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SINTESI VERBALE COORDINAMENTO NAZIONALE RETE RADIE’ RESCH

SEZANO 23/24 MARZO 2019

SABATO 23 MARZO – POMERIGGIO

Partecipanti al coordinamento:

SEGRETERIA: Fulvio Gardumi, Maria Angela Abbadessa, Maria Cristina Angeletti.

ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini; BRESCIA: Piergiorgio Todeschini, Gabriella Giometti; CASALE MONFERRATO: Beppe Ghilardi; CASTELFRANCO VENETO: Marta Bergamin, Ermanno De Biasio; GENOVA: Sergio Ferrera, Margarita Juarez; MACERATA: Gianni Baldassarri; MOGLIANO VENETO: Gianni Colleoni, Daniela Duzioni; PADOVA: Francesco Fassanelli, Elvio Beraldin; PESCARA: Silvestro Profico, Agnese De Nardis; PISA-LUCCA-VIAREGGIO: Giorgio Gallo; QUARRATA: Antonio Vermigli; ROMA: Angelo Ciprari; TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan; TREVISO: Olga Turchetto; UDINE: Lia Rontani, Cesare Davini, Maria Grazia Visintainer, Toni Peratoner; VARESE: Marco Lacchin; VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella, Francesca Gonzato, Roberto Baccaletto, Dino Poli, Silvana Valpiana

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Ore 15.05: Inizio lavori.

Maria Angela Abbadessa: saluta i partecipanti.

Maria Picotti: dà il benvenuto ai partecipanti nel Monastero del Bene Comune e informa che oggi a Verona un cartello di 40 associazioni ha dato vita ad una marcia che si chiama Passa-Porti. La RRR di Verona partecipa con molti aderenti ed uno striscione.

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  1. Approvazione bilancio consuntivo 2018 e bilancio preventivo 2019. Approvazione statuto e ingresso nuovi soci.

Ad ore 15.10 ha inizio l’assemblea ordinaria e straordinaria della Rete Radié Resch, come da separato verbale.

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SABATO 23 MARZO – SERA

  1. Rinnovo progetti in corso

Progetto Case Verdi – Gaza.

Francesco Fassanelli: aggiorna sul progetto di Gaza. Informa che Giovanni Esposito di Salerno è stato messo in contatto con una volontaria di una ONG che lavora a Gaza. Questa volontaria ha confermato che l’associazione referente del progetto sta lavorando. E’ comunque in programma un viaggio a Gaza da parte della Rete di Salerno, con alcuni giovani.

Fulvio Gardumi: conosce un medico trentino che attualmente lavora a Gaza, per cui ci sarebbe la possibilità di creare un altro canale informativo.

Gianni Pettenella: per la Palestina, la grossa difficoltà è sempre stata quella di avere un referente “vivo” e in grado di tenere i contatti.

Il progetto rimane sospeso in attesa del viaggio a Gaza della Rete di Salerno.

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Progetto Donne lavoratrici Palestinesi.

Maria Angela Abbadessa: ha già inoltrato alla mailing-list la comunicazione di Manuela Tempesta della Rete di Pesaro, titolare del progetto, che informava di aver contattato Lucia Capriglione per capire se il gruppo di Salerno che andrà in Palestina potrà incontrare Amal a Ramallah o Hannan Bounura a Betlemme. Il progetto, portato avanti da un’associazione di donne palestinesi denominata PWWSD (Palestinian Working Women Society for Development), con sede a Ramallah, svolge attività di formazione e assistenza alle donne dei Territori della Cisgiordania. Il finanziamento della Rete è destinato al loro centro di Betlemme, dove alle donne viene fornita assistenza legale, psicologica e altro. I rapporti tra Rete di Pesaro e Pwwsd sono stati per alcuni anni fluidi, grazie a viaggi in Palestina e alla partecipazione di Hannan e Lama Hourani ai convegni nazionali. I rapporti epistolari sono invece sempre stati molto scarsi. La Rete di Pesaro non è attiva, ma Manuela ritiene importante rinnovare questi rapporti e non abbandonare il progetto.

Monica Armetta: si potrebbe trovare un’altra Rete locale disponibile a farsi carico del progetto sul piano della relazione. Spiace abbandonarlo, visto che ci sono stati contatti.

Olga Turchetto: il problema non è il referente in Italia, ma quello in Palestina.

Maria Picotti: nell’inverno 2009 – 2010 il progetto è stato visitato nel viaggio della Rete in Palestina. In quell’occasione ci sono stati contatti con entrambe le referenti. Nel 2016, al momento del rinnovo, avevano scritto a Manuela Tempesta. Prima di abbandonare persone che vivono una situazione drammatica, bisogna essere molto cauti.

Maria Teresa Gavazza: anche un gruppo di giovani di Savona è in contatto con la Rete di Salerno per partecipare al viaggio in Palestina.

Sergio Ferrera: d’accordo sui precedenti interventi. E’ però necessario verificare se dopo 15 anni è rimasta la relazione con le persone.

Francesco Fassanelli: il gruppo di Salerno non può non passare per Ramallah, perché la base di tutto è lì. A Gaza possono entrare solo le persone che fanno parte di ONG riconosciute. Si potrebbero incaricare gli amici di Salerno di fermarsi a Ramallah, per prendere contatto con questa associazione di donne.

Fulvio Gardumi: eventualmente potremmo provare a vedere se Mazin Qumsiyeh, relatore al nostro ultimo convegno nazionale, possa essere un contatto valido. Per la RRR sarebbe importante mantenere un progetto in Palestina.

Maria Picotti sentirà Manuela Tempesta per verificare se sia possibile contattare Hannan Bounoura. Nel frattempo anche questo progetto rimane sospeso.

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Seminando amore come il mais (Ecuador)

Fernanda BREDARIOL ha fatto circolare nella mailing-list una relazione della referente del progetto di coscientizzazione delle donne indigene. Alla referente la Rete di Spresiano-Lancenigo-Maserada aveva chiesto se il progetto era in grado di camminare senza il contributo della Rete o se c’era ancora bisogno, ed eventualmente se si poteva ridurre l’importo. La risposta è che c’è ancora bisogno di aiuto, almeno per qualche tempo, e che se la Rete non può garantire per il futuro la stessa cifra del passato accettano la nostra decisione.

Fulvio Gardumi: se si chiede ai referenti di un progetto se hanno ancora bisogno del nostro contributo, è difficile che dicano di no.

Olga Turchetto: la Rete di Spresiano-Lancenigo-Maserada chiede il rinnovo del progetto in quanto lo ritiene importante per i risultati positivi che sta conseguendo. Il contributo della Rete ultimamente era di 8.200 €. annui.

Marco Lacchin: propone rinnovo a 6.000 €.

Monica Armetta: concorda.

Il Coordinamento decide di rinnovare il progetto alla spesa di €. 6.000 per due anni, con chiusura nel 2020. Poi il progetto sarà definitivamente concluso.

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Lualaba (Mogliano veneto)

Daniela Duzioni: non è stato ancora possibile creare un contatto con il referente del progetto, a causa delle difficili condizioni ambientali.

Maria Angela Abbadessa: la zona centrale della città di Kabinda in Repubblica Democratica del Congo sta franando a causa delle piogge. La gente raccoglie sassi per cercare di puntellare i muri. Al momento Lualaba non è raggiungibile. Il nuovo parroco di Lualaba, che avrebbe dovuto sostituire il precedente referente, si è ammalato ed è stato trasportato a Mbuji-Mayi per curarsi.

Il progetto resta sospeso.

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Donazione di 10.000 €. per l’Africa.

Fulvio Gardumi: un’amica della Rete di Napoli vorrebbe donare 10.000 €. a favore di un progetto in Africa.

Gianni Pettenella: riferisce del progetto della Rete di Verona in Ghana. Chiedono un aiuto per costruire nella scuola bagni autonomi rispetto al resto del villaggio ed eventualmente una mensa. Ovviamente è necessario l’aiuto del villaggio. I 10.000 €. potrebbero consentire di completare la mensa e, forse, i bagni.

Maria Picotti: nella mailing list è stato inviato un resoconto del progetto, che dovrebbe diventare un progetto nazionale. Si vorrebbe cambiare il nome dedicandolo alla mamma di Olivia (amica della RRR di Verona, originaria del villaggio), Maame Adjeiba.

Maria Angela Abbadessa: la Rete di Castelfranco Veneto si è confrontata sul questa disponibilità economica. Anche in Congo ci sono gravi esigenze. Ad esempio il vecchio dispensario è crollato ed è stato necessario trasferire tutto provvisoriamente nella nuova maternità, anche se non terminata. La donazione potrebbe essere utilizzata per attrezzare il nuovo reparto maternità, ma forse far nascere un nuovo progetto in Ghana è una cosa migliore.

Daniela Duzioni: come già detto, la Rete di Mogliano Veneto non ha contatti con il referente della propria operazione e quindi non è in grado di utilizzare il denaro.

Monica Armetta: non vede problemi. Se i contributi delle Reti vanno nella cassa comune, si potrebbero girare i contributi di Verona a Castelfranco Veneto, in modo da far confluire l’intera somma nuova al pro-getto di Verona.

Si decide che le tre Reti Locali che hanno progetti in Africa discutano della cosa e propongano a Teresa De Simone come destinare questi soldi. Risposta al più presto.

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DOMENICA 24 MARZO

  1. Rinnovo progetti.

Progetto Mapuche.

Piergiorgio Todeschini: ha già mandato in rete le informazioni principali. Attualmente ci sono in cassa più di 5.000 €. (oltre ai 6.000 €. già inviati). L’intenzione è quella di chiudere tra 15 giorni (10 aprile) la raccolta e provvedere all’invio della cifra residua. Così si potrebbe chiudere la fase dell’emergenza.

L’operazione Sergio Escudero è stata impostata in via definitiva. I Mapuche di Folilko sono impegnati a fronteggiare il ritorno degli incendi ma, ciò malgrado, ci hanno comunicato che tengono molto al progetto.

In rete è già circolato anche lo schema del progetto che la RRR dovrà gestire.

Il sottotitolo è “Operazione di capacitazione sociopolitica per giovani Mapuche”. Servono giovani che si abilitino a diventare capi di comunità: per questo c’è bisogno di una formazione specifica. Su questo va ad incidere il progetto.

Il progetto è di carattere nazionale, promosso dall’intera RRR. La gestione è affidata alla Rete di Brescia, con l’appoggio di Lucia Agrati (ora a Roma), che è esecutrice testamentaria di Sergio Escudero. I pochi sol-di rimasti dopo la morte di Sergio sono stati destinati alla RRR e saranno usati per il progetto. La cifra di circa 7 – 8.000 €. indicata da Lucia a Roma non è attendibile: non sappiamo quanti soldi resteranno.

Un donatore ha già contribuito per questo progetto, per cui la proposta sarebbe di farlo per 1 anno, con prospettiva di rinnovo nel caso in cui i molti amici di Sergio, che non sono stati ancora coinvolti, decidano di sostenerlo.

I soldi non verranno inviati subito, perché attualmente occorre affrontare l’emergenza incendi, ma solo in un secondo momento. Per quest’anno il costo previsto è di 4.000 €. e il progetto vedrebbe coinvolti 10 – 15 giovani.

Gianni Pettenella: chiede se questo programma prevede degli insegnanti, delle ore di insegnamento e tutto affidato a Josè Nain.

Piergiorgio Todeschini: questo dettaglio non è stato ancora affrontato. Lo sarà prima dell’invio dei fondi. Posso pensare che gli insegnanti siano tutti capi Mapuche, magari anche le donne che sono state formate a suo tempo, in un precedente progetto della RRR. Sta crescendo molto il ruolo di Margot, presidente dell’Associazione Folilko. L’altro giorno c’è stata una grande manifestazione a Temuco, a cui Margot ha partecipato. Durante la manifestazione c’è stata una repressione terribile.

Elvio Beraldin: il progetto è più importante di un semplice aiuto per delle borse di studio. Si tratta di coscientizzazione politica: il progetto andrebbe analizzato nel suo insieme. Si tratta di un progetto politico, molto importante.

Sergio Ferrera: chiede da chi sia partita la proposta del progetto.

Piergiorgio Todeschini: non si fa nulla che non venga dai Mapuche. Sergio Escudero era loro amico.

Marco Lacchin: favorevole a far partire subito il progetto

Maria Teresa Gavazza: questa è un’operazione storica, che riflette la situazione mondiale, perché i protagonisti sono i popoli indigeni su cui grava un progetto globale di repressione. Il progetto va nella direzione di una rete di resistenza. Come per le donne curde che hanno liberato l’ultima roccaforte dell’ISIS. C’è un’internazionale re-sistente di cui le donne sono protagoniste. Favorevole all’approvazione del progetto.

Piergiorgio Todeschini: l’importo destinato al progetto transiterà dal conto nazionale e sarà a bilancio a costo zero.

Toni Peratoner: la richiesta di Folilko segna un salto di qualità, che va appoggiato, anche perché viene da lo-ro. Si potrebbe pensare ad una scuola permanente come quella dell’MST.

Gabriella Giometti: la formazione dei capi di comunità serve anche a dare conoscenza delle leggi sui popoli indigeni, che esistono ma sono disapplicate. Potrebbero essere le donne da noi formate a fare le insegnanti.

Il coordinamento approva il novo progetto Operazione Sergio Escudero per l’importo di 4.000 €. per il 2019. Piergiorgio ci terrà informati sull’avvio, una volta terminata l’emergenza incendi. Ci si riserva il rinnovo per gli anni successivi.

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Donazione di 10.000 €. per l’Africa.

Gianni Pettenella: le Reti che hanno progetti in Africa hanno deciso che la situazione di allarme lanciata da Kabinda in Congo non lascia spazio a discussioni. Questi soldi saranno utilizzati per l’ospedale di Mwamwyi.

Marta Bergamin: dopo il confronto con gli amici di Verona, si è valutato che le difficoltà del popolo congolese e del villaggio di Mwamwyi giustifichino che l’intera cifra vada in questa direzione. Non c’è stata corsa ad accaparrarsi una parte del denaro: la RRR è anche questo. Con questi soldi si acquisteranno attrez-zature per l’ospedale per ultimare lo stabile non finito, dove si è installato il dispensario. Da precisare che Kabinda è un’altra realtà, ugualmente drammatica, che potrebbe giustificare un appello alla RRR. Padre Richard ha, tra l’altro, costituito un’associazione per consentire ai cittadini di Kabinda di rivendicare i propri diritti.

Maria Picotti: sarebbe giusto lanciare un appello anche per Kabinda. Il lavoro di Padre Richard ha anche un significato politico.

Fulvio Gardumi: le calamità sono molto numerose. Anche ad Haiti, come ci ha riferito la Rete di Padova, c’è una situazione drammatica.

Il Coordinamento decide di destinare i 10.000 € della donazione a un progetto per l’acquisto di attrezzature per l’ospedale di Mwamwyi in Congo. La Segreteria avvertirà Teresa De Simone.

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  1. Aggiornamenti, varie ed eventuali.

Angelo Ciprari: legge un messaggio inviato dal progetto Binario 1 di Bolzano. L’attività di ospitalità è stata chiusa il 15 marzo, dopo aver dato ospitalità a 122 persone. Nei vari gruppi c’erano 11 famiglie. Comples-sivamente 3.173 notti.

Ora si sta preparando il report delle attività svolte, che ci sarà fornito. Il gruppo ha già presentato un nuovo progetto alla Chiesa Luterana Mondiale. Il progetto è stato approvato: inizierà nel 2020 e sarà triennale. Attualmente stanno seguendo le persone che hanno necessità di girare per gli uffici, dando un supporto per la lingua.

Fulvio Gardumi: nelle ultime settimane la Rete ha vissuto due lutti: sono morti Anna Fiocchi, storica militante milanese, e frei Fernando De Brito, domenicano brasiliano confratello di frei Betto, testimone della violenza della dittatura militare e destinatario di un vitalizio da parte della Rete. Dal convento di Goiania, dove De Brito ha trascorso gli ultimi mesi di vita, ci hanno detto che, se saranno mandati soldi in sua memoria, saranno ben usati.

Gianni Pettenella: con tutto il rispetto, anche per chi aveva un rapporto di amicizia con De Brito, in Brasile ci sono molte realtà che possono avere bisogno di aiuto, ma non è possibile versare un contributo in questo modo.

Marta Bergamin: gli ultimi soldi inviati per il suo vitalizio sono stati restituiti.

Giorgio Gallo: il contributo a De Brito era un segno di solidarietà, verso una persona che aveva sofferto molto. Non c’era dietro un progetto.

Beppe Ghilardi: la Rete di Casale non era riuscita, ultimamente, ad avere un’interlocuzione con De Brito.

Angelo Ciprari: al momento della comunicazione della morte, è andato dai domenicani per registrare la Messa in sua memoria. Anche questi tentativi di incidere sulla memoria sono importanti.

Elvio Beraldin: ricorda Monsignor Romero. Oggi è il 24 marzo, giorno della sua uccisione.

Silvio Profico: dopodomani sono 40 anni dalla morte di Luigi Rocchi.

Francesco Fassanelli: ad Haiti si ricorderà il 24 aprile la morte di Dadue Printemps. Ad Haiti la situazione è politicamente disastrosa, con continue proteste di piazza contro il governo che ha aumentato il prezzo dei beni essenziali. Le proteste hanno assunto carattere molto violento, con rapine ed omicidi. Il governo non ascolta queste proteste. Questa situazione prosegue da anni e le forze di opposizione sono divise. C’è paura e le scuole sono state chiuse per molti giorni.

Elvio Beraldin: le scuole che sosteniamo non sono state sinora toccate dalle proteste.

Maria Teresa Gavazza: oggi a Roma c’è la marcia per il clima. Lucia Capriglione ha riferito che l’opera-zione sulla Palestina è importante perché la Reti del sud si stanno risvegliando ed hanno bisogno di passione. Ci sono anche dei giovani di Salerno e di Savona che si stanno organizzando per andare in luglio a Gaza. Propone di approvare lo stanziamento dei 2.000 €. per il viaggio.

Maria Angela Abbadessa: i 2.000 €. sono già stati stanziati

Angelo Ciprari: ricorda che è stata creata una commissione (di cui Lucia Capriglione fa parte) per destinare i soldi stanziati per i viaggi giovani. La Rete di Salerno dovrà solo fornire le indicazioni necessarie per ot-tenere il versamento. Nella commissione c’è anche Monica Armetta.

Monica Armetta: l’appunto di Angelo Ciprari è corretto. Lucia fa parte della commissione: è la prima volta e occorre organizzarsi per un viaggio giovani. Si potrebbe pensare di proporre il viaggio alla Commissione giovani come se fosse un progetto, in modo che la Commissione lo porti al Coordinamento. Prenderà contatto con Lucia Capriglione. Questo è un lavoro pilota che servirà a creare un metodo di lavoro.

Maria Teresa Gavazza: Lucia Capriglione ha mandato una mail.

Marta Bergamin: la riduzione del finanziamento del progetto in Palestina era proprio finalizzata ad orga-nizzare il viaggio.

Elvio Beraldin: dovrebbe diventare obbligatorio che chi presenta nuovi progetti debba venire di persona al coordinamento.

Monica Armetta: se esiste una commissione giovani, occorre passare attraverso di essa.

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  1. Seminario Nazionale.

Fulvio Gardumi: Le cose già decise sono la sede, la data e alcuni relatori: la sede sarà Sasso Marconi presso il centro congressi Ca’ Vecchia, la data il 18 – 19 maggio. Una commissione doveva occuparsi dell’organizzazione. Due relatori ci hanno confermato la loro presenza: Giovanni Ziccardi e Alex Orlowski.

Marco Zamberlan: Sua figlia Nadia ha organizzato un gruppo di ragazzi, che hanno iniziato a lavorare in vista del seminario. Ci saranno due percorsi: uno per gli adulti, più sugli aspetti tecnici, ed uno per i ragazzi, più sulla capacità di interpretazione.

Si pensava di fare un confronto con i due relatori. Ziccardi lavorerebbe con gli adulti, Orlowski con i ragazzi. Per la domenica, si era pensato di fare laboratori misti. La proposta di Nadia è quella di iniziare a mandare il volantino per coinvolgere altri ragazzi. Marco si rende disponibile a coordinare il lavoro per presentare una traccia ad Orlowski.

Lo stesso si dovrà fare per proporre un percorso a Ziccardi.

Giorgio Gallo: ha qualche perplessità su come la cosa dovrebbe funzionare. Al momento non c’è in commis-sione un’elaborazione comune. Ha qualche dubbio su quella che dovrebbe essere la finalità del seminario. La vedeva più in termini di impatto politico del web, su due linee diverse e complementari: il capire e l’a-gire.

Per il capire, ci sono due aspetti: uno di tipo economico, anche in relazione al concetto di capitalismo della sorveglianza. Questo discorso deve essere compreso, ma rischia di lasciarci depressi, perché rischiamo di sentirci impotenti. Accanto al controllo economico c’è anche il controllo politico: la raccolta dati permette di individuare aggregazioni e classi di possibili utenti, a cui fornire le proposte “su misura”. Ancora più critico è il profilo della manipolazione tramite le fake news.

L’altra parte, dove non siamo coperti, è come noi siamo in grado di analizzare in maniera critica quello che leggiamo in rete. Un punto importante è, quindi, cosa vogliamo dal seminario.

Marco Zamberlan: gli ultimi 15 anni hanno portato una rivoluzione silenziosa. I giornali cartacei e televisivi hanno avuto un forte calo: ormai le notizie passano on line. Per i ragazzi non c’è la necessità di analizzare le informazioni. Si è persa la cultura dell’intermediazione, sia a livello economico che a livello politico. Non è possibile fermare l’evoluzione delle tecnologie. Noi dobbiamo cercare delle vie per agire, portando all’inter-no di questo mondo i nostri valori. Chiede aiuto al coordinamento per veicolare questo discorso.

Gianni Pettenella: è colpito dalle questioni molto grosse sollevate. Si chiede come si possano affrontare in un sabato pomeriggio e una domenica mattina. Chiede ai membri della commissione di essere molto com-prensibili. E’ importante che i giovani si interessino al tema: la comunicazione vera con loro è importante. Già abbiamo scelto un tema difficile, vuole capire se la commissione ha concretizzato qualcosa per le due relazioni ed i gruppi di lavoro.

Sergio Ferrera: dovremmo tenere un quadro unitario di equilibrio. In questo momento storico c’è un proble-ma di sintesi e direzione antropologica nelle persone. Se facciamo un seminario giovani non possiamo di-menticare l’aspetto umanistico.

Maria Picotti: i giovani viaggiano su altri linguaggi. Noi adulti molte volte ci siamo interessati di informa-zione e gli strumenti li abbiamo usati. L’importante è come starci dentro. La cosa importante è riuscire a muoversi all’interno degli strumenti in modo critico. Di recente ha sentito alla radio Ziccardi e le è piacito molto: si potrebbe chiedergli un discorso semplice ma non banale. Nei laboratori poi si potrebbero fare e-mergere dubbi, fatiche, ma anche prospettive di intervento concreto.

Marco Lacchin: la sensazione di impotenza è sbagliata. Il colosso ha i piedi di argilla e noi dobbiamo impa-rare a infilarci nelle sue crepe. Attenzione a non voler decidere quello che i giovani debbono fare. Affian-chiamoli ma lasciamoli lavorare.

Maria Cristina Angeletti: ha paura e vorrebbe sapere come difendersi da queste nuove tecnologie. Dobbiamo imparare a difenderci dal condizionamento.

Piergiorgio Todeschini: 33 minuti fa Margot ha postato su Facebook l’informazione che disertori militari ve-nezuelani arrivano in Cile e il governo sta valutando un visto speciale per loro.

Elvio Beraldin: stiamo continuamente parlando dell’attenzione particolare per i giovani. E’ stato alla mani-festazione di Don Ciotti e ha rilevato la scarsa presenza delle persone di 40 – 50 anni. Bisogna anche avere attenzione a questa fascia di età.

Monica Armetta: le considerazioni di Elvio sono vere, ma la manifestazione era in un giorno lavorativo. E’ vero, però, che i giovani si stanno muovendo. Stiamo cogliendo un momento storico importante e stimolan-te. Rispetto al seminario giovani, quello che è emerso è la necessità di capire come agire. Ci sono due mondi diversi: il nostro è fatto di persone che hanno già fatto un percorso di coscientizzazione; il mondo giovanile ci si sta avvicinando ora e ci stanno chiedendo un aiuto. Sono due punti di partenza molto diversi. Nei due seminari ci dovranno essere, quindi, contenuti diversi. L’incontro dovrà avvenire quando inizieremo a parla-re di strumenti. Dovremmo riuscire tutti ad uscire dal seminario sapendo meglio come agire.

Ai ragazzi dobbiamo offrire anche contenuti. Inoltre, già il fatto che i ragazzi conoscano la tecnologia e vi-vano anche la sua pericolosità, dovrebbe consentirci di far passare anche dei contenuti nell’esposizione. Per noi è, invece, una questione più tecnica. Nella costruzione del laboratorio dovremmo riuscire ad unire i due mondi, tenendo conto che se i giovani si avvicinano, spetta a noi offrire loro i contenuti.

A breve sarà inviato il volantino dei giovani corretto, in modo che possa essere diffuso. Ci si è anche chiesti se sia il caso di prevedere un contributo per i giovani e trovare una sistemazione alternativa per loro. Si po-trebbero chiedere ai giovani 30 €. a persona, attingendo dal fondo viaggi giovani per la differenza.

Maria Angela Abbadessa: oltre ad una guida sulle misure di difesa personali nei confronti del web, si potrebbe chiedere di essere aiutati ad individuare le autorità nazionali e internazionali cui rivolgersi e cosa pretendere in termini di sicurezza e trasparenza.

Fulvio Gardumi: non dobbiamo farci troppe illusioni sul seminario. Non risolveremo i problemi dell’umanità in due mezze giornate. Sarebbe già importante uscire con le idee più chiare. Le singole reti locali potrebbero poi fare approfondimenti con altri relatori. Si dovrà vedere se questo sarà anche il tema del Convegno del prossimo anno.

Il Seminario dovrebbe cominciare la mattina del sabato e terminare col pranzo della domenica. I costi per la pensione completa a Sasso Marconi (all’hotel Ca’ Vecchia o in strutture ricettive dei dintorni convenzionate) sono di circa 65-75 euro a persona (a seconda se si pernotta in doppia o in singola) e comprendono pranzo, cena, pernottamento e colazione. Chi arriva in treno avrà bisogno di un passaggio perché la stazione di Sasso Marconi è a circa 2 chilometri dal Centro Congressi.

La cosa più urgente adesso è lanciare la proposta, chiedendo le adesioni. In base alle adesioni sarà neces-sario fermare le camere. La segreteria manderà una mail.

Olga Turchetto: visto che si comincia il sabato mattina, molti vorranno arrivare la sera prima. Il problema non è solo economico, ma di disponibilità della struttura e di trasferimenti.

Marco Zamberlan: per i giovani si potrebbe pensare a pernottamento in ostello. Gli ostelli di Bologna propongono camere da 4 posti a prezzi tra i 27 ed i 34 €.

Silvio Profico: vede il pericolo di annegare nelle tematiche, senza portare a casa nulla. Non è possibile ar-rivare ad una guida di difesa personale. Dobbiamo concentrarci su un tema particolare: per lui, l’incidenza del web sulla democrazia.

Giorgio Gallo: ci sono vari usi di questi meccanismi, alcuni grezzi, altri più sofisticati. La mancanza della mezza età alle manifestazioni è interessante, perché crea controllo su chi è più inserito nel sistema, creando una sorta di “bolla” in cui ci pervengono solo comunicazioni che sono più affini a noi. Probabilmente i gio-vani usano il web in modo più libero. Noi abbiamo due relatori: adoperiamoli nella direzione che si diceva, ma chiedendo noi a loro quello che vogliamo. A Ziccardi chiediamo un’analisi dei rischi del web ma soprat-tutto di stimolare la capacità critica. L’altro forse dovrà aiutare i giovani ad usare il web con maggiore intel-ligenza. Il titolo potrebbe essere “Web e democrazia”. Però la democrazia non deve essere il centro unico del seminario. Altro possibile titolo sarebbe “Web: strumento di liberazione o di controllo?”.

Marco Lacchin: meglio il secondo titolo.

Francesca Gonzato: meglio il secondo titolo. Non metterebbe ragazzi e anziani insieme in un laboratorio. Non è opportuno. Chiede se possibile una bibliografia che aiuti chi ha tempo ad approfondire i temi.

Monica Armetta: rispetto al senso di impotenza, il seminario potrebbe essere un inizio ed uno stimolo. Non bisogna vivere la frustrazione dell’inizio di un percorso. Utile una bibliografia da dare sia prima che dopo il seminario.

Marco Zamberlan: teniamo conto che questo è un problema che molti si stanno ponendo, non solo in Italia. Non saremo soli in questa elaborazione di pensiero. Questo potrebbe essere l’inizio di un percorso.

Maria Picotti: nel titolo è opportuno ci sia la parola liberazione perché è un aspetto fondante della RRR.

Il Coordinamento stabilisce che il titolo sarà “Web: strumento di liberazione o di controllo?” La se-greteria farà una comunicazione chiedendo le prenotazioni entro metà aprile.

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  1. Varie ed eventuali.

Prossimi coordinamenti:

  • 21 – 22 settembre: Macerata (da verificare la disponibilità della struttura)
  • 23 – 24 novembre: Pistoia (in alternativa Roma);
  • 25 – 26 gennaio: Roma, se non lo fa a novembre;

Prossime circolari:

  • Aprile: Verona
  • Maggio Macerata
  • Giugno: Segreteria o commissione seminario
  • Luglio – agosto: Casale Monferrato
  • Settembre: Roma
  • Ottobre: Castelfranco Veneto
  • Novembre: Varese
  • Dicembre: Torino

Maria Cristina Angeletti: riferisce dell’attività in Brasile di Padre Pannichella, con proiezione di fotografie. Padre Pannichella ha creato un gruppo Whatsapp a cui è possibile iscriversi, contattandolo al 333/8856374.

Francesco Fassanelli: molti si stanno preoccupando dell’invasione dell’Africa da parte della Cina. Pochi parlano del fatto che, dal 1946 siamo invasi dagli USA. Il 7 aprile ci sarà una via crucis da Pordenone ad Aviano organizzata dai Beati costruttori di Pace

Gigi Bolognini: ieri sera è stata verificata un’incongruenza all’interno del nostro sito internet. Tra l’altro non risultano inserite tutte le circolari di febbraio. La ditta produttrice del software ha fatto un aggiornamento au-tomatico, che ha creato vari inconvenienti (tra cui la cancellazione delle credenziali degli amministratori). Prega di segnalare tutte le anomalie.

Non sa se a Bruxelles ci sia gente in buona fede che vuole proteggerci dall’imperialismo della Rete, ma a maggio 2018 è arrivata una direttiva CE GDPR, che riguarda la protezione dei dati personali su internet. Essa prevede che anche l’e-mail è un dato sensibile, per cui per avere l’indirizzo ci vuole il consenso del-l’interessato, che può essere revocato. Sul nostro sito l’unica pagina che ha queste caratteristiche è l’elenco delle reti locali. Chiede che il Coordinamento lo autorizzi ad inviare a tutti i referenti delle reti locali una lettera con richiesta di autorizzazione. Quelli che non rispondono verranno depennati.

Il Coordinamento autorizza prevedendo che prima della cancellazione sia necessario anche un solle-cito

Beppe Ghilardi: il 12 aprile la Rete di Casale organizza la cena del pane. Il tema sarà i Mapuche. Inoltre con Cristiana sta organizzando un cammino da Assisi a Roma (gruppo max 20 persone con pulmino che porta i bagagli e sistemazione in albergo). Ci sono ancora posti disponibili, per chi fosse interessato. Sarà dal 17 al 27 agosto.

Maria Picotti: Come Rete di Verona e Comunità di S. Nicolò all’Arena, stanno lavorando su un progetto di acquisizione in comodato gratuito (fino a 15 anni) di un appartamento in casa popolare, da mettere a norma per ospitare stranieri, che escono dai percorsi di accoglienza.

Gianni Pettenella: hanno presente che interessarsi di un gruppetto di stranieri potrebbe anche essere un la-voro a tempo pieno. Ma l’opportunità di avere una associazione senza statuto che ha la disponibilità econo-mica e chiede a noi, associazione con statuto, di farsi tramite, non va persa.

Maria Teresa Gavazza: ricorda l’episodio del sequestro del rimorchiatore di Mediterranea. La Rete di Ales-sandria, insieme ai movimenti locali, aveva dato un contributo, per cui ha organizzato un presidio di protesta.

Per quanto riguarda l’attività con i braccianti agricoli, sono ancora in corso i processi, ma molti braccianti, non solo marocchini, si stanno ribellando, per cui ci sono state denunce e controlli. C’è stato un presidio da-vanti alla università di Alessandria. A Rivalta Scrivia c’è un interporto, uno dei magazzini è della Coop e i lavoratori di questo magazzino che si sono ribellati sono stati licenziati.

Il 30 marzo da Alessandria partiranno due pullman, diretti a Verona per partecipare alla contromanifesta-zione.

Elvio Beraldin: ringrazia la Rete di Verona per l’accoglienza e Marco Lacchin per l’impegno nel redigere i verbali. Coglie l’occasione per fare a tutti gli auguri di Buona Pasqua

Fulvio Gardumi: si associa al ringraziamento per la Rete di Verona e per Marco Lacchin, del quale sottolinea anche la rapidità nella preparazione dei verbali. A questo proposito sollecita tutti coloro che partecipano ai Coordinamenti a leggere con attenzione le bozze dei verbali e a segnalare in tempi rapidi eventuali correzioni, integrazioni o modifiche, invitando a rispondere anche nel caso in cui non abbiano rilievi da fare.

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SINTESI DELLE DECISIONI ASSUNTE DAL COORDINAMENTO

  1. Assemblea ordinaria e straordinaria: vedi verbale a parte.
  2. Il progetto Case Verdi a Gaza (Rete di Salerno) resta sospeso, in attesa del viaggio che la Rete di Salerno sta organizzando per la prossima estate.

  3. Maria Picotti sentirà Manuela Tempesta, per verificare se sia possibile contattare Hannan Bounoura del Progetto Donne Palestinesi (Rete di Pesaro). Nel frattempo anche questo proget-to rimane sospeso.

  4. Rinnovo del progetto Seminando amore come il mais (Ecuador – Reti di Spresiano-Lancenigo-Maserada e Treviso) all’importo di €. 6.000, per due anni, con chiusura nel 2020. Poi il progetto sarà definitivamente concluso.

  5. Il Progetto Lualaba (Rete di Mogliano Veneto) resta sospeso, in attesa di un contatto con il re-ferente.

  6. Il Progetto Sergio Escudero viene approvato per l’importo di 4.000 €. per il 2019. Piergiorgio Todeschini aggiornerà il Coordinamento sul suo avvio, una volta terminata l’emergenza incen-di. Ci si riserva il rinnovo per gli anni successivi.

  7. Il Coordinamento decide di destinare i 10.000 €. della donazione pro Africa all’acquisto di at-trezzature per l’ospedale di Mwamwyi. La Segreteria avvertirà Teresa De Simone.

  8. Il Coordinamento stabilisce che il titolo del Seminario Nazionale sarà “Web: strumento di libe-razione o di controllo?” La Segreteria farà una comunicazione chiedendo le prenotazioni entro metà aprile. Il seminario inizierà il 18 maggio alle 10.30.

  9. Il Coordinamento autorizza Gigi Bolognini ad inviare a tutti i referenti delle Reti locali una lettera con richiesta di autorizzazione all’indicazione nel sito del loro indirizzo e-mail. In mancanza di risposta, si invierà un sollecito. Poi l’indicazione del referente verrà cancellata.

VERBALE ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA

DEI SOCI DELLA Rete Radiè Resch
SEZANO (VR) 23 MARZO
2019

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Oggi 23 marzo 2019, ad ore 15.10 in Sezano (VR), via Mezzomonte 28, presso il Monastero del Bene Comune dei Padri Stimmatini, previa convocazione in data 2 marzo 2019, ha inizio, in seconda convoca-zione, l’assemblea ordinaria dei soci della Rete Radié Resch, sulla base del seguente ordine del giorno:

  • Approvazione bilancio consuntivo 2018;

  • Approvazione bilancio preventivo 2019;

  • Proposta e approvazione nuovo statuto;

  • Cancellazione soci inattivi;

  • Ingresso nuovi soci;

  • Varie ed eventuali.

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Su accordo di tutti i soci presenti, assume la presidenza Silvestro PROFICO, della Rete di Pescara, il quale nomina Segretario, ai fini della redazione del presente verbale, Marco LACCHIN, della Rete di Va-rese.

Il Presidente dà atto che la prima convocazione dell’assemblea ordinaria dei soci, fissata per il giorno 22 marzo 2019, ore 9.00 è andata totalmente deserta.

Il Presidente dà atto, altresì, della presenza dei seguenti soci:

  • Silvestro PROFICO – Rete di Pescara;

  • Fulvio GARDUMI – Rete di Trento, attuale membro della Segreteria;

  • Maria Angela ABBADESSA – Rete di Castelfranco Veneto, attuale membro della Segreteria;

  • Maria Cristina ANGELETTI – Rete di Macerata, attuale membro della Segreteria;

  • Monica ARMETTA – Rete di Torino;

  • Francesco FASSANELLI – Rete di Padova;

  • Giuseppe GHILARDI – Rete di Casale Monferrato;

  • Daniela DUZIONI – Rete di Mogliano Veneto;

  • Marco ZAMBERLAN – Rete di Torino;

  • Ermanno DE BIASIO – Rete di Castelfranco Veneto;

  • Angelo CIPRARI – Rete di Roma;

  • Antonio PERATONER – Rete di Udine;

Sono anche presenti:

  • Marco LACCHIN – Rete di Varese, con funzioni di Segretario;

  • Marta BERGAMIN – Rete di Castelfranco Veneto, socia e attuale Tesoriera.

Il Presidente constata la validità dell’assemblea in seconda convocazione, ai sensi dello statuto.

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In sede Ordinaria

  1. Approvazione bilancio consuntivo 2018.

Marta BERGAMIN illustra il bilancio consuntivo, che si allega al verbale. Tutti i contributi 2018 sono stati erogati. Quelli ai Sem Terra e al progetto S. Antonino in Guatemala sono stati versati a gennaio 2019. Il versamento al progetto Case Verdi di Gaza resta sospeso.

Le entrate sembrano aumentate rispetto all’anno precedente, ma si tratta di un risultato contabile, conseguente al fatto che la Rete di Padova ha fatto transitare dal conto nazionale il costo della propria operazione. Quindi, anche quest’anno, le entrate sono diminuite in modo significativo, anche se negli anni passati sono arrivate entrate una tantum che hanno in parte sopperito a questo calo. Quest’anno ciò non è avvenuto.

Marta BERGAMIN presenta anche il bilancio di previsione, che pure si allega al presente verbale. In sostanza, se le entrate rimanessero uguali, si potrebbe ancora arrivare ad un faticoso pareggio di bilancio, esaurendo il “tesoretto” che arriva dagli anni scorsi.

Dopo ampia discussione l’assemblea approva all’unanimità il bilancio consuntivo 2018.

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  1. Approvazione bilancio preventivo 2019.

Dopo ampia discussione l’assemblea approva all’unanimità anche il bilancio preventivo 2019.

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In sede Straordinaria

Proposta del nuovo Statuto in base alle decisioni prese nell’assemblea/coordinamento di Roma 26/27.01.2019. Deliberazione conseguente.

Fulvio Gardumi illustra la proposta di nuovo statuto, come predisposto a seguito dell’assemblea straordinaria di Roma del 26 gennaio 2019.

La proposta di statuto viene esaminata articolo per articolo e vengono inserite tutte le modifiche ritenute opportune dall’assemblea. Al termine di un’ampia discussione l’assemblea approva all’unanimità il testo allegato al presente verbale.

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Cancellazione soci inattivi.

L’assemblea delibera la cancellazione dal libro soci dei seguenti soci, inattivi da lungo tempo:

  • BIANCHI Bruno, di Roma;
  • ROSATI Franco, di Roma;
  • DI FIORE Serina, di Roma;
  • BULGARINI VICARELLI Gabriella, di Roma;
  • STORTI Stefano, di Roma;

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Ammissione nuovi soci.

L’assemblea delibera l’inserimento nel libro soci di:

  • ROMANO Alessandra

  • ZABAI Maria Rosa

  • DELLA GIUSTINA Pierangelo

  • BERALDIN Elvio,

  • MILAZZO Francesco,

  • VISINTAINER Maria Grazia,

  • DAVINI Cesare,

  • RONTANI Lia,

  • GRANDI Carla,

  • CABRONI Alessandro,

  • TODESCHINI Piergiorgio

  • GIOMETTI Maria

  • PICOTTI Maria

  • PETTENELLA Giovanni
  • VELLA Maria

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Varie ed eventuali.

Silvestro PROFICO invita la segreteria a contattare e sollecitare le Reti che non hanno versato nulla nel 2018.

La quota sociale viene determinata in 5 €. per l’anno corrente.

Verbale chiuso alle ore 21.40.

Il Presidente                                                                                    Il Segretario

Silvestro Profico                                                                             Marco Lacchin

SINTESI VERBALE COORDINAMENTO NAZIONALE Rete Radiè Resch
ROMA
26/27 GENNAIO 2019

SABATO 26 GENNAIO – POMERIGGIO

 

 

Partecipanti al coordinamento:

SEGRETERIA: Fulvio Gardumi, Maria Angela Abbadessa, Maria Cristina Angeletti.

CAGLIARI: Pierpaolo Loi; CASALE MONFERRATO: Beppe Ghilardi; CASTELFRANCO VENETO: Marta Berga-min, Ermanno De Biasio; CELLE/VARAZZE: Enrico Vallarino, Valeria Marcato, Pierpaolo Pertino; FIRENZE Francarosa Bianchi; MACERATA: Gianni Baldassarri; MILANO: Ercole Ongaro; MOGLIANO VENETO: Gianni Colleoni, Daniela Duzioni; PADOVA: Francesco Fassanelli, Fabiano Ramin; PESCARA: Silvestro Profico, Agnese De Nardis; PISA-LUCCA-VIAREGGIO: Giorgio Gallo; QUARRATA: Mariella Borelli, Sergio Lomi, Mariateresa Bertoldi; ROMA: Angelo Ciprari, Clotilde Buraggi Carla Consiglio, Lucia Agrati, Giacinta Carnevale SALERNO: Rafaella Gugliotti, Giovanni Esposito  TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan; UDINE: Toni Peratoner, Maria Grazia Visintainer VARESE: Marco Lacchin.

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Ore 14.55 : Inizio lavori.

Fulvio Gardumi: saluta i presenti ed apre il coordinamento.

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  1. Sintesi decisioni precedente coordinamento.

Maria Angela Abbadessa: riassume le decisioni assunte allo scorso coordinamento di Pistoia, come da foglio allegato. Aggiunge che gli adempimenti burocratici relativi alla nomina del Portavoce sono stati effettuati e che è stata pure completata l’adesione alla Re.Co.Sol. (Rete Comuni Solidali)

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  1. Assemblea straordinaria dei soci della Rete Radié Resch.

Ad ore 15.05 ha inizio l’assemblea straordinaria dei soci della Rete Radié Resch, come da separato verbale, che si allega in copia al presente.

L’assemblea termina ad ore 17.55.

Alla ripresa dei lavori Clotilde BURAGGI dà lettura di un proprio articolo pubblicato nel 2008 sulla rivista “Il Margine”, in tema di sfruttamento a fini politici della paura per il diverso.

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  1. Seminari regionali.

Fulvio Gardumi: invita a riprendere il discorso già avviato durante il coordinamento di Pistoia, sui prossimi Seminari. Occorre stabilire tema, date luoghi e relatori. Si erano ipotizzati 3 Seminari: nord-ovest, nord-est e centro-sud. Si potrebbe valutare, invece, l’idea di non fare 3 Seminari locali con uno conclusivo, ma di fare un Seminario nazionale introduttivo che “lanci” i 3 locali. A Sezano si potrebbe fare in una giornata il coordinamento e nell’altra il Seminario.

Pier Pertino: perdiamo un poco la possibilità di sintesi del lavoro dei Seminari regionali. E’, però, possibile dare un filo conduttore dall’inizio

Monica Armetta: si potrebbero fare entrambe le cose. A Sezano fare il lavoro di preparazione, poi fare i 3 Seminari macroregionali, terminando con un momento a settembre di restituzione. In questo modo, la re-stituzione finale sarebbe più organica. Sarebbe opportuno che i Seminari siano propedeutici al futuro con-vegno, anch’esso incentrato sulla comunicazione.

Marco Lacchin: si potrebbe invitare qualcuno a parlare al coordinamento di Sezano, per introdurre il tema del Seminario, utilizzando la relazione come spunto per i successivi Seminari.

Clotilde Buraggi: come tema si potrebbe pensare al fatto che 30 – 40 persone detengono una gran parte della ricchezza del mondo.

Pier Pertino: il tema era già stato delineato nello scorso coordinamento e riguardava le modalità della comu-nicazione, negli aspetti tecnici, con i relativi pregi e difetti.

Fulvio Gardumi: si era impegnato a sentire un docente dell’Università di Milano, giurista di formazione e giornalista pubblicista: Giovanni Ziccardi. Ha tenuto recentemente un corso su giornalismo, hacking e politica, nel quale ha presentato le opportunità delle nuove tecnologie applicate all’informazione, ma anche i rischi, derivanti soprattutto dall’utilizzo poco chiaro dei profili degli utenti della rete e dalla possibilità di violare siti istituzionali e di mettere in pericolo la sicurezza di intere nazioni. Cita le parole di Tim Cook, capo di Apple, il quale ha dichiarato alla conferenza Ue sulla privacy che “oggi l’uso dei dati personali degli utenti Internet è stato reso un’arma con efficienza militare”. L’esempio dell’elezione di Trump è emblematico sia del condizionamento, sia della difficoltà di capire l’effetto dell’uso dei nostri dati personali.

Ha chiesto la disponibilità del Prof. Ziccardi a fare una trattazione meno tecnica dello stesso tema al nostro Seminario. Nella trattazione potrebbe entrare anche qualche proposta di rilettura critica.

In conclusione, la relazione del Prof. Ziccardi potrebbe fare da volano ai Seminari regionali. Lui ha già dato una disponibilità di massima per il coordinamento di Sezano.

Pier Pertino: aggiungerebbe, come motivo di riflessione, il fatto che le modalità con cui vengono usati questi strumenti, condizionano anche la modalità di svolgimento della politica. C’è una sorta di democrazia di rete che rende tutte le opinioni uguali a prescindere da preparazione ed autorevolezza. Spesso l’ignoranza è con-siderata una virtù perché significa estraneità alla “casta”. Baricco racconta che già 20 anni fa vedeva a Tokio o New York ragazzi che giravano con il telefonino in mano, quasi fosse una propaggine del corpo. Ciò cam-bia totalmente la visione del mondo

Silvestro Profico: il suo pallino è la democrazia, che al momento si trova ai mini storici. Si potrebbe mettere insieme comunicazione e democrazia.

Giorgio Gallo: occorre capire meglio quale sia l’approccio corretto. Se quello sociologico, quello economico (recentemente una professoressa di Yale ha pubblicato un testo sul capitalismo della sorveglianza), quello giuridico. Poi c’è il problema del significato della democrazia, in questa situazione. Un ulteriore tema che si potrebbe affrontare è l’uso che noi facciamo dei media e della rete: come fare ad utilizzarli bene per filtrare le informazioni giuste ed evitare condizionamenti.

Fulvio Gardumi: Frei Betto ha detto che gli stessi meccanismi utilizzati per l’elezione di Trump sono stati utilizzati anche nelle elezioni brasiliane. Betto sostiene che l’influenza sempre crescente di questi dati avvantaggia le campagne elettorali delle destre, che possono permettersi questi strumenti molto costosi.

Giovanni Esposito: una parte del Seminario dovrebbe essere dedicata a insegnarci quali sono le tecniche uti-lizzate per formare le opinioni delle persone, le tecniche di disinformazione.

Carla Consiglio: Si ricollega a quanto detto da Giovanni. In un recente incontro di sociologi è stato spiegato che Casaleggio è stato un membro importante di una multinazionale dedita alle tecniche di manipolazione dell’opinione politica delle persone. Ora Salvini ha superato i 5 stelle nell’uso dei social. Questa tecnica di costruzione delle opinioni è distruttiva della democrazia. Sulla manipolazione dei dati è stato costruito un business economico. Vero che noi dovremmo imparare a capire il web, ma noi, come la massima parte della popolazione, difficilmente saremmo in grado di farlo.

Marco Lacchin: il tema è troppo ampio e richiede delle scelte. Di certo, l’informatica giuridica che insegna Ziccardi non ha nulla a che vedere con questo argomento. Probabilmente le tecniche di manipolazione del consenso e gli strumenti critici sono due facce della stessa medaglia. Si potrebbe pensare ad una relazione al coordinamento sulla prima faccia e un Seminario sulla seconda

Francarosa Bianchi: i cattivi hanno imparato a servirsi di questi strumenti. I buoni forse impareranno. Noi come ci inseriamo in questo processo? Anche per ragioni di età. Lavoriamo per noi o per dare queste capaci-tà ad altri? La signora che fa le pulizie a casa sua dice che Salvini ha detto le cose che lei ha sempre pensato.

Pierpaolo Loi: il tema è amplissimo. Basterebbe pensare che i bambini in passeggino già manipolano il cel-lulare. Dobbiamo chiederci come fare resistenza perché il mondo sta vivendo questa realtà. Noi siamo fuori dal mondo digitale. Utilizzando a livello di strategia mondiale questo sistema, si manipolano le opinioni; co-me resistere?

Monica Armetta: molto dipende da coloro ai quali ci vogliamo rivolgere. Per noi va bene una occasione di formazione di base durante il coordinamento. Se i Seminari si aprono alla realtà giovanile, che fa resistenza a queste analisi, sarebbe utile provare a toccare con mano come siamo manipolati. Opportuno invitare qualcuno che ci dimostri come ciò avvenga.

Pier Pertino: la sensazione è che a noi manchi un passaggio. Se vogliamo coinvolgere i giovani nei Seminari, dobbiamo trovare figure molto giovani per parlare loro. A noi manca la consapevolezza che il mondo è cambiato. Non sono cambiate solo le regole del gioco ma è cambiato il gioco e noi non ce ne rendiamo conto. I giovani hanno occhi diversi dai nostri e vedono la realtà in un altro modo. Dovremo prendere in considera-zione questa realtà. Questa rivoluzione non è passata da un sistema filosofico ma dalla pratica, dall’uso degli strumenti.

Clotilde Buraggi: è più facile guadagnare con le cialde di caffè che con il caffè sciolto. Poche persone al mondo hanno capito che si può manipolare il mondo attraverso tecniche nuove che non conosciamo. Dob-biamo capire come funziona questo meccanismo, che arricchisce poche persone. Prima di tutto, servirebbe un sociologo che ci spieghi questi meccanismi. Bisognerebbe anche cercare di capire se ci sono dei modi per usare questi nuovi sistemi, ma in modo critico. E’ fondamentale individuare un modo di intervento sulla realtà.

 

Giorgio Gallo: stiamo affrontando un tema complesso, che non conosciamo. Non mettiamoci nell’ottica del-la resistenza, che è un’ottica negativa. C’è stato un cambiamento completo che non sarà necessariamente ne-gativo. Dobbiamo cercare di capire il cambiamento. Stiamo anche attenti a non perdere di vista cosa sta die-tro la realtà.

Enrico Vallarino: Ieri sera ha sentito che Zuckerberg sta pensando di unificare Facebook, Whatsapp ecc. in un’unica piattaforma.

Silvestro Profico: Il primo obiettore cattolico di Roma si presentò alle elezioni comunali con lo slogan “Dalla parte degli ultimi”, ed infatti è arrivato ultimo. Bannon da dove trae i sodi? Qualcuno lo finanzia

Francesco Fassanelli: il tema è complesso, ma noi da che parte stiamo: dalla parte dei social network o da al-tre parti? Si può anche evitare di usarli.

Fulvio Gardumi: noi siamo in un mondo che dipende da queste tecnologie, non ha molto senso rimanere fuori.

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SABATO 26 GENNAIO – SERA

  1. Seminari regionali (segue).

Fulvio Gardumi: visto che il tema è molto complesso, un’ipotesi è quella di invertire l’ordine, facendo un Seminario della durata di un giorno e mezzo che poi verrebbe declinato nelle singole Reti, anche, eventual-mente associate. Lo si potrebbe fare centralizzato a Fiesole, invitando almeno due relatori. Poi le singole Re-ti potrebbero decidere come approfondire. La data potrebbe essere ad aprile – maggio.

Giorgio Gallo: l’esperienza precedente di Seminari “robusti” è stata abbastanza ricca, consentendo di ascol-tare, discutere e lavorare in gruppo. Poi le singole Reti possono diffondere i contenuti.

Angelo Ciprari: per un’opzione di questo genere, bisogna bloccare subito la sede.

Fulvio Gardumi: i Seminari centralizzati del passato hanno lasciato un segno nella memoria di molti di noi. Anche Rimini sarebbe un’opzione comoda. Si dovrebbe, però, pensare a qualche altro nome, che fornisca una relazione di taglio diverso.

Clotilde Buraggi: si potrebbe tenere presente anche suo figlio, Pietro Masina.

Pier Pertino: andrebbe definito il target. Bisogna capire se questa cosa diventi un’occasione per coinvolgere giovani. In questo caso, anche i relatori debbono essere adeguati ad un certo tipo di linguaggio. Il Seminario dovrebbe, a questo punto, andare a sostituire il coordinamento di giugno. Il lavoro a livello locale dovrebbe collocarsi a settembre, facendo slittare di una settimana il coordinamento di settembre.

Ercole Ongaro: se si fa un Seminario di un giorno e mezzo, forse sarebbe il caso di lasciar perdere i suc-cessivi Seminari locali

Daniela Duzioni: linguaggi e percorso per noi e per i giovani possono essere gli stessi, anche su questo tema.

Toni Peratoner: in un giorno e mezzo oltre alle relazioni c’è molto spazio per il lavoro di gruppo, per cui non sarebbe necessario un successivo momento locale.

Angelo Ciprari: dovendo spingere per avere nuove forze nella Rete, potremmo ipotizzare un Seminario gio-vani collaterale al nostro.

Fulvio Gardumi: potrebbe funzionare perché i docenti universitari sono abituati a parlare ai giovani. Si po-trebbero alternare i momenti.

Pierpaolo Loi: questo potrebbe essere riduttivo, per cui sarebbe meglio mescolare giovani e vecchi.

Monica Armetta: se decidiamo di dare questa impostazione, è duro coinvolgere altre realtà, che potrebbero essere coinvolte nella dimensione macroregionale. Ci concentreremmo sulla Rete. Per i giovani, è possibile prevedere momenti separati. Come interlocutore, dal punto di vista dei giovani, più che insegnanti vedrebbe personaggi che loro seguono e parlano il loro stesso linguaggio. Opportuna una data a maggio.

Marco Zamberlan: conosce bene le tecniche utilizzate perché lavora nell’informatica. Non c’è una possibi-lità di interscambio di conoscenze con i ragazzi. C’è tutto un linguaggio per chi è avvezzo alle tecnologie. Non è d’accordo a fare un Seminario insieme. Si possono immaginare due percorsi con obbiettivi diversi. I ragazzi hanno altri obbiettivi: forse quello di conoscere come le tecnologie possono migliorare la nostra esi-stenza. Alla fine del percorso si arriva allo stesso punto: come questi strumenti possono essere riconosciuti e come noi possiamo usarli. Alla fine, il punto di incontro dovrebbe essere sul tema della democrazia.

Marco Lacchin: due relatori, uno sull’analisi del problema ed uno sulla verifica critica. Due relazioni ed un laboratorio misto.

 

Pier Pertino: il nostro approccio deve portarsi dietro la nostra storia, che è quella della relazione con il diver-so. Noi abbiamo davanti, per certi aspetti, dei marziani. Nel nostro DNA c’è il tentativo di capire altre cultu-re. Possiamo provare a farlo anche con i giovani. Non dobbiamo demonizzare lo strumento, che ha lati po-sitivi e negativi. Per i ragazzi, la tecnologia non è uno strumento ma un’estensione di sé. L’incastro dei due percorsi deve essere assolutamente diverso nella prima parte. Il terreno comune è l’aspetto riguardante i lati critici della questione che i ragazzi non comprendono. Potrebbe essere un bel servizio per loro. Farse, però, prima dobbiamo imparare a conoscere i lati positivi.

Francarosa Bianchi: se non è fatto in due tempi potremmo portare il Seminario a settembre – ottobre

Ercole Ongaro: propone 8 – 9 maggio

Angelo Ciprari: a maggio ci sono solo due fine-settimana utili (11-12 o 18-19), per cui occorre, prima di tutto, bloccare il luogo. Poi la commissione potrà continuare a lavorare.

Pier Pertino: sta leggendo “The Game” di Baricco, libro che, con una metafora geologica, spiega come certi fatti abbiano creato tutto l’universo in cui noi ci muoviamo. Per noi potrebbe essere un buon linguaggio.

Il coordinamento decide di creare una commissione con Marco Zamberlan (che potrebbe introdurre l’argomento al Seminario), Fulvio Gardumi, Giorgio Gallo, Pier Pertino + un giovane.

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DOMENICA 27 GENNAIO

 

  1. Esame e discussione progetti in scadenza e nuovi progetti.

Seminando l’amore come il mais – Ecuador – Rete di Spresiano

Fernanda Bredariol: ha scritto alla segreteria di sospendere per ora la discussione su chiusura o continua-zione del progetto, in attesa che la Rete di Spresiano riesca ad acquisire tutta la documentazione necessaria per fare una proposta

Eduposan – Argentina – Rete Noto – Pozzallo

Maria Rita Vella: ha scritto alla segreteria, riferendo che la realizzazione del progetto con i finanziamenti versati è ancora in corso e ci vorrà qualche mese prima della conclusione. A progetto concluso saranno fatte eventuali nuove richieste.

MST – Scuola Florestan Fernandez – Brasile – Rete di Roma

Benedetta Malavolti (figlia di Serena Romagnoli): esiste un comitato di sostegno a livello nazionale che ap-poggia il MST. Nel comitato romano ci sono una decina di persone (lei ne fa parte dalla fondazione, nel 1997).

Il MST è uno dei più importanti movimenti sociali sudamericani, che coinvolge circa un milione di persone. Lotta per la riforma agraria e per una società più giusta in Brasile. Il movimento conta circa un centinaio di cooperative agricole ed è presente in quasi tutti gli stati del Brasile. Il movimento è sotto attacco da parte del governo, con l’ascesa al potere di Bolsonaro, presidente di estrema destra, sostenitore della dittatura.

La scuola Nazionale Florestan Fernandez è nata nel 2005 con il sostegno, fin dall’inizio, della Rete. E’ una scuola di formazione politica dei militanti, a livello nazionale. Il Movimento punta molto sull’istruzione ed ha aperto molte scuole, aperte a tutti, negli insediamenti.

Nella scuola Florestan Fernandez si formano, invece, gli adulti, provenienti da tutto il Brasile e dal Sud America.

Anche dopo la scomparsa di Serena Romagnoli, il comitato continua a lavorare. Ne fa parte anche Claudia Fanti, giornalista del Manifesto. Continua a mantenere i contatti con il movimento

L’operazione in corso è particolarmente importante in questo momento, per la situazione politica del Brasile. In ogni caso, istruzione e formazione sono fondamentali per i senza terra. In questo momento, chiunque si opponga a questa ondata conservatrice è in pericolo.

La scuola ha natura residenziale ed ospita gli studenti (c’è anche un asilo per i figli) che ottengono il vitto ed i materiali di studio. Il 30 – 31 marzo è previsto un incontro europeo dei comitati di appoggio, per discutere della richiesta di aiuto politico ed economico del MST.

Il denaro della Rete serve per sostenere le spese di vitto, alloggio e trasporto degli studenti. La richiesta di rinnovo è di €. 8.000 per tre anni

Vari interventi a favore del rinnovo del progetto, con richiesta di maggiore coinvolgimento della Rete.

Angelo Ciprari: critica la personalizzazione dei progetti ed in particolare di quello dei Sem Terra. La Rete è stata utilizzata sostanzialmente come soggetto pagatore, senza avere la possibilità di mettersi in relazione con il MST. Spesso la Rete non veniva neppure invitata o informata degli eventi. Chiede maggiore coin-volgimento anche, eventualmente, attraverso il coinvolgimento del gruppo di Bolzano attivo nell’accoglien-za ai migranti.

Clotilde Buraggi: nella sua parrocchia c’è un grosso gruppo di giovani a cui Benedetta e Lucia potrebbero parlare in un evento organizzato.

Lucia Agrati: ha fatto viaggi in Brasile, visitando anche insediamenti del MST. Entrando in un insediamento c’era una foto del 10°annivarsario dalla fondazione, con una foto di Alberto e Serena.

Dopo la morte di Serena, ha ripreso il suo testimone e vorrebbe essere il contatto tra la Rete e l’associazione di sostegno al MST. Accoglie le richieste su un maggiore giro di testimoni. Non crede che il progetto di MST sia stato personalizzato da Serena. Non è vero che non ci sono le possibilità di fare viaggi e di portare giovani.

Benedetta Malavolti: l’associazione sta cercando di attrezzarsi per l’informazione e di renderne partecipe an-che la Rete. Se c’è l’esigenza di un maggiore contatto, ben venga. Se fosse possibile far partire una cam-pagna europea, la Rete potrebbe essere coinvolta.

Fabiano Ramin: Angelo esprime un disagio relativo al collegamento tra la Rete di Roma e il comitato di so-stegno dei Sem terra. Non è d’accordo sul fatto che questo scarso collegamento sussista anche a livello na-zionale. Che questo non sia un progetto della Rete è tutto da discutere. Tra l’altro ai nostri convegni sono ve-nuti spesso i Sem Terra.

Marco Lacchin: si potrebbe pensare che il comitato proponga un viaggio per i giovani della Rete, utilizzando i fondi stanziati dalla stessa Rete a questo scopo.

Toni Peratoner: Crede che per la sovrabbondanza di notizie, ci sia un po’ di disattenzione sulle cose. In realtà, le notizie del MST arrivano nella nostra mailing list. Quando venivano in Italia militanti Sem Terra, Serena mandava alle Reti la possibilità di ospitarli

Pierpaolo Loi: ricorda l’inizio del progetto, Era stata una cosa molto importante per la Rete. In fondo, Se-rena si è dedicata al MST per conto della Rete. Le sue informazioni sono state continue.

Angelo Ciprari: teme di non essere stato molto chiaro. Ha seguito durante la sua segreteria tutte le mail in rete. Ha seguito anche le comunicazioni provenienti da Roma. Ha sempre valorizzato l’impegno della Rete con il MST. Quello che chiede è semplicemente di non personalizzare il rapporto per evitare che la morte di una persona faccia venir meno la relazione. Il referente del MST che è arrivato allo scorso convegno, ha girato l’Italia senza che le Reti lo sapessero e senza che negli incontri la Rete fosse neppure menzionata.

Marta Bergamin: Il progetto va rinnovato. Quello che ha detto Angelo può valere per tutti i progetti. Lei aveva contatti costanti con Serena e quando la brigata MST è venuta in Italia, la Rete di Castelfranco aveva dato la disponibilità di accoglierla, ma non è stato possibile per il gran numero di impegni.

Per la questione finanziaria, ricorda che il contributo del 2018 ai Sem Terra non è ancora stato erogato e deve essere versato.

Clotilde Buraggi: In questo momento il Brasile è strategicamente importante a livello mondiale. L’infor-mazione che arriva non è la stessa cosa della presenza.

Il Coordinamento decide:

  • Versare il contributo 2018 con modalità concordate con Benedetta
  • Rinnovare il progetto alle stesse condizioni per due anni con possibilità di estenderlo al terzo.
  • Invitare il comitato Pro Sem Terra a maggiori contatti e collaborazione, con possibile propo-sta di un viaggio giovani

Tavush – Armenia – Rete di Quarrata

Teresa Sargsyan: il progetto Tavush è al terzo anno. Ci ha già mandato una relazione su di esso. La diocesi dove si trova è molto attiva ed il progetto sta andando avanti bene. A Natale è stata organizzata una vendita dei loro prodotti ad Erevan.

La richiesta sarebbe per l’acquisto di un macchinario per produrre miele bianco. In zona ci sono circa 120 alveari che possono essere messi in rete. Il costo è di 1.670 €.

Le ultime notizie dall’Armenia riguardano le elezioni, che hanno rinnovato il Parlamento. La maggioranza è stata ottenuta dal partito che ha fatto la rivoluzione. C’è il rischio che manchi di esperienza e che accentri il potere, ma ci sono molte prospettive e speranze.

Il progetto Tavush si colloca in una zona di confine con Azerbaigian, dove c’è tuttora una situazione di tensione, a seguito della guerra dell’epoca post sovietica. C’è la possibilità di fare un viaggio in Armenia questa estate (fine giugno – luglio).

Maia Teresa Bertoldi: sottolinea che guardando le mail in rete si trovano sia le foto della macchina per il miele bianco, sia le foto post-terremoto di Gyumri, città armena nella quale è stato finanziato un progetto nel Coordinamento dello scorso novembre.

 

Si approva il versamento di €. 1.670 per un anno (si tratta del terzo anno di un progetto già approvato).

Progetto Lualaba – Congo – Rete di Mogliano Veneto

Daniela Duzioni: Padre Richard è venuto in Italia e in quell’occasione ha riferito che i muri della scuola do-vrebbero essere stati costruiti. E’ cambiato il referente del progetto (oggi padre Paul). E’ riuscita a parlare con il numero di telefono che le è stato dato, ma l’interlocutore probabilmente non capiva il francese. A Natale sono stati scambiati gli auguri con padre Richard. Pare che la situazione sia molto brutta e ci sia fame.

Il 30 dicembre ci sono state le elezioni e da allora pare sia stato tagliato internet. Il candidato dell’op-posizione ha vinto, però pare lo abbia fatto con il sostegno di Kabila. Il terzo arrivato, sostenuto dalla chiesa cattolica, sembra avere fatto ricorso.

Il progetto è valido e si colloca in un luogo dove manca tutto, ma occorre tenerlo in sospeso sino a che non ci siano contatti e notizie più precise.

Fulvio Gardumi: la Rete di Napoli ha informato che una sua aderente vorrebbe donare €. 10.000 per un pro-getto in Africa. Questa somma potrebbe andare a questo progetto. L’alternativa sarebbe quella di utilizzare la somma per il progetto della Rete di Castelfranco, liberando risorse. Se ne discuterà al prossimo coor-dinamento.

Il Coordinamento delibera di tenere il progetto in sospeso.

Progetto “Rifugio Binario 1” di accoglienza migranti a Bolzano.

Fulvio Gardumi: La Rete di Verona ha fatto un incontro con il gruppo di Bolzano e successivamente la Rete di Trento ha fatto un altro incontro e una raccolta straordinaria di 930 €. ad opera di una comunità di base di Tento che aderisce alla Rete trentina. E’ allo studio un progetto di possibile ulteriore collaborazione.

Attualmente l’immobile utilizzato è in fase di restituzione al proprietario e il gruppo lavorerà in futuro con altre modalità.

Angelo Ciprari: questo gruppo non vuole essere una struttura organizzata, né intende chiedere finanziamenti pubblici.

Donne Palestinesi – Rete di Pesaro

Fulvio Gardumi: mancano notizie da parte di Manuela Tempesta, per cui al momento non è possibile pren-dere alcuna decisione.

Case Verdi – Gaza – Rete di Salerno

Giovanni Esposito: Permangono problemi di contatto con i referenti. E’ in atto il tentativo di mandare a Ga-za dei giovani: è in corso la loro formazione.

Sergio Escudero

Lucia Agrati: a nome della Rete di Brescia ricorda che a ottobre è morto Sergio Escudero, esule cileno che ha aderito alla Rete alla fine degli anni ’80. Nel suo testamento lascia i soldi che aveva alla Rete. Lei è stata nominata esecutore testamentario. Si tratterà di circa 7.000 – 8.000 €.

Sergio aveva una rete di amicizie enorme, per cui ragionando con la Rete di Brescia, si è pensato che in-testargli un piccolo progetto spingerà molti suoi amici a parteciparvi, giungendo alla quasi totale copertura dei costi.

E’ stato contattato Josè Nain, che ha proposto due alternative: corsi di formazione per giovani Mapuche, op-pure l’acquisto di un mezzo di trasporto (furgoncino) per trasportare circa 15 persone. Brescia preferirebbe il primo. Al prossimo coordinamento ci sarà la Rete di Brescia per approfondire.

Al prossimo Coordinamento ci saranno notizie più precise e si prenderà una decisione.

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  1. Aggiornamenti, varie ed eventuali.

Marta Bergamin: Ci sono in cassa 5.000 €. per il 2017 e 5.000 €. per il 2018, stanziati per i viaggi giovani. Le entrate sono diminuite ancora in maniera importante

Alla fine dello scorso anno, c’erano in cassa 40.000 €. Oggi ce ne sono 20.000, che potrebbero diventare 40.000 se il progetto Case Verdi non andasse avanti (con recupero delle quote 2018 e 2019). Occorrerà, però, vedere se l’anno prossimo ci sarà ancora una riduzione dell’autotassazione.

Bisognerà vedere se il Seminario nazionale comporterà delle spese.

Francesco Fassanelli: il vero problema del progetto di Gaza è che a Gaza è difficilissimo entrare. Dovremmo darci una scadenza per prendere una decisione.

Fulvio Gardumi: occorre aspettare l’esito del viaggio

Fabiano Ramin: per avere comunicazione con Gaza, occorre essere affiancati da organizzazioni che ci vanno. A Padova c’è Tatiana Bassanese, che entra abitualmente a Gaza perché fa parte di una ONG rico-nosciuta da entrambe le parti. Non è pensabile abbandonare Gaza: occorre trovare un canale per restarci, con una comunicazione efficiente.

Circolari nazionali:

Febbraio – Celle/Varazze

Marzo – Segreteria (lancio Seminario)

Aprile – Verona

Maggio – Macerata

Angelo Ciprari: Propone che ogni Rete che segue un progetto faccia una scheda del progetto, con i riferi-menti dei referenti ed una cronistoria. Gli archivi alla fine servono e sono importanti.

Marta Bergamin: Il contributo dato al Convegno di Ettore Masina (1.000 €.) è servito per pagare i biglietti dei relatori ed il catering.

Toni Peratoner: La segreteria dovrebbe curare la diffusione dei testi letti al convegno.

Fulvio Gardumi: non si sa se ci sarà una pubblicazione universitaria. Se non ci fosse, la Rete potrebbe farsi carico della pubblicazione. In ogni caso, Ercole Ongaro ci metterà a disposizione la sua relazione.

Monica Armetta: occorre verificare se è possibile utilizzare le registrazioni.

Daniela Duzioni: già in passato si è posto il problema in altra occasione. E’ stato risolto chiedendo una sintesi direttamente al relatore.

Nadia Zamberlan (figlia di Monica Armetta e Marco Zamberlan): è qui per raccontare un’esperienza molto semplice sorta a Torino dopo l’ultimo Seminario giovani della Rete. Hanno deciso di far partire un progetto giovani (Rete Giovani Torino) sulla base degli ideali della Rete. L’obbiettivo è quello di provare a rimanere fedeli alla Rete, facendo qualcosa di concreto nel territorio. Hanno iniziato a trovarsi una volta al mese in sei persone. La prima iniziativa sarà una cena a Torino, per spiegare i progetti ed i sogni del gruppo. Hanno par-lato del concetto di restituzione tenendo conto che quasi nessuno è economicamente indipendente. L’idea è quella di metterci il tempo, in una logica di servizio. Al momento, stanno lavorando in un progetto di dopo-scuola con i figli di stranieri a Feletto. Con la cena sperano di coinvolgere altre persone. Hanno contattato alcune associazioni di Torino.

Chiede se possibile di mantenere il Seminario giovani, in occasione del convegno nazionale, perché lo ritiene molto utile

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SINTESI DELLE DECISIONI ASSUNTE DAL COORDINAMENTO

  1. Assemblea straordinaria dei soci: vedi verbale allegato.
  2. Seminario:
  3. Si prevede un unico Seminario nazionale, indicativamente a maggio, sul tema “nuove tecnologie e manipolazione del consenso”, con coinvolgimento di un gruppo di giovani su un percorso parallelo e possibilità di laboratori misti membri della Rete – giovani.
  4. Si dà mandato alla Segreteria di “bloccare” una possibile sede.
  5. Si decide di creare una commissione composta da Marco Zamberlan (che potrebbe introdurre l’argomento al Seminario), Fulvio Gardumi, Giorgio Gallo, Pier Pertino + un giovane, per elaborare il progetto.
  1. MST – Scuola Florestan Fernandez – Brasile – Rete di Roma. Il Coordinamento decide di:
  1. versare il contributo 2018 con modalità concordate con Benedetta Malavolti;
  2. Rinnovare il progetto alle stesse condizioni per due anni, con possibilità di estenderlo al terzo anno;
  3. invitare il comitato Pro Sem Terra a maggiori contatti e collaborazione, con possibile pro-posta di un viaggio giovani.
  1. Tavush – Armenia – Rete di Quarrata: si approva il versamento €. 1.670 per un anno, per l’acquisto di un macchinario per la produzione di miele bianco (si tratta del terzo anno di un progetto già approvato).
  2. Progetto Lualaba – Congo – Rete di Mogliano Veneto: si decide di tenere in sospeso il progetto, in attesa di maggiori informazioni.
  3. Case Verdi – Gaza – Rete di Salerno: si decide di tenere ancora in sospeso il progetto, in attesa dell’esito del viaggio a Gaza, in fase di organizzazione per questa estate.

VERBALE ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEI SOCI DELLA Rete Radiè Resch
ROMA
26 GENNAIO 2019

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Oggi 26 gennaio 2019, ad ore 15.05 in Roma, via Circonvallazione Appia 160, presso la “Casa Madre Nazarena”, previa convocazione in data 9 gennaio 2019, ha inizio, in seconda convocazione, l’assemblea straordinaria dei soci della Rete Radié Resch, sulla base del seguente ordine del giorno:

  • Presentazione e discussione della proposta di modifica dello Statuto sociale;
  • Varie ed eventuali.

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Su accordo di tutti i soci presenti, assume la presidenza Silvestro PROFICO, della Rete di Pescara, il quale nomina Segretario, ai fini della redazione del presente verbale, Marco LACCHIN, della Rete di Va-rese.

Il Presidente dà atto che la prima convocazione dell’assemblea straordinaria dei soci, fissata per il giorno 25 gennaio 2019, ore 9.00 è andata totalmente deserta.

Il Presidente dà atto, altresì della presenza dei seguenti soci:

  • Silvestro PROFICO – Rete di Pescara;
  • Giorgio GALLO – Rete di Pisa, Lucca e Viareggio;
  • Clotilde BURAGGI – Rete di Roma

Sono anche presenti:

  • Marco LACCHIN – Rete di Varese, con funzioni di Segretario;
  • Fulvio GARDUMI – Rete di Trento, attuale Portavoce;
  • Maria Angela ABBADESSA – Rete di Castelfranco Veneto, attuale membro della Segreteria;
  • Maria Cristina ANGELETTI – Rete di Macerata, attuale membro della Segreteria.
  • Marta BERGAMIN – Rete di Castelfranco Veneto, attuale Tesoriera.

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Il Presidente comunica che la presente assemblea straordinaria ha lo scopo di predisporre le modi-fiche dello Statuto sociale (risalente, nell’ultima versione, al 1997), necessarie ad adeguarlo all’attuale as-setto normativo e di aggiornare la compagine dei soci, cancellando quelli deceduti o non più attivi nell’As-sociazione e consentendo l’ingresso, nel rispetto delle norme statutarie, di altre persone da anni attive nei coordinamenti e nelle attività statutarie.

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  1. Modifiche della compagine sociale.

Il Presidente dà atto dell’avvenuto decesso dei seguenti soci:

  • Ettore MASINA – Rete di Roma
  • Maria Paola STADERINI – rete di Roma
  • Egle MONTINI – Rete di Roma
  • Fausto VICARELLI – Rete di Roma
  • Serena Lucia BELTRAME – Rete di Treviso
  • Antonio GARGIULO – Rete di Salerno
  • Rosa COCCO – Rete di Cagliari
  • Lucia COPPOLA CERULLI – Rete di Roma

L’assemblea ne dispone la cancellazione dal libro soci.

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I tre soci presenti propongono l’ingresso nell’Associazione dei seguenti nuovi soci, in rappresentan-za delle Reti locali ed in ragione della loro attività all’interno del coordinamento:

  1. Fulvio GARDUMI, nato a Trento il 15 agosto 1949 e residente a Trento, via Nicolodi 46 (GRD FLV 49M 15L 378H) – Rete di Trento;
  2. Maria Angela ABBADESSA, nata a Bari il 2 luglio 1952 e residente a Castelfranco Veneto (TV), via Picà 2 (BBD MNG 52L 42A662W) – Rete di Castelfranco Veneto;
  3. Maria Cristina ANGELETTI, nata a Macerata, il 27 luglio 1948 e residente a Macerata, via Medaglie d’Oro 9 (NGL MCR 48L 67E 783O) – Rete di Macerata;
  4. Monica ARMETTA, nata a Chivasso (TO) il 24 aprile 1967 e residente a Feletto (TO), via Ghione 43 (RMT MNC 67D 64C 665S) – Rete di Torino;
  5. Antonio PERATONER, nato a Venezia il 20 agosto 1943 e residente a Udine, via Planis 10 (PRT NTN 43M 20L 736X) – Rete di Udine;
  6. Sergio LOMI, nato a Tizzana (PT) 10 dicembre 1947 e residente a Quarrata (PT) via Poggiole 225/6 (LMO SGG 47T 10H 109W) – Rete di Quarrata;
  7. Francesco FASSANELLI, nato a Padova il 13 novembre 1947 e residente a Padova, via Redi 4 (FSS FNC 47S 13G 224Y) – Rete di Padova;
  8. Giuseppe GHILARDI, nato a Palazzolo sull’Oglio (BS) il 5 luglio 1956 e residente a Quarti di Ponte-stura (AL), via Piccalunga 9 (GHL GPP 56L 05G 264I) – Rete di Casale;
  9. Pierpaolo PERTINO, nato a Savona il 3 dicembre 1963 e residente a Celle Ligure via SS Giacomo e Filippo 38/1 (PRT PPL 63T 03I 480Y) – Rete di Celle-Varazze;
  10. Giovanni ESPOSITO, nato a Nocera Inferiore (SA) il 24 febbraio 1955 e residente a Vietri sul Mare (SA), via Gaetano D’Amico 76 (SPS GNN 55B 24F 912J) – Rete di Salerno;
  11. Daniela DUZIONI, nata a Mogliano Veneto (TV) il 28 luglio 1948 e residente a Mogliano Veneto (TV), via Monte Pasubio 19 (DZM DNL 48L 68F 269M) – Rete di Mogliano Veneto;
  12. Carla CONSIGLIO, nata a Roma il 24 settembre 1933 e residente a Roma, via Trionfale 5675 (CNS CRL 33P 64 501Y) – Rete di Roma;
  13. Marco ZAMBERLAN, nato a Torino il 30 aprile 1969 e residente a Feletto (TO), via Ghione 43 (ZMB MRC 69D 30L 219A) – Rete di Torino;
  14. Marta BERGAMIN, nata a Castelfranco Veneto (TV) il 19 settembre 1961 e residente a Castelfranco Veneto (TV), via Fapanni 4 (BRG MRT 61P59C111P);
  15. Ermanno DE BIASIO, nato a Alleghe (BL) il 9 agosto 1947 e residente a Castelfranco Veneto (TV), via Picà 2 (DBS RNN 47M 09A 206P) – Rete di Castelfranco Veneto;
  16. Angelo CIPRARI, nato a Roma il 5 dicembre 1948 e residente a Roma, viale Marco Fulvio Nobiliore 151 (CPR NLG 48T05 H501B)
  17. Fabiano RAMIN, nato a Padova il 9 febbraio 1960 e residente a Padova, via Monte Lozzo 5 (RMN FBN 60B 09G 224M) – Rete di Padova;
  18. Ercole ONGARO, nato a Cazzago San Martino (BS) l’8 ottobre 1947 e residente a Lodi, via S. Francesco 3 (NGR RCL 47R08C408K)

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L’assemblea delibera l’ingresso nell’Associazione dei nuovi soci e dispone l’inserimento delle rela-tive generalità nel libro soci, a cura della Segreteria

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  1. Presentazione e discussione della proposta di modifica dello Statuto sociale.

Il Presidente invita Maria Angela ABBADESSA a presentare la bozza del nuovo statuto, elaborata a cura della Segreteria a partire dal precedente statuto, approvato nel 1997, bozza che è già stata fatta circolare nella mailing-list.

Dopo ampia discussione, l’assemblea delibera di apportare le seguenti modifiche, dando incarico alla Segreteria di predisporre il testo definitivo che sarà sottoposto all’approvazione nella prossima assem-blea straordinaria, che si fissa, sin d’ora, per il giorno 23 marzo 2019, in concomitanza con il Coordina-mento di Sezano (Verona).

  • Articolo 1: Da valutare alla prossima assemblea la fissazione della sede legale in Varese, via Magatti 2, presso la sede dello Studio Legale Associato Lacchin-Bettiati;
  • Articolo 2: Utilizzare come punto di partenza il testo del 1997, con eliminazione del riferimento agli insegnanti. Inserimento sia della natura aconfessionale e apartitica dell’associazione, sia dell’assenza di scopi di lucro.
  • Articolo 3: Eliminazione del riferimento alla “specchiata onorabilità”. L’indicazione della quota asso-ciativa annuale è indispensabile. Richiedere, per l’assunzione della qualità di socio, l’espressa ade-sione alle finalità dell’associazione.
  • Articolo 4: Inserimento di “ogni altra entrata ammessa dal codice civile e dalle norme fiscali”. Riferi-mento al bilancio associativo in luogo dell’esercizio annuale.
  • Articolo 5: Inserimento, tra gli organi dell’Associazione, di Portavoce, Segreteria, Tesoriere e Gruppi locali.
  • Articolo 6: Deliberazione a maggioranza semplice in seconda convocazione. Convocazione anche via e-mail. Diritto di partecipare all’assemblea per Segreteria e Tesoriere.
  • Articolo 7: Partecipazione al Coordinamento di uno o più rappresentanti per gruppo locale, delibera-zione all’unanimità. Il Coordinamento designa il tesoriere.
  • Articolo 8: La Segreteria non nomina il tesoriere. Si occupa della tenuta dei libri sociali.
  • Articolo 9: Il portavoce viene eletto dal coordinamento e resta in carica 2 anni
  • Occorre correggere un errore formale dello statuto del 1997 che saltava l’articolo 10.
  • Articolo 10: Inserimento della parola aderenti in luogo di quella associati. I Gruppi locali possono assumere iniziative in nome della Rete nazionale, solo previa autorizzazione della Segreteria.
  • Articolo 11: Limitare il divieto di partecipazione dei soci morosi alla sola Assemblea.
  • Articolo 12: togliere la durata di due anni per le cariche sociali, ad eccezione di Segreteria e Porta-voce che restano in carica 2 anni e non possono essere immediatamente rieletti.
  • Articolo 13: come da proposta
  • Eliminare le norme transitorie

Verbale chiuso ad ore 17.55

Il Presidente                                                                                                   Il Segretario

 

SABATO 24 NOVEMBRE – POMERIGGIO

Partecipanti al coordinamento:

SEGRETERIA: Maria Angela Abbadessa, Maria Cristina Angeletti, Fulvio Gardumi.

ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini; BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CASALE MONFERRATO: Beppe Ghilardi; CASTELFRANCO VENETO: Marta Bergamin, Fabio Corletto, Erman-no De Biasio; CELLE/VARAZZE: Pier Pertino; GENOVA: Sergio Ferrera; MACERATA: Gianni Baldassarri; MOGLIANO VENETO: Beniamino Favaro, Annarosa Liotto; PADOVA: Elvio Beraldin; PESCARA: Silvestro Profico; PISA-LUCCA-VIAREGGIO: Giorgio Gallo, Angela Vannucchi, Claudio Sodini; QUARRATA: Mariella Borelli, Sergio Lomi, Annalia Noci, Teresa Bertoldi, Tereza Sargsyan; QUILIANO: Caterina Perata, Monica Ruffa; ROMA: Angelo Ciprari, SALERNO: Lucia Capriglione; TORINO: Monica Armetta; TRENTO: Gabriella Farina; VARESE: Marco Lacchin; VERONA: Gianni Pettenella, Maria Picotti.

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Il Coordinamento affida la Presidenza della riunione a Maria Angela Abbadessa.

Ore 14.50 : Inizio lavori.

Mariella Borelli: Dà il benvenuto ai partecipanti e illustra la storia di Villa Rospigliosi ove si svolge il coordinamento.

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  1. Riassunto decisioni precedente coordinamento.

Maria Angela Abbadessa: riassume le decisioni assunte al coordinamento di Candriai.

Beppe Ghilardi: riferisce che Fernando De Brito si trova in una casa di cura dei Domenicani in Brasile, per cui non è più necessario il nostro contributo economico e quindi il versamento potrà essere interrotto.

Il Coordinamento stabilisce di chiudere l’operazione relativa al vitalizio a favore di Fernando De Brito

Fulvio Gardumi: riferisce di avere ricevuto una mail da Lia Rontani della Rete di Udine in cui si conferma che i 3.000 €. destinati a finanziare un viaggio giovani nel progetto di Giovanni Baroni possono essere messi a disposizione della Commissione Giovani che può anche utilizzarli per altri viaggi giovani.

Il Coordinamento decide di mettere a disposizione della Commissione Giovani 3.000 € del progetto Baroni, allo scopo di finanziare viaggi di giovani.

Caterina Perata: chiede se non sia possibile finanziare il Convegno in memoria di Ettore Masina con una raccolta fondi a parte, per non fare gravare i costi sulla Rete Nazionale.

Il Coordinamento decide che se dovessero arrivare fondi raccolti dalle Reti locali a favore del Convegno, saranno utilizzati a copertura della somma già stanziata pari a 1.000€

Il Coordinamento conferma le decisioni assunte a Candriai.

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  1. Seminari regionali.

Maria Angela Abbadessa: Dobbiamo decidere se fare un seminario unico o seminari per aree, decidere il tema e la data.

Gianni Pettenella: Siamo in grado di organizzare di nuovo i seminari?

Angelo Ciprari: Un tema che gli interessa è quello sulla pace, la non violenza, le spese militari. Il seminario dovrebbe vertere su quel tema.

Sergio Ferrera: Quello che facciamo dovrebbe essere valorizzato anche nel periodo successivo. Altrimenti rischiamo di impiegare molto tempo per organizzare un seminario e poi la cosa non crea un seguito.

Maria Teresa Gavazza: Propone di esaminare il tema della controinformazione, perché oggi vengono fatte circolare in modo strategico notizie false, per ottenere risultati simili ai colpi di Stato.

Beniamino Favaro: Già a Candriai era stato individuato il tema della comunicazione, indicando, forse, anche il nominativo di un possibile relatore. La RRR ha organizzato, negli anni ’90, un convegno riuscitissimo sul tema. Oggi occorre analizzare i nuovi mezzi di comunicazione, che orientano masse enormi di persone. In questa prospettiva, sarebbe preferibile un unico seminario nazionale.

Silvestro Profico: D’accordo con Angelo. “Politica, movimenti, pace” – Sottotitolo sull’informazione.

Maria Picotti: Già a Candriai si è parlato molto del tema dell’informazione. Anche il tema della pace è coinvolto dal tipo di comunicazione che si fa. E’ possibile mantenere le aree regionali, con una conclusione unitaria, come la scorsa volta.

Caterina Perata: Più tardi darà un invito simbolico ad un’iniziativa a Savona sul Centrafrica. Il Centrafrica è spesso una vittima delle armi e della cattiva informazione. Propone che ogni Rete si guardi attorno per vede-re se in zona ci sia qualcuno che sta lavorando sull’argomento, per portare questo lavoro di interazione in un seminario nazionale. A Savona è nata recentemente un’Università Popolare: la Rete potrebbe partecipare, pubblicizzarla e restituire a livello nazionale.

Lucia Capriglione: A Candriai si è parlato di un seminario sulla comunicazione ed è d’accordo. Conferma l’idea di fare qualcosa sul territorio, aperta all’esterno. La Rete di Salerno sente l’esigenza di approfondire la modalità della comunicazione all’interno delle nostre comunità, anche nella logica di analizzare la violenza verbale che circola. Per cui è utile parlare anche di nonviolenza a partire dai nostri luoghi di provenienza.

Marco Lacchin: Sarebbe utile collegare il tema del seminario a quello del Convegno. Bene il tema dell’in-formazione, in relazione alle nuove tecnologie. Importante avere relatori giovani

Fulvio Gardumi: l’11 dicembre parteciperà ad un corso di formazione su “Giornalismo, hacking e politica”: Se il relatore fosse bravo, potrebbe segnalarcelo

Angela Vannucchi: vorrebbe che non cadesse l’idea di Silvio Profico sul discorso della politica. Noi abbiamo lottato in questo ambito a sarebbe utile trasmettere qualcosa e capire che scelte facciamo e dove stiamo andando. Nel titolo proposto da Silvio sostituirebbe “Movimenti” con “Mondi”. Sarebbe importante creare una nuova cultura politica

Giorgio Gallo: Sulla informazione sarebbe meglio un seminario/corso su come fornire strumenti critici per capire e filtrare l’informazione, invitando soprattutto giovani. Si pone il problema di un discorso più politi-co: viviamo la marea montante del populismo che va indagata per capire come cambiare la situazione. Si sta costruendo una narrazione unica, eliminando le narrazioni alternative.

Piergiorgio Todeschini: Quando si parla di informazione, pensa a tecniche, modi, modalità. Se si fa il discor-so sull’informazione, lo si deve fare in relazione al populismo ed alla violenza. Si deve fare un corso per avere strumenti da usare per un determinato contenuto.

Maria Teresa Gavazza: Non le interessa un corso per imparare ad usare i social. L’informazione non è neutra: è politica. Occorre ricollegarsi al discorso dei movimenti: non possiamo fare dei seminari solo come RRR. Occorre partire dalle realtà locali.

Maria Cristina Angeletti: E’ necessario soprattutto informare i giovani, perché molti di loro sono confusi. A Macerata le ultime elezioni sono state vinte dalla Lega. Resta interdetta di fronte alla società che ci circonda. Dobbiamo capire perché questo sta accadendo.

Fulvio Gardumi: dobbiamo decidere se fare un unico seminario nazionale o più seminari macroregionali

Angelo Ciprari: nella RRR gli unici giornalisti sono Antonio Vermigli e Fulvio Gardumi. Noi dobbiamo operare nei confronti del 36% della popolazione che alle prossime elezioni voterà Lega. Non dobbiamo rivolgerci ai movimenti, che già sono convinti di certe cose. Noi dobbiamo rivolgerci alla gente che la pensa diversamente. Per i seminari, vorrebbe fare incontri interregionali, con altri gruppi che già affrontano il tema che vogliamo portare avanti, con un incontro finale, conclusivo, nazionale.

Monica Ruffo: Quando viene, ascolta sempre cose interessanti. Apprezza il connubio tra giovani e meno giovani. D’accordo sul discorso dei giovani, che recepiscono un’informazione sbagliata, perché condizionati dai media.

Pier Pertino: Spesso pensiamo che una platea giovane che usa i social conosca effettivamente i meccanismi con cui il web condiziona il consenso. I giovani sono solo dei fruitori, che vengono condizionati. E’ impor-tante mettere in luce questi meccanismi, per fornire strumenti critici. Il seminario non deve essere sull’uso del social ma sulle conseguenze di un recepimento acritico di quello che il social porta.

Monica Armetta: E’ d’accordo sul fare seminari regionali che convergano in un momento nazionale. Il pe-riodo corretto è quello di aprile/maggio, con il momento nazionale a settembre. Opportuno lavorare sul tema in vista del prossimo Convegno nazionale. Sul contenuto, il tema della decodifica dell’informazione attraverso i social e l’attuale linguaggio populistico, è importante. Non sarebbe male coinvolgere qualche universitario. La comunicazione è il veicolo attraverso cui far passare in maniera corretta molti temi. Il linguaggio praticato dai giovani è spesso un linguaggio violento. Importante anche coinvolgere nei seminari le realtà locali.

Giorgio Gallo: Non metterebbe l’argomento pace, perché vi è il rischio di un discorso troppo astratto. Pier Pertino ha colto bene il problema: la nostra esigenza è quella di dare strumenti critici per interpretare l’in-formazione. Ritiene, invece, che i seminari ed il convegno siano strumenti diversi, per cui non devono essere necessariamente collegati. Anche noi, a volte, non abbiamo strumenti critici: dobbiamo rimetterci in discussione. Maglio fare 4 seminari con taglio diverso, da mettere insieme in un momento nazionale.

Sivestro Profico: Il tema della capacità critica è fondamentale. A Pescara insegna Bagnai, uno dei principali consiglieri di Salvini, che è emblematico per la totale incapacità di dare ascolto alle ragioni degli altri. C’è una bella vignetta di Altan sul tema.

Caterina Perata: Chiediamo ai giovani di parlare agli altri giovani: se vogliamo organizzare seminari pensati per giovani, dobbiamo trovare giovani che possano offrire strumenti critici. Poi tutti insieme unifichiamo le esperienze in un contesto nazionale, portando il nostro contributo come RRR. Un rischio è quello di non avere persone esterne neppure nei seminari macroregionali.

Maria Angela Abbadessa: La modalità dei seminari macroregionali è ancora valida, per consentire la partecipazione di più persone. Poi i risultati potrebbero confluire in un momento nazionale ed eventualmente proseguire fino al Convegno. Il tema è importantissimo, perché l’informazione molto raramente parte dal fatto. Dobbiamo chiederci se sia ancora importante la conoscenza del fatto.

Monica Armetta: Il fatto di concentrarci sugli strumenti e sulla capacità critica impone di inserire anche una parte relativa ai contenuti. Come individuare le fonti a cui fare riferimento? Come conoscere per poter valutare? Ormai l’informazione utilizza il linguaggio della fiction.

Gigi Bolognini: Alcune cose che sono state dette gli fanno pensare che la storia della RRR è stata sempre centrata sulla solidarietà internazionale, perché ci muovevamo in un contesto dove questo discorso era con-diviso. Oggi non è più così. La RRR deve diventare di più un gruppo che fa un’azione squisitamente politica, coinvolgendo altre persone e al limite, facendo proselitismo. In questo senso, i seminari dovrebbero porsi il problema di come coinvolgere altre persone esterne alla RRR.

Fulvio Gardumi: Molti di noi parlano dell’informazione pensando ancora a quella “classica”: oggi siamo in un’altra era, in cui quasi più nessuno legge i giornali. Oggi è l’informazione che viene a cercarci, anche per mezzo dei processi di “profilazione” degli utenti del web, che elaborano i nostri dati e ci suddividono in base alle nostre preferenze, idee, orientamenti. Il web ci conosce meglio di noi stessi. Frei Betto ha detto che tra le cause hanno fatto vincere Bolsonaro in Brasile (e Trump in Usa) ci sono queste tecnologie di informazione mirate, che spostano milioni di voti e che, essendo costosissime, sono appannaggio solo dei partiti ricchi di destra.

Gianni Pettenella: Se dobbiamo essere concreti, siamo un po’ lontani. Ci siamo detti quello che ci piacerebbe ascoltare da un relatore? Le nostre forze sono poche, per cui dovremmo essere sempre più semplici. L’informazione richiede una lettura critica: cosa possiamo concretamente fare l’anno prossimo? Il Triveneto potrebbe organizzarsi a Sezano.

Fulvio Gardumi: Sarebbe opportuno che Nord-Ovest, Centro e Sud dicessero le loro intenzioni in merito all’organizzazione dei seminari e alle possibili sedi ed iniziassero a lavorarci sopra.

Pier Pertino: Almeno il periodo di riferimento va definito: Aprile/Maggio? Va anche chiarito se questo deve convergere in un seminario nazionale.

Il Coordinamento decide che i seminari macroregionali si terranno ad aprile/maggio, compatibilmente con le elezioni europee. I risultati andranno a confluire in un successivo seminario nazionale a settembre. Il tema generale sarà l’analisi critica dell’informazione.

Monica Armetta: per il Nord-Ovest possibili sedi potrebbero essere Cavagnolo, Villanova d’Asti, l’Università Popolare di Savona

Mariella Borelli: Per il Centro-Sud un’ipotesi potrebbe essere Quarrata, con qualche problema per l’ospitalità.

Maria Cristina Angeletti: Anche Macerata potrebbe essere una sede opportuna.

Lucia Capriglione: Si potrebbe pensare di fare una cosa al sud: magari un’iniziativa territoriale che porti un contributo al seminario macroregionale.

Si stabilisce che, al prossimo coordinamento, le Reti Locali forniranno sede e data dei seminari macroregionali. Il tema generale è stato abbozzato e dovrà essere approfondito prima del prossimo coordinamento.

Elvio Beraldin: Ha difficoltà a capire il tema dell’informazione Oggi nessuno legge un giornale. Si chiede se dobbiamo affrontare anche l’argomento della diffusione della nostra informazione.

Sergio Ferrera: Negli ultimi anni la situazione italiana è peggiorata. Se vogliamo essere incisivi dovremmo provare a concordare una strategia comune ed a collaborare con le associazioni sul territorio. Occorre cerca-re di diventare massa critica.

Marta Bergamin: Il tema è interessante. La sfida sarà quella di allargare il seminario, contaminandoci con altre persone. L’idea di fare un pre-seminario locale, sarebbe una bella sfida

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  1. Comunicazioni.

Gianni Pettenella: a Riace è andato Giovanni Esposito, portando lo striscione della RRR ad una manifestazione di sostegno. Cosimina, che lavora nell’Associazione Città Futura, con cui ha avuto un contatto telefonico, ci ha ringraziati per la nostra solidarietà. Mimmo Lucano vive fuori da Riace, l’Associazione è attualmente impegnata a sistemare gli stranieri che sono costretti a partire. Il primo uso delle donazioni ricevute è quello di dare agli stranieri un minimo di pocket money. In conclusione: resistono, ma in una fase di dismissione. L’ospitalità di un gruppo a Riace per qualche giorno non è così semplice e comporta spese. Resta a disposizione della commissione giovani

Lucia Capriglione. Un’amica della RRR va a Riace sabato e domenica prossima. Farà anche un giro in tutte le esperienze SPRAR dei dintorni. Riferirà nella prospettiva di un viaggio giovani. A quanto le risulta, le case lasciate dagli stranieri sono messe a disposizione per l’accoglienza.

Monica Armetta: Ha contattato Recosol, Rete di comuni solidali. E’ stata prevista la possibilità per le associazione di aderire al loro progetto. Non possono entrare come soci a tutti gli effetti, ma è possibile aderire sottoscrivendo un modulo. Così saremo informati delle prossime iniziative, in primavera. Sono in corso anche iniziative di giovani sul territorio, tra cui una mostra di vignette, per sensibilizzare.

Giorgio Gallo: Una persona che se ne è andata via da Riace dopo avere vissuto per qualche giorno l’esperienza di un altro SPRAR, ha deciso di tornare, anche senza soldi. Le case utilizzate dal progetto sono state lasciate vuote da emigranti riacesi, e sono utilizzate in comodato o con piccoli affitti, a condizione che vengano mantenute e sistemate. Andando via i migranti, le case potrebbero tornare disponibili per l’ospitalità. Anche l’Associazione Città Futura è sotto sfratto.

Vari interventi di commento sulla situazione di Riace.

Pier Pertino: una delle iniziative possibili sarebbe quella di far aderire il proprio comune a Recosol (riferimento Roberta Ferruti). In Liguria ce ne sono solo due. Nel percorso dei giovani per andare a Riace, si potrebbe proporre il cortometraggio di Wenders sull’esperienza di Riace portato in giro dal produttore esecutivo Claudio Gabriele.

Il coordinamento decide di aderire a Recosol come socio sostenitore, inviando il modulo di adesione. Referente per i contatti è designata Monica Armetta

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  1. Verifica dello Statuto della RRR e responsabilità dei suoi organi.

Maria Angela Abbadessa: dà lettura del testo -già inviato via e-mail a tutti -in cui la Segreteria propone una traccia di considerazioni che possano guidare la riflessione sull’argomento (lo si allega al presente verbale).

Ad esito di ampia discussione il Coordinamento delibera quanto segue:

  1. La RRR non si iscriverà negli albi nazionali degli enti del terzo settore (ETS).

  2. La sede sarà collocata presso lo studio legale di Marco Lacchin (Studio Legale Associato Lacchin-Bettiati, in Varese, via Magatti 2) che, per necessaria terzietà, non risulterà nel registro dei soci.

  3. Si creerà un registro dei soci, aggiornando quello attualmente esistente, indicando le persone che frequentano abitualmente i coordinamenti, oppure quelle designate dalle singole Reti lo-cali;

  4. Si apporteranno allo statuto le modifiche strettamente necessarie per rispettare la normativa di natura fiscale. Il nuovo statuto sarà presentato per l’approvazione all’assemblea (coordina-mento) di gennaio 2019.

  5. Fulvio GARDUMI assume la carica di Portavoce: se ne daranno le necessarie comunicazioni;

Silvestro Profico: Maria Picotti risulta solo registrata all’Agenzia delle Entrate. Ora è necessario confermare la nomina della segreteria e designare il portavoce. Suggerisce di non apportare le modifiche allo statuto prima dell’approvazione della normativa del terzo settore.

Angelo Ciprari: Suggerisce che venga predisposto subito uno statuto sulla base della normativa attuale. Se poi fosse necessario, si apporteranno ulteriori modifiche.

Pier Pertino: Abbiamo deciso che non ci registriamo, per cui qualsiasi decreto attuativo non ci riguarda, mentre ci riguarda la modifica dello statuto.

Monica Armetta: se non ci iscriviamo, esiste una normativa a cui dobbiamo attenerci?

Fulvio Gardumi: propone di pensare alla possibilità di trovare un commercialista amico della RRR che ci tenga la contabilità

Gigi Bolognini: conosce una commercialista che segue le associazioni di volontariato.

Elvio Beraldin: Chiede che rimanga l’autonomia delle Reti Locali.

Pier Pertino: Sul discorso dell’autonomia occorre verificare che cosa accade se una Rete Locale decida di registrarsi.

Il Coordinamento conferma la nomina della segreteria nelle persone di:

  • Fulvio Gardumi, che viene nominato portavoce;

  • Maria Angela Abbadessa;

  • Maria Cristina Angeletti;

Conferma la nomina di Marta Bergamin come tesoriera

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SABATO 24 NOVEMBRE – SERA

Angelo Ciprari: Mauro Gentilini lo ha chiamato e si preoccupava della propria lettera circolare sui medici contro la tortura. Invita ognuno di noi ad esaminarla con attenzione. Propone che la segreteria abbia un in-dirizzo di e-mail dedicato, inserito anche sul sito, che potrà essere di volta in volta utilizzato dalle segreterie che si susseguiranno.

Gigi Bolognini: Provvederà alla creazione dell’account della Segreteria

  1. Relazione tesoreria sullo stato del bilancio.

Marta Bergamin: Riferisce della situazione di bilancio, come da prospetto che viene allegato al verbale. Alla data odierna, rispetto alla stessa data dello scorso anno sono entrati 33.000 €. in meno.

Per arrivare alle stesse entrate dello scorso anno, dovrebbero entrare entro fine anno 87.327 € (168.600,50 – 81.273,50). Per coprire gli impegni nelle operazioni in corso dovrebbero entrare 60.568,50 € (141.860,00 – 81.273,50). Spera che si confermino almeno le entrare dello scorso anno in dicembre.

La maggior parte delle quote 2018 dei vari progetti sono già state versate. Mancano solo le donne palestinesi, i Sem Terra brasiliani, i Migranti di Trento, il progetto Case Verdi, il sostegno alla Repubblica Centrafricana, l’operazione in Guatemala, l’operazione Eduposan e Mwamai.

Quest’anno dobbiamo ancora erogare 46.500 €. In più ci sono i soldi accantonati per i viaggi.

Le entrate diminuiscono e stiamo utilizzando il “tesoretto” che avevamo e che va a calare.

Per quest’anno non dovremmo avere problemi a pagare i progetti, perché in dicembre di solito arrivano contributi importanti (la segreteria potrebbe fare un sollecito).

Finora sono stati versati con causale “Riace” circa 830 €.

Se tutto andrà bene, dovremmo arrivare a fine anno con una cassa di circa 23.000 € rispetto ai 45.000 €. dello scorso anno. Teniamo conto che abbiamo avuto anche la spesa per il Convegno nazionale.

Da ricordare che non dovremo più versare i 3.000 €. del progetto Clara Mattei (vitalizio a De Brito).

Angelo Ciprari: Suggerisce di attendere a versare la quota annuale a favore dei Sem Terra, anche perché, dopo la morte di Serena Romagnoli, ci manca un contatto con il movimento.

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  1. Data e luogo prossimi coordinamenti.

Roma – 26/27 gennaio 2019 (il 25 gennaio si terrà il convegno in memoria di Ettore Masina presso Sala del Consiglio del Dipartimento Studi Umanistici Università Roma 3, via Ostiense 236 – Metro B fermata Mar-coni);

Angelo Ciprari: Il convegno in memoria di Ettore sarà un convegno universitario e non una commemorazione. A Candriai si era proposto che Matteo Mennini, curatore del convegno, contattasse Giancarla Codrignani o Raniero La Valle, che avevano condiviso con Masina alcuni incarichi istituzionali nella Commissione Esteri e nel Comitato Diritti Umani. La RRR non dovrebbe avere parte attiva nel convegno, se non con l’intervento di Ercole Ongaro, in qualità di storico (oltre a quello iniziale di Clotilde Buraggi). Il Convegno inizierà alle 11.00 e terminerà alle 17.00.

Coordinamenti successivi:

  • Sezano 23/24 marzo

  • Pistoia 8/9 giugno

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  1. Circolari nazionali.

Dicembre – Roma (Clotilde)

Gennaio – Varese

Febbraio – Celle/Varazze

Marzo – Segreteria (lancio seminario)

Aprile – Verona

Maggio – Macerata

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DOMENICA 30 SETTEMBRE

  1. Esame e discussione progetti in scadenza.

Angela Vannucchi: Riferisce sul progetto di cofinanziamento scuole di pace (2.500 €. annui per 3 anni). Nella relazione circolata nella mailing-list c’è un excursus sul progetto. Chiede il rinnovo del progetto per un importo aumentato a 4.000 €. annui per 3 anni, essendo venute meno le altre fonti di cofinanziamento. La situazione del mondo giovanile è tale per cui il progetto di gestione dei conflitti è di assoluta necessità e deve essere ampliato.

Marco Lacchin: Riferisce sul progetto di assistenza socio-sanitaria a Cochabamba. La relazione con la re-ferente è buona, il progetto prosegue e si è esteso ad un secondo quartiere ancora più periferico. Le relazioni già inviate via internet sono complete anche in relazione al resoconto economico. Darìa Tacachiri chiede aiuto per acquistare una sede ma, al momento, il progetto è fuori dalla portata della RRR. Si propone il rinnovo del progetto alle stesse condizioni (9.000 €. annui per 3 anni)

Piergiorgio Todeschini: Riferisce sul progetto di sostegno al popolo mapuche, con l’ausilio di immagini, che vengono proiettate.

  • Progetto nocciole: durato 2 anni e 6 mesi per complessivi 26.500 €.; questo progetto è chiuso perché ha raggiunto l’autonomia. Altre comunità Mapuche hanno chiesto informazioni per replicare il pro-getto. Al momento la produzione non è in quantità tale da accedere al circuito del mercato equo, a causa dell’incidenza delle spese di trasporto, per cui i prodotti sono venduti in Cile.

  • Nuovo progetto destinato a sostituirlo: riguarda i diritti umani con riferimento specifico ai diritti politici. C’è la necessità di aiutare le famiglie a sostenere i prigionieri (viaggi per le visite, difesa le-gale). Da notare che l’attività di polizia colpisce soprattutto i soggetti che sono stati attivi nella rivendicazione delle terre. Entità complessiva del progetto: 9.000 €. annui per tre anni.

  • C’è una novità molto significativa, in attesa del coordinamento di Roma: gli amici di Sergio Escudero hanno intenzione di sostenere un progetto presso i Mapuche, organizzato al modo della borsa di studio creata da Francesco di Udine. L’idea sarebbe quella di farlo divenire un progetto della RRR, facendo transitare i fondi dalla tesoreria nazionale.

  • Nell’ultimo mese, come sappiamo, sono avvenuti fatti molto gravi nelle comunità Mapuche: per il resoconto ci si richiama al materiale fatto circolare nella mailing-list. L’assassinio di un militante mapuche ha suscitato una mobilitazione di nuovo stampo a fronte di una repressione insostenibile. Dal Governo cileno sono giunte un sacco di bugie, che sono poi state smentite, anche dai media. Come conseguenza è stato destituito l’intendente dell’Araucania (chi lo ha sostituito è peggio di lui). Come si diceva, tutto ciò ha creato grandi manifestazioni di sostegno al popolo Mapuche sia in Cile che in molti stati europei. Josè e Margot, in quanto leader, sono sotto controllo della polizia.

  • Su richiesta di Josè e Margot, è stata preparata una lettera di protesta da inviare all’Ambasciata Cilena di Roma, al Consolato Cileno di Milano e ad Amnesty International, che sarà firmata dalla segreteria.

  • Le ultime notizie mandate da Margot riguardano la visita del presidente Piñera all’Araucania. Ciò non ha avuto alcun senso politico né ha portato proposte di soluzione per il conflitto. E’ venuto solo per far da spalla al nuovo intendente regionale. Il Presidente ha negato l’esistenza del commando Jungla, attribuendolo ad un’invenzione della stampa.

Maria Teresa Gavazza: Il caso dell’uccisione dei Mapuche dovrebbe essere oggetto di studio nel nostro seminario. Tra l’altro, dovrebbe indurci a riflettere sulle nostre prospettive future.

Beppe Ghilardi: Riferisce del progetto di produzione di sapone di Salete Ferro a Rorianopolis. Nel 2014 è partita la cooperativa di donne. Il progetto è di 2.000 €. annui per 3 anni. Si propone il rinnovo.

L’altro progetto è Alli Causai, in Ecuador. Il progetto è stato più volte rinnovato. Adesso le energie della gente del posto sono calate, per cui vi è la necessità di modificare il progetto, che riguarda ora soprattutto le scuole, dove si manifesta un disagio molto forte dei bambini, che va gestito con psicologi ed educatori. L’importo è di 4.000 €. annui per tre anni.

Tereza Sargsyan, per la rete di Quarrata, riferisce del progetto in Armenia. Gyumri è la seconda città dell’Armenia (antico centro culturale del Paese). Nel 1988 c’è stato un grande terremoto che l’ha rasa al suolo, dimezzandone la popolazione. Dopo il terremoto, la città non si è più ripresa: soprattutto non si è risollevata l’industria. L’unica fonte di reddito è stata il commercio. Ancora oggi 3.400 famiglie sono senza casa e vivono in baracche di fortuna. Molte persone vanno in Russia per lavorare e spesso non tornano.

Lo Stato è quasi assente. A Gyumri c’è anche una base militare russa, che ha grande valore strategico verso la Turchia. Si pensa che Gyumri sia stata tenuta in questa situazione, per fare gli interessi della base.

Il carico sociale è sulle spalle della chiesa (armena e cattolica). Queste iniziative vanno sostenute. E’ possibile anche che qualcuno della Rete ci vada come volontario.

Il progetto consiste nell’allestimento (5 postazioni di lavoro) di un locale per corsi di parrucchiera, estetista ecc. E’ anche possibile che in quel locale si lavori per contribuire alle spese del centro sociale. Importo 3.263 € per un anno.

Beniamino Favaro: Riferisce del progetto Lualaba in Congo. La costruzione della scuola primaria è una necessità individuata nel 2013 dalle persone del posto. Oggi c’è la difficoltà di creare una relazione ma anche se mancano notizie recenti sugli sviluppi del progetto stesso, invita i presenti ad una riflessione che, ancor prima dei costi e dei tempi di attuazione, permetta di valutare la sua valenza simbolica ed emblematica per la comunità locale di Lualaba e per l’intero Paese che, secondo le informazioni fornite da p. Richard Kitengie, ha subito tra i nove e i dieci milioni di morti in questi oltre 20 anni di guerra di rapina non ancora conclusasi (se questo non è un genocidio!?). Se finora è mancata una vera e propria relazione con i referenti locali, ciò soprattutto a casa delle difficoltà di comunicazione, abbiamo però avuto in padre Richard un “mediatore culturale-umano” straordinario che ci ha portati dentro alle problematiche, non solo della R.D.C. ma dell’intero Continente Africano, svelandoci le logiche di un’economia di rapina e di fomentazione di guerre condotte dai Paesi ricchi e dalle grandi multinazionali che stanno alle loro spalle. Padre Richard ci ha altresì parlato con grande passione umana della sofferenza e del travaglio del suo Popolo e di quanto la Chiesa Congolese si stia esponendo, schierandosi apertamente a fianco della popolazione (vedasi a questo proposito la relazione di p. Richard svolta nell’incontro del 26 settembre scorso a Mogliano, dal titolo “Rompiamo il silenzio sull’Africa” e il documento recente della Conferenza Episcopale Congolese sulle elezioni nella R.D.C., entrambi pubblicati nel sito della Rete). Perciò il gruppo di Mogliano V., pur nella difficoltà delle comunicazioni, ha il fermo proposito di proseguire il proprio impegno in questo progetto anche oltre la realizzazione della scuola, per continuare a camminare a fianco di questo Popolo martire che sta lottando per la propria indipendenza ed emancipazione, per la vita e per la pace. La scuola diventa, quindi, anche un simbolo della nostra partecipazione alla loro resistenza. La Rete di Mogliano si augura di poter ricevere per il prossimo coordinamento di gennaio 2019 a Roma le notizie relative all’aspetto economico, valutando una previsione intorno ai 5.000 euro annui, come peraltro è stato fatto finora con i 15.000 euro suddivisi in tre anni.

Monica Armetta: Al prossimo coordinamento di Roma si spera di portare più giovani. Potrebbe essere un momento di incontro tra i giovani, su temi che stanno maturando oggi in Italia. Ci hanno chiesto aiuto per far nascere qualcosa. Il fatto di esserci per proporre spazi di incontro potrebbe essere interessante

Maria Teresa Gavazza: Propone un progetto a costo “0”. E’ un progetto di coscientizzazione nella scuola, a cui i membri della Rete di Alessandria dedicano il proprio tempo. Da 6 anni è inserita nel progetto anche la RRR. Si tratta di lezioni di storia, a partire dalla Resistenza sino ad oggi. Il motto è “Senza memoria non c’è futuro”.

Maria Angela Abbadessa: Il progetto Armenia era già stato presentato a Pescia a novembre 2017. In quella sede la decisione era stata rimandata, in attesa di conoscere se ci fossero risorse disponibili.

Monica Armetta: In quell’occasione, si era deciso di aspettare il rinnovo di tutti i progetti già in corso. Il momento dell’eventuale approvazione è questo.

Il coordinamento decide di approvare da subito il nuovo progetto in Armenia, per l’importo di 3.263 €. per un anno.

Lucia Capriglione: Sul progetto Case Verdi era già stata decisa la sospensione. Patrizia Cecconi ci ha riferito che si sta ripartendo con gli orti sui tetti. E’ stato risposto che stiamo riflettendo sul rinnovo dei progetti perché i fondi mancano e, vista la mancanza di relazione, è tutto sospeso sino ad un viaggio nella Striscia di Gaza della Rete di Salerno.

Ci è stata chiesta l’adesione alla Piattaforma Mediterranea: si tratta di un’attività di monitoraggio del movimento dei migranti nel Mediterraneo ad opera di un cartello di associazioni, finanziate da Banca Etica. Per maggiori informazioni vedere le News sul sito della RRR. Cosa facciamo? Non si chiede al momento denaro, ma appoggio politico, per effettuare raccolte a livello locale.

Gigi Bolognini: Piattaforma Mediterranea usa un vecchio rimorchiatore riadattato, con cui “pattuglia” il Mediterraneo. I viaggi costano molto (carburante), per cui è un atto un’attività di crowdfunding. Sul loro si-to, linkato in quello della RRR, c’è l’elenco delle associazioni coinvolte.

Maria Teresa Gavazza: A livello locale è possibile fare delle raccolte. La cosa interessante è che loro non raccolgono i profughi, ma denunciano il mancato aiuto ai barconi che stanno affondando

Il Coordinamento decide di aderire anche a livello nazionale alla Piattaforma Mediterranea

Angelo Ciprari: Ha partecipato alle riunioni di Medici contro la Tortura (Progetto Dario Canale), con buona accoglienza. Loro insistono sul fatto che riescono a dare una consulenza molto più forte con un numero maggiore di colloqui rispetto al passato. Gli utenti hanno le provenienze più varie: la violenza è generalizzata nel mondo. Il progetto non è in scadenza, il rapporto è molto forte.

Se ci fossero giovani che volessero avvicinarsi al lavoro di Medici contro la Tortura, potrebbero fare un breve percorso di conoscenza.

Per quanto riguarda le borsine di tela del convegno sono terminate. Ci sarebbe la possibilità di ordinarne la ristampa.

Maria Picotti: insieme agli atti del Convegno possono portare un piccolo messaggio: sono molto carine ed è facile venderle per 5 €.

Pier Pertino: bisogna stamparne almeno 200. Bisogna vedere se sia possibile stamparle allo stesso prezzo.

Il coordinamento decide di stamparne 200. Saranno distribuite al coordinamento di Roma.

Durante la discussione per il rinnovo dei progetti in scadenza, emerge da più parti la preoccupazione sulla possibilità di sostenere, da un punto di vista finanziario, tutti gli impegni per i prossimi 3 anni, vista l’evi-dente riduzione dell’autotassazione. Si stabilisce, perciò, come linea guida, di rinnovare o approvare i progetti per tre anni, garantendo, però, al momento, il finanziamento solo per i primi due anni. Di tale fatto dovranno essere puntualmente informati i referenti locali.

Si apre la discussione sul rinnovo del progetto “Scuola della Pace” proposto dalla Rete di Pisa/Lucca/Viareggio.

Il coordinamento decide di approvare il progetto per l’importo di €. 4.000 per tre anni, garantendo, al momento, la copertura per i prossimi 2 anni.

Si apre la discussione sul rinnovo del progetto “Assistenza socio-sanitaria a Cochabamba”.

Il coordinamento decide di approvare il progetto per l’importo di €. 9.000 per tre anni, garantendo, al momento, la copertura per i prossimi 2 anni.

Si apre la discussione sul progetto Mapuche (assistenza alle famiglie delle persone detenute).

Il coordinamento decide di approvare il nuovo progetto per l’importo di €. 9.000 per tre anni, garantendo, al momento, la copertura per i prossimi 2 anni.

Si apre la discussione sul progetto di produzione di sapone a Rorainopolis di Salete Ferro.

Il coordinamento decide di approvare il nuovo progetto per l’importo di €. 2.000 per tre anni, garantendo, al momento, la copertura per i prossimi 2 anni.

Si apre la discussione sul progetto Alli Causai-Ecuador (assistenza integrale agli scolari della zona sud-est del Cantone Ambato)

Il coordinamento decide di approvare il nuovo progetto per l’importo di €. 4.000 per tre anni, garantendo, al momento, la copertura per i prossimi 2 anni.

Per quanto riguarda i progetti Lualaba (per mancanza di notizie aggiornate) ed Eduposan (per as-senza della Rete referente – Rete di Noto Avola e Pozzallo), la decisione definitiva sarà assunta a gennaio.

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  1. Aggiornamenti, varie ed eventuali.

Piergiorgio Todeschini: Fernanda Bredariol ci ha inviato un aggiornamento sulla situazione in Araucania, scrivendo che i Carabineros fermano le persone per strada e le rimandano indietro, dicendo che bande di Mapuche armati bloccano le vie di comunicazione. Alcune persone sono andate a controllare, ma non hanno trovato nessuno.

Inoltre, una parte molto consistente della popolazione del Cile ha iniziato ad appoggiare la popolazione Mapuche contro il Governo.

Gigi Bolognini: Il sito è stato rinnovato con un certo sforzo. Invita tutti a sfruttarlo di più. Ci sono progetti della RRR che non hanno una scheda sul sito, perché non è stata mandata. Ci sono altri progetti che sono stati modificati: occorre mandare una scheda aggiornata. Ancora: la mailing list è abbastanza oberata, per cui può accadere che qualche volta dei messaggi non passino. Chi ha allegati consistenti, potrebbe sfruttare meglio il sito, inviando i materiali via mail a Gigi Bolognini (natluigi@teletu.it)

Elvio Beraldin. Ricordiamoci che il sistema sta rendendo i paesi poveri sempre più poveri, mentre i ricchi diventano sempre più ricchi. Ad Haiti attualmente nei panifici non si trova neppure il pane, le bande sono ritornate, al punto che in alcuni luoghi le scuole sono state chiuse. Tutto è nato dall’aumento improvviso del prezzo del carburante. Oggi, a nome della Rete di Padova, ha portato al coordinamento un documento sul “Diritto alla scuola-diritto all’uguaglianza”, per due borse di studio e la costruzione di un’aula per la sezione dell’infanzia “Gianna-bambini” a Fondol.

Angelo Ciprari: Nel momento in cui le cose vengono inserite sul sito, ogni 15 giorni Gigi potrebbe inviare una e-mail nella mailing-list, comunicando le notizie inserite

Silvestro Profico: Don Rino Ramaccioni ha problemi di salute seri. Luigi Rocchi è ancora venerabile, perché il processo di canonizzazione è fermo in attesa del miracolo. La sua tomba è in una chiesa di Tolentino, ancora danneggiata dal terremoto. La sorella di Luigi ha, a sua volta, avuto la casa danneggiata: sarà abbattuta.

Maria Picotti: Aggiorna sul progetto Binario 1 di Bolzano, che è stato presentato al coordinamento di Candriai. Nell’ultimo anno, si è lavorato sulla prima accoglienza. Il lavoro è stato fatto anche con lo scopo politico di sollecitare le istituzioni. Altra cosa interessante è che avranno in comodato una ex casa di riposo fino al 30 marzo. Poi la casa sarà restituita ai proprietari. Sono arrivati alla conclusione che troveranno un’altra via, anche accettando di fare un passo indietro e ridurre le dimensioni della loro attività. Pensano di prendere un piccolo appartamento, ma di continuare a dare un segno alla città.

A Verona si è tenuta la giornata “Welcome communities”, in cui sono state presentate alcune esperienze di accoglienza in famiglia dei migranti.

Maria Teresa Gavazza: Ha presentato il proprio libro a Pistoia. Continuerà a farlo anche nel 2019.

Pier Pertino: Ha avuto conferma che le borsine si possono fare.

E’ paradigmatico il fatto che con i Mapuche siamo passati dall’appoggiare un progetto di promozione socia-le ad appoggiare un progetto di resistenza. Si tratta di un passo indietro nella loro condizione. Questa è una cosa preoccupante, che dovrebbe farci riflettere.

Quando era in segreteria era stato contattato da Soconas e Naila Clerici, interessati a fare una sensibilizzazione sul discorso dei Mapuche.

Sul territorio di Savona, sarà proiettato anche il cortometraggio di Wenders su Riace. Il produttore gira con il film ma non lo consegna. Chi fosse interessato potrà contrattarlo tramite la Rete di Celle/Varazze.

Gianni Pettenella: L’operazione di resistenza sui Mapuche e di sostegno ai detenuti politici e alle loro famiglie è molto simile a quelle che si facevano moltissimi anni fa con i prigionieri politici brasiliani o con quelli peruviani seguiti amorevolmente da Giuliana Cioccoli.

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SINTESI DELLE DECISIONI ASSUNTE DAL COORDINAMENTO

  • Chiusura dell’operazione relativa al vitalizio a favore di Ferdinando De Brito.

  • Destinazione di eventuali fondi raccolti dalle Reti locali per il Convegno in memoria di Ettore Masina a sostituire la somma già stanziata dal Coordinamento.

  • I seminari macroregionali si terranno ad aprile/maggio, compatibilmente con le elezioni europee. I risultati andranno a confluire in un successivo seminario nazionale a settembre. Il tema generale sarà l’analisi critica dell’informazione. Al prossimo coordinamento, le Reti Locali forniranno sede e data dei seminari macroregionali. Il tema generale è stato abbozzato e dovrà essere approfondito prima del prossimo coordinamento.

  • Adesione a Recosol come socio sostenitore, inviando il relativo modulo. Referente per i contatti è designata Monica Armetta

  • In relazione alle modifiche statutarie richiesta dalla nuova normativa sul terzo settore:

  1. La RRR non si iscriverà negli albi nazionali degli enti del terzo settore (ETS).

  2. La sede sarà collocata presso lo studio legale di Marco Lacchin (Studio Legale Associato Lacchin-Bettiati, in Varese, via Magatti 2) che, per necessaria terzietà, non risulterà nel registro dei soci.

  3. Si aggiornerà il registro dei soci attualmente esistente, indicando le persone che frequentano abitualmente i coordinamenti, oppure quelle designate dalle singole Reti locali;

  4. Si apporteranno allo statuto le modifiche strettamente necessarie per rispettare la normativa di natura fiscale. Il nuovo statuto sarà presentato per l’approvazione all’assemblea (coordinamento) di gennaio 2019.

  5. Fulvio GARDUMI assume la carica di portavoce: se ne daranno le necessarie comunicazioni;

  • Conferma della nomina della segreteria nelle persone di:

  1. Fulvio Gardumi, che viene nominato portavoce;

  2. Maria Angela Abbadessa;

  3. Maria Cristina Angeletti;

Conferma della nomina di Marta Bergamin come tesoriera

  • Adesione della RRR, a livello nazionale, alla Piattaforma Mediterranea.

  • Nuova stampa di 200 borsine ideate per lo scorso Convegno, da vendere al prezzo di €. 5 l’una. Saranno distribuite al coordinamento di Roma.

  • Approvazione progetti:

  1. Approvazione del nuovo progetto in Armenia (referente Rete di Quarrata), per l’importo di 3.263 €. per un anno.

  2. Rinnovo progetto “Scuola di Pace” (referente Rete di Pisa/Lucca/Viareggio) per l’importo di 4.000 € annui per tre anni, garantendo, al momento, la copertura per i prossimi 2 anni.

  3. Rinnovo progetto “Assistenza socio-sanitaria a Cochabamba” (referente Rete di Varese) per l’importo di 9.000 € annui per tre anni, garantendo, al momento, la copertura per i prossimi 2 anni.

  4. Approvazione nuovo progetto “Assistenza alle famiglie dei detenuti Mapuche” (referente Rete di Brescia) per l’importo di 9.000 € annui per tre anni, garantendo, al momento, la copertura per i prossimi 2 anni.

  5. Rinnovo progetto “produzione di sapone a Rorainopolis” (referente Rete di Casale Monferrato) per l’importo di 2.000 € annui per tre anni, garantendo, al momento, la copertura per i prossimi 2 anni.

  6. Rinnovo progetto “Alli Causai-Ecuador” (referente Rete di Casale Monferrato) per l’importo di 4.000 € annui per tre anni, garantendo, al momento, la copertura per i prossimi 2 anni.

  7. Per quanto riguarda i progetti Lualaba (per mancanza di notizie aggiornate) ed Eduposan (per assenza del referente – Rete di Noto Avola e Pozzallo), la decisione definitiva sarà assunta a gennaio.

 

SABATO 29 SETTEMBRE – POMERIGGIO

 

Partecipanti al coordinamento:

SEGRETERIA: Maria Angela Abbadessa, Maria Cristina Angeletti, Fulvio Gardumi.
BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CASALE MONFERRATO: Beppe Ghilardi, Paolo Guglielminetti, Jennifer Johnson; PISA-VIAREGGIO: Franca Rosa Bianchi; GENOVA: Sergio Ferrera; MACERATA: Gianni Baldassarri; MOGLIANO VENETO: Beniamino Favaro, Annarosa Liotto; PADOVA: Marianita De Ambrogio, Francesco Fassanelli; QUARRATA: Antonio Vermigli; ROMA: Angelo Ciprari, Giacinta Carnevale; SALERNO: Lucia Capriglione; CELLE-VARAZZE: Pierpaolo Pertino, Simona Mozzati TORINO: Marco Zamberlan Monica Armetta; TRENTO: Luigi Moser, Carla Grandi, Alberto Inzigneri, Paola Pettenella; TREVISO: Olga Turchetto; UDINE: Lia Rontani, Cesare Davini; VARESE: Marco Lacchin; VERONA: Gianni Pettenella, Maria Picotti, Dino Poli, Silvana Valpiana;
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Ore 14.50 : Inizio lavori.

Fulvio GARDUMI dà il benvenuto ai presenti, a nome della Rete del Trentino e suo personale perché è nativo di Sardagna, qui vicino. Il luogo è stato scelto perché l’ostello di Rovereto e Villa S. Ignazio a Trento non erano disponibili. Questa struttura, tra quelle reperite, è quella con il migliore rapporto qualità/prezzo.
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1. Presentazione della nuova segreteria.

• Maria Angela ABBADESSA: Ricorda come oggi, in Brasile, è un giorno importante perché è in atto una manifestazione per ricordare il golpe giuridico istituzionale e mediatico e chiedere la liberazione di LULA (ne riferisce Antonio VERMIGLI). Il voto è previsto per domenica prossima e ballottaggio il 28.

Viene proiettato un video ricevuto tramite SALETE.

• Maria Angela ABBADESSA: legge un documento di presentazione della nuova segreteria che viene allegato al verbale.

• Fulvio GARDUMI: Riferisce che Marta BERGAMIN è assente per un lutto in famiglia, per cui la re-lazione della tesoriera slitterà al prossimo coordinamento.
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2. Saluto della segreteria uscente.

• Monica ARMETTA: Porta i saluti della segreteria uscente. Vi è già stato un confronto con la nuova segreteria a Quarrata.

Sintesi delle ultime decisioni assunte al Coordinamento di Cavagnolo:
• Prossimi coordinamenti a Pistoia ed a Roma, località scelte perché più centrali.
• Sono state individuate le Reti che si occuperanno delle circolari ed è stata scelta la nuova segreteria.
• E’ stato affrontato superficialmente l’argomento della riforma del terzo settore, anche qui all’ordine del giorno.
• Fatta la verifica del Convegno ed individuati i possibili miglioramenti.
• Riflessioni sulla RRR oggi, con particolare riguardo all’autotassazione (restituzione).
• Sottolineata l’importanza dell’azione politica della RRR, anche sotto il profilo della presenza sul territo-rio, facendo rete con altre associazioni
• Verifica del seminario giovani da parte di un partecipante. Si è deciso di creare una commissione giovani.
La vecchia segreteria consegna un piccolo pensiero alla nuova segreteria.

• Fulvio GARDUMI: Ricorda i 65 anni di matrimonio di Iole e Ivano SARTORI della Rete di Padova e propone di inviare loro una lettera di felicitazioni con le firme di tutto il Coordinamento.

• Fulvio GARDUMI: A fine ottobre arriva in Italia Frei BETTO, che ha già un suo calendario di incontri. Prima della sua ripartenza sarebbe possibile organizzare un evento della Rete.
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3. Proposta nuovo progetto da parte di Angelo CIPRARI.

• Angelo CIPRARI: Presenta una nuova proposta di progetto proveniente da Bolzano, sull’assistenza ai migranti. Domattina la proponente sarebbe disponibile a venire a presentarlo.

• Fulvio GARDUMI: Il progetto si chiama “Binario 1” ed è iniziato assistendo i profughi in passaggio sulla linea ferroviaria del Brennero e respinti in Italia. Sono nati dei gruppi di volontariato per dare sostegno a queste persone, soprattutto ai minori non accompagnati, alle persone malate o vittime di tratta o di violenza fisica o psicologica o sessuale.
Si tratta delle persone in maggiore difficoltà, di cui nessuno sa cosa fare.
Il progetto è quello di realizzare un rifugio dove dare ospitalità a queste persone. E’ un gruppo che non chiede contributi alle istituzioni pubbliche, non ha collegamenti politici ed è un’associazione laica.
Mercoledì 3 ottobre organizzano un workshop in materia di lavoro.

• Fulvio GARDUMI: Propone di ascoltare la responsabile domattina, anche per creare possibili sinergie con il progetto di Trento.

Il Coordinamento decide di invitarla domattina, per ascoltare brevemente la sua esperienza. Ovvia-mente ci si riserva di prendere decisioni una volta rinnovati i progetti in corso e verificate le disponibilità finanziarie.
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4. Nicaragua.

• Fulvio GARDUMI: Ricorda la mail di Silvestro PROFICO, che dice che ci siamo dimenticati il Nicaragua, dove i Sandinisti stanno tradendo le promesse che anche noi abbiamo appoggiato in passato. Gli ha risposto con un’altra mail Liviana BORTOLUSSI dicendo che non ci siamo dimenticati, che Dino Verderio e Gloria, cooperanti di Carugate, sono sempre presenti ai convegni della Rete con l’artigianato prodotto dalle donne di El Bonete, e che è difficile, nella attuale confusione, prendere posizione.

• Angelo CIPRARI: E’ difficile prendere posizione, come già in Siria.

• Maria PICOTTI: A tutti i convegni vengono Dino VERDERIO e Gloria, che ci aggiornano sempre sul Nicaragua. Forse sarebbe opportuno chiedere la loro opinione.

• Antonio VERMIGLI: Ha parlato con Dino VERDERIO, di cui è stato pubblicato un articolo sul Notiziario della RRR di giugno e che ha promesso di inviare alla rivista una riflessione sul Centroamerica e, in particolare, sul Nicaragua.

• Gianni PETTENELLA: quello di Silvestro PROFICO era un invito a prendere posizione. E’ d’accordo di prendere posizione su ciò che i referenti amici ci segnalano, ma non possiamo pensare che ciò sposti gli equilibri. A proposito della richiesta di Sivestro PROFICO di dare adesione alla Marcia Perugia Assisi, non intende fare una questione di principio ma sarebbe contrario a una adesione della RRR
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5. Adesione alla Marcia Perugia Assisi (7 ottobre 2018).

• Francesco FASSANELLI: Vi è stato lo sforzo da parte di ZANOTELLI e CIOTTI di riunificare le varie anime della Marcia e questo accordo è andato in porto, per cui ritiene opportuno aderire.

• Antonio VERMIGLI: Riceve sempre dalla Tavola della Pace il manifesto con le notizie sulla Marcia. E’ d’accordo con Francesco. Anche Mao VALPIANA, che in passato era critico con LOTTI, ha dato la pro-pria adesione alla luce di questa riunificazione.

• Francesco FASSANELLI: Aggiunge che, in questo momento politico, una grossa partecipazione sia importante.

• Lucia CAPRIGLIONE: E’ d’accordo.

• Marco LACCHIN: Aderire e non andarci ha poco senso.

• Antonio VERMIGLI: Potrebbe scrivere alla Tavola della Pace, proponendo l’ingresso di qualcuno della RRR nel coordinamento. Da Quarrata partirà comunque un pullman.

• Vari membri del coordinamento danno la disponibilità ad essere presenti alla Marcia

• Fulvio GARDUMI: Il momento è grave, per cui occorre cercare il massimo di unità possibile.

• Maria PICOTTI: Certamente varie persone della RRR ci andranno. Si potrebbe dare l’adesione e portare uno striscione.

• Lucia CAPRIGLIONE: Se vogliamo dare un contributo ad un percorso dobbiamo esserci, anche eventualmente per manifestare il proprio disaccordo. Chiede ad Antonio VERMIGLI di partecipare al coordinamento della Tavola della Pace.

• Pierpaolo PERTINO: Concorda con Marco sul fatto che se si dà l’adesione, occorre mettersi in gioco sino in fondo. Le nostre energie sono al lumicino: forse sarebbe necessario scegliere i segni significativi a cui si vuole aderire. O ci stiamo dentro, oppure non ha senso dare un’adesione formale. Scegliamo poche iniziative irrinunciabili, ma lì ci giochiamo.

Si decide di dare l’adesione (anche per dare il segnale di un superamento delle divisioni) invitando i membri della RRR e le Reti locali a partecipare. Per il momento si sospende la discussione sull’adesione al Tavolo di coordinamento.
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6. Posizione della RRR su Riace.

• Fulvio GARDUMI: Ricorda il dibattito molto ricco e la solidarietà manifestata. Si tratta di decidere se dare un contributo economico. Tra l’altro il Decreto Migranti depotenzia il progetto SPRAR in cui si colloca anche il progetto di Riace. I fondi in sospeso a Riace non sono ancora stati versati.

• Lucia CAPRIGLIONE: Si chiede se sia possibile che l’Europa stanzi i fondi e il governo li blocchi.

• Marco LACCHIN: aggiorna sullo stato dell’approvazione del Decreto Legge Salvini, che è ancora in attesa di promulgazione, da parte del Capo dello Stato.

• Fulvio GARDUMI: Ricorda che anche la fiction su Riace è bloccata da mesi. Ritiene che sia molto difficile che oggi i soldi arrivino, per cui anche la solidarietà economica è importante.

• Maria PICOTTI: La Rete di Verona ha deciso di inviare un contributo. Al di là dell’importo, è importante la valenza simbolica dell’iniziativa: Riace è un simbolo perché fa capire che lo SPRAR può essere una risorsa. Vale la pena di appoggiare Riace.

• Pierpaolo PERTINO: Gli SPRAR sono stati usati per ridurre il numero dei migranti sul territorio. Infatti nessun privato può assumere altre iniziative di accoglienza sul territorio. Comunque, il discorso di Riace è un paradigma ma, al di là dell’aspetto economico, ci si potrebbe investire “culturalmente”, proponendo l’esperienza di recarsi a Riace ai ragazzi che orbitano attorno alla RRR.

• Carla GRANDI: Riace esiste ed ha una sua consistenza, è sicuramente un esempio di integrazione possibile, per cui è molto importante. Oggi ha bisogno di denaro per cui bisogna rispondere a questa prima necessità urgente. Poi dobbiamo chiederci cosa significhi Riace oggi per noi: bisognerebbe sviluppare il discorso che Riace deve vivere e tanti altri comuni devono diventare come Riace.

• Maria Angela ABBADESSA: Riace è al sud e la cultura dell’accoglienza insita nella cultura mediterranea sta subendo danni enormi e forse irreversibili. A Bari ha sentito i suoi concittadini ripetere a memoria le frasi di Salvini; ricorda la terribile aggressione ai danni di alcuni attivisti della rete “Mai con Salvini”. Riace è il simbolo della resistenza della cultura dell’accoglienza.

• Maria Cristina ANGELETTI: Anche a Macerata le cose sono cambiate. E’ l’unica provincia delle Marche che ha votato Salvini. E’ giusto puntare i piedi.

• Lucia CAPRIGLIONE: Si va a Riace e si portano i soldi: Ma il lavoro da fare è chiarire che, soprattutto in meridione, i migranti sono nella nostra stessa barca. Salvini pesca nei problemi reali del sud. Lucia propone che la RRR vada a portare questo simbolo economico in modo più ufficiale, con i giovani. E’ contraria al contributo economico se non c’è dell’altro.

• Maria Gabriella GIOMETTI: Riace, senza le persone che ha accolto, non avrebbe più una scuola, non potrebbe sistemare strade e piazze del paese, non potrebbe aiutare i negozianti a restare. Senza i migranti Riace non esisterebbe.

• Marco LACCHIN: Propone di stanziare una somma ma organizzare un gruppo, tra cui ragazzi, a portarla.

• Marco ZAMBERLAN: Le Reti possono raccogliere somme da aggiungere a quella stanziata dalla RRR.

• Angelo CIPRARI: Potrebbe diventare un’operazione giovani a Riace per cui si dovrebbe stanziare una somma anche per le spese di viaggio.

• Pierpaolo PERTINO: Il volo Milano – Lamezia Terme AR, nelle vacanze di Natale, costa 101 €. Sarebbe opportuno fare rete con altre associazioni. Dobbiamo anche vedere se i giovani che hanno partecipato al seminario accolgono questa proposta.

• Lucia CAPRIGLIONE: Si potrebbero fare iniziative locali di presentazione, anche per sostenere l’iniziativa.

• Maria PICOTTI: A Riace c’era anche un gruppo di minori non accompagnati, che i giovani potrebbero incontrare.

• Monica ARMETTA: Per questa cosa, qualche persona potrebbe elaborare il progetto, contattando Riace e valutando i costi, per poi presentarlo al prossimo coordinamento contattando, nel frattempo, i ragazzi.

• Beniamino FAVARO: E’ d’accordo con Monica. Serve contattare Riace per costruire un’esperienza vera.

• Angelo CIPRARI: Non possiamo aspettare il prossimo coordinamento, dobbiamo già decidere quale contributo dare e quanto stanziare per questa iniziativa. Poi la commissione giovani si potrebbe attivare per organizzare il tutto.

• Sergio FERRERA: Si potrebbe organizzare un gruppo di acquisto di prodotti di Riace.

• Gianni PETTENELLA: Quando sono andati a Riace, sono stati ospitati in case di emigrati, che il Comune aveva in comodato gratuito. Ora questa cosa non viene più fatta, perché le case sono a disposizione degli stranieri. Occorre, prima di tutto, chiarire se sia possibile essere ospitati. Tra l’altro, a Riace non esistono produzioni locali. L’esperimento è comunque importante e va controcorrente. Si potrebbero mandare subito 1.000 €. e poi pensare ad un progetto giovani.

• Cesare DAVINI: Si potrebbe chiedere alle Reti locali di fare una raccolta dedicata, entro 30 giorni, e poi organizzare il viaggio dei giovani.

• Marianita DE AMBROGIO: occorre coinvolgere i giovani nell’organizzazione, verificare se sono interessati. Altrimenti si fa paternalismo. Importante fare una delegazione, che va studiata dalla commissione giovani con i giovani. Adesso si può già portare un contributo, esprimendo la nostra solidarietà e l’intenzione di restare in contatto.

• Maria PICOTTI: A Locri era stato inaugurato un ostello, poi danneggiato dalla mafia, con cui si potrebbe collaborare nell’organizzazione. Ci sarebbe anche il Piccolo Eremo delle Querce.

• Lucia CAPRIGLIONE: si offre per contattare Riace attraverso un circuito che conosce, per avere informazioni.

• Francesco FASSANELLI: I soldi vanno mandati subito, con un bonifico bancario. Il viaggio dei giovani va deciso in commissione giovani. E’ anche pericoloso che i giovani si trovino tutto pagato.

• Paolo GUGLIELMINETTI: E’ importante che i soldi vengano portati personalmente.

• Simona MOZZATI: E’ importante mandare subito i 1.000 €. La commissione dovrà scendere a Riace per fare un sopralluogo e porterà a mano gli ulteriori soldi raccolti dalle reti locali. La Commissione Giovani si preoccuperà di organizzare la cosa e proporla ai giovani. I 1.000 €. sono stanziati e verranno mandati o portati.
Si decide di provvedere subito al versamento di 1.000,00 € sul conto dedicato aperto dalla Rete dei Comuni Solidali e di continuare la raccolta fondi nelle Reti locali versando i soldi raccolti sul conto della Rete Nazionale. Viene contattata la tesoriera Marta BERGAMIN che si raccomanda di specificare nella causale la destinazione “RIACE”. Nel prossimo coordinamento si valuterà lo stato di avanzamento dei lavori
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7. Discussione sul significato dell’autotassazione come condizione di adesione alla Rete.

• Maria Angela ABBADESSA: in alcune mail recenti è stato riproposto il tema del valore dell’autotassazione come condizione di appartenenza alla Rete RR e del significato che questa assume in relazione al concetto di restituzione.

• Maria Cristina ANGELETTI: Restituzione nel senso che, come società, abbiamo preso e oggi dobbiamo restituire. Io sono entrata nella RRR dopo un viaggio in Palestina: sono partita con certe idee e mi sono accorta che erano tutte sbagliate. A quel punto mi sono sentita obbligata alla restituzione.

• Carla GRANDI: Lo stesso è accaduto ad Ettore Masina dopo un viaggio in Palestina.

• Francesco FASSANELLI: Vorrebbe togliere un tabù: l’autotassazione non è mai stata una condizione per partecipare alla RRR.

• Gianni PETTENELLA: La nostra associazione non ha mai chiesto nulla di formale a nessuno: All’autotassazione si arrivava se si aveva uno stipendio sicuro e ci si rendeva conto dei privilegi che si godevano. I migranti di oggi sono impoveriti dai sistemi di sfruttamento dei nostri paesi. L’autotassazione era un sistema per renderci liberi dalle istituzioni. Il discorso non è di poco conto, perché se noi riduciamo quello che possiamo dare, i progetti nel sud del mondo non possono proseguire. L’altro aspetto che Caterina PERATA ha più volte introdotto, è che ci possono essere altre forme di adesione alla RRR, senza che ci siano passaggi di denaro. Gianni non crede possibile inquadrare il tempo messo a disposizione come se fosse denaro.

• Paolo GUGLIELMINETTI: Il dibattito ritorna periodicamente, perché abbiamo davanti due situazioni di-verse: l’autotassazione non deve andare in soffitta, ma le difficoltà economiche in cui molti di noi vivono, rendono molto complessa una scelta di donazione costante. Però, se comprendiamo l’autotassazione co-me rivisitazione del nostro stile di vita, essa non è un punto di arrivo ma un punto di partenza: essa richiede anche una visione politica, di contestazione della società dei consumi. Il recupero dell’idea dell’autotassazione come impegno personale, per chi ne ha le possibilità, ne recupera il vero senso come impegno politico. L’autotassazione non è un’elemosina. Siccome il problema riguarda tutte le Reti locali, la sede del dibattito è quella delle Reti locali.

• Sergio FERRERA: Ha cercato di capire chi fossero i poveri per Paul Gauthier. L’autotassazione non può che partire dal fatto di solidarizzare con i poveri. Questo “compartire” va accompagnato anche con un’idea di sobrietà di vita. Ciascuno dovrebbe trovare una propria coerenza.

• Olga TURCHETTO: E’ d’accordo con chi l’ha preceduta. Treviso è una Rete storica in cui gli anziani non possono che dare un contributo economico. Chi ha energie oltre a dare un contributo economico continua a fare molto altro.

• Carla GRANDI: Ci sono vari livelli e aspetti. Personalmente è convinta dell’autotassazione, perché è la cosa concreta che ci impedisce di parlare solo in teoria. A Trento, per anni, ci sono stati membri della RRR che non potevano versare, anche per lunghi periodi. L’autotassazione, per chi può farlo è impor-tante, perché aiuta a capire cos’è la restituzione. Oggi questo concetto inizia ad entrare anche in altri settori del volontariato. Se qualcuno non può versare tutti i mesi potrebbe lavorare perché questo concetto di restituzione vada avanti.

• Marco LACCHIN: Gran parte dei membri della RRR hanno un reddito fisso. Una delle ragioni per cui mancano i trentenni ed i quarantenni è che, con lavori precari, non è possibile impegnarsi ad un versa-mento periodico. L’alternativa alla tassazione è condizione di sopravvivenza per la RRR.

• Pierpaolo PERTINO: La questione degli impoverimenti che continuano: la necessità di lottare contro un modello rapace è ulteriormente urgente, perché le tecniche di sfruttamento si sono raffinate (vedi i cine-si). Quello su cui noi dovremmo concentrarci, è il valore della restituzione: l’autotassazione è uno strumento. La restituzione non la discute nessuno. Si era dato mandato alla Rete di Quiliano di portare esempi diversi di restituzione: lo faranno probabilmente a Pistoia. Il discorso dell’autotassazione mette in luce il sentire differente che c’è nella RRR, per condizioni oggettive. Chi ha un reddito costante può stanziare una somma periodica. Chi è nel mondo del lavoro oggi ha l’assoluta percezione di quanto ciò sia fittizio, per una marea di motivi. Il mondo si muove a grande velocità e il discorso di legare una restituzione solo al denaro, diventa pericoloso per la sopravvivenza della RRR. Andando avanti, i redditi dei membri della RRR non avranno prospettive di continuità. Non ha una visione pessimistica come Marco, ma il discorso è reale e va posto. Noi abbiamo rimandato certi problemi solo perché i buchi di bilancio sono stati coperti dai lasciti.

• Monica ARMETTA: Concorda che la restituzione sia un valore imprescindibile, ma i tempi sono cambia-ti rispetto a quando è nata la RRR. Se anni fa il divario tra paesi ricchi e poveri era molto netto, oggi non è più così. E’ vero che dobbiamo restituire, ma non solo denaro. Un modo per restituire è anche restituire dignità. E’ d’accordo sul fatto che l’impegno economico debba essere personale, che ciascuno prende, sulla base delle proprie possibilità reali. Se una persona non si sente in grado di autotassarsi, non per questo non può far parte della RRR. Se la nostra preoccupazione è quella di non riuscire a raccogliere ab-bastanza soldi per finanziare i progetti, dobbiamo chiederci se la RRR sia solo quello. Se la preoccupazione principale è, invece, curare la relazione, non dobbiamo più preoccuparci di non avere soldi per sostenere i progetti. Occorre trovare altri modi per far sopravvivere lo spirito della RRR. I giovani ci hanno chiesto se, per sentirsi della RRR dovessero comunque dare un contributo economico: la risposta è stata no.

• Franca Rosa BIANCHI: Si schiera con i cinquantenni. Fra gli impoveriti occorre mettere anche le gene-razioni successive alla nostra (anche per il nostro contributo). La restituzione non va messa in discussione, anche se è una delle tante cose all’interno della RRR. Non si tratta di dare una dimensione economica anche al tempo ma, per esempio, Serena ROMAGNOLI, con tutto il lavoro fatto sull’informazione, ha dato alla RRR ben più dell’autotassazione. Ha potuto, nel proprio lavoro, essere “contro” perché non si sentiva sola, perché aveva alle spalle un complesso di valori che le consentissero di non sentirsi pazza. E’ importante far sentire alle persone che fanno cose non convenzionali che non sono sole.

• Antonio VERMIGLI: Trattare l’autotassazione come una cosa a sé è errato. La RRR ha 3 momenti fondamentali: prendere coscienza dei meccanismi che determinano l’attuale condizione del mondo, fare controinformazione e, infine, fare autotassazione. Non si può considerare da sola l’autotassazione. Per esempio, tante persone hanno continuato a ricevere la rivista anche se non erano in grado di pagare l’abbonamento. Ha difficoltà a dire che oggi noi siamo più poveri. Quando il nostro PIL cresce ciò comporta l’impoverimento di alcune decine di milioni di persone nel mondo. Se ci sono giovani che non possono dare contributi, è già contento che siano presenti. Ai nostri poveri è, comunque, serio chiedere una corresponsabilità: ciò vale anche per i giovani, che non devono trovare tutta la pappa pronta. Non crede, infine, che i lasciti siano un problema. Il lascito lo fa una persona che ha camminato con noi e ci ha lasciato i propri soldi. Forse abbiamo sbagliato a mettere i lasciti a copertura delle operazioni ordinarie.

• Maria PICOTTI: Il discorso ha vari livelli. Non si deve contrapporre l’autotassazione alla restituzione. Non è corretto dire che non si è della RRR se non si versa. L’autotassazione è un gesto politico. Il discorso che poneva Pierpaolo non è da poco: ci sono anche gli altri. La domanda di Pier va colta nel senso che abbiamo messo in piedi progetti finanziabili per 3 anni, che durano da decenni. Tra l’altro noi non sappiamo come i nostri testimoni reagirebbero, se dicessimo loro che non ci sono più soldi. I soldi sono serviti anche per fare cose di grande promozione umana. D’altra parte, chi ha meno di 40 anni spesso non è nella condizione di avere quello che noi abbiamo avuto: a volte sopravvive anche con l’aiuto dei genitori. Non sappiamo da qui a 10 anni cosa succederà: forse, strada facendo, capiremo cosa fare. Non si deve voler concludere oggi il discorso, ma è necessario dare ascolto alla realtà che ci interroga.

• Lucia CAPRIGLIONE: Anche senza reddito, ha un piccolo ma costante impegno di tassazione. Mette, in-vece, in discussione la restituzione: forse sarebbe meglio finire di togliere ai poveri, ma è difficilissimo. Quanti dei nostri progetti riescono realmente ad emanciparsi? Va sempre peggio perché il sistema continua ad impoverire chi è già povero. Il tempo lo mettiamo già tutti; spesso non sappiamo andare alle cause. La restituzione non va messa in discussione, non perché la RRR potrebbe finire, ma perché nel sud del mondo va sempre peggio.

• Dino POLI: La questione è complicata. Non possiamo più usare la profezia di Gauthier o Masina. Quello che oggi ci manca sono profezie in cui possiamo riconoscerci. Il mondo è cambiato ad una velocità spa-ventosa. L’unica possibilità oggi è quella di mantenere le nostre piccole posizioni, per evitare di fare errori gravi.

• Beniamino FAVARO: Ha apprezzato il dibattito. Non si può isolare l’aspetto autotassazione da altri capisaldi fondamentali della RRR. Ha aderito alla RRR per prendere coscienza, per dar voce e dare dignità e anche per l’autotassazione. Benché questo non sia un elemento dirimente per l’appartenenza alla RRR. Spesso le persone, quando cessano di versare se ne vanno. Il rapporto con le comunità del sud del modo cessa quando si cessa un progetto. Anche l’autotassazione fa parte dell’insieme. Non possiamo fare a meno di decidere queste cose senza la relazione con “loro”. Proseguiamo camminando senza avere paura. Speriamo che ci siano altre persone giovani che si aggancino.

• Monica ARMETTA: La Rete di Torino, con il GAPA, ha affrontato il tema dell’interruzione del contri-buto e loro, essendosi evoluti, hanno detto di essere in grado di andare avanti con le proprie gambe. La relazione è restata e si è approfondita. Attualmente si sta pensando ad un progetto che la Rete di Torino ed il GAPA potrebbe fare a sostegno di un’altra realtà.

• Sergio FERRERA: La RRR si può definire come un’ispirazione, di cui ognuno coglie solo frammenti. Lucia ha, poi, dato una pista molto pratica dicendo che sarebbe meglio finire di rubare. Per esempio: è così giusto fare certi viaggi?

• Beppe GHILARDI: Noi siamo disposti a dare un tempo di chiusura ai nostri progetti, per mettere in campo energie per altre cose?

• Fulvio GARDUMI: Questo ricco dibattito ha avuto il pregio di elevare la discussione dal fatto dell’autotassazione all’identità della RRR oggi. Apprezza quello che ha detto Dino: siamo in tempi di cambiamenti talmente veloci che, in mancanza di nuovi profeti, è meglio mantenere la posizione per non fare danni. Tutte le cose che abbiamo fatto e detto finora devono essere rivalutate in una chiave nuova. Siamo di fronte a nuove forze al governo, non solo in Italia, che stanno destrutturando il nostro modello di civiltà E’ su questo che dovremmo riflettere. Gli piacerebbe che i prossimi seminari invitassero esperti di comunicazione, per aiutarci su questo fronte.
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8. Seminari

• Gianni PETTENELLA: Cita un filmato in cui il regista PIF polemizza con SALVINI e proietta il fimato per evidenziare l’importanza di dedicare il Seminario alla comunicazione.

• Pierpaolo PERTINO: E’ vicino alla posizione di Lucia sul fatto che la comunicazione più importante è la testimonianza. Negli ultimi periodi è stato colpito dal fatto che chi ha preparato la strada sui social a TRUMP (BANNON) sta facendo un tour in Europa e ha incontrato sia SALVINI che ORBAN.
Bannon ha rivelato che con relativamente pochi soldi è possibile orientare l’opinione pubblica europea: così è stato per la Brexit, che conviene certamente agli USA e danneggia l’Europa. Oggi BANNON sta facendo la stessa cosa con SALVINI e ORBAN. Il problema è che noi siamo rimasti all’età della pietra: avere una percezione un po’ più chiara di come si creano le opinioni è importante. Inoltre, oggi, noi dobbiamo puntare sulla resilienza: tenere duro finché è possibile per far rifiorire certi valori.

• Francesco FASSANELLI: Vorrebbe che nei prossimi seminari venisse affrontato il tema delle spese militari fatte in Italia. Quasi nessuno ha osservato che tutte le riforme del Governo avrebbero potuto essere finanziate tagliando le spese militari.

• Marco LACCHIN: Il tema delle armi è certamente fondamentale, ma non per un Seminario che si rivolge all’interno della RRR. Meglio il tema della comunicazione, purché non limitato a internet.

• Angelo CIPRARI: Già due convegni fa, Astrid PANNULLO ci aveva posto il problema delle nostre modalità di comunicazione. Un numero elevatissimo delle persone che è venuto al Convegno del 2016 non è venuto a quello del 2018, per cui rischiamo di perdere tutta una serie di persone, per mancanza di comunicazione. Noi continuiamo a usare le mail in modo inadeguato. Dobbiamo cercare forme differenti di comunicazione.

• Antonio VERMIGLI: E’ favorevole ad un seminario su informazione formazione e comunicazione.

• Paolo GUGLIELMINETTI: C’è la necessità di coinvolgere le reti locali. Il coordinamento è davvero l’espressione delle Reto locali? Anche sul tema del seminario è necessario interpellarle.

• Maria PICOTTI: tantissimi anni fa ci siamo trovati a Fiesole per un seminario, al quale era stato invitato come esperto Giulietto CHIESA. Qui, per la prima volta, ha assistito ad un collegamento con il Brasile. Formarsi sulla comunicazione è fondamentale.

• Franca Rosa BIANCHI: Anni fa, ha partecipato ad un incontro a Firenze, sulla informazione, organizzato dalla RRR.

• Fulvio GARDUMI: Il tema è complesso. Nei primi tempi della RRR si mandavano cartoline ai dittatori, perché essi si vergognavano di essere dittatori. Oggi si vantano di esserlo e di calpestare i diritti umani. Oggi non è più tanto importante cosa consumiamo ma cosa scriviamo e cosa cerchiamo su internet, perché tutto quello che facciamo in rete è schedato a livello internazionale.
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SABATO 29 SETTEMBRE – SERA

9. Atti del Convegno.

• Antonio VERMIGLI ha portato numerose copie dell’ultimo numero della rivista In Dialogo, che contiene gli atti del convegno. In parte sono prenotate, in parte sono a disposizione, a pagamento.
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10. Adeguamento della Rete alla nuova disciplina del terzo settore.

• Fulvio GARDUMI: Propone la nomina di una commissione che interpelli qualche esperto che ci dica quali siano gli adempimenti minimi, per adeguarci ed evitare conseguenze, in attesa delle nuove modifiche alla normativa sul Terzo Settore che, probabilmente, saranno introdotte dal nuovo Governo

• Maria PICOTTI: propone di chiedere alle MAG di Verona, anche se si tratta di un’iniziativa costosa.

• Pierpaolo PERTINO: Se chiediamo un parere tecnico, la decisione rischia di essere obbligata. Sarebbe il caso di verificare anche possibili forme di disobbedienza.

• Fulvio GARDUMI: Precisa che ci potrebbero essere varie alternative per rispettare le condizioni minimali di legalità.

• Pierpaolo PERTINO: Vorrebbe un quadro che contempli anche le possibili forme di disobbedienza, ana-lizzando le possibili conseguenze. Un commercialista non si pone in questa prospettiva.

• Si resta in attesa delle possibili adesioni di membri della RRR alla commissione
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11. Proposta di nuovo progetto relativo a incontri nelle scuole per la composizione del conflitto.

• Franca Rosa BIANCHI: La Rete di Viareggio pensava di chiudere il progetto in atto nelle scuole, sulla gestione del conflitto, ma nell’ultima riunione si è pensato di avere per le mani qualcosa di valido, per cui sarebbe un peccato farlo cadere. Inoltre, questo metodo potrebbe essere usato per un seminario. Il tema sarà approfondito dalla Rete locale e al prossimo coordinamento sarà presentato un nuovo progetto.
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12. Proposta di nuovo progetto in Perù.

• Sergio FERRERA: Da diversi anni ha una compagna peruviana, con cui è andato in Perù nel 2014. Le sorelle della sua compagna hanno segnalato che in una zona di alta montagna del Perù ci sono molti bambini che non hanno scarpe ed hanno avviato un progetto per raccogliere e spedire calzature. Avendo trovato una bambina con un piede deforme, a cui non era possibile trovare le scarpe, hanno, quindi rintracciato, tramite Mauro GENTILINI un prete (Don Gaspare MARGOTTINI) che operava nella zona, già conosciuto dalla RRR, per chiedergli aiuto. La bambina, purtroppo, non è mai più stata trovata
E’ nato, però, un rapporto con questo prete, che segue alcuni progetti, anche della diocesi di Roma.

• Sergio FERRERA distribuisce una scheda sulle attività di questo prete romano, che si allega al verbale. Attualmente, la Rete di Genova sta sostenendo un progetto di finanziamento dei pasti dei bambini che frequentano una scuola, per un costo di circa €. 2.000 annui. Nel gruppo di Genova ci sono alcune persone che si sono fatte carico di versare a sostegno del progetto. Ciò ha consentito di coinvolgere anche alcune persone nuove.

• Sergio FERRERA: Chiede di verificare se il progetto rientri nei criteri della RRR. L’idea è quella di far entrare il progetto tra quelli della RRR, versando il denaro raccolto a Genova alla tesoreria nazionale. Mostra un video di presentazione sia di un progetto gemello vicino a Lima sia del progetto che ci interessa che si trova a Huancayo
In Perù hanno conosciuto anche i collaboratori peruviani del progetto. Si propongono di migliorare la relazione con i referenti locali.

• Angelo CIPRARI: Don Gaspare MARGOTTINI è di un piccolo paese alle porte di Roma; è un prete avanzatissimo. Come Rete di Roma lo incontravano ogni volta che veniva in Italia. Il progetto della Rete di Roma è finito, ma un aiuto continuava ad essere offerto dall’Associazione Fausto Vicarelli (presidente Mauro GENTILINI). Dopo 30 anni dalla morte di Fausto Vicarelli, l’associazione è però stata chiusa.

• Sergio FERRERA: La Rete di Genova ha cercato di coinvolgere nel progetto anche le sorelle della sua compagna, che abitano in quel luogo. La richiesta è di assorbire il progetto all’interno della RRR, senza ulteriore finanziamento da parte della Rete nazionale. L’aspetto qualificante è costituito dalla relazione creata con le persone del luogo.

• Simona MOZZATI: chiede se il progetto sarà finanziato dalla Rete di Genova anche dopo il primo anno.

• Sergio FERRERA: Conferma che l’intenzione sarebbe quella di coprire le spese anche per gli anni successivi. Precisa che quest’anno la Rete di Genova non ha versato alla Rete nazionale. L’obbiettivo sarebbe quello di raccogliere più di €. 2.000, in modo che nelle casse della RRR entri di più. Da gennaio la Rete di Genova verserà quanto raccolto nella cassa nazionale.

• Monica ARMETTA: propone di approvare il progetto per un anno, per poi, rivalutarlo.

• Pierpaolo PERTINO: il valore del progetto sta, prima di tutto, nel fatto che si sta muovendo qualcosa su Genova, per cui il progetto va approvato a prescindere dalla totale copertura da parte della Rete di Genova.

• Paolo GUGLIELMINETTI: Pensa che intanto si è mosso qualcosa a Genova su un progetto nato in loco, che merita di essere sostenuto.

• Antonio VERMIGLI: Il fatto che nel progetto ci siano anche persone che la pensano diversamente da noi è positivo.

• Marco LACCHIN: I requisiti dei progetti della RRR ci sono. Il pericolo da evitare è quello che le persone nuove coinvolte restino legate al singolo progetto e non alla RRR.

• Carla GRANDI: il progetto piace anche perché mira a sviluppare la dignità delle persone.

• Angelo CIPRARI: la garanzia maggiore del progetto è Don Gaspare MARGOTTINI.

Il coordinamento approva il progetto per un anno, con necessità di successiva verifica per rinnovo.
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13. Marcia di QUARRATA.

• Maria Cristina ANGELETTI: Riferisce dello svolgimento della Marcia di Quarrata, anche con il corredo di alcuni video (testo allegato al verbale).
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DOMENICA 30 SETTEMBRE

14. Rinnovo progetti in scadenza.
• Maria Angela ABBADESSA: Dà lettura dell’elenco dei progetti in scadenza elaborato da Maria Rita VELLA e già fatto circolare in rete. Chiede al coordinamento di verificare se le scadenze indicate siano corrette

• Marianita DE AMBROGIO: La figlia di Serena ROMAGNOLI ha detto che sarà preparata una scheda aggiornata del progetto SEM TERRA, in scadenza.

• Beppe GHILARDI: Riferisce di avere mandato una mail alla segreteria. Sulla revisione da apporre al pro-getto Ali Causai: sarebbe pronto a discuterne subito. Si decide di affrontare il tema nel prossimo coordinamento.

• Marco LACCHIN: per il progetto di assistenza sanitaria a Cochabamba (Bolivia), chiederà un aggiornamento alla referente locale e sarà pronto a discuterlo per il prossimo coordinamento.

• Paolo GUGLIELMINETTI: si potrà parlare del progetto di produzione di sapone in Brasile al prossimo coordinamento.

• Piergiorgio TODESCHINI: per il progetto Mapuche, dopo la permanenza in Italia, José NAIN è stato a lungo in ospedale e tuttora non ha terminato le cure (forse le finirà in settimana). Piergiorgio ha già chiesto la relazione conclusiva sul progetto nocciole (terminato) e la presentazione della proposta di nuovo progetto. Chiede di poterne parlare a Pistoia.

• Beniamino FAVARO: per il progetto in Repubblica Democratica del Congo, chiede che sia affrontato a Pistoia, perché al momento non hanno novità sulla scuola di Lualaba. Le ultime notizie di alcuni mesi confermano che ci sono i muri della scuola ma non il tetto. Le principali difficoltà del progetto sono lega-te alla relazione, perché a Lualaba non c’è internet e non si riesce a comunicare neppure dal Congo. Non si deve abbandonare il progetto, perché la situazione del Congo è drammatica, in quanto la guerra non è finita e ha già provocato circa 10 milioni di morti. Padre Richard KITENGIE è in Italia e mercoledì ha partecipato ad un incontro pubblico a Mogliano Veneto: la sala era piena. Dal 2019 dovremo stabilire gli importi da versare, secondo le richieste che ci perverranno: l’operazione da straordinaria è già stata tra-sformata in ordinaria l’anno scorso.

• Paolo GUGLIELMINETTI: Sarebbe necessario avere il prospetto di tutti i progetti da rinnovare, per pro-nunciarsi unitamente su tutti i rinnovi.

• Pierpaolo PERTINO: Si tratta di un criterio già adottato dalla passata segreteria. Probabilmente a Pistoia, Marta BERGAMIN potrà fornirci il quadro della situazione finanziaria; anche perché ci sono tutta una se-rie di progetti nuovi in sospeso. Bisognerà anche trovare una modalità “leggera” per discuterli. Tutte le informazioni dovranno essere inviate per tempo.

• Olga TURCHETTO: L’operazione Ecuador – Donne capo famiglia si chiude con il 2019, perché la referente tornerà in Italia.

• Piergiorgio TODESCHINI: C’è l’intenzione di ridurre la cifra del progetto Mapuche, perché si è arrivati alla cifra di €. 10.600 per una seria di “pasticci” nei versamenti. Con i Mapuche è già stata concordata la riduzione progressiva degli importi.

• Gianni PETTENELLA: Troppe volte non ci impegniamo sul fatto che i nostri progetti sono a scadenza ed abituiamo la nostra rete locale ed i referenti ad una continuità che andrebbe, invece, ridiscussa ogni volta. Tra l’altro dovremmo tornare su progetti piccoli, con pochi soldi e a termine.

• La segreteria: Comunica che Fernanda BREDARIOL ha puntualizzato che l’operazione “Seminando l’amore come il mais” era stata ridotta nell’importo a 9.000 dollari (8.200 €.).

La segreteria invierà una mail, con il prospetto dei progetti in rinnovo e l’invito a tutte le Reti locali interessate ad inviare, entro 15 giorni dal prossimo coordinamento, una relazione sui loro progetti in scadenza
• Maria Angela ABBADESSA: Il progetto Clara Mattei (vitalizio a Fernando DE BRITO) è al momento senza Rete referente.

• Beppe GHILARDI: Ha tentato di contattare Fernando DE BRITO in relazione al progetto a suo favore ma, dopo una prima risposta, non ha avuto più riscontro.

• Antonio VERMIGLI: Ricorda la vicenda di Fernando DE BRITO, frate domenicano incarcerato con Frei Betto ed altri due confratelli, dal 1969 al 1973, dalla dittatura brasiliana. Molti anni fa venne come testimone ad un convegno a Rimini. A fine ottobre verrà in Italia Frei Betto e ci aggiornerà sulla situazione di DE BRITO, che sta seguendo ancora una terapia psicologica a causa delle torture subite.

• Angelo CIPRARI: Al coordinamento di Roma si era detto che questa non era un’operazione ma un vitalizio per DE BRITO. Si era anche detto che il referente sarebbe stato il coordinamento, in attesa di trovare una Rete locale che tenesse i rapporti personali con lui.

• Gianni PETTENELLA: Dobbiamo ricordarci che noi aiutiamo anche persone vittima di tortura, per esser-si opposti a dittature: è importante. In ogni caso, €. 3.000 non sono un vitalizio, è solo una cosa simbolica. E’ sbagliato che un sacco di persone abbiano come unico referente Antonio VERMIGLI. Oggi poi veniamo spesso in contatto con persone che sono state vittime di tortura. E’ importante che le Reti locali trovino un referente con cui entrare in contatto. Nessun problema per il vitalizio a DE BRITO, ma non è questa l’ottica per la Rete di domani.

• Angelo CIPRARI: Avrebbe anche seguito il progetto ma, non parlando portoghese, non è in grado di tenere i contatti.

• Paolo GUGLIELMINETTI: Il vero discorso è che il rapporto dovrebbe essere gestito dalla RRR. Quando, però, Beppe GHILARDI ha scritto a DE BRITO, vi è stata una prima risposta, ma non si è creata una relazione. Prendiamo atto che, al momento, il rapporto con DE BRITO avviene tramite Antonio VERMIGLI.

• Angelo CIPRARI: Forse il rapporto non dovrebbe essere che DE BRITO ci risponda ma, semplicemente, che noi manifestiamo vicinanza a lui.

Il coordinamento dispone la conferma del progetto agli stessi importi. La Rete di Casale si farà carico di tenere i contatti. Occorrerà controllare che il 2018 si stato versato.

• Maria Angela ABBADESSA: Maria Rita VELLA presenterà le proposte di variazione del progetto Eduposan (Argentina) al prossimo coordinamento di Pistoia.

• Antonio CIPRARI: La rete di Quarrata aggiornerà il coordinamento sul progetto in Armenia a Pistoia. Il materiale è già stato inviato via e-mail.

• Lucia CAPRIGLIONE: Riferisce del progetto “Case Verdi” (Gaza). Ci sono molte perplessità sul fatto di continuare il progetto. Il PCOA era gestito da due fratelli che si sono divisi: uno dei due non è affidabile. Il progetto sarebbe ancora utile, ma i fruitori non sono motivati, si affidano all’assistenzialismo e non riescono a puntare all’autonomia. Simone PELLEGRINI di Savona andrà a Gaza: verrà al coordinamento di Pistoia per parlarne. Si vorrebbero fare alcuni passi indietro: con i 2.000 €. accantonati, finanziare un viaggio di giovani a Gaza, per valutare cosa possa nascere. In questo momento il PCOA chiede a noi una proposta su cosa fare, il che non è in linea con i parametri della RRR. Al momento il progetto è solo di formazione e conoscenza. Per intanto non si porteranno soldi a Gaza, perché sarebbe assurdo farlo.

• Angelo CIPRARI: 10 anni fa il progetto “case verdi” era operativo e gestito dalla Rete di Roma. Riguardava la costruzione di orti di guerra sui tetti delle case. Agnese MANCA amava il popolo palestinese ma, ciò nonostante, si rese conto che il progetto non funzionava più e passò il progetto a Salerno. Il dubbio è che il denaro non vada a favore della popolazione. Noi abbiamo sempre grande difficoltà a prendere decisioni. Dobbiamo dare la possibilità ai giovani di andare in Palestina, finanziando i loro viaggi.

• Sergio FERRERA: Occorre meno enfasi in questo discorso sui giovani. Occorre che il viaggio sia preparato. Le cose si possono fare con calma e i famosi 2.000 €. possono essere usati anche il prossimo anno.

Il coordinamento decide di tenere in sospeso il progetto, tenendo accantonati i 2.000 €. per il viaggio. Si resta in attesa di nuove proposte dopo il viaggio a Gaza.
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15. Proposta di nuova operazione a sostegno dei richiedenti asilo a Bolzano.

• Eliana MURARO, di Bolzano, espone la proposta di progetto “Binario 1”, sulla base di un documento scritto che viene allegato al verbale. Si tratta di un progetto di “terza accoglienza”.

• Kathrin OBERRAUCH, volontaria del progetto, aggiunge alcune ulteriori informazioni.

• Pierpaolo PERTINO: Chiede se vi siano dei mediatori culturali coinvolti nel progetto.

• Kathrin OBERRAUCH: Ci sono mediatori culturali, in parte volontari, in parte retribuiti.

• Gabriella GIOMETTI: Chiede se le persone ospitate possono lavorare.

• Kathrin OBERRAUCH: I richiedenti asilo possono lavorare e alcuni hanno effettivamente trovato lavoro.

• Eliana MURARO: A ottobre partirà un altro progetto, in cui saranno invitati i potenziali datori di lavoro, per spiegare loro con quali modalità possono assumere i richiedenti asilo ed avvicinare le due parti.

• Sergio FERRERA: Chiede se sono in contatto con associazioni che fanno lo stesso lavoro a Genova e cosa suggeriscono di fare ad una persona di un’altra città per partire su un progetto simile

• Eliana MURARO: Ci sono molti contatti, soprattutto con le città di confine, non sa se a Genova. Il suggerimento, per chi voglia entrare in queste realtà, è che occorre un minimo di informazione e di ascolto, per capire i bisogni delle persone. E’ meglio offrirsi come volontario ad un’associazione già esistente: c’è sempre bisogno di persone disponibili a donarsi.

• Kathrin OBERRAUCH: Bisogna anche fare attenzione a non sovrapporre i nostri desideri ai loro ed in-formarsi sulla parte legale.

• Gianni PETTENELLA: Come Rete di Verona, sono molto interessati. I confini per gli stranieri sono del tutto arbitrari. La Rete di Verona sta da mesi rimuginando di prendere in comodato un appartamento per ospitare richiedenti asilo.

• Marco LACCHIN: Chiede come sono gestiti i rapporti con la Prefettura.

• Kathrin OBERRAUCH: Si è cercato di entrare in dialogo con gli enti pubblici. Le persone vulnerabili che avrebbero diritto ad un posto, vengono accolte solo dietro richiesta scritta dei Servizi Sociali. Nel momento in cui l’associazione ha assunto alcune iniziative, esse sono state spesso “copiate” dal pubblico

• Maria PICOTTI: A Verona, presso i Comboniani, il 20 ottobre si svolgerà l’iniziativa “Welcoming com-munities”. E’ un’iniziativa a livello nazionale, che ha l’obbiettivo di mettere in rete esperienze “attraverso e oltre il sistema”. Viene chiesta anche l’adesione della RRR.

• Fulvio GARDUMI: Chiede a Kathrin e a Eliana se vi sia una richiesta concreta di una somma di denaro, in relazione ad un progetto specifico. Abbiamo bisogno di cifre su cui poter ragionare.

• Eliana MURARO: Di soldi c’è sempre bisogno. Al momento non c’è un progetto con una cifra specifica.

• Kathrin OBERRAUCH: la Chiesa Evangelica Luterana tedesca copre il 50% dei costi. E’ necessario finanziare la parte restante.

Il coordinamento decide di avviare i contatti per sviluppare una possibile proposta di progetto. Le Reti di Trento e Verona si occuperanno di tenere i contatti.

• Sergio FERRERA: Sarebbe interessante che chi tiene i contatti facesse con loro una parte del percorso.

• Kathrin OBERRAUCH: Anche un piccolo contributo sarebbe gradito.

• Gianni PETTENELLA: le Reti di Trento e Verona si propongono di avere contatti per capire come aiutare insieme i migranti. Al momento non si parla di soldi perché non c’è un progetto definito. Può essere che tale progetto nasca dalla collaborazione.
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16. Commissione giovani.

• Simona MOZZATI: si è cercato di trovare 2-3 criteri per iniziare a lavorare sul viaggio dei ragazzi:
1. (da discutere) deve trattarsi di studenti o persone a basso reddito;
2. È necessaria una adeguata formazione, prima della partenza, ad opera della Rete locale referente dell’operazione;
3. Al ritorno, vi deve essere l’impegno a dare una relazione del lavoro fatto e mantenere i rapporti con l’operazione.
Ha qualche perplessità sul primo criterio, per cui chiede l’opinione del coordinamento.

• Maria PICOTTI: Toglierebbe il criterio, puntando su interesse e fascia di età (18 – 30 o 35 anni).

• Francesco FASSANELLI: D’accordo sull’età. Dovrebbe trattarsi di persone che già hanno un rapporto con la RRR.

• Simona MOZZATI: non è d’accordo sulla necessità di una precedente relazione con la RRR.

• Marco LACCHIN: E’ preferibile che non si tratti di ragazzi già vicini alla RRR, ma che la formazione preveda un approfondimento sulla RRR. Visto che eroghiamo del denaro, è importante anche la questione del reddito. Se un ragazzo è ricco, può fare il viaggio, ma lo pagherà interamente

• Paolo GUGLIELMINETTI: Insisterebbe sulla necessità della formazione anche di persone non vicine alla RRR. Importante anche una qualche conoscenza della lingua. Sul reddito, il discorso dovrebbe essere fatto alla singola persona, tenendo conto delle condizioni economiche della famiglia

• Monica ARMETTA: Lo scopo della commissione è proprio questo. Il contesto linguistico va valutato caso per caso, tenendo conto anche delle lingue eventualmente conosciute presso il progetto. Invita tutte le Reti a prendere contatti con le realtà giovanili conosciute, per individuare candidati. Bisogna far conoscere la possibilità di fare un’esperienza di questo tipo. Segnala che Matteo, un ragazzo che si è avvicinato alla RRR attraverso la mostra sui migranti, ha chiesto di poter entrare nella Rete di Torino. Da lì è partito il suggerimento di pensare ad una realtà più giovane ed alcuni hanno partecipato al Seminario Giovani. Si stanno avvicinando ad iniziative sul territorio e si stanno incontrando. Hanno bisogno di fare iniziative concrete. La proposta di Lucia CAPRIGLIONE di permettere ai ragazzi di muoversi all’interno delle Reti locali sarebbe utile. Le piacerebbe, infine, far partire il progetto di Riace con i ragazzi. Altra idea era riprendere i contatti con Don Rito ALVAREZ, nell’ambito della commissione giovani. L’invito a tutte le reti è, comunque, quello di prendere contatto con tutti gli ambienti giovanili conosciuti, segnalando esigenze ed iniziative.

• Lucia CAPRIGLIONE: la valutazione della situazione economica è comunque anche uno strumento formativo, per trasmettere valori di solidarietà. La commissione dovrà comunque avere una certa elasticità nella gestione del danaro, perché non è possibile prendere le decisioni solo al coordinamento, altrimenti i tempi si allungherebbero troppo

• Sergio FERRERA: Vede un rischio. L’idea del viaggio non dovrebbe essere indotta nel ragazzo ma es-sere frutto di un suo desiderio. La commissione dovrà prestare attenzione a non proiettare sui giovani le proprie aspettative

• Beniamino FAVARO: Non dobbiamo formalizzarci troppo sui criteri. Se la prima cosa è di rivolgersi a giovani che vogliono fare un’esperienza, occorre fissare un criterio aperto. Il criterio economico diventa relativo: non dobbiamo escludere dal viaggio chi ha la possibilità di pagarselo. Un minimo di preparazione va fatta, ma deve essere essenziale.

• Marianita DE AMBROGIO: Invita a riflettere sulle destinazioni del viaggio. Ha molte perplessità su Gaza, perché non abbiamo dei referenti sicuri. Inoltre non è affatto facile entrare a Gaza. Molto più fattibile un viaggio a Betlemme, dove ci sono referenti che potrebbero lavorare con i ragazzi: Mazim Qumsieh ad esempio organizza seminari e laboratori. Proprio per evitare ai ragazzi di trovarsi in situazioni difficili, la formazione deve essere molto accurata.

• Olga TURCHETTO: non dobbiamo accogliere solo studenti.

• Angelo CIPRARI: Già nei precedenti coordinamenti abbiamo detto che i viaggi devono essere quelli possibili ed accettabili. Le ipotesi erano quelle di progetti in atto da tempo con cui ci sono legami forti. Chi si avvicina alla RRR ha già una certa sensibilità, per cui chi vuole fare semplicemente un viaggio ci va da solo, senza bisogno di chiedere a noi. Per Gaza, forse qualcuno di noi potrebbe prendere in considerazione di andarci con Patrizia CECCONI.

• Lucia CAPRIGLIONE: Gaza è stata una richiesta specifica di un ragazzo. Non è sicuramente una cosa che si realizzerà nel giro di pochi mesi, perché è necessaria una formazione accurata e bisogna risolvere il problema dell’ingresso. Non è giusto mettere da parte Gaza solo perché è difficile. Purtroppo nessuno di Salerno è in grado di andare a Gaza.

• Antonio VERMIGLI: Guai mandare qualcuno da solo, minimo sempre due. Vorrebbe entrare nella commissione giovani. Viste le difficoltà locali di alcuni progetti, la formazione è indispensabile e imposta dal senso di responsabilità.

• Monica ARMETTA: E’ importante individuare dei formatori per ciascuno dei progetti. Serve che nella RRR ci siano persone disposte a seguire i ragazzi. E’, poi, importante che chi faccia esperienza di questo tipo (anche se non fa parte della RRR) poi porti una testimonianza della propria esperienza.

• Marco LACCHIN: Utile inserire uno spazio sul sito per i racconti di viaggio.

• Maria PICOTTI: A Verona c’è l’Agenzia Viaggi Responsabili per l’organizzazione dei viaggi. Un altro Paese dove mandare i ragazzi potrebbe essere il Guatemala, dove esiste una cooperativa che può gestire la logistica, in contatto con la RRR.

• Piergiorgio TODESCHINI: La Rete di Brescia ha una lunga storia di rapporti con l’Associazione APASCI che ha un progetto in atto con Padre Clemente per il Guatemala, per cui si candida per collaborare con Verona.

Il Coordinamento invita tutte le Reti a segnalare i giovani interessati, mentre la commissione approfondirà il tema e predisporrà un documento per il prossimo coordinamento. La commissione ha autonomia di spesa dei 2.000 €. stanziati, con impegno di riferirne al coordinamento.

• Angelo CIPRARI: i 2.000 €. erano stati stanziati per Gaza. Altre operazioni sono state ridotte con stanziamento di fondi per i viaggi giovani. In tutto sono 5.000 €.

• Pierpaolo PERTINO: Gli ulteriori 3.000 €. erano stati stanziati per far circolare i giovani solo nel progetto Baroni. Occorre informare la Rete di Udine di questa decisione.

• Piergiorgio TODESCHINI: Parliamo sempre di alternative rispetto al finanziamento “secco” del progetto. Per i Mapuche del Cile, il fatto che giovani vadano da loro è estremamente importante. Probabilmente la prossima diminuzione degli importi del progetto potrebbe andare a finanziare le visite.

• Marco LACCHIN: Occorre svincolare i soldi e metterli a disposizione della Commissione, altrimenti non saranno mai usati

• Lucia CAPRIGLIONE: d’accordo con Marco LACCHIN. Anche per i soldi destinati al viaggio a Gaza.

• Antonio VERMIGLI: L’anno scorso c’è stata una relazione meravigliosa di una ragazza che è stata in Brasile.

• Angelo CIPRARI: Questo coordinamento può decidere di svincolare i 2.000 di Gaza ed i 3.000 del pro-getto Baroni, per renderli subito utilizzabili in base alle decisioni prese dalla Commissione Giovani.

• Lia RONTANI: Non era presente ai coordinamenti precedenti e non ne è informata. Sarebbe d’accordo a svincolare i fondi del Progetto Baroni, ma deve sentire la Rete locale.

• Monica ARMETTA: Il criterio all’epoca era quello di ridurre i progetti. Si era però deciso che qualche progetto venisse ridotto vincolando il risparmio ai viaggi dei giovani in genere.

• Fulvio GARDUMI: Se Lucia CAPRIGLIONE dice di svincolare i 2.000 di Gaza, per il momento la Commissione può usare quei soldi. Decideremo al prossimo coordinamento per gli altri 3.000.

• Pierpaolo PERTINO: All’epoca Toni PERATONER aveva proposto che Baroni diventasse un formatore di giovani.

• Piergiorgio TODESCHINI: Se la Commissione è autonoma, una volta che nel coordinamento si decide qual è il fondo cassa disponibile, sarà la Commissione a valutare le ragioni per cui i soldi erano stati stanziati.

• Franca Rosa BIANCHI: Il denaro non è tolto a Udine o Salerno ma viene messo in comune.

Il coordinamento decide di sbloccare i 2.000 €. stanziati per Gaza. La commissione prenderà contatto con la Rete di Udine
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14. Convegno su Ettore Masina.

– Angelo CIPRARI: Il venerdì precedente il coordinamento di Roma, si farà presso l’Università di Roma 3, il convegno organizzato da Matteo MENNINI. Gli è già stata data una piccola cifra, ma occorre stanziare una cifra aggiuntiva di 500 €.

• Pierpaolo PERTINO: Distribuisce i fogli sul progetto concordato da MENNINI con l’Università (vengono allegati al verbale). Dobbiamo saper dire a MENNINI se la RRR può stanziare 1.000 €. Ercole ONGARO tratterà un argomento. Un’altra parte dovrebbe essere affidata ad un altro relatore della RRR (sull’attività parlamentare di Masina). Quella sarà anche l’occasione per presentare l’archivio su Ettore MASINA, presso la Fondazione Basso.

• Antonio VERMIGLI: Per la relazione, bisognerebbe contattare Giancarla CODRIGNANI, che è stata in Parlamento con MASINA. In alternativa Raniero LA VALLE.

• Beniamino FAVARO: Chiede se sia possibile far posticipare l’orario di inizio del convegno per consentire di arrivare in tempo a chi proviene dal nord.

• Angelo CIPRARI: è stato stabilito di fare il convegno il giorno prima del coordinamento, per usufruire dell’ospitalità delle suore dove si tiene il coordinamento.

Il coordinamento decide di stanziare 1.000 €.
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15. Frei Betto.

– Fulvio GARDUMI: Frei Betto ha già un calendario sino al 1° novembre. Riparte il 2 novembre, per cui sarebbe possibile organizzare un incontro a Milano o a Saronno il 2 novembre.

– Antonio VERMIGLI: A Milano c’è la possibilità di trovare una sala per fare un incontro da mezzogiorno sino alla 17.00 – 17.30. E’ in attesa di risposta. La cosa è importante perché il 28 ottobre ci sono le elezioni in Brasile. Tra l’altro Frei Betto ha creato con altri in Brasile un’associazione che lavora proprio sul fronte della formazione politica dei giovani.

– Fulvio GARDUMI: E’ opportuno farlo apparire come un incontro promosso dalla RRR.
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15. Varie ed eventuali.

– Maria PICOTTI: chiede se la RRR vuole mandare la propria adesione alla manifestazione “Welcoming communities”, anche con proposte operative.
Riferisce, inoltre, della RI-MAFLOW, fabbrica del Milanese in crisi, che si occupa di riciclo, rilevata dai lavoratori che hanno costituito una cooperativa per evitarne la chiusura: non è ancora stato portato a termine tutto il processo per legalizzare la cosa. Per questa ragione, il presidente è stato arrestato con accusa pesantissime (traffico illecito di rifiuti ed altro). Hanno lanciato un appello per la scarcerazione e chiedono la nostra adesione.

• Lucia CAPRIGLIONE: La Rete di Salerno ha già firmato l’appello. Tra l’altro, avrebbero bisogno anche di finanziamenti.

Il coordinamento decide di dare adesione alla manifestazione “Welcoming communities” ed alle iniziative in favore della RI-MAFLOW

• Fulvio GARDUMI: Ieri si era proposto di creare una commissione per valutare i requisiti minimi per adeguarci alla legge del Terzo settore. La Segreteria se ne occuperà, ma chiunque conosca un esperto è pregato di interpellarlo.

• Marco ZAMBERLAN: Comunica che per le informazioni da mettere sul sito, occorre scrivere a Gigi BOLOGNINI (magari chiamandolo prima)

• Monica ARMETTA: Rispetto al discorso del terzo settore, si potrebbe interpellare anche Gherardo CO-LOMBO.

Lo sentirà Antonio Vermigli, su quesito predisposto dalla segreteria

• Pierpaolo PERTINO: Matteo MENNINI ha informato che posticiperà alle 11.00 l’orario di inizio del Convegno su Ettore MASINA.

• Pierpaolo PERTINO: Dà lettura del documento predisposto dai Comboniani sul Decreto Salvini
• Piergiorgio TODESCHINI: Sergio ESCUDERO, che per anni ha curato il banchetto dei libri ai Convegni nazionali, è molto malato (polmonite). Avrà bisogno di assistenza respiratoria su 24 ore. Gradirebbe sentire la vicinanza della RRR

• Antonio VERMIGLI: dal 13 al 16 dicembre, al Monastero del Bene Comune (Sezano – Verona) si terrà il convegno “Bisogni di una nuova umanità”, sulla scia della campagna “Dichiariamo illegale la povertà”

• Dino POLI: a fine ottobre sarà ospite a Verona padre Clemente (referente del progetto RRR in Guatemala) in Italia per partecipare alla santificazione di Oscar Romero
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SINTESI DELLE DECISIONI ASSUNTE DAL COORDINAMENTO

1. Adesione alla Marcia Perugia – Assisi con invito alla Reti locali a partecipare anche, eventualmente, portando uno striscione della RRR.
2. Solidarietà con Riace: Si decide di provvedere subito al versamento di 1.000,00 € sul conto dedicato aperto dalla Rete dei Comuni Solidali e di continuare la raccolta fondi nelle Reti locali versando i soldi raccolti sul conto della Rete Nazionale con l’avvertenza di specificare nella causale la destinazione “RIACE”. Nel prossimo coordinamento si valuterà lo stato di avanzamento dei lavori

3. Approvazione, per un anno, del nuovo progetto in Perù, proposto da Sergio FERRERA, con riserva di verifica per il prosieguo.

4. Rinvio al coordinamento di Pistoia della discussione sul rinnovo di tutti i progetti in scadenza, in attesa della relazione della Tesoriera. La segreteria inviterà tutte le Reti locali interessate ad inviare una relazione sui progetti in scadenza, almeno 15 giorni prima del prossimo coordinamento

5. Rinnovo del vitalizio di €. 3.000 a favore di Fernando DE BRITO. La Rete di Casale si farà carico di tenere i contatti. Occorrerà controllare che il 2018 si stato versato.

6. Conferma della sospensione del progetto “Case Verdi” di Gaza.

7. Sviluppo dei contatti con il progetto “Binario 1” di Bolzano. Le Reti di Trento e Verona si occuperanno di tenere i contatti.

8. Sblocco e messa a disposizione della Commissione Giovani della somma di €. 2.000, originaria-mente stanziata per il viaggio a Gaza della Rete di Salerno. La Segreteria chiederà alla Rete di Udine l’autorizzazione a sbloccare la somma di €. 3.000 originariamente stanziata per viaggi giovani nel progetto di Giovanni Baroni. Il Coordinamento invita tutte le Reti a segnalare i giovani interessati ai viaggi.

9. Stanziamento della somma di €. 1.000 a favore del convegno su Ettore MASINA, organizzato da Matteo MENNINI presso l’Università Roma 3.

10. Adesione alla manifestazione “Welcoming communities” ed alle iniziative in favore della RI-MAFLOW.

11. Invito ad Antonio VERMIGLI ad interpellare Gherardo COLOMBO sulle iniziative che la RRR deve assumere per allinearsi alla nuova normativa del terzo settore.

SABATO 09 GIUGNO
Partecipanti al coordinamento:
SEGRETERIA: Monica Armetta, Angelo Ciprari, Pierpaolo Pertino.
BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CASTELFRANCO VENETO: Fabio Corletto, Marta Bergamin; PADOVA: Elvio Beraldin; QUILIANO: Caterina Perata, Graziella Merlino; ROMA: Clotilde Buraggi Masina, Giacinta Carnevale; SALERNO: Lucia Capriglione; TORINO: Luciana Gaudino; VARESE: Marco Lacchin; CASALE MONFERRATO: Roberto Stura, Giuseppina Scarano, Maria Piera Grandi, Beppe Ghilardi, Cristiana Longhin, Giovanni Gozzelino, Jennifer Johnson, Paolo Guglielminetti, Roberto Viale, Frediano Perrucca; ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini.
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Ore 14.50 : Inizio lavori.
La Rete di Casale ci presenta l’Abbazia di Santa Fede a Cavagnolo (To)
Come ormai consuetudine, si procede a registrazione audio, per permettere:
• L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono essere presenti;
• La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete.
Angelo Ciprari dà il benvenuto ai partecipanti citando un passo tratto da un libro di Marcelo Barros.
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1) Relazione sul Bilancio della Rete dopo Convegno e Seminario Giovani 2018
Marta Bergamin, tesoriera, illustra il bilancio aggiornato a Maggio 2018 (vedi allegato).
Vengono riepilogate spese ed entrate del Convegno che sono in linea con quelle del 2016.
Si è cercato di seguire il più possibile il criterio della sobrietà, ed i risultati tutto sommato non sono male visto che oltre al Convegno si è realizzato anche il Seminario giovani. Nel complesso ci sono state:
• Entrate per 3.850 € (dal Convegno 1.320 € + 890 € dal Seminario giovani). I libri hanno fruttato 225 € mentre gli shopper 1.000 €
• Uscite per 12.108,67 €. Le spese di testimoni e relatori hanno inciso per 6.082,43 € ( di cui 2.914 € per l’ospitalità in Hotel )
Contabilmente, nel complesso il Convegno è andato bene.
Marta ribadisce che dal punto di vista amministrativo non ci sono problemi se si versano contributi ad un’altra associazione mentre il pagamento di un compenso ad un libero professionista deve avvenire dietro versamento della ritenuta d’acconto. Le spese effettuate devono avere le pezze giustificative ( scontrini, biglietti, ecc. )
Dal punto di vista del bilancio al momento sono stati fatti pochi versamenti per le operazioni.
L’andamento è in linea con il 2017 anche se và tenuto in considerazione che nel computo attuale ci sono
4.000 € di entrate in più del Convegno rispetto allo scorso anno.
In generale con questa tendenza dovremmo onorare gli impegni presi con i referenti delle nostre operazioni ma dovremo comunque usar cautela nell’approvare nuove operazioni.
Il saldo al 31/05/2018 era di 48.362 €.
Entro il 30 giugno si faranno i bonifici del primo semestre.
Sarà necessario decidere se versare il 50 % dell’importo totale oppure, almeno nei casi di piccoli importi, versare l’intero per limitare le spese di spedizione. Ci sono alcune operazioni in cui non sono state specificate con esattezza destino e data di scadenza ( Es. Perù e Case Verdi).
Lucia Capriglione della Rete di Salerno, referente dell’operazione Case Verdi, chiede per il momento di sospendere l’invio dei soldi per il progetto. Alcuni aspetti verranno trattati a seguire nel corso del coordinamento.

2) Verifica del Convegno.
Angelo Ciprari: uno degli obiettivi della Segreteria era il contenimento dei costi del Convegno.
Nel computo delle spese del Convegno sono inserite anche quelle del Seminario Giovani, tra cui il contributo alle spese di alloggio per ogni partecipante ( dai 1.200 ai 1.500 euro) ed il costo di Mohamed Ba.
Alcune voci sono lievitate per alcune nostre carenze. Soprattutto il costo dei biglietti aerei dei nostri testimoni provenienti dall’estero ( Dal Cile e dal Brasile ). In particolare è stato necessario provvedere al riacquisto del biglietto di Ernesto Puhl – rappresentante dei Sem Terra perché ha perso la coincidenza (volo interno  volo internazionale).
Per il futuro sarà necessario decidere e richiedere la partecipazione dei nostri testimoni con un congruo anticipo (ad es. nel mese di novembre/dicembre antecedente al convegno). Andrà chiesto il giorno di arrivo e di partenza in modo da prenotare con largo anticipo ad un prezzo vantaggioso ed avere così anche la possibilità di organizzare un tour del testimone nelle reti locali.
Nella cassetta del Convegno pochi i contributi lasciati.
Per ciò che riguarda la Sede del Convegno motivo di lunghe discussioni la scelta è ricaduta su Trevi per il basso costo e per la mancanza di valide alternative. Tutte le altre strutture contattate avevano costi quasi doppi rispetto all’Hotel di Trevi.
Limitati i costi degli ospiti gratuiti. Al Convegno 2018 hanno partecipato 224 persone paganti (circa 20 – 25 in meno rispetto al 2016). Per molte Reti locali le presenze sono state uguali. In calo Milano e Roma.
Per quanto riguarda gli 8 testimoni “europei” il loro costo complessivo è stato di 1.300 – 1.400 €.

Pier Pertino: Abbiamo cercato come segreteria di tener il più possibile contenuti i costi perché sono risorse non impiegate nelle nostre operazioni. Visto che la voce viaggi dei testimoni extra europei è quella che ha inciso maggiormente in futuro dovremmo metter in atto alcune buone pratiche quali:
• Prenotazione del biglietto aereo con largo anticipo
• Il tour degli testimoni nelle reti locali potrebbe essere oltre che occasione di sensibilizzazione anche occasione di recuperare risorse attraverso l’organizzazione di cene, aperitivi, ecc.
• La spesa per l’invito del testimone potrebbe esser divisa con altre associazioni e realtà soprattutto se lo stesso parteciperà ad eventi in altri circuiti
Conclude dicendo che se si vuole trovare una alternativa a Trevi bisogna muoversi da subito, al massimo a fine estate. La segreteria ci ha provato ma ha trovato soltanto strutture dai prezzi proibitivi
Angelo Ciprari: Un po’ di statistiche dal Convegno, dati estrapolati dalle schede compilate. Età partecipanti:
• Da 0 a 14 anni: 8 persone
• Da 15 a 19 anni: 17 persone
• Da 20 a 29 anni: 15 persone
• Da 30 a 39 anni: 2 persone
• Da 40 a 49 anni: 9 persone
• Da 50 a 59 anni: 25 persone
• Da 60 a 69 anni: 41 persone
• Da 70 a 79 anni: 27 persone
• Da 80 a 89 anni: 6 persone
• Età superiore ai 90 anni: 1 persona
60 partecipanti non hanno indicato l’età.
20 partecipanti al Convegno non hanno alloggiato in Hotel perché hanno trovato altre soluzioni.
107 i partecipanti sia al convegno 2016 che al convegno 2018. Rispetto al convegno 2016, sono mancati 130 partecipanti. Come mai? Non è loro piaciuto o è mancata una relazione con gli amici delle reti locali? Troppo spesso siamo chiusi nel nostro piccolo cerchio.Il dato positivo sono le 122 nuove presenze in assoluto al contrario molte persone presenti al convegno 2016 non sono venute nel 2018.
Sergio Ferrera: non è possibile parlare sempre della sede del Convegno. Si è deciso Trevi e Trevi resta.
Marta Bergamin: E’ necessario per il bilancio finale del 2018 separare il Convegno dal Seminario Giovani?
Costi dei testimoni: è vero che prenotando per tempo si ottengono prezzi vantaggiosi ma aumenta il rischio di dover disdire la prenotazione. In certi casi poi, i testimoni sanno solo all’ultimo momento se possono venire o meno ( vedi realtà come Haiti o l’Africa in genere). Attenzione a non valutare la presenza dei testimoni solo sul piano economico.
Clotilde Buraggi: Ribadisce che Lei e Ettore sono sempre stati invitati come ospiti gratuiti ma hanno sempre pagato. A Trevi non le è stato consentito ma lei ha messo da parte 120 € che saranno destinati alle spese di un convegno in memoria di Ettore che spera ospitato nella sua parrocchia e spera possa essere occasione per formare una rete locale. Ha regalato i libri di Ettore ma non sa se siano stati venduti: i proventi sono comunque per il Convegno. Spera venga accolta la sua richiesta di rientrare nella Rete.
Lucia Capriglione: il numero delle prenotazioni era molto più altro ma negli ultimi giorni ci sono state varie defezioni per malattia o lutto. Per i testimoni si potrebbe fare uno sforzo di organizzare il viaggio assieme ad altre associazioni, ripartendo le spese. Riporta l’impressione di Giovanni, responsabile del banchetto libri, il lavoro è stato molto più caotico. Chi ha portato i libri li ha lasciati senza fornire una distinta precisa.
Simona Mozzati: il biglietto di Ernesto Puhl dovrebbe esser in qualche modo ripagato con iniziative o contributi esterni. Altrimenti la somma potrebbe esser decurtata dal versamento previsto per l’operazione della Rete dedicata ai Sem Terra.
Piergiorgio Todeschini: il biglietto di Josè Nain è costato tanto ma tenete conto che lui ha fatto più di 700 km in autobus per non pagare una notte di albergo a Santiago. E’ saggio prenotare il biglietto in anticipo, ma ad es. con i Mapuche non è possibile. Il tour di Josè è stato molto intenso: 2 incontri pubblici a Brescia, un’intervista in TV, varie interviste sui giornali locali. Ha incontrato molte Reti locali, da Salerno ad Udine, dove ha incontrato – tra gli altri – persone che stanno sostenendo la formazione agrotecnica di un giovane mapuche ( progetto nato dal viaggio della Rete in Patagonia). Il tour è stato sostenuto dalle Reti locali.
Angelo Ciprari: L’analisi non deve riguardare le spese sostenute ma esaminare gli errori per poter ridurre le spese nel prossimo convegno. Ricorda che Mazin Qumsiyeh, testimone palestinese, aveva già tutto il suo percorso pianificato e non è stato possibile organizzare nessun incontro con lui. Non condivide la proposta di Simona Mozzati sul rimborso del biglietto. Conclude che Lunaria ci ha fornito 150 copie del rapporto sul razzismo: per contribuire abbiamo mandato 200 € ( neppure il costo della carta )
Caterina Perata: ringrazia, innanzi tutto, chi ha organizzato il Convegno. L’analisi del Convegno è utile ma non esageriamo e teniamo conto dei tempi ed degli argomenti da trattare già presenti in ordine del giorno.
Marco Lacchin: crede ci si stia perdendo troppo nelle piccole cose dimenticando le grandi, tra cui i numerosi giovani che hanno partecipato al Seminario.
Monica Armetta: la segreteria ha scelto di partire dal bilancio economico. L’intenzione non è quella di dare spazio a nuove verifiche perché abbiamo chiesto di fare questo via mail in modo tale da coinvolgere il più possibile la base e non solo i frequentatori classici del coordinamento.
Pier Pertino: La sintesi degli interventi raccolti dovrebbe indicare i contenuti che la Rete dovrà seguire
Sergio Ferrea: Condivide in parte quello che dice Simona Mozzati. Sarebbe importante ri – addebitare ai Sem Terra metà della cifra, anche perché il testimone non si è reso molto disponibile per la Rete
Graziella Merlino: chi avrebbe voluto partecipare al Convegno e non ha potuto trova in questo verbale un altro spirito. Le spese possono essere anche tante ma è importante vedere cosa lascia il testimone. La Rete di Quiliano vorrebbe fare un altro tipo di solidarietà che non entra nei bilanci: una banca del tempo.
Ci sono persone che hanno tanto tempo ma poca disponibilità economica, per cui dovrebbero esserci progetti che prevedono la restituzione di tempo.
Monica Armetta: Conclusioni sulla verifica del Convegno per il Seminario Giovani ci sarà un momento specifico domani mattina quando verrà Matteo uno dei partecipanti al Seminario e Lucia riferirà le riflessioni raccolte da un’altra giovane.
• Rispetto all’organizzazione, cerchiamo di migliorare gli aspetti negativi e confermare quelli positivi.
Se chiediamo più tempo per incontrarci bisogna ridurre il Convegno oppure aumentare i giorni del Convegno stesso. La location è stata molto contestata, ma è stata fatta una scelta etica e di sobrietà. Nulla vieta che arrivino proposte su altre strutture. Smettiamola di criticare
• Rispetto ai contenuti, c’era un titolo e su di esso sono state chiamate a parlare persone con conoscenza diretta del problema. Le relazioni sono state pensate sulla base del titolo e non di uno schema rigido. La polemica sui tempi dedicati ai testimoni è futile: alla prova sbobinatura abbiamo verificato che i tempi concessi sono stati analoghi. Il tema scelto ha imposto di chiamare molti testimoni del “qua” in un contesto storico in cui non esiste più un “qua” ed un “là”.
La solidarietà, la nostra solidarietà, va pensata in modo trasversale.
• E’ necessario uscire dalla nostra auto – centratura. Il Convegno è organizzato non solo per gli aderenti alla Rete ( differenza con il Seminario ), per cui non dobbiamo rimanere centrati solo sulle nostre operazioni e sui nostri testimoni.
• I lavori di gruppo possono essere dispersivi o possono essere stati dispersivi. Offrono, però, una maggiore possibilità di espressione e partecipazione. Se riteniamo che gli aspetti positivi prevalgono su quelli negativi, li dobbiamo conservare
• La Tavola Rotonda della Domenica non è stata gestita bene. Per tanti motivi. Dovremo tenerne conto.
• Il tema della laicità della Rete rivendicato in più occasioni ci pare metta in evidenza una restrizione di vedute che ci impedisce di guardare alla persona. Se il testimone esprime la sua esperienza perché dobbiamo classificarlo ? Prete o non prete. Dobbiamo allora qualificarci sulla base della professione o dei nostri carismi ? Moglie, marito, figlio, figlia, ecc. … Ciò che conta è il valore della testimonianza e dell’esperienza riportata.
• Siamo bravi a mettere in connessione. Il nostro lavoro è creare reti. Il Convegno ha confermato, se ce ne fosse bisogno, proprio questo. Ad esempio : Rito e Fabio Corazzina incontrandosi hanno organizzato un incontro con il tema del Convegno a Brescia, insieme alla Rete locale. Domani parleremo dei viaggi di giovani che hanno deciso di mettersi in gioco
Angelo Ciprari: Negli ultimi 15 Convegni ci sono stati 46 religiosi, con una media di 3 per convegno. Nell’ultimo ce n’era uno solo. Gli scrittori dei 63 libri presenti sotto l’albero della memoria, 15 erano religiosi e 15 erano laici. Nella Rete ci sono persone. Indipendentemente dal fatto che siano o meno laici.
Lucia Capriglione: Non ha scritto commenti perchè ha seguito il Convegno solo in parte. Però è chiaro che stiamo tentando di seminare semi nuovi. E’ importante affrontare la realtà, facendo ragionamenti di natura politica. La Rete di Salerno ridurrà ancora i versamenti per cui bisognerà pensare a nuove modalità di lavoro.
Marco Lacchin: il mondo è cambiato. Vogliamo seguire i vecchi percorsi o dare voce alla realtà. La Rete ha chiuso la propria parabola o vuole rinnovarsi? Le nostre modalità al momento escludono troppe persone: giovani, precari ecc.
Pier Pertino: I ritorni chiesti in fase di verifica hanno fatto emergere il concetto che non siamo stati bravi a comunicare. Nel percorso di questi ultimi anni e/o al Convegno stesso.
L’idea di Rete, soprattutto da parte di coloro che non partecipano ai coordinamenti, è importante.
Ne emerge una visione ancorata a fasti trascorsi. C’è poca percezione di come la Rete in questi anni sia cambiata. Nelle dimensioni, nelle disponibilità economiche. Spesso le Reti locali sono composte da 2-3 persone. Và fatta una analisi sulle potenzialità oltre che economiche anche delle energie disponibili.
Se ho benzina e strumenti per un gommone non posso pensare ad una traversata transoceanica.
Non è meglio prima e peggio adesso. E’ solo diverso. Dobbiamo realisticamente tenerne conto .
Purtroppo chi in questo momento è fuori dal mondo lavorativo non si rende conto di quanto si sia stretti tra tempo e soldi. I tempi dedicati al lavoro sono sempre di più . La precarietà generale assorbe energie e risorse. Si arriva a casa tardi. Costantemente fuori orario. Non per fare straordinario ma per provare a mantenere l’ordinario. Poco il tempo di informarsi, fare analisi, fare volontariato … tornando alla Rete:
quello che dobbiamo recuperare sono i valori pregnanti che hanno garantito la profezia di questa piccola associazione. Poi stabilire quali siano gli strumenti per perpetrarli. Non confondiamo i due piani.
Ad es. il valore è la restituzione non l’autotassazione in sé. Nel nostro tempo lo strumento efficace per incarnare la restituzione potrebbe anche esser qualcos’altro.
Anche le nostre stesse operazioni, per quanto importanti, rappresentano uno strumento e non il fine.
Eppure nessuno è disposto a ridurre le operazioni di cui siamo referenti.
Forse per la stessa organizzazione del prossimo Convegno sarà necessario metterci in rete con altri soggetti, sulla base del tema, del terreno comune scelto, ottimizzando tempi ed energie.
Piergiorgio Todeschini: nella verifica non è stato inteso bene ciò che è stato richiesto. La telegrafica risposta di alcuni, sottintendeva un confronto al coordinamento. Riguardo gli aspetti negativi chiesti dalla segreteria, le mie riserve sono soprattutto sui lavori di gruppo. Molti si sono accontentati ma secondo me la presentazione dei lavori è stata moto deludente. Occorreva prima parlare con i facilitatori dei gruppi per definire bene temi ed obbiettivo. Non importa da dove vengano i testimoni (qui e là) basta che siano significativi. E’ importante, nell’organizzazione, tenere il controllo dei tempi. Per es. Josè credeva di avere più tempo ed è riuscito solo a fare l’introduzione del suo discorso. Tecnicamente i microfoni dovevano esser multi direzionali in modo tale che se l’intervenuto lo avesse spostato veniva comunque amplificato.
Sergio Ferrera: se la segreteria pone quesiti occorre lasciare la possibilità alle persone di rispondere e di dire quello che pensano. La rete è un luogo dove le persone devono poter parlare senza essere giudicate.
Pier Pertino: certo ma se quello che le persone esprimono non risponde al vero, è giusto dirlo.
Paolo Guglielminetti: Non ha partecipato al Convegno. Osserva che partecipare pienamente alla vita della Rete è economicamente impegnativo. E’ importante partecipare alla solidarietà con gli strumenti che si hanno. Come aderire ad una associazione di solidarietà internazionale se questo significa solo dare dei soldi e come coniugare questo con i progetti locali ?
Graziella Merlino: Ha conosciuto la Rete tramite Caterina e ne è stata affascinata perché la Rete non è strutturata ed i versamenti possono essere decisi di volta in volta. Quello che conta è la restituzione: questa può essere attuata anche mettendo a disposizione il tempo. A maggior ragione se vogliamo avvicinare i giovani che arrivano nel mondo del lavoro sempre più tardi e non hanno disponibilità economica . Non serve polemizzare sulla struttura del Convegno perché il Convegno è il frutto di ciò che è stato fatto in precedenza.
Monica Armetta: E’ vero che quando si fa una richiesta bisogna accogliere le risposte. Ma è anche necessario cercare di collocare le risposte in un contesto costruttivo. Quello che ha colpito la segreteria è, ad esempio la sproporzione tra il peso dato agli aspetti tecnici e quello dato agli aspetti contenutistici. L’intervento della segreteria mirava a far superare alcuna categorie che ci bloccano
Marta Bergamin: interessante la proposta della banca del tempo ma se mettiamo in conto le ore che ciascuno di noi fa per la Rete … Per quanto riguarda i progetti il contributo che la Rete dà non è la cosa più importante. L’importante è la relazione con le persone del sud del mondo. Benissimo l’impegno qua ma è importante continuare nei progetti con il sud del mondo.
Lucia Capriglione: La banca del tempo serve solo a consentire a tutti di fornire un proprio contributo.
Fabio Corletto: Completamente d’accordo. Pier diceva che i progetti possono fossilizzare. Può essere, ma in molti caso è l’esatto contrario. D’accordo anche sull’intervento politico. Ma è quello che stiamo facendo.
Angelo Ciprari: Il mantenimento dei rapporti con le persone che hanno partecipato ai convegni o che stanno nelle sedi dei vecchi progetti, è fondamentale.
Pier Pertino: quando ho parlato di autotassazione o progetti come strumento non volevo dire che vadano annullati volevo far riflettere che non sono l’unico strumento possibile per realizzare i valori della Rete.
Monica Armetta: tali temi saranno certamente ripresi nei prossimi coordinamenti
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3) Segreteria biennio 2018 – 2020.
Monica Armetta: E’ giunto il momento di dare il cambio. Ringrazia tutti da parte della segreteria uscente e invita a farsi avanti chi abbia voglia di candidarsi. Ovviamente la segreteria uscente è disponibile ad accompagnare quella nuova. E’ possibile un secondo mandato da parte di chi ha già fatto la segreteria.
Segue una fase in cui vengono formulate molte proposte.
Si fanno i nomi di Fulvio Gardumi (Rete Trento) e Maria Cristina Angeletti (Rete Macerata).
Angelo Ciprari: li contatta . Fulvio accetta. Maria Cristina si riserva di dare una risposta domani.
Caterina Perata: Propone che venga creata una commissione che esamini il progetto della banca del tempo, raccogliendo informazioni su esperienze in atto. L’obbiettivo è quello di arrivare a sostenere un progetto offrendo tempo anziché denaro. Si riserva di inviare come Rete di Quiliano una proposta scritta.
Maria Teresa Gavazza: le cose stanno cambiando moltissimo. Il momento delle teorie va accantonato: i discorsi teorici lasciano in ombra l’azione. Anche noi come Rete dovremmo porci il problema di agire in modo più organizzato. Occorrerebbe rivedere l’anima della Rete, che, al momento della sua nascita, rifletteva un’epoca storica. Oggi tutti ci chiedono cose concrete, per cui dovremmo riuscire a fare interventi mirati che ci facciano agganciare ad altre realtà. C’è un lavoro culturale enorme da fare.
Ci sono tanti modi oggi di intervenire, immergendoci nella realtà
Marco Lacchin: E’ il momento di recuperare il concetto di controinformazione in termini di lavoro culturale
Lucia Capriglione: un esempio è il progetto dei cordai che fa controinformazione. Bisogna trovare la modalità. Oggi abbiamo un sovraccarico di informazioni .
Graziella Merlino: Quando parliamo di relazione la riferiamo automaticamente al Sud del modo. Spesso dimentichiamo che dobbiamo entrare in relazione anche con le persone che abbiamo qui davanti a noi.
L’autotassazione è uno strumento ma non l’unico. Se creiamo relazioni come Rete locale le diamo possibilità di espandersi.
Pier Pertino: Alcune proposte usciranno domani durante la verifica sul seminario giovani. Alcune prospettive interessanti si stanno aprendo. Mi Ripeto: dobbiamo ripescare i valori fondanti della Rete, declinandoli al tempo odierno. Non è facile. Ricordiamoci che siamo un’associazione di solidarietà internazionale, per cui lo strumento progetti rimane una delle peculiarità che ci distingue. Dall’altro lato c’è il grosso discorso del recupero del locale. Gran parte delle Reti hanno perso il loro rapporto con il territorio. Cerchiamo di fare quello in cui siamo bravi: connettere persone ed esperienze.
Paolo Guglielminetti: C’è bisogno di una riflessione profonda nelle Reti locali. La Rete è un’associazione di solidarietà internazionale: forse dobbiamo chiederci quanto i progetti che portiamo avanti parlino di noi.
Luciana Gaudino: è d’accordo. Ciò che l’ha avvicinata alla Rete è il confronto con realtà geograficamente lontane. Non è d’accordo quando si dice che non esiste più il “qui” e il “là”: è molto più complesso.
Monica Armetta: per aumentare e favorire la partecipazione, alla segreteria è venuto in mente di organizzare in maniera continuativa i coordinamenti nel Centro Italia. Toscana, in particolare, visto l’indisponibilità della Casa della Solidarietà di Quarrata si è pensata per Novembre l’opzione Pistoia.
Pier Pertino: ai tempi la decisione di portare i coordinamenti in tutta Italia aveva il senso di far respirare
la dimensione nazionale alle Reti locali che lo organizzano. Ora tale logica sembra penalizzante.
Matteo Mennini sta organizzando un Convegno su Ettore Masina all’Università di Tor Vergata. L’idea originaria era fissare il coordinamento del 24/25 Novembre a Roma facendo il Convegno il Venerdì 23. Per facilitare la partecipazione degli aderenti alla Rete. Il coordinamento di Roma è però slittato a Gennaio.
Continuano le ipotesi per i membri mancanti della futura segreteria prossima.
Daniela Duizoni contattata, pur essendo lusingata, non può darsi disponibile per problemi di salute.
Viene contattata Mariangela Abbadessa. Anche lei vuole rifletterci e darà poi una risposta.
Maria Teresa Gavazza: Liviana Bortolussi ha tramite lei dato un po’ di copie del libro con la sentenza del TPP sull’immigrazione. Siamo una delle poche associazioni non settaria che riesce a creare relazioni
Roberto Stura: Rispetto al fare cultura, il logo della Rete andrebbe riportato nei progetti che riguardano il sud del mondo. Tutti i progetti seguiti in loco dovrebbero avere una connotazione di rapporto nord-sud. Altrimenti si perde lo specifico della Rete
Lucia Capriglione: Paul Gauthier ha sempre detto di lavorare qui per aiutare il sud del mondo
Elvio Beraldin: Non ha ancora capito se stiamo mettendo in discussione i valori della Rete o se pensiamo che i progetti vadano rivisti. Siamo in una realtà molto diversa da un tempo.
Graziella Merlino: Non si tratta di discutere della Rete. Il punto è che bisogna incidere nella nostra realtà, trovando altre modalità che non escludono l’internazionalità della Rete.
Monica Armetta: restano da definire i temi da affidare alla nuova segreteria
Paolo Guglielminetti : queste scelte vanno portate alla base consultando le singole reti locali
Maria Teresa Gavazza: dobbiamo avere la forza di relazionarci con i diciotto milioni di persone che hanno votato questo governo

Ore 19.30 : CENA
Ore 21.00 : La narrazione
La cooperativa che gestisce l’Abbazia di Santa Fede a Cavagnolo si racconta.
Elvio della Rete di Padova ci riporta il diario di Viaggio fatto ad Haiti
Salete Ferro narra di sé e del progetto “ Produzione sapone a Rorainopolis ”
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DOMENICA 10 GIUGNO
Ore 9.30. Inizio dei lavori della Domenica

4) Riassunto sedi coordinamenti prossimi venturi e circolari nazionali
Le date dei prossimi coordinamenti
• Trento (Candriai ) : 29-30 settembre
• Pistoia : 24-25 novembre
• Roma : 26-27 gennaio
Si discute della data del possibile Convegno su Ettore Masina. Una data ipotizzata possibile potrebbe essere venerdì 25 Gennaio, giorno prima del coordinamento della Rete a Roma. Và verificato con Matteo Mennini ( Pier e Clotilde verificheranno ). Da decidere anche la destinazione di un archivio di scritti, libri, opuscoli, raccolta di conversazioni private presente a casa Masina.
Circolari nazionali affidate a:
Giugno Rete di Pisa – Viareggio
Luglio – Agosto Rete di Quiliano
Settembre Segreteria in uscita
Ottobre Rete di Padova
Novembre Rete di Alessandria
Dicembre Rete di Roma (Clotilde)
Gennaio Nuova Segreteria
Febbraio Rete di Celle – Varazze
Si riprende l’argomento del costo del doppio biglietto aereo per l’esponente dei Sem Terra che è intervenuto al convegno di Trevi (e che ha perso l’aereo). Si decide di informare la rete di Roma del disagio manifestato dal coordinamento per l’elevato costo del biglietto.

5) Individuazione dei componenti della nuova segreteria
Vengono raccolte le ultime risposte per la costituzione della segreteria nazionale della Rete Radiè Resch per il biennio 2018-2020. I componenti saranno :
• Fulvio Gardumi Rete di Trento
• Maria Cristina Angeletti Rete di Macerata
• Mariangela Abbadessa Rete di Castelfranco

6) Verifica del Seminario Giovani
Relaziona Matteo, uno dei ragazzi di Torino che ha partecipato al Seminario.
I momenti pregnanti che restano sono soprattutto il racconto delle testimonianze personali come quella di Mohamed Ba o di Salete Ferro. Al seminario in concreto ci si è confrontati con il problema immigrazione facendo riferimento ad alcune statistiche. Fabio Corazzina ha usato un gioco molto coinvolgente per far riflettere sull’argomento. La differenza la fanno gli scambi e la relazione tra le persone.
Punto di debolezza il numero molto esiguo di partecipanti (circa una trentina).
Fra i ragazzi quello che emerso maggiormente è l’esigenza di un atteggiamento maggiormente operativo.
Interventi vari : Disagio per la separazione netta tra il Convegno ed il Seminario.
Viene spiegato che questa è stata la decisione presa nei coordinamenti precedenti ed è frutto di un percorso preciso. Il realizzare entrambe le cose a Trevi era per cercare di ottimizzare costi ed energie.
Si ipotizza un seminario ed una attività con i giovani per farli entrare nella Rete.
Matteo: la comunicazione per esser efficace tra Convegno e al Seminario deve essere differente.
Pier Pertino : sottolinea che lo scopo dell’attività con i giovani ( seminario compreso ) non è certo quello di fare proselitismo ma se mai proporre confronti, esperienze di cui poi ognuno dei partecipanti farà quello che vuole. Seminare valori che paiono in controtendenza chiedendo ai giovani se sono ancora percorribili ..
valutare se i valori della solidarietà sono ancora percorribili
Vengono fatte alcune osservazioni sul mondo giovanile e sul loro rapporto con il cellulare.
Un mondo che pare sempre più piccole con distanze che paiono ridotte. Non è comunque facile fare proposte che incontrino le esigenze di tutti . Anche parlando e proponendo viaggi.
Osservazione sul mondo giovanile e sul suo rapporto con il cellulare. La percezione di un mondo sempre più piccolo per cui le distanze paiono minori. Non è facile fare proposte che incontrino le esigenze di tutti anche parlando di viaggi.
Secondo Matteo la restituzione al Convegno da parte dei partecipanti al Seminario doveva essere fatta in altro modo, con una maggiore autonomia della dinamica di gruppo che si è instaurata spontaneamente fra i partecipanti. L’esigenza imposta del microfono, per motivi tecnici, ha impedito la spontaneità della comunicazione. La restituzione emotiva ha maggiore valore di quella scritta sovente costruita all’ultimo momento per esigenze esterne. Respinge l’impressione di una eccessiva presenza ( e monologo ) di Ba
Monica Armetta : il Seminario ha dovuto modificare l’impostazione sulla base dell’età dei partecipanti molto eterogenea quindi con esigenze e stili comunicativi molto diversi. Giulia, giovane psicologa partecipante al Seminario voleva fortemente un viaggio in Palestina ed ha preso contatti direttamente con Mazin. La Rete ha destinato circa 5.000 euro del bilancio per i viaggi dei giovani. E’ necessario stabilire se la Rete voglia o meno contribuire ad un viaggio come questo.
Si articola una discussione sulle modalità con cui i viaggi vadano studiati e al limite in parte finanziati.
Il viaggio va costruito con i giovani interessati a partire. C’è una assoluta necessità di formare chi parte e tale formazione dovrebbe essere curata dalla Rete locale referente dell’operazione.
Occorre fare attenzione anche alle condizioni del viaggio e ai costi: alcune mete sono proibitive per le condizioni politiche ed ambientali ( ad es. Haiti e il Congo ) altre sono molte costose ( ad es. il Cile )
Piergiorgio Todeschini : sottolinea ed elenca le precedenti esperienze di viaggio dai mapuche.
Alcuni hanno prodotto una serie di contatti, progetti di ricerca, di vita impagabili.
Si ipotizza la costituzione di una commissione giovani che prenda anche in considerazione i criteri di definizione e finanziamento dei viaggi. Si danno disponibili: Lucia (Rete di Salerno), Simona (Rete di Celle – Varazze ), Monica (Rete di Torino) e Piergiorgio (Rete di Brescia). La commissione è in fase di definizione quindi chi è interessato è il benvenuto. Si parla del coinvolgimento di Angela ( Rete Pisa – Viareggio)
Lucia Capriglione: nel progetto di Gaza manca la relazione diretta personale, i contatti (tecnici ed impersonali) attraverso una organizzazione. Si rischia di finire nel calderone dei progettifici.
Pier Pertino: Gaza è una situazione eccezionale dove sono saltati tutti i parametri delle normali relazioni personali ed internazionali. E’ necessario essere molto elastici, poiché forse i criteri normali non valgono.
Angelo Ciprari: dice che la Rete ha un altro progetto in Palestina, quello gestito dalla Rete di Pesaro.

7) La Rete e la riforma del terzo settore.
Roberto ( Robertone ) Revello della Rete di Torino. Lavora nella cooperazione sociale.
Legge delega al governo nel 2016 sul riordino del terzo settore (DLGS 117).
Tale legge prevede che tutte le associazioni di volontariato debbano rientrare in certi schemi. Ci sono responsabilità economiche anche per le associazioni informali. Verrà creato un registro nazionale (non ancora avviato) degli ETS – Enti del Terzo Settore. Le ONLUS non esisteranno più. Dovevano già sparire dal 1° gennaio 2018, ma è stata prevista una fase transitoria.
La legge definisce con esattezza le nuove categorie delle Fondazioni e delle reti associative (queste ultime ad es. nella definizione devono avere almeno cento associazioni affiliate presenti in almeno tre regioni italiane). Altre tipologie associative contemplate sono le APS: Associazioni di Promozione Sociale, in cui prevale l’attività verso i propri soci (un esempio potrebbero essere i GAS – Gruppi di Acquisto Solidale)
Dal punto di vista normativo la distinzione fondamentale è quella fra enti riconosciuti (con personalità giuridica) o non riconosciuti (per cui risponde l’organo amministrativo e in parte rispondono “in solido” tutti i soci). La soluzione di diventare un ente riconosciuto è più lineare e forse conviene maggiormente alla Rete. Fra l’altro consente di accogliere donazioni e oblazioni offrendo la possibilità di deduzione fiscale (più interessante economicamente rispetto alla detrazione, fino ad ora prevista dalla normativa).
Non è così difficile diventare ente riconosciuto, occorre dichiarare un patrimonio di almeno 15.000 euro, che tutela gli organi amministrativi da ritorsioni dirette. Sotto i 220.000 euro la contabilità è semplificata (contabilità di cassa).
Roberto preparerà un documento che verrà allegato al seguente verbale, in modo tale che tutti possano cominciare a fare una riflessione. Il confronto proseguirà nei coordinamenti prossimi venturi poiché sarà necessario prendere una decisione in proposito.
Ore 12.55. Chiusura dei lavori e pranzo

ALLEGATO STATISTICHE

PARTECIPANTI
Totale presenze convegno e seminario giovani.n.227 in hotel e fuori.
Ospiti 18: N.13 x 2 giorni (7 gratuità hotel circa) *+ N.5x1giorno + ulteriori N.8 ospiti pagati dalle reti locali.
Seminario giovani n.38 presenze circa.
Partecipanti al convegno N.163

SPESE CONVEGNO
Voli aerei……………………………………………………     E.   4531,73
Hotel ospiti dedotti N.7 free hotel…………………………E 850,00
Hotel giovani quota a carico RRR………………………… E.   853,00
loro contributo + Rrr.Casale………………………………. E. 1211,00
Rimorso spese ospiti UE………………………………….. ..E.   2450,70
Opuscolo cartellina, stampa manifesti,
Adesivi, SIAE, borsine ……………………………………..E. 2212,24

Totale.                    E.    10897,67

ENTRATE CONVEGNO
Contributo RRR. Vr……………..E. 150,00
Cassetta convegno……………..E.1320,00
Ricavo libri………………………..E. 225,00
Cassetta Borse juta……………. E. 947,50

Totale entrate.            E. 2642,50

COSTO FINALE
Costo finale del convegno e del seminario giovani x il bilancio della RRR nazionale.
Euro 8255,17  .

Euro 10897,00 diviso n.163 partecipanti al convegno a quota intera a proprio carico
Euro 60 circa procapite.

SABATO 20 GENNAIO Partecipanti al coordinamento: SEGRETERIA: Monica Armetta, Angelo Ciprari, Pierpaolo Pertino. BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CASTELFRANCO VENETO: Mariangela Abbadessa, Ermanno Di Biagio, Marta Bergamin; GENOVA: Sergio Ferrera; MOGLIANO VENETO: Gianni Colleoni, Daniela Duizoni, Beniamino Favaro; PADOVA: Elvio Beraldin, Fabiano Ramin; PISA-VIAREGGIO: Giorgio Gallo; QUARRATA: Antonio Vermigli, Mariateresa Bertoldi; QUILIANO: Caterina Perata; ROMA: Giacinta Carnevale; SALERNO: Lucia Capriglione; TORINO: Marco Zamberlan; TRENTO: Luigi Moser; TREVISO: Olga Turchetto; UDINE: Toni Peratoner; VARESE: Marco Lacchin; VERONA: Gianni Pettenella, Maria Picotti, Francesca Gonzato, Roberto Baccaletto, Mario Fenzi, Dino Poli, Silvana Valpiana;

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Ore 15.00 : Inizio lavori. Come ormai consuetudine, si procede a registrazione audio, per permettere: • L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono essere presenti; • La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete.

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1) Bilancio Annuale e bilancio preventivo 2018 Marta Bergamin illustra il bilancio annuale 2017, che si allega al verbale (nella tabella sono ricompresi i 4 anni di sua gestione, in qualità di tesoriere, in parallelo). Il bilancio è in equilibrio grazie ad una eredità e a qualche extra. Resta il fatto che vi è una riduzione delle autotassazioni e la scomparsa di qualche rete locale. Dallo scorso anno i progetti gestiti direttamente dalle singole Reti non compaiono nel bilancio, né in entrata né in uscita. Ciò è necessario perché si deve avere coerenza tra il bilancio e l’andamento del conto corrente. I versamenti alle operazioni sono stati fatti tutti. La leggibilità del bilancio è garantita, quest’anno, dal fatto che, sia i versamenti che i pagamenti, sono stati contabilizzati, nell’anno di competenza. VITALIZI. Con la morte di Marie Therese si è concluso quello destinato a Paul Gauthier. OPERAZIONI STRAORDINARIE. Versamenti di €. 2.000 a Salete (Brasile), Solidarity Watch e sessione migranti del TPP. SPESE COORDINAMENTI. Sembrerebbero aumentate, ma in realtà sono bilanciate dai contributi raccolti (costo medio per un coordinamento, dedotti i versamenti, è di circa €. 1.000). SPESE BANCARIE. Sono diminuite e diminuirebbero ancora se si potessero fare i bonifici in unica soluzione. Però, la scelta di versare a giugno e a fine anno il contributo ad ogni operazione garantisce un equilibrio nel conto corrente e maggiore equità tra le varie operazioni. AUTOTASSAZIONI. Le Reti attive mantengono gli stessi versamenti (alcune coprono circa il 50 % del bilancio). Ci sono reti che non versano da qualche anno e altre, purtroppo, estinguendo. In fase di versamento non è necessario che la Rete specifichi la destinazione del denaro perché, se non indicato diversamente dal coordinamento, il contributo confluisce nel conto comune della Rete. SALDO del C/C al 31/12/17 è di €. 33.567. TOTALE ENTRATE : circa €. 158,000 con un calo di circa €. 8.000 rispetto allo scorso anno. Il bilancio dovrà esser ancora aggiustato per piccole imprecisioni e per versamenti ancora imputabili al 2017. Per i versamenti l’unico importo non ancora inviato sono i €. 4.000 della Mesa Campesina. Ai Mapuche, per un errore di cambio, è stato inviato di meno. Si rimedierà con il prossimo versamento. Marta chiede che le Reti versino almeno una prima tranche dell’autotassazione entro giugno. PROGETTI GESTITI dalle SINGOLE RETI FUORI DALLA CONTABILITA’ NAZIONALE : €. 51.000 Le operazioni ordinarie impegnano circa €. 152.000. Tolte le entrate straordinarie, vi è un negativo di circa €. 9.000. Attualmente, vi è un residuo di cassa di circa €. 45.000. Vi è stato, quindi, un calo delle entrate, di cui occorre tenere conto nel momento in cui si rinnovano o si approvano le operazioni. Al termine della relazione e spiegazione del  bilancio annuale tenuta dalla tesoriera della Rete, l’assemblea dei soci, presieduta dal presidente della Rete Radiè Resch, Angelo Ciprari, approva  Il bilancio2017. Dal 1 gennaio 2018, è entrata in vigore la riforma del terzo settore che ha soppresso le ONLUS. Dovremo fare una riflessione e una analisi della nostra situazione. Alle associazioni verrà richiesta la variazione del proprio statuto per adeguarsi alla riforma entro febbraio 2019 Si apre la discussione sulla necessità di trovare un soggetto (ente o professionista) che si aiuti ad adeguarci alle modifiche legislative, senza rinunciare alla nostra identità. Gianni Pettenella: rinnova l’invito alle Reti locali a svolgere iniziative per il finanziamento del Convegno.

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2) Aggiornamento partecipazione Commissione Europea. Marta Bergamin illustra anche l’andamento della missione con Fabio Corletto a Bruxelles (novembre 2017) per portare la voce della Rete, si invito dell’On. Kienge, ad un evento in cui si discuteva degli aiuti all’Africa. Molte volte le scelte dell’Europa hanno lasciato a desiderare. Ciò malgrado, si è deciso di intervenire per portare avanti il nostro pensiero. Sono state trovate altre persone che avevano lo stesso tipo di sensibilità. E’ stata un’esperienza positiva. Il progetto presentato (ma non ancora operativo) è nato con buoni presupposti. E’ stata sottolineata l’importanza di coinvolgere la gente del posto, aiutando anche piccole associazioni e non di fare business. A febbraio ci sarà un incontro a Padova e dovrebbero essere predisposti dei documenti. L’on. Kienge vuole portare questo progetto nelle varie regioni, per il momento del Nord-Est. Essere presenti è stato importante. Marta è molto ottimista e ricorda di avere inviato una relazione dettagliata via e-mail Angelo Ciprari: E’ felice dell’entusiasmo di Marta, ma è molto dubbioso, perché teme che questa iniziativa sia sono un contentino dato alle associazioni. Quando, riguardo all’Africa, occorre prendere decisioni, ad esempio, sull’immigrazione o sulla vendita delle armi, esse vengono prese in circoli chiusi. Caterina Perata: Tanti punti sono già stati (inutilmente) discussi in passato. Non ha, invece, sentito nomina-re gli accordi commerciali tra Europa e Africa: Invita Marta e Fabio ad affrontare il tema in quella sede, come pure quello della corruzione. Il coordinamento rinnova il Mandato a Fabio e Marta di rappresentare la Rete in quella sede.

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3) Struttura del convegno e del seminario giovani. Pierpaolo Pertino illustra lo stato dei lavori. Il punto di partenza si trova nell’art. 2 della Costituzione Italia-na, che costituisce un forte ostacolo alla criminalizzazione della solidarietà. Il principio enunciato è il fulcro del convegno. Passa, poi, ad illustrare il manifesto del convegno, che verrà inviato nella mailing-list generale. Potrà essere anche fornito in alta definizione per la stampa di manifesti di grandi dimensioni. Via mail saranno inviati manifesto, programma e comunicato stampa. La Reti sono invitate a far circolare il materiale. Sarà inviato, con le stesse modalità, anche il manifesto del seminario giovani. Per quanto riguarda i programmi, essi sono la sintesi del lavoro delle due commissioni. In alcuni casi, i due programmi debbono “incastrarsi”, anche con riguardo all’uso dei relatori Sergio Ferrera: Chiede perché il manifesto del convegno debba rappresentare un uomo e non una donna. In realtà si constata che il viso riportato potrebbe appartenere sia ad un uomo che a una donna. Vari interventi segnalano la necessità di rendere più leggibile il titolo. Si incarica la segreteria di segnalare il problema al grafico che ha prodotto il manifesto prima che vada in stampa nella stesura definitiva. Pierpaolo Pertino illustra il programma ( vedi mail inviata da Marco Zamberlan). Lo struttura è la seguente:

• Il venerdì pomeriggio, si inquadrerà il tema del reato di solidarietà, a partire dal confronto con l’art. 2 della Costituzione e dall’analisi della situazione degli altri paesi europei.

• Il sabato è destinato alle testimonianze “Qui” e “Là”. Si partirà dai nostro testimoni; poi ci saranno gruppi di lavoro per aree tematiche sulla situazione qui in Italia. Oltre a quelli indicati, potrebbe intervenire un altro relatore proveniente dai gruppi che, a Bardonecchia, prestano soccorso in montagna ai migranti che cercano di passare la frontiera. Non è detto che chi opera alle frontiere possa parlare di tutto ciò che accade liberamente perché in alcuni casi si potrebbero “bruciare” attività in corso. I gruppi tematici saranno facilitati anche per permetterne una corretta restituzione in plenaria.

• La domenica (forse più tardi delle 8.45) ci sarà la tavola rotonda, senza esagerare nel numero dei partecipanti. Da decidere il moderatore. Antonio propone Mario Lancisi. E’ possibile che i ragazzi del seminario giovani abbiano bisogno di un loro spazio. Don Rito Alvarez, a cui sarà affidata parte della relazione finale insieme alla segreteria, è colombiano, proviene da una zona sotto il controllo dei narcos, dove ha creato una comunità per aiutare i giovani a trovare alternative alle organizzazioni criminali. E’ stato spostato perché pesantemente minacciato. A Ventimiglia, pur con le ovvie differenze, sta sperimentando la stessa situazione. Monica Armetta riferisce dei lavori della commissione per il Seminario giovani. Illustra locandina e programma. (N.B. Il programma è già stato inviato da Marco Zamberlan) L’accoglienza del venerdì sarà a cura di Mohamed Ba. Seguirà la proiezione del film “Africa paradis”. Alla proiezione sono invitati ad assistere tutti i partecipanti al Convegno. Il sabato mattina, dopo brevi interventi di Mohamed Ba, don Fabio Corazzina e le ragazze di Solidarity Watch ci saranno delle attività di gruppo animate da Eleonora della Caritas di Savona e probabilmente Rossano del Pozzo di Giacobbe di Quarrata che continueranno nel pomeriggio. A fine pomeriggio del sabato alcuni testimoni delle nostre operazioni inviteranno i partecipanti ad un viaggio nei luoghi di loro provenienza per condividere la loro realtà e la loro vita. Lo spettacolo di Ba, previsto dopo la cena del sabato sarà anch’esso aperto anche ai partecipanti al Convegno. E’ possibile che Ba coinvolga alcuni ragazzi nello spettacolo. La domenica mattina i ragazzi riprenderanno le loro attività ragazzi, e, se vorranno, potranno presentare una sintesi del loro seminario al Convegno e presenziare alle conclusioni finali dello stesso. La Rete collaborerà alle spese con un le risorse economiche accantonate e previste dal bilancio della cassa nazionale. Maria Picotti: Chiede che nel programma venga dato un titolo alle relazioni. Illustra poi lo stato dei contatti con la relatrice Flore Murar Yovanovitch Mario Fenzi: Il gruppo di Verona ha invitato al Convengo la referente dell’operazione in Ghana (parla solo inglese). Siccome è giovane, eventualmente potrebbe partecipare ad un confronto al Seminario Giovani. Caterina Perata: Ringrazia di avere accettato la proposta di invitare i ragazzi del Collettivo MigrAzioni che parleranno del “Daspo urbano”. Porteranno anche la propria esperienza concreta preparando dei cartelloni. Chiede che uno di loro venga inserito nella tavola rotonda della domenica. Uno dei ragazzi, quando ha visto il programma, ha proposto di invitare un obbiettore di coscienza israeliano. Introduce il tema del fine vita: anche su questo fronte si sta arrivando al reato di solidarietà. Giorgio Gallo: Il lavoro della commissione giovani non si è svolto in modo corretto. Angela ha mandato un progetto molto diverso da questo, che è stato completamente ignorato. Ciò è stato estremamente sgrade-vole. Bisogna stare un po’ più attenti nel curare la delicatezza nei rapporti con le persone. Marco Lacchin: Segnala l’esigenza di far circolare subito i programmi visto che siamo al 20 gennaio ed il convegno è ad inizio aprile. Monica Armetta: fa fatica ad accogliere le critica di Giorgio Gallo, perché il programma mandato da Angela non è molto diverso da quello definitivamente adottato. All’interno della commissione, ciascuno ha fatto le proprie proposte, alcune anche da parte dei ragazzi. A seguito di una proposta fatta da una ragazza della commissione seminario-giovani, approvata da Simona di Celle, Angela ha ritenuto impossibile una collaborazione e pertanto ha dichiarato di voler uscire dalla commissione, nonostante un tentativo di chiarimento e di rivalutazione di quanto proposto . Giorgio Gallo: Segnala che la proposta di Angela fatta dopo il coordinamento di Brescia era diversa, preve-deva soprattutto lavori di laboratorio ed è stato totalmente ignorata. Prosegue la discussione (abbastanza animata) tra Monica e Giorgio. Fabiano Ramin: Si dispiace di questo contrasto, anche perché Angela ha una grande esperienza su questi temi. Per sua esperienza, nota che c’è poco tempo per produrre un documento rielaborativo. Ci vorrebbe mezza giornata solo per questo. Propone che i ragazzi possano assistere ad una delle relazioni del conve-gno e poi dedicare molto tempo alla fase della discussione. Pierpaolo Pertino: nei laboratori del seminario giovani, i testimoni delle nostre operazioni devono fare solo un invito – proposta del viaggio. Nessuna relazione ma solo il modo per render immediatamente concreta la possibilità di immedesimarsi nell’altro vivendo per un certo periodo nella loro realtà. Lucia Capriglione: C’è poco tempo per poter elaborare. Propone di dedicare più tempo ai gruppi di lavoro. Inoltre lo schema è troppo aleatorio e manca una mano esperta (Angela?). Il risultato è un po’ disorganiz-zato. Meglio che i testimoni vadano dai ragazzi e non che i ragazzi partecipino ai lavori del convegno Monica Armetta: la partecipazione dei ragazzi al convegno non è stata prevista, proprio per farli lavorare per conto loro, anche alla luce della prima anima del seminario, che doveva essere in un contesto diverso. La struttura è vaga non perché non ci siano idee chiare ma per lasciare più spazio alle scelte del momento. I facilitatori sono, infatti, persone abituate la lavorare con i giovani. Non siamo noi adulti a dover decidere cosa si fa, pur preparando un canovaccio sul quale impostare il lavoro. Verranno infatti fatte delle proposte tra le quali i giovani possono scegliere. La scommessa del seminario sta proprio nell’ascoltare le richieste dei giovani. Poi è estrememente importante che ciascuna Rete si impegni a coinvolgere anche solo 1/2 giovani (16 – 25 anni, indicativi). Si è pensato di collaborare alle spese per la partecipazione. In stanze da 4/5 persone il costo cadauno per l’intero seminario è di 74 €. La metà la metterebbe la Rete quindi ai partecipanti è chiesto un contributo di 35 euro + il viaggio . E’ possibile ( e caldamente auspicato) raccogliere dei fondi destinati a questo scopo organizzando sul proprio territorio uno spettacolo di Mohamed Ba che si è dato disponibile, limitando il proprio compenso e lasciare il resto per autofinanziamento. Al di là della questione economica lo spettacolo di Ba potrebbe esser occasione di sensibilizzazione in senso lato e parte di un percorso che porta i giovani al Seminario. Daniela Duizoni: Nella giornata di sabato ci sono 4 ore ½ di lavori di gruppo. Non sono poche. Antonio Vermigli: Non entra nella problematica che riguarda Angela. Vedendo il programma del sabato osserva che è tutto un dialogo ed un incontro, Non ci sono momenti in cui i giovani non possono parteci-pare. Fondamentalmente il programma va bene. Purtroppo nel nostro convegno non c’è mai occasione di dialogo e di confronto. Forse il tempo del confronto manca più nel convegno. Maria Picotti: Ha parlato con Flore Murar Yovanovitch, secondo cui il titolo del proprio intervento potrebbe essere: “Le frontiere dell’inumano”. Per il pomeriggio del sabato, non ha capito perché e come sia stata in-serita. Infatti, è una giornalista, non una testimone di resistenza in senso stretto. Ha indicato altre persone. Pierpaolo Pertino precisa che la Yovanovitch è stata scelta per rappresentare l’esperienza TTP nelle sessioni di Palermo e Parigi ( a cui era presente) e Liviana Bortolussi, interpellata in merito, si è detta d’accordo Giorgio Gallo: Flore è abbastanza fuori dal discorso del pomeriggio. Lei non è una testimone di un impegno quotidiano. Il titolo di Colombo è “Legalità, reato, solidarietà, giustizia”. Da sempre solidarietà può signi-ficare andare contro la legge. Forse potrebbe essere utile fare un po’ di storia. Vedi ad es. il movimento dei santuari negli Stati Uniti. Il testimone palestinese Mazin Qumsiyeh non verrà, per ragioni personali ha dovuto cancellare i viaggi all’estero. Dobbiamo trovare un’altra persona. Propone come alternativa una palestinese di cittadinanza israeliana che lavora a Gerusalemme per un’agenzia dell’ONU. Si possono raggiungere anche obbiettori di coscienza israeliani ma lui preferirebbe un palestinese. Gianni Pettenella: Per il pomeriggio del sabato, la Yovanovitch sarebbe tra i 4 relatori con 1 ora a disposizione. Potrebbe non intervenire e fare eventualmente da facilitatore. Per la testimonianza palesti-nese a Verona ci sono alcuni contatti Angelo Ciprari: Il convegno serve anche a trovare le nostre forme di resistenza umana, anche contro la leg-ge. Dobbiamo chiederci cosa accadrà se qualcuno della rete commetterà reati: se la Rete li coprirà. Il no-stro impegno è quello di favorire i reati di solidarietà. Lucia Capriglione: Al posto del testimone palestinese propone Hafez, il pastore riferimento della resistenza non violenta del villaggio di At Twani, in Palestina, ( nel suo ultimo viaggio la Rete ha visitato tale realtà). Potrebbe già essere in viaggio in Italia ed in tempi stretti è possibile verificarlo. Elvio Beraldin: Attenzione ai tempi : 3 relazioni al sabato mattina, con traduzioni e dibattito, sono troppe. Inoltre, è il primo convegno senza Ettore Masina: una testimonianza di Clotilde è necessaria. Ha vissuto la resistenza e crede che sul piano della resistenza che mettiamo anche nel manifesto c’è un confronto serio perché i popoli che ci vengono a parlare stanno resistendo da una vita Piepaolo Pertino: Ettore Masina è all’ordine del giorno nella parte dedicata alla memoria Monica Armetta: interessante il discorso della memoria storica. Si potrebbe raccogliere del materiale da inserire nelle cartelline ( magari a cura di Ercole Ongaro e Maria Teresa Gavazza). Giorgio Gallo: il problema non è tanto la motivazione per cui si va contro la legge. Il problema è la legittimi-tà della legge. Alcune leggi sono oggettivamente discutibili dal punto di vista dei valori universali. Il proble-ma è trasgredire le leggi che si ritengono illegittime. Sergio Ferrera: Qui nessuno trasgredisce la legge. Il contesto è differente. Ci sono casi in cui è positivo tra-sgredire la legge

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4) Logistica del Convegno. Lucia Capriglione riferisce che i prezzi sono gli stessi dello scorso anno (vedi il prospetto dei prezzi nella mail inviata da Marco Zamberlan). Per agevolare i ragazzi ci saranno camere fino a 5 posti a prezzo più basso. Ogni 25 paganti c’è una quota gratuita. Ci sono 2 hotel a 5 km, nel caso servissero camere in più. Le prenotazioni si faranno sul modulo predisposto, da inviare via mail o posta ordinaria alla rete di Salerno. [ ATTENZIONE. Nel post coordinamento è stato creato apposito account per l’invio delle Schede prenotazione sia del Convegno sia del Seminario : prenotazioni.convegno.rrr@gmail.com ] Caterina Perata chiede informazioni sulle gratuità. Chi può usufruirne e quante ne sono previste ? Angelo Ciprari dà l’elenco delle gratuità previste. Si apre la discussione su ulteriori gratuità. Antonio Vermigli: ci sarebbero anche due testimoni brasiliani (donne) che dovrebbero avere una gratuità. In una mail le aveva proposte anche come testimoni per il seminario giovani. Prosegue Lucia Capriglione che le prenotazioni saranno raccolte dal 1 febbraio al 25 marzo. Chiede come si debba procedere per le adesioni dei giovani. La segreteria : Si useranno 2 diverse schede, una per il convegno ed una per il seminario, in modo da non creare confusione. Per i giovani sono state messe a disposizione camere più grandi a costo più basso e con il contributo della metà da parte della Rete. Costo soggiorno per i partecipanti al Seminario Giovani €. 35 Caterina Perata: Rispetto al seminario giovani ed al tema, poniamoci il problema della partecipazione di minori stranieri già in Italia (invito). Pierpaolo Pertino: Secondo i facilitatori, inserire anche minori stranieri potrebbe essere un problema per-ché il gruppo dei ragazzi è molto eterogeneo e non ha dinamiche interne consolidate. Quindi può davvero diventare difficile, con i tempi che abbiamo, riuscire a creare un clima adeguato affinché tutti possano esprimersi e confrontarsi. Comunque il Seminario è un punto di partenza. L’idea è sperimentare – sperimentarsi in questa esperienza iniziale e poi se ci sono i presupposti darle seguito. Elvio Beraldin suggerisce di non essere troppo fiscali sulle date di iscrizione. Ricorda poi il discorso della cartellina: c’è sempre stata l’abitudine di fare un segnalibro o una cartolina ricordo. Tutte le reti dovrebbero fare una relazione da inserire in cartellina oltre le schede di testimoni e relatori. Daniela Duizoni: Qualcuno si porterà dietro il giovane: il ragazzo il venerdì pomeriggio cosa fa? Non ha capito il ruolo delle due ospiti di Antonio Vermigli. Monica Armetta: per il venerdì Ba sarà già presente e dipende dal numero di giovani che arriveranno. Angelo Ciprari: nella cartellina ci sarà la scheda dei testimoni (che loro si dovrebbero preparare da soli e che va raccolta da chi tiene i contatti con loro), una serie di siti e libri interessanti (non ci sarà lo stand dei libri), una proposta di itinerari turistici, il bilancio 2018, relazioni sintetiche di tutte le reti dei progetti, la scheda ritorno con i riferimenti per esser contattati per future iniziative, nazionali o sul proprio territorio. Maria Picotti: si potrebbe mettere solo la lista dei progetti e l’invito ad approfondire sul sito. Angelo Ciprari: le relazioni sintetiche potrebbero servire anche per aggiornare il sito Marco Zamberlan: il gruppo di lavoro di cui fa parte, deve occuparsi dell’allestimento e della logistica del Convegno. Di questo lavoro fanno parte anche le cartelline del Convegno. I materiali richiesti a seguire vanno inviati alla mail m.zamberlan@libero.it. Marco ha bisogno dell’aiuto della Rete per:

• Allestimento biografie di testimoni e relatori ( fatte dagli stessi e raccolte da chi fa da riferimento)

• Schede Operazioni aggiornate (14 righe) insieme ad una breve relazione (da inserire sul sito: altre 14 riche) su come la Rete locale operi sul proprio territorio

• Non ci sarà il banchetto dei libri ma sarà allestito un piccolo tavolo con i libri che ognuno intenderà proporre e dovrà in tutto e per tutto autogestirsi ( libri della rete, libri di relatori intervenuti ).

• Per gli altri banchetti espositivi ( prodotti, manufatti, ecc) è necessario fare pervenire a Marco la proposta ( entro la fine di Marzo ) affinché ci si possa organizzare di conseguenza Chiede, infine, se nella cartellina debba essere inserita, per trasparenza, anche la sintesi del bilancio?

Il coordinamento approva il bilancio nella cartellina del Convegno. Pierpaolo Pertino: Si sta cercando di mettere in piedi una mostra di tavole fatte sul tema del reato di soli-darietà da vignettisti, illustratori e fumettisti. I materiali potrebbero essere poi usati per magliette, calen-dari o altro. Si sta poi valutando di fare degli shopper (bustine per la spesa) da vendere. Antonio Vermigli propone una cooperativa di Quarrata per il confezionamento degli shopper. Caterina Perata: con un gruppo di giovani ha iniziato a lavorare perché nel 2019 dovrebbe essere rieditato il giornale fatto al convegno organizzato a Bangui. Chiede il permesso di essere presenti in modo creativo facendo uno stand mobile per dare ai partecipanti oggetti che richiamano questo lavoro. L’obbiettivo è co-minciare a incuriosire su quello che sta accadendo. Il coordinamento approva Sergio Ferrera: Chiede perché lo stand dei libri non si fa più. Pierpaolo Pertino: ci sarà un foglio contenente bibliografie, filmografie e sitografie nella cartellina. I libri in esposizione saranno solo delle persone della Rete o dei relatori. Gestire un banco libri richiede enormi energie e dà pochi risultati. La cosa era già stata decisa allo scorso coordinamento. Sergio Ferrera: se si trovasse una persona disponibile sarebbe possibile fare il banco libri? La libreria è una ricchezza La segreteria riferisce che la decisione è già stata presa nello scorso coordinamento. Giorgio Gallo: Non si ritrova nella decisione presa allo scorso coordinamento ma ne prende atto. Il banco libri è sempre stato presente. Ha qualche perplessità sul discorso dei programmi turistici. La segreteria riferisce che Giovanni (Esposito) della Rete di Salerno non vuole più farlo perché gli preclude la possibilità di partecipare al convegno. Gianni Pettenella: conferma che, a fronte di un grosso lavoro di Sergio e di Giovanni sul banco libri, la rispo-sta dei partecipanti è sempre stata tiepida. L’utile è stato limitatissimo, a fronte di un enorme impegno da parte delle persone interessate. Marco Zamberlan: se qualcuno vuole portare libri occorre che glielo dica, per creare uno spazio espositivo. Chi vuole portare libri ne deve anche seguire la vendita. Lucia Capriglione: l’albergo è a disposizione per diffondere e pubblicizzare l’evento. Pierpaolo Pertino: il gruppo di lavoro di Marco Zamberlan dovrebbe curare la pubblicizzazione. Verranno inviati vari materiali in mailing list tra cui un comunicato stampa. Tali materiali dovrebbero esser usati dai singoli per la pubblicizzazione girandoli alle redazioni dei programmi di approfondimento stampa, tv o radio che ognuno di noi segue. Monica Armetta: chiede a Lucia se rispetto alla proiezione occorra chiedere l’autorizzazione SIAE (verificare se l’albergo è in convenzione). Potrebbe anche far fare una liberatoria dal regista.

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5) La memoria al Convegno Pierpaolo Pertino: per evitare una lettura di nomi e un evento concentrato che può risultare pesante abbiamo pensato di allestire un “albero della memoria” a cui appendere una serie di bottiglie contenenti dei messaggi. Chi vorrà fare memoria di qualcuno/a si preoccuperà di stilare un breve significativo messaggio (poesia, pensiero, frase, ecc) che dovrebbe rappresentare l’eredità a noi consegnata. Tali “messaggi in bottiglia” verranno appesi all’albero e poi letti, in modo diffuso, nel corso dello svolgimento del convegno ( quindi non tutti in un preciso momento) e da diverse parti della sala. Per i dettagli della realizzazione saremo più precisi in seguito con una mail dedicata

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Ore 19.15 Termine dei lavori del pomeriggio e Cena Ore 21.15. Ripresa dei lavori con la discussione sulla “memoria” Giorgio Gallo: L’idea dell’albero della memoria è suggestiva ed interessante. Il discorso di Ettore Masina è diverso, perché è stato il fondatore. E’ il primo convegno che viene fatto senza di lui, per cui è necessario un ricordo con un certo spazio. E’, invece, perplesso dal fatto di incaricare delle conclusioni di Don Rito, che non conosce la Rete. Potrebbe essere pensabile che dopo le conclusioni della segreteria ci sia un intervento di Clotilde Masina che riveda il convegno alla luce dell’eredità di Ettore Pierpaolo Pertino: Si era pensato di inserire questa cosa all’inizio, nella relazione introduttiva. Si potrebbe anche istituire un segno costante, che rimanga. Le due idee sono:

• spazio periodico sul notiziario dedicato a pensieri e poesie di Ettore;

• dedicare l’operazione dei viaggi dei giovani specificatamente a lui. Se l’albero della memoria diventasse una costante dei nostri convegni si potrebbe render evidente che Ettore e Paul sono le radici di quell’albero ( da studiare ). Per ciò che riguarda le conclusioni, sabato 3 febbraio, la Rete di Celle – Varazze incontrerà Don Rito per la terza volta. Si sta lavorando assiduamente con lui in uno scambio proficuo vicendevole. Don Rito è un testimone che riassume il qui ( Ventimiglia) ed il là (Colombia) e la situazione che ci descriverà ci pare un messaggio di speranza fondamentale per salutarci e tornare nel quotidiano. Quella realtà è un laboratorio fatto di scelte precise di singoli (anche di rottura) la cui sommatoria ha ricreato situazioni e humus per situazioni e legami nuovi. Monica Armetta: Si chiede come conciliare questi pensieri. Potremmo fare in modo che all’inizio e a con-clusione ci sia un intervento di Clotilde, in memoria di Ettore. Don Rito rappresenta l’incarnazione di un modo possibile di vivere tutto ciò di cui si parlerà al convegno. E’ il segno fisico, il corpo di un lavoro possibile. Quindi il messaggio di speranza che tutti dovremmo portarci a casa. Marco Lacchin: è contrario a mettere la celebrazione di Ettore a chiusura, perché darebbe il senso di una Rete ripiegata sul passato Dino Poli: E’ giusto fare memoria di Ettore come delle altre persone che hanno fatto la storia della Rete. Olga ha una raccolta di fotografie dei convegni passati e potrebbe mettere a disposizione quelle in cui si vede Ettore. Sarebbe alla fine del convegno, come prospettiva futura. Olga Turchetto: ha tutte le diapositive ma ha consegnato le stampe a Elvio della Rete di Padova. Caterina Perata: Clotilde potrebbe aprile il convegno e mentre parla potrebbero scorrere le foto di Ettore. Appoggia la proposta di far chiudere il convegno a Don Rito, perché è l’unico modo per avere il polso di ciò che accade a Ventimiglia che è realtà fortemente emblematica del nostro tempo. Maria Picotti: Un ricordo di Ettore è doveroso, ma va fatto in modo sobrio. Si dovrebbe sentire cosa ne pensa Clotilde. In ogni caso, non ad apertura o a chiusura. E’ opportuno rischiare su Don Rito: potremmo fare a meno di chiamarle conclusioni. Lui può certamen-te aiutarci a trasmettere certi messaggi. Angelo Ciprari: Per il convegno del cinquantenario è stato proiettato un filmato noiosissimo, perché pochissimi riconoscevano le persone ritratte nelle foto. Forse fare un intervento proiettando immagini potrebbe essere meglio. Clotilde ha già manifestato l’intenzione di venire al convegno. Matteo Mennini sta sta raccogliendo tutto il materiale relativo alla rete e a Ettore che verrà conservato alla Fondazione Basso. Chi ha altro materiale può farlo confluire lì. Tornando ad Ettore, si potrebbe passare quel filmato che Ettore Masina aveva realizzato ed era andato in tardissima serata sulle reti rai. Giorgio Gallo: Apprezza l’idea di Monica. Insiste sul fatto che si deve ricordare Ettore non in termini di passato ma in termini di futuro. Ettore ha cambiato la vita nostra e di molte altre persone. Elvio Beraldin: Ricorda che abbiamo fatto la mostra dei 50 anni dei manifesti della Rete, che potrebbe es-sere riutilizzata. Una storia come la nostra che resiste da tanti anni potrebbe essere raccontata anche at-traverso questa mostra. In questi giorni ho collegamenti con persone che hanno fatto la storia della Rete, come Carla Nicolini, che ha 92 anni. Così pure, Carla Grandi, che ha la stessa età e Mariuccia di Lecco. Pensiamo a queste figure storiche della Rete. Leggendo sul bilancio gli è venuta in mente la Carmignani di Bologna, che versa ancora. Queste persone andrebbero recuperate assieme alla mostra. Pierpaolo Pertino: Sono stati consegnati articoli su don Rito; uno di essi è stato pubblicato sul Venerdì di Repubblica, dedicato ai “difensore di oltremare” sepolti in un cimitero di Mentone. I nomi sulle lapidi sono gli stessi di chi è alle frontiere a chiedere asilo. Per sintetizzare il discorso della memoria: preparate i vostri messaggi in bottiglia per l’albero della memoria in modo che siano letti durante il convegno. Per Ettore sa-rà fatto un discorso a parte confrontandoci con Clotilde e chiedendo un suo intervento ad inizio convegno, con tempi contingentati e nella logica proposta da Giorgio Gallo. Viene richiesto mandato al coordinamento su questo ultimo punto. Il coordinamento approva. Marta Bergamin. E’ stato fatto il bonifico della caparra all’Hotel, inviandolo, su loro richiesta, ad un privato. Procedura anomala di cui Marta vuol render tutti edotti. ATTENZIONE. Dai primi di dicembre è stato cambiato l’IBAN del conto della Rete. Il Nuovo IBAN è questo  IT94I0501812101000011997780. Questo andrà usato per l’invio di contributi & autotassazioni. Il nuovo IBAN verrà comunque anche comunicato via mail.

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6) Aggiornamenti sito della rete e social connesso. Marco Zamberlan parla per Gigi Bolognini, che non è potuto venire. Il sito è attivo ed è abbastanza completo. Liviana Bortolussi ha segnalato alcuni link sono vecchi e altri non funzionano. Verranno sistemati. Si rinnova l’invito ad utilizzarlo il più possibile. Nel sito saranno inserite le schede iscrizione e l’altra documentazione relativa al convegno. Il forum è ancora sottoutilizzato. Durante il prossimo coordinamento esamineremo insieme come funziona questo strumento. Marco è disponibile a riportare a Gigi spunti su sito e forum. Pierpaolo Pertino: Sottolineo che oltre alla cancellazione dei link desueti dal sito Liviana ha chiesto quali siano i link nuovi da inserire e che debba deciderlo. Marco Zamberlan: al momento i link presenti nel nuovo sito erano quelli presenti nel vecchio sito. Sicuramente se ne possono inserire di nuovi. Finora Gigi Bolognini ha inserito i link dei siti “amici” a sua discrezione. Chi ha consigli da dare li può inviare a Gigi Bolognini.

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7) Rinnovo dei Progetti.

a) I cordai – GAPA – Catania Monica Armetta richiama le relazione trasmessa via mail. Il progetto è in scadenza. Dal confronto con il GAPA è emerso che il progetto dei Cordai potrebbe andare avanti con le proprie gambe, per cui ci hanno detto di sentirci liberi se rinnovare o meno il progetto. Alla Rete di Torino dispiacerebbe interrompere questa relazione, apprezza la disponibilità mostrata e vorrebbe proseguire come segue: prosecuzione del contributo per 1 anno, per poi concordare un nuovo progetto a cui destinare gli altri 2 anni un contributo di 2.000 €. anziché di € 2.500. Per quest’anno 2.000 € andranno ai cordai e 500 €. saranno destinati al finanziamento per la partecipazione di alcuni ragazzi del GAPA al seminario giovani. L’altro aspetto, molto interessante, è che il GAPA è interessato a diventare Rete locale. Potrebbe, quindi, nascere una rete a Catania e, magari, lavorare insieme alla Rete di Noto Sergio Ferrera: Questo dovrebbe essere il percorso da realizzare con i progetti: arrivare all’autosufficienza E’ logico che, diminuendo le entrate, venga ridotta anche la quota. Marco Lacchin: approviamo il primo anno e riserviamoci di approvare gli altri 2 anni quando ci sarà il nuovo progetto. Il coordinamento approva in questi ultimi termini.

b) Yanamayo – Peru’ Angelo Ciprari: Valentina, referente del progetto, ci ha scritto una lettera che informa sulla situazione dei carcerati in Perù, ancora detenuti in un carcere militare con pene lunghissime. Sono 12 tra cui 2 donne. Il progetto era stato seguito da Giuliana Cioccoli. La richiesta è di 3.000 €. annui. Viste le difficoltà della Rete si potrebbe rinnovare il progetto per i prossimi 3 anni ad €. 2.700. Maria Picotti: non approva l’idea meccanica di ridurre il finanziamento, anche perché i detenuti non hanno possibilità di cambiare la propria situazione. Propone di lasciare l’importo a 3.000 Angelo Ciprari: l’idea di ridurre era dovuta al fatto che l’anno scorso al progetto erano rimasti in cassa €. 300, per cui la necessità effettiva potrebbe essere di 2.700 €. Sergio Ferrera: avrebbe più senso togliere qualcosa al progetto del GAPA. I detenuti sono stati condannati perché facevano parte dei Tupamaros. Ha senso cercare di aiutarli per cambiare la loro situazione. Gabriella Giometti: d’accordo con Maria sul fatto di mantenere 3.000 €. Il coordinamento approva il rinnovo ad €. 3.000

c) Chiarimenti altri progetti in sospeso Maria Rita Vella che ha fatto un preziosissimo lavoro di aggiornamento richiede conferma della chiusura del progetto Timbuctù, in quanto non ne ha trovato traccia nei verbali. Il coordinamento conferma. Olga Turchetto. Riferisce sullo stato del progetto in Ecuador per le donne capo famiglia. La referente ha pregato di sospendere i versamenti perché la situazione è disastrosa. Lei stessa ha chiesto di essere assegnata ad un’altra parrocchia e non è certo che resti in Ecuador fino al 2019. La proposta è: conferma fino al 2019 salvo il suo ritorno in Italia con versamento anche nel caso cambi parrocchia. La referente ha inviato un documento che sarà fatto circolare nella mailing list. Al momento la referente fà consulenza familiare e fornisce alle famiglie animali da cortile. Non riesca a svolgere altre attività. Sergio Ferrera: le persone che vengono sostenute dal progetto, sanno che l’aiuto proviene dalla Rete? Olga Turchetto conferma Il coordinamento approva la proposta di Olga. Lucia Capriglione riferisce in merito alla situazione del progetto Case verdi: non è possibile andare a Gaza sia per le difficoltà oggettive, sia per la situazione personale dei membri della rete di Salerno. Un’amica della Rete, Patrizia Cecconi, tornerà a breve a Gaza e potrà verificare la situazione. Propone di tenere ancora sospeso il progetto. °°°°°°°°°°°°°°°

DOMENICA 21 GENNAIO Ore 9.20. Inizio dei lavori della Domenica

8) Riassunto coordinato con assegnazione compiti e responsabilità Monica Armetta riferisce che è stato creato uno schema che comprende tutte le incombenze interne al convegno ed è necessario abbinare il nome di un responsabile ad ogni attività Antonio Vermigli: Gherardo Colombo arriverà in aereo a Roma. Occorre che qualcuno lo porti al convegno. Angelo Ciprari: Quando si saprà con certezza l’orario di arrivo, da Roma qualcuno (Loris Nobili, Mauro Gen-tilini) andrà a prenderlo. Si augura che qualche giovane venga, in modo da incaricarlo di quest’incombenza e metterlo in contatto con Colombo. Dopo la trasmissione del verbale, bisognerà fare una comunicazione nella mailing list della Rete, invitando le persone a prenotarsi ed aggiungersi nelle varie incombenze. I responsabili sono pregati di fornire alla segreteria i propri cellulari per eventuali contatti Monica Armetta: L’appello è che tutti coloro che possono, di essere presente a Trevi già il venerdì mattina siano presenti per dare una mano per l’allestimento e la logistica di Convegno e Seminario. Pierpaolo Pertino ricorda che a testimoni e relatori occorre chiedere una scheda di presentazione compilata da loro, raccolta dal referente della rete che se ne occupa e quindi inviata a Marco Zamberlan. Angelo Ciprari: Per pranzo e cena è opportuno che i pasti dei vegetariani siano predisposti con una forma di self-service per sveltire il servizio. Saranno almeno 30. Lucia Capriglione: il servizio verrà fatto con piatti di portata, basterà sapere dove si trovano in modo da portare piatti di portata anche per loro. In ogni caso, chiederà all’albergo come sia meglio fare. Il Coordinamento assegna i seguenti compiti:

• accoglienza e registrazione: Lucia Capriglione chiede che i giovani che arriveranno in anticipo diano una mano alla preparazione.

• apertura lavori e saluti della segreteria: sarà contattata Clotilde Buraggi per l’intervento in memoria di Ettore Masina

• Gherardo Colombo: del tragitto si occuperà la Rete di Roma. Il riferimento per la preparazione della relazione al convegno sarà Giorgio Gallo

• Flor Murar Yovanovitch: verrà per conto proprio e sarà seguita da Maria Picotti.

• Domande e dibattito: Marco Lacchin si occuperà di raccogliere e coordinare le domande

• Film: la presentazione sarà a cura del seminario giovani.

Giorgio Gallo riferisce che è in corso su vari fronti la ricerca del testimone palestinese che dovrebbe sosti-tuire quello che ha dato forfait. Caterina Perata: l’intervento non deve essere sulla situazione della Palestina in generale, ma sulla solidarie-tà che diviene reato anche in quel contesto. Pierpaolo Pertino: At Twani con Hafez, offrirebbe proprio una testimonianza di resistenza non violenta all’occupazione. Come referenti, al momento, sono indicati Lucia Capriglione e Francesca Gonzato. Giorgio Gallo insiste sul fatto che si debbano fare più tentativi in parallelo, ma non condivide quanto detto da Caterina: la Palestina deve essere presente in quanto Palestina, indipendentemente dal tema. Angelo Ciprari è sostanzialmente d’accordo. Elvio Beraldin chiede se i Mapuche verranno a parlare della realtà dei Mapuche o del nostro rapporto con loro. Mancano i titoli delle relazioni. Pierpaolo Pertino: lo schema del convegno sembrava assodato già allo scorso coordinamento. Chi inter-viene è pregato di farlo sul tema già deciso. Bisogna declinare la situazione particolare in un discorso di criminalizzazione della solidarietà: così il convegno ha senso. Giorgio Gallo: si confonde il reato di solidarietà ed il tema della resistenza contro l’occupazione. E’ una cosa diversa ma non meno importante: quando parliamo di Palestina parliamo di resistenza contro l’occupazione. I convegni sono l’occasione di affrontare i temi per noi fondamentali come la Palestina. Monica Armetta: possiamo dare delle priorità. Una introduzione sulla realtà palestinese sarà certamente fatta e poi ci sarà la possibilità di portare la propria esperienza sul tema del convegno. Facciamo una scaletta di priorità, individuando una serie di persone, a partire da quella che incarna meglio la questione. Fabiano Ramin: l’analisi di Giorgio lo convince. Ha conosciuto una persona che dall’Italia è tornata in Pa-lestina e fa resistenza. Visto però, il tema del convegno, l’intervento dovrebbe farlo una persona che è solidale con i palestinesi e, come non palestinese, soffre le conseguenze di questa solidarietà (vedi Bt’selem o altre organizzazioni simili). Maria Picotti: cerchiamo di non essere esagerati nei distinguo. Anche Mapuche e Sem Terra sono solidali in quanto resistenti. Non si può fare un discorso di solidarietà senza l’analisi del contesto. Pierpaolo Pertino: concordo in linea di massima. Ma se, da come riportato, il relatore della Palestina è una persona che lavora per una agenzia dell’ONU e non può prendere posizioni nette, allora non potrà neppure sbilanciarsi sul tema del convegno Olga Turchetto: Non facciamo diventare il coordinamento una riunione di condominio. Propone Jeff Hal-per. Scarterebbe una persona che lavora dentro un’istituzione. Piergiorgio Todeschini: il dibattito ha portato elementi fondamentali sull’equilibrio da cercare nell’interven-to sulla Palestina. Starebbe alla sintesi fatta da Monica. In ogni caso, non disprezziamo le analisi. Maria Teresa Bertoldi: In due anni, le cose in Palestina si sono aggravate in modo vertiginoso. Sottolinee-rebbe il discorso sulla situazione politica. Monica Armetta: Lo stesso discorso vale per Brasile e Cile. A tutti i testimoni sarà chiesta una base di analisi della situazione seguita dalla loro esperienza in tema di resistenza e solidarietà. Il coordinamento conclude che è necessaria la lista definitiva dei relatori entro il 3/4 febbraio. Se il testimone palestinese parla inglese tradurrà Marco Lacchin se parla arabo Chiara Pettenella. Si prosegue nell’assegnazione dei compiti:

• Sem Terra: Serena Romagnoli si occupa di contatti e traduzione.

• Mapuche: Piergiorgio Todeschini terrà i contatti. Jorge, figlio di Fernanda Bredariol farà la traduzione se non venisse ci penserà una ragazza di Brescia. Non ancora certe le date dell’arrivo di Josè Nain perché Fernanda vorrebbe organizzare un incontro in carcere con lui. Segnala anche che il problema non è tanto la partizione della relazione in analisi e testimonianza quanto la traduzione fedele desiderata.

• Presentazione aree tematiche sabato pomeriggio: inseriremo in cartellina schede sui gruppi tematici, poi avranno 5 minuti al massimo per presentare la loro area tematica per permettere ai partecipanti di scegliere il gruppo a cui partecipare. I gruppi tematici individuati con relativi riferimenti sono : 1. Lunaria: Angelo Ciprari 2. Collettivo MigrAzioni: Caterina 3. Vivere la frontiera: Rete Celle-Varazze 4. Sessione di Parlermo e Parigi del TPP : Flore Murar Yovanovitch ( sentire Liviana Bortolussi )

• Ogni gruppo tematico avrà un facilitatore capace di sintetizzare rendere organiche le riflessioni in modo che siano fruibili in fase di plenaria. I facilitatori vanno individuati all’interno della Rete: Rete di Torino 1-2 persone si sono rese disponibili; Collettivo Migrazioni: si auto – facilita; oltre a Sergio Ferrera, altre figure da contattare sono: Franca Gaspa e alcune amiche di Lucia Capriglione ( darà conferma)

• Restituzione in plenaria: la condivisione del lavoro dei vari gruppi tematici sarà effettuata daifacilitatori. Olga Turchetto fa presente che spesso le restituzioni in plenaria sono deludenti perché non complete. Pierpaolo Pertino: questo è il compito dei facilitatori. La segreteria propone per la tavola rotonda della domenica tre domande decise da noi, uguali per tutti a cui i relatori, invitati a rispondere dando tagli diversi sulla base della propria esperienza. Pierpaolo Pertino: il TPP è stato inserito in quanto sta svolgendo un lavoro importante con cui è necessario rimanere in connessione. Nell’area tematica non ci devono spiegare cos’è il TPP ma riportarci l’esperienza delle ultime sessioni e Flor Murar Yovanovitch, che ha partecipato ai lavori poteva essere la figura di riferi-mento, benché non fosse del TPP. Ci interessa un membro del TPP? Maria Picotti: Flore Murar Yovanovitch può esser la persona adatta perché era presente sia alla sessione di Palermo che di Parigi. Eventualmente si potrebbe vedere se Liviana Bortolussi sia disponibile ad affiancarla. Il coordinamento è d’accordo Pierpaolo Pertino: occorre che qualcuno stili la struttura della tavola rotonda con le domande da rivolgere ai partecipanti ( magari si possono anche comunicare prima ) Caterina Perata: La tavola rotonda è molto compressa. Sarebbe meglio invitare i partecipanti al convegno a consegnare le proprie domande la sera. Aveva proposto di inserire anche Roberto Maina del collettivo mi-grazioni. Trova comunque la modalità della tavola rotonda troppo guidata Fabiano Ramin: E’ d’accordo con Caterina. Meglio recuperare le domande dai lavori di gruppo. Sergio Ferrera: dopo un giorno e mezzo di conferenze manca spazio al dibattito. Si dovrebbe dare spazio all’assemblea. La forma assembleare è molto importante Giorgio Gallo: La tavola rotonda ha senso se è partecipata. Il moderatore fa una domanda iniziale, dopo-di chè si crea un dibattito Gianni Pettenella: i lavori iniziano alle 9.00 e prima si deciderà se fare colazione lunga o partecipare alla messa. Ci saranno preti presenti. Quello che interessa è la condivisione fraterna della parola. Non è op-portuno metterlo nel programma: lo comunicherà la segreteria Marco Lacchin: l’assemblea disordinata non è producente. Occorre raccogliere in modo organizzato delle domande brevi da rivolgere ai relatori Caterina Perata: si offre per raccogliere domande scritte. Chiede per la presenza di Roberto Maina Pierpaolo Pertino: nella tavola rotonda si può togliere abitare la frontiera Sergio Ferrera: Non servono domande ma un tentativo di mettere in comune le esperienze. Questa for-mula è molto accademica e la contesta Monica Armetta: per il confronto ci sono i gruppi del sabato pomeriggio. Il laboratorio che è stato inserito proprio a questo scopo. Ricordiamoci che si tratta di un convegno e non di un seminario. La domenica do-vrebbe preservare i tempi e dare valore alla presenza dei relatori. L’ipotesi di far scrivere le domande è una buona soluzione per impedire che il dibattito si sfilacci. Fabiano Ramin: il dibattito non è mai servito a nulla. Meglio fare una cosa ordinata, basata su 3 domande. Pierpaolo Pertino: L’idea di far formulare una domanda dai gruppi tematici del pomeriggio è buona. Fac-ciamo una formula mista: 3-4 domande + domande scritte dal pubblico, anche in base ai tempi. Elvio Beraldin: la domenica mattina è difficile tenere le persone fino alla fine. Un po’ di flessibilità è neces-saria perché molti vengono al convegno per incontrarsi e non per il tema. Lucia Capriglione: abbiamo sempre fatto la tavola rotonda con successive domande dal pubblico. Non vede problemi, anche perché i lavori di gruppo sono stati inseriti il sabato. Negli interventi ciascuno di noi si por-ta da casa quelle che vuole dire. La sede non è la tavola rotonda della domenica mattina. Gabriella Giometti: Il rischio che gli interventi sbrodolino è una certezza. Chi dirige deve fare il cane da guardia, anche per evitare che l’ultimo dei relatori non riesca a parlare. Beniamino Favaro: è mancato ai coordinamento precedenti. Si aspetta dalla tavola rotonda che si sia una testimonianza rispetto al tema del convegno dalle tre persone che vi partecipano. Questo dovrebbe essere di stimolo per la sintesi successiva, assieme alla relazione finale di Don Rito Alvarez. Il moderatore dovreb-be contenere gli interventi personali. Ci vuole anche un po’ di buon senso ed elasticità. Monica Armetta: In sintesi le domande saranno raccolte dai gruppi di lavoro del pomeriggio e altre saranno raccolte da Caterina. Si tratta di capire se fare 3 relatori o più Marzo Zamberlan: tre sono sufficienti. Olga Turchetto: d’accordo su 3, altrimenti i relatori avranno poco spazio. Antonio Vermigli: 3 sono sufficienti, tra l’altro sono 3 donne. Il coordinamento approva 3 relatori Pierpaolo Pertino: per concludere, resta da stabilire chi fa il moderatore. Fulvio Gardumi lo ha fatto 2 anni fa. Si proponeva anche Comina. Caterina Perata: Gigi Giorgio è molto bravo. Piepaolo Pertino: la segreteria ha provato a cercare figure esterne alla rete un po’ brillanti per animare il dibattito, ma poi sono state fatte scelte diverse. Sulla tavola rotonda, visto che le domande sono blindate, vedrebbe bene qualcuno esterno alla Rete. Propone Matteo Mennini. Antonio Vermigli: propone Mario Lancisi, giornalista molto preparato, che conosce bene la Rete. Per gesti-re una tavola rotonda non ci vuole un docente ma un giornalista. Monica Armetta: Proviamo a chiedere a Lancisi, chiedendogli anche di veicolarci il convegno sui suoi programmi televisivi o radiofonici. Giorgio Gallo: Occorre cambiare la dicitura da “Territori palestinesi occupati” a “Palestina”  eseguito Angelo Ciprari: Sarebbe il caso di eliminare il “Don” davanti a Rito Alvarez. Pierpaolo Pertino: la proposta del titolo era “Speranza e Resistenza oggi”. Marco Lacchin: il titolo va bene per la tavola rotonda. Per Don Rito ci vuole un titolo più preciso. Maria Picotti: Condivide l’osservazione di Marco: il titolo dell’Intervento di Don Rito deve basarsi sull’esse-re solidali a Ventimiglia Giorgio Gallo: L’intervento di Don Rito si potrebbe intitolare “Abitare (o vivere) la frontiera” Beniamino Favaro: Meglio vivere che abitare Olga Turchetto: In conclusione al convegno è importante riuscire ad esprimere il concetto che è lecito (mettendosi in gioco personalmente) agire secondo coscienza anche se non legalmente legittimo. Se la solidarietà non è reato e se vogliamo rimanere umani …… Elvio Beraldin: invertirebbe il titolo: “Resistere per sperare un mondo migliore”. Maria Picotti: Non si possono separare resistenza e speranza: preferisce Speranza e Resistenza Pierpaolo Pertino: Il concetto dell’intervento è abitare la frontiera, e il titolo sarà deciso con Don Rito. Daniela Duizoni: d’accordo sulla proposta di Olga. Occorre distinguere legale da legittimo moralmente. Olga Turchetto: E’ il concetto sviluppato ieri sera: fino a che punto siamo disposti ad esporci. Monica Armetta: le parole speranza resistenza e frontiera sono condivise. Pierpaolo Pertino: abitare la frontiera non è solo un fatto fisico, significa anche abitare la marginalità. Beniamino Favaro: sintetizza il titolo del convegno in problematicità da un punto di vista legale e primato della coscienza. Si tratta anche di esporsi. Questo è collegato a speranza e resistenza. Maria Picotti: il termine frontiera è già stato usato in altro titolo.

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9) Varie ed eventuali. Sedi e date dei prossimi coordinamenti:

• 9-10 giugno 2018 : QUARRATA

• 22 – 23 settembre : CREA da Verificare Ventimiglia con Don Rito Alvarez

• 24 – 25 novembre : ROMA Si apre un dibattito sulla proposta di organizzare un coordinamento a Ventimiglia presso Don Rito Alvarez, anche come gesto di solidarietà per la sua attività. Si confrontano due opinioni. Ventimiglia come sede:

• Di un coordinamento fatto di lavori di rete ed esperienze sul territorio (più lungo magari dal venerdì )

• Di un evento a parte, non inserito nel coordinamento come proposta libera a chi vuol partecipare . Candidature prossima segreteria:

Caterina Perata: vorrebbe una valutazione aperta. E’ bloccata per problemi familiari ma si darebbe disponibile per fare i lavori preparatori. Tale possibilità non precluderebbe la partecipazione all’esperienza di segreteria di tutti coloro che hanno problemi di gestione familiare.

Angelo Ciprari: occorre decidere oggi di abolire il divieto di un secondo mandato pur evitando due mandati successivi. Il coordinamento decide in conformità. Circolari nazionali:

• febbraio: Varese

• marzo: Segreteria

• aprile: Castelfranco Veneto

• maggio: Verona

• giugno: Pisa Viareggio

• luglio – agosto: Quiliano Piergiorgio Todeschini illustra la situazione Mapuche. Interpretano il viaggio del papa in modo sbilanciato su una figura di capo di stato impotente a cambiare le cose nella sua Chiesa. Ciò ci impone un tentativo di sciogliere il nodo dell’interpretazione di questo viaggio. Anche i nostri Mapuche hanno pubblicato un manifesto in cui dicono che il Papa non è benvenuto per tutta una serie di motivi. Promette di tradurre il comunicato dei popoli indigeni del Cile sulla visita del Papa e di scrivere qualcosa sul post visita. Si era proposto a Margot di creare l’invio al Papa della lettera della Maci Francisca al Papa, ma Fernanda Bredariol ha riferito che la lettera è apparsa sui giornali cileni, per cui non occorre più. Gianni Pettenella comunica che, dopo il precedenti coordinamenti, ha avuto qualche piccolo riscontro dalle reti locali sul boicottaggio conto il Giro d’Italia, che partirà da Gerusalemme, salvo peggioramenti della si-tuazione internazionale. Da Verona sono partite 29 lettere di protesta (personale e individuale). E’ possibile utilizzare queste bozze per mandare altre lettere. La fase successiva sarebbe prendere uno degli sponsor e minacciare di boicottarlo. Il terzo step sarebbe quello di vedere cosa fare in prossimità del 3 maggio Lucia Capriglione riferisce che è stata costituita una piccola Rete per la Palestina Salernitana, in memoria di Anissa Manca. La lettera è stata proposta, ma non ha avuto tanto successo. E’ stato programmato, invece, un mail bombing per marzo. Saranno studiate le tappe del giro in Campania per fare dei presidi. Marco Lacchin riferisce del sit-in che è stato organizzato ieri presso la Base Nato di Ghedi, per protesta con-tro i depositi di bombe nucleari. Elvio Beraldin in vista delle elezioni, riferisce che un gruppo di associazioni ha lanciato l’idea della creazione del Ministero della Pace. Crede che questa iniziativa possa ricevere l’adesione da parte della Rete. A casa ha un calendario che riporta compleanni onomastici e ricorrenze. Ci sono molte persone sole che vanno recuperate, anche solo con una telefonata. Si va a votare, per cui invita tutti al voto. Personalmente non ci sarà, perché sarà ad Haiti. Giorgio Gallo: gli Stati Uniti stanno pensando di produrre nuove bombe più piccole da utilizzare in ambienti tattici. Questo è preoccupante perché l’idea che possa essere utilizzata tatticamente ne renderà più facile l’utilizzo. Di qui anche la preoccupazione del Papa. Riuscire a trovare modi per essere più attivi è importan-te. Il Ministero della Pace, invece, potrebbe essere una foglia di fico, per coprire iniziative di guerra. Sergio Ferrera: è importante in questa fase cercare di coltivare un’idea di comunità tra noi. Elvio Beraldin: in questo coordinamento, partendo dalla relazione di Marta, abbiamo visto quanto siano in calo le entrate. Questa è una dimostrazione dell’affievolirsi della presenza della Rete. Questo andrebbe vi-sto anche sotto il profilo della solidarietà tra gruppi della Rete: i gruppi che stanno scomparendo potrebbe-ro essere aiutati? Il momento del Convegno ci dovrebbe permettere anche di recuperare questo aspetto. Angelo Ciprari: questo tipo di iniziativa è stata portata avanti dalla segreteria, con contatti con le Reti non presenti ai coordinamenti. Il problema è quello dell’aumento dell’età e della rarefazione delle reti. Proprio questo impone un lavoro nei confronti dei giovani. L’impegno dovrebbe essere anche da parte dei vecchi amici della rete nei confronti di tutte queste persone. Pierpaolo Pertino: ogni rete locale cerchi di convogliare 1-2 ragazzi che partecipino al seminario. Chi ha relazioni personali, faccia qualche telefonata nei confronti di Reti che danno poche notizie. La segreteria proverà a contattare qualcuno, compatibilmente con gli impegni. Caterina Perata: il futuro coinvolgimento di persone nella Rete non coinciderà con un aumento dell’auto-tassazione perché i giovani non hanno più soldi. Riflettiamo sul fatto che la rete continuerà ad andare avanti con un bilancio che non potrà che diminuire Marta Bergamin: ieri sera si è deciso di inserire il bilancio nella cartellina., Occorre farlo più semplice. Chiede se occorra indicare anche le Reti che non hanno versato. Per le spese del convegno servono fatture e scontrini Il coordinamento decide di lasciare nel prospetto di bilancio anche le Reti che non hanno versato Ore 12.55. Chiusura dei lavori

Partecipanti al coordinamento:
VARESE: Marco Lacchin TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan PISA-VIAREGGIO: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, Giorgio Gallo, Magda Medini, Renzo Cason, Enrico Martinotti, Rosita Croci ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella PADOVA: Elvio Beraldin CELLE-VARAZZE: Pierpaolo Pertino, Simona Mozzati, BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini MILANO: Ercole Ongaro QUARRATA: Sergio Lomi, Mariella Borelli, Mariateresa Bertoldi MOGLIANO VENETO: Daniela Duzioni, Gianni Colleoni PESCARA: Silvio e Agnese Profico, GENOVA: Sergio Ferrera ROMA: Angelo Ciprari TREVISO: Olga Turchetto EMPOLI: Rosella Lucchetti SALERNO: Lucia Capriglione
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Ore 15.15 : Inizio lavori
Come ormai consuetudine, si procede a registrazione audio, per permettere:
• L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono essere presenti;
• La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete.
1. Saluti e accoglienza.
Prima dell’inizio del lavori, Giorgio Gallo ( Pisa Viareggio) riferisce del proprio recente viaggio in Brasile.
Ha visitato il progetto “Un’orchestra per ragazzi di strada” dedicato a Giusi, sua moglie. Collegato a questo è nata anche una attività di supporto per le famiglie che è diventata un modello per tutto lo Stato. Ciò ha iniziato a creare problemi con il Comune. La referente del progetto sarà in Italia a Dicembre.
Giorgio, inoltre, presenta il suo libro pubblicato con “Capire il conflitto, costruire la pace”
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2. Sintesi Seminari inter-regionali & Seminario Nazionale [seguirà la “Sintesi in narrazione” ]
Dopo i saluti, la Segreteria illustra brevemente i risultati del Seminario Nazionale di Brescia
“Quale Solidarietà?” con l’ausilio della proiezione di slides in cui compaiono:
– le decisioni già condivise che viene considerato quindi “patrimonio comune degli aderenti alla rete”
– i punti ancora in sospeso su cui dovrà essere organizzato il confronto ed il percorso futuro.
Questi ultimi andranno affrontati nei prossimi coordinamenti con una priorità ed una calendarizzazione che andranno decise oggi e costituiranno il programma di lavoro dei prossimi mesi
Nel seguente verbale non saranno inserite le slides ma una relazione in forma di narrazione in cui gli aspetti assodati sono in nero mentre i temi ancora oggetto di discussione sono in blu.
Nel documento si evidenziano i possibili temi di discussione:
• Se la solidarietà diventa reato quanto siamo disponibili ad un’eventuale disobbedienza?
• La restituzione è un dato assodato per la Rete come stila di vita. L’elemento nuovo introdotto, oggi, è la
restituzione temporale di ciò che è stato sottratto alle precedenti generazioni.
• La natura giuridica della Rete anche alla luce delle novità normative uscite ed applicabili nel 2018
• L’autotassazione e le sue nuove forme, anche di contenuto non economico.
• Modalità di rapporto con i giovani
• La nostra comunicazione è per addetti ai lavori o vogliamo sensibilizzare una cerchia più ampia ?
• Progetti o operazioni: andrebbe scelto una volta per tutte la terminologia per definire le nostre attività
• Riflessione se i nostri progetti siano il fine della rete o solo mezzo
Si apre il dibattito, per stabilire le priorità
Angela (Pisa Viareggio): priorità alla comunicazione mirata ai giovani per far conoscere la Rete in ambiti diversi. Senza essere paternalisti, occorrono seminari, viaggi, un addetto stampa giovane. Vanno investiti non solo soldi ma anche risorse personali di esperienza: per farlo bisogna creare occasioni di incontro.
Pier (Segreteria): La discussione prioritaria è chiederci sino a che punto siamo disposti a spingerci per essere solidali. Per metter in atto la solidarietà ci potrebbe esser chiesto di fare delle scelte di disobbedienza. Non vuol dire che la rete tutta debba fare scelte di disobbedienza ma nel caso un singolo della rete facesse una scelta di questa tipo la rete lo appoggerebbe ? In senso economico, giuridico, … ?
Marco (Varese): Per gli aspetti giuridici occorre formare una commissione di studio sulla normativa uscita. Prioritaria la comunicazione esterna ai giovani e il pericolo che la solidarietà diventi reato.
Lucia (Salerno): La frase che l’ha colpita è “ Comunicare per farci conoscere o per fare cultura”. La priorità è una comunicazione che crei cultura per cui la solidarietà sia impegno politico, rifiuto della depredazione e, al limite, disobbedienza. Fondamentale l’ascolto. Se non si fa cultura, i nostri progetti diventano progetti classici del terzo settore. Mutar il linguaggio per farci capire non significa perdere i nostri valori.
Claudio (Pisa Viareggio): Nessuno di noi andrà prima fila a lanciar bombe. Centrale è l’aspetto politico. Se si evita il metter in campo norme che impediscono di far cose giuste non sarà necessario disobbedire
Giorgio (Pisa Viareggio): Non è strano che la solidarietà sia reato. Due secoli fa negli USA una rete di associazioni e di parrocchie, sotterranea, faceva illegalmente fuggire gli schiavi. Così è successo con ebrei o partigiani ma anche per il diritto allo sciopero. Spesso la solidarietà porta ad infrangere la legge che si cambia anche in questo modo. Il problema di fondo è la divaricazione tra etica e legalità. Il nostro sforzo deve esser quello di fornire strumenti di analisi ( storica e politica) per far capire che la legalità non è il valore principale. La restituzione della rete è nata dalla coscienza che noi siamo ricchi perché altri sono poveri. Oggi è ancora così ma in maniera molto più complessa. Informare significa creare una capacità critica di collegamento dei fatti, ad es. le cause dell’immigrazione. Fondamentali le scelte personali e lo stile di vita. Ad es. l’uso dei mezzi di trasporto e il risparmio energetico come scelta personale in relazione ai cambiamenti climatici e quindi in ultima analisi alla limitazione delle migrazioni per disastri ambientali. La restituzione ha un significato molto più ampio ed impone uno sforzo di analisi molto più complesso.
Maria (Verona): E’ importante discutere sul rapporto tra solidarietà e disobbedienza. Spesso in passato, la solidarietà vera è stata disobbediente. Legato a questo c’è l’importante discorso della comunicazione. Ma spesso comunicano molto più le nostre scelte personali che un ufficio stampa. Lavorare e realizzare il convegno, a livello culturale, è fare comunicazione.
Sergio (Genova): Ieri c’è stato una sciopero di Amazon contro lo sfruttamento dei lavoratori. Scegliere di non acquistare lì ad es. è uno stile opportuno. Certo chi ha ancora dei margini, deve cambiare il proprio stile di vita e capire dove debbano essere fatte le rinunce. Uno dei punti chiave sarebbe il recupero del concetto di Stato come amministratore del bene comune perché oggi la Stato è fragile e sottomesso ai potentati economici. Noi possiamo anche cambiare i nostri stili di vita ma spesso i problemi sono altrove e sono legati all’enorme potere delle multinazionali. In questo senso, occorre svegliare le coscienze.
Maria Teresa (Alessandria): Necessario riprendere il discorso del reato di solidarietà, cruciale ed importante anche per la nostra identità di Rete. In passato ci sono state lotte illegali che hanno portato anche ad un progresso giuridico. I fronti su cui agire sono ampi ma bisogna focalizzare gli interventi e fare scelte concrete. Scegliere di fare qualcosa di illegale ci deve interrogare molto: tali scelte si pagano sul piano personale e si fanno pagare ai propri familiari. Il discorso del reato coinvolge molto i giovani. Il rapporto con loro deve essere basato sulla testimonianza di prassi e scelte di vita precise.
Olga (Treviso). Dove sono i giovani? Dove li troviamo? Il discorso sui giovani è molto astratto. Olga riporta una esperienza con Amazon tramite i suoi nipoti. Lo cita come es. di pratica comune tra i giovani.
Angela (Pisa Viareggio): Nelle decisioni da condividere possiamo mettere anche più punti. I giovani qui non ci sono ma esistono luoghi ed occasioni dove incontrarli. La Rete deve andare lì o creare delle opportunità dove ascoltarli. Ad es. il Seminario Giovani parallelo al convegno ha senso se non è fine a stesso ma l’inizio di un percorso ( viaggi, piccola documentazione delle loro osservazioni, ecc.)
Marco (Torino): Non è semplice contattare i giovani, ma ad es. lo si può fare attraverso la famiglia. Altro è muoverci e andare a contattare i gruppi più sensibili. Non si può delegare qualcuno: tutti noi nel nostro piccolo dobbiamo muoverci. E’ molto favorevole all’idea di analizzare la questione della disobbedienza a norme che non permettono di fare solidarietà: il rifiuto di accettare questo è viscerale ma occorrerebbe anche avere un quadro chiaro delle eventuali conseguenze.
Olga (Treviso): occorre una sinergia con altri gruppi anche se spesso hanno già i loro programmi e i loro impegni. Ad es. alcune proposte fatte agli Scout non risultavano attuabili per i loro impegni e calendari.
Marco (Varese): oggi, in Italia, il reato di solidarietà non esiste. C’è solo una tendenza di regresso preoccupante. Forse è opportuno creare una schema che illustri l’attuale situazione normativa
Pier (Segreteria): non esiste un reato di solidarietà ma, per esempio, vengono utilizzati i DASPO per inibire le proteste in alcuni luoghi (Valsusa). Non più tardi di mercoledì il consiglio comunale di Ventimiglia ha deliberato, all’unanimità, il divieto di dare da mangiare alle persone per strada ( quindi ai migranti)
Marco (Varese): Ordinanze come quelle di Ventimiglia sono già state annullate dal TAR.
Giorgio (Pisa Viareggio): Nessuno dice che la solidarietà è reato ma ad es. esiste un reato di immigrazione clandestina. Siamo in una situazione di ambiguità. C’è sempre un problema di interpretazione e occorre fare un’analisi per capire in quale direzione si sta andando e quindi occorre fare un lavoro politico.
Manifesta perplessità sul discorso giovani. Se lo scopo è includerli nella Rete ciò è difficile perché la Rete
nasce in un certo contesto e per un certo tipo di persone e questo non funziona con i giovani che hanno altro esigenze. L’obbiettivo non deve esser il reclutamento ma aiutare a formare le persone.
Maria (Verona): Non è tanto la legge, ma è la cultura che si crea a condizionare le scelte
Maria Teresa (Alessandria): è vero che siamo in uno stato democratico ma, per es. nelle scuole hanno messo i tornelli. E’ in atto un tentativo per controllare capillarmente le persone in tutti gli spazi. Viviamo in una società molto controllata e rigida che ha la cultura del proibito.
Monica(Segreteria): Facendo sintesi, i 2 ambiti prioritari da affrontare per cominciare il percorso sono:
• Solidarietà a rischio illegalità (importanza di documentarci anche sugli aspetti legali);
• Comunicazione, in particolar modo rivolta ai giovani, da un punto di vista culturale e operativo
Lucia (Salerno): i giovani non sono solo quelli di vent’anni ma anche di quella fascia di trentenni e quarantenni che prendono le decisioni e sono condizionati dalla cultura dominante. Magari adulti con bambini, che, quindi, formano anche altre persone.
Ercole (Milano): Il reato di solidarietà non potrà essere introdotto perché contrario alla nostra costituzione. Il problema è l’aggiramento di questo articolo che passa attraverso la criminalizzazione di specifiche condotte di solidarietà. Da molti anni, invece, il reato di solidarietà esiste all’estero. Propone di incaricare l’Avv. BALLERINI dell’associazione diritti e frontiere di creare un documento del genere. Altri possibili nomi sono PALEOLOGO, PADOAN ed altri.
Monica (Segreteria): già a Brescia si era detto che il tentativo di raggiungere i giovani non deve essere a fine di reclutamento ma per far fare loro esperienze di vita, che potranno essere spese anche in altri contesti. Cita la mostra sui migranti allestita dalla Rete di Torino.
Angelo (Segreteria) ricorda che oggi è il secondo anniversario della morte di Fidel Castro.
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3. Il Convegno 2018: programma, relatori ed inviti.
a) Il titolo. Elenco delle proposte raccolte dalla mailing list :
1. Solidarietà è politica
2. Questi servi disobbedienti: politica e solidarietà
3. Reato di solidarietà? Disobbedire per restare umani
4. La profezia della RRR: il reato di solidarietà. L’obbedianza non è più una virtù
5. Un imperativo da praticare: la corresponsabilità
6. Solidali … per restare umani
7. La solidarietà non è reato: Resistiamo umani
8. Ognuno di noi è corresponsabile. La solidarietà non è reato
Sergio (Genova) propone “Solidarietà è umanità”
Monica (Segreteria): l’obbiettivo è cancellare tutti i titoli che non vogliamo e individuare il titolo voluto.
Elvio (Padova): chiarisce che la solidarietà è politica perché ad es. le cooperative solidali sono entrate in crisi con la diminuzione degli sbarchi.
Maria (Verona): le parole solidarietà e disobbedienza devono comparire nel titolo. Preferisce il terzo titolo
Maria Teresa (Alessandria): apprezza il terzo e conviene con quanto detto da Maria
Magda (Pisa – Viareggio): concorda per il terzo titolo
Angela (Pisa – Viareggio): il titolo deve essere più ampio e nel titolo solidarietà è politica è comprensivo. Trova il titolo relativo al reato di solidarietà parziale.
Maria Teresa Bertoldi (Quarrata) rileva che nel terzo titolo c’è una contraddizione, mentre ritiene il terz’ultimo il più chiaro e propositivo. Marco (Varese) propende per il secondo titolo
Claudio (Pisa – Viareggio): stiamo riducendo il concetto di solidarietà ad un solo aspetto: quello dell’aiuto ai migranti. Al convegno parliamo solo di migranti o di solidarietà in senso lato?
Piergiorgio (Brescia): Apprezza il titolo con l’invito alla resistenza. Un richiamo forte alla resistenza ci proviene dai Mapuche. Gabriella (Brescia) si associa
Angelo (Segreteria) : Propone Solidarietà è politica e resistenza + una parte dell’art. 2 della Costituzione
Lucia (Salerno): La Rete di Salerno aveva scelto il terzo. Propone una sintesi:
La Solidarietà non è reato. Resistenza (disobbedienza) e corresponsabilità politica
Monica (Segreteria) : le parole chiave sono solidarietà, politica, disobbedienza e resistenza. Aggiungendo magari la Rete Radiè Resch si interroga
Pier (Segreteria): non è d’accordo perché il target del convegno è rivolto all’esterno.
Angela (Pisa – Viareggio): se si mette la parola politica, essa comprende la parole disobbedienza
Olga (Treviso): il titolo deve essere accattivante ed immediato per tutti. Propone il terz’ultimo titolo.
Giorgio (Pisa – Viareggio): dobbiamo creare un metodo: cominciamo a togliere i titoli che non ci piacciono. Propone di eliminare la seconda, la quarta, la penultima e l’ultima. Personalmente ritiene incisivo il settimo
Elvio (Padova): I suggerimenti delle persone invitate sono più sul piano politico che sul piano solidale.
Simona (Celle-Varazze): Apprezza il primo ma, tenendo conto dei testimoni delle operazioni propone “Solidarietà è politica: resistiamo umani”
Gianni (Verona): Nessuno non verrà al Convegno perché nel titolo manca una parola: delegiamo alla segreteria la scelta del titolo. A Brescia è uscita la disobbedienza civile e questo è importante. Propone:
“La solidarietà non è reato. È politica fino alla disobbedienza”.
Ercole (Milano): diffida del termine politica perché nell’accezione comune è negativa e perché anche chi criminalizza la solidarietà sta facendo un atto politico
Gigi (Alessandria) propone la n.° 7 perché ha obbiezioni sull’uso della parola “politica”
Maria Teresa (Alessandria): Propone: “ La solidarietà non è reato: disobbedienza e resistenza”
Pier (Segreteria): A Brescia quando l’attuale tema del convegno è stato proposto c’è stato entusiasmo. La solidarietà accostata al reato è stato riconosciuto come l’elemento di novità di questo momento quindi deve comparire nel titolo. Non farlo significa, in qualche modo, cambiare l’argomento del Convegno. Resistenza e disobbedienza individuano dove il convegno vorrà andare a parare. Anche i nostri testimoni del Là ( i referenti) sono resistenti, disobbedienti al punto da pagare con il carcere o rischiando di finirci.
Marco (Torino): Di pancia appoggia il titolo 7 perché colpisce da un punto di vista grafico
APPROVATO IL TITOLO numero 7: La solidarietà non è reato: Resistiamo umani
b) Programma e Durata. A che ora del venerdì iniziamo il Convegno? La segreteria propone alle 17.00
Angelo (Segreteria): Fisserebbe le 16.30 perché tutti siano incentivati ad arrivare. Poi, nella prima ora si potrebbero presentare filmati, interviste di testimoni ecc. per poi dare inizio alla relazione alle 17.00.
Angela (Pisa-Viareggio): Propone alle 16.30: Accoglienza; alle 17.00: inizio convegno con saluti segreteria ; alle 17.30 : prima relazione
Ercole (Milano): Occorre grande trasparenza e chiarezza per cui non usare sotterfugi sull’orario. Chiede anche la puntualità negli orari. Basta essere puntuali la prima sera perché poi la gente si adegui.
Monica (Segreteria) : dice che l’idea di proiettare i filmati era l’idea di introduzione
Lucia (Salerno): E’ d’accordo con Ercole. Maria (Verona): propone di iniziare alle 18.00
Angelo (Segreteria): precisa che la cena a Trevi sarà alle 19.30. Si meraviglia anche perché in tutti i nostri convegni l’orario di inizio non è mai stato rispettato
Giorgio (Pisa-Viareggio): Ercole ci sta proponendo uno stile diverso che Giorgio condivide
Il coordinamento stabilisce per il venerdì :
ORE 16.30: Accoglienza e Registrazione
ORE 17.30: Saluti della Segreteria
ORE 18.00: Inizio Relazioni
ORE 20: Cena
Elvio (Padova) propone un coordinamento prima del convegno
Angela (Pisa Viareggio): chiede a cosa serva il coordinamento subito prima del convegno
Angelo (Segreteria): ritiene opportuna una riunione organizzativa pre – convegno
Gigi (Alessandria): dice che allo scorso convegno non è stato fatto un coordinamento ma la segreteria si è vista il giorno prima per sistemare tutta una serie di cose.
Orari di sabato e di domenica restano gli stessi dello scorso Convegno

c) Relatori & Testimoni. La segreteria proietta una Slide con riassunti tutte le proposte dei relatori/testimoni giunte in mailing list fino a giovedì 23 Novembre.
ELENCO RELATORI:
1. Flore Murar Yovanovitch ( Maria Picotti ) che contatta a sua volta ha proposto 
• Daniela Padoan : nel maggio scorso ha lanciato la campagna “La solidarietà non è un reato” nella Carta di Milano
• Nawel Soufi: giovanissima ragazza italo-marocchina (25 anni) che lavora nel campo profughi di Moria a Lesbo, dove sta facendo esattamente quello che fa p. Zerai da noi. Salita agli onori delle cronache perché, di persona, ha denunciato tale situazione di fronte al Parlamento Europeo
• Arash Hampay : iraniano, molto attivo sul fronte Greco
2. Comitato Antifascista Savona ( Caterina Perata )
3. Gherardo Colombo ( Angelo Ciprari )
4. Lorenza Carlassale ( Ercole Ongaro ) : Costituzionalista
5. Alessandra Ballerini ( Ercole Ongaro ) : Avv. Fam. Regeni, Amnesty International ed altro
6. Abitare la frontiera : Ventimiglia. (Rete Celle Varazze) Don Rito Alvarez – Parroco di Ventimiglia con eventuale partecipazione di Cédric Herrou – Contadino della Val Roya e Monsignor Jean Louis – Vescovo di Vivier
Altri nomi e associazioni proposti su cui riflettere, non circolati in rete, sono:
• Erri De Luca
• TPP – Tribunale Permanente dei Popoli
• ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’ Immigrazione
• Francesca Mannocchi – giornalista
• Dagmawi Yimer – regista rifugiato Etiope
• Igiaba Scego – scrittrice somalo-romana.
• LUNARIA – Associazione di Promozione sociale (pace, giustizia sociale ed economica ed altro)
• Giorgio Gallo
• Yvan Sagnet
• Don Massimo Biancalani – Parroco di Pistoia
REFERENTI di PROGETTI della RETE:
1. Solidarity Watch
2. Sem Terra (MST)
3. Mapuche ( Josè Nain )
4. Referente di Mesa Campesinia
5. Referente Palestinese ( proposti Mustafà Barghouti, Khaled Saifi, Zwy Schuldiner, B’th Selem )
6. Lelia, educatrice popolare e Carolina, ingegnere biologico di Agua Doce

Le scelte dipendono dal taglio che si vuol dare al Convegno ma è necessario prendere in considerazione anche l’aspetto della sostenibilità in termini di costi. Cominciamo a sfrondare dalla lista i nomi che da escludere. La proposta è: Venerdì relazione introduttiva; I dopo cena liberi ( con proposte non vincolanti); Sabato mattina gruppi tematici con ritorno in plenaria nel pomeriggio; Domenica mattina conclusioni. Confermiamo il metodo dei gruppi tematici (inseriti per dar modo alle persone di partecipare maggiormente) ? La Rete di Udine ha manifestato contrarietà, almeno in un contesto come il Convegno.
Giorgio ( Pisa Viareggio): I gruppi di lavoro hanno 2 finalità diverse: possono essere gruppi di dibattito che riportino delle indicazione in plenaria oppure gruppi di lavoro senza restituzione alla plenaria.
Maria (Verona): nello scorso convegno il sabato mattina era dedicato alle Relazioni ( padre Zerai ed altri) e nel pomeriggio dalle 15.00 c’è stata la presentazione e la suddivisione in aree tematiche (3 gruppi) con restituzione finale in plenaria, facilitata da tre ragazzi. Sergio (Genova): Suggerisce di creare occasioni di incontro con i referenti dei nostri progetti per far conoscere all’esterno il lavoro della Rete stessa. Angela (Pisa Viareggio): chiede se la perplessità della Rete di Udine è rivolta alla metodologia dello scorso convegno che invece a lei è sembrato valido. Gigi (Alessandria): ricorda che Toni Peratoner è sempre stato contrario ai gruppi di lavoro nel convegno. A questo punto Angelo (Segreteria) per chiarezza dà lettura integrale della mail della Rete di Udine. Giorgio (Pisa Viareggio): dice che a Brescia si era già deciso di fare i gruppi di lavoro. Lucia (Salerno): preferirebbe i relatori il sabato mattina ed i gruppi di lavoro al pomeriggio
Marco (Varese): relatori il sabato mattina e gruppi il pomeriggio. Sfrutterebbe Giorgio Gallo sui conflitti
Marco (Torino): Preferisce i relatori il sabato mattina e la domenica mattina per un discorso di attenzione, lasciando i gruppi il sabato pomeriggio. Ha apprezzato il metodo utilizzato lo scorso convegno
Gigi (Alessandria): conferma che i gruppi debbono seguire le relazioni.
Il coordinamento stabilisce di fare i gruppi tematici nel Sabato pomeriggio
Pier (Segreteria): i gruppi tematici ( non di lavoro) dovrebbero proporre esperienze e testimonianze dopo le relazioni più generali. I partecipanti al Convegno sceglierebbero l’ambito a loro più consono.
Gianni (Verona): Sollecita una testimonianza palestinese, soprattutto visto che il convegno sarà ad 1 mese dalla partenza del Giro d’Italia in Israele (territori occupati) La Rete di Verona sta contattando alcune persone, il 2 Dicembre ne incontrerà una da cui, probabilmente, uscirà la proposta di un testimone
Giorgio (Pisa Viareggio): La relazione iniziale del venerdì deve esser attrattiva ed a tema legge, etica e disobbedienza. Basta la presenza di un giurista: propone Gherardo COLOMBO. Pone, invece, un veto su Erri De Luca, anche per l’atteggiamento tenuto sulla Palestina.
Maria Teresa (Alessandra): cita un incontro in Alessandria sulla questione palestinese con diffida da parte della comunità ebraica. Propone inserimento in cartellina dei nostri nuovi progetti per sottolineare le esperienze concrete. Sulla relazione iniziale non è d’accordo su Colombo ma propone la Ballerini.
Maria (Verona): Necessario chiamare gente nuova e più giovane. Propone la Yavonovitch, giornalista autrice di un libro dal titolo “Piccolo mosaico del disumano”. Contattata e si è dimostrata interessata alla Rete. Potrebbe intervenire il sabato mattina. Come giurista suggerisce la Padoan per spiegare il reato di solidarietà, come testimone per il pomeriggio Nawel Sufi, per la relazione iniziale la Ballerini.
Giorgio (Pisa Viareggio): non vede la Ballerini per una relazione iniziale, ma solo per un discorso più tecnico
Pier (Segreteria): Per ciò che riguarda la Ballerini, Enrico e Valeria (Rete di Celle Varazze) avendo avuto a che fare con lei professionalmente, riportano una esperienza negativa dal punto di vista umano. La vedono come una persona alla ricerca di grandi nomi per avere eco mediatico. Oltre a ciò, la Rete di Celle – Varazze ha incontrato a Ventimiglia Don Rito Alvarez, il parroco che ha aperto le porte della propria parrocchia al grande afflusso di migranti dopo che sono state chiuse le frontiere. Positiva l’impressione. Incontreremo Cedric Herrou – il contadino condannato in Francia per aver ospitato migranti e se, riceveremo mandato dal coordinamento, proveremo ad invitarlo al convegno
Lucia (Salerno): propone che venga creata una commissione perché non si riesce a decidere
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Ore 19.30. Termine dei lavori del pomeriggio e Cena
Ore 21.15. Ripresa dei lavori su Relatori & Testimoni del Convegno
Marco (Varese): manifesta ulteriori perplessità su una relazione prettamente giuridica. Ribadisce la necessità di costituire un gruppo che elabori un testo da inserire in cartellina. Elvio (Padova): mette in evidenza la necessità di far memoria al convegno di Ettore Masina. Inoltre, la prima relazione deve essere lo sviluppo del titolo del convegno. Giorgio (Pisa Viareggio): riferisce che Gherardo Colombo è in grado di fare una relazione non prettamente giuridica. In alternativa propone la Yovanovitch.
Maria Teresa (Alessandria): propone: prima relatrice la Yovanovitch (sarebbe anche una novità rispetto alla storia dei nostri convegni); Testimoni: al sabato mattina ( propone il Comitato antifascista di Savona).
Ercole (Milano): Aveva proposto Ballerini e Carlassare. La seconda parla in modo molto accattivante, mentre la Ballerini è da verificare. Altro personaggio interessante è Anna Maria Rivera, antropologa che ha scritto su questo argomento. Per quanto riguarda i gruppi tematici del sabato pomeriggio propone che un gruppo si occupi della sentenza del TPP sui migranti.
Giorgio (Pisa Viareggio): il testimone palestinese deve vivere in Palestina e non in Italia. Nelle tempistiche vanno tenute in considerazione le traduzioni quindi per il Sabato mattina non più di 3 testimoni. Venerdì: si potrebbero fare 2 relazioni, una eventualmente dopo cena. Domenica: un panel sul tema della frontiera oppure altre relazioni.
Caterina (Quiliano): ha inviato un audio intervento. Per il Seminario Giovani propone di prender in considerazione 2 fasce d’età: 1) medie e primi anni delle superiori “)ultimi anni delle superiori e università. Propone come relatori: Del Grande & Segre, come testimoni: il Coordinamento antifascista di Savona anche se è un lavoro in divenire e non sa ancora esattamente dove andranno a parare.
Vista la difficoltà nel decidere, la Segreteria propone la costituzione di una Commissione che si occupi della definitiva stesura dello schema del Convegno e dei Relatori/Testimoni che interverranno
Maria (Verona): nella prima relazione è necessario sviluppare il tema “La solidarietà non è reato” per dare la cornice agli interventi dei testimoni. Angela (Pisa-Viareggio): Concorda. Per il venerdì pomeriggio relazione a due voci (Yovanovitch e Padoan). La sera del venerdì propone un ricordo di Ettore Masina
Marco (Torino): per il venerdì relazione di Giorgio Gallo che spieghi motivazioni e percorso hanno spinto la Rete a questo argomento e titolo. Poi relazione di Gherardo Colombo.
Maria Teresa (Alessandria): Venerdì Yovanovitch + Padoan. Alla sera una proiezione di un film. Sabato mattina 3 testimoni. Nel pomeriggio, i gruppi. Domenica tavola rotonda con il sacerdote di Ventimiglia
Angelo (Segreteria): nell’ultimo convegno hanno partecipato 297 persone (tolta le classi di studenti 250)
Senza un nome di richiamo avremo un numeri di iscritti ancora più ridotti. Erri de Luca ha ricevuto il veto ma Gherardo Colombo potrebbe essere un nome di attrazione. Per la memoria di Ettore Masina propone la proiezione il venerdì sera di un suo documentario, trasmesso in Rai a ora tardissima, su Giovanni XXIII
Lucia (Salerno): Nell’ambito della campagna referendaria la Carlassare è conosciuta e saprebbe trattare specificatamente sul reato di solidarietà. Gherardo Colombo non è mai intervenuto su tale argomento. Nella tavola rotonda dovrebbe essere toccato il tema del libro di Giorgio Gallo.
Sergio (Genova): Chiede se vi sia qualcuno che convince veramente allora scegliamolo
Ercole (Milano): si è raggiunto un accordo sull’impostazione
Pier (Segreteria): Se la domenica mattina si fa una tavola rotonda, non ha molto senso invitare Don Rito. La sua presenza ha senso come testimonianza e come messaggio di speranza  La solidarietà è possibile nonostante le leggi la ostacolino o addirittura la impediscano. Sia nel Qui (Ventimiglia) che Là ( Colombia) .
Simona (Celle-Varazze): Cedric Herrou probabilmente non può uscire dalla Francia ma al limite si potrebbe raccogliere una testimonianza filmata. Angela (Pisa Viareggio): Concorda con lo schema riassunto da Ercole
Gianni (Verona): la commissione deve avere un mandato elastico perché non sappiamo quanti relatori e testimoni daranno conferma della loro presenza.
Il coordinamento dà mandato alla Commissione di individuare-invitare relatori/testimoni oltre che definire un programma del Convegno. Giorgio Gallo è già stato indicato. Domani si designeranno gli altri
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4. Rinnovo delle Operazioni. [Vedi allegati]
a) ARMENIA – Progetto Hagharzin 2017 e Tavush 2018
Maria Teresa Bertoldi (Quarrata) illustra il materiale inviato da Teresa Sargsyan, referente in Italia dei progetti in discussione. Viene presentato:
I. la relazione finale del progetto Hagharzin finanziato dalla Rete nell’anno 2017
Vengono descritti i buoni risultati del progetto. Grazie alla crescente presenza turistica le entrate garantiranno risorse sufficienti per il proseguimento del lavoro in autonomia. E’ stato creato un piccolo orto di coltivazione delle erbe documentato dalle molte fotografie inviate.
II. Il proseguimento del finanziamento biennale per il 2018 con il progetto Tavush – Casa del Miele
Per il 2018, il progetto originario si trasformerà nella Casa del miele un locale per esposizione, assaggio, vendita dei prodotti dei propri alveari. La previsione è raggiungere l’autonomia del progetto dopo un anno con l’obbiettivo di creare un indotto sul territorio. Vengono chiesti 2.960 €. Ci lavorano già 5 persone retribuite dalla diocesi. I prodotti dei due precedenti progetti saranno portati al nostro Convegno di Trevi.
In prospettiva, per il 2019, il progetto potrebbe continuare con un ampliamento della Produzione di balsami ma al momento non è ancora pronta una proposta ed un programma dettagliato
Il coordinamento approva il progetto Tavush per il 2018 – Casa del Miele – e resta in attesa di maggiori dettagli per poter decidere sul progetto eventuale della Produzione di balsami per il 2019
b) ARMENIA – Proposta Progetto Gyumri (Capoluogo della provincia di Shirak)
Nuova proposta. Gyumri, seconda città dell’Armenia, è stata distrutta nel 1988 da un terribile sisma che ha provocato circa 50.000 vittime. Nella zona, un tempo a vocazione industriale, solo sfacelo per cui gli abitanti sono costretti ad emigrare. Centro Sociale Educativo e Diocesi organizzano progetti di formazione lavoro. Traquesti un progetto, di 160 ore, per parrucchiere ed estetiste, destinato a 60 donne che, poi,
potrebbero svolgere la loro attività in casa propria oppure a domicilio. Sarebbero selezionate tra le famiglie
più bisognose dagli assistenti sociali. Richiesti 3.263 € per acquisto di attrezzature e allestimento dell’aula.
Essendo un progetto ex novo, il coordinamento, rimanda la decisione, in attesa di capire quali risorse siano ancora disponibili dopo aver onorato i progetti rinnovati e già approvati.
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DOMENICA 26 NOVEMBRE
Ore 9.20. Inizio dei lavori della Domenica
5. Aggiornamenti sul Sito della Rete curato da Gigi della Rete di Alessandria
Gigi, collegandosi via internet, illustra stato ed funzionamento del nuovo sito della Rete. Ha inserito i progetti della Rete usando il vecchio libretto operazioni, aggiornando nei casi in cui il materiale è stato inviato. Alla voce migranti è stata inserita la tabella con le iniziative intraprese sul territorio dalle reti locali (girata in mailing list). Graditi gli aggiornamenti. Viene riportata la scheda del progetto della Rete di Trento e Rovereto, ritenuto particolarmente rappresentativo ma si possono esser inseriti approfondimenti da parte di tutti. Una pagina è dedicata alle news mentre nella home page ci sono le circolari nazionali. Nello
spazio per i dossier, ci sono documenti più articolati e corposi (tra cui un profilo di Ettore Masina) mentre la voce documenti contiene circolari, atti dei convegni e dei seminari. Per la nostra rivista “In dialogo” sono riportate le copertine ed un articolo considerato significativo (scelto da Antonio). Giorgio (Pisa – Viareggio) propone che dopo 6 mesi dalla pubblicazione, compaia sul sito l’intera rivista e non solo un articolo. Chiede poi che i suoi articoli destinati alla rivista compaiano contemporaneamente sul sito.
Il coordinamento approva questa ultima richiesta e la allarga a tutti quanti lo richiederanno
Gigi prosegue la spiegazione del sito e sollecita le singole Reti all’aggiornamento delle operazioni. Dalla voce Reti locali si accede all’elenco delle Reti con i dati dei referenti e nell’ultima colonna comunicazioni è presente un link che apre una scheda con informazioni sulla Rete locale. Per l’accesso alla zona riservata serve una password dentro ci sono i verbali dei coordinamenti ed i bilanci. Altre velette danno accesso al forum, ai contatti della segreteria ed ai link. Il sito è visibile su qualsiasi dispositivo, anche smartphone, ed è facilmente raggiungibile da tutti i motori di ricerca. All’inizio il lavoro del sito è stato seguito sia da Gigi che da Alessandro poi c’è stata una divisione dei compiti. Alessandro (alessandro.cabroni@libero.it) si occuperà delle mailing list e delle circolari mentre Gigi penserà al resto. Ora si tratta solo di usare il sito. Nel prossimo coordinamento Gigi risponderà a tutti i dubbi di coloro che lo hanno visitato ed usato.
Maria (Verona) propone di chiedere a Maria Rita Vella (Noto), visto il grande lavoro effettuato nella scorsa segreteria, di aggiornare il file della discussione delle operazione, stralciando quelle chiuse. Chiede poi informazioni sul funzionamento del forum, il cui incaricato è Marco della rete di Torino.
Marco (Torino) aveva chiesto di mandare le richieste di account ma nessuno ha inviato nulla. Sollecita caldamente l’invio del proprio username e password per rendere attivo il forum per poter essere registrati. Invierà una mail in mailing list con una ulteriore richiesta rivolta a tutti.
Il coordinamento ringrazia Gigi e Marco per tutto il lavoro svolto
Pier (Segreteria) riferisce della richiesta da parte di Clotilde di trasferire l’archivio storico della Rete a Roma presso la Fondazione Basso, in modo che questo possa essere consultabile da chiunque. Il trasferimento sarà seguito da Matteo Mennini e da Clotilde stessa. Ercole che conserva la maggior parte dell’archivio della Rete (almeno fino al 1994) è favorevole ma chiede che il coordinamento approvi in maniera ufficiale il trasferimento.
Il coordinamento approva
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6. Rinnovo delle Operazioni (proseguimento)
a) Progetto Dario Canale – Medici contro la tortura
Angelo Ciprari (Rete di Roma) riferisce della lettera di Mauro Gentilini che chiede il rinnovo per il prossimo triennio con una cifra di €. 13.000 (stesso importo 2015 – 2017). In estrema sintesi l’attività dei Medici prosegue incessantemente e si ritiene che l’operazione debba essere rinnovata.
Gianni (Verona) ricorda che per i medici non è possibile accedere a finanziamenti statali ed europei se non è già stato attivato un finanziamento autonomo ( quello fornito appunto dalla Rete). Pertanto è favorevole.
Il coordinamento approva il rinnovo del progetto
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7. Proseguimento della discussione su Convegno e Seminario Giovani 2018.
Maria Teresa (Alessandria): propone per il venerdì una relazione iniziale di Gherado Colombo (in plenaria con i giovani che partecipano al seminario) + quella della giornalista Flore su umano e disumano. Sabato mattina dedicato ai testimoni. Domenica: non farebbe la tavola rotonda ma 3 relazione risultato del convegno (testimonianze dirette: Don Rito Alvarez (con Cedric Henou) Daniela Padoan e Solidarity Watch.
Marco (Varese) concorda.
Giorgio (Pisa – Viareggio) Gallo è perplesso perché non ha capito come siano organizzati i gruppi tematici
Monica (Segreteria) segnala la necessità di intersecare, almeno in alcuni momenti, il convegno con il seminario giovani
Pier (Segreteria): Le relazioni dei nostri testimoni di sabato mattina (che paiono essere: Sem Terra, Mapuche e Palestina) devono trattare il tema del Convegno. La loro testimonianza quindi deve avere quel taglio. Al pomeriggio si confluisce nei gruppi tematici curati dalle associazioni che operano sul reato di solidarietà (da scegliere oculatamente vedi : Solidarity Watch, TPP, Gruppo Antifascista di Savona, …). I mandati dati per la scelte definitive alle Commissioni devono esser elastici. Le commissioni saranno:
A. Struttura Convegno / Relatori – testimoni
B. Seminario Giovani
C. Logistica e prenotazioni
Per ogni Commissione costituita ci sarà un membro della segreteria con funzioni di coordinamento con le altre commissioni
Il coordinamento approva e delibera la formazione delle precedenti Commissioni di Lavoro.
Per la A) Commissione Struttura del Convegno e scelta dei Relatori/Testimoni vengono indicati: Giorgio Gallo (Pisa Viareggio), Maria Picotti (Verona)e Piergiorgio Todeschini (Brescia) con (forse) l’aggiunta di un membro della Rete di Padova. Per la segreteria : Pier
Elvio (Padova): da Haiti scrivono che la solidarietà della Rete è una solidarietà particolare. Suggerisce che i testimoni vengano dai nostri progetti.
Simona (Celle-Varazze): i testimoni non sono ancora stati decisi anche se alcuni sono stati dati per scontati. Le sarebbe piaciuto Nawel Sougfi. Bisognerebbe dare spazio al sabato mattino ai testimoni del Qui.
Pier (Segreteria): il criterio di scelta dei nostri testimoni dovrebbe anche tener conto di chi è in grado di proporre al Seminario Giovani un viaggio ed una esperienza nella propria realtà.
Maria Teresa (Alessandria): i testimoni del sabato dovrebbero essere maschi/femmine che a casa loro facciano disobbedienza. I Sem Terra in Brasile lo fanno. La Palestina, poi, è emblematica.
Lucia (Salerno): la mattina i testimoni lavorano con noi e il pomeriggio lavorano con i giovani
Monica (Segreteria):concorda. Per il Seminario Giovani si è calorosamente auspicata la presenza in commissione di giovani. Il titolo del seminario giovani è “ E se fossi nato al tuo posto? ”
Angela (Pisa Viareggio): Prende le distanze da un Seminario Giovani direttamente collegato al Convegno.
Così i ragazzi sono impacchettati e riproponiamo ciò che è stato fatto allo scorso Convegno.
Giorgio (Pisa Viareggio): Dire che alle prima relazioni vengono anche i giovani è senza senso. I giovani devono lavorare autonomamente.
Rosella Luchetti (Empoli): L’idea originaria era quella di fare Convegno e Seminario separatamente.
A Brescia è stato deciso diversamente. E’ disposta a lavorarci se seminario e convegno sono totalmente autonomi l’uno dall’altro. Si possono usare gli stessi testimoni ma in contesti separati. Solo così la presenza dei giovani può esser proficua, altrimenti non serve.
Maria Teresa ( Alessandria): E’ stato fatto un seminario a Quarrata. Lo schema originario è stato abbandonato per ragioni di costi e organizzazione. Lascerebbe una spazio di autonomia sul sabato, facendoli partecipare la resto del convegno.
Marco (Varese): protesta perché in questo coordinamento non è ancora stato deciso nulla
Lucia (Salerno): ricorda che allo scorso coordinamento si era deciso che il seminario sarebbe stato parallelo ma separato. Tra l’altro Mohamed Ba ha dato la disponibilità a lavorare con i giovani
Claudio (Pisa Viareggio) : Dove sono i giovani che partecipano alla Commissione e collaborano a dare forma al Seminario? Quando decideranno ?
Piergiorgio (Brescia): Ribadisce, verbale alla mano, che a Brescia è stato deciso ciò che ha detto Lucia: convegno e un seminario separati. Fondamentale è che i giovani chiedono di essere ascoltati degli adulti
Maria (Verona): Concorda con Lucia. Che età avranno i giovani partecipanti? L’approccio varia molto a seconda dell’età. La presenza di Mohamed Ba è una garanzia. Come Rete non possiamo proporre un titolo declinato solo al maschile ( oltre nato anche nata ).
Olga (Treviso): Concorda con Marco di Varese. Si aspettava di venire al coordinamento per approvare idee già formate, non di rimettere in discussione di nuovo tutto. Concorda anche con Claudio: ma dove sono i giovani che collaboreranno alla costruzione del Seminario ? Non posso certo farlo il Sabato mattina.
Pier (Segreteria): Il problema principale è che al seminario non parteciperà un gruppo strutturato con dinamiche interne già consolidate. I partecipanti saranno molto eterogenei e non possiamo lasciare tutto in mano allo spontaneismo ma proporre un’animazione capace di esser discreta, non impositiva, in grado di creare un clima favorente l’ascolto. Sappia coordinare e rendere fruibile il loro stare insieme.
Qualche ragazzo/a disponibile a partecipare alla commissione si può trovare. E’ importante tenere presente le diverse fasce d’età e fare delle scelte. C’è una grande differenza tra i sedicenni ( che hanno esigenze di conforto/confronto perché su certi temi si sentono soli ed isolati rispetto al pensiero corrente dei coetanei ) e chi è più grande (che ha già trovato ambienti dove far respirare la propria differenza).
Agnese (Pescara): Necessario stabilire delle fasce di età. Un Universitari di 25 anni non è più giovane e può partecipare tranquillamente al convegno. La proposta però deve esser chiara scegliendo un target.
Vero che il seminario giovani è stato deciso ma la finalità qual’è? Se il motivo è formativo, i problemi diventano più semplici. Bisogna cercare all’interno della Rete qualcuno che gestisca il seminario giovani non solo nell’organizzazione ma anche nella presenza.
Monica (Segreteria): Le proposte fatte la scorso volta hanno delineato alcuni aspetti senza potersi confrontare con i membri della commissione perché impossibilitati a partecipare. Accogliamo in modo definitivo la formula autonoma tra convegno e seminario. Rispetto all’età: ne esiste una anagrafica e una di maturità. Per la partecipazione al Seminario: ogni rete deve individuare ed invitare qualche ragazzo interessato alle tematiche indicate dal titolo. Come testimoni/relatori fruibili dalla Commissione abbiamo individuato Mohamed Ba e Don Fabio Corazzina, capaci di usare un linguaggio adeguato e coinvolgente per i giovani. Per gli animatori le figure possibili individuate sono: Il Pozzo di Giacobbe, che ha animato l’incontro estivo a Quarrata, il Gapa di Catania che in questi anni ha animato i momenti giovani nei convegni ed Eleonora, presente con Caritas Savona allo scorso Convegno, e organizza animazioni a livello nazionale su temi analoghi a quello del titolo individuato, per ragazzi dai 16 ai 22 anni.
Si tratta di capire quale proposta sia più utile e consona per i nostri obbietivi e le nostre esigenze.
Ercole (Milano): Il Seminario deve avere un suo percorso anche perché il titolo è diverso. Il Sabato i partecipanti al seminario devono sviluppare quel titolo. Serve una Commissione formata da un paio di persone che dovranno esser fisicamente presenti al Seminario Giovani. La proposta alla Commissione è attingere da ciò che il Convegno mette a disposizione. Saranno poi loro a scegliere.
E’ interessante anche prender in considerazione la contaminazione tra fasce di età diversa e riservare un momento di ritorno dei loro lavori al Convegno tutto.
Angela (Pisa – Viareggio): molti fraintendimenti sono nati perché nessuno della commissione era presente allo scorso coordinamento. Propone una riflessione insieme ai ragazzi sotto forma di laboratorio magari con alcuni momenti di partecipazione al convegno. Invece, l’età non conta. Segnala l’importanza di un rapporto costante con gli insegnanti. Si era pensato ad un seminario con almeno un ragazzo per ogni Rete.
Daniela (Mogliano Veneto): Propone un titolo nuovo che esprime lo stesso concetto del vecchio:
“ E se io fossi al suo posto? ”
Il coordinamento decide che il Seminario Giovani sia autonomo e svincolato dal Convegno con titolo:
“ E se Io fossi al tuo posto ? ” e rivolto a ragazzi dai 16 anni in su. I Testimoni – Relatori già individuati : (Mohamed Ba e Don Fabio Corazzina) saranno affiancati da altri eventualmente presenti al Convegno scelti dalla Commissione (ad es. Solidarity Watch).
Andrà anche individuato un animatore/animatrice (Es. Gapa, Il pozzo di Giacobbe, Eleonora di Sv, ..)
Caloroso l’invito ad ogni rete locali affinché individuino ed invitino ragazzi motivati al Seminario di Trevi.
La segreteria mostra alcune slides di proposta per il Seminario Giovani, preparate in vista del coordinamento. Vengono dati per assodati Mohamed Ba (disponibile anche per fare uno spettacolo il sabato sera) e Don Fabio Corazzina. Testimoni: Don Rito Alvarez e i referenti locali delle reti che possono accogliere i viaggi giovani (Gapa, Josè Nain, Salete, ecc.). Le proposte verranno valutate dalla commissione.
Maria (Verona): dal Ghana potrebbe nascere una proposta di viaggio per giovani.
Pier (Segreteria): La proposta di un viaggio in Africa, soprattutto se alla prima esperienza, è troppo complessa e forse controproducente. Non abbiamo ancora parlato della proposta di Maria Rita (Noto) che ha inviato la scheda di Viviana, referente locale del progetto Mesa Campesina.
Almeno và valutata. Certo con Mapuche e Sem Terra i rappresentanti del Cono Sud cominciano a diventar troppi. Angelo (Segreteria): le spese dell’ultimo convegno sono state di 16.000 €. Le commissioni sono invitate a prendere in considerazione anche le spese da affrontare. La cassetta al convegno non ha consentito di raccogliere molto ( pare però che una parte dei soldi sia stata rubata ). La proposta è portare la cifra del soggiorno da 92 a 100 € per richiedere un numero maggiore di gratuità alla struttura ospitante.
Sergio (Genova): Cerchiamo di risparmiare dove si può. Ad es. fare una tiratura di volantini e santini equilibrata, perché resta molto materiale inutile. 16.000 € per un convegno sono troppi
Monica (Segreteria): la commissione allestimento dovrebbe pensare a come ridurre gli sprechi.
La proposta è inserire nelle cartelline una bibliografia, una filmografia/videografia, una sitografia. Da valutare se portare il banchetto dei libri o proporre libri in visione.
Lucia (Salerno): Giovanni di Salerno si è reso disponibile per i libri se nessuno lo fa. Forse sarebbe meglio portare solo i libri dei relatori / testimoni presenti. Il banco libri ha però fruttato molto poco (300/400 €). I manifesti o si fanno subito o non servono, L’anno scorso sono arrivati pochi giorni prima del convegno e non sono serviti a nulla.
Monica (Segreteria): Mohamed Ba ci ha suggerito, per raccogliere fondi, di organizzare suoi spettacoli con una parte del ricavato a favore del fondo cassa seminario giovani. Le reti interessate dovrebbero contattarlo in autonomia ed accordarsi con lui.
Elvio (Padova): Invita a rivedere la circolare dell’ultimo Convegno di Rimini. Contiene già tutto. Per la pubblicizzazione del convegno nella rivista lo schema del convegno dovrebbe essere accompagnato da una lettera della segreteria. Urge inviare la notizia ad altri giornali. Il problema vero è che a Trevi non c’è una Rete locale che possa appoggiare la logistica.
Angela (Pisa-Viareggio): propone per il futuro di pensare ad una percentuale uguale per tutte le reti da inserire nel bilancio per i ragazzi. Occorre creare una copertura
Maria (Verona): L’anno scorso la segreteria è arrivata il giorno prima a Trevi. I manifesti, però son arrivati in ritardo. Tra l’altro, non si è ancora parlato del manifesto. Lo scorso anno, sono stati raccolti molti soldi nella cassetta e poi sono spariti. Forse il banchetto libri, rispetto a quanto si raccoglie, è un grande dispendio di energia. Potrebbe esser una buona idea la bibliografia nella cartellina.
Pier (Segreteria): il senso della bibliografia in cartellina è proprio quello di sostituire il banchetto dei libri. Per il discorso economico: andare ad attingere dalla cassa nazionale l’importo del convegno, rende inutile chiedere un versamento percentuale. Sarebbe meglio fare un minimo di attività sul territorio per aumentare le entrate in vista del Convegno (Ad. es. cene, spettacolo Ba, magliette, ..). Nelle occasioni in cui lo abbiamo fatto il riscontro è stato buono. Gianni (Verona): No all’aumento del prezzo di soggiorno ma si può dire alla Reti locali di offrire un piccolo contributo per le spese per il convegno. Propone un taglio totale delle spese cartacee tolta la cartellina. Va bene fare segnalare il convegno alle riviste tradizionali ma poche sono le persone che vengono per questo. Forse sono meglio i contatti via internet.
Claudio (Pisa Viareggio): le magliette mapuche sono state un’occasione in cui le singole reti si sono tassate.
Lucia (Salerno): la scheda per la raccolta delle iscrizioni è già stata preparata. La cosa importante con l’albergo è di inviare una caparra simbolica per bloccare le date ( da comunicare a Marta )
Monica (Segreteria): Per la logistica, ogni rete gestirà le prenotazioni con il modulo on line. Poi occorrerà compilare il file excell, in modo che chi si occupa delle prenotazioni potrà raccogliere tutti i dati.
Angelo (Segreteria): in ogni caso le prenotazioni non possono passare solo dalle reti locali. Molti prenotano direttamente all’albergo. E’ stato fatto l’archivio delle prenotazioni dello scorso anno.
Il coordinamento decide le composizione delle Commissione che lavoreranno al/alla :
B) Seminario Giovani: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, (Pisa Viareggio), Rosella Luchetti (Empoli), Simona Mozzati (Celle Varazze), Sergio Ferrera (Genova) + qualche ragazza/o da suggerire ed individuare. Per la segreteria : Monica.
C) Logistica quindi prenotazioni, trasporti e contatti con la struttura di Trevi: Rete di Salerno. Per la segreteria: Angelo. Le prenotazioni per il Convegno, compilate su apposita scheda di iscrizione, saranno inviate alla Rete di Salerno (come nello scorso convegno). Angelo chiede che nella scheda sia indicato un indirizzo postale per la richiesta di informazioni ai non informatizzati.
Monica (Segreteria): è necessaria sia un’immagine per il Convegno che per il Seminario. La proposta è quella di un concorso per il manifesto: le varie reti locali faranno le loro proposte che dovranno pervenire entro Natale. Angelo (Segreteria): propone di utilizzare l’immagine del precedente convegno.
Pier (Segreteria): Ok per l’immagine del Convegno ma la scelta dell’immagine del Seminario Giovani và fatta dai giovani insieme alla Commissione.
Angelo (Segreteria): segnala che i lavori delle commissioni debbono produrre decisioni nell’arco di un mese al massimo perché altrimenti non riusciamo a realizzarle.
Ercole (Milano): si incarica di fare la circolare di gennaio sul tema del convegno, in modo tale che la si possa pubblicare sia sulla nostra rivista “In dialogo” sia per la pubblicizzazione sui altri giornali.
Daniela ( Mogliano Veneto): L’immagine del seminario dei giovani potrebbe essere la barca del vecchio convegno, con i visi di ragazzi europei. Simona (Celle Varazze): se ne occuperà
Monica (Segreteria): ribadisce e ricorda che il termine ultimo di presentazione delle immagini per il Convegno è Natale. Entro quella data le proposte devono giungere alla Commissione Pubblicizzazione.
Il coordinamento opta per una quarta commissione che lavorerà a Pubblicizzazione e Allestimento del Convegno, al momento composta da: Marco Zamberlan (Torino), Mariella Borelli ( e Rete di Quarrata)
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La segreteria auspica anche la formazione di una commissione che si occupi della MEMORIA.
Pier (Segreteria): meglio non parlarne ora ma al prossimo coordinamento perché ora non c’è tempo e questa non è una priorità. Vi anticipiamo che la proposta della segreteria era evitare una lettura di nomi dei nostri amici scomparsi. L’idea sarebbe quella di raccogliere le loro idee, frasi, testimonianze da familiari ed amici per poi inserirli in bottiglie. Tali “messaggi in bottiglia” verranno letti al Convegno di Trevi:
• In vari momenti dello svolgimento del Convegno (quindi non tutti assieme)
• Da diversi luoghi della sala convegni in maniera diffusa ( quindi non dal palco)
Maria Teresa (Alessandria): E’ possibile arrivino anche dei filmati di testimonianza.
Propone di mettere nella cartellina dei partecipanti al convegno, una biografia di Masina.
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8. Varie
Gianni (Verona): non può passare sotto silenzio il fatto che il Giro d’Italia parta da Gerusalemme est. Sul sito del BDS c’è la possibilità di firmare una petizione. Partiamo da un appello cartaceo da inviare al presidente di RCS Madia Group e Gazzetta. Il progetto è già partito. Sul testo non è indicata alcuna associazione. Il secondo step è quello di scrivere agli sponsor ufficiali del Giro. Alla fine di ottobre Papa Francesco è stato invitato in Israele per inaugurare la partenza del giro. A Verona, si pensava di inviare un appello al Papa (che è già stato scritto) affinché declini l’invito.
Elvio (Padova): Porta i saluti e gli Auguri da parte della Rete di Padova e riporta il suo ricordo personale nel primo anniversario della morte di Gianna, sua moglie. E’ stata fatta, in tal senso, una piccola pubblicazione che raccoglie alcune storie e riflessioni su Gianna ( ne vengono consegnate alcune copie in sala). Ad Haiti le è stata ufficialmente intitolata una scuola il “Centro professionale Giovanna Mocellin” .
Piergiorgio (Brescia): la Rete di Brescia riferisce sulla situazione di difficoltà estrema per i Mapuche. Ora c’è un momento di tregua, basato anche per il fatto che la legge antiterrorismo è stata sospesa nei confronti di chi aveva fatto lo sciopero della fame in carcere. E’ pervenuto un messaggio di Margot che riguarda le elezioni cilene: il mapuche Huenchumilla, governatore rimosso dell’Araucania, è stato eletto senatore ed un altro amico non mapuche resterà in consiglio regionale. In gennaio Papa Francesco va in Cile. I media cileni stanno inquinando molto la coscienza civile dei cileni contestando i costi e il fatto che andrà a celebrare la messa in un sito militare. Siamo in attesa di verifica. Se si trova la via diretta si scriverà una lettera al Papa illustrando la situazione Mapuche.
Monica (Segreteria): riferisce che il GAPA di Catania ha ottenuto un bene confiscato alla mafia. Occorre ristrutturarlo ed il costo è di 10.000 €. Banca Etica offre 2.500 € ma il resto deve esser raccolto tra amici e simpatizzanti. E’ stata aperta una raccolta fondi. Monica manderà una mail con i dati del conto corrente.
Ore 13.00. Fine dei lavori
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RIASSUNTO DECISIONI PRESE CONVEGNO ed il SEMINARIO GIOVANI

CONVEGNO RRR 2018 – TREVI 13/14/15 APRILE 2018
La solidarietà non è reato: Resistiamo umani

COMMISSIONI di LAVORO ( aperte a tutti/e coloro che vorranno collaborare)

A. STRUTTURA DEL CONVEGNO e SCELTA dei RELATORI & TESTIMONI.
Componenti: Giorgio Gallo (Pisa Viareggio), Maria Picotti (Verona)e Piergiorgio Todeschini (Brescia) con (forse) l’aggiunta di un membro della Rete di Padova. Per la segreteria : Pier
Indirizzi dati dal coordinamento :
• Orario del Venerdì . ORE 16.30: Accoglienza e Registrazione
ORE 17.30: Saluti della Segreteria
ORE 18.00: Inizio Relazioni
ORE 20: Cena
Orari del Sabato e della Domenica: restano uguali a quelli dello scorso convegno
• Sabato pomeriggio: lavoro a gruppi tematici

C. LOGISTICA – PRENOTAZIONI, TRASPORTI e CONTATTI con la STRUTTURA di TREVI
Componenti: Rete di Salerno. Per la segreteria: Angelo.
Indirizzi dati dal coordinamento: Le prenotazioni per il Convegno, compilate su apposita scheda di iscrizione, saranno inviate alla Rete di Salerno (come nello scorso convegno). Nella scheda và indicato un indirizzo postale per la richiesta di informazioni ai non informatizzati.

D. PUBBLICIZZAZIONE e ALLESTIMENTO del CONVEGNO
Componenti: Marco Zamberlan ( Torino), Mariella Borelli + Rete di Quarrata.
Indirizzi dati dal coordinamento: Indetto un concorso tra le reti per proporre l’immagine del manifesto del convegno. Termine ultimo per l’invio: Natale

E. LA MEMORIA.
Componenti: DA DEFINIRE nel prossimo coordinamento di Sezano (Verona)
Proposte della Segreteria: Raccolta di frasi, idee, testimonianze dei nostri amici scomparsi che verranno inseriti in bottiglie. I “messaggi in bottiglia”, l’eredità lasciataci, verranno letti in momenti e luoghi diffusi cioè in momenti diversi nello svolgimento del Convegno e da lettori
situati in luoghi differenti della platea ( non dal palco)

SEMINARIO GIOVANI 2018 – TREVI –
In contemporanea con Il Convegno ma con date certe da stabilire
E se io fossi al tuo posto ?
B. SEMINARIO GIOVANI
Componenti: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, (Pisa Viareggio), Rosella Luchetti (Empoli), Simona Mozzati (Celle Varazze), Sergio Ferrera (Genova) + qualche ragazza/o da suggerire ed individuare. Per la segreteria : Monica. Indirizzi dati dal coordinamento:
• Seminario autonomo e svincolato dal Convegno
• Seminario rivolto a ragazzi dai 16 anni in su.
• I testimoni – Relatori già individuati sono Mohamed Ba e Don Fabio Corazzina affiancati da altri eventualmente presenti al Convegno (ad es. Solidarity Watch).
• Animatori / animatrici proposti e disponibili sono : Gapa, Il pozzo di Giacobbe, Eleonora di Sv e altri ( vedi verbale ). La Commissione sceglierà e valuterà il loro impiego
• Partecipanti : ogni rete locale dovrà individuare ed invitare ragazzi che possono essere motivati sul tema del Seminario.
• Sostenibilità : Mohamed Ba si è dato disponibile a fare spettacoli e destinare una parte del ricavato a finanziare un fondo cassa destinato al seminario giovani. Le reti locali che si renderanno disponibili dovrebbero ed accordarsi con lui.

 

 

COORDINAMENTO DELLA RETE RADIÈ RESCH

BRESCIA 8 OTTOBRE 2017

Hanno partecipato:

CASALE MONFERRATO: Beppe Ghilardi, Cristiana Longhin, Paolo Guglielminetti, Jennifer Johnson; CAGLIARI: Pierpaolo Loi; BRESCIA: Michelangelo Ventura, Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CELLE-VARAZZE: Enrico Vallarino, Pierpaolo Pertino, Simona Mozzati; QUARRATA: Antonio Vermigli, Patrizia Carradori, Sergio Lomi, Mariella Borelli; PISA-VIAREGGIO: Francarosa Bianchi, Enrica Martinotti; UDINE: Daniela Mattiussi, Alberto Caroncini, Toni Peratoner, Maria Grazie Visintainer; DESIO: Sergio Mariani; MOGLIANO VENETO: Daniela Duzioni, Gianni Colleoni; VARESE: Marco Lacchin; SARONNO: Alessandra Ferrario; MILANO: Ercole Ongaro, Anna Galliolo, Liviana Bortolussi; VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella, Dino Poli, Silvana Valpiana; TRENTO: Carla Grandi; ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini; PADOVA: Elvio Beraldin, Fabiano Ramin, Cristina Ferin; CASTELFRANCO VENETO: Marta Bergamin, Fabio Corletto; TREVISO: Olga Turchetto; SALERNO: Lucia Capriglione; TORINO: Monica Armetta; ROMA: Angelo Ciprari, Giacinta Carnevale.

ORDINE DEL GIORNO:

  1. CONVEGNO NAZIONALE

  2. SEMINARIO GIOVANI

  3. VARIE ED EVENTUALI

  • SEDE CONVEGNO NAZIONALE

Pier: Contiamo di uscire da questo coordinamento con le linee del Convegno. Le discussioni sono sempre molto accese, cerchiamo di essere sintetici ed evitare interventi fiume.

SEDE CONVEGNO: Lucia ha fatto un sondaggio su un posto possibile per il prossimo convegno. Su internet c’è una piattaforma che riunisce tanti gestori di turismo equo e solidale. Hanno risposto in tanti, il problema sono i costi che aumentano perché sono a pagamento le sale necessarie e le varie attrezzature e perfino le hostess. Ad es. alla Cittadella di Assisi e a Spoleto i costi sono superiori ai nostri budget (rif. costi precedenti convegni) Rimini e Trevi hanno costi imbattibili. Per quanto riguarda Trevi abbiamo gli stessi prezzi del precedente convegno: camera singola 2 notti euro 120, doppia euro 92, tripla quadrupla euro 84 e sono compresi nel prezzo sale, attrezzature e servizio navetta per il trasporto in un eventuale altro albergo. Riscontrata la massima disponibilità e la loro necessità di lavorare perché dopo il terremoto hanno registrato un calo di presenze. Per quanto riguarda altre proposte, gli schemi per arrivare al prezzo finale sono poco chiari, comunque sale e attrezzature sono a pagamento. Un’amica di un’altra associazione mi dice di una struttura scout a Roma dove loro si riuniscono ma Angelo non la ritiene idonea.

Angelo ha fatto una ricerca sui treni e ha valutato che il posto più conveniente per il convegno sarebbe Bologna per la sua centralità; ha fatto anche ricerche sulla costa adriatica, Marche e Abruzzo ma aumentano le ore di treno per raggiungerle. Ha preso in considerazione anche la capacità di posti delle sale che chiediamo ed è arrivato alla conclusione che ci basta una sala da 200 posti sulla base del numero di 295 presenze all’ultimo convegno (comprese le due classi della scuola di Empoli) e del fatto che sia a Rimini, sia a Trevi le sale non erano mai al completo. I prezzi di Bologna e della costa adriatica sono comunque molto alti (Bologna prezzi camere 90 euro da trattare al giorno). Per quanto riguarda l’albergo Punta Nord di Rimini usato nei precedenti convegni, Sante non ha ancora ricevuto un’offerta, si fa comunque notare una certa disorganizzazione sulla disponibilità di attrezzature.

Trevi, superato il problema delle distanze, risulta il più economico. Per Angelo è una criticità il pernottamento in albergo a Foligno distante circa 15 Km; in caso di mancanza di camere nell’hotel del convegno a Trevi propone di prenotare una quindicina di camere in un albergo vicino 500 metri dall’albergo del convegno.

Olga ha sempre avuto il sogno di poter fare il convegno a Treviso, si è informata su tre strutture di cui una già occupata, una non ha risposto, un’altra molto bella non ha voluto fare prezzi. Il numero di circa 250 persone presenti non è sufficiente per fare un prezzo; servono ulteriori informazioni.

E’ stato fatto un accenno a strutture di San Marino, Viterbo e Frascati.

Elvio dice di dare la necessaria attenzione alla data del convegno, si evidenzia che è già stata indicata nello scorso coordinamento la data in 13/14/15 aprile 2018. Chiede anche di sapere cosa risponde l’Hotel Punta Nord, così potremo fare dei confronti.

Marco di Varese fa notare che, per i nostri budget, le strutture da prendere in considerazione sono Rimini e Trevi. Rimini ha la comodità ma anche criticità, sappiamo che Trevi è più scomoda ma più attrezzata; è tardi per mettersi a cercare un’altra soluzione.

Si suggerisce che le prenotazioni da raccogliere per il convegno vengano fatte dalle singole reti.

Monica della segreteria fa la sintesi e chiede di decidere tra le due opzioni Trevi/Rimini.

Si propongono accorgimenti per sfruttare chi arriva con l’auto perché possa essere di aiuto a chi arriva in treno.

Si dice che il criterio di scelta si deve basare sulla località che permette e favorisce la più ampia partecipazione e che comunque non sono molte le persone che arrivano in treno, e che Trevi garantisce attrezzature e sale a disposizione migliori di Rimini. La metodologia dei gruppi sarebbe sacrificata a Rimini perché carente di sale e attrezzature.

  • SEMINARIO GIOVANI

Pier premette che se si decide per un Seminario Giovani legato al convegno la sede di Trevi risulta la migliore per la necessità di un elevato numero di sale diverse (a meno che non arrivi una proposta irrinunciabile da Rimini).

Seminario giovani. Pier riferisce (da parte di Angela) il lavoro della commissione sul seminario giovani. La commissione ha impostato il seminario svincolato dal convegno.
Titolo :
E se fossi nato al tuo posto? Sede ipotizzata : Viareggio in un albergo che metterebbe a disposizione la struttura a costi ridotti nel mese di Gennaio (20 euro a persona pernotto e prima colazione + pasti a 10 euro). Presenza massima di 20/30 partecipanti rigorosamente maggiorenni soprattutto se lo si articola in due giorni. Previste relazioni di Giorgio Gallo e Mohamed Ba al mattino, gruppi di lavoro e Solidarity Watch nel pomeriggio con sintesi finale da consegnare al convegno. Se strutturato su due giorni il programma è il medesimo con un maggior respiro e la sera può esser sfruttata per spettacoli.

Tale impostazione è parsa un po’ calata dall’alto, il suggerimento è quello di mettersi in ascolto lasciando idee e spazi aggreganti ai giovani e mettendosi a disposizione con luoghi e relatori. Si fa accenno al Campus “Giovani Protagonisti” di Quarrata a cui hanno partecipato le figlie di Pier e Monica.

Monica introduce la possibilità del seminario legato al convegno, per questioni di costi e per la possibilità di sfruttare gli stessi testimoni per il convegno e per il seminario. Fare incontrare la realtà giovanile con quella più matura della Rete può essere un’occasione importante. Giovani che vengono da varie esperienze e non si conoscono non hanno proposte concrete ma esigenze, interpelliamoli e mettiamo a disposizione le nostre risorse.

Marco fa notare che necessariamente per questo seminario dobbiamo partire da un’impostazione dall’alto e indispensabile l’abbinamento con il convegno per i costi e per la partecipazione di ragazzi minorenni altrimenti impossibile ad un seminario fatto in altre date.

Maria Teresa fa riferimento ai convegni giovani gestiti dal GAPA per dire che i ragazzi ci tengono a organizzarsi. Angelo dice che rimane comunque importante il seminario legato al convegno anche per la partecipazione di classi di scuole che nel periodo di aprile hanno la possibilità di fare gite scolastiche.

Antonio racconta del campus di Quarrata, di circa 80 iscritti, dell’importanza non solo dei relatori ma dei momenti di non impegno dove vengono fuori le considerazioni di apprezzamento ma anche gli interrogativi perché i giovani vogliono definire le tematiche che stanno loro a cuore e le vogliono sviluppare. Importante sarebbe sfruttare le eventuali relazioni che si sono create in quell’occasione.

Un’altra proposta è quella di invitare eventuali giovani a far parte della commissione che prepara il convegno.

Paolo insiste sulle proposte che devono venire dai giovani, l’idea di calare dall’alto può essere funzionale per arrivare al prodotto che può essere effimero perché per loro è importante il cammino.

Fabiano chiede rispetto per il lavoro fatto dal gruppo per il seminario, non è d’accordo di togliere la possibilità di farlo in uno spazio diverso da quello del convegno; anche il tema del seminario non coincide con quello del convegno. Lasciamo il seminario a gennaio c’è il tempo perché questo gruppo si organizzi. Il metodo che viene proposto nella discussione è valido per un gruppo che ha una prospettiva. Sì al fatto che i giovani del seminario intervengano al convegno e per quanto riguarda la durata non un giorno ma due giorni in modo che abbiano il tempo di fare relazione sociale.

Pier, a tal proposito, precisa che quando Angela gli ha presentato la loro bozza di progetto della commissione, non aveva preclusioni a far confluire il seminario nella stessa data del convegno.
L’auspicabile proposta dal basso è fattibile per un gruppo in qualche modo già coeso con dinamiche interne già assodate. Risulta estremamente difficile in gruppo molto eterogeneo per età e provenienza. Un coordinamento ed una animazione, per quanto leggera, pare indispensabile.
Diverso è se parliamo di ascolto dei bisogni. Questo può esser fatto con delle tecniche di raccolta tutte da studiare ( fatte dalla stessa commissione ?) e magari con incontri comuni tra adulti e ragazzi. Un Seminario fuori dal Convegno complica molto in termini di risorse da impiegare (economiche ed di energia). Investiremmo molto per quante presenze reali? Come reperiamo le adesioni per un Seminario fuori dal Convegno?
E comunque al Convegno dovremmo comunque risolvere il problema dei figli/nipoti presenti insieme ai genitori /adulti partecipanti.

Gigi parla di due alternative: scuola di formazione per i giovani in cui noi facciamo un programma, decidiamo cosa vogliamo trasmettere, oppure diamo degli imput per permettere situazioni di aggregazione altrimenti difficili con massima autonomia di proposte che vengano da loro. L’esigenza che questo parta da due o tre giovani non è importante; a questo proposito racconta che quando lui e Maria Teresa si trasferirono nell’attuale residenza si sono subito resi conto che c’era una morte totale, una zona dormitorio, si sono domandati dove fossero i giovani. Allora hanno fatto un volantino che diceva: “Nessuno pensa a noi, non abbiamo una sede, dobbiamo andare dal sindaco a chiederla” firmato “un gruppo di giovani”. Quasi tutti i giovani si sono riuniti, hanno deciso di andare dal sindaco chiedere una sede… questo ha sconvolto tutto il paese. Questo per dire che può dare risultati stimolare i bisogni.

Gianni ritiene una cosa positiva la contemporaneità del seminario con il convegno, come rete dobbiamo dare un’indicazione ai giovani, una riflessione importante su come considerano le persone e i soldi che girano loro in tasca. Possono essere formati gruppi anche diversi per età animati dal Gapa se disponibili. Penso che la proposta debba girare nei loro canali.

Maria Teresa che ha lavorato nella commissione seminario non si sente defraudata se ci sono cambiamenti anzi sarebbe bene che giovani entrassero nella commissione; comunque visti i tempi stretti e l’incertezza del numero partecipanti è favorevole ad unire seminario e convegno.

Carla è perplessa sul discorso della rete riguardo ai ragazzi, il problema giovani è saltato fuori tante volte. Il nostro modo di rapportarci ai problemi che riteniamo importanti è diverso dalle modalità dei ragazzi. Sono venuti e torneranno ai nostri convegni, sono anche interessati ma è difficile che questo possa portare frutti. Allora noi possiamo fare l’unica cosa possibile: favorire, aiutare anche con i soldi, fornire loro occasioni per loro incontri pensati e gestiti da loro dall’inizio alla fine come vogliono, con chi vogliono.

Monica considera l’idea del seminario separato dal convegno interessante ma dubita che poi i giovani verranno al convegno. Dal Gapa sono disponibili anche se hanno difficoltà per la mancanza di operatori. Quello che possiamo fare è una proposta tematica, deve esserci una connotazione nella proposta da fare ai giovani. Anche se non abbiamo definito il titolo del convegno, se è un discorso all’interno della solidarietà il tema proposto per il seminario che parte da un’analisi di sé per andare verso l’altro è la base della solidarietà. Trovo davvero stimolante il titolo, trovo che la commissione si sia concentrata su chi interviene, non sulle linee esatte da seguire. Ad es. è stato proposto Mohamed Ba che è già stato sentito dai giovani e ne sono rimasti entusiasti, non avranno nessuna difficoltà ad ascoltarlo. L’interesse verso un nome può essere già un elemento di approvazione. Si può far incontrare i giovani con Solidarity Watch, per delineare il programma. Si tratta di risorse che abbiamo, mettiamole in relazione tra di loro, uniamo il lavoro già fatto con nuovi stimoli. Dobbiamo trovare le persone giuste capaci di interessarli e valutare spazi adulti – ragazzi.

Mariella aggiunge notizie del campus di Quarrata. Il campus “Giovani Protagonisti” è stato preparato, i ragazzi sono stati cercati, chiamati ma c’era un gruppo di lavoro alle spalle. Hanno chiamato come relatori persone adatte, interessanti per quella fascia d’età; penso a Cesare Moreno educatore, un grande maestro di strada, Davide Mattiello, Antonietta Potente, gente dal mondo dello sport, hanno chiesto collaborazione ad associazioni locali e non che lavorano con alternative per il buon vivere negli spazi urbani. Vediamo allora quanti ragazzi sono rimasti in contatto tra di loro, questa è la risorsa, dobbiamo fare arrivare loro informazioni di questo seminario.

Marta pensa che sia interessante per i costi fare seminario e convegno insieme, però, anche grazie alla nostra situazione di famiglia, possiamo dire che i giovani vogliono fare da soli. Mia figlia, ad esempio, ha preferito organizzare con gli amici incontri con i vari testimoni che sono passati. Anche con le stesse sensibilità i giovani hanno modalità diverse di lavorare.

Elvio fa il parallelo tra i figli e i nipoti. L’impegno dei figli era di natura politica, i nipoti anche se vanno a vari campi scuola, hanno solo l’esigenza di stare insieme tra di loro. Il loro modo di stare insieme non è uguale al nostro. Noi discutevamo, si faceva politica. Io credo che ci sia la necessità di farlo vedere ai nostri giovani, quindi serve la partecipazione insieme ai grandi.

Enrica interviene sul discorso “autonomia” dei giovani e racconta un’esperienza personale. Venuta a conoscenza che l’università aveva fondi che poteva concedere e che erano fermi e inutilizzati, ha parlato con gli studenti che aveva più vicino chiedendo se sapevano di questo e se avevano qualche idea. Si è resa quindi disponibile a lanciare loro un’idea che poi doveva camminare sulle loro gambe. Per loro era un’impresa anche andare al rettorato, invece in poco tempo si sono organizzati, aiutati, sono andati avanti. Anche noi stiamo al fianco dei giovani, ascoltiamoli, aiutiamoli là dove non ce la fanno, ma loro non devono sentirsi un mezzo.

Marco ricorda che un gruppo di giovani ancora non c’è ed è rischioso fare il seminario fuori dal convegno per il timore di non avere presenze. Trovo il tema molto centrato, in linea con noi ed anche un po’ una sfida. Sulla struttura direi di non porre paletti troppo rigidi ma siccome il gruppo non è strutturato serve una persona in grado di interessarli, vedo bene Ba meno Giorgio i cui discorsi sono meno digeribili. Ricordiamoci che nei giovani che tentiamo di raggruppare c’è già una sensibilità esplicita.

Piergiorgio racconta di un’esperienza risalente al 2001/2005 con un gruppo di ragazze. I due adulti che avevano il compito di preparare stimoli per gli incontri, erano molto preoccupati di cosa dire loro e come dirlo. Rimasero stupiti al constatare che questi giovani volessero fondamentalmente essere ascoltati da adulti disponibili, adottando di conseguenza ciò che si proponeva come stimolo o modificandolo seduta stante.

Pierpaolo non mette in discussione il seminario ma pensa che sia una nostra esigenza di avere persone che ereditino il nostro stile, le nostre convinzioni. Pensa sia più funzionante un campus come quello di Quarrata, favoriamo questo tipo d’incontri.

Antonio pensa che ci possa essere una collaborazione della Rete con il Pozzo di Giacobbe di Quarrata per preparare il prossimo Campus.

Olga ricorda i primi seminari giovani residenziali fatti uno in una casa d’accoglienza, uno in Puglia con i raccoglitori di pomodori, pensa all’importanza di un seminario alla Collina.

Monica vede un aspetto positivo proporre, dare stimoli, creare occasioni con i testimoni con lo stile della Rete; per quanto riguarda il ricambio generazionale le persone giovani le ha incontrate nella Rete anche se con i capelli bianchi, è una bella testimonianza per i nostri ragazzi vedere che la speranza, la vitalità di vita va oltre l’età anagrafica. Inoltre avvicinando i giovani al convegno abbiamo l’occasione per fare la proposta dei viaggi che potrebbe venire dal contatto con le realtà dei nostri testimoni. Un altro aspetto positivo è legato all’esperienza concreta che stiamo vivendo noi come rete di Torino con la mostra migranti. Adulti e ragazzi stanno lavorando insieme con metodi diversi. Dobbiamo superare restrizioni mentali, il confronto è possibile, faticoso ma importantissimo. Dobbiamo comunque decidere se mantenere il seminario legato al convegno. Possiamo dire che per questa volta facciamo l’esperimento del seminario unito al convegno?

Definito che il seminario si farà nelle stesse date del convegno, l’operatività rimane alla commissione che continua il lavoro magari affiancata da qualche giovane.

  • TITOLO E CONTENUTI DEL CONVEGNO

Pier riprende la proposta di impostazione che era stata fatta cioè provare a vedere, in questo lavoro che stiamo facendo di verifica di sé stessi, la visione dell’altro; la rete vista non dal dentro ma dal fuori; che visione hanno della rete i figli, i nipoti. C’eral’ipotesi di coinvolgere i figli di Masina ed anche i testimoni con cui stiamo lavorando.

Lucia dice che dal gruppo di Salerno è emersa la sofferenza di parlarci troppo addosso. Maria Rita di Noto vede questa ipotesi di confronto con i testimoni. Anche il termine “solidarietà” non ha più un significato vero. Da un seminario è uscito il termine “complementarietà” che potrebbe essere unito a “solidarietà”. Ascoltare molto i testimoni e come essere complementari con loro. Non rimanere piegati su noi stessi.

Ercole rileva un atteggiamento narcisista nel proporre un tema del genere, chiedere all’esterno come veniamo percepiti può essere un’auto celebrazione.

Gigi dice che non si possono dimenticare tematiche affrontate nel precedente convegno e tuttora aperte. Ricorda l’avvocato Paleologo che ci parlò di un’associazione che stava organizzando per fare pressioni sulla UE per il problema migranti e c’è anche il tema Ius Soli.

Marco considera il tema del convegno consolidato ma con il serio rischio di autocelebrazione. Riguardo al contenuto fare un’analisi seria sull’operazione a costo zero della rete sui migranti e come provocazione invitare referenti di progetti che sono falliti per capirne i motivi.

Maria Teresa pone l’attenzione sul rischio che nel convegno si parli troppo di cose interne alla rete. Il reato di solidarietà ci deve portare ad agire, azioni concrete; il metodo dei lavori di gruppo è importante.

Ercole dice che la novità vera è che anche in Italia la solidarietà ha cominciato a diventare un reato; nel 1944/45, durante la resistenza, la solidarietà era un reato. Bastava dare aiuto ad un partigiano, un ebreo e rischiare di morire. Ora aiutare i clandestini è un reato. Allora fare la solidarietà diventa resistenza.

Dopo aver costituito un gruppo per studiare il tema solidarietà e svolto un seminario incentrato sulla solidarietà, la solidarietà come reato è la vera novità di questo ultimo periodo perciò dovrebbe essere la centro del nostro convegno con l’aiuto di persone che hanno studiato l’argomento dal punto di vista storico, filosofico, sociologico e trovando testimoni.
Su questo faremo poi le nostre riflessioni ed arrivare a conclusioni politiche
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Antonio, a partire da una sua esperienza nella redazione di Missione Oggi, in un incontro organizzativo dove si ponevano l’interrogativo di chiedere ai lettori cosa ne pensassero della rivista, arrivarono alla conclusione di fare un numero della rivista con articoli duri, provocatori che avrebbero diviso e portato a delle scelte e vedere poi quello che ne pensavano i lettori. Questo per dire che non dobbiamo chiedere cosa la gente pensa di noi, ma deve essere il contenuto del convegno stimolante, solidarietà e complementarietà insieme.

Pierpaolo non crede che possiamo fare un convegno aperto all’esterno basato solo sulle riflessioni fatte in questi ultimi tempi. Cosa significa oggi essere solidali con i popoli che aumentano enormemente la natalità e dei quali è impossibile arginare i flussi? Cosa significa solidarietà nel quotidiano. Cosa significa complementarietà, interazione, integrazione; sono parole che si usano poco anche a scuola. Esiste ora anche il reato di soccorso, ad es. per i naufraghi in mare.

Dino riprende il discorso di Marco, vogliamo che i nostri referenti siano i nostri critici. Centrale è il discorso di Ercole, importante è anche quello che diceva Antonio. Questi sono gli argomenti che devono girare nella mail list. Importante è la centralità su cosa significa essere solidali, se noi possiamo giudicare oppure essere solidali concretamente.

Maria è assolutamente d’accordo con Ercole. La parola “solidarietà” deve ritornare come scelta, lotta, deve essere ben evidente nel titolo. Guardando quello che sta succedendo si vede che si erode il senso di umanità. Essere solidali vuol dire esporsi fortemente.

Pier: la solidarietà come reato investe tutto il discorso politico, ma anche riflessioni dal nostro punto di vista, potremmo essere chiamati a disobbedire. E’ assolutamente necessaria la presenza di Solidarity Watch e dovremmo essere veloci a contattare i referenti locali operazioni, specialmente quelli preparati per accogliere eventuali viaggi giovani

Maria Teresa rileva le ambiguità nella parola solidarietà, nel titolo dobbiamo evidenziare quale punto di vista vogliamo sottolineare. Dobbiamo analizzare il termine con radici storiche ma anche antropologiche. La paura del diverso sta nel nostro profondo, nella nostra antropologia. Dobbiamo anche conoscere gli aspetti giuridico amministrativi che la resistenza, la disobbedienza implicano.

Ercole riprende il discorso di Maria Teresa. Dobbiamo pensare ad un grande giurista che affronti il tema della solidarietà come reato, che faccia uno studio o si avvalga di qualcosa già prodotto sul tema, oppure commissioniamo noi uno studio di solidarietà come reato a livello italiano e anche internazionale. Ferraioli può essere un nome.

Marco teme il poco interesse per un aspetto così giuridico della solidarietà. Si è procurato sentenze su reati di questo tipo, potrebbe fare una scheda da inserire nella cartella del convegno. Abbiamo due realtà come la Palestina e i Mapuche dove la solidarietà è reato. Uno dei due referenti deve essere al convegno.

Elvio ritiene inflazionato il termine solidarietà. Propone un titolo “solidarietà =politica”.

Dino introduce il termine fratellanza. Essere fratelli è centrale.

Alessandra: con il convegno vogliamo arrivare a molte persone. Siccome in questo momento la solidarietà si lega soprattutto ai migranti, dobbiamo far capire che i muri, i respingimenti non sono soluzioni e siamo chiamati tutti insieme a trovare soluzioni alternative.

Gianni ricorda la disobbedienza civile che ci tocca come persone, non certo la solidarietà espressa via mail. Propone il fratello di Silvana, veronese presidente del movimento non violento come presenza al convegno. Ricorda Anissa e chiede che non passi sotto silenzio il fatto che il giro d’Italia parta da Israele.

  • 3.VARIE

PROSSIMI COORDINAMENTI:

Pescia: 25/26 novembre 2017

Sezano: 20/21 gennaio 2018

Trevi: 13 aprile 2018.

PROSSIME CIRCOLARI:

Novembre 2017: Udine

Dicembre 2017: Noto

Gennaio 2018: Milano.

  • Beppe ricorda Andrea Juvara, l’amico della rete di Casale morto tragicamente ed i cui familiari hanno fatto una donazione per i progetti della rete.
    Raccolti 8.000 euro di cui 2.000 saranno destinati alla cooperativa di Salete in Brasile mentre gli altri 6.000 euro andranno nella cassa nazionale per i vari progetti.

  • Toni ci comunica l’uscita del libro che Giorgio Gallo ha scritto insieme ad una collega d’università. Il titolo è: “Capire il conflitto, costruire la pace” Edizioni: Mondadori

  • Pierpaolo ci porta i saluti di Ettore Cannavera e fa un breve resoconto della situazione della Collina.