.
Il coordinamento approva questa ultima richiesta e la allarga a tutti quanti lo richiederanno
Gigi prosegue la spiegazione del sito e sollecita le singole Reti all’aggiornamento delle operazioni. Dalla voce Reti locali si accede all’elenco delle Reti con i dati dei referenti e nell’ultima colonna comunicazioni è presente un link che apre una scheda con informazioni sulla Rete locale. Per l’accesso alla zona riservata serve una password dentro ci sono i verbali dei coordinamenti ed i bilanci. Altre velette danno accesso al forum, ai contatti della segreteria ed ai link. Il sito è visibile su qualsiasi dispositivo, anche smartphone, ed è facilmente raggiungibile da tutti i motori di ricerca. All’inizio il lavoro del sito è stato seguito sia da Gigi che da Alessandro poi c’è stata una divisione dei compiti. Alessandro (alessandro.cabroni@libero.it) si occuperà delle mailing list e delle circolari mentre Gigi penserà al resto. Ora si tratta solo di usare il sito. Nel prossimo coordinamento Gigi risponderà a tutti i dubbi di coloro che lo hanno visitato ed usato.
Maria (Verona) propone di chiedere a Maria Rita Vella (Noto), visto il grande lavoro effettuato nella scorsa segreteria, di aggiornare il file della discussione delle operazione, stralciando quelle chiuse. Chiede poi informazioni sul funzionamento del forum, il cui incaricato è Marco della rete di Torino.
Marco (Torino) aveva chiesto di mandare le richieste di account ma nessuno ha inviato nulla. Sollecita caldamente l’invio del proprio username e password per rendere attivo il forum per poter essere registrati. Invierà una mail in mailing list con una ulteriore richiesta rivolta a tutti.
Il coordinamento ringrazia Gigi e Marco per tutto il lavoro svolto
Pier (Segreteria) riferisce della richiesta da parte di Clotilde di trasferire l’archivio storico della Rete a Roma presso la Fondazione Basso, in modo che questo possa essere consultabile da chiunque. Il trasferimento sarà seguito da Matteo Mennini e da Clotilde stessa. Ercole che conserva la maggior parte dell’archivio della Rete (almeno fino al 1994) è favorevole ma chiede che il coordinamento approvi in maniera ufficiale il trasferimento.
Il coordinamento approva
°°°°°°°°°°°°°°°°°
6. Rinnovo delle Operazioni (proseguimento)
a) Progetto Dario Canale – Medici contro la tortura
Angelo Ciprari (Rete di Roma) riferisce della lettera di Mauro Gentilini che chiede il rinnovo per il prossimo triennio con una cifra di €. 13.000 (stesso importo 2015 – 2017). In estrema sintesi l’attività dei Medici prosegue incessantemente e si ritiene che l’operazione debba essere rinnovata.
Gianni (Verona) ricorda che per i medici non è possibile accedere a finanziamenti statali ed europei se non è già stato attivato un finanziamento autonomo ( quello fornito appunto dalla Rete). Pertanto è favorevole.
Il coordinamento approva il rinnovo del progetto
°°°°°°°°°°°°°°°°°
7. Proseguimento della discussione su Convegno e Seminario Giovani 2018.
Maria Teresa (Alessandria): propone per il venerdì una relazione iniziale di Gherado Colombo (in plenaria con i giovani che partecipano al seminario) + quella della giornalista Flore su umano e disumano. Sabato mattina dedicato ai testimoni. Domenica: non farebbe la tavola rotonda ma 3 relazione risultato del convegno (testimonianze dirette: Don Rito Alvarez (con Cedric Henou) Daniela Padoan e Solidarity Watch.
Marco (Varese) concorda.
Giorgio (Pisa – Viareggio) Gallo è perplesso perché non ha capito come siano organizzati i gruppi tematici
Monica (Segreteria) segnala la necessità di intersecare, almeno in alcuni momenti, il convegno con il seminario giovani
Pier (Segreteria): Le relazioni dei nostri testimoni di sabato mattina (che paiono essere: Sem Terra, Mapuche e Palestina) devono trattare il tema del Convegno. La loro testimonianza quindi deve avere quel taglio. Al pomeriggio si confluisce nei gruppi tematici curati dalle associazioni che operano sul reato di solidarietà (da scegliere oculatamente vedi : Solidarity Watch, TPP, Gruppo Antifascista di Savona, …). I mandati dati per la scelte definitive alle Commissioni devono esser elastici. Le commissioni saranno:
A. Struttura Convegno / Relatori – testimoni
B. Seminario Giovani
C. Logistica e prenotazioni
Per ogni Commissione costituita ci sarà un membro della segreteria con funzioni di coordinamento con le altre commissioni
Il coordinamento approva e delibera la formazione delle precedenti Commissioni di Lavoro.
Per la A) Commissione Struttura del Convegno e scelta dei Relatori/Testimoni vengono indicati: Giorgio Gallo (Pisa Viareggio), Maria Picotti (Verona)e Piergiorgio Todeschini (Brescia) con (forse) l’aggiunta di un membro della Rete di Padova. Per la segreteria : Pier
Elvio (Padova): da Haiti scrivono che la solidarietà della Rete è una solidarietà particolare. Suggerisce che i testimoni vengano dai nostri progetti.
Simona (Celle-Varazze): i testimoni non sono ancora stati decisi anche se alcuni sono stati dati per scontati. Le sarebbe piaciuto Nawel Sougfi. Bisognerebbe dare spazio al sabato mattino ai testimoni del Qui.
Pier (Segreteria): il criterio di scelta dei nostri testimoni dovrebbe anche tener conto di chi è in grado di proporre al Seminario Giovani un viaggio ed una esperienza nella propria realtà.
Maria Teresa (Alessandria): i testimoni del sabato dovrebbero essere maschi/femmine che a casa loro facciano disobbedienza. I Sem Terra in Brasile lo fanno. La Palestina, poi, è emblematica.
Lucia (Salerno): la mattina i testimoni lavorano con noi e il pomeriggio lavorano con i giovani
Monica (Segreteria):concorda. Per il Seminario Giovani si è calorosamente auspicata la presenza in commissione di giovani. Il titolo del seminario giovani è “ E se fossi nato al tuo posto? ”
Angela (Pisa Viareggio): Prende le distanze da un Seminario Giovani direttamente collegato al Convegno.
Così i ragazzi sono impacchettati e riproponiamo ciò che è stato fatto allo scorso Convegno.
Giorgio (Pisa Viareggio): Dire che alle prima relazioni vengono anche i giovani è senza senso. I giovani devono lavorare autonomamente.
Rosella Luchetti (Empoli): L’idea originaria era quella di fare Convegno e Seminario separatamente.
A Brescia è stato deciso diversamente. E’ disposta a lavorarci se seminario e convegno sono totalmente autonomi l’uno dall’altro. Si possono usare gli stessi testimoni ma in contesti separati. Solo così la presenza dei giovani può esser proficua, altrimenti non serve.
Maria Teresa ( Alessandria): E’ stato fatto un seminario a Quarrata. Lo schema originario è stato abbandonato per ragioni di costi e organizzazione. Lascerebbe una spazio di autonomia sul sabato, facendoli partecipare la resto del convegno.
Marco (Varese): protesta perché in questo coordinamento non è ancora stato deciso nulla
Lucia (Salerno): ricorda che allo scorso coordinamento si era deciso che il seminario sarebbe stato parallelo ma separato. Tra l’altro Mohamed Ba ha dato la disponibilità a lavorare con i giovani
Claudio (Pisa Viareggio) : Dove sono i giovani che partecipano alla Commissione e collaborano a dare forma al Seminario? Quando decideranno ?
Piergiorgio (Brescia): Ribadisce, verbale alla mano, che a Brescia è stato deciso ciò che ha detto Lucia: convegno e un seminario separati. Fondamentale è che i giovani chiedono di essere ascoltati degli adulti
Maria (Verona): Concorda con Lucia. Che età avranno i giovani partecipanti? L’approccio varia molto a seconda dell’età. La presenza di Mohamed Ba è una garanzia. Come Rete non possiamo proporre un titolo declinato solo al maschile ( oltre nato anche nata ).
Olga (Treviso): Concorda con Marco di Varese. Si aspettava di venire al coordinamento per approvare idee già formate, non di rimettere in discussione di nuovo tutto. Concorda anche con Claudio: ma dove sono i giovani che collaboreranno alla costruzione del Seminario ? Non posso certo farlo il Sabato mattina.
Pier (Segreteria): Il problema principale è che al seminario non parteciperà un gruppo strutturato con dinamiche interne già consolidate. I partecipanti saranno molto eterogenei e non possiamo lasciare tutto in mano allo spontaneismo ma proporre un’animazione capace di esser discreta, non impositiva, in grado di creare un clima favorente l’ascolto. Sappia coordinare e rendere fruibile il loro stare insieme.
Qualche ragazzo/a disponibile a partecipare alla commissione si può trovare. E’ importante tenere presente le diverse fasce d’età e fare delle scelte. C’è una grande differenza tra i sedicenni ( che hanno esigenze di conforto/confronto perché su certi temi si sentono soli ed isolati rispetto al pensiero corrente dei coetanei ) e chi è più grande (che ha già trovato ambienti dove far respirare la propria differenza).
Agnese (Pescara): Necessario stabilire delle fasce di età. Un Universitari di 25 anni non è più giovane e può partecipare tranquillamente al convegno. La proposta però deve esser chiara scegliendo un target.
Vero che il seminario giovani è stato deciso ma la finalità qual’è? Se il motivo è formativo, i problemi diventano più semplici. Bisogna cercare all’interno della Rete qualcuno che gestisca il seminario giovani non solo nell’organizzazione ma anche nella presenza.
Monica (Segreteria): Le proposte fatte la scorso volta hanno delineato alcuni aspetti senza potersi confrontare con i membri della commissione perché impossibilitati a partecipare. Accogliamo in modo definitivo la formula autonoma tra convegno e seminario. Rispetto all’età: ne esiste una anagrafica e una di maturità. Per la partecipazione al Seminario: ogni rete deve individuare ed invitare qualche ragazzo interessato alle tematiche indicate dal titolo. Come testimoni/relatori fruibili dalla Commissione abbiamo individuato Mohamed Ba e Don Fabio Corazzina, capaci di usare un linguaggio adeguato e coinvolgente per i giovani. Per gli animatori le figure possibili individuate sono: Il Pozzo di Giacobbe, che ha animato l’incontro estivo a Quarrata, il Gapa di Catania che in questi anni ha animato i momenti giovani nei convegni ed Eleonora, presente con Caritas Savona allo scorso Convegno, e organizza animazioni a livello nazionale su temi analoghi a quello del titolo individuato, per ragazzi dai 16 ai 22 anni.
Si tratta di capire quale proposta sia più utile e consona per i nostri obbietivi e le nostre esigenze.
Ercole (Milano): Il Seminario deve avere un suo percorso anche perché il titolo è diverso. Il Sabato i partecipanti al seminario devono sviluppare quel titolo. Serve una Commissione formata da un paio di persone che dovranno esser fisicamente presenti al Seminario Giovani. La proposta alla Commissione è attingere da ciò che il Convegno mette a disposizione. Saranno poi loro a scegliere.
E’ interessante anche prender in considerazione la contaminazione tra fasce di età diversa e riservare un momento di ritorno dei loro lavori al Convegno tutto.
Angela (Pisa – Viareggio): molti fraintendimenti sono nati perché nessuno della commissione era presente allo scorso coordinamento. Propone una riflessione insieme ai ragazzi sotto forma di laboratorio magari con alcuni momenti di partecipazione al convegno. Invece, l’età non conta. Segnala l’importanza di un rapporto costante con gli insegnanti. Si era pensato ad un seminario con almeno un ragazzo per ogni Rete.
Daniela (Mogliano Veneto): Propone un titolo nuovo che esprime lo stesso concetto del vecchio:
“ E se io fossi al suo posto? ”
Il coordinamento decide che il Seminario Giovani sia autonomo e svincolato dal Convegno con titolo:
“ E se Io fossi al tuo posto ? ” e rivolto a ragazzi dai 16 anni in su. I Testimoni – Relatori già individuati : (Mohamed Ba e Don Fabio Corazzina) saranno affiancati da altri eventualmente presenti al Convegno scelti dalla Commissione (ad es. Solidarity Watch).
Andrà anche individuato un animatore/animatrice (Es. Gapa, Il pozzo di Giacobbe, Eleonora di Sv, ..)
Caloroso l’invito ad ogni rete locali affinché individuino ed invitino ragazzi motivati al Seminario di Trevi.
La segreteria mostra alcune slides di proposta per il Seminario Giovani, preparate in vista del coordinamento. Vengono dati per assodati Mohamed Ba (disponibile anche per fare uno spettacolo il sabato sera) e Don Fabio Corazzina. Testimoni: Don Rito Alvarez e i referenti locali delle reti che possono accogliere i viaggi giovani (Gapa, Josè Nain, Salete, ecc.). Le proposte verranno valutate dalla commissione.
Maria (Verona): dal Ghana potrebbe nascere una proposta di viaggio per giovani.
Pier (Segreteria): La proposta di un viaggio in Africa, soprattutto se alla prima esperienza, è troppo complessa e forse controproducente. Non abbiamo ancora parlato della proposta di Maria Rita (Noto) che ha inviato la scheda di Viviana, referente locale del progetto Mesa Campesina.
Almeno và valutata. Certo con Mapuche e Sem Terra i rappresentanti del Cono Sud cominciano a diventar troppi. Angelo (Segreteria): le spese dell’ultimo convegno sono state di 16.000 €. Le commissioni sono invitate a prendere in considerazione anche le spese da affrontare. La cassetta al convegno non ha consentito di raccogliere molto ( pare però che una parte dei soldi sia stata rubata ). La proposta è portare la cifra del soggiorno da 92 a 100 € per richiedere un numero maggiore di gratuità alla struttura ospitante.
Sergio (Genova): Cerchiamo di risparmiare dove si può. Ad es. fare una tiratura di volantini e santini equilibrata, perché resta molto materiale inutile. 16.000 € per un convegno sono troppi
Monica (Segreteria): la commissione allestimento dovrebbe pensare a come ridurre gli sprechi.
La proposta è inserire nelle cartelline una bibliografia, una filmografia/videografia, una sitografia. Da valutare se portare il banchetto dei libri o proporre libri in visione.
Lucia (Salerno): Giovanni di Salerno si è reso disponibile per i libri se nessuno lo fa. Forse sarebbe meglio portare solo i libri dei relatori / testimoni presenti. Il banco libri ha però fruttato molto poco (300/400 €). I manifesti o si fanno subito o non servono, L’anno scorso sono arrivati pochi giorni prima del convegno e non sono serviti a nulla.
Monica (Segreteria): Mohamed Ba ci ha suggerito, per raccogliere fondi, di organizzare suoi spettacoli con una parte del ricavato a favore del fondo cassa seminario giovani. Le reti interessate dovrebbero contattarlo in autonomia ed accordarsi con lui.
Elvio (Padova): Invita a rivedere la circolare dell’ultimo Convegno di Rimini. Contiene già tutto. Per la pubblicizzazione del convegno nella rivista lo schema del convegno dovrebbe essere accompagnato da una lettera della segreteria. Urge inviare la notizia ad altri giornali. Il problema vero è che a Trevi non c’è una Rete locale che possa appoggiare la logistica.
Angela (Pisa-Viareggio): propone per il futuro di pensare ad una percentuale uguale per tutte le reti da inserire nel bilancio per i ragazzi. Occorre creare una copertura
Maria (Verona): L’anno scorso la segreteria è arrivata il giorno prima a Trevi. I manifesti, però son arrivati in ritardo. Tra l’altro, non si è ancora parlato del manifesto. Lo scorso anno, sono stati raccolti molti soldi nella cassetta e poi sono spariti. Forse il banchetto libri, rispetto a quanto si raccoglie, è un grande dispendio di energia. Potrebbe esser una buona idea la bibliografia nella cartellina.
Pier (Segreteria): il senso della bibliografia in cartellina è proprio quello di sostituire il banchetto dei libri. Per il discorso economico: andare ad attingere dalla cassa nazionale l’importo del convegno, rende inutile chiedere un versamento percentuale. Sarebbe meglio fare un minimo di attività sul territorio per aumentare le entrate in vista del Convegno (Ad. es. cene, spettacolo Ba, magliette, ..). Nelle occasioni in cui lo abbiamo fatto il riscontro è stato buono. Gianni (Verona): No all’aumento del prezzo di soggiorno ma si può dire alla Reti locali di offrire un piccolo contributo per le spese per il convegno. Propone un taglio totale delle spese cartacee tolta la cartellina. Va bene fare segnalare il convegno alle riviste tradizionali ma poche sono le persone che vengono per questo. Forse sono meglio i contatti via internet.
Claudio (Pisa Viareggio): le magliette mapuche sono state un’occasione in cui le singole reti si sono tassate.
Lucia (Salerno): la scheda per la raccolta delle iscrizioni è già stata preparata. La cosa importante con l’albergo è di inviare una caparra simbolica per bloccare le date ( da comunicare a Marta )
Monica (Segreteria): Per la logistica, ogni rete gestirà le prenotazioni con il modulo on line. Poi occorrerà compilare il file excell, in modo che chi si occupa delle prenotazioni potrà raccogliere tutti i dati.
Angelo (Segreteria): in ogni caso le prenotazioni non possono passare solo dalle reti locali. Molti prenotano direttamente all’albergo. E’ stato fatto l’archivio delle prenotazioni dello scorso anno.
Il coordinamento decide le composizione delle Commissione che lavoreranno al/alla :
B) Seminario Giovani: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, (Pisa Viareggio), Rosella Luchetti (Empoli), Simona Mozzati (Celle Varazze), Sergio Ferrera (Genova) + qualche ragazza/o da suggerire ed individuare. Per la segreteria : Monica.
C) Logistica quindi prenotazioni, trasporti e contatti con la struttura di Trevi: Rete di Salerno. Per la segreteria: Angelo. Le prenotazioni per il Convegno, compilate su apposita scheda di iscrizione, saranno inviate alla Rete di Salerno (come nello scorso convegno). Angelo chiede che nella scheda sia indicato un indirizzo postale per la richiesta di informazioni ai non informatizzati.
Monica (Segreteria): è necessaria sia un’immagine per il Convegno che per il Seminario. La proposta è quella di un concorso per il manifesto: le varie reti locali faranno le loro proposte che dovranno pervenire entro Natale. Angelo (Segreteria): propone di utilizzare l’immagine del precedente convegno.
Pier (Segreteria): Ok per l’immagine del Convegno ma la scelta dell’immagine del Seminario Giovani và fatta dai giovani insieme alla Commissione.
Angelo (Segreteria): segnala che i lavori delle commissioni debbono produrre decisioni nell’arco di un mese al massimo perché altrimenti non riusciamo a realizzarle.
Ercole (Milano): si incarica di fare la circolare di gennaio sul tema del convegno, in modo tale che la si possa pubblicare sia sulla nostra rivista “In dialogo” sia per la pubblicizzazione sui altri giornali.
Daniela ( Mogliano Veneto): L’immagine del seminario dei giovani potrebbe essere la barca del vecchio convegno, con i visi di ragazzi europei. Simona (Celle Varazze): se ne occuperà
Monica (Segreteria): ribadisce e ricorda che il termine ultimo di presentazione delle immagini per il Convegno è Natale. Entro quella data le proposte devono giungere alla Commissione Pubblicizzazione.
Il coordinamento opta per una quarta commissione che lavorerà a Pubblicizzazione e Allestimento del Convegno, al momento composta da: Marco Zamberlan (Torino), Mariella Borelli ( e Rete di Quarrata)
°°°°°°°°°°°°°°°°°
La segreteria auspica anche la formazione di una commissione che si occupi della MEMORIA.
Pier (Segreteria): meglio non parlarne ora ma al prossimo coordinamento perché ora non c’è tempo e questa non è una priorità. Vi anticipiamo che la proposta della segreteria era evitare una lettura di nomi dei nostri amici scomparsi. L’idea sarebbe quella di raccogliere le loro idee, frasi, testimonianze da familiari ed amici per poi inserirli in bottiglie. Tali “messaggi in bottiglia” verranno letti al Convegno di Trevi:
• In vari momenti dello svolgimento del Convegno (quindi non tutti assieme)
• Da diversi luoghi della sala convegni in maniera diffusa ( quindi non dal palco)
Maria Teresa (Alessandria): E’ possibile arrivino anche dei filmati di testimonianza.
Propone di mettere nella cartellina dei partecipanti al convegno, una biografia di Masina.
°°°°°°°°°°°°°°°°°
8. Varie
Gianni (Verona): non può passare sotto silenzio il fatto che il Giro d’Italia parta da Gerusalemme est. Sul sito del BDS c’è la possibilità di firmare una petizione. Partiamo da un appello cartaceo da inviare al presidente di RCS Madia Group e Gazzetta. Il progetto è già partito. Sul testo non è indicata alcuna associazione. Il secondo step è quello di scrivere agli sponsor ufficiali del Giro. Alla fine di ottobre Papa Francesco è stato invitato in Israele per inaugurare la partenza del giro. A Verona, si pensava di inviare un appello al Papa (che è già stato scritto) affinché declini l’invito.
Elvio (Padova): Porta i saluti e gli Auguri da parte della Rete di Padova e riporta il suo ricordo personale nel primo anniversario della morte di Gianna, sua moglie. E’ stata fatta, in tal senso, una piccola pubblicazione che raccoglie alcune storie e riflessioni su Gianna ( ne vengono consegnate alcune copie in sala). Ad Haiti le è stata ufficialmente intitolata una scuola il “Centro professionale Giovanna Mocellin” .
Piergiorgio (Brescia): la Rete di Brescia riferisce sulla situazione di difficoltà estrema per i Mapuche. Ora c’è un momento di tregua, basato anche per il fatto che la legge antiterrorismo è stata sospesa nei confronti di chi aveva fatto lo sciopero della fame in carcere. E’ pervenuto un messaggio di Margot che riguarda le elezioni cilene: il mapuche Huenchumilla, governatore rimosso dell’Araucania, è stato eletto senatore ed un altro amico non mapuche resterà in consiglio regionale. In gennaio Papa Francesco va in Cile. I media cileni stanno inquinando molto la coscienza civile dei cileni contestando i costi e il fatto che andrà a celebrare la messa in un sito militare. Siamo in attesa di verifica. Se si trova la via diretta si scriverà una lettera al Papa illustrando la situazione Mapuche.
Monica (Segreteria): riferisce che il GAPA di Catania ha ottenuto un bene confiscato alla mafia. Occorre ristrutturarlo ed il costo è di 10.000 €. Banca Etica offre 2.500 € ma il resto deve esser raccolto tra amici e simpatizzanti. E’ stata aperta una raccolta fondi. Monica manderà una mail con i dati del conto corrente.
Ore 13.00. Fine dei lavori
°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIASSUNTO DECISIONI PRESE CONVEGNO ed il SEMINARIO GIOVANI

CONVEGNO RRR 2018 – TREVI 13/14/15 APRILE 2018
La solidarietà non è reato: Resistiamo umani

COMMISSIONI di LAVORO ( aperte a tutti/e coloro che vorranno collaborare)

A. STRUTTURA DEL CONVEGNO e SCELTA dei RELATORI & TESTIMONI.
Componenti: Giorgio Gallo (Pisa Viareggio), Maria Picotti (Verona)e Piergiorgio Todeschini (Brescia) con (forse) l’aggiunta di un membro della Rete di Padova. Per la segreteria : Pier
Indirizzi dati dal coordinamento :
• Orario del Venerdì . ORE 16.30: Accoglienza e Registrazione
ORE 17.30: Saluti della Segreteria
ORE 18.00: Inizio Relazioni
ORE 20: Cena
Orari del Sabato e della Domenica: restano uguali a quelli dello scorso convegno
• Sabato pomeriggio: lavoro a gruppi tematici

C. LOGISTICA – PRENOTAZIONI, TRASPORTI e CONTATTI con la STRUTTURA di TREVI
Componenti: Rete di Salerno. Per la segreteria: Angelo.
Indirizzi dati dal coordinamento: Le prenotazioni per il Convegno, compilate su apposita scheda di iscrizione, saranno inviate alla Rete di Salerno (come nello scorso convegno). Nella scheda và indicato un indirizzo postale per la richiesta di informazioni ai non informatizzati.

D. PUBBLICIZZAZIONE e ALLESTIMENTO del CONVEGNO
Componenti: Marco Zamberlan ( Torino), Mariella Borelli + Rete di Quarrata.
Indirizzi dati dal coordinamento: Indetto un concorso tra le reti per proporre l’immagine del manifesto del convegno. Termine ultimo per l’invio: Natale

E. LA MEMORIA.
Componenti: DA DEFINIRE nel prossimo coordinamento di Sezano (Verona)
Proposte della Segreteria: Raccolta di frasi, idee, testimonianze dei nostri amici scomparsi che verranno inseriti in bottiglie. I “messaggi in bottiglia”, l’eredità lasciataci, verranno letti in momenti e luoghi diffusi cioè in momenti diversi nello svolgimento del Convegno e da lettori
situati in luoghi differenti della platea ( non dal palco)

SEMINARIO GIOVANI 2018 – TREVI –
In contemporanea con Il Convegno ma con date certe da stabilire
E se io fossi al tuo posto ?
B. SEMINARIO GIOVANI
Componenti: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, (Pisa Viareggio), Rosella Luchetti (Empoli), Simona Mozzati (Celle Varazze), Sergio Ferrera (Genova) + qualche ragazza/o da suggerire ed individuare. Per la segreteria : Monica. Indirizzi dati dal coordinamento:
• Seminario autonomo e svincolato dal Convegno
• Seminario rivolto a ragazzi dai 16 anni in su.
• I testimoni – Relatori già individuati sono Mohamed Ba e Don Fabio Corazzina affiancati da altri eventualmente presenti al Convegno (ad es. Solidarity Watch).
• Animatori / animatrici proposti e disponibili sono : Gapa, Il pozzo di Giacobbe, Eleonora di Sv e altri ( vedi verbale ). La Commissione sceglierà e valuterà il loro impiego
• Partecipanti : ogni rete locale dovrà individuare ed invitare ragazzi che possono essere motivati sul tema del Seminario.
• Sostenibilità : Mohamed Ba si è dato disponibile a fare spettacoli e destinare una parte del ricavato a finanziare un fondo cassa destinato al seminario giovani. Le reti locali che si renderanno disponibili dovrebbero ed accordarsi con lui.