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COORDINAMENTO DELLA RETE RADIÈ RESCH

BRESCIA 8 OTTOBRE 2017

Hanno partecipato:

CASALE MONFERRATO: Beppe Ghilardi, Cristiana Longhin, Paolo Guglielminetti, Jennifer Johnson; CAGLIARI: Pierpaolo Loi; BRESCIA: Michelangelo Ventura, Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CELLE-VARAZZE: Enrico Vallarino, Pierpaolo Pertino, Simona Mozzati; QUARRATA: Antonio Vermigli, Patrizia Carradori, Sergio Lomi, Mariella Borelli; PISA-VIAREGGIO: Francarosa Bianchi, Enrica Martinotti; UDINE: Daniela Mattiussi, Alberto Caroncini, Toni Peratoner, Maria Grazie Visintainer; DESIO: Sergio Mariani; MOGLIANO VENETO: Daniela Duzioni, Gianni Colleoni; VARESE: Marco Lacchin; SARONNO: Alessandra Ferrario; MILANO: Ercole Ongaro, Anna Galliolo, Liviana Bortolussi; VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella, Dino Poli, Silvana Valpiana; TRENTO: Carla Grandi; ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini; PADOVA: Elvio Beraldin, Fabiano Ramin, Cristina Ferin; CASTELFRANCO VENETO: Marta Bergamin, Fabio Corletto; TREVISO: Olga Turchetto; SALERNO: Lucia Capriglione; TORINO: Monica Armetta; ROMA: Angelo Ciprari, Giacinta Carnevale.

ORDINE DEL GIORNO:

  1. CONVEGNO NAZIONALE

  2. SEMINARIO GIOVANI

  3. VARIE ED EVENTUALI

  • SEDE CONVEGNO NAZIONALE

Pier: Contiamo di uscire da questo coordinamento con le linee del Convegno. Le discussioni sono sempre molto accese, cerchiamo di essere sintetici ed evitare interventi fiume.

SEDE CONVEGNO: Lucia ha fatto un sondaggio su un posto possibile per il prossimo convegno. Su internet c’è una piattaforma che riunisce tanti gestori di turismo equo e solidale. Hanno risposto in tanti, il problema sono i costi che aumentano perché sono a pagamento le sale necessarie e le varie attrezzature e perfino le hostess. Ad es. alla Cittadella di Assisi e a Spoleto i costi sono superiori ai nostri budget (rif. costi precedenti convegni) Rimini e Trevi hanno costi imbattibili. Per quanto riguarda Trevi abbiamo gli stessi prezzi del precedente convegno: camera singola 2 notti euro 120, doppia euro 92, tripla quadrupla euro 84 e sono compresi nel prezzo sale, attrezzature e servizio navetta per il trasporto in un eventuale altro albergo. Riscontrata la massima disponibilità e la loro necessità di lavorare perché dopo il terremoto hanno registrato un calo di presenze. Per quanto riguarda altre proposte, gli schemi per arrivare al prezzo finale sono poco chiari, comunque sale e attrezzature sono a pagamento. Un’amica di un’altra associazione mi dice di una struttura scout a Roma dove loro si riuniscono ma Angelo non la ritiene idonea.

Angelo ha fatto una ricerca sui treni e ha valutato che il posto più conveniente per il convegno sarebbe Bologna per la sua centralità; ha fatto anche ricerche sulla costa adriatica, Marche e Abruzzo ma aumentano le ore di treno per raggiungerle. Ha preso in considerazione anche la capacità di posti delle sale che chiediamo ed è arrivato alla conclusione che ci basta una sala da 200 posti sulla base del numero di 295 presenze all’ultimo convegno (comprese le due classi della scuola di Empoli) e del fatto che sia a Rimini, sia a Trevi le sale non erano mai al completo. I prezzi di Bologna e della costa adriatica sono comunque molto alti (Bologna prezzi camere 90 euro da trattare al giorno). Per quanto riguarda l’albergo Punta Nord di Rimini usato nei precedenti convegni, Sante non ha ancora ricevuto un’offerta, si fa comunque notare una certa disorganizzazione sulla disponibilità di attrezzature.

Trevi, superato il problema delle distanze, risulta il più economico. Per Angelo è una criticità il pernottamento in albergo a Foligno distante circa 15 Km; in caso di mancanza di camere nell’hotel del convegno a Trevi propone di prenotare una quindicina di camere in un albergo vicino 500 metri dall’albergo del convegno.

Olga ha sempre avuto il sogno di poter fare il convegno a Treviso, si è informata su tre strutture di cui una già occupata, una non ha risposto, un’altra molto bella non ha voluto fare prezzi. Il numero di circa 250 persone presenti non è sufficiente per fare un prezzo; servono ulteriori informazioni.

E’ stato fatto un accenno a strutture di San Marino, Viterbo e Frascati.

Elvio dice di dare la necessaria attenzione alla data del convegno, si evidenzia che è già stata indicata nello scorso coordinamento la data in 13/14/15 aprile 2018. Chiede anche di sapere cosa risponde l’Hotel Punta Nord, così potremo fare dei confronti.

Marco di Varese fa notare che, per i nostri budget, le strutture da prendere in considerazione sono Rimini e Trevi. Rimini ha la comodità ma anche criticità, sappiamo che Trevi è più scomoda ma più attrezzata; è tardi per mettersi a cercare un’altra soluzione.

Si suggerisce che le prenotazioni da raccogliere per il convegno vengano fatte dalle singole reti.

Monica della segreteria fa la sintesi e chiede di decidere tra le due opzioni Trevi/Rimini.

Si propongono accorgimenti per sfruttare chi arriva con l’auto perché possa essere di aiuto a chi arriva in treno.

Si dice che il criterio di scelta si deve basare sulla località che permette e favorisce la più ampia partecipazione e che comunque non sono molte le persone che arrivano in treno, e che Trevi garantisce attrezzature e sale a disposizione migliori di Rimini. La metodologia dei gruppi sarebbe sacrificata a Rimini perché carente di sale e attrezzature.

  • SEMINARIO GIOVANI

Pier premette che se si decide per un Seminario Giovani legato al convegno la sede di Trevi risulta la migliore per la necessità di un elevato numero di sale diverse (a meno che non arrivi una proposta irrinunciabile da Rimini).

Seminario giovani. Pier riferisce (da parte di Angela) il lavoro della commissione sul seminario giovani. La commissione ha impostato il seminario svincolato dal convegno.
Titolo :
E se fossi nato al tuo posto? Sede ipotizzata : Viareggio in un albergo che metterebbe a disposizione la struttura a costi ridotti nel mese di Gennaio (20 euro a persona pernotto e prima colazione + pasti a 10 euro). Presenza massima di 20/30 partecipanti rigorosamente maggiorenni soprattutto se lo si articola in due giorni. Previste relazioni di Giorgio Gallo e Mohamed Ba al mattino, gruppi di lavoro e Solidarity Watch nel pomeriggio con sintesi finale da consegnare al convegno. Se strutturato su due giorni il programma è il medesimo con un maggior respiro e la sera può esser sfruttata per spettacoli.

Tale impostazione è parsa un po’ calata dall’alto, il suggerimento è quello di mettersi in ascolto lasciando idee e spazi aggreganti ai giovani e mettendosi a disposizione con luoghi e relatori. Si fa accenno al Campus “Giovani Protagonisti” di Quarrata a cui hanno partecipato le figlie di Pier e Monica.

Monica introduce la possibilità del seminario legato al convegno, per questioni di costi e per la possibilità di sfruttare gli stessi testimoni per il convegno e per il seminario. Fare incontrare la realtà giovanile con quella più matura della Rete può essere un’occasione importante. Giovani che vengono da varie esperienze e non si conoscono non hanno proposte concrete ma esigenze, interpelliamoli e mettiamo a disposizione le nostre risorse.

Marco fa notare che necessariamente per questo seminario dobbiamo partire da un’impostazione dall’alto e indispensabile l’abbinamento con il convegno per i costi e per la partecipazione di ragazzi minorenni altrimenti impossibile ad un seminario fatto in altre date.

Maria Teresa fa riferimento ai convegni giovani gestiti dal GAPA per dire che i ragazzi ci tengono a organizzarsi. Angelo dice che rimane comunque importante il seminario legato al convegno anche per la partecipazione di classi di scuole che nel periodo di aprile hanno la possibilità di fare gite scolastiche.

Antonio racconta del campus di Quarrata, di circa 80 iscritti, dell’importanza non solo dei relatori ma dei momenti di non impegno dove vengono fuori le considerazioni di apprezzamento ma anche gli interrogativi perché i giovani vogliono definire le tematiche che stanno loro a cuore e le vogliono sviluppare. Importante sarebbe sfruttare le eventuali relazioni che si sono create in quell’occasione.

Un’altra proposta è quella di invitare eventuali giovani a far parte della commissione che prepara il convegno.

Paolo insiste sulle proposte che devono venire dai giovani, l’idea di calare dall’alto può essere funzionale per arrivare al prodotto che può essere effimero perché per loro è importante il cammino.

Fabiano chiede rispetto per il lavoro fatto dal gruppo per il seminario, non è d’accordo di togliere la possibilità di farlo in uno spazio diverso da quello del convegno; anche il tema del seminario non coincide con quello del convegno. Lasciamo il seminario a gennaio c’è il tempo perché questo gruppo si organizzi. Il metodo che viene proposto nella discussione è valido per un gruppo che ha una prospettiva. Sì al fatto che i giovani del seminario intervengano al convegno e per quanto riguarda la durata non un giorno ma due giorni in modo che abbiano il tempo di fare relazione sociale.

Pier, a tal proposito, precisa che quando Angela gli ha presentato la loro bozza di progetto della commissione, non aveva preclusioni a far confluire il seminario nella stessa data del convegno.
L’auspicabile proposta dal basso è fattibile per un gruppo in qualche modo già coeso con dinamiche interne già assodate. Risulta estremamente difficile in gruppo molto eterogeneo per età e provenienza. Un coordinamento ed una animazione, per quanto leggera, pare indispensabile.
Diverso è se parliamo di ascolto dei bisogni. Questo può esser fatto con delle tecniche di raccolta tutte da studiare ( fatte dalla stessa commissione ?) e magari con incontri comuni tra adulti e ragazzi. Un Seminario fuori dal Convegno complica molto in termini di risorse da impiegare (economiche ed di energia). Investiremmo molto per quante presenze reali? Come reperiamo le adesioni per un Seminario fuori dal Convegno?
E comunque al Convegno dovremmo comunque risolvere il problema dei figli/nipoti presenti insieme ai genitori /adulti partecipanti.

Gigi parla di due alternative: scuola di formazione per i giovani in cui noi facciamo un programma, decidiamo cosa vogliamo trasmettere, oppure diamo degli imput per permettere situazioni di aggregazione altrimenti difficili con massima autonomia di proposte che vengano da loro. L’esigenza che questo parta da due o tre giovani non è importante; a questo proposito racconta che quando lui e Maria Teresa si trasferirono nell’attuale residenza si sono subito resi conto che c’era una morte totale, una zona dormitorio, si sono domandati dove fossero i giovani. Allora hanno fatto un volantino che diceva: “Nessuno pensa a noi, non abbiamo una sede, dobbiamo andare dal sindaco a chiederla” firmato “un gruppo di giovani”. Quasi tutti i giovani si sono riuniti, hanno deciso di andare dal sindaco chiedere una sede… questo ha sconvolto tutto il paese. Questo per dire che può dare risultati stimolare i bisogni.

Gianni ritiene una cosa positiva la contemporaneità del seminario con il convegno, come rete dobbiamo dare un’indicazione ai giovani, una riflessione importante su come considerano le persone e i soldi che girano loro in tasca. Possono essere formati gruppi anche diversi per età animati dal Gapa se disponibili. Penso che la proposta debba girare nei loro canali.

Maria Teresa che ha lavorato nella commissione seminario non si sente defraudata se ci sono cambiamenti anzi sarebbe bene che giovani entrassero nella commissione; comunque visti i tempi stretti e l’incertezza del numero partecipanti è favorevole ad unire seminario e convegno.

Carla è perplessa sul discorso della rete riguardo ai ragazzi, il problema giovani è saltato fuori tante volte. Il nostro modo di rapportarci ai problemi che riteniamo importanti è diverso dalle modalità dei ragazzi. Sono venuti e torneranno ai nostri convegni, sono anche interessati ma è difficile che questo possa portare frutti. Allora noi possiamo fare l’unica cosa possibile: favorire, aiutare anche con i soldi, fornire loro occasioni per loro incontri pensati e gestiti da loro dall’inizio alla fine come vogliono, con chi vogliono.

Monica considera l’idea del seminario separato dal convegno interessante ma dubita che poi i giovani verranno al convegno. Dal Gapa sono disponibili anche se hanno difficoltà per la mancanza di operatori. Quello che possiamo fare è una proposta tematica, deve esserci una connotazione nella proposta da fare ai giovani. Anche se non abbiamo definito il titolo del convegno, se è un discorso all’interno della solidarietà il tema proposto per il seminario che parte da un’analisi di sé per andare verso l’altro è la base della solidarietà. Trovo davvero stimolante il titolo, trovo che la commissione si sia concentrata su chi interviene, non sulle linee esatte da seguire. Ad es. è stato proposto Mohamed Ba che è già stato sentito dai giovani e ne sono rimasti entusiasti, non avranno nessuna difficoltà ad ascoltarlo. L’interesse verso un nome può essere già un elemento di approvazione. Si può far incontrare i giovani con Solidarity Watch, per delineare il programma. Si tratta di risorse che abbiamo, mettiamole in relazione tra di loro, uniamo il lavoro già fatto con nuovi stimoli. Dobbiamo trovare le persone giuste capaci di interessarli e valutare spazi adulti – ragazzi.

Mariella aggiunge notizie del campus di Quarrata. Il campus “Giovani Protagonisti” è stato preparato, i ragazzi sono stati cercati, chiamati ma c’era un gruppo di lavoro alle spalle. Hanno chiamato come relatori persone adatte, interessanti per quella fascia d’età; penso a Cesare Moreno educatore, un grande maestro di strada, Davide Mattiello, Antonietta Potente, gente dal mondo dello sport, hanno chiesto collaborazione ad associazioni locali e non che lavorano con alternative per il buon vivere negli spazi urbani. Vediamo allora quanti ragazzi sono rimasti in contatto tra di loro, questa è la risorsa, dobbiamo fare arrivare loro informazioni di questo seminario.

Marta pensa che sia interessante per i costi fare seminario e convegno insieme, però, anche grazie alla nostra situazione di famiglia, possiamo dire che i giovani vogliono fare da soli. Mia figlia, ad esempio, ha preferito organizzare con gli amici incontri con i vari testimoni che sono passati. Anche con le stesse sensibilità i giovani hanno modalità diverse di lavorare.

Elvio fa il parallelo tra i figli e i nipoti. L’impegno dei figli era di natura politica, i nipoti anche se vanno a vari campi scuola, hanno solo l’esigenza di stare insieme tra di loro. Il loro modo di stare insieme non è uguale al nostro. Noi discutevamo, si faceva politica. Io credo che ci sia la necessità di farlo vedere ai nostri giovani, quindi serve la partecipazione insieme ai grandi.

Enrica interviene sul discorso “autonomia” dei giovani e racconta un’esperienza personale. Venuta a conoscenza che l’università aveva fondi che poteva concedere e che erano fermi e inutilizzati, ha parlato con gli studenti che aveva più vicino chiedendo se sapevano di questo e se avevano qualche idea. Si è resa quindi disponibile a lanciare loro un’idea che poi doveva camminare sulle loro gambe. Per loro era un’impresa anche andare al rettorato, invece in poco tempo si sono organizzati, aiutati, sono andati avanti. Anche noi stiamo al fianco dei giovani, ascoltiamoli, aiutiamoli là dove non ce la fanno, ma loro non devono sentirsi un mezzo.

Marco ricorda che un gruppo di giovani ancora non c’è ed è rischioso fare il seminario fuori dal convegno per il timore di non avere presenze. Trovo il tema molto centrato, in linea con noi ed anche un po’ una sfida. Sulla struttura direi di non porre paletti troppo rigidi ma siccome il gruppo non è strutturato serve una persona in grado di interessarli, vedo bene Ba meno Giorgio i cui discorsi sono meno digeribili. Ricordiamoci che nei giovani che tentiamo di raggruppare c’è già una sensibilità esplicita.

Piergiorgio racconta di un’esperienza risalente al 2001/2005 con un gruppo di ragazze. I due adulti che avevano il compito di preparare stimoli per gli incontri, erano molto preoccupati di cosa dire loro e come dirlo. Rimasero stupiti al constatare che questi giovani volessero fondamentalmente essere ascoltati da adulti disponibili, adottando di conseguenza ciò che si proponeva come stimolo o modificandolo seduta stante.

Pierpaolo non mette in discussione il seminario ma pensa che sia una nostra esigenza di avere persone che ereditino il nostro stile, le nostre convinzioni. Pensa sia più funzionante un campus come quello di Quarrata, favoriamo questo tipo d’incontri.

Antonio pensa che ci possa essere una collaborazione della Rete con il Pozzo di Giacobbe di Quarrata per preparare il prossimo Campus.

Olga ricorda i primi seminari giovani residenziali fatti uno in una casa d’accoglienza, uno in Puglia con i raccoglitori di pomodori, pensa all’importanza di un seminario alla Collina.

Monica vede un aspetto positivo proporre, dare stimoli, creare occasioni con i testimoni con lo stile della Rete; per quanto riguarda il ricambio generazionale le persone giovani le ha incontrate nella Rete anche se con i capelli bianchi, è una bella testimonianza per i nostri ragazzi vedere che la speranza, la vitalità di vita va oltre l’età anagrafica. Inoltre avvicinando i giovani al convegno abbiamo l’occasione per fare la proposta dei viaggi che potrebbe venire dal contatto con le realtà dei nostri testimoni. Un altro aspetto positivo è legato all’esperienza concreta che stiamo vivendo noi come rete di Torino con la mostra migranti. Adulti e ragazzi stanno lavorando insieme con metodi diversi. Dobbiamo superare restrizioni mentali, il confronto è possibile, faticoso ma importantissimo. Dobbiamo comunque decidere se mantenere il seminario legato al convegno. Possiamo dire che per questa volta facciamo l’esperimento del seminario unito al convegno?

Definito che il seminario si farà nelle stesse date del convegno, l’operatività rimane alla commissione che continua il lavoro magari affiancata da qualche giovane.

  • TITOLO E CONTENUTI DEL CONVEGNO

Pier riprende la proposta di impostazione che era stata fatta cioè provare a vedere, in questo lavoro che stiamo facendo di verifica di sé stessi, la visione dell’altro; la rete vista non dal dentro ma dal fuori; che visione hanno della rete i figli, i nipoti. C’eral’ipotesi di coinvolgere i figli di Masina ed anche i testimoni con cui stiamo lavorando.

Lucia dice che dal gruppo di Salerno è emersa la sofferenza di parlarci troppo addosso. Maria Rita di Noto vede questa ipotesi di confronto con i testimoni. Anche il termine “solidarietà” non ha più un significato vero. Da un seminario è uscito il termine “complementarietà” che potrebbe essere unito a “solidarietà”. Ascoltare molto i testimoni e come essere complementari con loro. Non rimanere piegati su noi stessi.

Ercole rileva un atteggiamento narcisista nel proporre un tema del genere, chiedere all’esterno come veniamo percepiti può essere un’auto celebrazione.

Gigi dice che non si possono dimenticare tematiche affrontate nel precedente convegno e tuttora aperte. Ricorda l’avvocato Paleologo che ci parlò di un’associazione che stava organizzando per fare pressioni sulla UE per il problema migranti e c’è anche il tema Ius Soli.

Marco considera il tema del convegno consolidato ma con il serio rischio di autocelebrazione. Riguardo al contenuto fare un’analisi seria sull’operazione a costo zero della rete sui migranti e come provocazione invitare referenti di progetti che sono falliti per capirne i motivi.

Maria Teresa pone l’attenzione sul rischio che nel convegno si parli troppo di cose interne alla rete. Il reato di solidarietà ci deve portare ad agire, azioni concrete; il metodo dei lavori di gruppo è importante.

Ercole dice che la novità vera è che anche in Italia la solidarietà ha cominciato a diventare un reato; nel 1944/45, durante la resistenza, la solidarietà era un reato. Bastava dare aiuto ad un partigiano, un ebreo e rischiare di morire. Ora aiutare i clandestini è un reato. Allora fare la solidarietà diventa resistenza.

Dopo aver costituito un gruppo per studiare il tema solidarietà e svolto un seminario incentrato sulla solidarietà, la solidarietà come reato è la vera novità di questo ultimo periodo perciò dovrebbe essere la centro del nostro convegno con l’aiuto di persone che hanno studiato l’argomento dal punto di vista storico, filosofico, sociologico e trovando testimoni.
Su questo faremo poi le nostre riflessioni ed arrivare a conclusioni politiche
.

Antonio, a partire da una sua esperienza nella redazione di Missione Oggi, in un incontro organizzativo dove si ponevano l’interrogativo di chiedere ai lettori cosa ne pensassero della rivista, arrivarono alla conclusione di fare un numero della rivista con articoli duri, provocatori che avrebbero diviso e portato a delle scelte e vedere poi quello che ne pensavano i lettori. Questo per dire che non dobbiamo chiedere cosa la gente pensa di noi, ma deve essere il contenuto del convegno stimolante, solidarietà e complementarietà insieme.

Pierpaolo non crede che possiamo fare un convegno aperto all’esterno basato solo sulle riflessioni fatte in questi ultimi tempi. Cosa significa oggi essere solidali con i popoli che aumentano enormemente la natalità e dei quali è impossibile arginare i flussi? Cosa significa solidarietà nel quotidiano. Cosa significa complementarietà, interazione, integrazione; sono parole che si usano poco anche a scuola. Esiste ora anche il reato di soccorso, ad es. per i naufraghi in mare.

Dino riprende il discorso di Marco, vogliamo che i nostri referenti siano i nostri critici. Centrale è il discorso di Ercole, importante è anche quello che diceva Antonio. Questi sono gli argomenti che devono girare nella mail list. Importante è la centralità su cosa significa essere solidali, se noi possiamo giudicare oppure essere solidali concretamente.

Maria è assolutamente d’accordo con Ercole. La parola “solidarietà” deve ritornare come scelta, lotta, deve essere ben evidente nel titolo. Guardando quello che sta succedendo si vede che si erode il senso di umanità. Essere solidali vuol dire esporsi fortemente.

Pier: la solidarietà come reato investe tutto il discorso politico, ma anche riflessioni dal nostro punto di vista, potremmo essere chiamati a disobbedire. E’ assolutamente necessaria la presenza di Solidarity Watch e dovremmo essere veloci a contattare i referenti locali operazioni, specialmente quelli preparati per accogliere eventuali viaggi giovani

Maria Teresa rileva le ambiguità nella parola solidarietà, nel titolo dobbiamo evidenziare quale punto di vista vogliamo sottolineare. Dobbiamo analizzare il termine con radici storiche ma anche antropologiche. La paura del diverso sta nel nostro profondo, nella nostra antropologia. Dobbiamo anche conoscere gli aspetti giuridico amministrativi che la resistenza, la disobbedienza implicano.

Ercole riprende il discorso di Maria Teresa. Dobbiamo pensare ad un grande giurista che affronti il tema della solidarietà come reato, che faccia uno studio o si avvalga di qualcosa già prodotto sul tema, oppure commissioniamo noi uno studio di solidarietà come reato a livello italiano e anche internazionale. Ferraioli può essere un nome.

Marco teme il poco interesse per un aspetto così giuridico della solidarietà. Si è procurato sentenze su reati di questo tipo, potrebbe fare una scheda da inserire nella cartella del convegno. Abbiamo due realtà come la Palestina e i Mapuche dove la solidarietà è reato. Uno dei due referenti deve essere al convegno.

Elvio ritiene inflazionato il termine solidarietà. Propone un titolo “solidarietà =politica”.

Dino introduce il termine fratellanza. Essere fratelli è centrale.

Alessandra: con il convegno vogliamo arrivare a molte persone. Siccome in questo momento la solidarietà si lega soprattutto ai migranti, dobbiamo far capire che i muri, i respingimenti non sono soluzioni e siamo chiamati tutti insieme a trovare soluzioni alternative.

Gianni ricorda la disobbedienza civile che ci tocca come persone, non certo la solidarietà espressa via mail. Propone il fratello di Silvana, veronese presidente del movimento non violento come presenza al convegno. Ricorda Anissa e chiede che non passi sotto silenzio il fatto che il giro d’Italia parta da Israele.

  • 3.VARIE

PROSSIMI COORDINAMENTI:

Pescia: 25/26 novembre 2017

Sezano: 20/21 gennaio 2018

Trevi: 13 aprile 2018.

PROSSIME CIRCOLARI:

Novembre 2017: Udine

Dicembre 2017: Noto

Gennaio 2018: Milano.

  • Beppe ricorda Andrea Juvara, l’amico della rete di Casale morto tragicamente ed i cui familiari hanno fatto una donazione per i progetti della rete.
    Raccolti 8.000 euro di cui 2.000 saranno destinati alla cooperativa di Salete in Brasile mentre gli altri 6.000 euro andranno nella cassa nazionale per i vari progetti.

  • Toni ci comunica l’uscita del libro che Giorgio Gallo ha scritto insieme ad una collega d’università. Il titolo è: “Capire il conflitto, costruire la pace” Edizioni: Mondadori

  • Pierpaolo ci porta i saluti di Ettore Cannavera e fa un breve resoconto della situazione della Collina.

VERBALE COORDINAMENTO RRR 17-18 GIUGNO 2017 SALERNO

Hanno partecipato al coordinamento:

TORINO: Monica Armetta PISA-VIAREGGIO: Angela Vannucchi, Claudio Sodini. VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella, PADOVA: Elvio Beraldin. CASALE MONFERRATO: Giuseppe Ghilardi, Cristiana Longhin, CELLE-VARAZZE: Pierpaolo Pertino QUARRATA: Antonio Vermigli ROMA: Angelo Ciprari, Giacinta Carnevale SALERNO: Carmelo Cecere, Giovanni Esposito, Mariateresa Schiavino, Sabrina Maio, Lucia Capriglione, Anna Gargiulo, Daniela Gargiulo, Raffaella Gugliotti; POZZUOLI-NAPOLI Teresa De Simone, Maria Di Bonito; NOTO Maria Rita Vella

SABATO 17 GIUGNO

h. 14.45 RITROVO per il COORDINAMENTO e SALUTI

h. 15.00 INIZIO dei LAVORI

  1. Saluti e sintesi del precedente coordinamento

La segreteria riassume le decisioni prese nel coordinamento di Marzo a Rovereto

Elvio ricorda per chi è in sede di ballottaggio/elezioni l’impegno di andare a votare

Monica: dà il benvenuto a tutti a nome della Segreteria

La revisione dei progetti in scadenza è terminata a parte quello di Trento che sarà esaminata più tardi.

Il confronto fra i Seminari ci darà spunto per le riflessioni da portare il 7-8 ottobre al Seminario Nazionale a Brescia.

Il Coordinamento del 25-26 novembre sarà a Pescia (PI)

Siamo tutti invitati a pensare le disponibilità per le sedi deicoordinamenti2018 gen, giu, set, nov.

Circolari: Luglio AgostoAlessandria

Settembre Salerno

Ottobre Torino

Novembre Udine

DicembreNoto

  1. Aggiornamento sito e forum della Rete

Attraverso Pier,Gigi manda a dire che il sito dovrebbe esser pronto per la fine del mese di giugno

  1. Sintesi bilancio

Marta si scusa per non essere potuta venire ha mandato una mail con dati chealleghiamo qui di seguito.

Prestito a don Ettore de “La Collina” di Cagliari

A Rovereto, nelle varie ed eventuali, Silvestro aveva proposto un prestito all’ass. “La Collina “ in grave difficoltà dovuta ai ritardi dei pagamenti da parte della Regione Sardegna.

Si è discusso a lungo sull’opportunità di dare questo prestito, ma date le nostre condizioni di cassa al momento insufficienti e la mancanza di una richiesta esplicita da parte di don Ettore Cannavera. Si decide di aspettaredi parlare con don Ettore, che sarà presente a Quarrata il 15 e 16 luglio. Qualcuno della Segreteria parlerà e potrà anche invitarlo a rivolgersi a Banca Etica.

(Senti registrazione coordinamento sul sito).

  1. 16.00 Proposta rinnovo progetto Rete di Rovereto / Trento

questa proposta è occasione per una riflessione generale sul bilancio consolidato e sui progetti finanziati miratamente dalla Rete locale Rete di Trento

Della mail che Fulvio ha fatto girare emerge che l’operazione è in pieno stile Rete , al di là della proposta si vuole sottolineareun nuovo modo di essere Rete, presente sul territorio, l’importo è di € 4.500. l L’assembleaapprova

A proposito dei versamenti che alcune Reti fanno direttamente ai Referenti dei Progetti, si discute l’importanza invece di passare dalla cassa nazionale. Abbiamo avuto esperienza in passato che una volta finito il progetto si è esaurita la rete locale. Il versamento nella cassa nazionale, ci aiuta a distaccarci dal “nostro” progetto di Rete locale e a sentire nostri tutti i progetti della Rete, e a contribuire equamente su tutti, è un essere coerenti con i principi di solidarietà fra Reti. Deve rimanere importante il rapporto con i referenti e il distacco dall’aspetto economico. La rete mette in atto qualcosa in più rispetto ad altri modi di fare solidarietà non si deve associare la relazione e amicizia con i referenti al contributo economico, perché altrimenti il rischio è di sentirci responsabili di mantenere il progetto, la rete è prima di tutto nella relazione, anche quando non saremo più in grado di sostenere economicamente il progetto.

La realizzazione/successo di un progetto va al di là del prestito monetario. Proviamo a distaccarci da questo aspetto, andiamo verso un periodo di sempre meno disponibilità economica, ma si può essere solidali diversamente. Dobbiamo farci fratelli e compagni di viaggio. Nel nostro cammino dobbiamo aver la capacità di non sentire “nostra” l’operazione. La centralità è il come, non il cosa.

Si conferma che i versamenti vanno fatti in cassa, per tutte le reti, in passato Silvestro veniva da un percorso di tesoriere diverso e da un sistema più elastico. La nostra nuova tesoriera si è resa disponibile ma la è legge cambiata e non è più possibile essere “elastici” e tutto deve essere più chiaro.

Richiami su Solidarietà e Politica

Elvio ci comunica alcune cose che scriveva Gianna “la rete deve fare solidarietà e politica”;

Masina ci ha sempre insegnato a mettere insieme solidarietà e politica,

Pintor: ultimamente ci stiamo spostando più sulla solidarietà tralasciando la politica,

Verifichiamo le nostre operazioni anche sotto questo aspetto

In realtà la rete fa politica, la fa in modo diverso ma la fa, noi ci esponiamo, prendiamo delle posizioni , la scelta di fare un progetto piuttosto che un altro è politica e i criteri che adottiamo rientrano in questo senso, non è il vecchio modo di fare politica, ma la facciamo.

  1. 17.00 Seminari di Padova & Casale Monferrato

Sintesi seminari macro regionali Nord Est & Nord Ovest con individuazione dei punti chiave emersi. Vedi relazioni inviate da Pier l’11-06-17

PADOVASiamo partiti da due affermazioni sulla solidarietà una di padre Regino e una di Gianna

Maria: eravamo una 30’ina di persone, avevamo un facilitatore, abbiamo lavorato in gruppi. La domanda che ci siamo posti è stata “Quando la solidarietà trasforma noi qua e là?”

Ci siamo risposti: “quando fa politica, quando emancipa, quando crea relazioni circolari alla pari, e ci rende compagni di strada”. È stata una condivisione reale, prima in gruppi poi condiviso da tutti. La modalità: a gruppi in cui tutti hanno contribuito, poi il tutto condiviso in assemblea e nel pomeriggio ridiscusse le considerazioni estrapolate.

Quello che ci viene chiesto è di stare attenti anche agli stranieri che sono presenti nel nostro territorio. Essere attivi e attenti

CASALE MONFERRATO eravamo circa 25.

Beppe: anche noi abbiamo invitato una facilitatrice Anna Zumbo (conosciuta in Haiti lavorando col metodo Freire). Ci ha aiutato a fare chiarezza su dove vogliamo andare. ”Quale futuro?”

Abbiamo cominciato con un gioco di gruppo presentandoci e passandoci un gomitolo che man mano ha formato una rete, che è stata poi dipanata facendo ritornare il gomitolo e dicendoci in parole chiave le nostre aspettative/speranze.

In un secondo momento individuale ciascuno ha scrittosu un foglio prestampato quale è stata la propria strada/storia nella Rete, ci siamo divisi in gruppi e con i nostri appunti ogni gruppo ha sviluppato/analizzato un pezzo del cammino di Rete perché è necessario essere consapevoli del passato e del presente per progettare il futuro. In un primo incontro plenario abbiamo messo insieme i pezzi. Nel pomeriggio di nuovo i gruppi con parole chiave per pensare/progettare il futuro ed infine in plenaria per la restituzione

Dalle due esperienze pensiamo che anche per il Seminario di Brescia avremmo bisogno non di relatori ma di qualcuno che ci aiuti a tirar fuori ciò che già in noi c’è.

Nei seminari è uscita la proposta di far emergere i progetti a costo zero, cioè di persone che portano avanti degli impegnilocalmente ma che rimangono nascostiin modo da capire cosa c’è nella rete; es. Giuliana della rete di Macerata ha seguito per anni i carcerati del Perù, ha dato spunto ad Angelo per seguire i carcerati a Roma che a seguire ha incontrato i Rom e la loro cultura; anche a Spresiano seguono i carcerati. Queste forme di “impegno” dovrebbero comparire.

Break

  1. h. 18.30 Seminario e Coordinamento Nazionale di Brescia

Centro Paolo Sesto7-8 ottobre

Linee portanti e logistica per organizzazione

La segreteria invita tutti a raccogliere le adesioni in modo da potere capire il numero di partecipanti entro il 15-16 luglio (Seminario di Quarrata), Gruppo Pisa Viareggio almeno 6 partecipanti. Si aspettano proposte per la struttura di seminario

SABATO MATTINA 7 ottobre:SEMINARIO inizio h.10,30

Si conferma la necessità di un facilitatore, che abbia le relazioni dei tre Seminari per cogliere differenze e similitudini, proporre una traccia e un metodo di lavoro.

Facilitatori da contattare: Anna Zaio, fratel Alberto, chiedere a Fabiano e a Piergiorgio.

Proposta: al mattino gruppi poi plenaria e sintesi (?)

proposte di titoli:

SOLIDARIET À E POLITICA” , “IL RISCHIO politico DELLA SOLIDARIET À”,

UNA SOLIDARIETÀ AL PASSO CON I TEMPI: TRA RELAZIONE, FORMAZIONE E POLITICA”, RETE E SOLIDARIETÀ: IMPEGNARSI , INCARNARSI: CAMMINI DI COMPLEMENTARIETÀ.

SOLIDARIETÀ è POLITICA, POLITICA è SOLIDARIETÀ. QUALI STRADE?”

LE STRADE DELLA SOLIDARIETÀ”, “SOLIDARIETÀ… COME?”

Lasciamo alla Segreteria il compito di scegliere il titolo

Discussione sui contenuti

Struttura della Rete tempi della Segreteria, numero di coordinamenti annuali e spese, risorse economiche, ONLUS o NO.

Dal Seminario Nazionale devono emergere tanti Non Detti che è importante risolvere

Pur ragionandoci accettiamo di non avere un’identità non troppo netta? Il definirci troppo spesso può escludere.

I Valori emergono dai macroregionali, facciamo sintesi e al Nazionale parliamo della Struttura. La rete nazionale deve capire COME fare Rete.

-Elvio il nostro facilitatore ci aveva lanciato questa idea “la diversità è la forza della solidarietà”???controllare

-Monica: il Seminario servirà a trovare una linea comune, e dare spazio di confronto.

Se riusciremo a fare una sintesi dei macroregionali e confrontarci di più sulla nostra struttura in modo che anche chi ci vede da fuori sappia chi siamo.

Non dobbiamo avere paura di definirci, anche se siamo più di una definizione

-Antonio. Non dobbiamo dimenticare che apparteniamo alla struttura che ha creato questo sistema (ricchi e poveri), questo è il vero discorso politico su cui poggiare.

Dobbiamo essere realisti senza sensi di colpa ma

-Carmelo Salerno, riflettere sulla solidarietà significa riflettere su noi stessi, sul nostro fragilissimo e debolissimo EGO. Ci vuole un facilitatore che ci parli di come siamo.

-il facilitatore può inviare una griglia di riflessione personale da fare prima di arrivare al Seminario Nazionale

– Mi pare che questo percorso nei coordinamenti e seminari sia già stato fatto

-Il seminario è un lavoro collettivo che raccoglie il lavoro individuale di ciascuno ma non è il momento del lavoro individuale, mettiamo in comune una energia positiva

– è una tappa collettiva di semplificazione e di chiarezza che ci serve in questo momento della Rete

-la definizione non più di solidarietà ma di complementarietà che ci fu lanciato a suo tempo da Arturo Paoli

Seminario come incarnazione

Impegnarsi(fare) o incarnarsi(condividere)?

Ascolta sul sito le testimonianze di:

-Claudio: Esperienza della Rete di Viareggio per il Progetto Educazione alla Pace con l’associazione

-Lucia: esperienza di accoglienza di una famiglia Siriana con l’associazione Migrantes

Se alla solidarietà non si accosta la politica facciamo solo assistenzialismo

Problema di un contributo economico per chi ne ha necessità

Proposta di una cassa di contributo per Seminari Convegni e coordianmenti

Pranzo al sacco, cercare dei sistemi di autofinanziamento per i seminari

DOMENICA MATTINA 8 ottobre COORDINAMENTO A BRESCIA

  1. h. 21.00 RIPRESA dei LAVORI“ La Narrazione”

Elvio ( Rete di Padova )” ero un vecchio abbonato di Rocca, sul quale scriveva Masina, viene a Padova e lì lo incontro. Lì,con un cappello, è nata una raccolta di fondi per la Rete e poi si è formato il gruppo. Ettore ci ha proposto il progetto di acquisto di una speciale macchina da scrivere per un ragazzo brasiliano torturato e ridotto a letto infermo.

Siamo poi passati al progetto di Haiti, lì siamo riusciti ad andare a visitare e condividere l’esperienza con gli Haitiani, abbiamo conosciuto Dadù, condiviso con loro il tempo che siamo stati là”…

Anna Gargiulo(Salerno) “avevamo l’abbonamento a Rocca partecipavamo agli incontri ad Assisi, Tonino contattò Ettore che scriveva su Rocca, chiedendogli di fare qualcosa di concreto, Ettore ci chiese di costituire un gruppo a Salerno e così è cominciato “.

Antonio ( Rete Quarrata ) “io non sono uno dei più vecchi della rete, andai in viaggio di nozze a Salvador Baia da don Renzo Rossi, una suora ci diede una consistente busta di denaro per i prigionieri politici. Conobbi, a un incontro presso la Procivitate una coppia della Rete di Treviso e tramite loro cominciammo una campagna di invio cartoline. In seguito mi feci dare il telefono di Ettore, che mi fece conoscere Giorgio Gallo. Dopo un mese Ettore venne a Quarrata per un incontro e nacque la Rete.

Mi preme riportare l’attenzione sull’aspetto dei prigionieri politici e in seguito di ex prigionieri, di cui la Rete si èpresa cura non solo in Brasile ma anche in Argentina, in Palestina, Uruguay, Perù. È un impegno che ha sempre caratterizzato l’attività della rete. Ricordo l’impegno di Giuliana Cioccoli che ha portato avanti una relazione epistolare che è sfociata in due progetti: sostegno alle madri dei prigionieri politici e la cooperativa per gli ex prigionieri. Giuliana ha continuatoa seguire queste persone fino alla fine.

L’impegno a Quarrata è proseguito con Arturo Paoli che veniva da noi ciclicamente

Quando si andava in Brasile a visitare i progetti si viveva nelle favelas, abbiamo

condiviso lo sviluppo del Paese, la Teologia della Liberazione, il cammino di coscientizzazione,questa esperienza mi ha marcato profondamente.

Una decina di anni fa si cominciò a fare i viaggi con i giovani, per far conoscere le realtà.

La Rete è stata un pezzo importante della mia vita, come di tanti altri.

Elvio ricorda due donne della Rete: Almira di Battaglia Terme e Resi di Treviso

COORDINAMENTO DOMENICA 18 GIUGNO

Ore 9.00 INIZIO dei LAVORI

Messaggio di saluto a Ettore e Clotilde raccogliamo le firme che Angelo, Monica e Pier passeranno a portare nel pomeriggio prima di rientrare

  1. Convegno nazionale rrr 2018

La segreteria fa un appello a tutte le reti perché si interessino a cercare e fare proposte per il luogo del Convegno con le seguenti indicazioni

LUOGO facilmente raggiungibile o Posto significativo: salone da 300-320 per pranzi e incontro plenario, persone con sale aggiuntive anche nelle strette vicinanze, raggiungibile comodamente

DATA si propone 13-14-15 o 20-21-22 aprile ’18, meglio la 1^

GRUPPO di riferimento, LUCIA E ANGELO che raccoglie da tutti noi le proposte(entro fine luglio): cerchiamo di chiedere a chi fa convegni tenendo presente il problema della sostenibilità

DOVE e QUANDO ?

TEMA PORTANTE. La discussione è stata lunga (senti registrazione)

La segreteria a Rovereto aveva fatto una proposta. La visione degli altri sulla rete: testimoni, figli fratelli, familiari, amici (lo sguardo esterno), questa impostazioneperò può essere solo una parte del Convegno nel quale non può mancare la riflessione sui grandi temi della giustizia,della libertà, quindi si ritorna al tema di Solidarietà e Politica. È ancora importante chiedere ai testimoni come intendono loro là solidarietà e politica,

Rispetto ai giovani sarebbe importante che il loro Seminario avvenisse prima del Convegno in modo che vi possano portare il loro contributo, per fare questo dobbiamo metterci in contatto con loro, cercarli, metterci in ascolto e confrontarci. Si dovrebbe chiedere tramite Rosselma che risonanze hanno avuto i ragazzi dal Convegno di Trevi, è importante comprendere l’effetto che ha fatto loro partecipare, ci scordiamo spesso del ritorno.

Il Convegno deve mettere a confronto e in ascolto le diverse realtà, ci sono dei giovani che hanno già fatto delle scelte, altri che sono alla ricerca, il convegno può essere un momento stimolante di incontroeascolto, nuove voci e nuovi modi di vedere il mondo, di fare solidarietà, per partire con nuove idee. la concretizzazione deve venire dopo

La rete non sarà eterna, però non deve finire per presunzione,sarebbe bello come passaggio di testimone, per questo è importante l’ascolto, di testimonianze, di scelte di vita, questo lega il discorso al seminario giovani forse seminare per noi significa quella cosa lì che poi crescerà altrove ma che rimarrà come un tatuaggio.

Convegno confronto intra-generazionale noi, i giovani, referenti, testimoni

TESTIMONI

Sono già da decidere perché i tempi che hanno a disposizione per visti e documenti sono lunghi

MODALITA’

  1. I giovani e la rete

Dibattito molto vivace che si intreccia anche con il tema del Convegno futuro. Se vogliamo confrontarci con i giovani dobbiamo cercarli e interpellarli, la Rete ha uno stile e una struttura lontana da loro. Pensiamo che sia ancora importante proporre Viaggi di conoscenza, seminari in luoghi di frontiera (Ventimiglia-Lampedusa) ed altre attività specifiche proposte da noi ma gestite da loro. Per questo è necessario costituire una cassa, che potrà essere finanziata con iniziative delle Reti locali e nazionale. possiamo proporre un’iscrizione annuale a chi non può contribuire mensilmente perché possa sentirsi parte.

Un altro elemento che può funzionare a questo proposito è il Sito, è il primo elemento da presentare ai giovani, col quale proporre un incontro/confronto.

Alcune realtà di Rete sono già in contatto con gruppi giovani (Pisa-Viareggio, Torino, Antonio) ma siamo tutti invitati a cercare l’incontro con giovani attraverso scout, oratori, gruppi sportivi, centri sociali

Commissione Giovani-gruppo organizzativo ANGELA (si interessa su Pisa), GIORGIO, MARIATERESA G.

Un facilitatore/ice, disponibilità di Solidary Watch di dare una mano

Antonio propone: Quarrata convegno giovani 21-22-23-luglio, tema mette in discussione i nostri giorni e capire cosa pensano loro di questa società

organizzato da varie entità locali 200/350 giovani in tenda a Villa Medicea

  1. Tribunale Permanente dei Popoli

Liviana ci chiede risposte per il Tribunale Permanente dei Popoli, adesione formale all’appello del TPP-Tribunale Permanente  dei popoli sulle violazioni dei diritti umani delle persone migranti e rifugiate e della loro impunità che verrà presentata  a Barcellona  il 7/8 luglio.abbiamo chiesto a Solidary Watch per i giovani che volessero partecipare, sono interessati ma i tempi sonotroppo stretti per pensare di partecipare.

Ci si chiede perché a Barcellona e non in Italia, dato che i migranti arrivano qui

Si discute sull’opportunità sul tipo di significato che ha partecipare a questa iniziativa, è una proposta di tipo politico, pertanto si sottoscrive l’azione conIl contributo economico € 2000,00. che la rete di MILANO avrebbe a disposizione e che eventualmenteandrebbe a finanziare il viaggio di chi volesse partecipare. Si chiede a Milano di girare nella cassa nazionale.

  1. Varie ed Eventuali

Solidary Watch, Progetto “Chiudiamo il Cerchio”

Monica ci relaziona del progetto di Noel, che tornerà in Costa d’Avorio il 21/06/17, ringrazia calorosamente per l’impegno di tutti quelli che ha conosciuto dopo avere girato per alcune Reti locali.Ci aspetta là, perché intende organizzare una struttura di accoglienza.

-Claudio: Giorgio G. comunica di un progetto già avviato in Brasile a nome di Giusi Lauro, un gruppo musicale di giovani, non è un progetto della Rete ma chi volesse visitarlo sul sito: recuperare nome

-Beppe: da gennaio lavora con l’ass. OIM (Organizzazione Internazionale Migranti) tutti i lunedì va a Milano, collabora con l’ass. per il prelievo del DNA delle persone che chiedono il ricongiungimento dei familiari.

L’OIM segue anche i migranti (regolari) che vogliono rientrare nel paese di origine. Il progetto di rientro prevede un contributo di € 2.000 e in caso di necessità un accommpagnatore. Beppe ha accompagnato una donna in Salvador e una in Perù, perché psicologicamente fragili e non in grado di affrontare da sole il rientro. Il bello dell’esperienza è stato farsi accogliere nelle famiglie di origine per le due notti necessarie e condividere con loro quel tempo.

-Maria con un gruppetto della Rete di Verona andranno in Gana a visitare il villaggio della donna che hanno ospitato per un periodo in casa loro., vanno a conoscere il contesto. Ci sono ancora uno due posti per chi fosse interessato

Maria ha sentito Manuela Tempesta la mamma è morta verrebbe avrebbe voluto venire e riprendere i rapporti, ma non ce l’ha fatta; ci sono difficoltà con le donne di Ramhal,

Elvio Ad Haiti c’è stato un nuovo contributo annuale a nome di Gianna, continuano ad essere vessati dal maltempo. Jan ci scrive che la scuola avvierà anche in un corso di sartoria in memoria di Gianna.

Angelo c’è un costante rapporto di informazioni ?

Teresa Sarvignan è in continuo contatto con l’Armenia, le ha chiesto di tradurre in armeno una sintesi sulla Rete

Commissione MIGRANTI E RETI Pier STA raccogliendo i documenti delle diverse Reti, l’ultimo lo ha mandato Caterina Perata una lettera dei vescovi

Carla ha fatto un intervento pubblicato sul Manifesto qualche settimana fa in risposta ad un articolo su “Aiutiamoli a casa loro”. E pensava do coinvolgere padre Zerai

-Antonio, propone la lettura di un libretto di Erri De Luca della sua esperienza su una nave di Emergency per il soccorso ai migranti “Se i delfini venissero in aiuto”

-Pier propone una lettura di Luigino Bruni “La distruzione creatrice” città nuova

La segreteria ringrazia l’ospitalità della Rete di Salerno

H. 12,30 Fine dei lavori e pranzo

SABATO 25 MARZO

Ore 15.15 : Inizio lavori

Come ormai consuetudine, si procede a registrazione audio, per permettere:

  • L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono essere presenti;
  • La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete.

Hanno partecipato al coordinamento:

VARESE: Marco Lacchin, TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan, Eugenio Mattalia, Luciana Gaudino, SPRESIANO-LANCENIGO-MASERADA: Francesca Gaspa, Fernanda Bredariol, PISA-VIAREGGIO: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, Giorgio Gallo, Franca Rosa Bianchi, ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavaz-za, Gigi Bolognini, UDINE: Toni Peratoner, Maria Grazia Visintainer, VERONA: Maria Picotti, Dino Poli, Silvana Val-piana, PADOVA: Francesco Fassanelli, Marianita De Ambrogio, CASALE MONFER-RATO: Giuseppe Ghilardi, Cristiana Longhin, CELLE-VARAZZE: Pierpaolo Pertino, Simona Mozzati, Valeria Marcato, Enrico Vallarino, BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini, MILANO: Liviana Bortolussi, TRENTO: Carla Grandi. Alberto Inzighieri, Luigi Moser, Michelina Cappelletti, Fulvio Gardumi, QUARRATA: Mariateresa Bertoldi, CASTELFRANCO VENETO: Fabio Corletto, Mar-ta Bergamin, Maria Angela Abadessa, Ermanno Di Biasio, ROVERETO: Paolo Rosà, PESCARA: Silvio e Agnese Profico, GENOVA: Sergio Ferrera, ROMA: Angelo Ciprari, Giacinta Carnevale, MOGLIANO VENETO: Beniamino Favaro, Annarosa Liotto TREVISO: Olga Turchetto

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  1. Saluti e sintesi del precedente coordinamento.
    Dopo i saluti, la Segreteria illustra brevemente le decisioni prese allo scorso coordinamento di Roma.
  • Rinnovo progetti in scadenza, con piccole decurtazioni da destinare a viaggi e formazione per giovani.

  • Situazione F. DE BRITO: si sta tentando di contattarlo per avere una relazione della sua situazione.

  • Individuazione di un percorso sul tema “Quale Solidarietà”?

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2) Revisione progetti in scadenza e nuove proposte.

  • Don Milani / Dofinè – Rete di Padova

Marianita De Ambrogio (Rete Padova) illustra la situazione del progetto, iniziato nel 1993. Si tratta di sostegno a scuole in una zona montagnosa e remota di Haiti. Il progetto ha dato luogo a molte iniziative collaterali gestite dall’organizzazione FDDPA (Forza per la Difesa dei Diritti dei Contadini Haitiani).

La Rete di Padova ritiene necessario continuare ad accompagnare la FDDPA: il progetto risponde a tutti i criteri fissati dalla Rete. Ci sono continui contatti con i referenti, l’ambiente in cui si colloca il progetto è molto degradato, la situazione economica del Paese è disastrosa e quella politica instabile.

Tenendo conto dell’aumento degli scolari e dei bassi salari degli insegnanti, la Rete di Padova propone di portare il contributo annuo a €. 20.000, di cui si farà carico direttamente, come già in passato.

Il progetto ha dato vita a collaborazioni con altre organizzazione tra cui quella con l’associazione italiana Popoli in Arte per la formazione sui temi della salute e dell’igiene (utilizza il metodo Freire) e con la Brigade Dessaline, creata da Via Campesina e formata anche dai SEM TERRA, presente da anni nel Paese, che offre formazione agro-ecologica. Beppe Ghilardi (Rete Casale) e Toni Peratoner (Rete di Udine) hanno di recente visitato il progetto e ritengono utile la formazione di un minimo di società civile nelle zone di interesse.

Il progetto potrebbe essere sede di viaggi di formazione, ma le condizioni sanitarie e logistiche sono molto precarie, per cui occorre valutare bene. Si può studiare un viaggio per un piccolo numero di persone, accompagnate da membri della rete di Padova. Occorre la conoscenza almeno del francese.

Dopo breve dibattito il Coordinamento approva il rinnovo del progetto per il triennio (2017–2019) per un importo di €. 20.000 annui. I costi di un eventuale viaggio non sono compresi in questa cifra. Sarà comunque necessario un chiarimento su come collocare a bilancio i costi di un progetto di fatto finanziato dalla Rete di Padova.

Il dibattito prosegue sul problema della contabilizzazione della raccolta dei soldi destinati e dell’esigenza che questi tutti debbano essere presenti nel nostro bilancio. La Segreteria conferma che tale questione và certo approfondita ma deve essere affrontata nella discussione in cui parleremo dei criteri generale in quanto tale modalità non riguarda solo questo progetto. Per permettere una agevole relazione è certo necessaria un’autonomia della Rete Locale referente del progetto ma và anche considerato che più di una Rete Locale versa nella cassa nazionale l’importo esatto destinato del proprio progetto. Quindi la considerazione è che se tale discorso fosse generalizzato, non ci sarebbero più risorse economiche per :

  1. I progetti delle Reti locali più piccole o capaci di raccogliere minori contributi
  2. Le proposte di nuovi progetti e nuove modalità di solidarietà.
  • El bonete – Rete di Milano
    Liviana Bortolussi (Rete di Milano) riassume la relazione già stata fatta circolare.

In Nicaragua la Rete ha attivi il progetto delle/di:

  1. Donne che producevano filtri per la potabilizzazione dell’acqua (dal 2001): importo 3.100 €.
    Oggi i filtri plastica, più economici, hanno sostituito quelli in ceramica prodotti dal collettivo delle donne. Si è cercata una diversificazione del progetto con la coltivazione di prodotti ortofrutticoli e della lavorazione dell’
    icaro (pianta spontanea usata per la produzione di bevande e di filtri per la potabilizzazione). Per rendere autonomo il progetto relativo all’icaro, occorrono investimenti di decine di migliaia di € e capacità imprenditoriali in questo momento precluse alle donne. Nel 2014 il progetto è stato rinnovato per 2 anni, prevedendo poi una verifica, fatta nell’autunno scorso.
  2. Sostegno ad una Scuola Materna con pagamento del salario a 3 insegnanti ed i buoni pasto dei bambini con l’importo do 3.500 €/annui. Tale progetto è successivo e più recente e si è reso necessario perché la più vicina scuola materna era nel capoluogo e quindi troppo distante da raggiungere. La Scuola Materna sostenuta raccoglie la frequenza di 60/80 bambini all’anno ed, in questi anni, ha molto contribuito all’aumento della scolarizzazione nel villaggio (con successiva prosecuzione degli studi).

La Rete di Milano propone di rinnovare il progetto così com’è, con possibile ritocco al rialzo per il contributo per la scuola materna.

Possibilità di effettuare viaggi di formazione: a El Bonete c’è un centro comunitario che può offrire ospitalità, oltre ad altre piccole strutture, per cui un viaggio è possibile, ma solo con Dino e Gloria del gruppo di Carugate, che gestiscono il centro.

 

Dopo breve dibattito il Coordinamento decide di rinnovare il progetto della scuola materna per €. 3.500 per il triennio 2017 – 2019, con possibilità di ritocco al rialzo se dovessero emergere necessità. Anche il progetto delle donne è rinnovato per €. 3.100. La Rete di Milano si riserva di verificare possibili sbocchi diversi del progetto

 

  • Lualaba – Rete di Mogliano Vento

Beniamino Favaro (Rete Mogliano Veneto) riassume il contenuto del documento inviato via mail.
Il progetto è stato approvato nel 2014 con la destinazione di €. 15.000 provenienti dai lasciti. Le attività sono procedute a rilento, per cui le prime due tranches di €. 5.000 sono già state inviate, la terza lo sarà nel 2017. Quindi per quest’anno il progetto è coperto .
Si tratterà di rivalutarlo nel 2018.

La zona è isolata ed estremamente povera. Il problema più grande sono le comunicazioni perché non c’è elettricità e non funzionano i telefoni. Le notizie sono fornite da padre Richard Ngoye. Si spera di poterne ricevere anche da padre Ippolito, che è il parroco del villaggio. Al momento la scuola è ancora in costruzione: le fondamenta ci sono e stanno preparando i mattoni per i muri. La Rete di Mogliano ha invitato padre Ippolito in Italia e sosterrà direttamente i costi del suo viaggio.

  • Bumuntu – Rete di Castelfranco Vento

Franco Corletto (Rete Castelfranco Veneto) spiega che l’operazione di cui si chiede il rinnovo, è parallela alla costruzione del centro di sanità (che prosegue con altri contributi) e riguarda 3 punti:

  • La coscientizzazione della popolazione sulla tutela dell’ambiente e della foresta;
  • Il sostegno all’associazione locale PDD BADIBAM * che invia operatori sul territorio;
  • La formazione per attività di prevenzione igienico sanitaria.

La Rete di Castelfranco ritiene che il progetto debba proseguire. Di ciò si è avuta conferma anche nel viaggio fatto la scorsa estate. Tra l’altro gli operatori si muovono spesso a piedi, per cui occorrerebbe almeno una moto e hanno bisogno di un sostegno economico. Vi è, infine, la necessità di inviare a Kinshasa, per un breve stage sull’uso di alcuni macchinari, una dottoressa che già collabora in loco al progetto. L’importo per cui si chiede il rinnovo è pari ad €. 8.000 annui per 3 anni

Ermanno Di Biasio (Rete Castelfranco) fa presente che sarebbe molto importante che qualche giovane (o non giovane) si recasse sui luoghi dell’operazione. Purtroppo la zona è abbandonata: chi arriva è ben accetto, ma le difficoltà logistiche sono molte.

* Promotion pour le Development Durable de Badimi Bamunyi è il nome dell’associazione fondata nel 2004 dal nostro referente Richard Ngoy tra contadini ed allevatori di vari villaggi compresi nel distretto di Kabinda

ASBL sta per Association Sans But Lucratif che in Italiano significa associazione senza scopo di lucro.

Il coordinamento approva il rinnovo del progetto.

 

  • Hagharzin (Armenia) – Rete di Quarrata.

Mariateresa Bertoldi (Rete di Quarrata) propone questa nuova operazione. Il progetto riguarda alcuni villaggi che si trovano in Armenia, ai confini con l’Azebaijan. E’ una zona di guerra, dove i villaggi si stanno spopolando. La popolazione è molto giovane ed estremamente povera. L’obbiettivo è che la gente rimanga sul posto. La zona è meta turistica, per la presenza di antiche chiese e monasteri. Il progetto si appoggia sul monastero più importante e visitato e riguarda la produzione di oli essenziali e prodotti bio -cosmetici.
Le erbe sarebbero coltivate in loco ed i prodotti venduti nel monastero. Il ricavato potrebbe finanziare

successive iniziative ed innescare un processo virtuoso, imitabile, con l’intento di portare un po’ di sviluppo nell’intera area. L’idea è nata dal Vescovo ma la sua realizzazione è indipendente dalla Chiesa locale.

La prospettiva è di arrivare a dare lavoro da una ventina di persone. Il progetto mira a coprire gli stipendi, l’acquisto dei materiali e ad aiutare il centro sociale. La destinazione dei soldi è (per ora) una associazione

(Pahapan vedi Inga) che in futuro potrebbe essere una cooperativa.  La cifra richiesta è di 2.760 €/ annui.

Vi è una referente armena in Italia, che provvede anche alle traduzioni.

Nel dibattito sorge il problema del destinatario dei soldi: la diocesi o una cooperativa di donne? Le donne come si organizzerebbero? Creerebbero una cooperativo o sarebbero dipendenti della diocesi?

Il Coordinamento è favorevole all’apertura del progetto, che viene approvato per la cifra richiesta. Tra un anno ci interrogheremo sui risultati.

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3) Stato lavori “Commissione Migranti ”.

Maria Picotti (Rete Verona) aggiorna sullo stato del progetto Solidarity Watch: alla segreteria è stata mandata una e-mail (poi girata in mailing list), che riassume i primi passi dell’osservatorio.

Le ragazze si sono riunite per far partire il sito. Stanno raccogliendo dati di tutti i casi in cui perso-ne sono state perseguite per aver aiutato migranti e le mobilitazione che ne conseguono. E’ im-portante che questi dati circolino, ma anche stabilire come queste persone possano essere protette.

Hanno contattato una persona disponibile a creare il sito. Inoltre, stanno cercando di creare una rete di confronto con tutte le realtà che lavorano sul tema della criminalizzazione della solidarietà in vari Paesi europei. La redazione del documento di presentazione è sospesa, per dare spazio alle altre iniziative, tra cui quella di costituirsi in associazione, per una questione di trasparenza, rispet-to ai finanziamenti. Apprezzano l’appoggio della Rete.

Non essendo presente Maria Rita Vella (Rete Noto), non si affronta il tema delle lettera di Padre Zerai.

Pierpaolo Pertino (Segreteria) riferisce della raccolta di esperienze nella Rete, in tema di migranti. La perplessità manifestata (per telefono) da Gianni Pettenella (Rete Verona) è che il firmare appelli o appoggiare persone come l’on. Kienge possa non avere grande efficacia pratica. Tra l’altro, il Parlamento Europeo ha un peso sostanzialmente consultivo.

Carla Grandi (Rete Trento) riferisce che la Rete di Trento prosegue il progetti migranti già in corso ed ha saputo che l’associazione per la Pace di Rivoli Torinese, con l’aiuto dei migranti ha predi-sposto una mostra sul tema. Questa mostra è stata ripresa da un gruppo di Rovereto, che ha pre-disposto anche del materiale cartaceo che illustra i problemi che ci sono nei paesi di provenienza dei migranti, sulla base dei loro racconti. Altre Reti possono chiedere di divulgare questa mostra. Il materiale è disponibile in formato sigenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo a cartacegenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo o che diggenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo itale. Varie Reti sono interessate ed ottengono il materiale che, comunque, è di-sponibile sul sito del Centro per la Pace di Rovereto (www.rovepace.org).

Marco Zamberlangenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo (Rete Tgenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo orino) riferisce del progetto di Noel Guirao migrante della Costa d’Avorio che intende rientrare nel proprio Paese per mettere a frutto tutto ciò che ha imparato in Italia.

Alcuni progetti erano partiti anni fa, mentre lui era in Italia e faceva la spola. Nel 2011 la guerra civile ha distrutgenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo to tutto. Ora Noel si è riproposto e la Rete di Torino si è attivata per ridare slancio al progetto.
Il 21 giugno Noel rientrergenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo à in Costa D’Avorio con l’intenzione di far ripartire l’allevamento di maiali. generale piuttostgenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo o che generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo
Il costo è di 8.000generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo €. in gran parte già rgenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo accolti.

Vi è la possibilità di incontrare Noel. Le Reti possono richiedere la sua testimonianza per un confronto con i migranti e richiedenti asilo, presenti sul territorio.
Le Reti di Casale, Udingenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo e, Celle-Varazze e Quiliano si sono già rese disponibili.

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4) Presentazione del Percorso “Quale Solidarietà? ” da parte della Segreteria.generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo

Pierpaolo Pertino (Segreteria) chiarisce che l’argomento si affronta volugenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo tamente a fine pomeriggio, in modo da favorire la riflessione e discuterne così la domenica mattina. Si tratta, infatti, di un percorso che toccherà l’identità della Rete, per cui è importante che il coordinamento abbia adeguati tempi e spazi di riflessione; altrettanto importante il non arroccarsi in sé stessi e nelle proprie abitudini.

La circolare della segreteria ha provato ad introdurre e contestualizzare tale tema.

L’idea è quella di un percorso che occuperà tutto il mandato della segreteria passando dal confronto nei seminari macro regionali e nazionale fino al Convegno Nazionale del 2018.

Al coordinamento, quindi, viene chiesto di generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo pronunciarsi soprattutto sullo schema generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo esemplificativo e che quindi potranno integrati e/o modificati. La proposta è illustrata attraverso una presentazione proiettata a slide che verranno poi riportate nel verbale.

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  1. Aggiornamento sito della rete.
    Gigi Bolognini (Rete Alessandria) riferisce dello stato del nuovo sito della Rete. Premette che:
  • i tempi non sono rapidi perché la persona che ci aiuta nella costruzione del sito lavora solo nel tempo libero per mantenere i costi i contenuti (300 euro + 40/50 euro per l’acquisto del modello template). Tali costi, approvati in Gennaio nel coordinamento di Roma, non sono stati verbalizzati ;

  • non è stato possibile riorganizzare il vecchio sito, come si pensava, in quanto il software che lo gestiva è talmente obsoleto che non più disponibile. Il nuovo sito, quindi, è stato creato su un’altra piattaforma e sostituirà il precedente.

Vengono mostrate le immagini del nuovo sito. Sulla prima pagina scorreranno fotografie in successione che riguarderanno tutte le grandi aree geografiche sede dei progetti. Cliccando su quella che interessa si aprirà la pagina, in cui saranno visibili i progetti ad essa relativi.

Nel vecchio sito i progetti erano illustrati tramite le pagine del libretto realizzato anni fa, ormai superate. Sarà necessario che le Reti referenti predispongano le schede dei nuovo progetti, con le relative immagini

Ci sarà una pagina “chi siamo”, divisa in una sezione sulla storia della Rete e una sui criteri con cui agisce. Nella pagina “documenti” ci saranno la rivista “In Dialogo” (copertina, indice e un articolo), gli atti dei convegni e le circolari (ultimi 3 anni). Il materiale più vecchio sarà collocato sotto la voce “archivio”. Un’altra veletta porterà alla spiegazione dei criteri di scelta dei progetti.

Ci sarà uno spazio dedicato alle Reti locali (elenco, referenti e breve presentazione) Occorrerà de-cidere con quali criteri stabilire quali Reti locali indicare, eventualmente telefonando alle varie Reti che danno poche notizie di sé, per chiedere se vogliano comparire. Occorrerà anche aggiornare i referenti e, in questo modo, rivedere la lista referenti della mailing list.

Saranno poi indicati i bilanci: da decidere se tenerli riservati o renderli visibili, per una questione di trasparenza e per pubblicizzare il nostro metodo di lavoro. Un’altra veletta darà accesso al forum ed una ai contatti (quelli della Segreteria, oltre ad un modulo da compilare per essere contattati).

Infine, ci saranno i link alle associazione amiche e ci sarà uno spazio protetto per accedere ai ver-bali dei coordinamenti. Ci sarà uno spazio per le news sia della Rete nazionale che di quelle locali, oltre ad una sezione tematica che proporrà dossier su vari argomenti di interesse

Per mancanza di tempo non si apre la discussione.
E’ possibile inviare e-mail direttamente a Gigi Bolognini con commenti e proposte.

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Ore 19.30. Termine dei lavori del pomeriggio e Cena

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Ore 21.15. Ripresa dei lavori.

  1. Intervento di Padre Richard Kitengie.

Padre Richard Kitengie, dalla Repubblica Democratica del Congo, referente del progetto di Castelfranco Veneto, interviene in Italiano, ringraziando la Rete e affermando che il fatto che molte persone siano qui riunite, trascurando i propri impegni personali per parlare della sofferenza del mondo dimostra che un mondo diverso è possibile. La Rete è fatta di “pazzi fuori dal mondo”, perché nel mondo la gente cerca di aumentare la propria ricchezza, il proprio potere o la propria celebrità, mentre qui si cerca di aiutare le altre persone a vivere meglio. Quello che stiamo facendo è proprio una meraviglia.

Racconta che il 18 febbraio 2017 il suo seminario, a Kananga, nel centro della Repubblica Democratica del Congo, è stato attaccato dai miliziani che sono in guerra con lo Stato ed è stato distrutto; ad un edificio è stato anche appiccato il fuoco. Al momento il seminario è chiuso ed i seminaristi sono tornati nelle loro diocesi. Non è stata una sorpresa, perché da mesi tutta la popolazione vive una situazione di guerra. De-scrive le ragioni che hanno dato luogo alla guerra, legate la fatto che un capo tribale ha tentato di risvegliare le coscienze della gente, provocando la ribellione dei giovani ed è stato sostanzialmente “sostituito” da un capo rivale, ad opera del Governo Provinciale. La vicenda si innesta sulla stanchezza della popolazione per il regime dittatoriale del presidente Kabila, che è alla fine del secondo mandato e teoricamente non può più ripresentarsi, ma non accetta di lasciare il potere. I Vescovi del Paese si sono offerti di mediare tra le parti, per trovare una via di uscita pacifica. Il 31 dicembre 2016 è stato firmato un accordo che prevedeva che il Presidente potesse rimanere in carica fino alla elezione di un nuovo Presidente, a dicembre 2017, ma gli impegni non sono stati rispettati e non si è riusciti ad applicare l’accordo, anche per la morte naturale di uno dei principali oppositori.

A questo punto, i giovani che seguivano questo capo tribale hanno iniziato ad attaccare le forze di polizia e l’esercito, arrivando fino a Kananga. Durante gli scontri è stato distrutto il seminario.

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  1. La Narrazione ”.

    Olga Turchetto

Olga, chiamata a riferire dei momenti significativi vissuti nella Rete, dice che in realtà tutti i suoi 50 anni di presenza nella Rete sono stati significativi. Senza la Rete, personalmente, sarebbe rimasta all’elemosina ed alla beneficenza in Parrocchia o, al limite, a livello diocesano.

Il suo primo incontro con Ettore Masina è stato a Treviso (nel 1971?). Ha subito aderito. Oggi, per Lei la Rete non è più solo un punto di riferimento ma uno stato d’animo, il profondo senso di appartenenza ad una comunità. Tutte le altre esperienze di volontariato sono state effimere e insoddisfacenti. Spesso è stato impossibile trasmettere lo spirito della Rete, altrove. Ha sempre vissuto la Rete come una struttura estremamente democratica. Nessuno, nella Rete, si è mai presentata con i propri titoli. Nel tempo la Rete non è molto cambiata: è certo cambiata la realtà che sta attorno. Sulle ali della memoria, ricorda soprattutto :

  • Le toccanti testimonianze di Carmen Rinaldi (Uruguay) e di Frei De Brito e Padre Cavazzuti (Brasile), esuli e vittime di tortura e l’ingresso colorato e pieno di vita di Rigoberta Menchù al Convengo del 1986.

  • La testimonianza di Shafi, in un momento in cui, dopo gli accordi di Washington, la situazione palestinese sembrava essere ad una svolta, ,

  • La dichiarazione brutale di Soares (sociologo brasiliano) che diceva come fossero stufi della nostra beneficenza e ci invitava a cambiare prima le cose a casa nostra.

  • La relazione di chiusura del Convegno 1994, dopo le dimissioni di Ettore Masina, con la voce tremante di Giorgio Gallo che, di fatto, ne raccoglieva il testimone.

La rete è sempre stata dentro gli avvenimenti, mai spettatrice passiva.
L’impegno per la Palestina, per i SEM terra, per il Guatemala, per Haiti … ne sono un esempio

Carla Grandi

Carla precisa che non ha vissuto i primissimi anni della Rete ma quando vi è entrata, ne è stata cambiata profondamente. Da principio certe cose non le aveva capite fino in fondo.

Nella Rete c’è stato un certo Paul Gauthier che, senza tanti complimenti, ha fatto scoprire a Ettore Masina cosa accadeva in Palestina facendogli capire subito che non era questione di elemosina. Una lezione immensa, perché allora non si usava parlare così. Ancora adesso molti pensano di risolvere tutto con un assegno. Sempre Paul Gauthier ci invitava a non fabbricare poveri ed a cercare di capire le cause della povertà. Questo insegnamento è ancora attuale e non si può dire che sia stato realizzato.

Poi la Rete è finita nel Brasile della dittatura militare. Questa è stata una prova ma anche un’opportunità di crescere in fretta. E’ stato un grande insegnamento perché abbiamo conosciuto un paese sotto una dittatura, in cui alcuni nostri referenti riuscivano ad avere la massima trasparenza con noi, mentre altri ci scrivevano lettere senza indicare neppure indicare i propri nomi, in via semiclandestina.

Don Renzo Rossi, intanto, faceva la spola nelle carceri politiche, portando fuori le notizie e le parole scritte dai detenuti. Lì la Rete ha dovuto misurarsi con la politica, con la reazione alle istituzioni.
Ricercando le cause di ciò che era accaduto. A volte, i nostri referenti ci raccontavano cose che poi accadevano anche in Italia. Ad esempio le lotte operaie per le 40 ore settimanali di lavoro. Luisella Anchis parlava della classe media brasiliana, che si stava impoverendo, Più tardi la stessa cosa è accaduta anche in Italia. C’erano anche cose allegre e simpatiche. Per esempio, abbiamo scoperto un modo tutto popolare di aiutarsi nei villaggi. Si aiutavano molto più di noi. Chi, per qualche ragione, non poteva lavorare si metteva sul ramo di un albero e suonava e cantava per sostenere i suoi compagni.

Già nei primi anni della Rete noi abbiamo ricevuto la lezione che ciò che noi facevamo per quei popoli era restituzione. Inoltre, dovevano essere “loro” a decidere cosa fare, perché “loro” sanno cosa serve.
Arturo Paoli esortava a non mandare troppi soldi assieme perché poteva rovinare la comunità, soprattutto se la comunità li avesse ricevuti prima di essere pronta.

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DOMENICA 26 MARZO

Ore 9.00. Inizio dei lavori della Domenica

  1. Prossimi coordinamenti:

  • Salerno 17/18 giugno 2017

  • Brescia 7/8 ottobre 2017 (coordinamento e/o seminario nazionale)

  • Pisa o Quarrata (da stabilire) 27/26 novembre 2017

  1. Aggiornamento blog della rete.

Marco Zamberlan (Rete Torino) completa le informazioni sul forum. Il Forum và utilizzato al posto delle

mail, per far circolare idee o materiali. Sarà diviso per aree geografiche, come il sito e nel momento in cui la la notizia verrà inserita si genererà una mail di avviso in mailing list. Per commentare non bisognerà rispondere alla mail ma entrare nel forum. Andrà creata una password personale e ciascuno dovrà pensarsene una semplice da ricordare ( non il nome o data di nascita perché troppo facile). Dovrà avere almeno una lettera maiuscola e un numero. Entro il prossimo coordinamento andrà comunicata altrimenti ne verrà data una di ufficio. Per ciò che riguarda l’invio dei documenti della segreteria al sito/forum saranno caricati in formato Word o PDF. Se occorrono altri formati segnalate la necessità. Vista la difficoltà di scaricare i verbali audio dei coordinamenti, sono state comprate delle chiavette USB in cui sono stati caricati i verbali degli ultimi 3 coordinamenti e tutti gli interventi del Convegno 2016 di Trevi.

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9) Discussione sul percorso proposto dalla Segreteria “Quale Solidarietà? ”.

Si avvia la discussione, con la premessa che alla Segreteria è stata chiesta la definizione di un percorso.
Si ribadisce, quindi, di concentrasi sul percorso e non sui singoli contenuti.

Beniamino Favaro (Rete Mogliano Veneto): Apprezza lo sforzo di approfondimento della Segreteria. Forse è mancato nella proposta il confronto con i nostri referenti e le comunità con cui facciamo solidarietà.

Giorgio Gallo (Rete Pisa-Viareggio): Si è trovato spiazzato perché vede il lavoro troppo centrato sulla Rete e sulla nostra crescita personale. Avrebbe voluto vederlo più legato all’oggettività della realtà in cui si opera. La Rete è partita con l’intuizione della necessità di restituzione per tutte le “rapine” perpetrate verso i paesi poveri. Poi si capisce che noi ci poniamo accanto ai nostri referenti, accompagnandoli.
Queste cose in parte rimangono, ma oggi c’è una maggiore coscienza della stretta interconnessione fra il nostro mondo e quello degli altri. Siamo sullo stesso piano “loro”, in quanto vittime di sfruttamento; le migrazioni ci scuotono, ma sono provocate dal riscaldamento globale e da guerre in cui noi siamo coinvolti. Questo ci impone di dare alla solidarietà una maggiore connotazione di tipo politico. Nel frattempo è cambiato il quadro a livello ideologico: oggi molto meno chiaro e definito.

Toni Peratoner (Rete Udine) (anche a nome di Maria Picotti (Rete Verona)): Chiede maggiore attenzione alla terminologia, all’interno del documento, che ha comunque apprezzato moltissimo. In alcune delle slide si usano parole che hanno radici “non laiche” come “profezia” “terra promessa” “spirito che soffia”. Termini che possono infastidire i non credenti. Inoltre, occorre fare attenzione al genere: non usare solo parole maschili. Infine, occorre fare un’opera di maggiore sintesi: venti slide sono troppe.

Angela Vannucchi (Rete Pisa/Viareggio): La Rete di Pisa-Viareggio aveva capito tutt’altra cosa ed è spiazzata rispetto alla proposta. Il seminario deve fare un lavoro di approfondimento all’interno oppure ragionare sui temi della solidarietà all’esterno? Lavoreremo per gruppi su questo percorso, quasi filosofico, o cercheremo di calarci nella realtà? E’ necessario andare sul pratico ed decidere come concretizzare l’idea.

Marco Lacchin (Rete Varese): Apprezza molto il lavoro fatto dalla Segreteria. In particolare, il tentativo per dare una risposta alla mancanza di adesioni. Il futuro sono i giovani ed è loro che dobbiamo interrogare per capire dove andare. Quindi è importante capire che influsso hanno avuto gli strumenti usati in passato e che frutti hanno dato i semi gettati, per comprendere oggi quali strumenti davvero servano.

Franca Rosa (rete Pisa – Viareggio): Le è mancato tantissimo non aver affrontato questi temi nella Rete locale molto votata alla praticità. Se circolano idee e stimoli al confronto si può accettare il rischio che il seminario sia dispersivo.

Franca Gaspa (Rete Spresiano): Il presente ed il futuro si possono capire solo alla luce dell’analisi del passato. Come metodo darebbe la priorità ai valori che consentono la continuità della Rete.

Silvestro Profico (Rete Pescara): Oggi è l’anniversario della morte di Luigi Rocchi. Ricorda anche che è stato Padre Francesco Carabellucci, frate cappuccino morto 3 anni fa, a creare il termine “restituzione”.
Ringrazia la segreteria ed offre alcuni spunti:

  • Modestia di fronte ai compiti giganteschi e serenità di fronte alla complessità nuova. No alla presunzione: siamo artigiani della solidarietà.

  • Dose forte di realismo. No velleitarismo, ma nemmeno assuefazione alle cose che non vanno. E’ un nobile obbiettivo condizionare la situazione, ottenendo il meno peggio.

  • Combattere per un mondo migliore. L’utopia fà camminare ma deve diventare programmi e progetti.

  • Alzare lo sguardo senza abbracciare tutti e tutto: vanno fate delle scelte; il nostro pacchetto di operazioni copre molti campi della solidarietà.

  • Non camminare da soli: coltivare il patrimonio della relazione.

Propone come tema per il prossimo convegno: solidarietà ed Europa

Sergio Ferrera (Rete Genova): Non è possibile e non è giusto fare un confronto con il passato. Negli ultimi 30 anni il mondo è cambiato e dobbiamo farci i conti. Non si può usare l’approccio del passato. Dobbiamo metabolizzare il cambiamento: abbiamo di fronte un periodo di crisi ed una situazione nuova, da affrontare senza pretendere di avere soluzioni. Tra l’altro sono accadute anche cose positive (ad esempio internet consente la circolazione delle idee)

Piepaolo Pertino (Rete Celle-Varazze): A livello personale ha spesso manifestato il disagio di stare nella Rete in un determinato modo. La Rete è, al momento, un paio di scarpe comode per camminare. Ma potrebbero anche diventare strette. Certi temi circolano da qualche nella Rete ma non ci siamo mai dati il tempo di affrontarli. Occorre fermarsi e ascoltare noi stessi ed il tempo che abitiamo. Nell’ultimo periodo ci siamo molto focalizzati sugli strumenti e poco su quello che sta dietro: la profezia. Dobbiamo essere in grado di guardare il cielo sopra i tetti. Gli aderenti alla Rete della nostra generazione non vede successori. La nostra responsabilità è chiederci a chi consegniamo il testimone.

A nome della segreteria, il problema delle espressioni usate è forse legato al fatto che le persone possono usarle in modo diverso: ad esempio, “profezia” non ha una connotazione religiosa, come pure “circolazione dello spirito”. Comunque, il documento presentato è solo una traccia, che può essere modificata.

Intervento di Riccarda Zaffoni (Comitato Non Laviamocene le Mani di Rovereto) che racconta l’esperienza del comitato, che nasce nel 2011, per rispondere all’esigenza della prima ondata di profughi.

Maria Teresa Gavazza (Rete Alessandria): Molto stimolante il dibattito, ringrazia la segreteria. Vorrebbe esaminare la storia della Rete dal punto di vista dei giovani e del genere. Dal dopoguerra e nei seguenti 20 anni è stato un periodo di accumulazione capitalistica (fino agli anni 70) ma anche un periodo di acquisizione di diritti. Poi c’è stata una lotta di classe alla rovescia con i “padroni” che recuperano terreno. Bisogna riprendere il discorso del nuovo femminismo (riferisce delle iniziative che hanno portato allo sciopero dell’8/3) e fare attenzione che la solidarietà non sostituisca il welfare. In questa prospettiva, l’analisi politica deve essere al primo posto. L’identità della Rete deve passare attraverso questi approcci, se vogliamo evitare di morire. Occorre intercettare anche i nuovi movimenti. Occorre, quindi, vedere le cose con lenti diverse, dal punto di vista dei giovani e del genere.

Olga Turchetto (Rete Treviso): E’ d’accordo con la prima parte del discorso di Pierpaolo Pertino. Non sa cosa sia riuscita a trasmettere ai suoi figli. Punta sui nipoti che hanno una visione del mondo diversa ed escono da un periodo più difficile. Occorre tener conto che la situazione è cambiata. A Treviso ci sono state defezioni dalla Rete perché troppo attaccata ad un terzo mondo lontano, senza tener conto di quanto accade qui. Riguardo al futuro, sembra che noi lo dobbiamo prevedere, cogliendo il segno dei tempi.

Monica Armetta (Rete Torino): qualsiasi impegno nasce da un bisogno. Ciascuno di noi è entrato nella Rete perché rispondeva ad un proprio bisogno. Ciò che cambia è il contesto storico. Quello narrato dai “vecchi della Rete” è molto lontano da quello che oggi viviamo ma è importante tenerne conto. Oggi la vera novità è la velocità con cui il cambiamento opera ed è proprio su questo che è stato pensato il percorso proposto. I valori che hanno portato alla nascita della Rete sono ancora validi: bisogna solo adattarli al nuovo contesto storico e capire come proiettarli in un futuro in rapido cambiamento. La proposta non è solo teorica: si vuole sviscerare quali sono le proposte concrete per una solidarietà che si è modificata. La questione è come poter parlare alle generazioni future, così lontane dalla realtà che ha visto nascere la Rete. Quando si parla di confronto con gli esterni, non è solo con i nostri figli, ma anche con i testimoni. Oggi dobbiamo decidere se abbracciare questo schema di percorso: partire dal passato, analizzare il presente e decidere che eredità dobbiamo lasciare a generazioni povere di stimoli e di umanità. Spulciando i vecchi documenti, ha scoperto un’infinità di cose che oggi si assumono come nuove.

Eugenio Mattalia (Rete Torino): Leggendo il percorso proposto, condivide la necessità di aprire ai giovani. La loro fatica è che se hanno tempo è perché sono disoccupati mentre se lavorano non hanno tempo. In questa prospettiva, alcune modalità della Rete vanno riviste.

Marianita De Ambrogio (Rete Padova): Nella proposta manca il confronto con i nostri referenti. Si sotto valuta la ricchezza che viene dalle operazioni. La nostra esperienza di solidarietà non è solo dare denaro ma costruire una relazione paritaria che è scambio reciproco e crescita politica sia per noi che per loro. E’ molto perplessa rispetto alle generalizzazioni (i giovani, i vecchi..). La realtà è più sfaccettata e complessa. Si ritrova nel discorso della restituzione e dell’accompagnare che ha fatto Giorgio Gallo. Sono temi tuttora attuali. Anche qui. A disagio sulla terminologia del percorso solidarietà, difficile da capire per chi non è credente: la Rete non è un’associazione laica? Sottolinea che dal femminismo ha imparato l’etica della cura. Pensa sia una delle cose più importanti, non solo nel privato: prendersi cura del mondo è una delle caratteristiche della Rete. Nel percorso proposto solo teoria: non ha colto quali siano le proposte pratiche.

Maria Angela Abbadessa (Rete Castelfranco): Ciò che l’ha aiutata di più a porsi dall’altra parte è stato il viaggio in Congo del 2010. Le ha insegnato a fare tabula rasa dei propri schemi mentali. Rispetto al passato: i valori fondanti sono rimasti invariati. Riguardo alla ricerca della verità, in questa fase di vita sente il disagio per come la verità sia mistificata. Oggi va ricercata ma deve essere difesa ed approfondita. I nostri figli non possono permettersi questo lusso perciò la testimonianza è fondamentale. Per evitare che vengano sopraffatti. Tra l’altro, i giovani oggi vivono già in un ambiente interculturale. Non le fa impressione parlare di profezia, se si intende la capacità di leggere la realtà. Per farlo, è necessaria anche l’utopia, che aiuta ad guardare sopra i tetti.

Fernanda Bredariol (Rete Spresiano): La Rete è stata una continuazione della sua attività di volontaria. Suo figlio, che è sempre stato dentro la Rete, ha vissuto molte esperienze lavorative come precario. In realtà i giovani sanno adattarsi. Se noi non riusciamo a capire che c’è anche una pancia, lasceremo che a gestirla siano Salvini o la Le Pen. Le piacerebbe che nel progetto che sta facendo Chiara Pettenella potessero essere coinvolti altri giovani. Questo potrebbe essere il tema del seminario giovani.

Franca Gaspa (Rete Spresiano): La Rete aveva una peculiarità importante da mantenere: la capacità di analisi basata sul rapporto diretto con i popoli. Ciò le ha dato le chiavi di lettura per capire il presente.

Abbiamo permesso che il linguaggio uscisse dal nostro controllo mentre l’uso delle parole va controllato. Suggerisce 2 letture illuminanti: Edizioni EMI “Le città in transizione siamo noi” di Rob Hopkins e “Transizione ecologica” di Dael Giraud.

Agnese Profico (Rete Pescara): Il fatto di continuare a parlare della nascita della Rete è importante, ma può diventare una palla al piede. La Rete è nata dall’incontro di Masina con i fatti e le persone. Ora questi fatti sono andati oltre, per cui non dobbiamo continuare ad interrogarci guardando il passato. Non dobbiamo avere paura perché le cose ci vengono incontro. Nuove generazioni: è una preoccupazione che non bisogna avere. Il testimone si può passare in tanti modi. Si semina ma non è detto che si debba anche raccogliere. Non è detto che i figli o i giovani debbano fare le stesse cose che facciamo noi.

Giorgio Gallo (Rete Pisa – Viareggio): Sottolinea la sollecitazione di Fernanda sul Seminario Giovani. I laureati di Scienze per la Pace potrebbero contribuire.

Paolo Rosà (Rete Rovereto): Il dibattito è stato così ricco che ci fa prendere coscienza della complessità. Abbiamo descritto i cambiamenti della nostra realtà ma questo sta avvenendo in tutto il mondo. Anche nelle realtà che stiamo accompagnando.

Carla Grandi (Rete Trento): Uno dei ragazzi seguiti a Rovereto è tornato dopo 15 anni a casa sua alla ricerca di madre e sorella di cui non sapeva più nulla. Le ha trovate e non si sono riconosciuti. Riguardo al tema in discussione osserva che è un tema grossissimo, da affrontare con calma. Sta cambiando tutto ed un po’ è cambiata anche la Rete. E’ molto più complicato oggi trovare una bussola: dobbiamo darci tempo. Forse non troveremo subito altri riferimenti. Pensa che i ragazzi cerchino in altre direzioni, con altri modi. Non è sicura che riusciremo ad aiutarli.

Piergiorgio Todeschini (Rete Brescia): Chiede se sul percorso siamo maturi per una decisione.

Sintesi della Segreteria: tutti i suggerimenti verbalizzati saranno letti e se ne terrà conto. La griglia di riflessione proposta è uno strumento per una riflessione condivisa per il seminario nazionale (tutto il coordinamento conferma) e sarà rivista alla luce delle proposte e dei suggerimenti che circoleranno in rete. Entro 15 giorni, sarà proposta la griglia ufficiale (inviata via mail), che servirà per il lavoro delle Reti locali, in vista dei seminari macroregionale, che saranno organizzati entro settembre. Il seminario nazionale è confermato per Brescia, 7/8 ottobre. Il coordinamento di Salerno fornirà alla segreteria le indicazioni per il seminario nazionale. Il Convegno Nazionale avrà probabilmente come tema la conclusione della riflessione in corso. La decisione definitiva sarà presa a giugno, a Salerno.

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  1. Varie ed Eventuali.

Liviana Bortolussi (Rete Milano) riferisce sui rapporti con il Tribunale permanente per i Diritti dei Popoli.
Il percorso di collaborazione non è mai partito. Ha incontrato Tognoni, che riferisce di una sessione sulla finanza criminale ancora in preparazione. A maggio, in Spagna, ci sarà una sessione sui diritti dei migranti nella legislazione europea.

Beniamino Favaro (Rete Mogliano Veneto): reputerebbe opportuno offrire un contributo per il Seminario di Kananga con una raccolta straordinaria. Dopo l’intervento contrario di Maria Angela Abbadessa ( Rete Castelfranco) il coordinamento considera la proposta di Beniamino prematura perché Padre Richard andrà a Roma per verificare tempi e modi della ricostruzione del seminario che comunque è una struttura di proprietà della Chesa.

Silvestro Profico (Rete Pescaara): Auspica una solidarietà con la Comunità La Collina di Cagliari, in grave difficoltà. Ricorda che ieri si è chiuso il processo di beatificazione di padre Ezechiele Ramin (fratello di Fabiano)

Conclusione con i saluti della Segreteria ed ringraziamenti alla Rete di Trento – Rovereto per l’organizzazione del coordinamento.

Ore 12.30. Fine dei lavori

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SABATO 28 GENNAIO 2017 pomeriggio

Ore 15.15 . Saluti ed Inizio lavori

Previa relazione e spiegazione del bilancio annuale tenuta da Marta Bergamin, tesoriera della Rete, l’assemblea dei soci, presieduta dal presidente della Rete Radiè Resch, Angelo Ciprari, approva con una astensione. Il bilancio dettagliato ed aggiornato sarà inviato in una prossima mail .

Segue il Coordinamento della Rete.
Ore 15.30 . sintesi del precedente coordinamento.

Come concordato a Crea si procede la registrazione audio per permettere:

  • L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono esser presenti
  • La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete.

Dopo l’invio del verbale di Pescia, Mariuccia Buttironi, Rete di Lecco, ha precisato con una specifica mail che quanto riportato al punto 5 de “La Narrazione” non corrisponde al vero.
Riportiamo pertanto, di seguito, il testo della mail (l’allegato è reperibile nella mailing list):

16 gennaio 2016. A tutti gli aderenti alla Rete Radié Resch,

Leggiamo nel verbale del coordinamento del 26/27 novembre 2016 di Pescia (narrazione) “le Reti lombarde (propugnatrici di una metodologia più strettamente scientifica) seguivano progetti della UE dalla stessa finanziati, perciò volevano adattare modalità ed esigenze a tale modello“.

Intendiamo specificare che nessuno delle Reti lombarde ha mai seguito progetti della UE finanziati dalla medesima. Per completezza e correttezza di informazioni vi alleghiamo il seguente documento con l’augurio di buon anno e di buon lavoro.

Gli amici e le amiche della Rete di Lecco

DISCUSSIONE PUNTI all’OdG

1) REVISIONE PROGETTI in SCADENZA e PROPOSTE NUOVE PROGETTI ( Vedi allegati )

Per i progetti è stato chiesto di inviare una presentazione per poter permettere a tutti una visione preventiva. Alcuni referenti locali dei progetti in scadenza non erano presenti si è deciso comunque di procedere alla loro discussione/confronto.

Case verdi – Palestina (Gaza). Rete di Salerno ( Relaziona Lucia )

Gaza presenta realtà molto diverse tra loro: una parte ricca (dove la sera c’è movida) ed una parte molto povera. L’opinione della Rete di Salerno è che il progetto abbia assunto caratteristiche assistenziali e non determini percorsi di autonomia, oltre a difficili relazioni e scarso impegno politico. Si sostengono famiglie che non hanno sbocchi lavorativi. Lucia propone la sospensione per un anno affinché possano elaborare un progetto che parta da loro e rispetti il criterio del “tre volte indigeno”. Nel dibattito emergono perplessità. La situazione di Gaza non può esser paragonata agli altri progetti perché è una prigione a cielo aperto. Resistere e rimanere a vivere in questo luogo è già di per sé azione politica.
DECISIONI. Riduzione da 12.000 a 10.000 per quest’anno ( anno 2017 )
In tale periodo i referenti locali debbono organizzarsi e presentare un nuovo progetto.
I
2.000 € non versati verranno utilizzati dalla Rete di Salerno (nuovo progetto viaggi) per effettuare un viaggio di conoscenza e approfondimento di Gaza.

Sostegno a piccole cooperative in Repubblica Centrafricana. Rete di Quiliano.

Caterina non ha potuto presentare il progetto per impegni sopravvenuti all’ultimo minuto.
DECISIONI. Approvato per i prossimi 3 anni (2017 – 2019) con contributo di 1.000 € /annui.

Remigio Colombo – Brasile. Rete di Udine ( Relazione di Toni ).

E’ un progetto di lunghissima durata praticamente attivato con la nascita della rete.

Giovanni Baroni (ex companion) è il referente locale. Vengono riportate difficoltà nella rendicontazione ma l’azione sul territorio è efficace per aspetti politici, formativi e pratici.

Si articola una lunga discussione. Giovanni, in Italia tra Dicembre e Gennaio, è confermato come una figura di grande valore per ciò che ha scelto e per ciò che testimonia.

DECISIONI. Approvazione del progetto per altri 3 anni (2017-2019) con una riduzione del contributo da 15.000 a 12.000 € / annui. Due le richieste specifiche per Giovanni Baroni:

  • Rendicontazione più trasparente con specifiche dei numerosi progetti che sostiene.
  • Disponibilità a fare il formatore di riferimento per viaggi da proporre a giovani che intendano fare una esperienza di solidarietà in un progetto della Rete. Tale esperienza potrà contare sulla contribuzione di 3.000 € ricavato dall’importo della riduzione del contributo al progetto sopra riportato.

Don Panichella. Voci di Strada – Italia (Ancona) Rete di Macerata.

Don Panichella, assente per il grave terremoto, ha inviato una lettera.
Progetto straordinario, già dal marzo 2016 la Rete di Macerata ha richiesto fosse preso in considerazione come progetto ordinario.

DECISIONI. Approvazione del progetto per 3 anni ( 2017 – 2019) di 5.000 € / annui.

3) AGGIORNAMENTI su SITO e FORUM (Marco Rete di Torino e Gigi Rete di Alessandria)

Presentazione dello stato dei lavori con proiezione di ciò che sarà sia il sito che il forum.
Il sito sarà “pubblico” e rappresenterà un po’ il nostro biglietto da visita. Qui saranno riportate tutte le informazioni relative ai vari progetti della Rete, alle varie iniziative proposte dalle reti locali, agli atti dei convegni, al bilancio, ecc.
Sarà cura di tutti gli aderenti alla Rete riempirlo di contenuti ed aggiornarlo.

Marco e Gigi cercheranno anche di dare una migliore definizione al logo della rete nazionale perchè attualmente l’immagine presente sul sito è sfocata.
Nel sito è prevista una parte dedicata al nostro trimestrale “
In dialogo” dove sarebbe auspicabile la costituzione di una redazione che scegliesse cosa mettere in tale spazio.
Il Forum ( inserito all’interno del sito ) sarà un contenitore dedicato alle discussioni interne. Si potrà accedere solamente con password. Verrà diviso per argomenti e andrà a sostituire il giro di mail che, come sottolineato più volte, risulta ridondante e quindi poco efficace.

Mailing list. Si sta aggiornando l’elenco degli iscritti alle 2 mailing list (220 indirizzi in quella generale, 89 in quella dei referenti).


4) PRESENTAZIONE del LIBRO “ La Chiesa dei Poveri ” di MATTEO MENNINI

Matteo, già relatore al nostro ultimo Convegno di Rimini, ha presentato il suo libro rendendosi disponibile per eventuali serate – incontro da organizzarsi nelle varie reti locali.(Vedi mail relativa alla presentazione del libro organizzata dalla rete di Celle-Varazze e Torino)

ORE 19.30. Cena con la presenza di Matteo Mennini.

ORE 21.00. Ripresa dei lavori

2) Continuazione Revisione Progetti e Nuove Proposte Progetti (Vedi allegati)

Yanamayo – Perù. Rete di Macerata ( nessun relatore )

Per un disguido tale progetto fu approvato, a Roma nel 2015, per soli due anni.
Si decide sulla base della relazione inviata.
DECISIONI. Approvato per un anno, a completamento triennio ( 2015-2017) per la cifra di 3.000 € con referente locale Valentina Del Vecchio ( Rete di Macerata )

I bambini di Timbuktu – Mali. Rete di Firenze ( nessun relatore )

In accordo con Margherita Citroni, referente del progetto, il progetto (importo di 4.600 ) viene sospeso per la difficoltà dei collegamenti.

Vitalizio a Padre De Brito ( ex progetto Clara Mattei) – Brasile. Rete nazionale.

Nonostante i tentativi di approfondimento la situazione resta molto confusa.
Antonio con la sua mail non ha chiarito molte cose. Articolata discussione.
DECISIONI. Si riduce il contributo da 5.000 a 3.000 € (2017). Andrà ricercata una Rete locale che curi la relazione con Padre De Brito.

Vitalizio familiari di Paul Gauthier ed esequie di Marie Thérèse. Rete nazionale

Con la morte di Marie Theresè il contributo di 6.000 € / annui si considera concluso.
Nel Gennaio 2017 sono già state versati
1.500 che vengono considerati una contribuzione per parte delle spese che Shanty, figlia di Marie Therese, dovrà sostenere per il trasporto delle ceneri a Nazareth.

PROPOSTA di un NUOVO PROGETTO da parte della RETE di VERONA.

Parrocchia di Sant’Antonio (Padre Clemente) – Guatemala. Rete di Verona (relatore Dino)

Dino presenta il progetto di Padre Clemente ( vedi allegato )
DECISIONI. Approvato per 3 anni (dal 2017 al 2019) con la cifra di
2.500 / annui

5) DEFINIZIONE delle SEDI e DATE dei COORDINAMENTI NAZIONALI e delle CIRCOLARI

COORDINAMENTI 2017 :

  • 25/26 MARZO : Trento spostato a ROVERETO per problemi logistici
  • APRILE – MAGGIO: eventuali Seminari Macro Regionali
  • 17-18 GIUGNO: SALERNO
  • 30 SETT- 1 OTTOBRE: Coord. o eventuale Seminario Nazionale (probabile sede Brescia)
  • 25- 26 NOVEMBRE : Torino

CIRCOLARI 2017 :

  • Marzo : Segreteria
  • Aprile : Verona
  • Maggio : Celle-Varazze
  • Giugno : Casale
  • Luglio – Agosto : Alessandria
  • Settembre : Salerno
  • Ottobre : Torino
  • Novembre: Udine
  • Dicembre : Noto

6) TEMI, MODALITA’ e TEMPI del SEMINARIO/I 2017

Dopo lunga ed articolata discussione il coordinamento stabilisce di prendersi un po’ di tempo per concentrare al suo interno energie e riflessioni sul tema riassunto dalla frase “Quale solidarietà nel mondo che cambia? ”. Non con tale titolo ma ristudiandolo con qualcosa di più efficace. Tendenza ad una riflessione interna senza l’ausilio di relatori esterni
Molto dibattuta la discussione se il Seminario debba esser decentrato in
macro regionali (che paiono garantire un minor dispendio economico e una maggior partecipazione degli aderenti alla Rete) o nazionale (che pare garantire una maggior sintesi condivisa a livello di Rete tutta).

ORE 23.00. Chiusura lavori del Sabato

DOMENICA 29 GENNAIO 2017 mattina

Ore 09.15 . Inizio lavori della Domenica

6) continuazione TEMI, MODALITA’ e TEMPI del SEMINARIO/I 2017

Vista l’importanza del tema il percorso dovrà esser confrontato, in primis, a livello di Reti Locali, in modo tale da coinvolgere anche coloro che abitualmente non sono presenti ai coordinamenti. Conclusione: seminario nazionale a settembre, chiusa del lavoro fatto prima nelle varie reti locali con l’ipotesi eventuale di un confronto a livello macroregionale. Per non appesantire ulteriormente, Il Seminario Nazionale potrebbe eventualmente sostituire il coordinamento di Settembre. Su modalità ed tempi di come il confronto vada disegnato viene dato mandato alla segreteria di articolare una proposta di percorso.

7) RELAZIONE della COMMISSIONE FINANZA ( Relatrice Lucia )

Lucia considera strettamente legata la domanda “Quale solidarietà?” a “Quale finanza? ”. Necessità del partire da noi “essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo” con scelte precise e specifiche personali anche e soprattutto in campo economico.
Non possiamo obbligare una comunità a fare scelte etiche.
Dalle scelte personali bisogna poi passare alle scelte che hanno un peso politico.
La scelta di collaborazione con la Fondazione Basso per il TPP può andare in questo senso.
A tal proposito vedere l’allegato “ Lettera di Tognoni” spedito in mailing list .

8) RELAZIONE della COMMISSIONE MIGRANTI ( Relatore Gianni )

Presentazione dello schema raccolta attività migranti delle Reti Locali inviato da Pier.

Viene ribadita l’importanza di uno studio sistematico ed approfondito sul tema (proposto da Giorgio) da allegarsi agli appelli alla UE. Due proposte pratiche al coordinamento:

  • Maria Picotti propone il finanziamento (operazione straordinaria) per costruire un osservatorio della solidarietà (Solidarity Watch) che raccolga e condivida materiale giuridico e documentario sulla questione dei “delitti di solidarietà”. Sono in aumento in diversi paesi europei i casi di criminalizzazione di cittadini che, dal basso, esprimono con gesti concreti la loro solidarietà ai migranti.(Vedi mail di Maria Picotti del 27/01/2017)
  • Monica propone una operazione a costo zero per la Rete facendo circolare, nelle Reti Locali che fanno attività con migranti e richiedenti asilo, Noel ( ivoriano ) come sensibilizzatore e testimone di una esperienza di rientro nel proprio paese.

DECISIONI. Approvazione del progetto straordinario ( 1 anno) Solidarity Watch per la cifra di 2.000 €. Approvazione proposta di Monica che manderà materiale più dettagliato in mailing list. Le Reti locali interessate prenderanno direttamente accordi con la Rete di TO.

9) “ LA NARRAZIONE ( Vedi relazione di Clotilde )

La lucida narrazione di Clotilde suscita molta emozione. Nei vari punti toccati ricordiamo:

  • L’errata visione dell’Altro. Vanno individuati i valori e i disvalori delle rispettive culture. In primis vanno riconosciuti e poi cambiati. Ciò comporta inevitabilmente tempi lunghi.
  • Le operazioni / progetti che durano troppo a lungo sono come “ i figli che non vanno mai via da casa
  • La Rete deve avere una sua unità nazionale ed è un luogo in cui si condividono ideali, si pensa e si studia insieme. Grande è il rischio se le Reti Locali vanno ognuna per proprio conto. Gli aderenti dovrebbero vivere del proprio lavoro in maniera sobria.
  • Il non essersi mai costituiti in ONG/ONLUS ha permesso alla Rete di operare in piena libertà appoggiando, in determinati periodi storici ed in determinate realtà, progetti e operazione altrimenti non finanziabili ( Esempio dell’appoggio alle famiglie dei carcerati politici in Brasile da parte di Don Rossi ).

10) VARIE ed EVENTUALI

  • Pier riporta il disagio di Sergio ( Rete di Genova ) per la difficile possibilità a partecipare a Coordinamenti nazionali così fitti nell’anno. La proposta è quella di farne di meno

( magari solo 3 invece che 5) e molto più concentrati ( magari dal venerdì sera ).

  • Beppe della rete di Casale rende noto di aver dato la sua disponibilità professionale alla Onlus “Francesca Rava” di Milano per un’eventuale missione sulle navi militari che pattugliano il canale di Sicilia.

Ore 12.30. Chiusura lavori e pranzo con Clotilde.

 

COORDINAMENTO PESCIA 27-28 NOVEMBRE 2016

SABATO 26 NOVEMBRE

Ore 15.00 . Inizio lavori con saluti e sintesi del precedente coordinamento.

Come concordato a Crea, si effettuerà la registrazione audio per permettere:

  • L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono esser presenti

  • La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete

Prossimi coordinamenti:

  • ROMA : 28-29 Gennaio 2017

  • TRENTO : 25-26 Marzo

  • SALERNO: 17-18 Giugno

  • Da settembre in poi da stabilire

Prossime circolari nazionali :

  • Macerata: GENNAIO 2017

  • Varese : FEBBRAIO 2017

  • Celle – Varazze : MARZO 2017

  • Verona: APRILE 2017

Hanno partecipato al coordinamento :

VARESE: Marco Lacchin; PISA-VIAREGGIO: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, Rosita Croci, Enrica Martinutti, Francarosa Bianchi, Giorgio Gallo; MILANO: Ercole ed Anna Ongaro; PADOVA: Ramin Fabiano; TRENTO: Carla Grandi, Luigi Moser, Fulvio Gardumi ; QUARRATA: Sergio Lomi, Mariella Borelli, Antonio Vermigli; LANCENIGO-MASERADA-SPRESIANO: Fernanda Bredaiol, Franca Gaspa; MOGLIANO VENETO: Beniamino Favaro; VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella, Silvana Valpiana, Dino Poli; TREVISO: Olga Turchetto; ROMA: Giacinta Carnevale, Angelo Ciprari; BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CASALE MONFERRATO: Giuseppe Ghilardi; ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini; TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan; CELLE-VARAZZE: Simona Mozzati, Pierpaolo Pertino; GENOVA: Sergio Ferrera; PESARO: Agnese e Silvestro Profico; POZZUOLI-NAPOLI: Teresa De Simone; NOTO: Maria Rita Vella; CASTELFRANCO VENETO: Marta Bergamin.

DISCUSSIONE PUNTI all’OdG

  1. COMUNICAZIONE

Marco Zamberlan (rete di Torino) e Gigi Bolognini (rete di Alessandria) aggiornano sulla situazione del sito e propongono la creazione di un forum da inserire all’interno del sito. Tale forum è uno spazio dedicato alle discussioni interne alla rete a cui possono accedere solamente i membri della rete che posseggono la password. E’ un contenitore “privato” della Rete all’interno del quale possono svolgersi discussioni, riflessioni, commenti in relazione a progetti o ad argomenti vari. Dovrebbe sostituire il giro di mail all’interno della Rete che, come sottolineato più volte, può risultare eccessivo e quindi poco efficace e confondersi con le varie altre mail che ciascuno riceve nella propria posta elettronica.

Il sito rimarrebbe uno spazio “pubblico”, in cui sono presenti tutte le informazioni relative ai vari progetti della Rete, suddivisi in grandi aree – Italia, America Latina, Africa, Palestina – alle varie iniziative proposte dalle reti locali, agli atti dei convegni, al bilancio, ecc . Questo spazio è visibile da tutti coloro che entrano nel sito della Rete mentre l’inserimento di informazioni, dati, ecc. viene realizzato da chi gestisce il sito stesso (Gigi, Alessandro,..). Viene propugnata la necessità di link o collegamenti con alcuni articoli particolarmente significativi del “Notiziario” oltre che una parte dedicata all’attività nelle scuole .All’interno del sito saranno segnalati i link relativi ai siti delle varie reti locali all’interno dei quali si possono trovare informazioni sulle iniziative dei vari nodi. Sempre nel sito si possono inserire “aree protette” in cui trovare informazioni interne alla Rete, es. verbali coordinamenti, ecc, a cui possono accedere i membri della Rete attraverso una password. Durante la discussione avvenuta successivamente nel corso del coordinamento, c’è stata anche la proposta di creare all’interno del sito, uno spazio dedicato alla “rivista della Rete: Il dialogo” versione on-line nel quale poter inserire notizie e aggiornamenti in tempo reale in relazione ai vari progetti, iniziative proposte anche da altre realtà impegnate nel campo sociale in sintonia con la Rete, ecc.

Nell’attesa di poter utilizzare questi nuovi strumenti, viene ribadito l’invito a usare le mail con parsimonia e a rispondere personalmente qualora non sia necessario coinvolgere tutti nella discussione. Elvio ( rete di Padova ) sottolinea che la mailing list gli ha permesso, in questo momento suo così particolare, di sentire la vicinanza della Rete e non vorrebbe che gli aspetti “tecnici” della comunicazione andassero a discapito degli aspetti umani e affettivi di relazione. Al momento esistono 2 mailing list:

a) Una generale ( rrr.listelilliput ) con circa 220 indirizzi raccolti tra aderenti e simpatizzanti alla Rete dove dovrebbero circolare le questioni più generali

b) Una riservata ai referenti della Rete con 89 indirizzi raccolti dove dovrebbero circolare le notizie interne alla Rete un po’ più riservate.

Angelo ( della segreteria ) sta aggiornando le 2 liste (nomi e indirizzi tra le 2 liste non corrispondono).

ORE 18. Ripresa lavori dopo breve pausa caffè e merenda .

2) BILANCIO

Relaziona Marta, tesoriera nazionale. Senza video proiettore ci si arrangia come si può.

Il bilancio presentato non è annuale ma riguarda le entrate/uscite fino al 24/11/2016.

Il vero bilancio annuale verrà stilato il 31/12/2016. Questa proiezione è utile al fine di dare una idea delle disponibilità della cassa nazionale per i rinnovi/attivazione delle operazioni in discussione all’OdG.

Nel Bilancio compaiono anche i progetti autonomi gestiti dalla Reti locali. Ancora 2 operazioni da discutere ( Pannichella & Eduposan ) che dovranno essere inserite nel bilancio 2017. In sospeso anche il versamento per il libro Mapuche di Mauro Millan.
Il coordinamento approva una contribuzione di 4.000 € ( 2.000 dei quali già versati ).

SCHEMA RIASSUNTIVO BILANCIO RRR al 24/XI72016

Saldo al 24/XI/2016

25.571 €

USCITE

114.000 €

Per Pagamento progetti

10. 000 € (+ IVA)

Progetto Palestina

Ancora da saldare

8.200 €

Progetto Spresiano

16.100 €

Per Spese totali di cui

9.400 € (per il Convegno)

6.700 € (Per Coordinamenti)

ENTRATE al
24/XI/2016

27.500 €

Di cui 5.000 €
come contributi straordinari delle Reti locali

I 27.500 € colmano il disavanzo del 2015 (tot. versamenti ammontava a 19.500 €)

In estrema sintesi comunque il bilancio risulta essere positivo.

Piergiorgio ( Rete di Brescia ) solleva la questione del versamento di 1.000 € per una cena a favore del progetto Mapuche e ricorda che il problema si porrà nel versamento del ricavato dalla vendita delle magliette. I soldi dal suo conto personale transiteranno a quelli della cassa nazionale per il progetto. Va chiarito se siano contributi straordinari o facenti parti del progetto stesso.

Marta ricorda che:

  • Per poter fare un bilancio corretto è necessario che le autotassazioni giungano in cassa entro il 31 Dicembre, pertanto l’accorato appello è che le Reti Locali effettuino i bonifici entro Natale.

  • la normativa della raccolta fondi per cene o feste è molto stringente quindi nella causale dei versamenti è bene evitare indicazioni troppo rigide

  • è bene che ogni Rete locale stili il suo bilancio a fine anno e che questo andrebbe raccordato con il bilancio della Rete Nazionale.

3) VARIE ED EVENTUALI (PRIMA PARTE)

La segreteria ricorda che è, al più presto, necessario stabilire:

  • Temi, date e modalità di svolgimento dei Seminari 2016.
    Al momento le aree tematiche individuate sono:

  • Migranti

  • Giovani

  • Quale solidarietà ?

  • Profico (rete di Pescara) propone il titolo:Democrazia, populismi, politica ”

  • Luoghi e date dei coordinamenti seguenti l’appuntamento di giugno 2017 a Salerno.

4) RINNOVO E ATTIVAZIONE NUOVI PROGETTI

Mesa Campesina ( Argentina ).


Generale aumento delle difficoltà con sempre minori possibilità di ottenere altre terre. Il rinnovo di tale progetto è previsto per il prossimo anno ma viene citato perché collegato ad esso c’è la richiesta di attivazione di una nuova operazione :

Eduposan, nel Nord dell’Argentina.


Tale richiesta è in attesa di risposta da più di un anno. In estrema sintesi il progetto darebbe visibilità alle popolazioni indigene che abitano ancora all’interno della foresta con una azione di coscientizzazione e formazione agricola dei Pilogà. Costo Totale : 15.000 .

Il costo annuo per 2 anni sarebbe così suddiviso: 2.500 per gli adulti e 5.000 per i giovani.

Siccome sono già state fatte presenti le difficoltà economiche della Rete, la Mesa si è offerta di diminuire la propria contribuzione per girarla a Eduposan. Per le difficoltà che l’Argentina sta attraversando ( da più parti ribadita ) pare importante sostenere entrambi i progetti ( Mesa Campesinia e Eduposan) perché hanno un forte valor simbolico e politico. In quest’ultimo caso, poi c’è il valore aggiunto del sostegno alle popolazione indigene.

Il coordinamento approva la cifra di 2.500 € /annui per fare partire il progetto. L’importo poi verrà valutato in divenire. La sua destinazione andrà valutata dai referenti locali.

Aquadoce di Waldemar Boff – Brasile ( 26.000 euro )


Questo progetto è sempre stato sostenuto da più realtà ( ad es. Libera ) e autonomamente dalle Reti locali di Quarrata, Nembro e Saronno. Saronno ha sospeso il suo apporto finanziario e l’asilo da loro sostenuto è stato chiuso. Angelo (segreteria ) riporta che Alessandra (di Saronno) per telefono dice che la Rete locale è in crisi e sta discutendo se aderire ancora alla Rete Radiè Resch. Nembro al momento non ha ancora versato nulla. Waldemar, in visita in Italia, ha descritto la situazione politico – economica del Brasile.

Anche in questo caso si denuncia un peggioramento della situazione generale con una regressione dei progetti che tornano ad occuparsi di mera sopravvivenza. Secondo alcuni questo progetto non dovrebbe essere discusso per un eventuale rinnovo perché è una gestione economica autonoma della rete di Quarrata che deciderà quindi il da farsi.

Si articola una discussione in cui ci si interroga quanto i progetti autonomi (non solo quelli di Quarrata ma ad esempio anche Padova , Castelfranco, Verona) rientrino veramente nei progetti della Rete Nazionale. L’autonomia economica risponde dal punto di vista valoriale ai criteri della Rete Nazionale ? Esiste una definizione di equilibrio tra la richiesta di autonomia delle Reti locali ed i criteri generali ?

C’è molta confusione al riguardo e andrebbe fatta una volta per tutta chiarezza.

E’ corretto versare le autotassazioni destinandole direttamente alla propria operazione ? La cassa nazionale comune dovrebbe svolgere proprio la funzione di redistributore dei versamenti tra reti piccole e reti grandi, permettendo a tutti di coprire le necessità delle operazioni singole, qualsiasi siano le loro esigenze.

Tale confronto è da recuperare ed inserire nel percorso “Quale Solidarietà ?

ORE 19.30. interruzione per la Cena. ORE 21.30 Ripresa lavori


Vitalizio a Fernando De Brito. ( 5.000 € erogati nel 2016 )

Ercole puntualizza che la Rete non aveva deciso un vero e proprio vitalizio ma si parlava di uno stipendio per l’MST. Comunque Fernando ha certamente problemi economici e di salute ma il punto è se qualcuno se ne prenda cura o meno. Ad es. i confratelli domenicani.

Il coordinamento rimanda la decisione dando incarico ad Antonio (Quarrata) di contattare Fernando ed approfondire la situazione per poter decidere sulla base di informazioni più certe.

5) “LA NARRAZIONE”

Ercole Ongaro (rete di Lodi ), autore dei principali libri sulla storia della Rete Radiè Resch, ripercorre la memoria del nostro passato” non per una celebrazione di cimeli ma come una custodia di semi, che valgono per il presente e per il futuro, di frutti che giungono a maturazione”. Rimandiamo alla lettura diretta del testo integrale fatto circolare in mailing.

Ecco invece il contenuto di alcuni commenti alla narrazione di Ercole.

Giorgio ( rete di Pisa-Viareggio ) sottolinea che le reti lombarde ( propugnatrici di una metodologia più strettamente scientifica) seguivano progetti della UE dalla stessa finanziati, perciò volevano adattare modalità ed esigenze a tale modello. La Rete e Masina, a suo tempo, rifiutarono quel metodo pragmatico ribadendo l’impossibilità di misurare la relazione. Si è evitata la logica del “progettificio”. Anche dal punto di vista scientifico non esiste una metodologia unica per effettuar ricerca. Marco (rete di Varese) afferma che una impostazione di questo tipo sarebbe stata un fallimento in quanto voleva tenere tutto all’altezza delle aspettative.

ORE 23.00. Chiusura lavori del Sabato

DOMENICA 27 NOVEMBRE

ORE 9.20. Ripresa lavori della Domenica (seconda giornata)

Si continua la discussione su rinnovo e attivazione dei progetti

Appoggio alle donne capofamiglia in Bolivia: relaziona Olga della rete di Treviso.

Daniela ( una consulente familiare volontario legata alla Diocesi di Treviso ) segue e gestisce i lavori. La situazione è peggiorata. Arrivano di continuo molte migranti, ci sono molte disoccupate, ragazze madri con necessità di un sostegno psicologico e legale.

Si sta tentando di far allevare animali domestici, galline ( e anche animali più grandi) per poter mangiare, uova, carne. Tale operazione si doveva chiudere nel 2015 ma per errore è stato finanziato un anno in più. La richiesta è quella di continuare per altri 3 anni con 7.400 € di preventivo. La Rete di Treviso è favorevole perché la relazione è molto profonda ed il bisogno, in quella zona, è enorme.

Il coordinamento decide per un proseguimento dell’operazione con una cifra orientativa intorno ai 6.000 €. Andranno valutate, in divenire, le disponibilità di bilancio e il criterio di dare spazio a nuovi progetti ( questo è un vecchio progetto)

Migranti Trento : relaziona Fulvio della rete di Trento.

Trento segue i richiedenti asili da circa 2 anni. Inizialmente era stato stabilito un contributo straordinario di 12.000 € per l’affitto di case a 7 profughi. Oltre all’alloggio queste persone sono state seguite, formati per la ricerca di un lavoro. Per 2 è andata bene mentre gli altri stanno ancora cercando. Nel 2° anno sono stati chiesti 4.500 € , erogati direttamente dalla Rete locale. Tale contributo doveva coprire le spese di un ragazzo in servizio civile volontario che funzionasse da coordinatore. Il compenso è stato invece elargito da una Cooperativa Sociale con cui lo stesso ha collaborato. I 4.500 € sono stati pertanto usati per altri lavori ( patenti , commercialista, ecc.) e sono sufficienti per altri 5 mesi di attività, a seguire. Fulvio sottolinea che il progetto è della Rete nazionale benché il finanziamento sia locale. Per il momento non vengono chiesti ulteriori contributi alla Rete Nazionale.

La nuova segreteria ( Monica, Angelo e Pier ) consegna alla vecchia segreteria ( Maria, Maria Rita e Gigi) tre libri regalo in riconoscenza del lavoro svolto e come segno di continuità.

6) MIGRANTI E RICHIEDENTI ASILO

Aggiornamenti sullo studio di una proposta di legge per migranti fatto da Astrid Pannullo in occasione del Convegno di Trevi 2016. Astrid sta lavorando alla bozza con :

  • Nunzia Ceravolo, ex magistrato antimafia di Milano, membro commissione del tribunale che ha giudicato i crimini di guerra in Kosovo à per gli aspetti penali

  • Paola Accardo, giudice rappresentante italiano alla corte europea dei diritti dell’uomo à per gli aspetti civili.

Carla Grandi ( rete di Trento ) ha fatto circolare in mailing list una lettera – appello da indirizzare alla UE affinché non vengano usati i fondi europei per i governi del Sud del mondo ( motivo della migrazione di molte persone ) ma piuttosto per progetti popolari.

Viene chiesto un cambio di logica che presuppone un cambio culturale e di approccio nei rapporti tra Europa e Paesi del Sud del Mondo. Carla legge il documento stilato e sottolinea che tale richiesta deve esser fatta da cittadini europei, a cui quei fondi europei appartengono, e che hanno il diritto – dovere di chiedere alle proprie istituzioni un cambiamento nell’utilizzo dei propri soldi ( per rispondere alla mail di Caterina – Rete di Quiliano – che sostiene che un documento di questo tipo debba esser presentato dai migranti stessi). Certo il documento andrà confrontato con i migranti e le associazioni che con loro lavorano. coinvolgendoli . In tal senso va anche l’appello di Mussie Zerai. Si articola la discussione.

La visione di Carla è efficace ma non facile da realizzare. Sogni e visioni certo ma con i piedi per terra !! All’interno delle Istituzioni Europee chi può prendere in considerazione un appello di questo tipo ? Forse il target dovrebbe esser più mediatico che politico in senso stretto. Un’azione che dovrebbe amplificare voci differenti rispetto a quelle che mediamente circolano sui mezzi di informazione. Andare quindi in controtendenza rispetto a quello che si legge del tipo “ Aiutiamoli a casa loro ”.

Non ci sono solo i populisti ma c’è una coscienza civile che muove diversamente sul tema migrazioni. Viene ancora ribadito che l’appello debba esser firmato da cittadini europei cercando la collaborazione di Caritas, Arci, Associazioni di migranti in Italia, ecc.A Verona Combonifem può essere un’ottima alleanza

Pare fondamentale spostare l’attenzione della UE dalla logica dei respingimenti (diretti come Turchia, Ungheria o per il tramite di finanziamenti a paesi extracomunitari consenzienti come la Libia). I nostri soldi finanziano i governi che attuano quella roba lì.

Al Convegno di Trevi la riflessione sui migranti è stata profonda ed interessante ma deve avere un seguito pratico e politico per non rischiare rischia di esser chiusa e non avere un seguito.

Maria Rita ( Rete di Noto ) richiama l’appello di Padre Zerai che ci ha direttamente chiamati in causa per la sua diffusione. L’on. Kienge è stata identificata come la latrice più indicata per consegnare tale messaggio alla UE, in quanto rappresentante formale della commissione Africa, Caraibi, Latinoamerica.

Per l’urgenza e il contenuto dell’appello di Padre Zerai, il coordinamento stabilisce che Maria Rita curi i rapporti con Zerai e che il suo appello venga direttamente consegnato a mano alla Kienge da Antonio ( rete di Quarrata ).

I due documenti parlano della stessa cosa, anche se le modalità operative hanno tempi e realizzazioni differenti. Sarebbe opportuno stilare un dossier preciso e mirato su tali temi coinvolgendo in questo lavoro geopolitici ed esperti ( Lodovisi ad esempio ).

Ciò potrebbe voler dire investire oltre che energie anche qualche risorsa economica.

Il tema migrazione sarà quello che caratterizzerà i nostri prossimi anni come lo fu quello dei prigionieri politici nei primi anni settanta.

Per i migranti dobbiamo darci tempo per elaborare confronti ed una profonda discussione

come si è fatto con la Finanza Criminale. Magari usando strumenti un po’ più moderni come i social, ad es. Skype.

Un altro tema convergente con quello dei migranti è quello della vendita delle armi che alimentano le cause di migrazione nei luoghi di origine.

Per capire come funzionano le cose, anche all’interno delle istituzioni della Comunità Europea, e per non apparire ingenui siamo tutti invitati a prender visione del servizio messo in onda su RAI 3 nel corso della trasmissione REPORT dal titolo “ Caviar Democracy ” sul Nagorno karabakh e Azerbaijan.

Il coordinamento decide di creare una apposita commissione che curi e studi gli aspetti teorici e realizzativi sopra citati. Gianni Pettenella (Rete di Verona) si dà (da Gennaio) disponibile per esser il referente di tale commissione. Sono inoltre coinvolti: Carla Grandi e Fulvio Gardumi ( Rete di Trento ), Marco ( Rete di Varese ), Dino ( Rete di Verona), Sergio ( Rete di Genova ) e quanti si vorranno nel frattempo unire.

7) NOTIZIARIO “IL DIALOGO” DELLA RETE RADIE’ RESCH

A suo tempo a Pescara, i punti sottolineati per il Notiziario sono i seguenti:

  • Diventare voce della Rete tutta (non solo del Brasile e del Sud America )

  • Avere una Redazione che crei una precisa linea redazionale

  • Cambiare eventualmente il nome della rivista.

Antonio ( rete di Quarrata) sostiene che il nome “ In Dialogo, notiziario della RRR ” (autorizzato dal Tribunale) sia adeguato.

Al momento ne vengono spedite 1.470 copie, quasi 1500.
Da un paio di anni gli abbonamenti stabili sono circa 650 (la maggioranza non è della Rete). Escono 4 numeri all’anno del Notiziario con 11 rubriche fisse.
Ci sono dei costi (postali) per l’invio quindi occorrono abbonamenti pagati.
Allo stato attuale i costi sono coperti e non ci sono disavanzi.
La Redazione al momento è costituta da : Serena Romagnoli, Claudia De Fanti ma è pronta per essere ampliata e integrata.

Agnese ( rete di Pescara ) usa il Notiziario nelle scuole.
Cambierebbe la definizione di Notiziario con quella di Rivista in quanto non vengono date solo notizie interne alla Rete ma informazioni più generali lette all’esterno della Rete stessa. Accanto agli articoli di approfondimento vanno messe notizie flash dei progetti in quanto c’è interesse per le operazioni concrete e l’azione locale delle Reti ( magari presentate come BUONE NOTIZIE ).
Antonio ribadisce che quelle notizie suscitavano poco interesse e si sono chiuse.

Maria ( rete di Verona ) sottolinea l’importanza di una Redazione allargata che dia la linea della rivista e fissi i temi da trattare. Giorgio ( rete di Pisa – Viareggio) sostiene sia necessario individuare ogni volta un tema particolarmente interessante che diventi l’argomento centrale di quel numero, indirizzando gli articoli più importanti su quell’argomento e raccogliendo anche interventi esterni.

Per la redazione allargata si dà disponibile Sergio ( rete di Genova ) e si fanno i nomi di : Marco (rete di Varese), Toni (rete di Udine), Ercole (rete di Lodi), Piergiorgio (rete di Brescia ), Fulvio (rete di Trento).

Fulvio ( Rete di Trento) dà alcune definizioni tecnico – giornalistiche.

  • Comitato di Redazione: è in realtà l’organo sindacale pertanto per ciò che intendiamo noi và usato il termine REDAZIONE.

  • COLLABORATORI: possono esser tutti ( i presenti dovrebbero essere i primi ).

  • La STAMPA produce soprattutto cronaca mentre la RIVISTA produce soprattutto approfondimenti, aggiornamenti su settori e temi specifici.

E’ necessario pensare ad una diffusione del Notiziario on line. La carta costa ed è poco ecocompatibile. Nella costruzione del sito questo và previsto. Con una dinamica interattiva.

Antonio sollecita l’invio di articoli, sull’acqua, sulle armi, su altri argomenti di nostro interesse. Il problema comunque non è riempire il Notiziario ma semmai equilibrare articoli e notizie ( oltre ai costi ). Si sottolinea che questa rivista contiene articoli particolari che non si trovano da altre parti e che talora altre riviste chiedono di poter utilizzare.

In sintesi il coordinamento stabilisce di:

  • Chiamare mutare la definizione di Notiziario in Rivista

  • Tale rivista deve essere a servizio della Rete tutta.

  • Creare una Redazione valutando la disponibilità delle persone operativa da Roma.

Ore 11.40. Beniamino ( Rete Mogliano) fa gli auguri e saluta perché ha il treno.

La segreteria propone di anticipare l’apertura dei lavori del coordinamento di Roma alle ore 13 oppure di proseguire i lavori nel dopo pranzo della Domenica. Nel diniego generale si stabilisce che si inizierà alle 15 puntuali con chi c’è. Gli altri si aggiungeranno strada facendo

8) VARIE ED EVENTUALI

  • Silvestro Profico (rete di Pescara) riferisce dell’incontro alla Sapienza di Roma, su Fausto Vicarelli, grande economista, esperto di politica economica, impegnato anche in parrocchia che gli ha dedicato una sala.

La città di Tolentino è stata interessata dal terremoto e la sorella di Luigi Rocchi ha dovuto abbandonare la casa. Anche la chiesa è stata lesionata.

  • Maria Rita (rete di Noto) riferisce dell’incontro tra Papa Francesco ed i Movimenti Popolari, svoltosi il 5 novembre a Roma. Popoli riuniti in movimenti popolari, per rifondare la speranza, come sostiene Vandana Shiva. Noi non siamo movimento popolare ma li accompagniamo. Il Papa ne ha parlato, ne ha riassunto le finalità. E’ stato uno dei pochi veri contrasti al Dio denaro.

  • Giorgio (rete di Pisa – Viareggio) consiglia la lettura di un bel libretto di Varoufakis L’economia spiegata a mia figlia. Semplice ma non banale. Una lettura reale di come l’economia si sia sviluppata e di come invece dovrebbe essere.

  • Angelo (Segreteria e rete di Roma) riferisce della partecipazione alla Cerimonia di insediamento dei nuovi Cardinali a Roma, occasione in cui ha consegnato al neo Cardinale della Repubblica Centrafricana ciò che gli aveva preparato la Rete di Quiliano. Grande partecipazione 330 persone. Non solo cattolici ma anche protestanti e musulmani.

  • Elvio (rete di Padova) riferisce che a Isola Vicentina è ancora presente la mostra di 50 anni di manifesti dei Convegni. Andrebbe presa in considerazione e fatta circolare perché illustra bene la nostra storia. Saluta e fa gli auguri a tutti. Sottolinea che l’idea del buffet, come luogo per parlare, è da riproporre in Seminari, Convegni e anche nei prossimi Coordinamenti.

Saluti Finali di Monsignor Filippini, amico di Giorgio Gallo che ha fondato con lui un movimento per la pace. Nello specifico a Pescia ci ha ospitato una Comunità di Mondo X fondata da Padre Eligio, cappellano del Milan ( e di Rivera ). Dono del suo libro a tutti i presenti.

Ore 12.40. Chiusura lavori e pranzo

Punti di riflessione e discussione approvati dal coordinamento di Casale M.to

STRUMENTI DI COMUNICAZIONE

  • sito della rete radie’ resch e comunicazione tra le reti

  • Dare nuova vita al sito della rete nazionale come strumento di comunicazione all’interno della rete stessa e come strumento di informazione e coinvolgimento di realtà esterne che entrano in contatto con la rete attraverso il sito stesso.

  • Gigi Bolognini si impegna ad individuare una figura professionale che possa lavorare al sito e a comunicare ad Alessandro Cabroni tale decisione

  • Marco Zamberlan si impegna a lavorare al Blog della rete come strumento privilegiato di comunicazione tra le varie reti locali da inserire successivamente nel sito con una password in modo da proteggere le informazioni e lasciarle all’interno della rete

  • La segreteria si impegna ad inserire notizie e aggiornamenti sul sito

  • mail

  • Per evitare l’accumularsi di troppe mail, si invita a rispondere personalmente e non a tutti qualora l’argomentazione riguardi una conversazione a due

  • Si chiede di indicare nelle mail l’oggetto trattato in modo da individuare subito l’argomento

GESTIONE COORDINAMENTI

  • I vari momenti di riflessione e discussione durante i coordinamenti verranno registrati in modo da poter essere messi a disposizione di quanti della rete vogliano ascoltarli o riascoltarli. Ciò permette a chi non può andare ai coordinamenti, di sentirsi comunque partecipe e coinvolto.

  • Naturalmente è garantita la libera scelta da parte dei partecipanti al coordinamento, di fare o meno registrare il proprio intervento

  • All’inizio dei coordinamenti verrà riletta la sintesi del verbale del coordinamento precedente

  • Si invitano i partecipanti ad interventi brevi e non ripetitivi

  • Al termine di ogni argomento trattato, la segreteria fa una sintesi delle decisioni concordate

PROSSIMI COORDINAMENTI

  • Il prossimo coordinamento si svolgerà il 26-27 novembre a Pescia.. seguiranno dettagli

  • Il coordinamento di marzo non potrà svolgersi a Varese. La sede sarà Trento o Rovereto

PRESENTE-PASSATO-FUTURO

  • PRESENTE: Si stabilisce di riproporre un questionario per raccogliere i dati sulle varie reti locali in modo da avere una fotografia della situazione locale e nazionale

  • PASSATO: le serate del sabato sera dei vari coordinamenti saranno dedicati alla “narrazione”: provando a chiedere aiuto ad Ercole Ongaro, la segreteria si propone di individuare un percorso ed alcuni testimoni all’interno della rete perchè possano raccontare, narrare momenti cruciali e significativi della sua Storia secondo il loro sguardo, il loro vissuto.

  • FUTURO: il coinvolgimento dei giovani, delle future generazioni all’interno della rete dovrebbe nascere dall’esperienza vissuta in prima persona attraverso viaggi nei luoghi in cui si realizzano i progetti e attraverso un contatto più stretto con i vari testimoni che visitano le reti locali. In generale i viaggi sono ritenuti strumento fondamentale per la sensibilizzazione. Diversi viaggi vengono compiuti nei vari progetti andrebbe concordato ed organizzato un coinvolgimento sistematico dei giovani. Da decidere quali risorse in termini di costi ed energie è opportuno investire in questo senso.

N.B. All’interno dello spazio dedicato alla narrazione, si può collocare anche la condivisione di esperienze di viaggio da parte dei giovani e degli amici della rete nei luoghi sede di progetti.

TRIBUNALE PERMANENTE DEI POPOLI

  • Si riconosce la congruenza tra il modo di lavorare del TPP e la RRR e viene ribadita l’importanza di collaborare a progetti comuni. Si tratta di capire in che termini può realizzarsi tale collaborazione. Nell’attesa di ricevere notizie da parte del TPP, rimaniamo aperti a future proposte

PROGETTO “COSTO ZERO”

  • Viene accolta la proposta di lanciare un progetto “costo zero” che metta in rete le iniziative dei vari nodi in modo da valorizzare il tempo e l’impegno dedicato alle tematiche care alla RRR e non solo il contributo economico

  • Compiere azioni significative sul proprio territorio permette di dare un importante valore culturale a tali azioni, di incidere nella politica locale mentre il fatto di condividerle con le altre reti permette di essere da stimolo per altri e di avere una risonanza politica a livello nazionale.

  • La proposta di destinare il 10% dei progetti a favore dell’accoglienza dei migranti non viene ritenuto al momento realizzabile. Ogni rete locale potrà dare il suo contributo sul tema dell’immigrazione sul territorio o sostenendo ulteriori progetti straordinari. Sarà tuttavia importante metterne a conoscenza anche gli altri gruppi alla luce di una solidarietà condivisa.

BILANCIO

  • Marta si rende disponibile a presentare il bilancio dettagliato in occasione del prossimo coordinamento di novembre, tenendo conto di eventuali nuovi progetti e novità a proposito dei progetti già in essere.

COORDINAMENTO NAZIONALE

18 – 19 giugno 2016, Sezano (Vr)

PRESENTI: Maria Rita Vella e Maria Picotti (segreteria), Marta Bergamin (tesoriera), Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini (Brescia), Beppe Ghilardi (Casale Monferrato), Fabio Corletto, Mariangela Abbadessa, Ermanno de Biasio (Castelfranco); Sergio Ferrera (Genova), Fernanda Bredariol, Franca Gaspa (Lancenigo-Maserà-Spresiano), Beniamino Favaro, Daniela Duzioni, Gianni Colleoni (Mogliano Veneto), Elvio e Gianna Beraldin, Fabiano Ramin, Cristina Ferin (Padova), Silvestro Profico, Agnese De Nardis (Pescara), Giorgio Gallo, Angela Vannucchi, Claudio Sodini (Pisa-Viareggio), Caterina Perata (Quiliano), Lucia Capriglione (Salerno), Alessandra Ferrario (Saronno), Carla Grandi, Paolo Rosà (Trento-Rovereto), Toni Peraroner, Maria Grazia Visintainer (Udine), Marco Lacchin (Varese), Gianni Pettenella, Dino Poli, Silvana Valpiana, Francesca Gonzato, Roberto Beccaletto, Luciana Ceriani, Mario Fenzi, Laura Valotto, Gianco Rigoli, Antonio Fiorio (Verona)

ODG

  1. Valutazione del Convegno dal punto di vista dei contenuti (possibili proposte) e dell’organizzazione compresi costi e rimborsi

  2. Relazione sulla seconda parte del questionario e confronto sui risultati raccolti: riflessione sul nostro essere solidali oggi

  3. Confronto sull’opportunità di diventare ONLUS a partire dall’appello riguardante la progressiva riduzione dell’auto tassazione

  4. Bilancio a giugno: invio del 50% delle quote per i progetti in scadenza 2015
  5. Magliette per i Mapuche
  6. Questioni in sospeso tra cui il proseguimento della collaborazione con il TP
  7. Nomina della nuova segreteria
  8. Varie ed eventuali

1)Per quanto riguarda i contenuti, la maggior parte dei presenti ha dato una valutazione molto positiva del Convegno nel suo insieme. Si è sottolineato che aver affrontato il tema dei migranti ha contribuito a dare consapevolezza alla Rete che la profezia, in questo tempo, passa dall’ascolto delle loro voci e dal mettersi in cammino con loro. Si è osservato che la rete ha dimostrato la sua vitalità cogliendo la novità portata dai migranti. La positività si coglie anche nelle successive iniziative, come ad es. quella promossa dalla rete di Celle (“il Mese del Migrante”). Qualcuno ha detto che possiamo chiamare questa dei migranti “un’operazione a costo zero”, vedendola come una risposta alle questione del calo della colletta. Infatti, più che soldi, questo impegno con i migranti richiede tempo ed energie. Per qualcuno è mancato il confronto con i “nostri” testimoni di sempre, ma altri hanno sottolineato che i migranti sono diventati per noi testimoni a tutti gli effetti. Un altro aspetto positivo è stato il fatto che le realtà che hanno partecipato, presentandoci i loro percorsi, erano per lo più composte da giovani, italiani e stranieri, che ci hanno dato la misura delle nuove possibili prospettive di futuro. C’è stata poi qualche puntualizzazione interessante sul fatto che non c’è contrapposizione tra il lavorare qui con i migranti e il portare avanti i progetti : sono le due strade indicate da Gauthier fin dall’origine. Comunque qualcuno ha proposto di approfondire ulteriormente questi aspetti nel seminario del prossimo anno. C’è infine chi ha fatto un richiamo perché le reti locali curino maggiormente le relazioni al loro interno, facendo più comunità. In ultimo, riguardo alla proposta di Astrid Pannullo, fatta durante la tavola rotonda, di dar vita a un Tavolo giuridico per una legge di iniziativa popolare sui migranti, il coordinamento ha ritenuto che fosse inutile moltiplicare iniziative e invece che sia più produttivo appoggiare/appoggiarsi al lavoro che sta già portando avanti da tempo l’avv. Vassallo Paleologo. La Rete potrà impegnarsi nella diffusione dell’iniziativa e quando/se ce ne fosse la necessità, nella raccolta delle firme. Sulla partecipazione al Festival del Giornalismo si è deciso di rilanciare la proposta e vedere se c’è qualcuno o qualche rete interessata a partecipare concretamente. La sbobinatura degli interventi per la pubblicazione degli atti è a buon punto: la richiesta è quella di avere i testi per la fine di giugno. Gli atti saranno preceduti da un breve editoriale a cura del coordinamento. Per quanto riguarda l’organizzazione, è stata data una valutazione molto positiva sui seminari del sabato pomeriggio perché hanno permesso uno scambio approfondito e vario in gruppi più ristretti e il confronto con i “testimoni” è risultato più ricco. C’è stato, invece, chi ha sottolineato che per molti la sede è stata più difficile da raggiungere, anche se la logistica è stata migliore rispetto a Rimini (sale per i gruppi, salone molto accogliente per i momenti comuni, spazi per le mostre..), nonostante qualche rigidità, secondo qualcuno, rispetto al cibo. Per alcuni, però, la lontananza potrebbe essere un ostacolo per la partecipazione al prossimo convegno. Per quanto riguarda la pubblicizzazione del Convegno qualcuno ha rilevato che non è stata fatta sufficiente pubblicità sui giornali; qualcun altro ha sottolineato che ormai è più utile utilizzare i social network. All’osservazione critica riguardante la mancata pubblicazione di cartoline, biglietti e segnalibri la segreteria ha risposto precisando che era stata una decisione del coordinamento. Si ritiene che il numero dei manifesti sia stato eccessivo e che avrebbero dovuto invece essere distribuiti alle reti locali prima del convegno, per la sua pubblicizzazione. Lucia Capriglione ritiene inoltre più pratico raccogliere non adesioni personali, ma di gruppo, attraverso il referente della rete locale. Dalla rete di Padova è giunta una vibrata protesta sul fatto che sia stato tolto l’IBAN dalla presentazione del progetto di Haiti in contrasto con lo stampato inviato dal gruppo locale. Per quanto riguarda le spese, la tesoriera ha presentato una tabella riassuntiva (vedi allegato) da cui è risultato che il totale è stato di 7062,96 € per 280 presenze circa. Si è sottolineato che da parte della direzione dell’hotel c’è stata la massima disponibilità e cura perché tutto funzionasse al meglio. Infine è stata avanzata la proposta di richiedere una piccola quota di iscrizione per il prossimo convegno in modo da pesare un po’ meno sulle casse della Rete.

2) e 6) Maria Rita Vella ha presentato la relazione sui risultati della seconda parte del questionario (situazione dei gruppi locali), già messa in rete prima del coordinamento, e a cui non ha risposto il 70% dei gruppi locali. Per quanto riguarda questo dato si è capito che bisognerà riformulare meglio il questionario con domande più mirate, in particolare sulle attività, i contatti con i referenti dei progetti e le visite ai progetti stessi. Più di uno ha sottolineato il fatto che il TP si è comportato in modo scorretto nei nostri confronti; in effetti non si sono più ricevute risposte dopo l’invio da parte della Rete della prima parte del questionario che indicava i progetti con cui il TP avrebbe potuto lavorare per preparare la sessione sulla finanza criminale. Quindi ad oggi il percorso di collaborazione è fermo a questo punto. Si invita la nuova segreteria a scrivere a Tognoni per esprimere il punto di vista del coordinamento sull’andamento della cosa. Per quanto riguarda il completamento del percorso sulla finanza criminale, frutto del lavoro fatto dalla commissione finanza in occasione dei seminari del 2015, Lucia Capriglione invierà un e-mail di sollecito perché le proposte fatte si concretizzino in azioni.

Nel dopo cena Giorgio Gallo ha fatto partecipe il coordinamento di un’iniziativa promossa dall’AFA di Foz do Iguacu in memoria di Giusi (PROJETO Orquestra Giusi Lauro). L’idea è quella di formare un’orchestra con strumenti ricavati da materiale riciclato per un’ azione di integrazione e inclusione sociale per 50 tra adolescenti e giovani dai 12 ai 18 anni. Questo in occasione dei 25 anni di attività dell’AFA, che saranno celebrati l’11 e il 12 agosto, e a cui Giorgio parteciperà insieme ai Peratoner.

7) Anche la nomina della nuova segreteria è stata anticipata al dopo cena di sabato. Si sono resi disponibili e hanno accettato di assumersi questo compito Monica Armetta della rete di Torino, Angelo Ciprari della rete di Roma e Pierpaolo Pertino della rete di Celle – Varazze. Erano stati indicati anche Caterina Perata, Angela Vannucchi, Raffaella (SA)…, Silvestro Profico, Fulvio Gardumi e Daniela Duzioni. Nel corso della dibattito si è parlato anche dell’importanza di curare i rapporti tra reti locali soprattutto vicine, che non è sempre facile, e del fare rete per aiutarsi ad andare a vanti; del fatto che bisogna cercare di essere meno legati al “proprio” progetto quando si fanno i versamenti; della necessità di coinvolgere le reti assenti, ma con attenzione anche ai singoli che non fanno parte di nessun gruppo; dell’importanza di mantenere il nostro DNA politico; dell’importanza del coordinamento come momento di confronto, per prendere decisioni, e di continuità, mentre rimane fondamentale l’avvicendamento nella segreteria. Infine, su richiesta della rete di Varese, che desidererebbe ospitare un coordinamento, è stato fissato il calendario dei coordinamenti per il prossimo anno:

24-25 settembre rete di Casale; 26 – 27 novembre rete di Pisa – Viareggio;

28 – 29 gennaio rete di Roma; 25 – 26 marzo rete di Varese; maggio Seminari;

17 – 18 giugno rete di Salerno

E’ stato anche fissato il calendario delle circolari fino a dicembre:

luglio – agosto rete di Genova; settembre rete di Varese; ottobre rete di Saronno;

novembre rete di Castelfranco; dicembre rete di Salerno.

3) L’argomento ha innescato un interessante e ricco confronto sul significato e le forme dell’essere solidali oggi. La rete di Castelfranco, che si è già costituita come ONLUS, è stata invitata ad esporre le ragioni della sua scelta. Lo scopo fondamentale è quello di poter far fronte agli impegni presi riguardo al progetto aperto in Congo a Mwamway: infatti essere ONLUS permette di godere del 5×1000 oltre alla detrazione fiscale che può invogliare le persone a fare versamenti e donazioni di un certo peso. E’ stato chiarito che sono state invitate a far parte dell’ONLUS e a devolvere il 5x 1000 solo le persone che condividono i principi della Rete. Castelfranco, invece, non ritiene opportuna la costituzione in ONLUS a livello nazionale. Le reti di Varese e Celle –Varazze (per bocca di Marco Lacchin) hanno lamentato il fatto che non si sia tenuto conto della richiesta di un ampliamento dell’argomento rispetto a quanto indicato nell’ordine del giorno. Hanno poi espresso la loro contrarietà alla costituzione in ONLUS per la logica che ci sta dietro, che contraddice il tentativo delle Rete di operare in opposizione al sistema, e potrebbe anche essere di ostacolo quando si dovessero sostenere progetti in paesi sottoposti a regimi non democratici. In parecchi/e si sono detti d’accordo con questa posizione; qualcuno ha anche sottolineato che non si tratta di voler rimanere “puri” quanto di essere segno profetico nel mondo delle associazioni. C’è che ha ricordato la difficoltà di lavorare con l’Africa, dove è importante un certo tipo di struttura, anche se il nostro specifico è lavorare sulla fiducia e non presentarsi come quelli che hanno i soldi perché è così che si diventa più credibili (vedi convegno di Banguì). La rete di Salerno è contraria in modo netto. Anche la rete di Udine si è detta contraria alla costituzione in ONLUS; anzi la scelta del gruppo è quella di non capitalizzare, ma di raccogliere solo i 3000 € necessari per il progetto. La ricchezza della Rete sta nell’essere segno profetico, nel seno di non voler essere concorrenziali, ma piuttosto di accettare il rischio e l’utopia della “liquidità” che diffida delle identità forti e piuttosto punta su adesioni dettate dall’amore. Ettore Masina diceva: “Perché aderire alla Rete? Per un atto di Amore!” Qualcuno ha aggiunto che lo spirito della Rete ci stimola a fare quello che si può fare, non pretendendo di voler fare di più. C’è stato chi ha sottolineato che la Rete è nata con l’idea di mettere i poveri nel proprio bilancio nel senso che quello che si dà deve incidere sulla vita personale, non importa la quantità: se si trattasse solo di quantità c’è senz’altro chi è molto più bravo di noi a raccogliere. Quindi è importante trasmettere questo spirito alle persone che si avvicinano alla Rete. Infine è stato detto che non è il coordinamento che deve decidere sull’essere ONLUS o meno, ma dovranno esprimersi tutte le reti su questo punto così delicato (si rimanda a questo proposito anche allo scambio di e-mail che c’è stato prima del coordinamento). Per quanto riguarda l’aspetto burocratico, si è sottolineato da parte di alcuni che le incombenze sono pesanti se un’associazione si costituisce in ONLUS; c’è stata poi una discussione sull’obbligo o meno di fare la dichiarazione EAS ( serve per specificare che non si fa attività commerciale e si dovrebbe fare se per raccogliere fondi si vendesse qualcosa) da parte dei gruppi locali che si sono costituiti in associazione (tra l’altro con espletamenti burocratici differenti da realtà a realtà). A questo punto Silvestro Profico ha informato il coordinamento del fatto che il 25 maggio è uscita una legge che stabilisce un nuovo quadro normativo per il riordino di tutta la materia riguardante le associazioni per cui sarà necessario attendere i decreti attuativi prima di addentrarsi in nuove discussioni. In conclusione l’orientamento emerso dal dibattito è stato il seguente: a) si è esclusa l’ipotesi che la Rete Nazionale diventi ONLUS; b) ogni rete locale sceglierà in assoluta autonomia se diventare o meno ONLUS; c) si dovranno attendere i decreti attuativi della nuova legge prima di riprendere il discorso degli aspetti burocratici. Infine tutti esprimono soddisfazione per questa l discussione che riguarda le cose più profonde della RRR. Bello avere una visione minima alternativa.

4) La tesoriera ha presentato la situazione del bilancio a giugno. Ad oggi si registrano 20.000 € di entrate in più rispetto allo scorso anno. La tesoriera ha invitato poi alla collaborazione di tutti e ha chiesto che i progetti fino a 4000 € totali possano essere inviati in un’unica tranche per risparmiare sulle spese bancarie. Si è proposto di arrivare anche a 6000 €, ma Maria Rita si è dichiarata contraria dicendo che bisogna rispettare i ritmi della raccolta delle reti e quindi si dovrà valutare caso per caso. E’ stato ripreso anche il discorso dei progetti finanziati autonomamente dalle reti locali: c’è stato chi ha insistito sull’opportunità che tutto passi per la cassa nazionale; qualcun altro invece ha ribadito che le reti locali coinvolte devono essere libere di valutare l’opportunità o meno di un progetto locale: per qualche rete questa è stata l’occasione di una rivitalizzazione del gruppo. Inoltre potrebbe anche essere un modo di sollevare la Rete nazionale da una serie di uscite. E’ stata lanciata la proposta, accolta con favore, di una tassazione del 3 – 4% sul bilancio di ogni rete per coprire il buco di bilancio. Infine La rete di Mogliano ha ricordato che il progetto da loro sostenuto in Congo e iniziato con un finanziamento straordinario, nel 2017 diventerà progetto ordinario come già stabilito precedentemente. Inoltre sarà necessaria una verifica tra tesoriera e segreteria circa l’importo esatto delle annualità del nuovo progetto Mapuche. Per quanto riguarda il progetto nella Repubblica Centrafricana, si ricorda che è stato approvato dal coordinamento straordinario precedente il convegno del 2014.

5) La rete di Brescia ha dato spiegazioni sul progetto delle magliette a favore dei Mapuche. E’ un progetto solidale a partire dalla realizzazione delle stesse magliette e ha come scopo quello di diventare uno strumento di sensibilizzazione sulla questione dei Mapuche soprattutto tra i giovani. Le magliette potrebbero essere già pronte per il prossimo coordinamento e quindi consegnate alle reti che le hanno prenotate e che in questo modo hanno già coperto tutta l’offerta. Per quel che riguarda gli aggiornamenti sulla situazione dei Mapuche sono state date tre notizie: è stato assolto in terza ed ultima istanza l’assassino del giovane contadino Mauricio; da Varazze partiranno due giovani “bocconiani” per un soggiorno di venti giorni a Temuco; Il figlio di Margot è diventato machi.

Varie

E’ stato presentato da Fernanda Bredariol un nuovo viaggio in Patagonia e Cile. E’ previsto un percorso di 1100 km sulle tracce del Patagonia Rebelde di Osvaldo Bayer che ricostruisce la strage di un migliaio di braccianti in lotta, avvenuta nel 1921 ad opera del governo; il viaggio proseguirà con l’incontro con la comunità Mapuche di Mauro Millan (la rete ha contributo alla stampa di un suo libro) che ha recuperato le terre e poi con gli amici José Nain e Margot delle comunità mapuche del Cile. La durata del viaggio sarà di quindici giorni e si svolgerà nel periodo natalizio o in febbraio. E’ prevista la partecipazione di 12, 15 persone; il costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 3000 €. L’organizzazione del viaggio sarà a cura dell’agenzia di Viaggi Responsabili di Verona dell’amico Vittorio Carta.

Il coordinamento si è concluso alle ore 13.

SINTESI VERBALE

  1. Valutazione Convegno: complessivamente positiva sia per quanto riguarda i contenuti che per quanto riguarda gli aspetti logistico organizzativi
  2. Relazione sulla seconda parte del questionario: ricevute risposte dal 30%dei gruppi locali; necessità di rilanciare riformulando meglio alcune domande; per quanto riguarda il TP: si è ancora in attesa di indicazioni da parte di Tognoni su come proceder
  3. Confronto sull’opportunità di diventare ONLUS: a) si è esclusa l’ipotesi che la Rete Nazionale diventi ONLUS; b) ogni rete locale sceglierà in assoluta autonomia se diventare o meno ONLUS; c) si dovranno attendere i decreti attuativi della nuova legge, uscita il 25 maggio, prima di riprendere il discorso degli aspetti burocratici. Tutti hanno espresso soddisfazione per la discussione fatta perché ha riguardato aspetti molto importanti della RRR.
  4. La tesoriera ha presentato la situazione del bilancio a giugno. Ad oggi si registrano 20.000 € di entrate in più rispetto allo scorso anno.
  5. La rete di Brescia ha spiegato che la realizzazione delle magliette ha come scopo quello di diventare uno strumento di sensibilizzazione sulla questione dei Mapuche soprattutto tra i giovani.
  6. Vedi punto 2
  7. Nomina della nuova segreteria: Monica Armetta della rete di Torino, Angelo Ciprari della rete di Roma, Pierpaolo Pertino della rete di Celle – Varazze. Definizione del calendario dei coordinamenti per il prossimo anno e delle circolari fino a dicembre
  8. Varie ed eventuali: presentazione di un nuovo viaggio in Patagonia e Cile sulle tracce del “Patagonia Rebelde” e per incontrare alcune comunità mapuche.

COORDINAMENTO NAZIONALE
12 – 13 – marzo Pescara
Presenti: Gabriella e Piergiorgio Todeschini (Brescia) - Maria Teresa Gavazza,
Gigi Bolognini (Alessandria) - Marta Bergamin, Fabio Corletto, Ermanno de
Biasio, Mariangela Abbadessa (Castelfranco V.) - Franca Gaspa (Spresiano) –
Gianna ed Elvio Beraldin - Silvestro Profico, Agnese De Nardis, Anna Maria
Leoni (Pescara) - Angela Vannucchi, Claudio Sodini (Pisa) – Antonio Vermigli
(Quarrata) - Olga Turchetto (Treviso) – Francesco Milazzo (Udine) - Gianni
Pettenella, Maria Picotti (Verona) - Maria Rita Vella (Noto) – Daniela Duzioni,
Gianni Colleoni (Mogliano Veneto) – Angelo Ciprari, Mauro Gentilini, Carla
Consiglio (Roma)
ODG
SABATO 12 ORE 16,30
1) Ultimi dettagli per il convegno
2) Definizione dei progetti discussi a Quarrata e relativo impegno economico
3) Eventuale sostegno al nuovo progetto "Eduposan"
DOPO CENA
Continuazione
Conversazione con Ercole Ongaro sul suo ultimo lavoro
DOMENICA 13
4) Bilancio e contenuti del Notiziario della RRR
5) Definizione bilancio RRR 2015
1) Si sono definiti gli ultimi dettagli per il Convegno: l’invito a inviare
documenti interessanti da inserire nella cartellina, tra cui sicuramente la
circolare della rete di Castelfranco con i dati sulle migrazioni, e le schede di
presentazione dei testimoni. Il tutto dovrà essere spedito ad Antonio Vermigli
entro il 25, 26 marzo. La Segreteria informa che rimangono ancora circa 5
gratuità per i giovani e sollecita le iscrizioni.
2) E' stato deciso di unificare nella discussione i punti 2 e 5 in quanto si tratta
sempre del bilancio della Rete, affrontato sia sotto il profilo giuridico-
amministrativo che dal punto di vista economico. Per quanto riguarda la
definizione dei progetti e il relativo impegno economico si è aperto un lungo
confronto. In prima battuta si è sottolineato che è importante che il bilancio sia
regolare e trasparente nel senso che deve esserci corrispondenza tra le entrate
e le uscite dichiarate. La tesoriera ha ribadito a questo proposito quanto già
espresso nella Relazione al Bilancio della Rete Radiè Resch al 31-12-2015 ,
1inviata a tutte le reti, prima del Coordinamento. Il fatto cioè che non sono
regolari i progetti approvati dal Coordinamento e gestiti finanziariamente in
modo autonomo; ciò significa che se una rete vuole fare versamenti autonomi
per progetti gestiti direttamente dalla rete stessa, deve aprire un proprio conto
con un suo codice fiscale. In sostanza sono regolari la tipologia 1 e 3 descritte
nella Relazione, non la 2. La tesoriera si impegnerà a fare un sondaggio tra le
reti per individuare le situazioni irregolari e aiutarle nella regolarizzazione. A
bilancio dovranno esserci solo i soldi che transitano dalla cassa centrale; verrà
fatto un allegato a parte per i bilanci delle reti che versano autonomamente a
cura dei vari tesorieri locali. Per quanto riguarda il codice fiscale della rete di
Quarrata, che ha fatto spesso versamenti autonomi, il problema è risolto in
quanto la rete locale ha un suo codice fiscale di cui d’ora in poi si servirà.
La tesoriera ha poi comunicato che sul conto della Rete Nazionale c’è ora
anche la firma di Elvio Beraldin: comunicazione accolta con un applauso!
Si è infine sottolineato che fare le cose in regola è anche una questione di
principio.
Si è poi passati a considerare il problema dell’impegno economico, visto il calo
delle entrate. La rete di Brescia sta considerando la possibilità di chiedere un
mutuo a Banca Etica, proponendo come garante la Rete Nazionale, per avere
un anticipo di 30.000 €, necessari per la costruzione del capannone per la
lavorazione delle nocciole nell’ambito del progetto Mapuche. e specifica che la
fidejussione sarebbe tutta a carico della Rete di Brescia, senza nessun aggravio
per le Rete Nazionale. Passando poi alla definizione dei progetti discussi a
Quarrata (scaduti nel 2015 + nuovo progetto Mapuche) la segreteria illustra la
situazione attuale tramite un apposito prospetto: per poterli approvare secondo
le esigenze rappresentate dalle reti proponenti mancano € 7600. Stando così le
cose, si prospetta una diminuzione drastica dell’importo di ciascuno (26%,
fermo restando l’importo dei progetti più piccoli).
A questo punto il Coordinamento si è interrogato a lungo sul senso dei progetti,
sul rapporto tra progetti vecchi e nuovi chiedendosi se questi ultimi non siano
troppi. Qualcuno però ha osservato che i contatti che noi riusciamo a instaurare
e mantenere con le realtà dei nostri progetti sono fondamentali per la Rete,
spesso sono l’unico canale per ottenere informazioni sulla situazione socio-
politica del luogo e ci permettono di avvicinare altre culture e mentalità,
crescendo insieme. Proprio per questa centralità dei progetti, che sono
patrimonio comune di tutta la Rete, la situazione economica che stiamo
attraversando ci invita a proporre per il futuro progetti con costi inferiori per
dare la possibilità alle reti di intraprendere nuove operazioni. Si è sottolineato
da più parti che sarà necessario entrare a fondo nel merito di ogni progetto per
valutare le esigenze reali. D’altra parte si è detto che bisognerà lavorare di più
sulla sensibilizzazione delle persone, in particolare quando si presenta un
nuovo progetto. Anzi qualcuno, molto giustamente, ha sostenuto la necessità di
lavorare molto nel contesto locale, per far conoscere il progetto anche fuori del
gruppo rete, addirittura prima di presentarlo al Coordinamento, proprio per
stimolare la risposta anche di altri. E’ veramente importante che ogni rete
locale faccia uno sforzo per mettere questo patrimonio in comune, veicolando il
più possibile le informazioni sia all’interno della rete sia cercando il contatto
con le realtà del territorio. In quest’ottica bisognerà invitare tutte le reti ad una
maggiore partecipazione ai coordinamenti e a una maggiore divulgazione
dell’evolversi dei progetti. Si è detto che sarà molto importante coinvolgere
sulle difficoltà economiche che la rete sta attraversando anche i nostri referenti
2di là perché possano condividere con noi possibili strade alternative,
individuando nuove modalità nella relazione; in quest’ottica c’è stato anche un
giusto richiamo allo spirito dello scambio che deve animare il nostro agire con
le realtà che sosteniamo. Qualcuno ha richiamato di nuovo al principio della
temporaneità del nostro sostegno ai progetti, il cui senso è quello di essere di
stimolo e di accompagnamento delle comunità per un tratto del loro cammino,
senza pretendere efficienza o risultati in tempi brevi. il cui senso è quello di
essere di stimolo e di appoggio al cammino delle comunità, che poi dovrebbero
proseguire autonomamente il loro cammino. A questo proposito si è affrontato
il discorso dei vitalizi. E’ stato chiarito che sono due: uno a favore di Marie
Therese Gauthier (6000 €) e uno a favore di Fernando De Brito (5000 €),
domenicano torturato sotto la dittatura brasiliana; il Coordinamento ha valutato
che p. Fernando potrebbe chiedere appoggio al suo ordine e quindi si potrebbe
sospendere il vitalizio dall’anno prossimo, avvisandolo naturalmente fin d’ora.
Per quanto riguarda l’altro vitalizio, si è ricordato che fu promesso
solennemente da Ettore Masina a Paul e M. Therese durante un convegno.
Per approfondire la riflessione sulla difficoltà di raccogliere soldi e sulla
conseguente crisi delle entrate, un po’ “inquinata” anche dai lasciti ricevuti in
questi ultimi anni, c’è stata la proposta di dedicare un coordinamento o
addirittura un seminario ad un approfondimento sul senso della solidarietà,
proposta del resto già emersa in precedenti coordinamenti.
Tornando al problema di come gestire i finanziamenti dei progetti in scadenza
nei prossimi due anni, il Coordinamento ha respinto l’idea di un taglio “lineare”
preferendo puntare da un lato sulla responsabilizzazione delle reti interessate:
questa contingenza potrebbe diventare un buono stimolo per riattivare i gruppi
locali; dall’altro decidendo di inviare gradualmente solo il 50% delle quote a
tutti i progetti in modo da mantenere un po’ di riserva in cassa e
contemporaneamente da avere il tempo di osservare l’evoluzione, si spera
positiva, delle entrate, prima di prendere altre decisioni. Si farà un invito alle
reti che finanziano autonomamente dei progetti di versare una parte di ciò che
raccolgono alla Rete nazionale: è importante non lasciare indietro le reti più
deboli e soprattutto essere consapevoli che i progetti sono di tutta la Rete. Per
mezzo della prossima circolare nazionale, la segreteria si preoccuperà di far
partecipi tutte le reti di quanto emerso su questo problema delle minori entrate
e del bilancio. Infine Antonio Vermigli ha dato chiarimenti sul progetto Agua
Doce, scaduto nel 2015. L’asilo non è chiuso, ma anzi sta riprendendo l’attività
con nuove modalità ed è attivo anche un altro asilo. Al lavoro diretto con i
bambini e le bambine si affianca l’educazione ambientale, altro aspetto
fondamentale del progetto. Attualmente il progetto riceve il sostegno di un
gruppo austriaco oltre a quello della Rete nazionale e delle reti di Saronno e di
Nembro che inviano i soldi autonomamente (rispettivamente 1000 e 8000 €
all’anno). In ogni caso Antonio Vermigli si è impegnato a parlare con Waldemar
Boff della possibilità di una riduzione, cosa che non era avvenuta in occasione
del Convegno del 2014, come ci si era ripromessi di fare. Olga Turchetto della
rete di Treviso ha precisato che il progetto Donne capifamiglia, se sarà
rinnovato per il 2016, verrà comunque ridotto a 6000 €.
3) EDUPOSAN (nuovo progetto in Argentina): la discussione viene rimandata a
dopo il convegno anche per vedere come le reti rispondono all’appello.
34) Mauro Gentilini ha ripercorso la storia del Notiziario, mostrando anche i
primi vecchissimi numeri. Ha sottolineato che quando la rivista non è più stata
Notiziario, ma è diventata in dialogo, ha cambiato completamente assumendo
la veste di un periodico culturale di approfondimento, cosa che andrebbe
dichiarata esplicitamente sui numeri della rivista stessa al posto della dicitura
Notiziario. Sarebbe anche necessario aggiungere al nome del direttore
responsabile, Antonio Vermigli, quelli di un comitato di redazione. La proposta è
stata accolta favorevolmente dal Coordinamento per cui Antonio chiederà ad
Anna Corsi, Serena Romagnoli e Giorgio Gallo di farne parte. Si è riconosciuto
che la rivista è stata ed è un buon mezzo di divulgazione e di diffusione della
Rete e per questo non si può che ringraziare Antonio. La rivista dovrebbe
essere considerata patrimonio collettivo di tutta la Rete cosa che, secondo
Antonio, non è sentita ancora così da tutti. Per quanto riguarda il bilancio
Antonio manderà il resoconto scritto del 2015 con il numero degli abbonati e di
coloro che ricevono la rivista gratuitamente; questo resoconto dovrà essere
fatto ogni anno, anche per sottolineare e richiamare il ruolo fondamentale
dell’informazione nella Rete. L’indirizzario, invece, non può essere reso
pubblico (vedi esplicita richiesta della rete di Milano) perché sottoposto alla
legge della privacy. E’ stata fatta la proposta di un collegamento tra la rivista e
il sito (rinnovato) e anche quella di studiare la possibilità di un’edizione on line.
Qualcuno aggiunge che nella rivista potrebbe essere inserita nel giro dei
quattro numeri annuali la lista di tutti i progetti con i relativi importi, ma senza
la pubblicazione del bilancio. Per quanto riguarda eventuali contributi e articoli,
Antonio farà sapere le date entro cui dovranno essere inviati per la
pubblicazione.
Passando agli aspetti amministrativi si riconferma che la gestione finanziaria fa
capo alla Rete di Quarrata come giustamente indicato sulla rivista “a cura del
gruppo di Quarrata”. Antonio informa che sia il c/c Bancario, IBAN IT42 M089
2270 5000 0000 0004 665 della Banca di Credito Cooperativo di Vignole -
51038 Olmi (PT), che e il Conto Corrente postale IBAN IT15 NO76 0113 8000
0001 1468 519, utilizzati per i versamenti ed abbonamenti del Notiziario, non
sono intestati alla RRR nazionale, si sottolinea che nessun documento fiscale
come fatture o altro dovranno essere intestati alla RRR Nazionale, poiché la
gestione delle entrate ed uscite e la realizzazione del notiziario stesso non è
fatta dalla RRR Nazionale.
Si è riscontrato però che sul sito della Rete di Quarrata i dati indicati a seguito
dei conti correnti li indicano come intestati alla Rete Radiè Resh ed anche il
codice fiscale riportato è quello della Rete nazionale. Sarebbe opportuna una
indicazione più corretta. Si conclude con la proposta di dedicare uno spazio
specifico al tema della rivista/informazione in uno dei prossimi coordinamenti.
5) Vedi punto 2
SINTESI
1) CONVEGNO: invito ad inviare materiali per la cartellina e le schede di
presentazione dei testimoni entro il 25 marzo; disponibili 5 gratuità
giovani
2) BILANCIO: unificati i punti 2 e 5: sottolineata la necessità di trasparenza
del bilancio nel senso che a bilancio dovranno esserci solo i soldi che
4transitano dalla cassa centrale; verrà fatto un allegato a parte per i
bilanci delle reti che versano autonomamente a cura dei vari tesorieri locali.
Elvio Beraldin ha messo la firma sul conto nazionale.
Per quanto riguarda i progetti mancano 7600 €, quindi si decide di inviare
a tutti i progetti il 50%delle quote in attesa di vedere come evolverà la situazione
3) EDUPOSAN (nuovo progetto in Argentina): la discussione viene rimandata
a dopo il convegno.
4) NOTIZIARIO: presentazione del bilancio da parte di Antonio Vermigli,
direttore responsabile. Si sottolinea l’opportunità di passare a definirlo
periodico culturale di approfondimento, visto il cambiamento avvenuto; si
propongono i nomi delle tre persone che formeranno il comitato di
redazione: Anna Corsi, Serena Romagnoli, Giorgio Gallo. Antonio Vermigli
si assumerà il compito di contattarli
Molto interessante e apprezzata la presentazione che ha fatto Ercole Ongaro
del suo libro sulla prima guerra mondiale
Il Coordinamento si conclude con i graditissimi auguri di Buona Pasqua da parte
di Gianna ed Elvio.
Maria Rita, Maria, Gigi

Verbale Coordinamento Nazionale
Quarrata 23 - 24 gennaio 2016
Presenti: Gabriella e Piergiorgio Todeschini (Brescia) - Beppe Ghilardi, Cristiana Longhin,
Paolo Guglielminetti (Casale M.to) - Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini (Alessandria) -
Marta Bergamin, Fabio Corletto (Castelfranco V.) - Fernanda Bredariol, Franca Gaspa
(Spresiano) - Silvestro Profico, Agnese De Nardis (Pescara) - Angela Vannucchi, Claudio
Sodini, Rosita Croci (Pisa) - Lomi Sergio, Mariella Borelli (Quarrata) - Lucia Capriglione,
Giovanni Esposito (Salerno) – Carla Grandi, Fulvio Gardumi (Trento) - Olga Turchetto
(Treviso) - Cesare Davini, Lia Rontani (Udine) - Gianni Pettenella, Maria Picotti, Dino Poli,
Silvana Valpiana (Verona) - Giovanni Mazzarello (Genova) – Maria Rita Vella (Noto) – Pier
Paolo Loi (Cagliari) – Pier Paolo Pertino, Simona Mozzati (Celle Ligure) – Daniela Duzioni,
Gianni Colleoni (Mogliano Veneto) – Francarosa Bianchi, Margherita Citroni, Rosella Luchetti
(Firenze) – Angelo Ciprari, Mauro Gentilini (Roma) – Alessandra Ferrario (Saronno) - Marco
Lacchin (Varese) – Marco Zamberlan, Monica Armetta, Laura Ardito, Annamaria Bornacin
(Torino)
OdG
1) Ancora Convegno
2) Presentazione e approvazione bilancio 2015
3) Rinnovo progetti e valutazione nuovi
4) Questionario seconda parte
5) Presentazione campagne contro la finanza criminale
6) Varie
sabato 23 gennaio
1. Convegno Nazionale
Si puntualizzano alcuni aspetti organizzativi. Con lo spostamento della sede del
convegno la prenotazione dovrà essere fatta tramite una scheda da inviata alla Rete di
Salerno, che si è assunta il compito di curare l’organizzazione logistica del convegno.
La scheda sarà inviata via e-mail alla lista generale, ma sarà possibile trovarla anche sul
sito della Rete. Per chi avesse difficoltà particolari con i mezzi informatici sono a
disposizione due numeri telefonici; comunque si richiede a tutti uno sforzo per adeguarsi
alle richieste dell’hotel. I gruppi familiari possono usare la stessa scheda. Questo materiale
dovrebbe essere disponibile dall’ 8 febbraio, salvo ritardi “tecnici”. Per il contenuto del
Convegno non ci sono variazioni. Il venerdì sera rimane libero, ma per chi volesse ci sarà la
possibilità di una visita guidata alla mostra fotografica dei saveriani; mentre la proiezione di
un film di D. Yimer rimane confermata.
Dopo un attento confronto, il coordinamento decide che per quanto riguarda i gruppi del
sabato pomeriggio le tematiche proposte siano affrontate in tutti e tre i gruppi; ciò favorirà
una distribuzione più equilibrata dei partecipanti e la possibilità per tutti di approfondire i
tre temi proposti. Si sottolinea che tra le istituzioni accoglienti si può considerare anche la
Chiesa che opera attraverso la Caritas e le parrocchie, perciò alcuni testimoni potrebbero
venire da lì (in particolare Caritas di Savona e di Trento); è stata contattata anche una
cooperativa di Alessandria che lavora con i minori nell’ambito di un progetto SPRAR,
un’ostetrica di Casale, Luisa Marzorati, che lavora sulle navi nell’ambito dell’operazione
Frontex; verrà invitato anche Ettore Zerbino, membro della rete di Roma, che fa parte del
progetto dei medici contro la tortura; qualora fosse impossibilitato a partecipare si chiederà
ad Andrea Taviani, attuale presidente dell’ associazione.
Per quanto riguarda il primo nucleo di approfondimento, Terre di Confine, gli amici della rete
di Trento potranno illustrare il progetto riguardante l’emergenza abitativa, messo a punto
da una rete di associazioni (a Trento ci sono molte iniziative del comune e della regione per
l’accoglienza: un’idea è il ripopolamento dei piccoli paesi abbandonati. Anche a Salerno
sono allo studio progetti simili). Si conta anche sulla presenza di qualche membro del
collettivo Askavusa che opera a Lampedusa e potrebbero essere invitati anche due medici
1di Varese, animatori di un ambulatorio di “frontiera” in collaborazione con la questura.
Infine, per quanto riguarda la tematica del lavoro e dell’auto organizzazione, hanno
accettato di partecipare al convegno quattro realtà: sono SOS Rosarno, la cooperativa
Barikamà di Roma, Sfruttazero che opera in Puglia e una cooperativa di donne lavoratrici di
Quarrata. Queste, per ora, le associazioni e le persone che hanno dato la loro disponibilità.
Per quanto riguarda l’organizzazione del pomeriggio, a inizio lavori ci sarà la presentazione
di tutti i testimoni e per la conduzione dei gruppi è confermata la presenza delle tre giovani
che svolgeranno la funzione di facilitatrici. Per quel che riguarda il rimborso spese, saranno
rimborsati viaggio e permanenza nell’hotel ad un massimo di due persone per realtà.
Fulvio Gardumi della rete di Trento sarà il moderatore della tavola rotonda. Per la serata del
sabato si provvederà al noleggio di un pianoforte su richiesta di Franca Gaspa; viene
accolta la proposta della rete di Brescia di dare spazio ad un’ esperienza gestita da Banca
Etica: la simulazione di un viaggio di migranti in una stiva per la durata di 15 minuti. Il
banco libri sarà curato dalla rete di Salerno nella persona di Giovanni Esposito. C’è qualche
difficoltà per la fornitura dei libri in conto vendita, ma si troverà il modo di risolvere il
problema appoggiandosi probabilmente a una libreria Feltrinelli. Per chi avesse
suggerimenti di libri interessanti, Giovanni chiede di compilare la scheda da lui inviata. La
rete di Celle - Varazze si occuperà dei libri per i bambini/e. A questo proposito si sottolinea
che non si sa ancora quanti bambini/e verranno, perché non ci sono state risposte al
questionario; mentre sarà in base al numero di bambini/e presenti e alla loro fascia d’età
che si dovrà modulare l’organizzazione del “Convegno dei Giovanissimi/e”. Per la gestione
di tutto questo si sa, per ora, che verranno due ragazze dal GAPA di Catania e ci sarà la
disponibilità di alcune ragazze, figlie di gente della rete.
Lucia Capriglione ha preparato anche una brochure del Convegno che può essere stampata
ove e quando necessario. La rete di Celle - Varazze presenta il bozzetto del manifesto per il
Convegno, opera di una giovane grafica, Beatrice; viene anche presentato il disegno di
Sole, nipote dei Bolognini. Si apre la discussione sul manifesto: un barcone di migranti in
bianco e nero su sfondo grigio. Tutti riconoscono che l’idea è molto buona e ben resa perché
interroga e spiazza, ma l’insieme risulta molto cupo. Al contrario il disegno di Sole è molto
colorato e induce alla speranza. Ci si chiede come mettere insieme le due immagini, che
evidenziano due modi di vedere la realtà. Alla fine si decide di usare ambedue i manifesti
per realizzare le cartelline: quello di Beatrice, che sarà il manifesto ufficiale del Convegno,
sul dorso e quello di Sole, che sarà il manifesto del “Convegno dei Giovanissimi/e”
all’interno di copertina per sottolineare il messaggio che si vuole lanciare. Si chiederà
comunque a Beatrice se è possibile inserire una nota di colore anche nel manifesto
“ufficiale”. Per limitare le spese si decide di stampare solo le cartelline e i manifesti (niente
segnalibri o cartoline).
Per ultimo Marco Zamberlan della rete di Torino si assumerà il compito di coordinatore della
strumentazione messa a disposizione dall’hotel (videoproiettore per ogni sala); si chiarisce
che se ci fosse bisogno di più proiettori contemporaneamente bisognerà portarli da casa o
spostarli da altre sale. Lucia Capriglione e Marco Lacchin s’interesseranno di eventuali
problemi con la SIAE. È prevista una comunicazione della segreteria sulla disponibilità di
“quote giovani” per il Convegno dopo che sarà stato fatto un preventivo di massima delle
spese .
Arriva la notizia della morte di Giusi, moglie di Giorgio Gallo. Doveva essere operata, ma la
situazione è precipitata. Il coordinamento, dopo un momento di grande, doloroso
smarrimento, decide di far avere subito a Giorgio un biglietto di partecipazione affettuosa
con le firme di tutti e tutte, tramite i Sodini che andranno a trovarlo appena possibile.
2. Presentazione e approvazione bilancio 2015
La tesoriera, Marta Bergamin, presenta i documenti di contabilità con il bilancio consuntivo
del 2015. Comunica di aver iniziato una relazione analitica che, una volta conclusa,
manderà ai referenti e ai partecipanti al Coordinamento. La valutazione complessiva è che
le entrate sono state abbastanza regolari, confermando l’andamento dello scorso anno; c’è
comunque un calo rispetto agli anni precedenti. Rileva anche una serie di imprecisioni,
emerse nell’avvicendamento della gestione contabile, che andranno risolte. Un aspetto
2importante, tra gli altri, sarà la verifica dei codici fiscali delle reti locali nel senso che ogni
rete deve avere il suo; per esempio risulta che la rete di Quarrata abbia utilizzato fino ad
ora quello della Rete Nazionale: bisogna, invece, differenziare le due realtà. Per quanto
riguarda le disponibilità per il futuro sottolinea che per i coordinamenti si sono spesi 4911 €,
ci saranno le spese per il Convegno, le eredità stanno esaurendosi, per cui il capitale di
riserva si riduce a qualche decina di migliaia di euro, quindi si deve puntare a ridurre le
spese non necessarie. Gestire il bilancio è una cosa complicata e ora è necessario
soprattutto impostare la previsione di spesa per capire di quanto si può disporre
concretamente: questi sono gli aspetti preliminari da considerare. A causa dei cali dei
versamenti, la rete di Cagliari non riuscirà ad assicurare l’attuale quota per 2016. Si
sottolinea, quindi, che prima di prendere in considerazione nuovi progetti si dovrà vedere
quali impegni ci sono con i progetti già in atto. Un altro aspetto su cui ci si è soffermati è
stato quello del cosiddetto bilancio consolidato dove deve apparire in modo trasparente
quanto le reti locali raccolgono in gestione autonoma. A questo proposito si apre una
discussione sul fatto che alcune reti sono in grado di raccogliere cifre anche importanti e
altre, invece, sono più in difficoltà. Per questo versare tutto alla rete nazionale ha il
significato di evitare diseguaglianze tra le reti; d’altra parte le reti locali devono rimanere
libere di instaurare le relazioni che credono con le realtà con cui vengono in contatto e gli
impegni che si prendono con i referenti non si possono rimandare. Si fa il caso di Nembro e
di Saronno che hanno un rapporto diretto con W. Boff e di Verona con il nuovo progetto in
Ghana per cui non si possono sempre aspettare i tempi del Coordinamento che va di due
mesi in due mesi. Si conclude dicendo che bisognerà riprendere questa importante
discussione in uno dei prossimi coordinamenti ricordando comunque che i progetti sono
della Rete più che delle reti locali e vanno rispettati certi equilibri.
Si sottolinea anche la necessità di conoscere il bilancio del Notiziario, che è tra l’altro un
organo politico della Rete. La segreteria chiarisce che questo punto era già stato messo
all’ordine del giorno, ma verrà rimandato al prossimo coordinamento di Pescara a causa
dell’assenza di Antonio Vermigli.
Si ringrazia Marta per il lavoro svolto e si approva il bilancio all’unanimità.
3. Rinnovo Progetti e valutazione nuovi.
Rete di Pisa- Viareggio (Scuola di Pace): riferisce del buon andamento del progetto
nelle scuole che nel tempo si è allargato e gode della collaborazione di altre associazioni.
Chiede la prosecuzione del progetto con un finanziamento per altri tre anni, ridotto a 2500
euro rispetto ai 4200 precedenti. Si approva (scadenza 31-12-2018).
Rete di Firenze – Mali (AEDT): riferisce del complicato andamento del progetto di
Timbuctù, in Mali, presentato e approvato nel 2012, poi congelato per le note vicende
avvenute nel paese, diventato uno stato islamico. Ora chiede la prosecuzione del progetto
anche se è difficile capire cosa avviene e seguirne l’andamento. Il referente in Mali è un
fotografo, che ha fondato l’associazione AEDT nel 2004. E’ arrivata una sua relazione scritta
molto interessante, ma è in francese e quindi dovrà essere tradotta. Il progetto, laico come
impostazione, coinvolgerebbe 170 bambini con le loro famiglie, dimostrando grande
attenzione alle ragazze e ai disabili. La rete di Firenze avrebbe però bisogno di un'altra rete
che l’affiancasse perché sostanzialmente è costituita da una sola persona, Margherita, che
è anche l’unica rimasta a versare. Franca Rosa,della rete di Firenze, si dichiara disponibile
ad aiutarla a tenere i contatti con il coordinamento. Ci sono altre reti come Cagliari o
Genova, senza progetti specifici che potrebbero affiancare Firenze. Angelo Ciprari si offre di
contattare un medico che ha lavorato in Mali per tre anni, gestendo un ospedale, e ha
ottime conoscenze del luogo. Il coordinamento riconosce l’importanza di rinnovare questo
progetto anche per le grandi difficoltà della situazione; Margherita conferma che la quota
era di 4.680 l’anno; occorrerà comunque una revisione di tutto il progetto che Margherita si
impegna a preparare il prossimo coordinamento; la segreteria da parte sua controllerà
quanto deciso dal coordinamento nel 2012. A questo punto si apre una discussione
sull’opportunità o meno di approvare progetti con importi così alti in Africa: chi ha sostenuto
progetti in Africa, come la ex rete di Savona, sostiene che se arrivano tanti soldi, si rischia
fortemente la corruzione e la criminalità: meglio mandare una cifra inferiore ogni tot mesi.
3La rete di Castelfranco sottolinea che però i materiali in Africa possono costare molto di più
che da noi e che quindi le spese possono essere alte, pertanto non è una questione di dare
pochi soldi a priori, ma è importante valutare sempre in base al referente con il quale si
deve condividere un percorso di crescita e maturazione nel tempo. A tal proposito si
accenna ad una discussione con alcuni amici africani nella quale questi ultimi hanno
espresso un forte disagio per essere stati indicati come persone non capaci di gestire ed
hanno indicato la presenza di pregiudizi da parte nostra nei loro confronti. La valutazione va
fatta pertanto caso per caso evitando generalizzazioni e discriminazioni.
Rete di Pesaro - Palestina (PWWSD): chiede di mantenere il progetto delle donne
palestinesi a Ramallah e Betlemme, dove tra le altre opera Hanna Banoura, invitata come
testimone al Convegno 2014. La rete di Pesaro però è debole e chiede di essere sostenuta,
magari dall’aiuto di un’altra rete; comunque riprendere il progetto servirebbe da stimolo al
gruppo di Pesaro oltre il fatto che non è il caso di abbandonare progetti nella situazione
attuale della Palestina. La rete di Alessandria aveva dato disponibilità a un aiuto, ma la
cosa non è andata avanti, inoltre arriva da parte dell’associazione una sola e scarna
relazione all’anno (forse dovuta alla paura di controlli). Qualcuno propone di ridurre la quota
da 12000 a 10000 euro all’anno: ciò potrebbe essere di stimolo alle donne palestinesi per
un rilancio. Si approva questa proposta, visto il calo del bilancio della Rete (scadenza 31-12-
2018).
domenica 24
Riprende il confronto sul calo delle entrare, sul rinnovo dei progetti e su come proporne di
nuovi. Si sottolinea il fatto che i nuovi progetti sono importantissimi perché sono la vita
della Rete, verso l’interno e verso l’esterno: non si può pensare solo ai rinnovi; d’altra parte
attraverso i progetti si creano amicizie e anche se i finanziamenti si riducono, le relazioni
per fortuna rimangono, e questa è la cosa più importante. Ci sono anche da considerare i
cambiamenti della situazione mondiale: l’Africa, per esempio, è sempre più importante e
oggi anche le migrazioni di massa ci invitano a pensare a nuovi progetti. Si ricorda che i
progetti sono triennali nell’impostazione e dopo i tre anni le cose dovrebbero procedere
autonomamente, anche se sappiamo che spesso non è stato così per tante ragioni. Qualche
rete, come Verona, ha ridotto il finanziamento a un progetto, condividendo la scelta con i
referenti, aprendone poi uno nuovo.
Rete di Roma - Brasile ( MST, Scuola F. Fernandez): chiede il rinnovo per 8.000 €
all’anno che viene confermato, vista l’indiscussa validità del progetto (scadenza 31-12-
2018).
Medici contro la tortura non in scadenza: si chiede solo la conferma del versamento
dei 13.000 euro annui. Dopo il ritiro di Ettore Zerbino, è attualmente presidente Andrea
Taviani. Il progetto procede bene: svolge un’attività intensa con 120 nuovi assistiti e una
sessantina di vecchi assistiti.
Rete di Treviso - Ecuador (Donne capifamiglia): il progetto svolge un grande lavoro
per vedove, ragazze madri, separate, nonne. Si propone il rinnovo del progetto per un
anno , vista la situazione già discussa al coordinamento di Udine. La suora referente dovrà
farsi carico del progetto in modo più massiccio; in base a ciò si deciderà se proseguire. Si
potrebbe ridurre la quota, che fino ad oggi è stata di 8.000 euro; in ogni caso per
quest’anno la quota è già stata versata per un importo pari ad € 8.000,00. Potrebbero
esserci problemi se Daniela, la cooperante che tiene i collegamenti con la rete, dovesse
rientrare, ma per ora questo non sembra dover accadere (scadenza 31-12-2016).
Rete di Lancenigo, Maserada, Spresiano – Bolivia (Nino): si tratta del doposcuola a
Potosì che prosegue da 23 anni e coinvolge 150-180 bambini; chiudendo il progetto si
rischia di bloccare l’azione educativa in quella realtà, infatti è l’unico doposcuola che
funziona là. Le suore hanno chiuso la loro casa per le condizioni di vita troppo difficili. Nel
2013, dopo il viaggio di alcuni amici della rete si era aumentato il contributo da 2000 a
4000 euro, anche per poter pagare gli stipendi agli educatori. Si conferma il rinnovo per
4000 euro (scadenza 31-12-2018).
Rete di Lancenigo, Maserada, Spresiano – Equador (Sembrando amor como el
maiz): chiuso il primo progetto, da tre anni se n’è attivato un altro con le donne indigene
Quechua. Si tratta di una scuola permanente di formazione per duecento donne, ma ci sono
4anche uomini. La scuola comprende laboratori, incontri mensili con studio a distanza e
certificazione a fine ciclo. Le donne che finiscono i cicli formativi si impegnano come
formatrici di altre donne. Referente è Nidia Arrobo (di lei si è già detto: vedi verbale
dell’ottobre 2014), non è più la direttrice esecutiva della Fundaciòn ma mantiene la
direzione del Progetto Sembrando amor como el maiz, Formaciòn permanente de Mujeres
indigenas. La rete locale ha proposto la riduzione della quota, 10.000 €, ma da Nidia non c’è
stata risposta e quindi il rinnovo rimane sospeso fino al prossimo coordinamento.
Rete di Varese – Bolivia ( Assistenza Sanitaria a Cochabamba): è un progetto di tipo
socio-sanitario, in una situazione difficile dove le donne sono l’unica realtà stabile. Oltre al
settore sanitario, il progetto comprende anche una scuola di cucito con macchine
industriali, corsi di alfabetizzazione e di cucina. Le relazioni sono costanti, le risposte
puntuali e precise. Ci sono stati anche viaggi di visita reciproca dei referenti. Si chiede il
rinnovo diminuendo la quota da 10000 a 9.000 €, vista la discussione in atto. Il rinnovo
viene approvato (scadenza 31-12-2018).
Rete di Casale – Brasile (Produzione Sapone Rorainopolis): chiede il rinnovo del
progetto per la cooperativa del sapone per la cifra di 2000 euro. Il rinnovo viene approvato
(scadenza 31-12-2018).
Rete di Casale – Ecuador (Alli Causai): chiede il rinnovo, anche se ci sono difficoltà di
relazione e in questa fase si punta sul miglioramento di questo aspetto riducendo il
finanziamento da 5000 a 4000 euro. Il rinnovo viene approvato (scadenza 31-12-2018).
Proseguendo con i rinnovi dei progetti è continuato anche il dibattito sul bilancio in calo
della rete e su come porsi di fronte alle richieste di rinnovo e soprattutto di nuovi progetti.
E’ emersa da parte di parecchi l’idea di comunicare ai referenti l’inevitabilità di una
riduzione dei finanziamenti, lavorando d’altro canto sulla crescita della coscienza politica,
che resta una delle peculiarità della Rete. Qualcuno ha prospettato una riduzione del10%
dei finanziamenti di tutti i progetti che corrisponderebbe più o meno alla percentuale del
calo delle entrate. Forse bisognerebbe stimolare i referenti a trovare altre fonti o attivarci
noi maggiormente qui. Certo è che la coscientizzazione politica può richiedere la nascita di
leader locali e questi tempi non possiamo gestirli noi. In ogni caso va dichiarata fin
dall’inizio ai referenti la possibilità che si debba ridurre la quota in sede di rinnovo.
E’ vero che ogni progetto ha le sue esigenze, ma ci sono limiti concreti, ed è giusto restare
in una logica di condivisione delle difficoltà tra tutti. Ogni rete locale dovrà riflettere su
questo aspetto per allargare il dibattito a tutta la Rete; poi la discussione dovrà essere
ripresa nei prossimi coordinamenti per trovare soluzioni positive.
Rete di Brescia – Cile ( Mapuche Folilko): richiesta della costruzione di un piccolo
capannone di 49 mq e due macchine per la lavorazione delle nocciole. Motivazione: sono
entrati in produzione 4 ettari di noccioli; in primavera, ma soprattutto in previsione del
prossimo anno, ci sarà la raccolta delle nocciole. Questi strumenti permetterebbero di
entrare nel circuito del CES. Stanno anche lavorando per la raccolta e la lavorazione del
caffè d’orzo con lo scopo di commercializzarlo per entrare anche in questo caso nel circuito
CES; e inoltre c’è un progetto per la piantumazione delle vigne. L’obiettivo, espresso da
José Nain, è quello di uscire dalla logica della sussistenza riutilizzando le terre indigene
incolte anche per evitare che i giovani emigrino verso le grandi città. Sarà data la massima
attenzione a che il progetto non venga stravolto, ma sia occasione di crescita per il popolo
Mapuche. La richiesta è di 10.600 euro all’anno comprensivi di tutto: strutture e macchinari.
In realtà la Rete dovrà versare per il 2016 2.640 euro per chiudere il progetto donne e solo
metà dei 10.600 euro in quanto il progetto “nocciole” partirà dal 1° luglio (totale 7.940). Si
sottolinea che tutto ciò rivela un grande cambiamento di mentalità dei Mapuche: dalla
sopravvivenza all’imprenditorialità; anche per questo è stato importante il viaggio della
Rete dello scorso anno. Il progetto viene approvato (scadenza 31-12-2018). Gli importi di
spesa anno per anno sono: 2016 €7.940,00 - 2017 €10.600 - 2018 €10.600;
Rete di Trento - Rovereto (Migranti Trento): richiesta di finanziamento del servizio
civile per un giovane, 439 € mensili da aprile a dicembre per un totale di 4.500 €. Viene
proposto come progetto della Rete, ma senza spesa perché dovrebbe autofinanziarsi. Ciò è
in relazione al progetto straordinario di 12.000 € (preso in carico e finanziato
5autonomamente) deciso dalla Rete nell’ottobre 2014 per il sostegno a sette profughi intorno
ai quali è nata anche un’associazione. Viene sottolineato che non è facile il raggiungimento
dell’autonomia lavorativa: per ora ci si ferma alla distribuzione di volantini; per lavori in
agricoltura, pittura muraria ecc. sarebbe necessaria una formazione specifica, intanto ci si
aiuta con pranzi e cene solidali.
Rete di Noto-Avola– Pozzallo: presentazione del progetto EDUPODSAN (Argentina, gran
Chaco) a favore di
campesinos e indigeni dell’etnia Filogà. La richiesta proviene da un’associazione degli
stessi campesinos-indigeni, animata da una comunità di suore.L’associazione è stata in
passato sostenuta da altri organismi, ora si trova senza finanziamenti. Il progetto si
propone di due tipi di attività: un aiuto alle famiglie di una comunità indigena molto isolata
di formazione per la migliore gestione dell’allevamento caprino nel rispetto della
biodiversità e la formazione dei giovani campesinos ed indigeni all’agricoltura biologica ed
alla commercializzazione dei prodotti ed a lavorare in rete. Tutte le attività hanno un costo
di circa 15.000 euro ma è possibile finanziarne anche una parte più ridotta La decisione
viene rimandata al coordinamento di marzo.La Rete di Noto si fa tramite dell’associazione ,
ma il progetto, qualora approvato potrebbe essere seguito da un’altra rete locale.
La discussione sui progetti si conclude con la possibilità di dover ulteriormente ridurre gli
importi per farli rientrare nelle possibilità economiche reali. La segreteria formulerà
un’ipotesi da proporre all’approvazione del coordinamento di Pescara.
4. Questionario seconda parte: sono pervenuti per ora 13 questionari su 24. Erano stati
realizzati nell’ambito della collaborazione con il Tribunale permanete dei Popoli per
individuare le operazioni adatte a partecipare alla sessione sulla finanza criminale. Sono
state scelte cinque operazioni e Tognoni ha risposto che il Tpp metterà a punto un percorso
di lavoro.
La seconda parte del questionario, invece, riguarda la verifica della situazione dei gruppi
locali per un aggiornamento del “libretto”, fermo al 2008. Pertanto si invitano tutte le
reti ad inviare il questionario compilato al più presto. Si vorrebbe avere il quadro
completo delle reti per il coordinamento del 18 – 19 giugno.
5. Presentazione campagne contro la finanza criminale: è necessario riflettere
ancora sui percorsi possibili: il decalogo proposto da Lucia Capriglione e le campagne. La
commissione deve lavorare ancora perché gli aspetti da considerare sono tanti: vedi le
interessanti considerazioni di Giorgio Gallo che, in un suo intervento, evidenzia le
connessioni tra speculazioni finanziarie, povertà, cambiamenti climatici, investimenti armati
e petrolio. Sarebbe opportuno dare l’appoggio a qualche campagna già attiva, come
“Dichiariamo illegale la povertà” e, nel frattempo, non perdere di vista le piccole buone
pratiche quotidiane.
6. Varie:
 Beppe Ghilardi comunica che tornerà ad Haiti per un mese, insieme a Toni Peratoner,
con l’obiettivo di lavorare sulla formazione del personale sanitario, infatti molte
malattie sono dovute alla cattiva igiene.
 Attraverso Mauro Gentilini, giungono al coordinamento i saluti di Ettore e Clotilde
Masina.
 Silvio Profico invita a sostenere B’tselem, osteggiata da Israele: si decide l’invio di
300 €.
 Per la stampa del libro Mapuche verrà chiesto un contributo ai partecipanti al viaggio
in Patagonia per coprire autonomamente questa operazioni straordinaria.
 Richiesta di gratuità per la partecipazione al Convegno di studenti di Rosella Luchetti
 Paolo Guglielminetti propone di destinare ai richiedenti asilo il 10 % del nostro
bilancio, soprattutto per gli ospiti di secondo livello (borse lavoro o simili), ma non c’è
tempo per discuterne adeguatamente.
 Richiesta di ospitalità a Pisa per permettere a una mamma di seguire la propria figlia
malata: per eventuali disponibilità contattare Laura Ardito ardito@lavaldocco.it
6La segreteria ricorda le date dei prossimi coordinamenti: 12/13 marzo a Pescara; 18/19
giugno a Sezano (VR).
SINTESI
1) Convegno: approvazione dei bozzetti per il manifesto e per il “Convegno dei
Giovanissimi/e” e cartelline; definizione dell’organizzazione dei gruppi del sabato
pomeriggio; chiarimenti sulla scheda d’iscrizione
2) Presentazione e approvazione bilancio 2015: relazione sul bilancio da parte
della tesoriera; esposizione
delle difficoltà riscontrate; chiarimenti su alcune irregolarità; approvazione
all’unanimità.
3) Rinnovo progetti e valutazione nuovi: rinnovo dei progetti presi in esame tranne
AEDT (Mali) e
“Sembrando amor....” (Ecuador) che richiedono una valutazione più approfondita
della situazione (la decisione sarà rimandata al prossimo coordinamento); discussione
sulle minori entrate e sull’opportunità di ridurre i finanziamenti ai progetti;
presentazione di tre nuovi progetti, due dei quali approvati; uno in sospeso.
4) Questionario seconda parte: richiesta alle reti di compilare al più presto la
seconda parte del questionario per aggiornamenti sulla situazione dei gruppi locali per il
“libretto”
5) Presentazione campagne sulla finanza criminale: necessità di riflettere ancora
sulla proposta di percorsi e di adesione a qualche campagna già in atto.
Per la segreteria Maria Rita, Gigi, Maria

 

CORDINAMENTO 21 - 22 novembre 2015
Rete ospitante Udine
Presenti: Gabriella e Piergiorgio Todeschini (Brescia) - Beppe Ghilardi, Cristiana Longhin (Casale
M.to) - Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini (Alessandria) - Marta Bergamin, Mariangela
Badessa (Castelfranco V.) - Fernanda Bredariol, Franca Gaspa (Spresiano) - lvio Beraldin, Cristina
e Fabiano Ramin, Marianita de Ambrogio, Francesco Fassanelli (Padova) - Silvestro Profico,
Agnese De Nardis (Pescara) - Paolo Rosà (Rovereto) - Angela Vannucchi, Claudio Sodini (Pisa) -
Antonio Vermigli (Quarrata) - Caterina Perata (Quiliano) - Lucia Capriglione (Salerno) - Carla
Grandi (Trento) - Olga Turchetto (Treviso) - Toni e Maria Grazia Peratoner, Cesare Davini, Lia
Rontani, Daniela Matiussi, Alberto Caroncini, Francesco Milazzo, Alessandro Cabroni (Udine) -
Gianni Pettenella, Maria Picotti (Verona) - Giovanni Mazzarello (Genova).
Sabato 21
1) CONVEGNO NAZIONALE 8-9-10 aprile - Trevi (PG)
A partire da quanto era emerso nel coordinamento di settembre, la segreteria ha presentato uno
schema di programma sul quale si è aperto un lungo e approfondito confronto riguardo al titolo, alla
struttura e ai contenuti da dare al convegno.
Per quanto riguarda il titolo ci sono state molte proposte, ma tutti sono stati d’accordo sulla
necessità guardare oltre l’emergenza per puntare, invece, l’attenzione su possibili nuovi cammini da
costruire insieme: qui di seguito i titoli proposti
“Uomini e Donne in cammino verso mondi nuovi; Migranti oltre l’accoglienza; In cammino oltre
l’accoglienza; In cammino verso mondi inediti; Oltre l’accoglienza: restiamo umani; Donne e
Uomini in cammino verso l’inedito; Grido dei poveri, grido della terra; Migranti e rifugiati;
Emigranti e immigrati; Umanità in cammino oltre l’accoglienza; Migranti verso mondi inediti;
Umanità in fuga, oltre l’accoglienza per vincere le paure; Uomini e donne verso un mondo senza
muri e recinti /frontiere; Oltre l’accoglienza di uomini e donne in fuga; La Rete e gli immigrati.
Per quanto riguarda la struttura si è confermata l’apertura del convegno il venerdì pomeriggio
alle ore 17,00 con la possibilità della proiezione di un filmato mentre le persone arrivano; alle ore
17,45 la Segreteria esporrà brevemente il significato di questo convegno e alle 18,00 inizierà la
relazione introduttiva. Sui relatori c’è stato un acceso confronto sulla proposta di alcuni di invitare
Fulvio Vassallo Paleologo, esperto di diritto dei migranti, e di altri di invitare Lucio Caracciolo,
direttore della rivista “Limes”. Il coordinamento ha dato l’indicazione di non avere più di una
relazione per lasciare più spazio alle testimonianze e ai lavori del pomeriggio del sabato; riguardo ai
relatori si è deciso di sondare la disponibilità reale di Caracciolo, tramite conoscenze di Toni
Peratoner; mentre si sa già di una disponibilità di massima di Vassallo Paleologo che andrà
eventualmente confermata tramite Giorgio Gallo.
Tutti hanno concordato sull’opportunità di lasciare libero il dopo cena.
Per la giornata di sabato sono state previste tre o quattro testimonianze la mattina. Si è proposto di
invitare padre Mussie Zerai, ex profugo eritreo molto attivo sulle rotte dei migranti e già contattato
da Maria Rita Vella; una donna kurda, avvocata, o un kurdo che si occupa di una cooperativa per la
produzione del sapone di Aleppo; cureranno i contatti con loro Gigi Bolognini e M. Teresa
Gavazza, visto che i due vivono in Piemonte; una donna palestinese, molto attiva a livello di base
soprattutto con le donne e i giovani; con lei ha già preso contatto Giorgio Gallo. Il coordinamento
ha ritenuto che fosse importante una testimonianza dalla Palestina per il legame che abbiamo e
vogliamo mantenere con quella terra. Si è valutata la possibilità di sentire un quarto testimone che
potrebbe essere lo scrittore senegalese Mohamed Ba; del contatto con lui si occuperà Maria Picotti.
Per quanto riguarda il pomeriggio, si è deciso di iniziare con una presentazione dei tre gruppi
tematici fatta da ciascun testimone; seguirà la condivisione di idee ed esperienze nel gruppo che
ciascun partecipante sceglierà. Si sono delineati in linea di massima i seguenti temi: “Terre di
confine/approdo”( dove i testimoni saranno membri della rete che hanno fatto esperienze dirette
1con gli immigrati come Caterina Perata, Ettore Zerbino ecc.), “Esperienze di lavoro in
cooperazione”, “Istituzioni accoglienti”. Per rendere più facile e ricco lo scambio si è prevista la
presenza di facilitatrici con la messa a punto di una traccia, mentre a conclusione dei lavori ci sarà
la restituzione in assemblea da parte degli stessi testimoni. A questo punto Giovanni della Rete di
Genova ha presentato l’Associazione 3 febbraio di Genova, associazione antirazzista e interetnica
con lo scopo di costruire un cammino comune con gli immigrati.
Dopo cena si pensato di collocare Convegno dei bambini: saranno le reti di Torino e di Celle-
Varazze insieme ai volontari del GAPA a valutarne la possibilità di realizzazione.
A conclusione del Convegno dei bambini si proporrà una serata ricreativa di RETE con cori,
cinema, musica, buen vivir...
La domenica mattina sarà dedicata interamente alla tavola rotonda che dovrà sintetizzare quanto
emerso nel convegno e fornire alcune prospettive possibili.
Il coordinamento ha discusso animatamente sui nomi da proporre: si è parlato di Gabriele Del
Grande, giornalista e regista del film “Io sto con la sposa”come moderatore; altre proposte sono
state quelle di Kyenge, Alex Zanotelli, Mohamed Ba, Antonietta Potente, Vassallo Paleologo;
qualcuno ha proposto anche Dinucci e Ciotti; riguardo a Tognoni il coordinamento non ha ritenuto
di inserirlo tra i relatori. A questo punto il coordinamento ha dato mandato alla commissione di
definire tutto ciò che è rimasto in sospeso, perché il programma dovrà essere inviato ad Antonio
Vermigli entro il 15 dicembre per la pubblicazione sulla stampa.
Le conclusioni del convegno saranno a cura della Segreteria e necessariamente dovranno essere di
carica e di spinta per la Rete
Aspetti vari concordati:
- il materiale da mettere in cartellina dovrà essere pronto entro il 15 Marzo, nella cartellina verrà
messo anche l’aggiornamento dei Progetti . Antonio si occuperà di contattare i Saveriani per il
banchetto libri.
La Rete di Pisa è disponibile a proiettare il sabato sera il percorso fatto con il progetto “Scuole di
pace”.
2) COLLABORAZIONE CON IL TRIBUNALE PERMANENTE DEI POPOLI
Maria Rita Vella ha informato che su 24 reti le erano pervenuti fino a quel momento 10 questionari.
Ha riferito che ci sono state cinque risposte positive alla domanda se si riteneva il proprio progetto
adatto ad essere testimonianza per il TTP. La rete di Brescia ha posto la questione della
significatività per i propri referenti Mapuche della loro partecipazione all’operazione TPP: per ora,
quindi, ha lasciato in sospeso la decisione; dovranno discuterne meglio, comunque terranno
aggiornato il coordinamento.
La segreteria comunicherà al TPP i risultati del Questionario e chiederà al Tribunale di formulare
una proposta che indichi come dovrà proseguire la collaborazione.
Nell’ambito di questa collaborazione c’è stato il suggerimento lavorare sui rapporti di reciprocità
diplomatica e sulla negazione dei visti.
Domenica 22
3) FINANZA CRIMINALE
Lucia Capriglione a nome della commissione ha comunicato che sarà rimandata al prossimo
coordinamento la questione dell’adesione alle varie campagne contro la finanza criminale per avere
la possibilità di rifletterci sopra maggiormente e quindi di lavorarci meglio.
4) STATO DEL BILANCIO
L tesoriera Marta Bergamin ha chiesto di spedire entro dicembre il disavanzo per chiudere il
bilancio e coprire i progetti; poi ha illustrato il bilancio, distribuito in copia a tutto il
coordinamento. Ha sottolineato che c’è stato un miglioramento rispetto a settembre e che pensa che
con la fine dell’anno le cose miglioreranno ulteriormente. In ogni caso, dato il calo delle entrate, si
2è chiesto di cominciare ragionare con i vari referenti sul proseguimento dei progetti utilizzando
anche l’occasione del Questionario.
Il coordinamento ha autorizzato ufficialmente Elvio Beraldin ad operare sul conto della Rete Radiè
Resch.
4) OPERAZIONI STRAORDINARIE
a) L rete di Castelfranco ha chiesto un finanziamento di 1000 euro, per permettere la conclusione
del corso di studi iniziato da alcuni ragazzi congolesi grazie a un progetto straordinario messo in
atto dalla rete due anni fa: il coordinamento ha approvato.
La rete di Castelfranco ha comunicato anche che è stata invitata a Bruxelles ad un tavolo di
confronto sui problemi africani dalla deputata europea C. Kyenge, grazie alla relazione instaurata
con lei.
Si è quindi ribadito che l’aspetto più importante dei progetti è la relazione.
Infine si è deciso di tenere in sospeso le operazioni straordinarie in vista del Convegno che
richiederà un notevole investimento.
b) In seguito ad alcuni contatti stabiliti durante il viaggio in Patagonia, è stato chiesto un contributo
(cosa già accennata a Quarrata) per la pubblicazione di un libro di favole mapuche per bambini il
cui costo totale è di euro 4000 per 1500 copie. I proventi delle vendite serviranno a finanziare la
cooperativa autogestita dei Mapuche (Argentina). Su questo punto si è aperta una discussione.
C’è stata la proposta di un finanziamento del 50% da parte della rete nazionale, mentre il restante
50% dovrebbe essere coperto con i contributi delle reti interessate e di chi ha partecipato al viaggio.
Un’altra proposta è stata quella di un prestito cercando poi di fare rientrare i soldi attraverso
l’“adozione” del libro da parte di gruppi e scuole, un metodo utile anche per diffondere il progetto.
Alcuni hanno sottolineato una disparità fra il contributo agli studenti del Congo e quello per il libro,
considerando anche che si fa fatica a gestire l’emergenza rispetto alle operazioni ordinarie. Si è
ribadito da più parti, però, che i libri sono importanti: valgono quanto le scarpe per andare a scuola,
che la rete di Brescia sta raccogliendo (vedi più avanti). Infine è stata approvata la proposta dei
2000 euro di“prestito”, attraverso il conto nazionale, chiedendo a tutte le reti interessate di
impegnarsi a fare una raccolta straordinaria; l’eventuale esubero potrà rientrare in cassa.
c) Olga della rete di Treviso ha riferito che si è creata confusione riguardo all’Operazione “Donne
capifamiglia” in Ecuador per il sostegno a donne povere e sole di Jora. Purtroppo c’è un continuo
avvicendarsi delle suore della parrocchia che seguono il progetto; per questo sembra che non ci sarà
più neppure una referente (le notizie provengono da Daniela, una volontaria che è là con il sostegno
del Vescovo e della diocesi di Treviso). Fernanda ha aggiunto anche che buona parte dei soldi
versati sono sempre stati a favore della coordinatrice del progetto, poco presente e ora del tutto
assente. Si è convenuto che comunque il 2015 dovrà essere saldato, anche se si è posta in dubbio
l’opportunità di portare avanti questa operazione. Bisognerà verificare se il progetto potrà essere
riscritto a favore delle donne e non della coordinatrice e cercare una referente. La proposta di
sospensione è stata approvata dal coordinamento in attesa delle possibili evoluzioni e con
l’impegno che comunque venga mantenuta la relazione con quella realtà.
d) Piergiorgio Todeschini ha riferito che dopo il viaggio in Patagonia e quello di José Nain in Italia,
si sono messe in movimento nuove energie: la Rete di Brescia fa rete con le reti locali di Udine,
Spresiano, Celle, Varese e Noto per il sostegno ai Mapuche. A un anno di distanza dell’assassinio di
Mauricio l’assassino è stato condannato a 5 anni, evento straordinario nella terra dei Mapuche. E’
probabile che l’aver dato risonanza a quel fatto con la nostra lettera ufficiale abbia contributo al
buon esito del processo. La rete di Udine ha finanziato gli studi di agricoltura e viticultura di uno
studente presso l’Università di Talca; è partita anche la collaborazione con l’ “Altro mercato” per la
commercializzazione del maqui
E’ giunta notizia che il governatore della Araucania, Huenchumilla , che ha scritto un documento
molto importante sulla soluzione della questione mapuche è stato fatto dimettere ed è stato
sostituito da un nuovo governatore che Josè ha definito “racista”.Piergiorgio ha detto che sarebbe
opportuno fare qualche azione di sostegno a Huenchumilla invitandolo a venire al Convegno o
3mandando lettere/cartolina di sostegno anche con l’appoggio di enti e associazioni; però
bisognerebbe capire dove inviarle perché siano più incisive.
5) SITO, FACEBOOK, MAILING LIST
Alessandro Cabroni ha aggiornato il coordinamento sulla situazione del sito che attualmente è
bloccato per lo spostamento ad un nuovo “Hosting” (l'ospitalità su computer che forniscono spazi
per siti web) che dovrà essere acquistata se si vorrà essere indipendenti: il costo potrebbe essere di
50 euro circa più 10 euro per il Dominio. Si concorda sull’importa nza di cercare uno spazio “etico”.
In ogni caso il sito sarà di nuovo attivo nel giro di 15 giorni.
Il Comitato di Redazione, formato da Alessandro Cabroni, Gigi Bolognini, Fabio Corletto, si è
preso l‘impegno di rinnovare il sito per renderlo più funzionale e accattivante. Per esempio
bisognerà aggiornare lo spazio delle circolari, usare la Home Page per eventi significativi.
E’ stata ripresa e accolta la proposta che ogni rete abbia un referente del sito: dovrà essere la
persona, più informata sugli eventi locali, non la più esperta perché periodicamente dovrà mandare
al C.d.R. il materiale da inserire, indicando anche in quale sezione inserirlo.
Anche il referente locale potrebbe pubblicare, se è in grado. Bisognerà anche tenere aggiornate le
Operazioni. Sarà necessario aggiornare anche la mailing list, invitando chi desidera ricevere
informazioni a mandare il proprio indirizzo. Si è detto che potrebbe essere la prima volta che si
arriva al Convegno con un’informazione che passa anche dalla rete web/internet, con un sito
rinnovato e ben organizzato. Qualcuno ha chiesto la differenza tra sito e facebook: facebook ha un
carattere più dinamico. Mariateresa di Salerno si è resa disponibile ad occuparsi di questo network
e ha suggerito che le reti che hanno già un porofilo facebook si colleghino a quello nazionale. In
conclusione si è convenuto che dipende da noi che il sito sia dinamico.
Per quel che riguarda i contenuti e la responsabilità delle pubblicazioni si è deciso di chiedere
delucidazioni a Marco Lacchin perché aggiorni il coordinamento sull’aspetto giuridico.
6) SEDE E CALENDARIO DEI PROSSIMI COORDINAMENTI; CIRCOLARI
23-24 gennaio 2016 Quarrata
12-13 marzo 2016 Pescara
18- 19 giugno 2016 Sezano
Viene anche accertata da parte di Elvio, la disponibilità di Sante Rodriguez per organizzare a
Rimini qualche coordinamento.
Circolari
Dicembre Carla Grandi
Gennaio rete di Castelfranco
Febbraio rete di Castelfranco
Marzo segreteria in preparazione al Convegno
Aprile segreteria a conclusione del Convegno
7)VARIE
Giovanni (rete di Genova): proposta di una dichiarazione rispetto ai fatti di terrorismo del 13
novembre: dibattito sulla forma del comunicato, infine proposta di bozza in rete da discutere e
definire entro fine mese.
Lucia: la rete di Salerno ad aprile si è costituita in associazione e presto aprirà una carta conto in
Banca Etica; richiesta di girare in rete i modelli
Elvio (rete di Padova): grazie alla Rete di Udine per l’Accoglienza. Saluti a auguri per Natale da
parte anche di Gianna.
4Fabiano (rete di Padova): a marzo Marianita, Francesco e Beppe andranno ad Haiti, per sviluppare
il progetto salute; FDDPA è in contatto con un medico della scuola cubana che intende appoggiare
il progetto.
Proposta, da parte della rete di Padova, per uno spazio di presentazione del
libro che racconta la storia e la vita di Dadoue. Proposta ritirata, perché
alla fine non si è trovato uno spazio nella programmazione del convegno.
Il libro è stato comunque tradotto in francese da Marianita e verrà pubblicato ad Haiti
Piergiorgio e Gabriella (rete di Brescia): il progetto scarpe per i bambini mapuche è in atto, sono già
stati spediti tre scatoloni, ma la raccolta di scarpe robuste dal n° 35 al 38 continua.
(Aggiornamento al 28 dicembre: sono stati spediti finora cinque scatoloni ed è in partenza il sesto.
Con questo sospendiamo la raccolta e quindi le spedizioni).