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SABATO 29 SETTEMBRE – POMERIGGIO

 

Partecipanti al coordinamento:

SEGRETERIA: Maria Angela Abbadessa, Maria Cristina Angeletti, Fulvio Gardumi.
BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CASALE MONFERRATO: Beppe Ghilardi, Paolo Guglielminetti, Jennifer Johnson; PISA-VIAREGGIO: Franca Rosa Bianchi; GENOVA: Sergio Ferrera; MACERATA: Gianni Baldassarri; MOGLIANO VENETO: Beniamino Favaro, Annarosa Liotto; PADOVA: Marianita De Ambrogio, Francesco Fassanelli; QUARRATA: Antonio Vermigli; ROMA: Angelo Ciprari, Giacinta Carnevale; SALERNO: Lucia Capriglione; CELLE-VARAZZE: Pierpaolo Pertino, Simona Mozzati TORINO: Marco Zamberlan Monica Armetta; TRENTO: Luigi Moser, Carla Grandi, Alberto Inzigneri, Paola Pettenella; TREVISO: Olga Turchetto; UDINE: Lia Rontani, Cesare Davini; VARESE: Marco Lacchin; VERONA: Gianni Pettenella, Maria Picotti, Dino Poli, Silvana Valpiana;
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Ore 14.50 : Inizio lavori.

Fulvio GARDUMI dà il benvenuto ai presenti, a nome della Rete del Trentino e suo personale perché è nativo di Sardagna, qui vicino. Il luogo è stato scelto perché l’ostello di Rovereto e Villa S. Ignazio a Trento non erano disponibili. Questa struttura, tra quelle reperite, è quella con il migliore rapporto qualità/prezzo.
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1. Presentazione della nuova segreteria.

• Maria Angela ABBADESSA: Ricorda come oggi, in Brasile, è un giorno importante perché è in atto una manifestazione per ricordare il golpe giuridico istituzionale e mediatico e chiedere la liberazione di LULA (ne riferisce Antonio VERMIGLI). Il voto è previsto per domenica prossima e ballottaggio il 28.

Viene proiettato un video ricevuto tramite SALETE.

• Maria Angela ABBADESSA: legge un documento di presentazione della nuova segreteria che viene allegato al verbale.

• Fulvio GARDUMI: Riferisce che Marta BERGAMIN è assente per un lutto in famiglia, per cui la re-lazione della tesoriera slitterà al prossimo coordinamento.
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2. Saluto della segreteria uscente.

• Monica ARMETTA: Porta i saluti della segreteria uscente. Vi è già stato un confronto con la nuova segreteria a Quarrata.

Sintesi delle ultime decisioni assunte al Coordinamento di Cavagnolo:
• Prossimi coordinamenti a Pistoia ed a Roma, località scelte perché più centrali.
• Sono state individuate le Reti che si occuperanno delle circolari ed è stata scelta la nuova segreteria.
• E’ stato affrontato superficialmente l’argomento della riforma del terzo settore, anche qui all’ordine del giorno.
• Fatta la verifica del Convegno ed individuati i possibili miglioramenti.
• Riflessioni sulla RRR oggi, con particolare riguardo all’autotassazione (restituzione).
• Sottolineata l’importanza dell’azione politica della RRR, anche sotto il profilo della presenza sul territo-rio, facendo rete con altre associazioni
• Verifica del seminario giovani da parte di un partecipante. Si è deciso di creare una commissione giovani.
La vecchia segreteria consegna un piccolo pensiero alla nuova segreteria.

• Fulvio GARDUMI: Ricorda i 65 anni di matrimonio di Iole e Ivano SARTORI della Rete di Padova e propone di inviare loro una lettera di felicitazioni con le firme di tutto il Coordinamento.

• Fulvio GARDUMI: A fine ottobre arriva in Italia Frei BETTO, che ha già un suo calendario di incontri. Prima della sua ripartenza sarebbe possibile organizzare un evento della Rete.
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3. Proposta nuovo progetto da parte di Angelo CIPRARI.

• Angelo CIPRARI: Presenta una nuova proposta di progetto proveniente da Bolzano, sull’assistenza ai migranti. Domattina la proponente sarebbe disponibile a venire a presentarlo.

• Fulvio GARDUMI: Il progetto si chiama “Binario 1” ed è iniziato assistendo i profughi in passaggio sulla linea ferroviaria del Brennero e respinti in Italia. Sono nati dei gruppi di volontariato per dare sostegno a queste persone, soprattutto ai minori non accompagnati, alle persone malate o vittime di tratta o di violenza fisica o psicologica o sessuale.
Si tratta delle persone in maggiore difficoltà, di cui nessuno sa cosa fare.
Il progetto è quello di realizzare un rifugio dove dare ospitalità a queste persone. E’ un gruppo che non chiede contributi alle istituzioni pubbliche, non ha collegamenti politici ed è un’associazione laica.
Mercoledì 3 ottobre organizzano un workshop in materia di lavoro.

• Fulvio GARDUMI: Propone di ascoltare la responsabile domattina, anche per creare possibili sinergie con il progetto di Trento.

Il Coordinamento decide di invitarla domattina, per ascoltare brevemente la sua esperienza. Ovvia-mente ci si riserva di prendere decisioni una volta rinnovati i progetti in corso e verificate le disponibilità finanziarie.
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4. Nicaragua.

• Fulvio GARDUMI: Ricorda la mail di Silvestro PROFICO, che dice che ci siamo dimenticati il Nicaragua, dove i Sandinisti stanno tradendo le promesse che anche noi abbiamo appoggiato in passato. Gli ha risposto con un’altra mail Liviana BORTOLUSSI dicendo che non ci siamo dimenticati, che Dino Verderio e Gloria, cooperanti di Carugate, sono sempre presenti ai convegni della Rete con l’artigianato prodotto dalle donne di El Bonete, e che è difficile, nella attuale confusione, prendere posizione.

• Angelo CIPRARI: E’ difficile prendere posizione, come già in Siria.

• Maria PICOTTI: A tutti i convegni vengono Dino VERDERIO e Gloria, che ci aggiornano sempre sul Nicaragua. Forse sarebbe opportuno chiedere la loro opinione.

• Antonio VERMIGLI: Ha parlato con Dino VERDERIO, di cui è stato pubblicato un articolo sul Notiziario della RRR di giugno e che ha promesso di inviare alla rivista una riflessione sul Centroamerica e, in particolare, sul Nicaragua.

• Gianni PETTENELLA: quello di Silvestro PROFICO era un invito a prendere posizione. E’ d’accordo di prendere posizione su ciò che i referenti amici ci segnalano, ma non possiamo pensare che ciò sposti gli equilibri. A proposito della richiesta di Sivestro PROFICO di dare adesione alla Marcia Perugia Assisi, non intende fare una questione di principio ma sarebbe contrario a una adesione della RRR
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5. Adesione alla Marcia Perugia Assisi (7 ottobre 2018).

• Francesco FASSANELLI: Vi è stato lo sforzo da parte di ZANOTELLI e CIOTTI di riunificare le varie anime della Marcia e questo accordo è andato in porto, per cui ritiene opportuno aderire.

• Antonio VERMIGLI: Riceve sempre dalla Tavola della Pace il manifesto con le notizie sulla Marcia. E’ d’accordo con Francesco. Anche Mao VALPIANA, che in passato era critico con LOTTI, ha dato la pro-pria adesione alla luce di questa riunificazione.

• Francesco FASSANELLI: Aggiunge che, in questo momento politico, una grossa partecipazione sia importante.

• Lucia CAPRIGLIONE: E’ d’accordo.

• Marco LACCHIN: Aderire e non andarci ha poco senso.

• Antonio VERMIGLI: Potrebbe scrivere alla Tavola della Pace, proponendo l’ingresso di qualcuno della RRR nel coordinamento. Da Quarrata partirà comunque un pullman.

• Vari membri del coordinamento danno la disponibilità ad essere presenti alla Marcia

• Fulvio GARDUMI: Il momento è grave, per cui occorre cercare il massimo di unità possibile.

• Maria PICOTTI: Certamente varie persone della RRR ci andranno. Si potrebbe dare l’adesione e portare uno striscione.

• Lucia CAPRIGLIONE: Se vogliamo dare un contributo ad un percorso dobbiamo esserci, anche eventualmente per manifestare il proprio disaccordo. Chiede ad Antonio VERMIGLI di partecipare al coordinamento della Tavola della Pace.

• Pierpaolo PERTINO: Concorda con Marco sul fatto che se si dà l’adesione, occorre mettersi in gioco sino in fondo. Le nostre energie sono al lumicino: forse sarebbe necessario scegliere i segni significativi a cui si vuole aderire. O ci stiamo dentro, oppure non ha senso dare un’adesione formale. Scegliamo poche iniziative irrinunciabili, ma lì ci giochiamo.

Si decide di dare l’adesione (anche per dare il segnale di un superamento delle divisioni) invitando i membri della RRR e le Reti locali a partecipare. Per il momento si sospende la discussione sull’adesione al Tavolo di coordinamento.
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6. Posizione della RRR su Riace.

• Fulvio GARDUMI: Ricorda il dibattito molto ricco e la solidarietà manifestata. Si tratta di decidere se dare un contributo economico. Tra l’altro il Decreto Migranti depotenzia il progetto SPRAR in cui si colloca anche il progetto di Riace. I fondi in sospeso a Riace non sono ancora stati versati.

• Lucia CAPRIGLIONE: Si chiede se sia possibile che l’Europa stanzi i fondi e il governo li blocchi.

• Marco LACCHIN: aggiorna sullo stato dell’approvazione del Decreto Legge Salvini, che è ancora in attesa di promulgazione, da parte del Capo dello Stato.

• Fulvio GARDUMI: Ricorda che anche la fiction su Riace è bloccata da mesi. Ritiene che sia molto difficile che oggi i soldi arrivino, per cui anche la solidarietà economica è importante.

• Maria PICOTTI: La Rete di Verona ha deciso di inviare un contributo. Al di là dell’importo, è importante la valenza simbolica dell’iniziativa: Riace è un simbolo perché fa capire che lo SPRAR può essere una risorsa. Vale la pena di appoggiare Riace.

• Pierpaolo PERTINO: Gli SPRAR sono stati usati per ridurre il numero dei migranti sul territorio. Infatti nessun privato può assumere altre iniziative di accoglienza sul territorio. Comunque, il discorso di Riace è un paradigma ma, al di là dell’aspetto economico, ci si potrebbe investire “culturalmente”, proponendo l’esperienza di recarsi a Riace ai ragazzi che orbitano attorno alla RRR.

• Carla GRANDI: Riace esiste ed ha una sua consistenza, è sicuramente un esempio di integrazione possibile, per cui è molto importante. Oggi ha bisogno di denaro per cui bisogna rispondere a questa prima necessità urgente. Poi dobbiamo chiederci cosa significhi Riace oggi per noi: bisognerebbe sviluppare il discorso che Riace deve vivere e tanti altri comuni devono diventare come Riace.

• Maria Angela ABBADESSA: Riace è al sud e la cultura dell’accoglienza insita nella cultura mediterranea sta subendo danni enormi e forse irreversibili. A Bari ha sentito i suoi concittadini ripetere a memoria le frasi di Salvini; ricorda la terribile aggressione ai danni di alcuni attivisti della rete “Mai con Salvini”. Riace è il simbolo della resistenza della cultura dell’accoglienza.

• Maria Cristina ANGELETTI: Anche a Macerata le cose sono cambiate. E’ l’unica provincia delle Marche che ha votato Salvini. E’ giusto puntare i piedi.

• Lucia CAPRIGLIONE: Si va a Riace e si portano i soldi: Ma il lavoro da fare è chiarire che, soprattutto in meridione, i migranti sono nella nostra stessa barca. Salvini pesca nei problemi reali del sud. Lucia propone che la RRR vada a portare questo simbolo economico in modo più ufficiale, con i giovani. E’ contraria al contributo economico se non c’è dell’altro.

• Maria Gabriella GIOMETTI: Riace, senza le persone che ha accolto, non avrebbe più una scuola, non potrebbe sistemare strade e piazze del paese, non potrebbe aiutare i negozianti a restare. Senza i migranti Riace non esisterebbe.

• Marco LACCHIN: Propone di stanziare una somma ma organizzare un gruppo, tra cui ragazzi, a portarla.

• Marco ZAMBERLAN: Le Reti possono raccogliere somme da aggiungere a quella stanziata dalla RRR.

• Angelo CIPRARI: Potrebbe diventare un’operazione giovani a Riace per cui si dovrebbe stanziare una somma anche per le spese di viaggio.

• Pierpaolo PERTINO: Il volo Milano – Lamezia Terme AR, nelle vacanze di Natale, costa 101 €. Sarebbe opportuno fare rete con altre associazioni. Dobbiamo anche vedere se i giovani che hanno partecipato al seminario accolgono questa proposta.

• Lucia CAPRIGLIONE: Si potrebbero fare iniziative locali di presentazione, anche per sostenere l’iniziativa.

• Maria PICOTTI: A Riace c’era anche un gruppo di minori non accompagnati, che i giovani potrebbero incontrare.

• Monica ARMETTA: Per questa cosa, qualche persona potrebbe elaborare il progetto, contattando Riace e valutando i costi, per poi presentarlo al prossimo coordinamento contattando, nel frattempo, i ragazzi.

• Beniamino FAVARO: E’ d’accordo con Monica. Serve contattare Riace per costruire un’esperienza vera.

• Angelo CIPRARI: Non possiamo aspettare il prossimo coordinamento, dobbiamo già decidere quale contributo dare e quanto stanziare per questa iniziativa. Poi la commissione giovani si potrebbe attivare per organizzare il tutto.

• Sergio FERRERA: Si potrebbe organizzare un gruppo di acquisto di prodotti di Riace.

• Gianni PETTENELLA: Quando sono andati a Riace, sono stati ospitati in case di emigrati, che il Comune aveva in comodato gratuito. Ora questa cosa non viene più fatta, perché le case sono a disposizione degli stranieri. Occorre, prima di tutto, chiarire se sia possibile essere ospitati. Tra l’altro, a Riace non esistono produzioni locali. L’esperimento è comunque importante e va controcorrente. Si potrebbero mandare subito 1.000 €. e poi pensare ad un progetto giovani.

• Cesare DAVINI: Si potrebbe chiedere alle Reti locali di fare una raccolta dedicata, entro 30 giorni, e poi organizzare il viaggio dei giovani.

• Marianita DE AMBROGIO: occorre coinvolgere i giovani nell’organizzazione, verificare se sono interessati. Altrimenti si fa paternalismo. Importante fare una delegazione, che va studiata dalla commissione giovani con i giovani. Adesso si può già portare un contributo, esprimendo la nostra solidarietà e l’intenzione di restare in contatto.

• Maria PICOTTI: A Locri era stato inaugurato un ostello, poi danneggiato dalla mafia, con cui si potrebbe collaborare nell’organizzazione. Ci sarebbe anche il Piccolo Eremo delle Querce.

• Lucia CAPRIGLIONE: si offre per contattare Riace attraverso un circuito che conosce, per avere informazioni.

• Francesco FASSANELLI: I soldi vanno mandati subito, con un bonifico bancario. Il viaggio dei giovani va deciso in commissione giovani. E’ anche pericoloso che i giovani si trovino tutto pagato.

• Paolo GUGLIELMINETTI: E’ importante che i soldi vengano portati personalmente.

• Simona MOZZATI: E’ importante mandare subito i 1.000 €. La commissione dovrà scendere a Riace per fare un sopralluogo e porterà a mano gli ulteriori soldi raccolti dalle reti locali. La Commissione Giovani si preoccuperà di organizzare la cosa e proporla ai giovani. I 1.000 €. sono stanziati e verranno mandati o portati.
Si decide di provvedere subito al versamento di 1.000,00 € sul conto dedicato aperto dalla Rete dei Comuni Solidali e di continuare la raccolta fondi nelle Reti locali versando i soldi raccolti sul conto della Rete Nazionale. Viene contattata la tesoriera Marta BERGAMIN che si raccomanda di specificare nella causale la destinazione “RIACE”. Nel prossimo coordinamento si valuterà lo stato di avanzamento dei lavori
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7. Discussione sul significato dell’autotassazione come condizione di adesione alla Rete.

• Maria Angela ABBADESSA: in alcune mail recenti è stato riproposto il tema del valore dell’autotassazione come condizione di appartenenza alla Rete RR e del significato che questa assume in relazione al concetto di restituzione.

• Maria Cristina ANGELETTI: Restituzione nel senso che, come società, abbiamo preso e oggi dobbiamo restituire. Io sono entrata nella RRR dopo un viaggio in Palestina: sono partita con certe idee e mi sono accorta che erano tutte sbagliate. A quel punto mi sono sentita obbligata alla restituzione.

• Carla GRANDI: Lo stesso è accaduto ad Ettore Masina dopo un viaggio in Palestina.

• Francesco FASSANELLI: Vorrebbe togliere un tabù: l’autotassazione non è mai stata una condizione per partecipare alla RRR.

• Gianni PETTENELLA: La nostra associazione non ha mai chiesto nulla di formale a nessuno: All’autotassazione si arrivava se si aveva uno stipendio sicuro e ci si rendeva conto dei privilegi che si godevano. I migranti di oggi sono impoveriti dai sistemi di sfruttamento dei nostri paesi. L’autotassazione era un sistema per renderci liberi dalle istituzioni. Il discorso non è di poco conto, perché se noi riduciamo quello che possiamo dare, i progetti nel sud del mondo non possono proseguire. L’altro aspetto che Caterina PERATA ha più volte introdotto, è che ci possono essere altre forme di adesione alla RRR, senza che ci siano passaggi di denaro. Gianni non crede possibile inquadrare il tempo messo a disposizione come se fosse denaro.

• Paolo GUGLIELMINETTI: Il dibattito ritorna periodicamente, perché abbiamo davanti due situazioni di-verse: l’autotassazione non deve andare in soffitta, ma le difficoltà economiche in cui molti di noi vivono, rendono molto complessa una scelta di donazione costante. Però, se comprendiamo l’autotassazione co-me rivisitazione del nostro stile di vita, essa non è un punto di arrivo ma un punto di partenza: essa richiede anche una visione politica, di contestazione della società dei consumi. Il recupero dell’idea dell’autotassazione come impegno personale, per chi ne ha le possibilità, ne recupera il vero senso come impegno politico. L’autotassazione non è un’elemosina. Siccome il problema riguarda tutte le Reti locali, la sede del dibattito è quella delle Reti locali.

• Sergio FERRERA: Ha cercato di capire chi fossero i poveri per Paul Gauthier. L’autotassazione non può che partire dal fatto di solidarizzare con i poveri. Questo “compartire” va accompagnato anche con un’idea di sobrietà di vita. Ciascuno dovrebbe trovare una propria coerenza.

• Olga TURCHETTO: E’ d’accordo con chi l’ha preceduta. Treviso è una Rete storica in cui gli anziani non possono che dare un contributo economico. Chi ha energie oltre a dare un contributo economico continua a fare molto altro.

• Carla GRANDI: Ci sono vari livelli e aspetti. Personalmente è convinta dell’autotassazione, perché è la cosa concreta che ci impedisce di parlare solo in teoria. A Trento, per anni, ci sono stati membri della RRR che non potevano versare, anche per lunghi periodi. L’autotassazione, per chi può farlo è impor-tante, perché aiuta a capire cos’è la restituzione. Oggi questo concetto inizia ad entrare anche in altri settori del volontariato. Se qualcuno non può versare tutti i mesi potrebbe lavorare perché questo concetto di restituzione vada avanti.

• Marco LACCHIN: Gran parte dei membri della RRR hanno un reddito fisso. Una delle ragioni per cui mancano i trentenni ed i quarantenni è che, con lavori precari, non è possibile impegnarsi ad un versa-mento periodico. L’alternativa alla tassazione è condizione di sopravvivenza per la RRR.

• Pierpaolo PERTINO: La questione degli impoverimenti che continuano: la necessità di lottare contro un modello rapace è ulteriormente urgente, perché le tecniche di sfruttamento si sono raffinate (vedi i cine-si). Quello su cui noi dovremmo concentrarci, è il valore della restituzione: l’autotassazione è uno strumento. La restituzione non la discute nessuno. Si era dato mandato alla Rete di Quiliano di portare esempi diversi di restituzione: lo faranno probabilmente a Pistoia. Il discorso dell’autotassazione mette in luce il sentire differente che c’è nella RRR, per condizioni oggettive. Chi ha un reddito costante può stanziare una somma periodica. Chi è nel mondo del lavoro oggi ha l’assoluta percezione di quanto ciò sia fittizio, per una marea di motivi. Il mondo si muove a grande velocità e il discorso di legare una restituzione solo al denaro, diventa pericoloso per la sopravvivenza della RRR. Andando avanti, i redditi dei membri della RRR non avranno prospettive di continuità. Non ha una visione pessimistica come Marco, ma il discorso è reale e va posto. Noi abbiamo rimandato certi problemi solo perché i buchi di bilancio sono stati coperti dai lasciti.

• Monica ARMETTA: Concorda che la restituzione sia un valore imprescindibile, ma i tempi sono cambia-ti rispetto a quando è nata la RRR. Se anni fa il divario tra paesi ricchi e poveri era molto netto, oggi non è più così. E’ vero che dobbiamo restituire, ma non solo denaro. Un modo per restituire è anche restituire dignità. E’ d’accordo sul fatto che l’impegno economico debba essere personale, che ciascuno prende, sulla base delle proprie possibilità reali. Se una persona non si sente in grado di autotassarsi, non per questo non può far parte della RRR. Se la nostra preoccupazione è quella di non riuscire a raccogliere ab-bastanza soldi per finanziare i progetti, dobbiamo chiederci se la RRR sia solo quello. Se la preoccupazione principale è, invece, curare la relazione, non dobbiamo più preoccuparci di non avere soldi per sostenere i progetti. Occorre trovare altri modi per far sopravvivere lo spirito della RRR. I giovani ci hanno chiesto se, per sentirsi della RRR dovessero comunque dare un contributo economico: la risposta è stata no.

• Franca Rosa BIANCHI: Si schiera con i cinquantenni. Fra gli impoveriti occorre mettere anche le gene-razioni successive alla nostra (anche per il nostro contributo). La restituzione non va messa in discussione, anche se è una delle tante cose all’interno della RRR. Non si tratta di dare una dimensione economica anche al tempo ma, per esempio, Serena ROMAGNOLI, con tutto il lavoro fatto sull’informazione, ha dato alla RRR ben più dell’autotassazione. Ha potuto, nel proprio lavoro, essere “contro” perché non si sentiva sola, perché aveva alle spalle un complesso di valori che le consentissero di non sentirsi pazza. E’ importante far sentire alle persone che fanno cose non convenzionali che non sono sole.

• Antonio VERMIGLI: Trattare l’autotassazione come una cosa a sé è errato. La RRR ha 3 momenti fondamentali: prendere coscienza dei meccanismi che determinano l’attuale condizione del mondo, fare controinformazione e, infine, fare autotassazione. Non si può considerare da sola l’autotassazione. Per esempio, tante persone hanno continuato a ricevere la rivista anche se non erano in grado di pagare l’abbonamento. Ha difficoltà a dire che oggi noi siamo più poveri. Quando il nostro PIL cresce ciò comporta l’impoverimento di alcune decine di milioni di persone nel mondo. Se ci sono giovani che non possono dare contributi, è già contento che siano presenti. Ai nostri poveri è, comunque, serio chiedere una corresponsabilità: ciò vale anche per i giovani, che non devono trovare tutta la pappa pronta. Non crede, infine, che i lasciti siano un problema. Il lascito lo fa una persona che ha camminato con noi e ci ha lasciato i propri soldi. Forse abbiamo sbagliato a mettere i lasciti a copertura delle operazioni ordinarie.

• Maria PICOTTI: Il discorso ha vari livelli. Non si deve contrapporre l’autotassazione alla restituzione. Non è corretto dire che non si è della RRR se non si versa. L’autotassazione è un gesto politico. Il discorso che poneva Pierpaolo non è da poco: ci sono anche gli altri. La domanda di Pier va colta nel senso che abbiamo messo in piedi progetti finanziabili per 3 anni, che durano da decenni. Tra l’altro noi non sappiamo come i nostri testimoni reagirebbero, se dicessimo loro che non ci sono più soldi. I soldi sono serviti anche per fare cose di grande promozione umana. D’altra parte, chi ha meno di 40 anni spesso non è nella condizione di avere quello che noi abbiamo avuto: a volte sopravvive anche con l’aiuto dei genitori. Non sappiamo da qui a 10 anni cosa succederà: forse, strada facendo, capiremo cosa fare. Non si deve voler concludere oggi il discorso, ma è necessario dare ascolto alla realtà che ci interroga.

• Lucia CAPRIGLIONE: Anche senza reddito, ha un piccolo ma costante impegno di tassazione. Mette, in-vece, in discussione la restituzione: forse sarebbe meglio finire di togliere ai poveri, ma è difficilissimo. Quanti dei nostri progetti riescono realmente ad emanciparsi? Va sempre peggio perché il sistema continua ad impoverire chi è già povero. Il tempo lo mettiamo già tutti; spesso non sappiamo andare alle cause. La restituzione non va messa in discussione, non perché la RRR potrebbe finire, ma perché nel sud del mondo va sempre peggio.

• Dino POLI: La questione è complicata. Non possiamo più usare la profezia di Gauthier o Masina. Quello che oggi ci manca sono profezie in cui possiamo riconoscerci. Il mondo è cambiato ad una velocità spa-ventosa. L’unica possibilità oggi è quella di mantenere le nostre piccole posizioni, per evitare di fare errori gravi.

• Beniamino FAVARO: Ha apprezzato il dibattito. Non si può isolare l’aspetto autotassazione da altri capisaldi fondamentali della RRR. Ha aderito alla RRR per prendere coscienza, per dar voce e dare dignità e anche per l’autotassazione. Benché questo non sia un elemento dirimente per l’appartenenza alla RRR. Spesso le persone, quando cessano di versare se ne vanno. Il rapporto con le comunità del sud del modo cessa quando si cessa un progetto. Anche l’autotassazione fa parte dell’insieme. Non possiamo fare a meno di decidere queste cose senza la relazione con “loro”. Proseguiamo camminando senza avere paura. Speriamo che ci siano altre persone giovani che si aggancino.

• Monica ARMETTA: La Rete di Torino, con il GAPA, ha affrontato il tema dell’interruzione del contri-buto e loro, essendosi evoluti, hanno detto di essere in grado di andare avanti con le proprie gambe. La relazione è restata e si è approfondita. Attualmente si sta pensando ad un progetto che la Rete di Torino ed il GAPA potrebbe fare a sostegno di un’altra realtà.

• Sergio FERRERA: La RRR si può definire come un’ispirazione, di cui ognuno coglie solo frammenti. Lucia ha, poi, dato una pista molto pratica dicendo che sarebbe meglio finire di rubare. Per esempio: è così giusto fare certi viaggi?

• Beppe GHILARDI: Noi siamo disposti a dare un tempo di chiusura ai nostri progetti, per mettere in campo energie per altre cose?

• Fulvio GARDUMI: Questo ricco dibattito ha avuto il pregio di elevare la discussione dal fatto dell’autotassazione all’identità della RRR oggi. Apprezza quello che ha detto Dino: siamo in tempi di cambiamenti talmente veloci che, in mancanza di nuovi profeti, è meglio mantenere la posizione per non fare danni. Tutte le cose che abbiamo fatto e detto finora devono essere rivalutate in una chiave nuova. Siamo di fronte a nuove forze al governo, non solo in Italia, che stanno destrutturando il nostro modello di civiltà E’ su questo che dovremmo riflettere. Gli piacerebbe che i prossimi seminari invitassero esperti di comunicazione, per aiutarci su questo fronte.
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8. Seminari

• Gianni PETTENELLA: Cita un filmato in cui il regista PIF polemizza con SALVINI e proietta il fimato per evidenziare l’importanza di dedicare il Seminario alla comunicazione.

• Pierpaolo PERTINO: E’ vicino alla posizione di Lucia sul fatto che la comunicazione più importante è la testimonianza. Negli ultimi periodi è stato colpito dal fatto che chi ha preparato la strada sui social a TRUMP (BANNON) sta facendo un tour in Europa e ha incontrato sia SALVINI che ORBAN.
Bannon ha rivelato che con relativamente pochi soldi è possibile orientare l’opinione pubblica europea: così è stato per la Brexit, che conviene certamente agli USA e danneggia l’Europa. Oggi BANNON sta facendo la stessa cosa con SALVINI e ORBAN. Il problema è che noi siamo rimasti all’età della pietra: avere una percezione un po’ più chiara di come si creano le opinioni è importante. Inoltre, oggi, noi dobbiamo puntare sulla resilienza: tenere duro finché è possibile per far rifiorire certi valori.

• Francesco FASSANELLI: Vorrebbe che nei prossimi seminari venisse affrontato il tema delle spese militari fatte in Italia. Quasi nessuno ha osservato che tutte le riforme del Governo avrebbero potuto essere finanziate tagliando le spese militari.

• Marco LACCHIN: Il tema delle armi è certamente fondamentale, ma non per un Seminario che si rivolge all’interno della RRR. Meglio il tema della comunicazione, purché non limitato a internet.

• Angelo CIPRARI: Già due convegni fa, Astrid PANNULLO ci aveva posto il problema delle nostre modalità di comunicazione. Un numero elevatissimo delle persone che è venuto al Convegno del 2016 non è venuto a quello del 2018, per cui rischiamo di perdere tutta una serie di persone, per mancanza di comunicazione. Noi continuiamo a usare le mail in modo inadeguato. Dobbiamo cercare forme differenti di comunicazione.

• Antonio VERMIGLI: E’ favorevole ad un seminario su informazione formazione e comunicazione.

• Paolo GUGLIELMINETTI: C’è la necessità di coinvolgere le reti locali. Il coordinamento è davvero l’espressione delle Reto locali? Anche sul tema del seminario è necessario interpellarle.

• Maria PICOTTI: tantissimi anni fa ci siamo trovati a Fiesole per un seminario, al quale era stato invitato come esperto Giulietto CHIESA. Qui, per la prima volta, ha assistito ad un collegamento con il Brasile. Formarsi sulla comunicazione è fondamentale.

• Franca Rosa BIANCHI: Anni fa, ha partecipato ad un incontro a Firenze, sulla informazione, organizzato dalla RRR.

• Fulvio GARDUMI: Il tema è complesso. Nei primi tempi della RRR si mandavano cartoline ai dittatori, perché essi si vergognavano di essere dittatori. Oggi si vantano di esserlo e di calpestare i diritti umani. Oggi non è più tanto importante cosa consumiamo ma cosa scriviamo e cosa cerchiamo su internet, perché tutto quello che facciamo in rete è schedato a livello internazionale.
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SABATO 29 SETTEMBRE – SERA

9. Atti del Convegno.

• Antonio VERMIGLI ha portato numerose copie dell’ultimo numero della rivista In Dialogo, che contiene gli atti del convegno. In parte sono prenotate, in parte sono a disposizione, a pagamento.
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10. Adeguamento della Rete alla nuova disciplina del terzo settore.

• Fulvio GARDUMI: Propone la nomina di una commissione che interpelli qualche esperto che ci dica quali siano gli adempimenti minimi, per adeguarci ed evitare conseguenze, in attesa delle nuove modifiche alla normativa sul Terzo Settore che, probabilmente, saranno introdotte dal nuovo Governo

• Maria PICOTTI: propone di chiedere alle MAG di Verona, anche se si tratta di un’iniziativa costosa.

• Pierpaolo PERTINO: Se chiediamo un parere tecnico, la decisione rischia di essere obbligata. Sarebbe il caso di verificare anche possibili forme di disobbedienza.

• Fulvio GARDUMI: Precisa che ci potrebbero essere varie alternative per rispettare le condizioni minimali di legalità.

• Pierpaolo PERTINO: Vorrebbe un quadro che contempli anche le possibili forme di disobbedienza, ana-lizzando le possibili conseguenze. Un commercialista non si pone in questa prospettiva.

• Si resta in attesa delle possibili adesioni di membri della RRR alla commissione
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11. Proposta di nuovo progetto relativo a incontri nelle scuole per la composizione del conflitto.

• Franca Rosa BIANCHI: La Rete di Viareggio pensava di chiudere il progetto in atto nelle scuole, sulla gestione del conflitto, ma nell’ultima riunione si è pensato di avere per le mani qualcosa di valido, per cui sarebbe un peccato farlo cadere. Inoltre, questo metodo potrebbe essere usato per un seminario. Il tema sarà approfondito dalla Rete locale e al prossimo coordinamento sarà presentato un nuovo progetto.
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12. Proposta di nuovo progetto in Perù.

• Sergio FERRERA: Da diversi anni ha una compagna peruviana, con cui è andato in Perù nel 2014. Le sorelle della sua compagna hanno segnalato che in una zona di alta montagna del Perù ci sono molti bambini che non hanno scarpe ed hanno avviato un progetto per raccogliere e spedire calzature. Avendo trovato una bambina con un piede deforme, a cui non era possibile trovare le scarpe, hanno, quindi rintracciato, tramite Mauro GENTILINI un prete (Don Gaspare MARGOTTINI) che operava nella zona, già conosciuto dalla RRR, per chiedergli aiuto. La bambina, purtroppo, non è mai più stata trovata
E’ nato, però, un rapporto con questo prete, che segue alcuni progetti, anche della diocesi di Roma.

• Sergio FERRERA distribuisce una scheda sulle attività di questo prete romano, che si allega al verbale. Attualmente, la Rete di Genova sta sostenendo un progetto di finanziamento dei pasti dei bambini che frequentano una scuola, per un costo di circa €. 2.000 annui. Nel gruppo di Genova ci sono alcune persone che si sono fatte carico di versare a sostegno del progetto. Ciò ha consentito di coinvolgere anche alcune persone nuove.

• Sergio FERRERA: Chiede di verificare se il progetto rientri nei criteri della RRR. L’idea è quella di far entrare il progetto tra quelli della RRR, versando il denaro raccolto a Genova alla tesoreria nazionale. Mostra un video di presentazione sia di un progetto gemello vicino a Lima sia del progetto che ci interessa che si trova a Huancayo
In Perù hanno conosciuto anche i collaboratori peruviani del progetto. Si propongono di migliorare la relazione con i referenti locali.

• Angelo CIPRARI: Don Gaspare MARGOTTINI è di un piccolo paese alle porte di Roma; è un prete avanzatissimo. Come Rete di Roma lo incontravano ogni volta che veniva in Italia. Il progetto della Rete di Roma è finito, ma un aiuto continuava ad essere offerto dall’Associazione Fausto Vicarelli (presidente Mauro GENTILINI). Dopo 30 anni dalla morte di Fausto Vicarelli, l’associazione è però stata chiusa.

• Sergio FERRERA: La Rete di Genova ha cercato di coinvolgere nel progetto anche le sorelle della sua compagna, che abitano in quel luogo. La richiesta è di assorbire il progetto all’interno della RRR, senza ulteriore finanziamento da parte della Rete nazionale. L’aspetto qualificante è costituito dalla relazione creata con le persone del luogo.

• Simona MOZZATI: chiede se il progetto sarà finanziato dalla Rete di Genova anche dopo il primo anno.

• Sergio FERRERA: Conferma che l’intenzione sarebbe quella di coprire le spese anche per gli anni successivi. Precisa che quest’anno la Rete di Genova non ha versato alla Rete nazionale. L’obbiettivo sarebbe quello di raccogliere più di €. 2.000, in modo che nelle casse della RRR entri di più. Da gennaio la Rete di Genova verserà quanto raccolto nella cassa nazionale.

• Monica ARMETTA: propone di approvare il progetto per un anno, per poi, rivalutarlo.

• Pierpaolo PERTINO: il valore del progetto sta, prima di tutto, nel fatto che si sta muovendo qualcosa su Genova, per cui il progetto va approvato a prescindere dalla totale copertura da parte della Rete di Genova.

• Paolo GUGLIELMINETTI: Pensa che intanto si è mosso qualcosa a Genova su un progetto nato in loco, che merita di essere sostenuto.

• Antonio VERMIGLI: Il fatto che nel progetto ci siano anche persone che la pensano diversamente da noi è positivo.

• Marco LACCHIN: I requisiti dei progetti della RRR ci sono. Il pericolo da evitare è quello che le persone nuove coinvolte restino legate al singolo progetto e non alla RRR.

• Carla GRANDI: il progetto piace anche perché mira a sviluppare la dignità delle persone.

• Angelo CIPRARI: la garanzia maggiore del progetto è Don Gaspare MARGOTTINI.

Il coordinamento approva il progetto per un anno, con necessità di successiva verifica per rinnovo.
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13. Marcia di QUARRATA.

• Maria Cristina ANGELETTI: Riferisce dello svolgimento della Marcia di Quarrata, anche con il corredo di alcuni video (testo allegato al verbale).
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DOMENICA 30 SETTEMBRE

14. Rinnovo progetti in scadenza.
• Maria Angela ABBADESSA: Dà lettura dell’elenco dei progetti in scadenza elaborato da Maria Rita VELLA e già fatto circolare in rete. Chiede al coordinamento di verificare se le scadenze indicate siano corrette

• Marianita DE AMBROGIO: La figlia di Serena ROMAGNOLI ha detto che sarà preparata una scheda aggiornata del progetto SEM TERRA, in scadenza.

• Beppe GHILARDI: Riferisce di avere mandato una mail alla segreteria. Sulla revisione da apporre al pro-getto Ali Causai: sarebbe pronto a discuterne subito. Si decide di affrontare il tema nel prossimo coordinamento.

• Marco LACCHIN: per il progetto di assistenza sanitaria a Cochabamba (Bolivia), chiederà un aggiornamento alla referente locale e sarà pronto a discuterlo per il prossimo coordinamento.

• Paolo GUGLIELMINETTI: si potrà parlare del progetto di produzione di sapone in Brasile al prossimo coordinamento.

• Piergiorgio TODESCHINI: per il progetto Mapuche, dopo la permanenza in Italia, José NAIN è stato a lungo in ospedale e tuttora non ha terminato le cure (forse le finirà in settimana). Piergiorgio ha già chiesto la relazione conclusiva sul progetto nocciole (terminato) e la presentazione della proposta di nuovo progetto. Chiede di poterne parlare a Pistoia.

• Beniamino FAVARO: per il progetto in Repubblica Democratica del Congo, chiede che sia affrontato a Pistoia, perché al momento non hanno novità sulla scuola di Lualaba. Le ultime notizie di alcuni mesi confermano che ci sono i muri della scuola ma non il tetto. Le principali difficoltà del progetto sono lega-te alla relazione, perché a Lualaba non c’è internet e non si riesce a comunicare neppure dal Congo. Non si deve abbandonare il progetto, perché la situazione del Congo è drammatica, in quanto la guerra non è finita e ha già provocato circa 10 milioni di morti. Padre Richard KITENGIE è in Italia e mercoledì ha partecipato ad un incontro pubblico a Mogliano Veneto: la sala era piena. Dal 2019 dovremo stabilire gli importi da versare, secondo le richieste che ci perverranno: l’operazione da straordinaria è già stata tra-sformata in ordinaria l’anno scorso.

• Paolo GUGLIELMINETTI: Sarebbe necessario avere il prospetto di tutti i progetti da rinnovare, per pro-nunciarsi unitamente su tutti i rinnovi.

• Pierpaolo PERTINO: Si tratta di un criterio già adottato dalla passata segreteria. Probabilmente a Pistoia, Marta BERGAMIN potrà fornirci il quadro della situazione finanziaria; anche perché ci sono tutta una se-rie di progetti nuovi in sospeso. Bisognerà anche trovare una modalità “leggera” per discuterli. Tutte le informazioni dovranno essere inviate per tempo.

• Olga TURCHETTO: L’operazione Ecuador – Donne capo famiglia si chiude con il 2019, perché la referente tornerà in Italia.

• Piergiorgio TODESCHINI: C’è l’intenzione di ridurre la cifra del progetto Mapuche, perché si è arrivati alla cifra di €. 10.600 per una seria di “pasticci” nei versamenti. Con i Mapuche è già stata concordata la riduzione progressiva degli importi.

• Gianni PETTENELLA: Troppe volte non ci impegniamo sul fatto che i nostri progetti sono a scadenza ed abituiamo la nostra rete locale ed i referenti ad una continuità che andrebbe, invece, ridiscussa ogni volta. Tra l’altro dovremmo tornare su progetti piccoli, con pochi soldi e a termine.

• La segreteria: Comunica che Fernanda BREDARIOL ha puntualizzato che l’operazione “Seminando l’amore come il mais” era stata ridotta nell’importo a 9.000 dollari (8.200 €.).

La segreteria invierà una mail, con il prospetto dei progetti in rinnovo e l’invito a tutte le Reti locali interessate ad inviare, entro 15 giorni dal prossimo coordinamento, una relazione sui loro progetti in scadenza
• Maria Angela ABBADESSA: Il progetto Clara Mattei (vitalizio a Fernando DE BRITO) è al momento senza Rete referente.

• Beppe GHILARDI: Ha tentato di contattare Fernando DE BRITO in relazione al progetto a suo favore ma, dopo una prima risposta, non ha avuto più riscontro.

• Antonio VERMIGLI: Ricorda la vicenda di Fernando DE BRITO, frate domenicano incarcerato con Frei Betto ed altri due confratelli, dal 1969 al 1973, dalla dittatura brasiliana. Molti anni fa venne come testimone ad un convegno a Rimini. A fine ottobre verrà in Italia Frei Betto e ci aggiornerà sulla situazione di DE BRITO, che sta seguendo ancora una terapia psicologica a causa delle torture subite.

• Angelo CIPRARI: Al coordinamento di Roma si era detto che questa non era un’operazione ma un vitalizio per DE BRITO. Si era anche detto che il referente sarebbe stato il coordinamento, in attesa di trovare una Rete locale che tenesse i rapporti personali con lui.

• Gianni PETTENELLA: Dobbiamo ricordarci che noi aiutiamo anche persone vittima di tortura, per esser-si opposti a dittature: è importante. In ogni caso, €. 3.000 non sono un vitalizio, è solo una cosa simbolica. E’ sbagliato che un sacco di persone abbiano come unico referente Antonio VERMIGLI. Oggi poi veniamo spesso in contatto con persone che sono state vittime di tortura. E’ importante che le Reti locali trovino un referente con cui entrare in contatto. Nessun problema per il vitalizio a DE BRITO, ma non è questa l’ottica per la Rete di domani.

• Angelo CIPRARI: Avrebbe anche seguito il progetto ma, non parlando portoghese, non è in grado di tenere i contatti.

• Paolo GUGLIELMINETTI: Il vero discorso è che il rapporto dovrebbe essere gestito dalla RRR. Quando, però, Beppe GHILARDI ha scritto a DE BRITO, vi è stata una prima risposta, ma non si è creata una relazione. Prendiamo atto che, al momento, il rapporto con DE BRITO avviene tramite Antonio VERMIGLI.

• Angelo CIPRARI: Forse il rapporto non dovrebbe essere che DE BRITO ci risponda ma, semplicemente, che noi manifestiamo vicinanza a lui.

Il coordinamento dispone la conferma del progetto agli stessi importi. La Rete di Casale si farà carico di tenere i contatti. Occorrerà controllare che il 2018 si stato versato.

• Maria Angela ABBADESSA: Maria Rita VELLA presenterà le proposte di variazione del progetto Eduposan (Argentina) al prossimo coordinamento di Pistoia.

• Antonio CIPRARI: La rete di Quarrata aggiornerà il coordinamento sul progetto in Armenia a Pistoia. Il materiale è già stato inviato via e-mail.

• Lucia CAPRIGLIONE: Riferisce del progetto “Case Verdi” (Gaza). Ci sono molte perplessità sul fatto di continuare il progetto. Il PCOA era gestito da due fratelli che si sono divisi: uno dei due non è affidabile. Il progetto sarebbe ancora utile, ma i fruitori non sono motivati, si affidano all’assistenzialismo e non riescono a puntare all’autonomia. Simone PELLEGRINI di Savona andrà a Gaza: verrà al coordinamento di Pistoia per parlarne. Si vorrebbero fare alcuni passi indietro: con i 2.000 €. accantonati, finanziare un viaggio di giovani a Gaza, per valutare cosa possa nascere. In questo momento il PCOA chiede a noi una proposta su cosa fare, il che non è in linea con i parametri della RRR. Al momento il progetto è solo di formazione e conoscenza. Per intanto non si porteranno soldi a Gaza, perché sarebbe assurdo farlo.

• Angelo CIPRARI: 10 anni fa il progetto “case verdi” era operativo e gestito dalla Rete di Roma. Riguardava la costruzione di orti di guerra sui tetti delle case. Agnese MANCA amava il popolo palestinese ma, ciò nonostante, si rese conto che il progetto non funzionava più e passò il progetto a Salerno. Il dubbio è che il denaro non vada a favore della popolazione. Noi abbiamo sempre grande difficoltà a prendere decisioni. Dobbiamo dare la possibilità ai giovani di andare in Palestina, finanziando i loro viaggi.

• Sergio FERRERA: Occorre meno enfasi in questo discorso sui giovani. Occorre che il viaggio sia preparato. Le cose si possono fare con calma e i famosi 2.000 €. possono essere usati anche il prossimo anno.

Il coordinamento decide di tenere in sospeso il progetto, tenendo accantonati i 2.000 €. per il viaggio. Si resta in attesa di nuove proposte dopo il viaggio a Gaza.
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15. Proposta di nuova operazione a sostegno dei richiedenti asilo a Bolzano.

• Eliana MURARO, di Bolzano, espone la proposta di progetto “Binario 1”, sulla base di un documento scritto che viene allegato al verbale. Si tratta di un progetto di “terza accoglienza”.

• Kathrin OBERRAUCH, volontaria del progetto, aggiunge alcune ulteriori informazioni.

• Pierpaolo PERTINO: Chiede se vi siano dei mediatori culturali coinvolti nel progetto.

• Kathrin OBERRAUCH: Ci sono mediatori culturali, in parte volontari, in parte retribuiti.

• Gabriella GIOMETTI: Chiede se le persone ospitate possono lavorare.

• Kathrin OBERRAUCH: I richiedenti asilo possono lavorare e alcuni hanno effettivamente trovato lavoro.

• Eliana MURARO: A ottobre partirà un altro progetto, in cui saranno invitati i potenziali datori di lavoro, per spiegare loro con quali modalità possono assumere i richiedenti asilo ed avvicinare le due parti.

• Sergio FERRERA: Chiede se sono in contatto con associazioni che fanno lo stesso lavoro a Genova e cosa suggeriscono di fare ad una persona di un’altra città per partire su un progetto simile

• Eliana MURARO: Ci sono molti contatti, soprattutto con le città di confine, non sa se a Genova. Il suggerimento, per chi voglia entrare in queste realtà, è che occorre un minimo di informazione e di ascolto, per capire i bisogni delle persone. E’ meglio offrirsi come volontario ad un’associazione già esistente: c’è sempre bisogno di persone disponibili a donarsi.

• Kathrin OBERRAUCH: Bisogna anche fare attenzione a non sovrapporre i nostri desideri ai loro ed in-formarsi sulla parte legale.

• Gianni PETTENELLA: Come Rete di Verona, sono molto interessati. I confini per gli stranieri sono del tutto arbitrari. La Rete di Verona sta da mesi rimuginando di prendere in comodato un appartamento per ospitare richiedenti asilo.

• Marco LACCHIN: Chiede come sono gestiti i rapporti con la Prefettura.

• Kathrin OBERRAUCH: Si è cercato di entrare in dialogo con gli enti pubblici. Le persone vulnerabili che avrebbero diritto ad un posto, vengono accolte solo dietro richiesta scritta dei Servizi Sociali. Nel momento in cui l’associazione ha assunto alcune iniziative, esse sono state spesso “copiate” dal pubblico

• Maria PICOTTI: A Verona, presso i Comboniani, il 20 ottobre si svolgerà l’iniziativa “Welcoming com-munities”. E’ un’iniziativa a livello nazionale, che ha l’obbiettivo di mettere in rete esperienze “attraverso e oltre il sistema”. Viene chiesta anche l’adesione della RRR.

• Fulvio GARDUMI: Chiede a Kathrin e a Eliana se vi sia una richiesta concreta di una somma di denaro, in relazione ad un progetto specifico. Abbiamo bisogno di cifre su cui poter ragionare.

• Eliana MURARO: Di soldi c’è sempre bisogno. Al momento non c’è un progetto con una cifra specifica.

• Kathrin OBERRAUCH: la Chiesa Evangelica Luterana tedesca copre il 50% dei costi. E’ necessario finanziare la parte restante.

Il coordinamento decide di avviare i contatti per sviluppare una possibile proposta di progetto. Le Reti di Trento e Verona si occuperanno di tenere i contatti.

• Sergio FERRERA: Sarebbe interessante che chi tiene i contatti facesse con loro una parte del percorso.

• Kathrin OBERRAUCH: Anche un piccolo contributo sarebbe gradito.

• Gianni PETTENELLA: le Reti di Trento e Verona si propongono di avere contatti per capire come aiutare insieme i migranti. Al momento non si parla di soldi perché non c’è un progetto definito. Può essere che tale progetto nasca dalla collaborazione.
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16. Commissione giovani.

• Simona MOZZATI: si è cercato di trovare 2-3 criteri per iniziare a lavorare sul viaggio dei ragazzi:
1. (da discutere) deve trattarsi di studenti o persone a basso reddito;
2. È necessaria una adeguata formazione, prima della partenza, ad opera della Rete locale referente dell’operazione;
3. Al ritorno, vi deve essere l’impegno a dare una relazione del lavoro fatto e mantenere i rapporti con l’operazione.
Ha qualche perplessità sul primo criterio, per cui chiede l’opinione del coordinamento.

• Maria PICOTTI: Toglierebbe il criterio, puntando su interesse e fascia di età (18 – 30 o 35 anni).

• Francesco FASSANELLI: D’accordo sull’età. Dovrebbe trattarsi di persone che già hanno un rapporto con la RRR.

• Simona MOZZATI: non è d’accordo sulla necessità di una precedente relazione con la RRR.

• Marco LACCHIN: E’ preferibile che non si tratti di ragazzi già vicini alla RRR, ma che la formazione preveda un approfondimento sulla RRR. Visto che eroghiamo del denaro, è importante anche la questione del reddito. Se un ragazzo è ricco, può fare il viaggio, ma lo pagherà interamente

• Paolo GUGLIELMINETTI: Insisterebbe sulla necessità della formazione anche di persone non vicine alla RRR. Importante anche una qualche conoscenza della lingua. Sul reddito, il discorso dovrebbe essere fatto alla singola persona, tenendo conto delle condizioni economiche della famiglia

• Monica ARMETTA: Lo scopo della commissione è proprio questo. Il contesto linguistico va valutato caso per caso, tenendo conto anche delle lingue eventualmente conosciute presso il progetto. Invita tutte le Reti a prendere contatti con le realtà giovanili conosciute, per individuare candidati. Bisogna far conoscere la possibilità di fare un’esperienza di questo tipo. Segnala che Matteo, un ragazzo che si è avvicinato alla RRR attraverso la mostra sui migranti, ha chiesto di poter entrare nella Rete di Torino. Da lì è partito il suggerimento di pensare ad una realtà più giovane ed alcuni hanno partecipato al Seminario Giovani. Si stanno avvicinando ad iniziative sul territorio e si stanno incontrando. Hanno bisogno di fare iniziative concrete. La proposta di Lucia CAPRIGLIONE di permettere ai ragazzi di muoversi all’interno delle Reti locali sarebbe utile. Le piacerebbe, infine, far partire il progetto di Riace con i ragazzi. Altra idea era riprendere i contatti con Don Rito ALVAREZ, nell’ambito della commissione giovani. L’invito a tutte le reti è, comunque, quello di prendere contatto con tutti gli ambienti giovanili conosciuti, segnalando esigenze ed iniziative.

• Lucia CAPRIGLIONE: la valutazione della situazione economica è comunque anche uno strumento formativo, per trasmettere valori di solidarietà. La commissione dovrà comunque avere una certa elasticità nella gestione del danaro, perché non è possibile prendere le decisioni solo al coordinamento, altrimenti i tempi si allungherebbero troppo

• Sergio FERRERA: Vede un rischio. L’idea del viaggio non dovrebbe essere indotta nel ragazzo ma es-sere frutto di un suo desiderio. La commissione dovrà prestare attenzione a non proiettare sui giovani le proprie aspettative

• Beniamino FAVARO: Non dobbiamo formalizzarci troppo sui criteri. Se la prima cosa è di rivolgersi a giovani che vogliono fare un’esperienza, occorre fissare un criterio aperto. Il criterio economico diventa relativo: non dobbiamo escludere dal viaggio chi ha la possibilità di pagarselo. Un minimo di preparazione va fatta, ma deve essere essenziale.

• Marianita DE AMBROGIO: Invita a riflettere sulle destinazioni del viaggio. Ha molte perplessità su Gaza, perché non abbiamo dei referenti sicuri. Inoltre non è affatto facile entrare a Gaza. Molto più fattibile un viaggio a Betlemme, dove ci sono referenti che potrebbero lavorare con i ragazzi: Mazim Qumsieh ad esempio organizza seminari e laboratori. Proprio per evitare ai ragazzi di trovarsi in situazioni difficili, la formazione deve essere molto accurata.

• Olga TURCHETTO: non dobbiamo accogliere solo studenti.

• Angelo CIPRARI: Già nei precedenti coordinamenti abbiamo detto che i viaggi devono essere quelli possibili ed accettabili. Le ipotesi erano quelle di progetti in atto da tempo con cui ci sono legami forti. Chi si avvicina alla RRR ha già una certa sensibilità, per cui chi vuole fare semplicemente un viaggio ci va da solo, senza bisogno di chiedere a noi. Per Gaza, forse qualcuno di noi potrebbe prendere in considerazione di andarci con Patrizia CECCONI.

• Lucia CAPRIGLIONE: Gaza è stata una richiesta specifica di un ragazzo. Non è sicuramente una cosa che si realizzerà nel giro di pochi mesi, perché è necessaria una formazione accurata e bisogna risolvere il problema dell’ingresso. Non è giusto mettere da parte Gaza solo perché è difficile. Purtroppo nessuno di Salerno è in grado di andare a Gaza.

• Antonio VERMIGLI: Guai mandare qualcuno da solo, minimo sempre due. Vorrebbe entrare nella commissione giovani. Viste le difficoltà locali di alcuni progetti, la formazione è indispensabile e imposta dal senso di responsabilità.

• Monica ARMETTA: E’ importante individuare dei formatori per ciascuno dei progetti. Serve che nella RRR ci siano persone disposte a seguire i ragazzi. E’, poi, importante che chi faccia esperienza di questo tipo (anche se non fa parte della RRR) poi porti una testimonianza della propria esperienza.

• Marco LACCHIN: Utile inserire uno spazio sul sito per i racconti di viaggio.

• Maria PICOTTI: A Verona c’è l’Agenzia Viaggi Responsabili per l’organizzazione dei viaggi. Un altro Paese dove mandare i ragazzi potrebbe essere il Guatemala, dove esiste una cooperativa che può gestire la logistica, in contatto con la RRR.

• Piergiorgio TODESCHINI: La Rete di Brescia ha una lunga storia di rapporti con l’Associazione APASCI che ha un progetto in atto con Padre Clemente per il Guatemala, per cui si candida per collaborare con Verona.

Il Coordinamento invita tutte le Reti a segnalare i giovani interessati, mentre la commissione approfondirà il tema e predisporrà un documento per il prossimo coordinamento. La commissione ha autonomia di spesa dei 2.000 €. stanziati, con impegno di riferirne al coordinamento.

• Angelo CIPRARI: i 2.000 €. erano stati stanziati per Gaza. Altre operazioni sono state ridotte con stanziamento di fondi per i viaggi giovani. In tutto sono 5.000 €.

• Pierpaolo PERTINO: Gli ulteriori 3.000 €. erano stati stanziati per far circolare i giovani solo nel progetto Baroni. Occorre informare la Rete di Udine di questa decisione.

• Piergiorgio TODESCHINI: Parliamo sempre di alternative rispetto al finanziamento “secco” del progetto. Per i Mapuche del Cile, il fatto che giovani vadano da loro è estremamente importante. Probabilmente la prossima diminuzione degli importi del progetto potrebbe andare a finanziare le visite.

• Marco LACCHIN: Occorre svincolare i soldi e metterli a disposizione della Commissione, altrimenti non saranno mai usati

• Lucia CAPRIGLIONE: d’accordo con Marco LACCHIN. Anche per i soldi destinati al viaggio a Gaza.

• Antonio VERMIGLI: L’anno scorso c’è stata una relazione meravigliosa di una ragazza che è stata in Brasile.

• Angelo CIPRARI: Questo coordinamento può decidere di svincolare i 2.000 di Gaza ed i 3.000 del pro-getto Baroni, per renderli subito utilizzabili in base alle decisioni prese dalla Commissione Giovani.

• Lia RONTANI: Non era presente ai coordinamenti precedenti e non ne è informata. Sarebbe d’accordo a svincolare i fondi del Progetto Baroni, ma deve sentire la Rete locale.

• Monica ARMETTA: Il criterio all’epoca era quello di ridurre i progetti. Si era però deciso che qualche progetto venisse ridotto vincolando il risparmio ai viaggi dei giovani in genere.

• Fulvio GARDUMI: Se Lucia CAPRIGLIONE dice di svincolare i 2.000 di Gaza, per il momento la Commissione può usare quei soldi. Decideremo al prossimo coordinamento per gli altri 3.000.

• Pierpaolo PERTINO: All’epoca Toni PERATONER aveva proposto che Baroni diventasse un formatore di giovani.

• Piergiorgio TODESCHINI: Se la Commissione è autonoma, una volta che nel coordinamento si decide qual è il fondo cassa disponibile, sarà la Commissione a valutare le ragioni per cui i soldi erano stati stanziati.

• Franca Rosa BIANCHI: Il denaro non è tolto a Udine o Salerno ma viene messo in comune.

Il coordinamento decide di sbloccare i 2.000 €. stanziati per Gaza. La commissione prenderà contatto con la Rete di Udine
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14. Convegno su Ettore Masina.

– Angelo CIPRARI: Il venerdì precedente il coordinamento di Roma, si farà presso l’Università di Roma 3, il convegno organizzato da Matteo MENNINI. Gli è già stata data una piccola cifra, ma occorre stanziare una cifra aggiuntiva di 500 €.

• Pierpaolo PERTINO: Distribuisce i fogli sul progetto concordato da MENNINI con l’Università (vengono allegati al verbale). Dobbiamo saper dire a MENNINI se la RRR può stanziare 1.000 €. Ercole ONGARO tratterà un argomento. Un’altra parte dovrebbe essere affidata ad un altro relatore della RRR (sull’attività parlamentare di Masina). Quella sarà anche l’occasione per presentare l’archivio su Ettore MASINA, presso la Fondazione Basso.

• Antonio VERMIGLI: Per la relazione, bisognerebbe contattare Giancarla CODRIGNANI, che è stata in Parlamento con MASINA. In alternativa Raniero LA VALLE.

• Beniamino FAVARO: Chiede se sia possibile far posticipare l’orario di inizio del convegno per consentire di arrivare in tempo a chi proviene dal nord.

• Angelo CIPRARI: è stato stabilito di fare il convegno il giorno prima del coordinamento, per usufruire dell’ospitalità delle suore dove si tiene il coordinamento.

Il coordinamento decide di stanziare 1.000 €.
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15. Frei Betto.

– Fulvio GARDUMI: Frei Betto ha già un calendario sino al 1° novembre. Riparte il 2 novembre, per cui sarebbe possibile organizzare un incontro a Milano o a Saronno il 2 novembre.

– Antonio VERMIGLI: A Milano c’è la possibilità di trovare una sala per fare un incontro da mezzogiorno sino alla 17.00 – 17.30. E’ in attesa di risposta. La cosa è importante perché il 28 ottobre ci sono le elezioni in Brasile. Tra l’altro Frei Betto ha creato con altri in Brasile un’associazione che lavora proprio sul fronte della formazione politica dei giovani.

– Fulvio GARDUMI: E’ opportuno farlo apparire come un incontro promosso dalla RRR.
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15. Varie ed eventuali.

– Maria PICOTTI: chiede se la RRR vuole mandare la propria adesione alla manifestazione “Welcoming communities”, anche con proposte operative.
Riferisce, inoltre, della RI-MAFLOW, fabbrica del Milanese in crisi, che si occupa di riciclo, rilevata dai lavoratori che hanno costituito una cooperativa per evitarne la chiusura: non è ancora stato portato a termine tutto il processo per legalizzare la cosa. Per questa ragione, il presidente è stato arrestato con accusa pesantissime (traffico illecito di rifiuti ed altro). Hanno lanciato un appello per la scarcerazione e chiedono la nostra adesione.

• Lucia CAPRIGLIONE: La Rete di Salerno ha già firmato l’appello. Tra l’altro, avrebbero bisogno anche di finanziamenti.

Il coordinamento decide di dare adesione alla manifestazione “Welcoming communities” ed alle iniziative in favore della RI-MAFLOW

• Fulvio GARDUMI: Ieri si era proposto di creare una commissione per valutare i requisiti minimi per adeguarci alla legge del Terzo settore. La Segreteria se ne occuperà, ma chiunque conosca un esperto è pregato di interpellarlo.

• Marco ZAMBERLAN: Comunica che per le informazioni da mettere sul sito, occorre scrivere a Gigi BOLOGNINI (magari chiamandolo prima)

• Monica ARMETTA: Rispetto al discorso del terzo settore, si potrebbe interpellare anche Gherardo CO-LOMBO.

Lo sentirà Antonio Vermigli, su quesito predisposto dalla segreteria

• Pierpaolo PERTINO: Matteo MENNINI ha informato che posticiperà alle 11.00 l’orario di inizio del Convegno su Ettore MASINA.

• Pierpaolo PERTINO: Dà lettura del documento predisposto dai Comboniani sul Decreto Salvini
• Piergiorgio TODESCHINI: Sergio ESCUDERO, che per anni ha curato il banchetto dei libri ai Convegni nazionali, è molto malato (polmonite). Avrà bisogno di assistenza respiratoria su 24 ore. Gradirebbe sentire la vicinanza della RRR

• Antonio VERMIGLI: dal 13 al 16 dicembre, al Monastero del Bene Comune (Sezano – Verona) si terrà il convegno “Bisogni di una nuova umanità”, sulla scia della campagna “Dichiariamo illegale la povertà”

• Dino POLI: a fine ottobre sarà ospite a Verona padre Clemente (referente del progetto RRR in Guatemala) in Italia per partecipare alla santificazione di Oscar Romero
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SINTESI DELLE DECISIONI ASSUNTE DAL COORDINAMENTO

1. Adesione alla Marcia Perugia – Assisi con invito alla Reti locali a partecipare anche, eventualmente, portando uno striscione della RRR.
2. Solidarietà con Riace: Si decide di provvedere subito al versamento di 1.000,00 € sul conto dedicato aperto dalla Rete dei Comuni Solidali e di continuare la raccolta fondi nelle Reti locali versando i soldi raccolti sul conto della Rete Nazionale con l’avvertenza di specificare nella causale la destinazione “RIACE”. Nel prossimo coordinamento si valuterà lo stato di avanzamento dei lavori

3. Approvazione, per un anno, del nuovo progetto in Perù, proposto da Sergio FERRERA, con riserva di verifica per il prosieguo.

4. Rinvio al coordinamento di Pistoia della discussione sul rinnovo di tutti i progetti in scadenza, in attesa della relazione della Tesoriera. La segreteria inviterà tutte le Reti locali interessate ad inviare una relazione sui progetti in scadenza, almeno 15 giorni prima del prossimo coordinamento

5. Rinnovo del vitalizio di €. 3.000 a favore di Fernando DE BRITO. La Rete di Casale si farà carico di tenere i contatti. Occorrerà controllare che il 2018 si stato versato.

6. Conferma della sospensione del progetto “Case Verdi” di Gaza.

7. Sviluppo dei contatti con il progetto “Binario 1” di Bolzano. Le Reti di Trento e Verona si occuperanno di tenere i contatti.

8. Sblocco e messa a disposizione della Commissione Giovani della somma di €. 2.000, originaria-mente stanziata per il viaggio a Gaza della Rete di Salerno. La Segreteria chiederà alla Rete di Udine l’autorizzazione a sbloccare la somma di €. 3.000 originariamente stanziata per viaggi giovani nel progetto di Giovanni Baroni. Il Coordinamento invita tutte le Reti a segnalare i giovani interessati ai viaggi.

9. Stanziamento della somma di €. 1.000 a favore del convegno su Ettore MASINA, organizzato da Matteo MENNINI presso l’Università Roma 3.

10. Adesione alla manifestazione “Welcoming communities” ed alle iniziative in favore della RI-MAFLOW.

11. Invito ad Antonio VERMIGLI ad interpellare Gherardo COLOMBO sulle iniziative che la RRR deve assumere per allinearsi alla nuova normativa del terzo settore.

SABATO 09 GIUGNO
Partecipanti al coordinamento:
SEGRETERIA: Monica Armetta, Angelo Ciprari, Pierpaolo Pertino.
BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CASTELFRANCO VENETO: Fabio Corletto, Marta Bergamin; PADOVA: Elvio Beraldin; QUILIANO: Caterina Perata, Graziella Merlino; ROMA: Clotilde Buraggi Masina, Giacinta Carnevale; SALERNO: Lucia Capriglione; TORINO: Luciana Gaudino; VARESE: Marco Lacchin; CASALE MONFERRATO: Roberto Stura, Giuseppina Scarano, Maria Piera Grandi, Beppe Ghilardi, Cristiana Longhin, Giovanni Gozzelino, Jennifer Johnson, Paolo Guglielminetti, Roberto Viale, Frediano Perrucca; ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini.
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Ore 14.50 : Inizio lavori.
La Rete di Casale ci presenta l’Abbazia di Santa Fede a Cavagnolo (To)
Come ormai consuetudine, si procede a registrazione audio, per permettere:
• L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono essere presenti;
• La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete.
Angelo Ciprari dà il benvenuto ai partecipanti citando un passo tratto da un libro di Marcelo Barros.
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1) Relazione sul Bilancio della Rete dopo Convegno e Seminario Giovani 2018
Marta Bergamin, tesoriera, illustra il bilancio aggiornato a Maggio 2018 (vedi allegato).
Vengono riepilogate spese ed entrate del Convegno che sono in linea con quelle del 2016.
Si è cercato di seguire il più possibile il criterio della sobrietà, ed i risultati tutto sommato non sono male visto che oltre al Convegno si è realizzato anche il Seminario giovani. Nel complesso ci sono state:
• Entrate per 3.850 € (dal Convegno 1.320 € + 890 € dal Seminario giovani). I libri hanno fruttato 225 € mentre gli shopper 1.000 €
• Uscite per 12.108,67 €. Le spese di testimoni e relatori hanno inciso per 6.082,43 € ( di cui 2.914 € per l’ospitalità in Hotel )
Contabilmente, nel complesso il Convegno è andato bene.
Marta ribadisce che dal punto di vista amministrativo non ci sono problemi se si versano contributi ad un’altra associazione mentre il pagamento di un compenso ad un libero professionista deve avvenire dietro versamento della ritenuta d’acconto. Le spese effettuate devono avere le pezze giustificative ( scontrini, biglietti, ecc. )
Dal punto di vista del bilancio al momento sono stati fatti pochi versamenti per le operazioni.
L’andamento è in linea con il 2017 anche se và tenuto in considerazione che nel computo attuale ci sono
4.000 € di entrate in più del Convegno rispetto allo scorso anno.
In generale con questa tendenza dovremmo onorare gli impegni presi con i referenti delle nostre operazioni ma dovremo comunque usar cautela nell’approvare nuove operazioni.
Il saldo al 31/05/2018 era di 48.362 €.
Entro il 30 giugno si faranno i bonifici del primo semestre.
Sarà necessario decidere se versare il 50 % dell’importo totale oppure, almeno nei casi di piccoli importi, versare l’intero per limitare le spese di spedizione. Ci sono alcune operazioni in cui non sono state specificate con esattezza destino e data di scadenza ( Es. Perù e Case Verdi).
Lucia Capriglione della Rete di Salerno, referente dell’operazione Case Verdi, chiede per il momento di sospendere l’invio dei soldi per il progetto. Alcuni aspetti verranno trattati a seguire nel corso del coordinamento.

2) Verifica del Convegno.
Angelo Ciprari: uno degli obiettivi della Segreteria era il contenimento dei costi del Convegno.
Nel computo delle spese del Convegno sono inserite anche quelle del Seminario Giovani, tra cui il contributo alle spese di alloggio per ogni partecipante ( dai 1.200 ai 1.500 euro) ed il costo di Mohamed Ba.
Alcune voci sono lievitate per alcune nostre carenze. Soprattutto il costo dei biglietti aerei dei nostri testimoni provenienti dall’estero ( Dal Cile e dal Brasile ). In particolare è stato necessario provvedere al riacquisto del biglietto di Ernesto Puhl – rappresentante dei Sem Terra perché ha perso la coincidenza (volo interno  volo internazionale).
Per il futuro sarà necessario decidere e richiedere la partecipazione dei nostri testimoni con un congruo anticipo (ad es. nel mese di novembre/dicembre antecedente al convegno). Andrà chiesto il giorno di arrivo e di partenza in modo da prenotare con largo anticipo ad un prezzo vantaggioso ed avere così anche la possibilità di organizzare un tour del testimone nelle reti locali.
Nella cassetta del Convegno pochi i contributi lasciati.
Per ciò che riguarda la Sede del Convegno motivo di lunghe discussioni la scelta è ricaduta su Trevi per il basso costo e per la mancanza di valide alternative. Tutte le altre strutture contattate avevano costi quasi doppi rispetto all’Hotel di Trevi.
Limitati i costi degli ospiti gratuiti. Al Convegno 2018 hanno partecipato 224 persone paganti (circa 20 – 25 in meno rispetto al 2016). Per molte Reti locali le presenze sono state uguali. In calo Milano e Roma.
Per quanto riguarda gli 8 testimoni “europei” il loro costo complessivo è stato di 1.300 – 1.400 €.

Pier Pertino: Abbiamo cercato come segreteria di tener il più possibile contenuti i costi perché sono risorse non impiegate nelle nostre operazioni. Visto che la voce viaggi dei testimoni extra europei è quella che ha inciso maggiormente in futuro dovremmo metter in atto alcune buone pratiche quali:
• Prenotazione del biglietto aereo con largo anticipo
• Il tour degli testimoni nelle reti locali potrebbe essere oltre che occasione di sensibilizzazione anche occasione di recuperare risorse attraverso l’organizzazione di cene, aperitivi, ecc.
• La spesa per l’invito del testimone potrebbe esser divisa con altre associazioni e realtà soprattutto se lo stesso parteciperà ad eventi in altri circuiti
Conclude dicendo che se si vuole trovare una alternativa a Trevi bisogna muoversi da subito, al massimo a fine estate. La segreteria ci ha provato ma ha trovato soltanto strutture dai prezzi proibitivi
Angelo Ciprari: Un po’ di statistiche dal Convegno, dati estrapolati dalle schede compilate. Età partecipanti:
• Da 0 a 14 anni: 8 persone
• Da 15 a 19 anni: 17 persone
• Da 20 a 29 anni: 15 persone
• Da 30 a 39 anni: 2 persone
• Da 40 a 49 anni: 9 persone
• Da 50 a 59 anni: 25 persone
• Da 60 a 69 anni: 41 persone
• Da 70 a 79 anni: 27 persone
• Da 80 a 89 anni: 6 persone
• Età superiore ai 90 anni: 1 persona
60 partecipanti non hanno indicato l’età.
20 partecipanti al Convegno non hanno alloggiato in Hotel perché hanno trovato altre soluzioni.
107 i partecipanti sia al convegno 2016 che al convegno 2018. Rispetto al convegno 2016, sono mancati 130 partecipanti. Come mai? Non è loro piaciuto o è mancata una relazione con gli amici delle reti locali? Troppo spesso siamo chiusi nel nostro piccolo cerchio.Il dato positivo sono le 122 nuove presenze in assoluto al contrario molte persone presenti al convegno 2016 non sono venute nel 2018.
Sergio Ferrera: non è possibile parlare sempre della sede del Convegno. Si è deciso Trevi e Trevi resta.
Marta Bergamin: E’ necessario per il bilancio finale del 2018 separare il Convegno dal Seminario Giovani?
Costi dei testimoni: è vero che prenotando per tempo si ottengono prezzi vantaggiosi ma aumenta il rischio di dover disdire la prenotazione. In certi casi poi, i testimoni sanno solo all’ultimo momento se possono venire o meno ( vedi realtà come Haiti o l’Africa in genere). Attenzione a non valutare la presenza dei testimoni solo sul piano economico.
Clotilde Buraggi: Ribadisce che Lei e Ettore sono sempre stati invitati come ospiti gratuiti ma hanno sempre pagato. A Trevi non le è stato consentito ma lei ha messo da parte 120 € che saranno destinati alle spese di un convegno in memoria di Ettore che spera ospitato nella sua parrocchia e spera possa essere occasione per formare una rete locale. Ha regalato i libri di Ettore ma non sa se siano stati venduti: i proventi sono comunque per il Convegno. Spera venga accolta la sua richiesta di rientrare nella Rete.
Lucia Capriglione: il numero delle prenotazioni era molto più altro ma negli ultimi giorni ci sono state varie defezioni per malattia o lutto. Per i testimoni si potrebbe fare uno sforzo di organizzare il viaggio assieme ad altre associazioni, ripartendo le spese. Riporta l’impressione di Giovanni, responsabile del banchetto libri, il lavoro è stato molto più caotico. Chi ha portato i libri li ha lasciati senza fornire una distinta precisa.
Simona Mozzati: il biglietto di Ernesto Puhl dovrebbe esser in qualche modo ripagato con iniziative o contributi esterni. Altrimenti la somma potrebbe esser decurtata dal versamento previsto per l’operazione della Rete dedicata ai Sem Terra.
Piergiorgio Todeschini: il biglietto di Josè Nain è costato tanto ma tenete conto che lui ha fatto più di 700 km in autobus per non pagare una notte di albergo a Santiago. E’ saggio prenotare il biglietto in anticipo, ma ad es. con i Mapuche non è possibile. Il tour di Josè è stato molto intenso: 2 incontri pubblici a Brescia, un’intervista in TV, varie interviste sui giornali locali. Ha incontrato molte Reti locali, da Salerno ad Udine, dove ha incontrato – tra gli altri – persone che stanno sostenendo la formazione agrotecnica di un giovane mapuche ( progetto nato dal viaggio della Rete in Patagonia). Il tour è stato sostenuto dalle Reti locali.
Angelo Ciprari: L’analisi non deve riguardare le spese sostenute ma esaminare gli errori per poter ridurre le spese nel prossimo convegno. Ricorda che Mazin Qumsiyeh, testimone palestinese, aveva già tutto il suo percorso pianificato e non è stato possibile organizzare nessun incontro con lui. Non condivide la proposta di Simona Mozzati sul rimborso del biglietto. Conclude che Lunaria ci ha fornito 150 copie del rapporto sul razzismo: per contribuire abbiamo mandato 200 € ( neppure il costo della carta )
Caterina Perata: ringrazia, innanzi tutto, chi ha organizzato il Convegno. L’analisi del Convegno è utile ma non esageriamo e teniamo conto dei tempi ed degli argomenti da trattare già presenti in ordine del giorno.
Marco Lacchin: crede ci si stia perdendo troppo nelle piccole cose dimenticando le grandi, tra cui i numerosi giovani che hanno partecipato al Seminario.
Monica Armetta: la segreteria ha scelto di partire dal bilancio economico. L’intenzione non è quella di dare spazio a nuove verifiche perché abbiamo chiesto di fare questo via mail in modo tale da coinvolgere il più possibile la base e non solo i frequentatori classici del coordinamento.
Pier Pertino: La sintesi degli interventi raccolti dovrebbe indicare i contenuti che la Rete dovrà seguire
Sergio Ferrea: Condivide in parte quello che dice Simona Mozzati. Sarebbe importante ri – addebitare ai Sem Terra metà della cifra, anche perché il testimone non si è reso molto disponibile per la Rete
Graziella Merlino: chi avrebbe voluto partecipare al Convegno e non ha potuto trova in questo verbale un altro spirito. Le spese possono essere anche tante ma è importante vedere cosa lascia il testimone. La Rete di Quiliano vorrebbe fare un altro tipo di solidarietà che non entra nei bilanci: una banca del tempo.
Ci sono persone che hanno tanto tempo ma poca disponibilità economica, per cui dovrebbero esserci progetti che prevedono la restituzione di tempo.
Monica Armetta: Conclusioni sulla verifica del Convegno per il Seminario Giovani ci sarà un momento specifico domani mattina quando verrà Matteo uno dei partecipanti al Seminario e Lucia riferirà le riflessioni raccolte da un’altra giovane.
• Rispetto all’organizzazione, cerchiamo di migliorare gli aspetti negativi e confermare quelli positivi.
Se chiediamo più tempo per incontrarci bisogna ridurre il Convegno oppure aumentare i giorni del Convegno stesso. La location è stata molto contestata, ma è stata fatta una scelta etica e di sobrietà. Nulla vieta che arrivino proposte su altre strutture. Smettiamola di criticare
• Rispetto ai contenuti, c’era un titolo e su di esso sono state chiamate a parlare persone con conoscenza diretta del problema. Le relazioni sono state pensate sulla base del titolo e non di uno schema rigido. La polemica sui tempi dedicati ai testimoni è futile: alla prova sbobinatura abbiamo verificato che i tempi concessi sono stati analoghi. Il tema scelto ha imposto di chiamare molti testimoni del “qua” in un contesto storico in cui non esiste più un “qua” ed un “là”.
La solidarietà, la nostra solidarietà, va pensata in modo trasversale.
• E’ necessario uscire dalla nostra auto – centratura. Il Convegno è organizzato non solo per gli aderenti alla Rete ( differenza con il Seminario ), per cui non dobbiamo rimanere centrati solo sulle nostre operazioni e sui nostri testimoni.
• I lavori di gruppo possono essere dispersivi o possono essere stati dispersivi. Offrono, però, una maggiore possibilità di espressione e partecipazione. Se riteniamo che gli aspetti positivi prevalgono su quelli negativi, li dobbiamo conservare
• La Tavola Rotonda della Domenica non è stata gestita bene. Per tanti motivi. Dovremo tenerne conto.
• Il tema della laicità della Rete rivendicato in più occasioni ci pare metta in evidenza una restrizione di vedute che ci impedisce di guardare alla persona. Se il testimone esprime la sua esperienza perché dobbiamo classificarlo ? Prete o non prete. Dobbiamo allora qualificarci sulla base della professione o dei nostri carismi ? Moglie, marito, figlio, figlia, ecc. … Ciò che conta è il valore della testimonianza e dell’esperienza riportata.
• Siamo bravi a mettere in connessione. Il nostro lavoro è creare reti. Il Convegno ha confermato, se ce ne fosse bisogno, proprio questo. Ad esempio : Rito e Fabio Corazzina incontrandosi hanno organizzato un incontro con il tema del Convegno a Brescia, insieme alla Rete locale. Domani parleremo dei viaggi di giovani che hanno deciso di mettersi in gioco
Angelo Ciprari: Negli ultimi 15 Convegni ci sono stati 46 religiosi, con una media di 3 per convegno. Nell’ultimo ce n’era uno solo. Gli scrittori dei 63 libri presenti sotto l’albero della memoria, 15 erano religiosi e 15 erano laici. Nella Rete ci sono persone. Indipendentemente dal fatto che siano o meno laici.
Lucia Capriglione: Non ha scritto commenti perchè ha seguito il Convegno solo in parte. Però è chiaro che stiamo tentando di seminare semi nuovi. E’ importante affrontare la realtà, facendo ragionamenti di natura politica. La Rete di Salerno ridurrà ancora i versamenti per cui bisognerà pensare a nuove modalità di lavoro.
Marco Lacchin: il mondo è cambiato. Vogliamo seguire i vecchi percorsi o dare voce alla realtà. La Rete ha chiuso la propria parabola o vuole rinnovarsi? Le nostre modalità al momento escludono troppe persone: giovani, precari ecc.
Pier Pertino: I ritorni chiesti in fase di verifica hanno fatto emergere il concetto che non siamo stati bravi a comunicare. Nel percorso di questi ultimi anni e/o al Convegno stesso.
L’idea di Rete, soprattutto da parte di coloro che non partecipano ai coordinamenti, è importante.
Ne emerge una visione ancorata a fasti trascorsi. C’è poca percezione di come la Rete in questi anni sia cambiata. Nelle dimensioni, nelle disponibilità economiche. Spesso le Reti locali sono composte da 2-3 persone. Và fatta una analisi sulle potenzialità oltre che economiche anche delle energie disponibili.
Se ho benzina e strumenti per un gommone non posso pensare ad una traversata transoceanica.
Non è meglio prima e peggio adesso. E’ solo diverso. Dobbiamo realisticamente tenerne conto .
Purtroppo chi in questo momento è fuori dal mondo lavorativo non si rende conto di quanto si sia stretti tra tempo e soldi. I tempi dedicati al lavoro sono sempre di più . La precarietà generale assorbe energie e risorse. Si arriva a casa tardi. Costantemente fuori orario. Non per fare straordinario ma per provare a mantenere l’ordinario. Poco il tempo di informarsi, fare analisi, fare volontariato … tornando alla Rete:
quello che dobbiamo recuperare sono i valori pregnanti che hanno garantito la profezia di questa piccola associazione. Poi stabilire quali siano gli strumenti per perpetrarli. Non confondiamo i due piani.
Ad es. il valore è la restituzione non l’autotassazione in sé. Nel nostro tempo lo strumento efficace per incarnare la restituzione potrebbe anche esser qualcos’altro.
Anche le nostre stesse operazioni, per quanto importanti, rappresentano uno strumento e non il fine.
Eppure nessuno è disposto a ridurre le operazioni di cui siamo referenti.
Forse per la stessa organizzazione del prossimo Convegno sarà necessario metterci in rete con altri soggetti, sulla base del tema, del terreno comune scelto, ottimizzando tempi ed energie.
Piergiorgio Todeschini: nella verifica non è stato inteso bene ciò che è stato richiesto. La telegrafica risposta di alcuni, sottintendeva un confronto al coordinamento. Riguardo gli aspetti negativi chiesti dalla segreteria, le mie riserve sono soprattutto sui lavori di gruppo. Molti si sono accontentati ma secondo me la presentazione dei lavori è stata moto deludente. Occorreva prima parlare con i facilitatori dei gruppi per definire bene temi ed obbiettivo. Non importa da dove vengano i testimoni (qui e là) basta che siano significativi. E’ importante, nell’organizzazione, tenere il controllo dei tempi. Per es. Josè credeva di avere più tempo ed è riuscito solo a fare l’introduzione del suo discorso. Tecnicamente i microfoni dovevano esser multi direzionali in modo tale che se l’intervenuto lo avesse spostato veniva comunque amplificato.
Sergio Ferrera: se la segreteria pone quesiti occorre lasciare la possibilità alle persone di rispondere e di dire quello che pensano. La rete è un luogo dove le persone devono poter parlare senza essere giudicate.
Pier Pertino: certo ma se quello che le persone esprimono non risponde al vero, è giusto dirlo.
Paolo Guglielminetti: Non ha partecipato al Convegno. Osserva che partecipare pienamente alla vita della Rete è economicamente impegnativo. E’ importante partecipare alla solidarietà con gli strumenti che si hanno. Come aderire ad una associazione di solidarietà internazionale se questo significa solo dare dei soldi e come coniugare questo con i progetti locali ?
Graziella Merlino: Ha conosciuto la Rete tramite Caterina e ne è stata affascinata perché la Rete non è strutturata ed i versamenti possono essere decisi di volta in volta. Quello che conta è la restituzione: questa può essere attuata anche mettendo a disposizione il tempo. A maggior ragione se vogliamo avvicinare i giovani che arrivano nel mondo del lavoro sempre più tardi e non hanno disponibilità economica . Non serve polemizzare sulla struttura del Convegno perché il Convegno è il frutto di ciò che è stato fatto in precedenza.
Monica Armetta: E’ vero che quando si fa una richiesta bisogna accogliere le risposte. Ma è anche necessario cercare di collocare le risposte in un contesto costruttivo. Quello che ha colpito la segreteria è, ad esempio la sproporzione tra il peso dato agli aspetti tecnici e quello dato agli aspetti contenutistici. L’intervento della segreteria mirava a far superare alcuna categorie che ci bloccano
Marta Bergamin: interessante la proposta della banca del tempo ma se mettiamo in conto le ore che ciascuno di noi fa per la Rete … Per quanto riguarda i progetti il contributo che la Rete dà non è la cosa più importante. L’importante è la relazione con le persone del sud del mondo. Benissimo l’impegno qua ma è importante continuare nei progetti con il sud del mondo.
Lucia Capriglione: La banca del tempo serve solo a consentire a tutti di fornire un proprio contributo.
Fabio Corletto: Completamente d’accordo. Pier diceva che i progetti possono fossilizzare. Può essere, ma in molti caso è l’esatto contrario. D’accordo anche sull’intervento politico. Ma è quello che stiamo facendo.
Angelo Ciprari: Il mantenimento dei rapporti con le persone che hanno partecipato ai convegni o che stanno nelle sedi dei vecchi progetti, è fondamentale.
Pier Pertino: quando ho parlato di autotassazione o progetti come strumento non volevo dire che vadano annullati volevo far riflettere che non sono l’unico strumento possibile per realizzare i valori della Rete.
Monica Armetta: tali temi saranno certamente ripresi nei prossimi coordinamenti
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3) Segreteria biennio 2018 – 2020.
Monica Armetta: E’ giunto il momento di dare il cambio. Ringrazia tutti da parte della segreteria uscente e invita a farsi avanti chi abbia voglia di candidarsi. Ovviamente la segreteria uscente è disponibile ad accompagnare quella nuova. E’ possibile un secondo mandato da parte di chi ha già fatto la segreteria.
Segue una fase in cui vengono formulate molte proposte.
Si fanno i nomi di Fulvio Gardumi (Rete Trento) e Maria Cristina Angeletti (Rete Macerata).
Angelo Ciprari: li contatta . Fulvio accetta. Maria Cristina si riserva di dare una risposta domani.
Caterina Perata: Propone che venga creata una commissione che esamini il progetto della banca del tempo, raccogliendo informazioni su esperienze in atto. L’obbiettivo è quello di arrivare a sostenere un progetto offrendo tempo anziché denaro. Si riserva di inviare come Rete di Quiliano una proposta scritta.
Maria Teresa Gavazza: le cose stanno cambiando moltissimo. Il momento delle teorie va accantonato: i discorsi teorici lasciano in ombra l’azione. Anche noi come Rete dovremmo porci il problema di agire in modo più organizzato. Occorrerebbe rivedere l’anima della Rete, che, al momento della sua nascita, rifletteva un’epoca storica. Oggi tutti ci chiedono cose concrete, per cui dovremmo riuscire a fare interventi mirati che ci facciano agganciare ad altre realtà. C’è un lavoro culturale enorme da fare.
Ci sono tanti modi oggi di intervenire, immergendoci nella realtà
Marco Lacchin: E’ il momento di recuperare il concetto di controinformazione in termini di lavoro culturale
Lucia Capriglione: un esempio è il progetto dei cordai che fa controinformazione. Bisogna trovare la modalità. Oggi abbiamo un sovraccarico di informazioni .
Graziella Merlino: Quando parliamo di relazione la riferiamo automaticamente al Sud del modo. Spesso dimentichiamo che dobbiamo entrare in relazione anche con le persone che abbiamo qui davanti a noi.
L’autotassazione è uno strumento ma non l’unico. Se creiamo relazioni come Rete locale le diamo possibilità di espandersi.
Pier Pertino: Alcune proposte usciranno domani durante la verifica sul seminario giovani. Alcune prospettive interessanti si stanno aprendo. Mi Ripeto: dobbiamo ripescare i valori fondanti della Rete, declinandoli al tempo odierno. Non è facile. Ricordiamoci che siamo un’associazione di solidarietà internazionale, per cui lo strumento progetti rimane una delle peculiarità che ci distingue. Dall’altro lato c’è il grosso discorso del recupero del locale. Gran parte delle Reti hanno perso il loro rapporto con il territorio. Cerchiamo di fare quello in cui siamo bravi: connettere persone ed esperienze.
Paolo Guglielminetti: C’è bisogno di una riflessione profonda nelle Reti locali. La Rete è un’associazione di solidarietà internazionale: forse dobbiamo chiederci quanto i progetti che portiamo avanti parlino di noi.
Luciana Gaudino: è d’accordo. Ciò che l’ha avvicinata alla Rete è il confronto con realtà geograficamente lontane. Non è d’accordo quando si dice che non esiste più il “qui” e il “là”: è molto più complesso.
Monica Armetta: per aumentare e favorire la partecipazione, alla segreteria è venuto in mente di organizzare in maniera continuativa i coordinamenti nel Centro Italia. Toscana, in particolare, visto l’indisponibilità della Casa della Solidarietà di Quarrata si è pensata per Novembre l’opzione Pistoia.
Pier Pertino: ai tempi la decisione di portare i coordinamenti in tutta Italia aveva il senso di far respirare
la dimensione nazionale alle Reti locali che lo organizzano. Ora tale logica sembra penalizzante.
Matteo Mennini sta organizzando un Convegno su Ettore Masina all’Università di Tor Vergata. L’idea originaria era fissare il coordinamento del 24/25 Novembre a Roma facendo il Convegno il Venerdì 23. Per facilitare la partecipazione degli aderenti alla Rete. Il coordinamento di Roma è però slittato a Gennaio.
Continuano le ipotesi per i membri mancanti della futura segreteria prossima.
Daniela Duizoni contattata, pur essendo lusingata, non può darsi disponibile per problemi di salute.
Viene contattata Mariangela Abbadessa. Anche lei vuole rifletterci e darà poi una risposta.
Maria Teresa Gavazza: Liviana Bortolussi ha tramite lei dato un po’ di copie del libro con la sentenza del TPP sull’immigrazione. Siamo una delle poche associazioni non settaria che riesce a creare relazioni
Roberto Stura: Rispetto al fare cultura, il logo della Rete andrebbe riportato nei progetti che riguardano il sud del mondo. Tutti i progetti seguiti in loco dovrebbero avere una connotazione di rapporto nord-sud. Altrimenti si perde lo specifico della Rete
Lucia Capriglione: Paul Gauthier ha sempre detto di lavorare qui per aiutare il sud del mondo
Elvio Beraldin: Non ha ancora capito se stiamo mettendo in discussione i valori della Rete o se pensiamo che i progetti vadano rivisti. Siamo in una realtà molto diversa da un tempo.
Graziella Merlino: Non si tratta di discutere della Rete. Il punto è che bisogna incidere nella nostra realtà, trovando altre modalità che non escludono l’internazionalità della Rete.
Monica Armetta: restano da definire i temi da affidare alla nuova segreteria
Paolo Guglielminetti : queste scelte vanno portate alla base consultando le singole reti locali
Maria Teresa Gavazza: dobbiamo avere la forza di relazionarci con i diciotto milioni di persone che hanno votato questo governo

Ore 19.30 : CENA
Ore 21.00 : La narrazione
La cooperativa che gestisce l’Abbazia di Santa Fede a Cavagnolo si racconta.
Elvio della Rete di Padova ci riporta il diario di Viaggio fatto ad Haiti
Salete Ferro narra di sé e del progetto “ Produzione sapone a Rorainopolis ”
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DOMENICA 10 GIUGNO
Ore 9.30. Inizio dei lavori della Domenica

4) Riassunto sedi coordinamenti prossimi venturi e circolari nazionali
Le date dei prossimi coordinamenti
• Trento (Candriai ) : 29-30 settembre
• Pistoia : 24-25 novembre
• Roma : 26-27 gennaio
Si discute della data del possibile Convegno su Ettore Masina. Una data ipotizzata possibile potrebbe essere venerdì 25 Gennaio, giorno prima del coordinamento della Rete a Roma. Và verificato con Matteo Mennini ( Pier e Clotilde verificheranno ). Da decidere anche la destinazione di un archivio di scritti, libri, opuscoli, raccolta di conversazioni private presente a casa Masina.
Circolari nazionali affidate a:
Giugno Rete di Pisa – Viareggio
Luglio – Agosto Rete di Quiliano
Settembre Segreteria in uscita
Ottobre Rete di Padova
Novembre Rete di Alessandria
Dicembre Rete di Roma (Clotilde)
Gennaio Nuova Segreteria
Febbraio Rete di Celle – Varazze
Si riprende l’argomento del costo del doppio biglietto aereo per l’esponente dei Sem Terra che è intervenuto al convegno di Trevi (e che ha perso l’aereo). Si decide di informare la rete di Roma del disagio manifestato dal coordinamento per l’elevato costo del biglietto.

5) Individuazione dei componenti della nuova segreteria
Vengono raccolte le ultime risposte per la costituzione della segreteria nazionale della Rete Radiè Resch per il biennio 2018-2020. I componenti saranno :
• Fulvio Gardumi Rete di Trento
• Maria Cristina Angeletti Rete di Macerata
• Mariangela Abbadessa Rete di Castelfranco

6) Verifica del Seminario Giovani
Relaziona Matteo, uno dei ragazzi di Torino che ha partecipato al Seminario.
I momenti pregnanti che restano sono soprattutto il racconto delle testimonianze personali come quella di Mohamed Ba o di Salete Ferro. Al seminario in concreto ci si è confrontati con il problema immigrazione facendo riferimento ad alcune statistiche. Fabio Corazzina ha usato un gioco molto coinvolgente per far riflettere sull’argomento. La differenza la fanno gli scambi e la relazione tra le persone.
Punto di debolezza il numero molto esiguo di partecipanti (circa una trentina).
Fra i ragazzi quello che emerso maggiormente è l’esigenza di un atteggiamento maggiormente operativo.
Interventi vari : Disagio per la separazione netta tra il Convegno ed il Seminario.
Viene spiegato che questa è stata la decisione presa nei coordinamenti precedenti ed è frutto di un percorso preciso. Il realizzare entrambe le cose a Trevi era per cercare di ottimizzare costi ed energie.
Si ipotizza un seminario ed una attività con i giovani per farli entrare nella Rete.
Matteo: la comunicazione per esser efficace tra Convegno e al Seminario deve essere differente.
Pier Pertino : sottolinea che lo scopo dell’attività con i giovani ( seminario compreso ) non è certo quello di fare proselitismo ma se mai proporre confronti, esperienze di cui poi ognuno dei partecipanti farà quello che vuole. Seminare valori che paiono in controtendenza chiedendo ai giovani se sono ancora percorribili ..
valutare se i valori della solidarietà sono ancora percorribili
Vengono fatte alcune osservazioni sul mondo giovanile e sul loro rapporto con il cellulare.
Un mondo che pare sempre più piccole con distanze che paiono ridotte. Non è comunque facile fare proposte che incontrino le esigenze di tutti . Anche parlando e proponendo viaggi.
Osservazione sul mondo giovanile e sul suo rapporto con il cellulare. La percezione di un mondo sempre più piccolo per cui le distanze paiono minori. Non è facile fare proposte che incontrino le esigenze di tutti anche parlando di viaggi.
Secondo Matteo la restituzione al Convegno da parte dei partecipanti al Seminario doveva essere fatta in altro modo, con una maggiore autonomia della dinamica di gruppo che si è instaurata spontaneamente fra i partecipanti. L’esigenza imposta del microfono, per motivi tecnici, ha impedito la spontaneità della comunicazione. La restituzione emotiva ha maggiore valore di quella scritta sovente costruita all’ultimo momento per esigenze esterne. Respinge l’impressione di una eccessiva presenza ( e monologo ) di Ba
Monica Armetta : il Seminario ha dovuto modificare l’impostazione sulla base dell’età dei partecipanti molto eterogenea quindi con esigenze e stili comunicativi molto diversi. Giulia, giovane psicologa partecipante al Seminario voleva fortemente un viaggio in Palestina ed ha preso contatti direttamente con Mazin. La Rete ha destinato circa 5.000 euro del bilancio per i viaggi dei giovani. E’ necessario stabilire se la Rete voglia o meno contribuire ad un viaggio come questo.
Si articola una discussione sulle modalità con cui i viaggi vadano studiati e al limite in parte finanziati.
Il viaggio va costruito con i giovani interessati a partire. C’è una assoluta necessità di formare chi parte e tale formazione dovrebbe essere curata dalla Rete locale referente dell’operazione.
Occorre fare attenzione anche alle condizioni del viaggio e ai costi: alcune mete sono proibitive per le condizioni politiche ed ambientali ( ad es. Haiti e il Congo ) altre sono molte costose ( ad es. il Cile )
Piergiorgio Todeschini : sottolinea ed elenca le precedenti esperienze di viaggio dai mapuche.
Alcuni hanno prodotto una serie di contatti, progetti di ricerca, di vita impagabili.
Si ipotizza la costituzione di una commissione giovani che prenda anche in considerazione i criteri di definizione e finanziamento dei viaggi. Si danno disponibili: Lucia (Rete di Salerno), Simona (Rete di Celle – Varazze ), Monica (Rete di Torino) e Piergiorgio (Rete di Brescia). La commissione è in fase di definizione quindi chi è interessato è il benvenuto. Si parla del coinvolgimento di Angela ( Rete Pisa – Viareggio)
Lucia Capriglione: nel progetto di Gaza manca la relazione diretta personale, i contatti (tecnici ed impersonali) attraverso una organizzazione. Si rischia di finire nel calderone dei progettifici.
Pier Pertino: Gaza è una situazione eccezionale dove sono saltati tutti i parametri delle normali relazioni personali ed internazionali. E’ necessario essere molto elastici, poiché forse i criteri normali non valgono.
Angelo Ciprari: dice che la Rete ha un altro progetto in Palestina, quello gestito dalla Rete di Pesaro.

7) La Rete e la riforma del terzo settore.
Roberto ( Robertone ) Revello della Rete di Torino. Lavora nella cooperazione sociale.
Legge delega al governo nel 2016 sul riordino del terzo settore (DLGS 117).
Tale legge prevede che tutte le associazioni di volontariato debbano rientrare in certi schemi. Ci sono responsabilità economiche anche per le associazioni informali. Verrà creato un registro nazionale (non ancora avviato) degli ETS – Enti del Terzo Settore. Le ONLUS non esisteranno più. Dovevano già sparire dal 1° gennaio 2018, ma è stata prevista una fase transitoria.
La legge definisce con esattezza le nuove categorie delle Fondazioni e delle reti associative (queste ultime ad es. nella definizione devono avere almeno cento associazioni affiliate presenti in almeno tre regioni italiane). Altre tipologie associative contemplate sono le APS: Associazioni di Promozione Sociale, in cui prevale l’attività verso i propri soci (un esempio potrebbero essere i GAS – Gruppi di Acquisto Solidale)
Dal punto di vista normativo la distinzione fondamentale è quella fra enti riconosciuti (con personalità giuridica) o non riconosciuti (per cui risponde l’organo amministrativo e in parte rispondono “in solido” tutti i soci). La soluzione di diventare un ente riconosciuto è più lineare e forse conviene maggiormente alla Rete. Fra l’altro consente di accogliere donazioni e oblazioni offrendo la possibilità di deduzione fiscale (più interessante economicamente rispetto alla detrazione, fino ad ora prevista dalla normativa).
Non è così difficile diventare ente riconosciuto, occorre dichiarare un patrimonio di almeno 15.000 euro, che tutela gli organi amministrativi da ritorsioni dirette. Sotto i 220.000 euro la contabilità è semplificata (contabilità di cassa).
Roberto preparerà un documento che verrà allegato al seguente verbale, in modo tale che tutti possano cominciare a fare una riflessione. Il confronto proseguirà nei coordinamenti prossimi venturi poiché sarà necessario prendere una decisione in proposito.
Ore 12.55. Chiusura dei lavori e pranzo

ALLEGATO STATISTICHE

PARTECIPANTI
Totale presenze convegno e seminario giovani.n.227 in hotel e fuori.
Ospiti 18: N.13 x 2 giorni (7 gratuità hotel circa) *+ N.5x1giorno + ulteriori N.8 ospiti pagati dalle reti locali.
Seminario giovani n.38 presenze circa.
Partecipanti al convegno N.163

SPESE CONVEGNO
Voli aerei……………………………………………………     E.   4531,73
Hotel ospiti dedotti N.7 free hotel…………………………E 850,00
Hotel giovani quota a carico RRR………………………… E.   853,00
loro contributo + Rrr.Casale………………………………. E. 1211,00
Rimorso spese ospiti UE………………………………….. ..E.   2450,70
Opuscolo cartellina, stampa manifesti,
Adesivi, SIAE, borsine ……………………………………..E. 2212,24

Totale.                    E.    10897,67

ENTRATE CONVEGNO
Contributo RRR. Vr……………..E. 150,00
Cassetta convegno……………..E.1320,00
Ricavo libri………………………..E. 225,00
Cassetta Borse juta……………. E. 947,50

Totale entrate.            E. 2642,50

COSTO FINALE
Costo finale del convegno e del seminario giovani x il bilancio della RRR nazionale.
Euro 8255,17  .

Euro 10897,00 diviso n.163 partecipanti al convegno a quota intera a proprio carico
Euro 60 circa procapite.

SABATO 20 GENNAIO Partecipanti al coordinamento: SEGRETERIA: Monica Armetta, Angelo Ciprari, Pierpaolo Pertino. BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CASTELFRANCO VENETO: Mariangela Abbadessa, Ermanno Di Biagio, Marta Bergamin; GENOVA: Sergio Ferrera; MOGLIANO VENETO: Gianni Colleoni, Daniela Duizoni, Beniamino Favaro; PADOVA: Elvio Beraldin, Fabiano Ramin; PISA-VIAREGGIO: Giorgio Gallo; QUARRATA: Antonio Vermigli, Mariateresa Bertoldi; QUILIANO: Caterina Perata; ROMA: Giacinta Carnevale; SALERNO: Lucia Capriglione; TORINO: Marco Zamberlan; TRENTO: Luigi Moser; TREVISO: Olga Turchetto; UDINE: Toni Peratoner; VARESE: Marco Lacchin; VERONA: Gianni Pettenella, Maria Picotti, Francesca Gonzato, Roberto Baccaletto, Mario Fenzi, Dino Poli, Silvana Valpiana;

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Ore 15.00 : Inizio lavori. Come ormai consuetudine, si procede a registrazione audio, per permettere: • L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono essere presenti; • La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete.

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1) Bilancio Annuale e bilancio preventivo 2018 Marta Bergamin illustra il bilancio annuale 2017, che si allega al verbale (nella tabella sono ricompresi i 4 anni di sua gestione, in qualità di tesoriere, in parallelo). Il bilancio è in equilibrio grazie ad una eredità e a qualche extra. Resta il fatto che vi è una riduzione delle autotassazioni e la scomparsa di qualche rete locale. Dallo scorso anno i progetti gestiti direttamente dalle singole Reti non compaiono nel bilancio, né in entrata né in uscita. Ciò è necessario perché si deve avere coerenza tra il bilancio e l’andamento del conto corrente. I versamenti alle operazioni sono stati fatti tutti. La leggibilità del bilancio è garantita, quest’anno, dal fatto che, sia i versamenti che i pagamenti, sono stati contabilizzati, nell’anno di competenza. VITALIZI. Con la morte di Marie Therese si è concluso quello destinato a Paul Gauthier. OPERAZIONI STRAORDINARIE. Versamenti di €. 2.000 a Salete (Brasile), Solidarity Watch e sessione migranti del TPP. SPESE COORDINAMENTI. Sembrerebbero aumentate, ma in realtà sono bilanciate dai contributi raccolti (costo medio per un coordinamento, dedotti i versamenti, è di circa €. 1.000). SPESE BANCARIE. Sono diminuite e diminuirebbero ancora se si potessero fare i bonifici in unica soluzione. Però, la scelta di versare a giugno e a fine anno il contributo ad ogni operazione garantisce un equilibrio nel conto corrente e maggiore equità tra le varie operazioni. AUTOTASSAZIONI. Le Reti attive mantengono gli stessi versamenti (alcune coprono circa il 50 % del bilancio). Ci sono reti che non versano da qualche anno e altre, purtroppo, estinguendo. In fase di versamento non è necessario che la Rete specifichi la destinazione del denaro perché, se non indicato diversamente dal coordinamento, il contributo confluisce nel conto comune della Rete. SALDO del C/C al 31/12/17 è di €. 33.567. TOTALE ENTRATE : circa €. 158,000 con un calo di circa €. 8.000 rispetto allo scorso anno. Il bilancio dovrà esser ancora aggiustato per piccole imprecisioni e per versamenti ancora imputabili al 2017. Per i versamenti l’unico importo non ancora inviato sono i €. 4.000 della Mesa Campesina. Ai Mapuche, per un errore di cambio, è stato inviato di meno. Si rimedierà con il prossimo versamento. Marta chiede che le Reti versino almeno una prima tranche dell’autotassazione entro giugno. PROGETTI GESTITI dalle SINGOLE RETI FUORI DALLA CONTABILITA’ NAZIONALE : €. 51.000 Le operazioni ordinarie impegnano circa €. 152.000. Tolte le entrate straordinarie, vi è un negativo di circa €. 9.000. Attualmente, vi è un residuo di cassa di circa €. 45.000. Vi è stato, quindi, un calo delle entrate, di cui occorre tenere conto nel momento in cui si rinnovano o si approvano le operazioni. Al termine della relazione e spiegazione del  bilancio annuale tenuta dalla tesoriera della Rete, l’assemblea dei soci, presieduta dal presidente della Rete Radiè Resch, Angelo Ciprari, approva  Il bilancio2017. Dal 1 gennaio 2018, è entrata in vigore la riforma del terzo settore che ha soppresso le ONLUS. Dovremo fare una riflessione e una analisi della nostra situazione. Alle associazioni verrà richiesta la variazione del proprio statuto per adeguarsi alla riforma entro febbraio 2019 Si apre la discussione sulla necessità di trovare un soggetto (ente o professionista) che si aiuti ad adeguarci alle modifiche legislative, senza rinunciare alla nostra identità. Gianni Pettenella: rinnova l’invito alle Reti locali a svolgere iniziative per il finanziamento del Convegno.

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2) Aggiornamento partecipazione Commissione Europea. Marta Bergamin illustra anche l’andamento della missione con Fabio Corletto a Bruxelles (novembre 2017) per portare la voce della Rete, si invito dell’On. Kienge, ad un evento in cui si discuteva degli aiuti all’Africa. Molte volte le scelte dell’Europa hanno lasciato a desiderare. Ciò malgrado, si è deciso di intervenire per portare avanti il nostro pensiero. Sono state trovate altre persone che avevano lo stesso tipo di sensibilità. E’ stata un’esperienza positiva. Il progetto presentato (ma non ancora operativo) è nato con buoni presupposti. E’ stata sottolineata l’importanza di coinvolgere la gente del posto, aiutando anche piccole associazioni e non di fare business. A febbraio ci sarà un incontro a Padova e dovrebbero essere predisposti dei documenti. L’on. Kienge vuole portare questo progetto nelle varie regioni, per il momento del Nord-Est. Essere presenti è stato importante. Marta è molto ottimista e ricorda di avere inviato una relazione dettagliata via e-mail Angelo Ciprari: E’ felice dell’entusiasmo di Marta, ma è molto dubbioso, perché teme che questa iniziativa sia sono un contentino dato alle associazioni. Quando, riguardo all’Africa, occorre prendere decisioni, ad esempio, sull’immigrazione o sulla vendita delle armi, esse vengono prese in circoli chiusi. Caterina Perata: Tanti punti sono già stati (inutilmente) discussi in passato. Non ha, invece, sentito nomina-re gli accordi commerciali tra Europa e Africa: Invita Marta e Fabio ad affrontare il tema in quella sede, come pure quello della corruzione. Il coordinamento rinnova il Mandato a Fabio e Marta di rappresentare la Rete in quella sede.

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3) Struttura del convegno e del seminario giovani. Pierpaolo Pertino illustra lo stato dei lavori. Il punto di partenza si trova nell’art. 2 della Costituzione Italia-na, che costituisce un forte ostacolo alla criminalizzazione della solidarietà. Il principio enunciato è il fulcro del convegno. Passa, poi, ad illustrare il manifesto del convegno, che verrà inviato nella mailing-list generale. Potrà essere anche fornito in alta definizione per la stampa di manifesti di grandi dimensioni. Via mail saranno inviati manifesto, programma e comunicato stampa. La Reti sono invitate a far circolare il materiale. Sarà inviato, con le stesse modalità, anche il manifesto del seminario giovani. Per quanto riguarda i programmi, essi sono la sintesi del lavoro delle due commissioni. In alcuni casi, i due programmi debbono “incastrarsi”, anche con riguardo all’uso dei relatori Sergio Ferrera: Chiede perché il manifesto del convegno debba rappresentare un uomo e non una donna. In realtà si constata che il viso riportato potrebbe appartenere sia ad un uomo che a una donna. Vari interventi segnalano la necessità di rendere più leggibile il titolo. Si incarica la segreteria di segnalare il problema al grafico che ha prodotto il manifesto prima che vada in stampa nella stesura definitiva. Pierpaolo Pertino illustra il programma ( vedi mail inviata da Marco Zamberlan). Lo struttura è la seguente:

• Il venerdì pomeriggio, si inquadrerà il tema del reato di solidarietà, a partire dal confronto con l’art. 2 della Costituzione e dall’analisi della situazione degli altri paesi europei.

• Il sabato è destinato alle testimonianze “Qui” e “Là”. Si partirà dai nostro testimoni; poi ci saranno gruppi di lavoro per aree tematiche sulla situazione qui in Italia. Oltre a quelli indicati, potrebbe intervenire un altro relatore proveniente dai gruppi che, a Bardonecchia, prestano soccorso in montagna ai migranti che cercano di passare la frontiera. Non è detto che chi opera alle frontiere possa parlare di tutto ciò che accade liberamente perché in alcuni casi si potrebbero “bruciare” attività in corso. I gruppi tematici saranno facilitati anche per permetterne una corretta restituzione in plenaria.

• La domenica (forse più tardi delle 8.45) ci sarà la tavola rotonda, senza esagerare nel numero dei partecipanti. Da decidere il moderatore. Antonio propone Mario Lancisi. E’ possibile che i ragazzi del seminario giovani abbiano bisogno di un loro spazio. Don Rito Alvarez, a cui sarà affidata parte della relazione finale insieme alla segreteria, è colombiano, proviene da una zona sotto il controllo dei narcos, dove ha creato una comunità per aiutare i giovani a trovare alternative alle organizzazioni criminali. E’ stato spostato perché pesantemente minacciato. A Ventimiglia, pur con le ovvie differenze, sta sperimentando la stessa situazione. Monica Armetta riferisce dei lavori della commissione per il Seminario giovani. Illustra locandina e programma. (N.B. Il programma è già stato inviato da Marco Zamberlan) L’accoglienza del venerdì sarà a cura di Mohamed Ba. Seguirà la proiezione del film “Africa paradis”. Alla proiezione sono invitati ad assistere tutti i partecipanti al Convegno. Il sabato mattina, dopo brevi interventi di Mohamed Ba, don Fabio Corazzina e le ragazze di Solidarity Watch ci saranno delle attività di gruppo animate da Eleonora della Caritas di Savona e probabilmente Rossano del Pozzo di Giacobbe di Quarrata che continueranno nel pomeriggio. A fine pomeriggio del sabato alcuni testimoni delle nostre operazioni inviteranno i partecipanti ad un viaggio nei luoghi di loro provenienza per condividere la loro realtà e la loro vita. Lo spettacolo di Ba, previsto dopo la cena del sabato sarà anch’esso aperto anche ai partecipanti al Convegno. E’ possibile che Ba coinvolga alcuni ragazzi nello spettacolo. La domenica mattina i ragazzi riprenderanno le loro attività ragazzi, e, se vorranno, potranno presentare una sintesi del loro seminario al Convegno e presenziare alle conclusioni finali dello stesso. La Rete collaborerà alle spese con un le risorse economiche accantonate e previste dal bilancio della cassa nazionale. Maria Picotti: Chiede che nel programma venga dato un titolo alle relazioni. Illustra poi lo stato dei contatti con la relatrice Flore Murar Yovanovitch Mario Fenzi: Il gruppo di Verona ha invitato al Convengo la referente dell’operazione in Ghana (parla solo inglese). Siccome è giovane, eventualmente potrebbe partecipare ad un confronto al Seminario Giovani. Caterina Perata: Ringrazia di avere accettato la proposta di invitare i ragazzi del Collettivo MigrAzioni che parleranno del “Daspo urbano”. Porteranno anche la propria esperienza concreta preparando dei cartelloni. Chiede che uno di loro venga inserito nella tavola rotonda della domenica. Uno dei ragazzi, quando ha visto il programma, ha proposto di invitare un obbiettore di coscienza israeliano. Introduce il tema del fine vita: anche su questo fronte si sta arrivando al reato di solidarietà. Giorgio Gallo: Il lavoro della commissione giovani non si è svolto in modo corretto. Angela ha mandato un progetto molto diverso da questo, che è stato completamente ignorato. Ciò è stato estremamente sgrade-vole. Bisogna stare un po’ più attenti nel curare la delicatezza nei rapporti con le persone. Marco Lacchin: Segnala l’esigenza di far circolare subito i programmi visto che siamo al 20 gennaio ed il convegno è ad inizio aprile. Monica Armetta: fa fatica ad accogliere le critica di Giorgio Gallo, perché il programma mandato da Angela non è molto diverso da quello definitivamente adottato. All’interno della commissione, ciascuno ha fatto le proprie proposte, alcune anche da parte dei ragazzi. A seguito di una proposta fatta da una ragazza della commissione seminario-giovani, approvata da Simona di Celle, Angela ha ritenuto impossibile una collaborazione e pertanto ha dichiarato di voler uscire dalla commissione, nonostante un tentativo di chiarimento e di rivalutazione di quanto proposto . Giorgio Gallo: Segnala che la proposta di Angela fatta dopo il coordinamento di Brescia era diversa, preve-deva soprattutto lavori di laboratorio ed è stato totalmente ignorata. Prosegue la discussione (abbastanza animata) tra Monica e Giorgio. Fabiano Ramin: Si dispiace di questo contrasto, anche perché Angela ha una grande esperienza su questi temi. Per sua esperienza, nota che c’è poco tempo per produrre un documento rielaborativo. Ci vorrebbe mezza giornata solo per questo. Propone che i ragazzi possano assistere ad una delle relazioni del conve-gno e poi dedicare molto tempo alla fase della discussione. Pierpaolo Pertino: nei laboratori del seminario giovani, i testimoni delle nostre operazioni devono fare solo un invito – proposta del viaggio. Nessuna relazione ma solo il modo per render immediatamente concreta la possibilità di immedesimarsi nell’altro vivendo per un certo periodo nella loro realtà. Lucia Capriglione: C’è poco tempo per poter elaborare. Propone di dedicare più tempo ai gruppi di lavoro. Inoltre lo schema è troppo aleatorio e manca una mano esperta (Angela?). Il risultato è un po’ disorganiz-zato. Meglio che i testimoni vadano dai ragazzi e non che i ragazzi partecipino ai lavori del convegno Monica Armetta: la partecipazione dei ragazzi al convegno non è stata prevista, proprio per farli lavorare per conto loro, anche alla luce della prima anima del seminario, che doveva essere in un contesto diverso. La struttura è vaga non perché non ci siano idee chiare ma per lasciare più spazio alle scelte del momento. I facilitatori sono, infatti, persone abituate la lavorare con i giovani. Non siamo noi adulti a dover decidere cosa si fa, pur preparando un canovaccio sul quale impostare il lavoro. Verranno infatti fatte delle proposte tra le quali i giovani possono scegliere. La scommessa del seminario sta proprio nell’ascoltare le richieste dei giovani. Poi è estrememente importante che ciascuna Rete si impegni a coinvolgere anche solo 1/2 giovani (16 – 25 anni, indicativi). Si è pensato di collaborare alle spese per la partecipazione. In stanze da 4/5 persone il costo cadauno per l’intero seminario è di 74 €. La metà la metterebbe la Rete quindi ai partecipanti è chiesto un contributo di 35 euro + il viaggio . E’ possibile ( e caldamente auspicato) raccogliere dei fondi destinati a questo scopo organizzando sul proprio territorio uno spettacolo di Mohamed Ba che si è dato disponibile, limitando il proprio compenso e lasciare il resto per autofinanziamento. Al di là della questione economica lo spettacolo di Ba potrebbe esser occasione di sensibilizzazione in senso lato e parte di un percorso che porta i giovani al Seminario. Daniela Duizoni: Nella giornata di sabato ci sono 4 ore ½ di lavori di gruppo. Non sono poche. Antonio Vermigli: Non entra nella problematica che riguarda Angela. Vedendo il programma del sabato osserva che è tutto un dialogo ed un incontro, Non ci sono momenti in cui i giovani non possono parteci-pare. Fondamentalmente il programma va bene. Purtroppo nel nostro convegno non c’è mai occasione di dialogo e di confronto. Forse il tempo del confronto manca più nel convegno. Maria Picotti: Ha parlato con Flore Murar Yovanovitch, secondo cui il titolo del proprio intervento potrebbe essere: “Le frontiere dell’inumano”. Per il pomeriggio del sabato, non ha capito perché e come sia stata in-serita. Infatti, è una giornalista, non una testimone di resistenza in senso stretto. Ha indicato altre persone. Pierpaolo Pertino precisa che la Yovanovitch è stata scelta per rappresentare l’esperienza TTP nelle sessioni di Palermo e Parigi ( a cui era presente) e Liviana Bortolussi, interpellata in merito, si è detta d’accordo Giorgio Gallo: Flore è abbastanza fuori dal discorso del pomeriggio. Lei non è una testimone di un impegno quotidiano. Il titolo di Colombo è “Legalità, reato, solidarietà, giustizia”. Da sempre solidarietà può signi-ficare andare contro la legge. Forse potrebbe essere utile fare un po’ di storia. Vedi ad es. il movimento dei santuari negli Stati Uniti. Il testimone palestinese Mazin Qumsiyeh non verrà, per ragioni personali ha dovuto cancellare i viaggi all’estero. Dobbiamo trovare un’altra persona. Propone come alternativa una palestinese di cittadinanza israeliana che lavora a Gerusalemme per un’agenzia dell’ONU. Si possono raggiungere anche obbiettori di coscienza israeliani ma lui preferirebbe un palestinese. Gianni Pettenella: Per il pomeriggio del sabato, la Yovanovitch sarebbe tra i 4 relatori con 1 ora a disposizione. Potrebbe non intervenire e fare eventualmente da facilitatore. Per la testimonianza palesti-nese a Verona ci sono alcuni contatti Angelo Ciprari: Il convegno serve anche a trovare le nostre forme di resistenza umana, anche contro la leg-ge. Dobbiamo chiederci cosa accadrà se qualcuno della rete commetterà reati: se la Rete li coprirà. Il no-stro impegno è quello di favorire i reati di solidarietà. Lucia Capriglione: Al posto del testimone palestinese propone Hafez, il pastore riferimento della resistenza non violenta del villaggio di At Twani, in Palestina, ( nel suo ultimo viaggio la Rete ha visitato tale realtà). Potrebbe già essere in viaggio in Italia ed in tempi stretti è possibile verificarlo. Elvio Beraldin: Attenzione ai tempi : 3 relazioni al sabato mattina, con traduzioni e dibattito, sono troppe. Inoltre, è il primo convegno senza Ettore Masina: una testimonianza di Clotilde è necessaria. Ha vissuto la resistenza e crede che sul piano della resistenza che mettiamo anche nel manifesto c’è un confronto serio perché i popoli che ci vengono a parlare stanno resistendo da una vita Piepaolo Pertino: Ettore Masina è all’ordine del giorno nella parte dedicata alla memoria Monica Armetta: interessante il discorso della memoria storica. Si potrebbe raccogliere del materiale da inserire nelle cartelline ( magari a cura di Ercole Ongaro e Maria Teresa Gavazza). Giorgio Gallo: il problema non è tanto la motivazione per cui si va contro la legge. Il problema è la legittimi-tà della legge. Alcune leggi sono oggettivamente discutibili dal punto di vista dei valori universali. Il proble-ma è trasgredire le leggi che si ritengono illegittime. Sergio Ferrera: Qui nessuno trasgredisce la legge. Il contesto è differente. Ci sono casi in cui è positivo tra-sgredire la legge

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4) Logistica del Convegno. Lucia Capriglione riferisce che i prezzi sono gli stessi dello scorso anno (vedi il prospetto dei prezzi nella mail inviata da Marco Zamberlan). Per agevolare i ragazzi ci saranno camere fino a 5 posti a prezzo più basso. Ogni 25 paganti c’è una quota gratuita. Ci sono 2 hotel a 5 km, nel caso servissero camere in più. Le prenotazioni si faranno sul modulo predisposto, da inviare via mail o posta ordinaria alla rete di Salerno. [ ATTENZIONE. Nel post coordinamento è stato creato apposito account per l’invio delle Schede prenotazione sia del Convegno sia del Seminario : prenotazioni.convegno.rrr@gmail.com ] Caterina Perata chiede informazioni sulle gratuità. Chi può usufruirne e quante ne sono previste ? Angelo Ciprari dà l’elenco delle gratuità previste. Si apre la discussione su ulteriori gratuità. Antonio Vermigli: ci sarebbero anche due testimoni brasiliani (donne) che dovrebbero avere una gratuità. In una mail le aveva proposte anche come testimoni per il seminario giovani. Prosegue Lucia Capriglione che le prenotazioni saranno raccolte dal 1 febbraio al 25 marzo. Chiede come si debba procedere per le adesioni dei giovani. La segreteria : Si useranno 2 diverse schede, una per il convegno ed una per il seminario, in modo da non creare confusione. Per i giovani sono state messe a disposizione camere più grandi a costo più basso e con il contributo della metà da parte della Rete. Costo soggiorno per i partecipanti al Seminario Giovani €. 35 Caterina Perata: Rispetto al seminario giovani ed al tema, poniamoci il problema della partecipazione di minori stranieri già in Italia (invito). Pierpaolo Pertino: Secondo i facilitatori, inserire anche minori stranieri potrebbe essere un problema per-ché il gruppo dei ragazzi è molto eterogeneo e non ha dinamiche interne consolidate. Quindi può davvero diventare difficile, con i tempi che abbiamo, riuscire a creare un clima adeguato affinché tutti possano esprimersi e confrontarsi. Comunque il Seminario è un punto di partenza. L’idea è sperimentare – sperimentarsi in questa esperienza iniziale e poi se ci sono i presupposti darle seguito. Elvio Beraldin suggerisce di non essere troppo fiscali sulle date di iscrizione. Ricorda poi il discorso della cartellina: c’è sempre stata l’abitudine di fare un segnalibro o una cartolina ricordo. Tutte le reti dovrebbero fare una relazione da inserire in cartellina oltre le schede di testimoni e relatori. Daniela Duizoni: Qualcuno si porterà dietro il giovane: il ragazzo il venerdì pomeriggio cosa fa? Non ha capito il ruolo delle due ospiti di Antonio Vermigli. Monica Armetta: per il venerdì Ba sarà già presente e dipende dal numero di giovani che arriveranno. Angelo Ciprari: nella cartellina ci sarà la scheda dei testimoni (che loro si dovrebbero preparare da soli e che va raccolta da chi tiene i contatti con loro), una serie di siti e libri interessanti (non ci sarà lo stand dei libri), una proposta di itinerari turistici, il bilancio 2018, relazioni sintetiche di tutte le reti dei progetti, la scheda ritorno con i riferimenti per esser contattati per future iniziative, nazionali o sul proprio territorio. Maria Picotti: si potrebbe mettere solo la lista dei progetti e l’invito ad approfondire sul sito. Angelo Ciprari: le relazioni sintetiche potrebbero servire anche per aggiornare il sito Marco Zamberlan: il gruppo di lavoro di cui fa parte, deve occuparsi dell’allestimento e della logistica del Convegno. Di questo lavoro fanno parte anche le cartelline del Convegno. I materiali richiesti a seguire vanno inviati alla mail m.zamberlan@libero.it. Marco ha bisogno dell’aiuto della Rete per:

• Allestimento biografie di testimoni e relatori ( fatte dagli stessi e raccolte da chi fa da riferimento)

• Schede Operazioni aggiornate (14 righe) insieme ad una breve relazione (da inserire sul sito: altre 14 riche) su come la Rete locale operi sul proprio territorio

• Non ci sarà il banchetto dei libri ma sarà allestito un piccolo tavolo con i libri che ognuno intenderà proporre e dovrà in tutto e per tutto autogestirsi ( libri della rete, libri di relatori intervenuti ).

• Per gli altri banchetti espositivi ( prodotti, manufatti, ecc) è necessario fare pervenire a Marco la proposta ( entro la fine di Marzo ) affinché ci si possa organizzare di conseguenza Chiede, infine, se nella cartellina debba essere inserita, per trasparenza, anche la sintesi del bilancio?

Il coordinamento approva il bilancio nella cartellina del Convegno. Pierpaolo Pertino: Si sta cercando di mettere in piedi una mostra di tavole fatte sul tema del reato di soli-darietà da vignettisti, illustratori e fumettisti. I materiali potrebbero essere poi usati per magliette, calen-dari o altro. Si sta poi valutando di fare degli shopper (bustine per la spesa) da vendere. Antonio Vermigli propone una cooperativa di Quarrata per il confezionamento degli shopper. Caterina Perata: con un gruppo di giovani ha iniziato a lavorare perché nel 2019 dovrebbe essere rieditato il giornale fatto al convegno organizzato a Bangui. Chiede il permesso di essere presenti in modo creativo facendo uno stand mobile per dare ai partecipanti oggetti che richiamano questo lavoro. L’obbiettivo è co-minciare a incuriosire su quello che sta accadendo. Il coordinamento approva Sergio Ferrera: Chiede perché lo stand dei libri non si fa più. Pierpaolo Pertino: ci sarà un foglio contenente bibliografie, filmografie e sitografie nella cartellina. I libri in esposizione saranno solo delle persone della Rete o dei relatori. Gestire un banco libri richiede enormi energie e dà pochi risultati. La cosa era già stata decisa allo scorso coordinamento. Sergio Ferrera: se si trovasse una persona disponibile sarebbe possibile fare il banco libri? La libreria è una ricchezza La segreteria riferisce che la decisione è già stata presa nello scorso coordinamento. Giorgio Gallo: Non si ritrova nella decisione presa allo scorso coordinamento ma ne prende atto. Il banco libri è sempre stato presente. Ha qualche perplessità sul discorso dei programmi turistici. La segreteria riferisce che Giovanni (Esposito) della Rete di Salerno non vuole più farlo perché gli preclude la possibilità di partecipare al convegno. Gianni Pettenella: conferma che, a fronte di un grosso lavoro di Sergio e di Giovanni sul banco libri, la rispo-sta dei partecipanti è sempre stata tiepida. L’utile è stato limitatissimo, a fronte di un enorme impegno da parte delle persone interessate. Marco Zamberlan: se qualcuno vuole portare libri occorre che glielo dica, per creare uno spazio espositivo. Chi vuole portare libri ne deve anche seguire la vendita. Lucia Capriglione: l’albergo è a disposizione per diffondere e pubblicizzare l’evento. Pierpaolo Pertino: il gruppo di lavoro di Marco Zamberlan dovrebbe curare la pubblicizzazione. Verranno inviati vari materiali in mailing list tra cui un comunicato stampa. Tali materiali dovrebbero esser usati dai singoli per la pubblicizzazione girandoli alle redazioni dei programmi di approfondimento stampa, tv o radio che ognuno di noi segue. Monica Armetta: chiede a Lucia se rispetto alla proiezione occorra chiedere l’autorizzazione SIAE (verificare se l’albergo è in convenzione). Potrebbe anche far fare una liberatoria dal regista.

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5) La memoria al Convegno Pierpaolo Pertino: per evitare una lettura di nomi e un evento concentrato che può risultare pesante abbiamo pensato di allestire un “albero della memoria” a cui appendere una serie di bottiglie contenenti dei messaggi. Chi vorrà fare memoria di qualcuno/a si preoccuperà di stilare un breve significativo messaggio (poesia, pensiero, frase, ecc) che dovrebbe rappresentare l’eredità a noi consegnata. Tali “messaggi in bottiglia” verranno appesi all’albero e poi letti, in modo diffuso, nel corso dello svolgimento del convegno ( quindi non tutti in un preciso momento) e da diverse parti della sala. Per i dettagli della realizzazione saremo più precisi in seguito con una mail dedicata

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Ore 19.15 Termine dei lavori del pomeriggio e Cena Ore 21.15. Ripresa dei lavori con la discussione sulla “memoria” Giorgio Gallo: L’idea dell’albero della memoria è suggestiva ed interessante. Il discorso di Ettore Masina è diverso, perché è stato il fondatore. E’ il primo convegno che viene fatto senza di lui, per cui è necessario un ricordo con un certo spazio. E’, invece, perplesso dal fatto di incaricare delle conclusioni di Don Rito, che non conosce la Rete. Potrebbe essere pensabile che dopo le conclusioni della segreteria ci sia un intervento di Clotilde Masina che riveda il convegno alla luce dell’eredità di Ettore Pierpaolo Pertino: Si era pensato di inserire questa cosa all’inizio, nella relazione introduttiva. Si potrebbe anche istituire un segno costante, che rimanga. Le due idee sono:

• spazio periodico sul notiziario dedicato a pensieri e poesie di Ettore;

• dedicare l’operazione dei viaggi dei giovani specificatamente a lui. Se l’albero della memoria diventasse una costante dei nostri convegni si potrebbe render evidente che Ettore e Paul sono le radici di quell’albero ( da studiare ). Per ciò che riguarda le conclusioni, sabato 3 febbraio, la Rete di Celle – Varazze incontrerà Don Rito per la terza volta. Si sta lavorando assiduamente con lui in uno scambio proficuo vicendevole. Don Rito è un testimone che riassume il qui ( Ventimiglia) ed il là (Colombia) e la situazione che ci descriverà ci pare un messaggio di speranza fondamentale per salutarci e tornare nel quotidiano. Quella realtà è un laboratorio fatto di scelte precise di singoli (anche di rottura) la cui sommatoria ha ricreato situazioni e humus per situazioni e legami nuovi. Monica Armetta: Si chiede come conciliare questi pensieri. Potremmo fare in modo che all’inizio e a con-clusione ci sia un intervento di Clotilde, in memoria di Ettore. Don Rito rappresenta l’incarnazione di un modo possibile di vivere tutto ciò di cui si parlerà al convegno. E’ il segno fisico, il corpo di un lavoro possibile. Quindi il messaggio di speranza che tutti dovremmo portarci a casa. Marco Lacchin: è contrario a mettere la celebrazione di Ettore a chiusura, perché darebbe il senso di una Rete ripiegata sul passato Dino Poli: E’ giusto fare memoria di Ettore come delle altre persone che hanno fatto la storia della Rete. Olga ha una raccolta di fotografie dei convegni passati e potrebbe mettere a disposizione quelle in cui si vede Ettore. Sarebbe alla fine del convegno, come prospettiva futura. Olga Turchetto: ha tutte le diapositive ma ha consegnato le stampe a Elvio della Rete di Padova. Caterina Perata: Clotilde potrebbe aprile il convegno e mentre parla potrebbero scorrere le foto di Ettore. Appoggia la proposta di far chiudere il convegno a Don Rito, perché è l’unico modo per avere il polso di ciò che accade a Ventimiglia che è realtà fortemente emblematica del nostro tempo. Maria Picotti: Un ricordo di Ettore è doveroso, ma va fatto in modo sobrio. Si dovrebbe sentire cosa ne pensa Clotilde. In ogni caso, non ad apertura o a chiusura. E’ opportuno rischiare su Don Rito: potremmo fare a meno di chiamarle conclusioni. Lui può certamen-te aiutarci a trasmettere certi messaggi. Angelo Ciprari: Per il convegno del cinquantenario è stato proiettato un filmato noiosissimo, perché pochissimi riconoscevano le persone ritratte nelle foto. Forse fare un intervento proiettando immagini potrebbe essere meglio. Clotilde ha già manifestato l’intenzione di venire al convegno. Matteo Mennini sta sta raccogliendo tutto il materiale relativo alla rete e a Ettore che verrà conservato alla Fondazione Basso. Chi ha altro materiale può farlo confluire lì. Tornando ad Ettore, si potrebbe passare quel filmato che Ettore Masina aveva realizzato ed era andato in tardissima serata sulle reti rai. Giorgio Gallo: Apprezza l’idea di Monica. Insiste sul fatto che si deve ricordare Ettore non in termini di passato ma in termini di futuro. Ettore ha cambiato la vita nostra e di molte altre persone. Elvio Beraldin: Ricorda che abbiamo fatto la mostra dei 50 anni dei manifesti della Rete, che potrebbe es-sere riutilizzata. Una storia come la nostra che resiste da tanti anni potrebbe essere raccontata anche at-traverso questa mostra. In questi giorni ho collegamenti con persone che hanno fatto la storia della Rete, come Carla Nicolini, che ha 92 anni. Così pure, Carla Grandi, che ha la stessa età e Mariuccia di Lecco. Pensiamo a queste figure storiche della Rete. Leggendo sul bilancio gli è venuta in mente la Carmignani di Bologna, che versa ancora. Queste persone andrebbero recuperate assieme alla mostra. Pierpaolo Pertino: Sono stati consegnati articoli su don Rito; uno di essi è stato pubblicato sul Venerdì di Repubblica, dedicato ai “difensore di oltremare” sepolti in un cimitero di Mentone. I nomi sulle lapidi sono gli stessi di chi è alle frontiere a chiedere asilo. Per sintetizzare il discorso della memoria: preparate i vostri messaggi in bottiglia per l’albero della memoria in modo che siano letti durante il convegno. Per Ettore sa-rà fatto un discorso a parte confrontandoci con Clotilde e chiedendo un suo intervento ad inizio convegno, con tempi contingentati e nella logica proposta da Giorgio Gallo. Viene richiesto mandato al coordinamento su questo ultimo punto. Il coordinamento approva. Marta Bergamin. E’ stato fatto il bonifico della caparra all’Hotel, inviandolo, su loro richiesta, ad un privato. Procedura anomala di cui Marta vuol render tutti edotti. ATTENZIONE. Dai primi di dicembre è stato cambiato l’IBAN del conto della Rete. Il Nuovo IBAN è questo  IT94I0501812101000011997780. Questo andrà usato per l’invio di contributi & autotassazioni. Il nuovo IBAN verrà comunque anche comunicato via mail.

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6) Aggiornamenti sito della rete e social connesso. Marco Zamberlan parla per Gigi Bolognini, che non è potuto venire. Il sito è attivo ed è abbastanza completo. Liviana Bortolussi ha segnalato alcuni link sono vecchi e altri non funzionano. Verranno sistemati. Si rinnova l’invito ad utilizzarlo il più possibile. Nel sito saranno inserite le schede iscrizione e l’altra documentazione relativa al convegno. Il forum è ancora sottoutilizzato. Durante il prossimo coordinamento esamineremo insieme come funziona questo strumento. Marco è disponibile a riportare a Gigi spunti su sito e forum. Pierpaolo Pertino: Sottolineo che oltre alla cancellazione dei link desueti dal sito Liviana ha chiesto quali siano i link nuovi da inserire e che debba deciderlo. Marco Zamberlan: al momento i link presenti nel nuovo sito erano quelli presenti nel vecchio sito. Sicuramente se ne possono inserire di nuovi. Finora Gigi Bolognini ha inserito i link dei siti “amici” a sua discrezione. Chi ha consigli da dare li può inviare a Gigi Bolognini.

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7) Rinnovo dei Progetti.

a) I cordai – GAPA – Catania Monica Armetta richiama le relazione trasmessa via mail. Il progetto è in scadenza. Dal confronto con il GAPA è emerso che il progetto dei Cordai potrebbe andare avanti con le proprie gambe, per cui ci hanno detto di sentirci liberi se rinnovare o meno il progetto. Alla Rete di Torino dispiacerebbe interrompere questa relazione, apprezza la disponibilità mostrata e vorrebbe proseguire come segue: prosecuzione del contributo per 1 anno, per poi concordare un nuovo progetto a cui destinare gli altri 2 anni un contributo di 2.000 €. anziché di € 2.500. Per quest’anno 2.000 € andranno ai cordai e 500 €. saranno destinati al finanziamento per la partecipazione di alcuni ragazzi del GAPA al seminario giovani. L’altro aspetto, molto interessante, è che il GAPA è interessato a diventare Rete locale. Potrebbe, quindi, nascere una rete a Catania e, magari, lavorare insieme alla Rete di Noto Sergio Ferrera: Questo dovrebbe essere il percorso da realizzare con i progetti: arrivare all’autosufficienza E’ logico che, diminuendo le entrate, venga ridotta anche la quota. Marco Lacchin: approviamo il primo anno e riserviamoci di approvare gli altri 2 anni quando ci sarà il nuovo progetto. Il coordinamento approva in questi ultimi termini.

b) Yanamayo – Peru’ Angelo Ciprari: Valentina, referente del progetto, ci ha scritto una lettera che informa sulla situazione dei carcerati in Perù, ancora detenuti in un carcere militare con pene lunghissime. Sono 12 tra cui 2 donne. Il progetto era stato seguito da Giuliana Cioccoli. La richiesta è di 3.000 €. annui. Viste le difficoltà della Rete si potrebbe rinnovare il progetto per i prossimi 3 anni ad €. 2.700. Maria Picotti: non approva l’idea meccanica di ridurre il finanziamento, anche perché i detenuti non hanno possibilità di cambiare la propria situazione. Propone di lasciare l’importo a 3.000 Angelo Ciprari: l’idea di ridurre era dovuta al fatto che l’anno scorso al progetto erano rimasti in cassa €. 300, per cui la necessità effettiva potrebbe essere di 2.700 €. Sergio Ferrera: avrebbe più senso togliere qualcosa al progetto del GAPA. I detenuti sono stati condannati perché facevano parte dei Tupamaros. Ha senso cercare di aiutarli per cambiare la loro situazione. Gabriella Giometti: d’accordo con Maria sul fatto di mantenere 3.000 €. Il coordinamento approva il rinnovo ad €. 3.000

c) Chiarimenti altri progetti in sospeso Maria Rita Vella che ha fatto un preziosissimo lavoro di aggiornamento richiede conferma della chiusura del progetto Timbuctù, in quanto non ne ha trovato traccia nei verbali. Il coordinamento conferma. Olga Turchetto. Riferisce sullo stato del progetto in Ecuador per le donne capo famiglia. La referente ha pregato di sospendere i versamenti perché la situazione è disastrosa. Lei stessa ha chiesto di essere assegnata ad un’altra parrocchia e non è certo che resti in Ecuador fino al 2019. La proposta è: conferma fino al 2019 salvo il suo ritorno in Italia con versamento anche nel caso cambi parrocchia. La referente ha inviato un documento che sarà fatto circolare nella mailing list. Al momento la referente fà consulenza familiare e fornisce alle famiglie animali da cortile. Non riesca a svolgere altre attività. Sergio Ferrera: le persone che vengono sostenute dal progetto, sanno che l’aiuto proviene dalla Rete? Olga Turchetto conferma Il coordinamento approva la proposta di Olga. Lucia Capriglione riferisce in merito alla situazione del progetto Case verdi: non è possibile andare a Gaza sia per le difficoltà oggettive, sia per la situazione personale dei membri della rete di Salerno. Un’amica della Rete, Patrizia Cecconi, tornerà a breve a Gaza e potrà verificare la situazione. Propone di tenere ancora sospeso il progetto. °°°°°°°°°°°°°°°

DOMENICA 21 GENNAIO Ore 9.20. Inizio dei lavori della Domenica

8) Riassunto coordinato con assegnazione compiti e responsabilità Monica Armetta riferisce che è stato creato uno schema che comprende tutte le incombenze interne al convegno ed è necessario abbinare il nome di un responsabile ad ogni attività Antonio Vermigli: Gherardo Colombo arriverà in aereo a Roma. Occorre che qualcuno lo porti al convegno. Angelo Ciprari: Quando si saprà con certezza l’orario di arrivo, da Roma qualcuno (Loris Nobili, Mauro Gen-tilini) andrà a prenderlo. Si augura che qualche giovane venga, in modo da incaricarlo di quest’incombenza e metterlo in contatto con Colombo. Dopo la trasmissione del verbale, bisognerà fare una comunicazione nella mailing list della Rete, invitando le persone a prenotarsi ed aggiungersi nelle varie incombenze. I responsabili sono pregati di fornire alla segreteria i propri cellulari per eventuali contatti Monica Armetta: L’appello è che tutti coloro che possono, di essere presente a Trevi già il venerdì mattina siano presenti per dare una mano per l’allestimento e la logistica di Convegno e Seminario. Pierpaolo Pertino ricorda che a testimoni e relatori occorre chiedere una scheda di presentazione compilata da loro, raccolta dal referente della rete che se ne occupa e quindi inviata a Marco Zamberlan. Angelo Ciprari: Per pranzo e cena è opportuno che i pasti dei vegetariani siano predisposti con una forma di self-service per sveltire il servizio. Saranno almeno 30. Lucia Capriglione: il servizio verrà fatto con piatti di portata, basterà sapere dove si trovano in modo da portare piatti di portata anche per loro. In ogni caso, chiederà all’albergo come sia meglio fare. Il Coordinamento assegna i seguenti compiti:

• accoglienza e registrazione: Lucia Capriglione chiede che i giovani che arriveranno in anticipo diano una mano alla preparazione.

• apertura lavori e saluti della segreteria: sarà contattata Clotilde Buraggi per l’intervento in memoria di Ettore Masina

• Gherardo Colombo: del tragitto si occuperà la Rete di Roma. Il riferimento per la preparazione della relazione al convegno sarà Giorgio Gallo

• Flor Murar Yovanovitch: verrà per conto proprio e sarà seguita da Maria Picotti.

• Domande e dibattito: Marco Lacchin si occuperà di raccogliere e coordinare le domande

• Film: la presentazione sarà a cura del seminario giovani.

Giorgio Gallo riferisce che è in corso su vari fronti la ricerca del testimone palestinese che dovrebbe sosti-tuire quello che ha dato forfait. Caterina Perata: l’intervento non deve essere sulla situazione della Palestina in generale, ma sulla solidarie-tà che diviene reato anche in quel contesto. Pierpaolo Pertino: At Twani con Hafez, offrirebbe proprio una testimonianza di resistenza non violenta all’occupazione. Come referenti, al momento, sono indicati Lucia Capriglione e Francesca Gonzato. Giorgio Gallo insiste sul fatto che si debbano fare più tentativi in parallelo, ma non condivide quanto detto da Caterina: la Palestina deve essere presente in quanto Palestina, indipendentemente dal tema. Angelo Ciprari è sostanzialmente d’accordo. Elvio Beraldin chiede se i Mapuche verranno a parlare della realtà dei Mapuche o del nostro rapporto con loro. Mancano i titoli delle relazioni. Pierpaolo Pertino: lo schema del convegno sembrava assodato già allo scorso coordinamento. Chi inter-viene è pregato di farlo sul tema già deciso. Bisogna declinare la situazione particolare in un discorso di criminalizzazione della solidarietà: così il convegno ha senso. Giorgio Gallo: si confonde il reato di solidarietà ed il tema della resistenza contro l’occupazione. E’ una cosa diversa ma non meno importante: quando parliamo di Palestina parliamo di resistenza contro l’occupazione. I convegni sono l’occasione di affrontare i temi per noi fondamentali come la Palestina. Monica Armetta: possiamo dare delle priorità. Una introduzione sulla realtà palestinese sarà certamente fatta e poi ci sarà la possibilità di portare la propria esperienza sul tema del convegno. Facciamo una scaletta di priorità, individuando una serie di persone, a partire da quella che incarna meglio la questione. Fabiano Ramin: l’analisi di Giorgio lo convince. Ha conosciuto una persona che dall’Italia è tornata in Pa-lestina e fa resistenza. Visto però, il tema del convegno, l’intervento dovrebbe farlo una persona che è solidale con i palestinesi e, come non palestinese, soffre le conseguenze di questa solidarietà (vedi Bt’selem o altre organizzazioni simili). Maria Picotti: cerchiamo di non essere esagerati nei distinguo. Anche Mapuche e Sem Terra sono solidali in quanto resistenti. Non si può fare un discorso di solidarietà senza l’analisi del contesto. Pierpaolo Pertino: concordo in linea di massima. Ma se, da come riportato, il relatore della Palestina è una persona che lavora per una agenzia dell’ONU e non può prendere posizioni nette, allora non potrà neppure sbilanciarsi sul tema del convegno Olga Turchetto: Non facciamo diventare il coordinamento una riunione di condominio. Propone Jeff Hal-per. Scarterebbe una persona che lavora dentro un’istituzione. Piergiorgio Todeschini: il dibattito ha portato elementi fondamentali sull’equilibrio da cercare nell’interven-to sulla Palestina. Starebbe alla sintesi fatta da Monica. In ogni caso, non disprezziamo le analisi. Maria Teresa Bertoldi: In due anni, le cose in Palestina si sono aggravate in modo vertiginoso. Sottolinee-rebbe il discorso sulla situazione politica. Monica Armetta: Lo stesso discorso vale per Brasile e Cile. A tutti i testimoni sarà chiesta una base di analisi della situazione seguita dalla loro esperienza in tema di resistenza e solidarietà. Il coordinamento conclude che è necessaria la lista definitiva dei relatori entro il 3/4 febbraio. Se il testimone palestinese parla inglese tradurrà Marco Lacchin se parla arabo Chiara Pettenella. Si prosegue nell’assegnazione dei compiti:

• Sem Terra: Serena Romagnoli si occupa di contatti e traduzione.

• Mapuche: Piergiorgio Todeschini terrà i contatti. Jorge, figlio di Fernanda Bredariol farà la traduzione se non venisse ci penserà una ragazza di Brescia. Non ancora certe le date dell’arrivo di Josè Nain perché Fernanda vorrebbe organizzare un incontro in carcere con lui. Segnala anche che il problema non è tanto la partizione della relazione in analisi e testimonianza quanto la traduzione fedele desiderata.

• Presentazione aree tematiche sabato pomeriggio: inseriremo in cartellina schede sui gruppi tematici, poi avranno 5 minuti al massimo per presentare la loro area tematica per permettere ai partecipanti di scegliere il gruppo a cui partecipare. I gruppi tematici individuati con relativi riferimenti sono : 1. Lunaria: Angelo Ciprari 2. Collettivo MigrAzioni: Caterina 3. Vivere la frontiera: Rete Celle-Varazze 4. Sessione di Parlermo e Parigi del TPP : Flore Murar Yovanovitch ( sentire Liviana Bortolussi )

• Ogni gruppo tematico avrà un facilitatore capace di sintetizzare rendere organiche le riflessioni in modo che siano fruibili in fase di plenaria. I facilitatori vanno individuati all’interno della Rete: Rete di Torino 1-2 persone si sono rese disponibili; Collettivo Migrazioni: si auto – facilita; oltre a Sergio Ferrera, altre figure da contattare sono: Franca Gaspa e alcune amiche di Lucia Capriglione ( darà conferma)

• Restituzione in plenaria: la condivisione del lavoro dei vari gruppi tematici sarà effettuata daifacilitatori. Olga Turchetto fa presente che spesso le restituzioni in plenaria sono deludenti perché non complete. Pierpaolo Pertino: questo è il compito dei facilitatori. La segreteria propone per la tavola rotonda della domenica tre domande decise da noi, uguali per tutti a cui i relatori, invitati a rispondere dando tagli diversi sulla base della propria esperienza. Pierpaolo Pertino: il TPP è stato inserito in quanto sta svolgendo un lavoro importante con cui è necessario rimanere in connessione. Nell’area tematica non ci devono spiegare cos’è il TPP ma riportarci l’esperienza delle ultime sessioni e Flor Murar Yovanovitch, che ha partecipato ai lavori poteva essere la figura di riferi-mento, benché non fosse del TPP. Ci interessa un membro del TPP? Maria Picotti: Flore Murar Yovanovitch può esser la persona adatta perché era presente sia alla sessione di Palermo che di Parigi. Eventualmente si potrebbe vedere se Liviana Bortolussi sia disponibile ad affiancarla. Il coordinamento è d’accordo Pierpaolo Pertino: occorre che qualcuno stili la struttura della tavola rotonda con le domande da rivolgere ai partecipanti ( magari si possono anche comunicare prima ) Caterina Perata: La tavola rotonda è molto compressa. Sarebbe meglio invitare i partecipanti al convegno a consegnare le proprie domande la sera. Aveva proposto di inserire anche Roberto Maina del collettivo mi-grazioni. Trova comunque la modalità della tavola rotonda troppo guidata Fabiano Ramin: E’ d’accordo con Caterina. Meglio recuperare le domande dai lavori di gruppo. Sergio Ferrera: dopo un giorno e mezzo di conferenze manca spazio al dibattito. Si dovrebbe dare spazio all’assemblea. La forma assembleare è molto importante Giorgio Gallo: La tavola rotonda ha senso se è partecipata. Il moderatore fa una domanda iniziale, dopo-di chè si crea un dibattito Gianni Pettenella: i lavori iniziano alle 9.00 e prima si deciderà se fare colazione lunga o partecipare alla messa. Ci saranno preti presenti. Quello che interessa è la condivisione fraterna della parola. Non è op-portuno metterlo nel programma: lo comunicherà la segreteria Marco Lacchin: l’assemblea disordinata non è producente. Occorre raccogliere in modo organizzato delle domande brevi da rivolgere ai relatori Caterina Perata: si offre per raccogliere domande scritte. Chiede per la presenza di Roberto Maina Pierpaolo Pertino: nella tavola rotonda si può togliere abitare la frontiera Sergio Ferrera: Non servono domande ma un tentativo di mettere in comune le esperienze. Questa for-mula è molto accademica e la contesta Monica Armetta: per il confronto ci sono i gruppi del sabato pomeriggio. Il laboratorio che è stato inserito proprio a questo scopo. Ricordiamoci che si tratta di un convegno e non di un seminario. La domenica do-vrebbe preservare i tempi e dare valore alla presenza dei relatori. L’ipotesi di far scrivere le domande è una buona soluzione per impedire che il dibattito si sfilacci. Fabiano Ramin: il dibattito non è mai servito a nulla. Meglio fare una cosa ordinata, basata su 3 domande. Pierpaolo Pertino: L’idea di far formulare una domanda dai gruppi tematici del pomeriggio è buona. Fac-ciamo una formula mista: 3-4 domande + domande scritte dal pubblico, anche in base ai tempi. Elvio Beraldin: la domenica mattina è difficile tenere le persone fino alla fine. Un po’ di flessibilità è neces-saria perché molti vengono al convegno per incontrarsi e non per il tema. Lucia Capriglione: abbiamo sempre fatto la tavola rotonda con successive domande dal pubblico. Non vede problemi, anche perché i lavori di gruppo sono stati inseriti il sabato. Negli interventi ciascuno di noi si por-ta da casa quelle che vuole dire. La sede non è la tavola rotonda della domenica mattina. Gabriella Giometti: Il rischio che gli interventi sbrodolino è una certezza. Chi dirige deve fare il cane da guardia, anche per evitare che l’ultimo dei relatori non riesca a parlare. Beniamino Favaro: è mancato ai coordinamento precedenti. Si aspetta dalla tavola rotonda che si sia una testimonianza rispetto al tema del convegno dalle tre persone che vi partecipano. Questo dovrebbe essere di stimolo per la sintesi successiva, assieme alla relazione finale di Don Rito Alvarez. Il moderatore dovreb-be contenere gli interventi personali. Ci vuole anche un po’ di buon senso ed elasticità. Monica Armetta: In sintesi le domande saranno raccolte dai gruppi di lavoro del pomeriggio e altre saranno raccolte da Caterina. Si tratta di capire se fare 3 relatori o più Marzo Zamberlan: tre sono sufficienti. Olga Turchetto: d’accordo su 3, altrimenti i relatori avranno poco spazio. Antonio Vermigli: 3 sono sufficienti, tra l’altro sono 3 donne. Il coordinamento approva 3 relatori Pierpaolo Pertino: per concludere, resta da stabilire chi fa il moderatore. Fulvio Gardumi lo ha fatto 2 anni fa. Si proponeva anche Comina. Caterina Perata: Gigi Giorgio è molto bravo. Piepaolo Pertino: la segreteria ha provato a cercare figure esterne alla rete un po’ brillanti per animare il dibattito, ma poi sono state fatte scelte diverse. Sulla tavola rotonda, visto che le domande sono blindate, vedrebbe bene qualcuno esterno alla Rete. Propone Matteo Mennini. Antonio Vermigli: propone Mario Lancisi, giornalista molto preparato, che conosce bene la Rete. Per gesti-re una tavola rotonda non ci vuole un docente ma un giornalista. Monica Armetta: Proviamo a chiedere a Lancisi, chiedendogli anche di veicolarci il convegno sui suoi programmi televisivi o radiofonici. Giorgio Gallo: Occorre cambiare la dicitura da “Territori palestinesi occupati” a “Palestina”  eseguito Angelo Ciprari: Sarebbe il caso di eliminare il “Don” davanti a Rito Alvarez. Pierpaolo Pertino: la proposta del titolo era “Speranza e Resistenza oggi”. Marco Lacchin: il titolo va bene per la tavola rotonda. Per Don Rito ci vuole un titolo più preciso. Maria Picotti: Condivide l’osservazione di Marco: il titolo dell’Intervento di Don Rito deve basarsi sull’esse-re solidali a Ventimiglia Giorgio Gallo: L’intervento di Don Rito si potrebbe intitolare “Abitare (o vivere) la frontiera” Beniamino Favaro: Meglio vivere che abitare Olga Turchetto: In conclusione al convegno è importante riuscire ad esprimere il concetto che è lecito (mettendosi in gioco personalmente) agire secondo coscienza anche se non legalmente legittimo. Se la solidarietà non è reato e se vogliamo rimanere umani …… Elvio Beraldin: invertirebbe il titolo: “Resistere per sperare un mondo migliore”. Maria Picotti: Non si possono separare resistenza e speranza: preferisce Speranza e Resistenza Pierpaolo Pertino: Il concetto dell’intervento è abitare la frontiera, e il titolo sarà deciso con Don Rito. Daniela Duizoni: d’accordo sulla proposta di Olga. Occorre distinguere legale da legittimo moralmente. Olga Turchetto: E’ il concetto sviluppato ieri sera: fino a che punto siamo disposti ad esporci. Monica Armetta: le parole speranza resistenza e frontiera sono condivise. Pierpaolo Pertino: abitare la frontiera non è solo un fatto fisico, significa anche abitare la marginalità. Beniamino Favaro: sintetizza il titolo del convegno in problematicità da un punto di vista legale e primato della coscienza. Si tratta anche di esporsi. Questo è collegato a speranza e resistenza. Maria Picotti: il termine frontiera è già stato usato in altro titolo.

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9) Varie ed eventuali. Sedi e date dei prossimi coordinamenti:

• 9-10 giugno 2018 : QUARRATA

• 22 – 23 settembre : CREA da Verificare Ventimiglia con Don Rito Alvarez

• 24 – 25 novembre : ROMA Si apre un dibattito sulla proposta di organizzare un coordinamento a Ventimiglia presso Don Rito Alvarez, anche come gesto di solidarietà per la sua attività. Si confrontano due opinioni. Ventimiglia come sede:

• Di un coordinamento fatto di lavori di rete ed esperienze sul territorio (più lungo magari dal venerdì )

• Di un evento a parte, non inserito nel coordinamento come proposta libera a chi vuol partecipare . Candidature prossima segreteria:

Caterina Perata: vorrebbe una valutazione aperta. E’ bloccata per problemi familiari ma si darebbe disponibile per fare i lavori preparatori. Tale possibilità non precluderebbe la partecipazione all’esperienza di segreteria di tutti coloro che hanno problemi di gestione familiare.

Angelo Ciprari: occorre decidere oggi di abolire il divieto di un secondo mandato pur evitando due mandati successivi. Il coordinamento decide in conformità. Circolari nazionali:

• febbraio: Varese

• marzo: Segreteria

• aprile: Castelfranco Veneto

• maggio: Verona

• giugno: Pisa Viareggio

• luglio – agosto: Quiliano Piergiorgio Todeschini illustra la situazione Mapuche. Interpretano il viaggio del papa in modo sbilanciato su una figura di capo di stato impotente a cambiare le cose nella sua Chiesa. Ciò ci impone un tentativo di sciogliere il nodo dell’interpretazione di questo viaggio. Anche i nostri Mapuche hanno pubblicato un manifesto in cui dicono che il Papa non è benvenuto per tutta una serie di motivi. Promette di tradurre il comunicato dei popoli indigeni del Cile sulla visita del Papa e di scrivere qualcosa sul post visita. Si era proposto a Margot di creare l’invio al Papa della lettera della Maci Francisca al Papa, ma Fernanda Bredariol ha riferito che la lettera è apparsa sui giornali cileni, per cui non occorre più. Gianni Pettenella comunica che, dopo il precedenti coordinamenti, ha avuto qualche piccolo riscontro dalle reti locali sul boicottaggio conto il Giro d’Italia, che partirà da Gerusalemme, salvo peggioramenti della si-tuazione internazionale. Da Verona sono partite 29 lettere di protesta (personale e individuale). E’ possibile utilizzare queste bozze per mandare altre lettere. La fase successiva sarebbe prendere uno degli sponsor e minacciare di boicottarlo. Il terzo step sarebbe quello di vedere cosa fare in prossimità del 3 maggio Lucia Capriglione riferisce che è stata costituita una piccola Rete per la Palestina Salernitana, in memoria di Anissa Manca. La lettera è stata proposta, ma non ha avuto tanto successo. E’ stato programmato, invece, un mail bombing per marzo. Saranno studiate le tappe del giro in Campania per fare dei presidi. Marco Lacchin riferisce del sit-in che è stato organizzato ieri presso la Base Nato di Ghedi, per protesta con-tro i depositi di bombe nucleari. Elvio Beraldin in vista delle elezioni, riferisce che un gruppo di associazioni ha lanciato l’idea della creazione del Ministero della Pace. Crede che questa iniziativa possa ricevere l’adesione da parte della Rete. A casa ha un calendario che riporta compleanni onomastici e ricorrenze. Ci sono molte persone sole che vanno recuperate, anche solo con una telefonata. Si va a votare, per cui invita tutti al voto. Personalmente non ci sarà, perché sarà ad Haiti. Giorgio Gallo: gli Stati Uniti stanno pensando di produrre nuove bombe più piccole da utilizzare in ambienti tattici. Questo è preoccupante perché l’idea che possa essere utilizzata tatticamente ne renderà più facile l’utilizzo. Di qui anche la preoccupazione del Papa. Riuscire a trovare modi per essere più attivi è importan-te. Il Ministero della Pace, invece, potrebbe essere una foglia di fico, per coprire iniziative di guerra. Sergio Ferrera: è importante in questa fase cercare di coltivare un’idea di comunità tra noi. Elvio Beraldin: in questo coordinamento, partendo dalla relazione di Marta, abbiamo visto quanto siano in calo le entrate. Questa è una dimostrazione dell’affievolirsi della presenza della Rete. Questo andrebbe vi-sto anche sotto il profilo della solidarietà tra gruppi della Rete: i gruppi che stanno scomparendo potrebbe-ro essere aiutati? Il momento del Convegno ci dovrebbe permettere anche di recuperare questo aspetto. Angelo Ciprari: questo tipo di iniziativa è stata portata avanti dalla segreteria, con contatti con le Reti non presenti ai coordinamenti. Il problema è quello dell’aumento dell’età e della rarefazione delle reti. Proprio questo impone un lavoro nei confronti dei giovani. L’impegno dovrebbe essere anche da parte dei vecchi amici della rete nei confronti di tutte queste persone. Pierpaolo Pertino: ogni rete locale cerchi di convogliare 1-2 ragazzi che partecipino al seminario. Chi ha relazioni personali, faccia qualche telefonata nei confronti di Reti che danno poche notizie. La segreteria proverà a contattare qualcuno, compatibilmente con gli impegni. Caterina Perata: il futuro coinvolgimento di persone nella Rete non coinciderà con un aumento dell’auto-tassazione perché i giovani non hanno più soldi. Riflettiamo sul fatto che la rete continuerà ad andare avanti con un bilancio che non potrà che diminuire Marta Bergamin: ieri sera si è deciso di inserire il bilancio nella cartellina., Occorre farlo più semplice. Chiede se occorra indicare anche le Reti che non hanno versato. Per le spese del convegno servono fatture e scontrini Il coordinamento decide di lasciare nel prospetto di bilancio anche le Reti che non hanno versato Ore 12.55. Chiusura dei lavori

Partecipanti al coordinamento:
VARESE: Marco Lacchin TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan PISA-VIAREGGIO: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, Giorgio Gallo, Magda Medini, Renzo Cason, Enrico Martinotti, Rosita Croci ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella PADOVA: Elvio Beraldin CELLE-VARAZZE: Pierpaolo Pertino, Simona Mozzati, BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini MILANO: Ercole Ongaro QUARRATA: Sergio Lomi, Mariella Borelli, Mariateresa Bertoldi MOGLIANO VENETO: Daniela Duzioni, Gianni Colleoni PESCARA: Silvio e Agnese Profico, GENOVA: Sergio Ferrera ROMA: Angelo Ciprari TREVISO: Olga Turchetto EMPOLI: Rosella Lucchetti SALERNO: Lucia Capriglione
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Ore 15.15 : Inizio lavori
Come ormai consuetudine, si procede a registrazione audio, per permettere:
• L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono essere presenti;
• La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete.
1. Saluti e accoglienza.
Prima dell’inizio del lavori, Giorgio Gallo ( Pisa Viareggio) riferisce del proprio recente viaggio in Brasile.
Ha visitato il progetto “Un’orchestra per ragazzi di strada” dedicato a Giusi, sua moglie. Collegato a questo è nata anche una attività di supporto per le famiglie che è diventata un modello per tutto lo Stato. Ciò ha iniziato a creare problemi con il Comune. La referente del progetto sarà in Italia a Dicembre.
Giorgio, inoltre, presenta il suo libro pubblicato con “Capire il conflitto, costruire la pace”
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2. Sintesi Seminari inter-regionali & Seminario Nazionale [seguirà la “Sintesi in narrazione” ]
Dopo i saluti, la Segreteria illustra brevemente i risultati del Seminario Nazionale di Brescia
“Quale Solidarietà?” con l’ausilio della proiezione di slides in cui compaiono:
– le decisioni già condivise che viene considerato quindi “patrimonio comune degli aderenti alla rete”
– i punti ancora in sospeso su cui dovrà essere organizzato il confronto ed il percorso futuro.
Questi ultimi andranno affrontati nei prossimi coordinamenti con una priorità ed una calendarizzazione che andranno decise oggi e costituiranno il programma di lavoro dei prossimi mesi
Nel seguente verbale non saranno inserite le slides ma una relazione in forma di narrazione in cui gli aspetti assodati sono in nero mentre i temi ancora oggetto di discussione sono in blu.
Nel documento si evidenziano i possibili temi di discussione:
• Se la solidarietà diventa reato quanto siamo disponibili ad un’eventuale disobbedienza?
• La restituzione è un dato assodato per la Rete come stila di vita. L’elemento nuovo introdotto, oggi, è la
restituzione temporale di ciò che è stato sottratto alle precedenti generazioni.
• La natura giuridica della Rete anche alla luce delle novità normative uscite ed applicabili nel 2018
• L’autotassazione e le sue nuove forme, anche di contenuto non economico.
• Modalità di rapporto con i giovani
• La nostra comunicazione è per addetti ai lavori o vogliamo sensibilizzare una cerchia più ampia ?
• Progetti o operazioni: andrebbe scelto una volta per tutte la terminologia per definire le nostre attività
• Riflessione se i nostri progetti siano il fine della rete o solo mezzo
Si apre il dibattito, per stabilire le priorità
Angela (Pisa Viareggio): priorità alla comunicazione mirata ai giovani per far conoscere la Rete in ambiti diversi. Senza essere paternalisti, occorrono seminari, viaggi, un addetto stampa giovane. Vanno investiti non solo soldi ma anche risorse personali di esperienza: per farlo bisogna creare occasioni di incontro.
Pier (Segreteria): La discussione prioritaria è chiederci sino a che punto siamo disposti a spingerci per essere solidali. Per metter in atto la solidarietà ci potrebbe esser chiesto di fare delle scelte di disobbedienza. Non vuol dire che la rete tutta debba fare scelte di disobbedienza ma nel caso un singolo della rete facesse una scelta di questa tipo la rete lo appoggerebbe ? In senso economico, giuridico, … ?
Marco (Varese): Per gli aspetti giuridici occorre formare una commissione di studio sulla normativa uscita. Prioritaria la comunicazione esterna ai giovani e il pericolo che la solidarietà diventi reato.
Lucia (Salerno): La frase che l’ha colpita è “ Comunicare per farci conoscere o per fare cultura”. La priorità è una comunicazione che crei cultura per cui la solidarietà sia impegno politico, rifiuto della depredazione e, al limite, disobbedienza. Fondamentale l’ascolto. Se non si fa cultura, i nostri progetti diventano progetti classici del terzo settore. Mutar il linguaggio per farci capire non significa perdere i nostri valori.
Claudio (Pisa Viareggio): Nessuno di noi andrà prima fila a lanciar bombe. Centrale è l’aspetto politico. Se si evita il metter in campo norme che impediscono di far cose giuste non sarà necessario disobbedire
Giorgio (Pisa Viareggio): Non è strano che la solidarietà sia reato. Due secoli fa negli USA una rete di associazioni e di parrocchie, sotterranea, faceva illegalmente fuggire gli schiavi. Così è successo con ebrei o partigiani ma anche per il diritto allo sciopero. Spesso la solidarietà porta ad infrangere la legge che si cambia anche in questo modo. Il problema di fondo è la divaricazione tra etica e legalità. Il nostro sforzo deve esser quello di fornire strumenti di analisi ( storica e politica) per far capire che la legalità non è il valore principale. La restituzione della rete è nata dalla coscienza che noi siamo ricchi perché altri sono poveri. Oggi è ancora così ma in maniera molto più complessa. Informare significa creare una capacità critica di collegamento dei fatti, ad es. le cause dell’immigrazione. Fondamentali le scelte personali e lo stile di vita. Ad es. l’uso dei mezzi di trasporto e il risparmio energetico come scelta personale in relazione ai cambiamenti climatici e quindi in ultima analisi alla limitazione delle migrazioni per disastri ambientali. La restituzione ha un significato molto più ampio ed impone uno sforzo di analisi molto più complesso.
Maria (Verona): E’ importante discutere sul rapporto tra solidarietà e disobbedienza. Spesso in passato, la solidarietà vera è stata disobbediente. Legato a questo c’è l’importante discorso della comunicazione. Ma spesso comunicano molto più le nostre scelte personali che un ufficio stampa. Lavorare e realizzare il convegno, a livello culturale, è fare comunicazione.
Sergio (Genova): Ieri c’è stato una sciopero di Amazon contro lo sfruttamento dei lavoratori. Scegliere di non acquistare lì ad es. è uno stile opportuno. Certo chi ha ancora dei margini, deve cambiare il proprio stile di vita e capire dove debbano essere fatte le rinunce. Uno dei punti chiave sarebbe il recupero del concetto di Stato come amministratore del bene comune perché oggi la Stato è fragile e sottomesso ai potentati economici. Noi possiamo anche cambiare i nostri stili di vita ma spesso i problemi sono altrove e sono legati all’enorme potere delle multinazionali. In questo senso, occorre svegliare le coscienze.
Maria Teresa (Alessandria): Necessario riprendere il discorso del reato di solidarietà, cruciale ed importante anche per la nostra identità di Rete. In passato ci sono state lotte illegali che hanno portato anche ad un progresso giuridico. I fronti su cui agire sono ampi ma bisogna focalizzare gli interventi e fare scelte concrete. Scegliere di fare qualcosa di illegale ci deve interrogare molto: tali scelte si pagano sul piano personale e si fanno pagare ai propri familiari. Il discorso del reato coinvolge molto i giovani. Il rapporto con loro deve essere basato sulla testimonianza di prassi e scelte di vita precise.
Olga (Treviso). Dove sono i giovani? Dove li troviamo? Il discorso sui giovani è molto astratto. Olga riporta una esperienza con Amazon tramite i suoi nipoti. Lo cita come es. di pratica comune tra i giovani.
Angela (Pisa Viareggio): Nelle decisioni da condividere possiamo mettere anche più punti. I giovani qui non ci sono ma esistono luoghi ed occasioni dove incontrarli. La Rete deve andare lì o creare delle opportunità dove ascoltarli. Ad es. il Seminario Giovani parallelo al convegno ha senso se non è fine a stesso ma l’inizio di un percorso ( viaggi, piccola documentazione delle loro osservazioni, ecc.)
Marco (Torino): Non è semplice contattare i giovani, ma ad es. lo si può fare attraverso la famiglia. Altro è muoverci e andare a contattare i gruppi più sensibili. Non si può delegare qualcuno: tutti noi nel nostro piccolo dobbiamo muoverci. E’ molto favorevole all’idea di analizzare la questione della disobbedienza a norme che non permettono di fare solidarietà: il rifiuto di accettare questo è viscerale ma occorrerebbe anche avere un quadro chiaro delle eventuali conseguenze.
Olga (Treviso): occorre una sinergia con altri gruppi anche se spesso hanno già i loro programmi e i loro impegni. Ad es. alcune proposte fatte agli Scout non risultavano attuabili per i loro impegni e calendari.
Marco (Varese): oggi, in Italia, il reato di solidarietà non esiste. C’è solo una tendenza di regresso preoccupante. Forse è opportuno creare una schema che illustri l’attuale situazione normativa
Pier (Segreteria): non esiste un reato di solidarietà ma, per esempio, vengono utilizzati i DASPO per inibire le proteste in alcuni luoghi (Valsusa). Non più tardi di mercoledì il consiglio comunale di Ventimiglia ha deliberato, all’unanimità, il divieto di dare da mangiare alle persone per strada ( quindi ai migranti)
Marco (Varese): Ordinanze come quelle di Ventimiglia sono già state annullate dal TAR.
Giorgio (Pisa Viareggio): Nessuno dice che la solidarietà è reato ma ad es. esiste un reato di immigrazione clandestina. Siamo in una situazione di ambiguità. C’è sempre un problema di interpretazione e occorre fare un’analisi per capire in quale direzione si sta andando e quindi occorre fare un lavoro politico.
Manifesta perplessità sul discorso giovani. Se lo scopo è includerli nella Rete ciò è difficile perché la Rete
nasce in un certo contesto e per un certo tipo di persone e questo non funziona con i giovani che hanno altro esigenze. L’obbiettivo non deve esser il reclutamento ma aiutare a formare le persone.
Maria (Verona): Non è tanto la legge, ma è la cultura che si crea a condizionare le scelte
Maria Teresa (Alessandria): è vero che siamo in uno stato democratico ma, per es. nelle scuole hanno messo i tornelli. E’ in atto un tentativo per controllare capillarmente le persone in tutti gli spazi. Viviamo in una società molto controllata e rigida che ha la cultura del proibito.
Monica(Segreteria): Facendo sintesi, i 2 ambiti prioritari da affrontare per cominciare il percorso sono:
• Solidarietà a rischio illegalità (importanza di documentarci anche sugli aspetti legali);
• Comunicazione, in particolar modo rivolta ai giovani, da un punto di vista culturale e operativo
Lucia (Salerno): i giovani non sono solo quelli di vent’anni ma anche di quella fascia di trentenni e quarantenni che prendono le decisioni e sono condizionati dalla cultura dominante. Magari adulti con bambini, che, quindi, formano anche altre persone.
Ercole (Milano): Il reato di solidarietà non potrà essere introdotto perché contrario alla nostra costituzione. Il problema è l’aggiramento di questo articolo che passa attraverso la criminalizzazione di specifiche condotte di solidarietà. Da molti anni, invece, il reato di solidarietà esiste all’estero. Propone di incaricare l’Avv. BALLERINI dell’associazione diritti e frontiere di creare un documento del genere. Altri possibili nomi sono PALEOLOGO, PADOAN ed altri.
Monica (Segreteria): già a Brescia si era detto che il tentativo di raggiungere i giovani non deve essere a fine di reclutamento ma per far fare loro esperienze di vita, che potranno essere spese anche in altri contesti. Cita la mostra sui migranti allestita dalla Rete di Torino.
Angelo (Segreteria) ricorda che oggi è il secondo anniversario della morte di Fidel Castro.
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3. Il Convegno 2018: programma, relatori ed inviti.
a) Il titolo. Elenco delle proposte raccolte dalla mailing list :
1. Solidarietà è politica
2. Questi servi disobbedienti: politica e solidarietà
3. Reato di solidarietà? Disobbedire per restare umani
4. La profezia della RRR: il reato di solidarietà. L’obbedianza non è più una virtù
5. Un imperativo da praticare: la corresponsabilità
6. Solidali … per restare umani
7. La solidarietà non è reato: Resistiamo umani
8. Ognuno di noi è corresponsabile. La solidarietà non è reato
Sergio (Genova) propone “Solidarietà è umanità”
Monica (Segreteria): l’obbiettivo è cancellare tutti i titoli che non vogliamo e individuare il titolo voluto.
Elvio (Padova): chiarisce che la solidarietà è politica perché ad es. le cooperative solidali sono entrate in crisi con la diminuzione degli sbarchi.
Maria (Verona): le parole solidarietà e disobbedienza devono comparire nel titolo. Preferisce il terzo titolo
Maria Teresa (Alessandria): apprezza il terzo e conviene con quanto detto da Maria
Magda (Pisa – Viareggio): concorda per il terzo titolo
Angela (Pisa – Viareggio): il titolo deve essere più ampio e nel titolo solidarietà è politica è comprensivo. Trova il titolo relativo al reato di solidarietà parziale.
Maria Teresa Bertoldi (Quarrata) rileva che nel terzo titolo c’è una contraddizione, mentre ritiene il terz’ultimo il più chiaro e propositivo. Marco (Varese) propende per il secondo titolo
Claudio (Pisa – Viareggio): stiamo riducendo il concetto di solidarietà ad un solo aspetto: quello dell’aiuto ai migranti. Al convegno parliamo solo di migranti o di solidarietà in senso lato?
Piergiorgio (Brescia): Apprezza il titolo con l’invito alla resistenza. Un richiamo forte alla resistenza ci proviene dai Mapuche. Gabriella (Brescia) si associa
Angelo (Segreteria) : Propone Solidarietà è politica e resistenza + una parte dell’art. 2 della Costituzione
Lucia (Salerno): La Rete di Salerno aveva scelto il terzo. Propone una sintesi:
La Solidarietà non è reato. Resistenza (disobbedienza) e corresponsabilità politica
Monica (Segreteria) : le parole chiave sono solidarietà, politica, disobbedienza e resistenza. Aggiungendo magari la Rete Radiè Resch si interroga
Pier (Segreteria): non è d’accordo perché il target del convegno è rivolto all’esterno.
Angela (Pisa – Viareggio): se si mette la parola politica, essa comprende la parole disobbedienza
Olga (Treviso): il titolo deve essere accattivante ed immediato per tutti. Propone il terz’ultimo titolo.
Giorgio (Pisa – Viareggio): dobbiamo creare un metodo: cominciamo a togliere i titoli che non ci piacciono. Propone di eliminare la seconda, la quarta, la penultima e l’ultima. Personalmente ritiene incisivo il settimo
Elvio (Padova): I suggerimenti delle persone invitate sono più sul piano politico che sul piano solidale.
Simona (Celle-Varazze): Apprezza il primo ma, tenendo conto dei testimoni delle operazioni propone “Solidarietà è politica: resistiamo umani”
Gianni (Verona): Nessuno non verrà al Convegno perché nel titolo manca una parola: delegiamo alla segreteria la scelta del titolo. A Brescia è uscita la disobbedienza civile e questo è importante. Propone:
“La solidarietà non è reato. È politica fino alla disobbedienza”.
Ercole (Milano): diffida del termine politica perché nell’accezione comune è negativa e perché anche chi criminalizza la solidarietà sta facendo un atto politico
Gigi (Alessandria) propone la n.° 7 perché ha obbiezioni sull’uso della parola “politica”
Maria Teresa (Alessandria): Propone: “ La solidarietà non è reato: disobbedienza e resistenza”
Pier (Segreteria): A Brescia quando l’attuale tema del convegno è stato proposto c’è stato entusiasmo. La solidarietà accostata al reato è stato riconosciuto come l’elemento di novità di questo momento quindi deve comparire nel titolo. Non farlo significa, in qualche modo, cambiare l’argomento del Convegno. Resistenza e disobbedienza individuano dove il convegno vorrà andare a parare. Anche i nostri testimoni del Là ( i referenti) sono resistenti, disobbedienti al punto da pagare con il carcere o rischiando di finirci.
Marco (Torino): Di pancia appoggia il titolo 7 perché colpisce da un punto di vista grafico
APPROVATO IL TITOLO numero 7: La solidarietà non è reato: Resistiamo umani
b) Programma e Durata. A che ora del venerdì iniziamo il Convegno? La segreteria propone alle 17.00
Angelo (Segreteria): Fisserebbe le 16.30 perché tutti siano incentivati ad arrivare. Poi, nella prima ora si potrebbero presentare filmati, interviste di testimoni ecc. per poi dare inizio alla relazione alle 17.00.
Angela (Pisa-Viareggio): Propone alle 16.30: Accoglienza; alle 17.00: inizio convegno con saluti segreteria ; alle 17.30 : prima relazione
Ercole (Milano): Occorre grande trasparenza e chiarezza per cui non usare sotterfugi sull’orario. Chiede anche la puntualità negli orari. Basta essere puntuali la prima sera perché poi la gente si adegui.
Monica (Segreteria) : dice che l’idea di proiettare i filmati era l’idea di introduzione
Lucia (Salerno): E’ d’accordo con Ercole. Maria (Verona): propone di iniziare alle 18.00
Angelo (Segreteria): precisa che la cena a Trevi sarà alle 19.30. Si meraviglia anche perché in tutti i nostri convegni l’orario di inizio non è mai stato rispettato
Giorgio (Pisa-Viareggio): Ercole ci sta proponendo uno stile diverso che Giorgio condivide
Il coordinamento stabilisce per il venerdì :
ORE 16.30: Accoglienza e Registrazione
ORE 17.30: Saluti della Segreteria
ORE 18.00: Inizio Relazioni
ORE 20: Cena
Elvio (Padova) propone un coordinamento prima del convegno
Angela (Pisa Viareggio): chiede a cosa serva il coordinamento subito prima del convegno
Angelo (Segreteria): ritiene opportuna una riunione organizzativa pre – convegno
Gigi (Alessandria): dice che allo scorso convegno non è stato fatto un coordinamento ma la segreteria si è vista il giorno prima per sistemare tutta una serie di cose.
Orari di sabato e di domenica restano gli stessi dello scorso Convegno

c) Relatori & Testimoni. La segreteria proietta una Slide con riassunti tutte le proposte dei relatori/testimoni giunte in mailing list fino a giovedì 23 Novembre.
ELENCO RELATORI:
1. Flore Murar Yovanovitch ( Maria Picotti ) che contatta a sua volta ha proposto 
• Daniela Padoan : nel maggio scorso ha lanciato la campagna “La solidarietà non è un reato” nella Carta di Milano
• Nawel Soufi: giovanissima ragazza italo-marocchina (25 anni) che lavora nel campo profughi di Moria a Lesbo, dove sta facendo esattamente quello che fa p. Zerai da noi. Salita agli onori delle cronache perché, di persona, ha denunciato tale situazione di fronte al Parlamento Europeo
• Arash Hampay : iraniano, molto attivo sul fronte Greco
2. Comitato Antifascista Savona ( Caterina Perata )
3. Gherardo Colombo ( Angelo Ciprari )
4. Lorenza Carlassale ( Ercole Ongaro ) : Costituzionalista
5. Alessandra Ballerini ( Ercole Ongaro ) : Avv. Fam. Regeni, Amnesty International ed altro
6. Abitare la frontiera : Ventimiglia. (Rete Celle Varazze) Don Rito Alvarez – Parroco di Ventimiglia con eventuale partecipazione di Cédric Herrou – Contadino della Val Roya e Monsignor Jean Louis – Vescovo di Vivier
Altri nomi e associazioni proposti su cui riflettere, non circolati in rete, sono:
• Erri De Luca
• TPP – Tribunale Permanente dei Popoli
• ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’ Immigrazione
• Francesca Mannocchi – giornalista
• Dagmawi Yimer – regista rifugiato Etiope
• Igiaba Scego – scrittrice somalo-romana.
• LUNARIA – Associazione di Promozione sociale (pace, giustizia sociale ed economica ed altro)
• Giorgio Gallo
• Yvan Sagnet
• Don Massimo Biancalani – Parroco di Pistoia
REFERENTI di PROGETTI della RETE:
1. Solidarity Watch
2. Sem Terra (MST)
3. Mapuche ( Josè Nain )
4. Referente di Mesa Campesinia
5. Referente Palestinese ( proposti Mustafà Barghouti, Khaled Saifi, Zwy Schuldiner, B’th Selem )
6. Lelia, educatrice popolare e Carolina, ingegnere biologico di Agua Doce

Le scelte dipendono dal taglio che si vuol dare al Convegno ma è necessario prendere in considerazione anche l’aspetto della sostenibilità in termini di costi. Cominciamo a sfrondare dalla lista i nomi che da escludere. La proposta è: Venerdì relazione introduttiva; I dopo cena liberi ( con proposte non vincolanti); Sabato mattina gruppi tematici con ritorno in plenaria nel pomeriggio; Domenica mattina conclusioni. Confermiamo il metodo dei gruppi tematici (inseriti per dar modo alle persone di partecipare maggiormente) ? La Rete di Udine ha manifestato contrarietà, almeno in un contesto come il Convegno.
Giorgio ( Pisa Viareggio): I gruppi di lavoro hanno 2 finalità diverse: possono essere gruppi di dibattito che riportino delle indicazione in plenaria oppure gruppi di lavoro senza restituzione alla plenaria.
Maria (Verona): nello scorso convegno il sabato mattina era dedicato alle Relazioni ( padre Zerai ed altri) e nel pomeriggio dalle 15.00 c’è stata la presentazione e la suddivisione in aree tematiche (3 gruppi) con restituzione finale in plenaria, facilitata da tre ragazzi. Sergio (Genova): Suggerisce di creare occasioni di incontro con i referenti dei nostri progetti per far conoscere all’esterno il lavoro della Rete stessa. Angela (Pisa Viareggio): chiede se la perplessità della Rete di Udine è rivolta alla metodologia dello scorso convegno che invece a lei è sembrato valido. Gigi (Alessandria): ricorda che Toni Peratoner è sempre stato contrario ai gruppi di lavoro nel convegno. A questo punto Angelo (Segreteria) per chiarezza dà lettura integrale della mail della Rete di Udine. Giorgio (Pisa Viareggio): dice che a Brescia si era già deciso di fare i gruppi di lavoro. Lucia (Salerno): preferirebbe i relatori il sabato mattina ed i gruppi di lavoro al pomeriggio
Marco (Varese): relatori il sabato mattina e gruppi il pomeriggio. Sfrutterebbe Giorgio Gallo sui conflitti
Marco (Torino): Preferisce i relatori il sabato mattina e la domenica mattina per un discorso di attenzione, lasciando i gruppi il sabato pomeriggio. Ha apprezzato il metodo utilizzato lo scorso convegno
Gigi (Alessandria): conferma che i gruppi debbono seguire le relazioni.
Il coordinamento stabilisce di fare i gruppi tematici nel Sabato pomeriggio
Pier (Segreteria): i gruppi tematici ( non di lavoro) dovrebbero proporre esperienze e testimonianze dopo le relazioni più generali. I partecipanti al Convegno sceglierebbero l’ambito a loro più consono.
Gianni (Verona): Sollecita una testimonianza palestinese, soprattutto visto che il convegno sarà ad 1 mese dalla partenza del Giro d’Italia in Israele (territori occupati) La Rete di Verona sta contattando alcune persone, il 2 Dicembre ne incontrerà una da cui, probabilmente, uscirà la proposta di un testimone
Giorgio (Pisa Viareggio): La relazione iniziale del venerdì deve esser attrattiva ed a tema legge, etica e disobbedienza. Basta la presenza di un giurista: propone Gherardo COLOMBO. Pone, invece, un veto su Erri De Luca, anche per l’atteggiamento tenuto sulla Palestina.
Maria Teresa (Alessandra): cita un incontro in Alessandria sulla questione palestinese con diffida da parte della comunità ebraica. Propone inserimento in cartellina dei nostri nuovi progetti per sottolineare le esperienze concrete. Sulla relazione iniziale non è d’accordo su Colombo ma propone la Ballerini.
Maria (Verona): Necessario chiamare gente nuova e più giovane. Propone la Yavonovitch, giornalista autrice di un libro dal titolo “Piccolo mosaico del disumano”. Contattata e si è dimostrata interessata alla Rete. Potrebbe intervenire il sabato mattina. Come giurista suggerisce la Padoan per spiegare il reato di solidarietà, come testimone per il pomeriggio Nawel Sufi, per la relazione iniziale la Ballerini.
Giorgio (Pisa Viareggio): non vede la Ballerini per una relazione iniziale, ma solo per un discorso più tecnico
Pier (Segreteria): Per ciò che riguarda la Ballerini, Enrico e Valeria (Rete di Celle Varazze) avendo avuto a che fare con lei professionalmente, riportano una esperienza negativa dal punto di vista umano. La vedono come una persona alla ricerca di grandi nomi per avere eco mediatico. Oltre a ciò, la Rete di Celle – Varazze ha incontrato a Ventimiglia Don Rito Alvarez, il parroco che ha aperto le porte della propria parrocchia al grande afflusso di migranti dopo che sono state chiuse le frontiere. Positiva l’impressione. Incontreremo Cedric Herrou – il contadino condannato in Francia per aver ospitato migranti e se, riceveremo mandato dal coordinamento, proveremo ad invitarlo al convegno
Lucia (Salerno): propone che venga creata una commissione perché non si riesce a decidere
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Ore 19.30. Termine dei lavori del pomeriggio e Cena
Ore 21.15. Ripresa dei lavori su Relatori & Testimoni del Convegno
Marco (Varese): manifesta ulteriori perplessità su una relazione prettamente giuridica. Ribadisce la necessità di costituire un gruppo che elabori un testo da inserire in cartellina. Elvio (Padova): mette in evidenza la necessità di far memoria al convegno di Ettore Masina. Inoltre, la prima relazione deve essere lo sviluppo del titolo del convegno. Giorgio (Pisa Viareggio): riferisce che Gherardo Colombo è in grado di fare una relazione non prettamente giuridica. In alternativa propone la Yovanovitch.
Maria Teresa (Alessandria): propone: prima relatrice la Yovanovitch (sarebbe anche una novità rispetto alla storia dei nostri convegni); Testimoni: al sabato mattina ( propone il Comitato antifascista di Savona).
Ercole (Milano): Aveva proposto Ballerini e Carlassare. La seconda parla in modo molto accattivante, mentre la Ballerini è da verificare. Altro personaggio interessante è Anna Maria Rivera, antropologa che ha scritto su questo argomento. Per quanto riguarda i gruppi tematici del sabato pomeriggio propone che un gruppo si occupi della sentenza del TPP sui migranti.
Giorgio (Pisa Viareggio): il testimone palestinese deve vivere in Palestina e non in Italia. Nelle tempistiche vanno tenute in considerazione le traduzioni quindi per il Sabato mattina non più di 3 testimoni. Venerdì: si potrebbero fare 2 relazioni, una eventualmente dopo cena. Domenica: un panel sul tema della frontiera oppure altre relazioni.
Caterina (Quiliano): ha inviato un audio intervento. Per il Seminario Giovani propone di prender in considerazione 2 fasce d’età: 1) medie e primi anni delle superiori “)ultimi anni delle superiori e università. Propone come relatori: Del Grande & Segre, come testimoni: il Coordinamento antifascista di Savona anche se è un lavoro in divenire e non sa ancora esattamente dove andranno a parare.
Vista la difficoltà nel decidere, la Segreteria propone la costituzione di una Commissione che si occupi della definitiva stesura dello schema del Convegno e dei Relatori/Testimoni che interverranno
Maria (Verona): nella prima relazione è necessario sviluppare il tema “La solidarietà non è reato” per dare la cornice agli interventi dei testimoni. Angela (Pisa-Viareggio): Concorda. Per il venerdì pomeriggio relazione a due voci (Yovanovitch e Padoan). La sera del venerdì propone un ricordo di Ettore Masina
Marco (Torino): per il venerdì relazione di Giorgio Gallo che spieghi motivazioni e percorso hanno spinto la Rete a questo argomento e titolo. Poi relazione di Gherardo Colombo.
Maria Teresa (Alessandria): Venerdì Yovanovitch + Padoan. Alla sera una proiezione di un film. Sabato mattina 3 testimoni. Nel pomeriggio, i gruppi. Domenica tavola rotonda con il sacerdote di Ventimiglia
Angelo (Segreteria): nell’ultimo convegno hanno partecipato 297 persone (tolta le classi di studenti 250)
Senza un nome di richiamo avremo un numeri di iscritti ancora più ridotti. Erri de Luca ha ricevuto il veto ma Gherardo Colombo potrebbe essere un nome di attrazione. Per la memoria di Ettore Masina propone la proiezione il venerdì sera di un suo documentario, trasmesso in Rai a ora tardissima, su Giovanni XXIII
Lucia (Salerno): Nell’ambito della campagna referendaria la Carlassare è conosciuta e saprebbe trattare specificatamente sul reato di solidarietà. Gherardo Colombo non è mai intervenuto su tale argomento. Nella tavola rotonda dovrebbe essere toccato il tema del libro di Giorgio Gallo.
Sergio (Genova): Chiede se vi sia qualcuno che convince veramente allora scegliamolo
Ercole (Milano): si è raggiunto un accordo sull’impostazione
Pier (Segreteria): Se la domenica mattina si fa una tavola rotonda, non ha molto senso invitare Don Rito. La sua presenza ha senso come testimonianza e come messaggio di speranza  La solidarietà è possibile nonostante le leggi la ostacolino o addirittura la impediscano. Sia nel Qui (Ventimiglia) che Là ( Colombia) .
Simona (Celle-Varazze): Cedric Herrou probabilmente non può uscire dalla Francia ma al limite si potrebbe raccogliere una testimonianza filmata. Angela (Pisa Viareggio): Concorda con lo schema riassunto da Ercole
Gianni (Verona): la commissione deve avere un mandato elastico perché non sappiamo quanti relatori e testimoni daranno conferma della loro presenza.
Il coordinamento dà mandato alla Commissione di individuare-invitare relatori/testimoni oltre che definire un programma del Convegno. Giorgio Gallo è già stato indicato. Domani si designeranno gli altri
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4. Rinnovo delle Operazioni. [Vedi allegati]
a) ARMENIA – Progetto Hagharzin 2017 e Tavush 2018
Maria Teresa Bertoldi (Quarrata) illustra il materiale inviato da Teresa Sargsyan, referente in Italia dei progetti in discussione. Viene presentato:
I. la relazione finale del progetto Hagharzin finanziato dalla Rete nell’anno 2017
Vengono descritti i buoni risultati del progetto. Grazie alla crescente presenza turistica le entrate garantiranno risorse sufficienti per il proseguimento del lavoro in autonomia. E’ stato creato un piccolo orto di coltivazione delle erbe documentato dalle molte fotografie inviate.
II. Il proseguimento del finanziamento biennale per il 2018 con il progetto Tavush – Casa del Miele
Per il 2018, il progetto originario si trasformerà nella Casa del miele un locale per esposizione, assaggio, vendita dei prodotti dei propri alveari. La previsione è raggiungere l’autonomia del progetto dopo un anno con l’obbiettivo di creare un indotto sul territorio. Vengono chiesti 2.960 €. Ci lavorano già 5 persone retribuite dalla diocesi. I prodotti dei due precedenti progetti saranno portati al nostro Convegno di Trevi.
In prospettiva, per il 2019, il progetto potrebbe continuare con un ampliamento della Produzione di balsami ma al momento non è ancora pronta una proposta ed un programma dettagliato
Il coordinamento approva il progetto Tavush per il 2018 – Casa del Miele – e resta in attesa di maggiori dettagli per poter decidere sul progetto eventuale della Produzione di balsami per il 2019
b) ARMENIA – Proposta Progetto Gyumri (Capoluogo della provincia di Shirak)
Nuova proposta. Gyumri, seconda città dell’Armenia, è stata distrutta nel 1988 da un terribile sisma che ha provocato circa 50.000 vittime. Nella zona, un tempo a vocazione industriale, solo sfacelo per cui gli abitanti sono costretti ad emigrare. Centro Sociale Educativo e Diocesi organizzano progetti di formazione lavoro. Traquesti un progetto, di 160 ore, per parrucchiere ed estetiste, destinato a 60 donne che, poi,
potrebbero svolgere la loro attività in casa propria oppure a domicilio. Sarebbero selezionate tra le famiglie
più bisognose dagli assistenti sociali. Richiesti 3.263 € per acquisto di attrezzature e allestimento dell’aula.
Essendo un progetto ex novo, il coordinamento, rimanda la decisione, in attesa di capire quali risorse siano ancora disponibili dopo aver onorato i progetti rinnovati e già approvati.
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DOMENICA 26 NOVEMBRE
Ore 9.20. Inizio dei lavori della Domenica
5. Aggiornamenti sul Sito della Rete curato da Gigi della Rete di Alessandria
Gigi, collegandosi via internet, illustra stato ed funzionamento del nuovo sito della Rete. Ha inserito i progetti della Rete usando il vecchio libretto operazioni, aggiornando nei casi in cui il materiale è stato inviato. Alla voce migranti è stata inserita la tabella con le iniziative intraprese sul territorio dalle reti locali (girata in mailing list). Graditi gli aggiornamenti. Viene riportata la scheda del progetto della Rete di Trento e Rovereto, ritenuto particolarmente rappresentativo ma si possono esser inseriti approfondimenti da parte di tutti. Una pagina è dedicata alle news mentre nella home page ci sono le circolari nazionali. Nello
spazio per i dossier, ci sono documenti più articolati e corposi (tra cui un profilo di Ettore Masina) mentre la voce documenti contiene circolari, atti dei convegni e dei seminari. Per la nostra rivista “In dialogo” sono riportate le copertine ed un articolo considerato significativo (scelto da Antonio). Giorgio (Pisa – Viareggio) propone che dopo 6 mesi dalla pubblicazione, compaia sul sito l’intera rivista e non solo un articolo. Chiede poi che i suoi articoli destinati alla rivista compaiano contemporaneamente sul sito.
Il coordinamento approva questa ultima richiesta e la allarga a tutti quanti lo richiederanno
Gigi prosegue la spiegazione del sito e sollecita le singole Reti all’aggiornamento delle operazioni. Dalla voce Reti locali si accede all’elenco delle Reti con i dati dei referenti e nell’ultima colonna comunicazioni è presente un link che apre una scheda con informazioni sulla Rete locale. Per l’accesso alla zona riservata serve una password dentro ci sono i verbali dei coordinamenti ed i bilanci. Altre velette danno accesso al forum, ai contatti della segreteria ed ai link. Il sito è visibile su qualsiasi dispositivo, anche smartphone, ed è facilmente raggiungibile da tutti i motori di ricerca. All’inizio il lavoro del sito è stato seguito sia da Gigi che da Alessandro poi c’è stata una divisione dei compiti. Alessandro (alessandro.cabroni@libero.it) si occuperà delle mailing list e delle circolari mentre Gigi penserà al resto. Ora si tratta solo di usare il sito. Nel prossimo coordinamento Gigi risponderà a tutti i dubbi di coloro che lo hanno visitato ed usato.
Maria (Verona) propone di chiedere a Maria Rita Vella (Noto), visto il grande lavoro effettuato nella scorsa segreteria, di aggiornare il file della discussione delle operazione, stralciando quelle chiuse. Chiede poi informazioni sul funzionamento del forum, il cui incaricato è Marco della rete di Torino.
Marco (Torino) aveva chiesto di mandare le richieste di account ma nessuno ha inviato nulla. Sollecita caldamente l’invio del proprio username e password per rendere attivo il forum per poter essere registrati. Invierà una mail in mailing list con una ulteriore richiesta rivolta a tutti.
Il coordinamento ringrazia Gigi e Marco per tutto il lavoro svolto
Pier (Segreteria) riferisce della richiesta da parte di Clotilde di trasferire l’archivio storico della Rete a Roma presso la Fondazione Basso, in modo che questo possa essere consultabile da chiunque. Il trasferimento sarà seguito da Matteo Mennini e da Clotilde stessa. Ercole che conserva la maggior parte dell’archivio della Rete (almeno fino al 1994) è favorevole ma chiede che il coordinamento approvi in maniera ufficiale il trasferimento.
Il coordinamento approva
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6. Rinnovo delle Operazioni (proseguimento)
a) Progetto Dario Canale – Medici contro la tortura
Angelo Ciprari (Rete di Roma) riferisce della lettera di Mauro Gentilini che chiede il rinnovo per il prossimo triennio con una cifra di €. 13.000 (stesso importo 2015 – 2017). In estrema sintesi l’attività dei Medici prosegue incessantemente e si ritiene che l’operazione debba essere rinnovata.
Gianni (Verona) ricorda che per i medici non è possibile accedere a finanziamenti statali ed europei se non è già stato attivato un finanziamento autonomo ( quello fornito appunto dalla Rete). Pertanto è favorevole.
Il coordinamento approva il rinnovo del progetto
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7. Proseguimento della discussione su Convegno e Seminario Giovani 2018.
Maria Teresa (Alessandria): propone per il venerdì una relazione iniziale di Gherado Colombo (in plenaria con i giovani che partecipano al seminario) + quella della giornalista Flore su umano e disumano. Sabato mattina dedicato ai testimoni. Domenica: non farebbe la tavola rotonda ma 3 relazione risultato del convegno (testimonianze dirette: Don Rito Alvarez (con Cedric Henou) Daniela Padoan e Solidarity Watch.
Marco (Varese) concorda.
Giorgio (Pisa – Viareggio) Gallo è perplesso perché non ha capito come siano organizzati i gruppi tematici
Monica (Segreteria) segnala la necessità di intersecare, almeno in alcuni momenti, il convegno con il seminario giovani
Pier (Segreteria): Le relazioni dei nostri testimoni di sabato mattina (che paiono essere: Sem Terra, Mapuche e Palestina) devono trattare il tema del Convegno. La loro testimonianza quindi deve avere quel taglio. Al pomeriggio si confluisce nei gruppi tematici curati dalle associazioni che operano sul reato di solidarietà (da scegliere oculatamente vedi : Solidarity Watch, TPP, Gruppo Antifascista di Savona, …). I mandati dati per la scelte definitive alle Commissioni devono esser elastici. Le commissioni saranno:
A. Struttura Convegno / Relatori – testimoni
B. Seminario Giovani
C. Logistica e prenotazioni
Per ogni Commissione costituita ci sarà un membro della segreteria con funzioni di coordinamento con le altre commissioni
Il coordinamento approva e delibera la formazione delle precedenti Commissioni di Lavoro.
Per la A) Commissione Struttura del Convegno e scelta dei Relatori/Testimoni vengono indicati: Giorgio Gallo (Pisa Viareggio), Maria Picotti (Verona)e Piergiorgio Todeschini (Brescia) con (forse) l’aggiunta di un membro della Rete di Padova. Per la segreteria : Pier
Elvio (Padova): da Haiti scrivono che la solidarietà della Rete è una solidarietà particolare. Suggerisce che i testimoni vengano dai nostri progetti.
Simona (Celle-Varazze): i testimoni non sono ancora stati decisi anche se alcuni sono stati dati per scontati. Le sarebbe piaciuto Nawel Sougfi. Bisognerebbe dare spazio al sabato mattino ai testimoni del Qui.
Pier (Segreteria): il criterio di scelta dei nostri testimoni dovrebbe anche tener conto di chi è in grado di proporre al Seminario Giovani un viaggio ed una esperienza nella propria realtà.
Maria Teresa (Alessandria): i testimoni del sabato dovrebbero essere maschi/femmine che a casa loro facciano disobbedienza. I Sem Terra in Brasile lo fanno. La Palestina, poi, è emblematica.
Lucia (Salerno): la mattina i testimoni lavorano con noi e il pomeriggio lavorano con i giovani
Monica (Segreteria):concorda. Per il Seminario Giovani si è calorosamente auspicata la presenza in commissione di giovani. Il titolo del seminario giovani è “ E se fossi nato al tuo posto? ”
Angela (Pisa Viareggio): Prende le distanze da un Seminario Giovani direttamente collegato al Convegno.
Così i ragazzi sono impacchettati e riproponiamo ciò che è stato fatto allo scorso Convegno.
Giorgio (Pisa Viareggio): Dire che alle prima relazioni vengono anche i giovani è senza senso. I giovani devono lavorare autonomamente.
Rosella Luchetti (Empoli): L’idea originaria era quella di fare Convegno e Seminario separatamente.
A Brescia è stato deciso diversamente. E’ disposta a lavorarci se seminario e convegno sono totalmente autonomi l’uno dall’altro. Si possono usare gli stessi testimoni ma in contesti separati. Solo così la presenza dei giovani può esser proficua, altrimenti non serve.
Maria Teresa ( Alessandria): E’ stato fatto un seminario a Quarrata. Lo schema originario è stato abbandonato per ragioni di costi e organizzazione. Lascerebbe una spazio di autonomia sul sabato, facendoli partecipare la resto del convegno.
Marco (Varese): protesta perché in questo coordinamento non è ancora stato deciso nulla
Lucia (Salerno): ricorda che allo scorso coordinamento si era deciso che il seminario sarebbe stato parallelo ma separato. Tra l’altro Mohamed Ba ha dato la disponibilità a lavorare con i giovani
Claudio (Pisa Viareggio) : Dove sono i giovani che partecipano alla Commissione e collaborano a dare forma al Seminario? Quando decideranno ?
Piergiorgio (Brescia): Ribadisce, verbale alla mano, che a Brescia è stato deciso ciò che ha detto Lucia: convegno e un seminario separati. Fondamentale è che i giovani chiedono di essere ascoltati degli adulti
Maria (Verona): Concorda con Lucia. Che età avranno i giovani partecipanti? L’approccio varia molto a seconda dell’età. La presenza di Mohamed Ba è una garanzia. Come Rete non possiamo proporre un titolo declinato solo al maschile ( oltre nato anche nata ).
Olga (Treviso): Concorda con Marco di Varese. Si aspettava di venire al coordinamento per approvare idee già formate, non di rimettere in discussione di nuovo tutto. Concorda anche con Claudio: ma dove sono i giovani che collaboreranno alla costruzione del Seminario ? Non posso certo farlo il Sabato mattina.
Pier (Segreteria): Il problema principale è che al seminario non parteciperà un gruppo strutturato con dinamiche interne già consolidate. I partecipanti saranno molto eterogenei e non possiamo lasciare tutto in mano allo spontaneismo ma proporre un’animazione capace di esser discreta, non impositiva, in grado di creare un clima favorente l’ascolto. Sappia coordinare e rendere fruibile il loro stare insieme.
Qualche ragazzo/a disponibile a partecipare alla commissione si può trovare. E’ importante tenere presente le diverse fasce d’età e fare delle scelte. C’è una grande differenza tra i sedicenni ( che hanno esigenze di conforto/confronto perché su certi temi si sentono soli ed isolati rispetto al pensiero corrente dei coetanei ) e chi è più grande (che ha già trovato ambienti dove far respirare la propria differenza).
Agnese (Pescara): Necessario stabilire delle fasce di età. Un Universitari di 25 anni non è più giovane e può partecipare tranquillamente al convegno. La proposta però deve esser chiara scegliendo un target.
Vero che il seminario giovani è stato deciso ma la finalità qual’è? Se il motivo è formativo, i problemi diventano più semplici. Bisogna cercare all’interno della Rete qualcuno che gestisca il seminario giovani non solo nell’organizzazione ma anche nella presenza.
Monica (Segreteria): Le proposte fatte la scorso volta hanno delineato alcuni aspetti senza potersi confrontare con i membri della commissione perché impossibilitati a partecipare. Accogliamo in modo definitivo la formula autonoma tra convegno e seminario. Rispetto all’età: ne esiste una anagrafica e una di maturità. Per la partecipazione al Seminario: ogni rete deve individuare ed invitare qualche ragazzo interessato alle tematiche indicate dal titolo. Come testimoni/relatori fruibili dalla Commissione abbiamo individuato Mohamed Ba e Don Fabio Corazzina, capaci di usare un linguaggio adeguato e coinvolgente per i giovani. Per gli animatori le figure possibili individuate sono: Il Pozzo di Giacobbe, che ha animato l’incontro estivo a Quarrata, il Gapa di Catania che in questi anni ha animato i momenti giovani nei convegni ed Eleonora, presente con Caritas Savona allo scorso Convegno, e organizza animazioni a livello nazionale su temi analoghi a quello del titolo individuato, per ragazzi dai 16 ai 22 anni.
Si tratta di capire quale proposta sia più utile e consona per i nostri obbietivi e le nostre esigenze.
Ercole (Milano): Il Seminario deve avere un suo percorso anche perché il titolo è diverso. Il Sabato i partecipanti al seminario devono sviluppare quel titolo. Serve una Commissione formata da un paio di persone che dovranno esser fisicamente presenti al Seminario Giovani. La proposta alla Commissione è attingere da ciò che il Convegno mette a disposizione. Saranno poi loro a scegliere.
E’ interessante anche prender in considerazione la contaminazione tra fasce di età diversa e riservare un momento di ritorno dei loro lavori al Convegno tutto.
Angela (Pisa – Viareggio): molti fraintendimenti sono nati perché nessuno della commissione era presente allo scorso coordinamento. Propone una riflessione insieme ai ragazzi sotto forma di laboratorio magari con alcuni momenti di partecipazione al convegno. Invece, l’età non conta. Segnala l’importanza di un rapporto costante con gli insegnanti. Si era pensato ad un seminario con almeno un ragazzo per ogni Rete.
Daniela (Mogliano Veneto): Propone un titolo nuovo che esprime lo stesso concetto del vecchio:
“ E se io fossi al suo posto? ”
Il coordinamento decide che il Seminario Giovani sia autonomo e svincolato dal Convegno con titolo:
“ E se Io fossi al tuo posto ? ” e rivolto a ragazzi dai 16 anni in su. I Testimoni – Relatori già individuati : (Mohamed Ba e Don Fabio Corazzina) saranno affiancati da altri eventualmente presenti al Convegno scelti dalla Commissione (ad es. Solidarity Watch).
Andrà anche individuato un animatore/animatrice (Es. Gapa, Il pozzo di Giacobbe, Eleonora di Sv, ..)
Caloroso l’invito ad ogni rete locali affinché individuino ed invitino ragazzi motivati al Seminario di Trevi.
La segreteria mostra alcune slides di proposta per il Seminario Giovani, preparate in vista del coordinamento. Vengono dati per assodati Mohamed Ba (disponibile anche per fare uno spettacolo il sabato sera) e Don Fabio Corazzina. Testimoni: Don Rito Alvarez e i referenti locali delle reti che possono accogliere i viaggi giovani (Gapa, Josè Nain, Salete, ecc.). Le proposte verranno valutate dalla commissione.
Maria (Verona): dal Ghana potrebbe nascere una proposta di viaggio per giovani.
Pier (Segreteria): La proposta di un viaggio in Africa, soprattutto se alla prima esperienza, è troppo complessa e forse controproducente. Non abbiamo ancora parlato della proposta di Maria Rita (Noto) che ha inviato la scheda di Viviana, referente locale del progetto Mesa Campesina.
Almeno và valutata. Certo con Mapuche e Sem Terra i rappresentanti del Cono Sud cominciano a diventar troppi. Angelo (Segreteria): le spese dell’ultimo convegno sono state di 16.000 €. Le commissioni sono invitate a prendere in considerazione anche le spese da affrontare. La cassetta al convegno non ha consentito di raccogliere molto ( pare però che una parte dei soldi sia stata rubata ). La proposta è portare la cifra del soggiorno da 92 a 100 € per richiedere un numero maggiore di gratuità alla struttura ospitante.
Sergio (Genova): Cerchiamo di risparmiare dove si può. Ad es. fare una tiratura di volantini e santini equilibrata, perché resta molto materiale inutile. 16.000 € per un convegno sono troppi
Monica (Segreteria): la commissione allestimento dovrebbe pensare a come ridurre gli sprechi.
La proposta è inserire nelle cartelline una bibliografia, una filmografia/videografia, una sitografia. Da valutare se portare il banchetto dei libri o proporre libri in visione.
Lucia (Salerno): Giovanni di Salerno si è reso disponibile per i libri se nessuno lo fa. Forse sarebbe meglio portare solo i libri dei relatori / testimoni presenti. Il banco libri ha però fruttato molto poco (300/400 €). I manifesti o si fanno subito o non servono, L’anno scorso sono arrivati pochi giorni prima del convegno e non sono serviti a nulla.
Monica (Segreteria): Mohamed Ba ci ha suggerito, per raccogliere fondi, di organizzare suoi spettacoli con una parte del ricavato a favore del fondo cassa seminario giovani. Le reti interessate dovrebbero contattarlo in autonomia ed accordarsi con lui.
Elvio (Padova): Invita a rivedere la circolare dell’ultimo Convegno di Rimini. Contiene già tutto. Per la pubblicizzazione del convegno nella rivista lo schema del convegno dovrebbe essere accompagnato da una lettera della segreteria. Urge inviare la notizia ad altri giornali. Il problema vero è che a Trevi non c’è una Rete locale che possa appoggiare la logistica.
Angela (Pisa-Viareggio): propone per il futuro di pensare ad una percentuale uguale per tutte le reti da inserire nel bilancio per i ragazzi. Occorre creare una copertura
Maria (Verona): L’anno scorso la segreteria è arrivata il giorno prima a Trevi. I manifesti, però son arrivati in ritardo. Tra l’altro, non si è ancora parlato del manifesto. Lo scorso anno, sono stati raccolti molti soldi nella cassetta e poi sono spariti. Forse il banchetto libri, rispetto a quanto si raccoglie, è un grande dispendio di energia. Potrebbe esser una buona idea la bibliografia nella cartellina.
Pier (Segreteria): il senso della bibliografia in cartellina è proprio quello di sostituire il banchetto dei libri. Per il discorso economico: andare ad attingere dalla cassa nazionale l’importo del convegno, rende inutile chiedere un versamento percentuale. Sarebbe meglio fare un minimo di attività sul territorio per aumentare le entrate in vista del Convegno (Ad. es. cene, spettacolo Ba, magliette, ..). Nelle occasioni in cui lo abbiamo fatto il riscontro è stato buono. Gianni (Verona): No all’aumento del prezzo di soggiorno ma si può dire alla Reti locali di offrire un piccolo contributo per le spese per il convegno. Propone un taglio totale delle spese cartacee tolta la cartellina. Va bene fare segnalare il convegno alle riviste tradizionali ma poche sono le persone che vengono per questo. Forse sono meglio i contatti via internet.
Claudio (Pisa Viareggio): le magliette mapuche sono state un’occasione in cui le singole reti si sono tassate.
Lucia (Salerno): la scheda per la raccolta delle iscrizioni è già stata preparata. La cosa importante con l’albergo è di inviare una caparra simbolica per bloccare le date ( da comunicare a Marta )
Monica (Segreteria): Per la logistica, ogni rete gestirà le prenotazioni con il modulo on line. Poi occorrerà compilare il file excell, in modo che chi si occupa delle prenotazioni potrà raccogliere tutti i dati.
Angelo (Segreteria): in ogni caso le prenotazioni non possono passare solo dalle reti locali. Molti prenotano direttamente all’albergo. E’ stato fatto l’archivio delle prenotazioni dello scorso anno.
Il coordinamento decide le composizione delle Commissione che lavoreranno al/alla :
B) Seminario Giovani: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, (Pisa Viareggio), Rosella Luchetti (Empoli), Simona Mozzati (Celle Varazze), Sergio Ferrera (Genova) + qualche ragazza/o da suggerire ed individuare. Per la segreteria : Monica.
C) Logistica quindi prenotazioni, trasporti e contatti con la struttura di Trevi: Rete di Salerno. Per la segreteria: Angelo. Le prenotazioni per il Convegno, compilate su apposita scheda di iscrizione, saranno inviate alla Rete di Salerno (come nello scorso convegno). Angelo chiede che nella scheda sia indicato un indirizzo postale per la richiesta di informazioni ai non informatizzati.
Monica (Segreteria): è necessaria sia un’immagine per il Convegno che per il Seminario. La proposta è quella di un concorso per il manifesto: le varie reti locali faranno le loro proposte che dovranno pervenire entro Natale. Angelo (Segreteria): propone di utilizzare l’immagine del precedente convegno.
Pier (Segreteria): Ok per l’immagine del Convegno ma la scelta dell’immagine del Seminario Giovani và fatta dai giovani insieme alla Commissione.
Angelo (Segreteria): segnala che i lavori delle commissioni debbono produrre decisioni nell’arco di un mese al massimo perché altrimenti non riusciamo a realizzarle.
Ercole (Milano): si incarica di fare la circolare di gennaio sul tema del convegno, in modo tale che la si possa pubblicare sia sulla nostra rivista “In dialogo” sia per la pubblicizzazione sui altri giornali.
Daniela ( Mogliano Veneto): L’immagine del seminario dei giovani potrebbe essere la barca del vecchio convegno, con i visi di ragazzi europei. Simona (Celle Varazze): se ne occuperà
Monica (Segreteria): ribadisce e ricorda che il termine ultimo di presentazione delle immagini per il Convegno è Natale. Entro quella data le proposte devono giungere alla Commissione Pubblicizzazione.
Il coordinamento opta per una quarta commissione che lavorerà a Pubblicizzazione e Allestimento del Convegno, al momento composta da: Marco Zamberlan (Torino), Mariella Borelli ( e Rete di Quarrata)
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La segreteria auspica anche la formazione di una commissione che si occupi della MEMORIA.
Pier (Segreteria): meglio non parlarne ora ma al prossimo coordinamento perché ora non c’è tempo e questa non è una priorità. Vi anticipiamo che la proposta della segreteria era evitare una lettura di nomi dei nostri amici scomparsi. L’idea sarebbe quella di raccogliere le loro idee, frasi, testimonianze da familiari ed amici per poi inserirli in bottiglie. Tali “messaggi in bottiglia” verranno letti al Convegno di Trevi:
• In vari momenti dello svolgimento del Convegno (quindi non tutti assieme)
• Da diversi luoghi della sala convegni in maniera diffusa ( quindi non dal palco)
Maria Teresa (Alessandria): E’ possibile arrivino anche dei filmati di testimonianza.
Propone di mettere nella cartellina dei partecipanti al convegno, una biografia di Masina.
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8. Varie
Gianni (Verona): non può passare sotto silenzio il fatto che il Giro d’Italia parta da Gerusalemme est. Sul sito del BDS c’è la possibilità di firmare una petizione. Partiamo da un appello cartaceo da inviare al presidente di RCS Madia Group e Gazzetta. Il progetto è già partito. Sul testo non è indicata alcuna associazione. Il secondo step è quello di scrivere agli sponsor ufficiali del Giro. Alla fine di ottobre Papa Francesco è stato invitato in Israele per inaugurare la partenza del giro. A Verona, si pensava di inviare un appello al Papa (che è già stato scritto) affinché declini l’invito.
Elvio (Padova): Porta i saluti e gli Auguri da parte della Rete di Padova e riporta il suo ricordo personale nel primo anniversario della morte di Gianna, sua moglie. E’ stata fatta, in tal senso, una piccola pubblicazione che raccoglie alcune storie e riflessioni su Gianna ( ne vengono consegnate alcune copie in sala). Ad Haiti le è stata ufficialmente intitolata una scuola il “Centro professionale Giovanna Mocellin” .
Piergiorgio (Brescia): la Rete di Brescia riferisce sulla situazione di difficoltà estrema per i Mapuche. Ora c’è un momento di tregua, basato anche per il fatto che la legge antiterrorismo è stata sospesa nei confronti di chi aveva fatto lo sciopero della fame in carcere. E’ pervenuto un messaggio di Margot che riguarda le elezioni cilene: il mapuche Huenchumilla, governatore rimosso dell’Araucania, è stato eletto senatore ed un altro amico non mapuche resterà in consiglio regionale. In gennaio Papa Francesco va in Cile. I media cileni stanno inquinando molto la coscienza civile dei cileni contestando i costi e il fatto che andrà a celebrare la messa in un sito militare. Siamo in attesa di verifica. Se si trova la via diretta si scriverà una lettera al Papa illustrando la situazione Mapuche.
Monica (Segreteria): riferisce che il GAPA di Catania ha ottenuto un bene confiscato alla mafia. Occorre ristrutturarlo ed il costo è di 10.000 €. Banca Etica offre 2.500 € ma il resto deve esser raccolto tra amici e simpatizzanti. E’ stata aperta una raccolta fondi. Monica manderà una mail con i dati del conto corrente.
Ore 13.00. Fine dei lavori
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RIASSUNTO DECISIONI PRESE CONVEGNO ed il SEMINARIO GIOVANI

CONVEGNO RRR 2018 – TREVI 13/14/15 APRILE 2018
La solidarietà non è reato: Resistiamo umani

COMMISSIONI di LAVORO ( aperte a tutti/e coloro che vorranno collaborare)

A. STRUTTURA DEL CONVEGNO e SCELTA dei RELATORI & TESTIMONI.
Componenti: Giorgio Gallo (Pisa Viareggio), Maria Picotti (Verona)e Piergiorgio Todeschini (Brescia) con (forse) l’aggiunta di un membro della Rete di Padova. Per la segreteria : Pier
Indirizzi dati dal coordinamento :
• Orario del Venerdì . ORE 16.30: Accoglienza e Registrazione
ORE 17.30: Saluti della Segreteria
ORE 18.00: Inizio Relazioni
ORE 20: Cena
Orari del Sabato e della Domenica: restano uguali a quelli dello scorso convegno
• Sabato pomeriggio: lavoro a gruppi tematici

C. LOGISTICA – PRENOTAZIONI, TRASPORTI e CONTATTI con la STRUTTURA di TREVI
Componenti: Rete di Salerno. Per la segreteria: Angelo.
Indirizzi dati dal coordinamento: Le prenotazioni per il Convegno, compilate su apposita scheda di iscrizione, saranno inviate alla Rete di Salerno (come nello scorso convegno). Nella scheda và indicato un indirizzo postale per la richiesta di informazioni ai non informatizzati.

D. PUBBLICIZZAZIONE e ALLESTIMENTO del CONVEGNO
Componenti: Marco Zamberlan ( Torino), Mariella Borelli + Rete di Quarrata.
Indirizzi dati dal coordinamento: Indetto un concorso tra le reti per proporre l’immagine del manifesto del convegno. Termine ultimo per l’invio: Natale

E. LA MEMORIA.
Componenti: DA DEFINIRE nel prossimo coordinamento di Sezano (Verona)
Proposte della Segreteria: Raccolta di frasi, idee, testimonianze dei nostri amici scomparsi che verranno inseriti in bottiglie. I “messaggi in bottiglia”, l’eredità lasciataci, verranno letti in momenti e luoghi diffusi cioè in momenti diversi nello svolgimento del Convegno e da lettori
situati in luoghi differenti della platea ( non dal palco)

SEMINARIO GIOVANI 2018 – TREVI –
In contemporanea con Il Convegno ma con date certe da stabilire
E se io fossi al tuo posto ?
B. SEMINARIO GIOVANI
Componenti: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, (Pisa Viareggio), Rosella Luchetti (Empoli), Simona Mozzati (Celle Varazze), Sergio Ferrera (Genova) + qualche ragazza/o da suggerire ed individuare. Per la segreteria : Monica. Indirizzi dati dal coordinamento:
• Seminario autonomo e svincolato dal Convegno
• Seminario rivolto a ragazzi dai 16 anni in su.
• I testimoni – Relatori già individuati sono Mohamed Ba e Don Fabio Corazzina affiancati da altri eventualmente presenti al Convegno (ad es. Solidarity Watch).
• Animatori / animatrici proposti e disponibili sono : Gapa, Il pozzo di Giacobbe, Eleonora di Sv e altri ( vedi verbale ). La Commissione sceglierà e valuterà il loro impiego
• Partecipanti : ogni rete locale dovrà individuare ed invitare ragazzi che possono essere motivati sul tema del Seminario.
• Sostenibilità : Mohamed Ba si è dato disponibile a fare spettacoli e destinare una parte del ricavato a finanziare un fondo cassa destinato al seminario giovani. Le reti locali che si renderanno disponibili dovrebbero ed accordarsi con lui.

 

 

COORDINAMENTO DELLA RETE RADIÈ RESCH

BRESCIA 8 OTTOBRE 2017

Hanno partecipato:

CASALE MONFERRATO: Beppe Ghilardi, Cristiana Longhin, Paolo Guglielminetti, Jennifer Johnson; CAGLIARI: Pierpaolo Loi; BRESCIA: Michelangelo Ventura, Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CELLE-VARAZZE: Enrico Vallarino, Pierpaolo Pertino, Simona Mozzati; QUARRATA: Antonio Vermigli, Patrizia Carradori, Sergio Lomi, Mariella Borelli; PISA-VIAREGGIO: Francarosa Bianchi, Enrica Martinotti; UDINE: Daniela Mattiussi, Alberto Caroncini, Toni Peratoner, Maria Grazie Visintainer; DESIO: Sergio Mariani; MOGLIANO VENETO: Daniela Duzioni, Gianni Colleoni; VARESE: Marco Lacchin; SARONNO: Alessandra Ferrario; MILANO: Ercole Ongaro, Anna Galliolo, Liviana Bortolussi; VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella, Dino Poli, Silvana Valpiana; TRENTO: Carla Grandi; ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini; PADOVA: Elvio Beraldin, Fabiano Ramin, Cristina Ferin; CASTELFRANCO VENETO: Marta Bergamin, Fabio Corletto; TREVISO: Olga Turchetto; SALERNO: Lucia Capriglione; TORINO: Monica Armetta; ROMA: Angelo Ciprari, Giacinta Carnevale.

ORDINE DEL GIORNO:

  1. CONVEGNO NAZIONALE

  2. SEMINARIO GIOVANI

  3. VARIE ED EVENTUALI

  • SEDE CONVEGNO NAZIONALE

Pier: Contiamo di uscire da questo coordinamento con le linee del Convegno. Le discussioni sono sempre molto accese, cerchiamo di essere sintetici ed evitare interventi fiume.

SEDE CONVEGNO: Lucia ha fatto un sondaggio su un posto possibile per il prossimo convegno. Su internet c’è una piattaforma che riunisce tanti gestori di turismo equo e solidale. Hanno risposto in tanti, il problema sono i costi che aumentano perché sono a pagamento le sale necessarie e le varie attrezzature e perfino le hostess. Ad es. alla Cittadella di Assisi e a Spoleto i costi sono superiori ai nostri budget (rif. costi precedenti convegni) Rimini e Trevi hanno costi imbattibili. Per quanto riguarda Trevi abbiamo gli stessi prezzi del precedente convegno: camera singola 2 notti euro 120, doppia euro 92, tripla quadrupla euro 84 e sono compresi nel prezzo sale, attrezzature e servizio navetta per il trasporto in un eventuale altro albergo. Riscontrata la massima disponibilità e la loro necessità di lavorare perché dopo il terremoto hanno registrato un calo di presenze. Per quanto riguarda altre proposte, gli schemi per arrivare al prezzo finale sono poco chiari, comunque sale e attrezzature sono a pagamento. Un’amica di un’altra associazione mi dice di una struttura scout a Roma dove loro si riuniscono ma Angelo non la ritiene idonea.

Angelo ha fatto una ricerca sui treni e ha valutato che il posto più conveniente per il convegno sarebbe Bologna per la sua centralità; ha fatto anche ricerche sulla costa adriatica, Marche e Abruzzo ma aumentano le ore di treno per raggiungerle. Ha preso in considerazione anche la capacità di posti delle sale che chiediamo ed è arrivato alla conclusione che ci basta una sala da 200 posti sulla base del numero di 295 presenze all’ultimo convegno (comprese le due classi della scuola di Empoli) e del fatto che sia a Rimini, sia a Trevi le sale non erano mai al completo. I prezzi di Bologna e della costa adriatica sono comunque molto alti (Bologna prezzi camere 90 euro da trattare al giorno). Per quanto riguarda l’albergo Punta Nord di Rimini usato nei precedenti convegni, Sante non ha ancora ricevuto un’offerta, si fa comunque notare una certa disorganizzazione sulla disponibilità di attrezzature.

Trevi, superato il problema delle distanze, risulta il più economico. Per Angelo è una criticità il pernottamento in albergo a Foligno distante circa 15 Km; in caso di mancanza di camere nell’hotel del convegno a Trevi propone di prenotare una quindicina di camere in un albergo vicino 500 metri dall’albergo del convegno.

Olga ha sempre avuto il sogno di poter fare il convegno a Treviso, si è informata su tre strutture di cui una già occupata, una non ha risposto, un’altra molto bella non ha voluto fare prezzi. Il numero di circa 250 persone presenti non è sufficiente per fare un prezzo; servono ulteriori informazioni.

E’ stato fatto un accenno a strutture di San Marino, Viterbo e Frascati.

Elvio dice di dare la necessaria attenzione alla data del convegno, si evidenzia che è già stata indicata nello scorso coordinamento la data in 13/14/15 aprile 2018. Chiede anche di sapere cosa risponde l’Hotel Punta Nord, così potremo fare dei confronti.

Marco di Varese fa notare che, per i nostri budget, le strutture da prendere in considerazione sono Rimini e Trevi. Rimini ha la comodità ma anche criticità, sappiamo che Trevi è più scomoda ma più attrezzata; è tardi per mettersi a cercare un’altra soluzione.

Si suggerisce che le prenotazioni da raccogliere per il convegno vengano fatte dalle singole reti.

Monica della segreteria fa la sintesi e chiede di decidere tra le due opzioni Trevi/Rimini.

Si propongono accorgimenti per sfruttare chi arriva con l’auto perché possa essere di aiuto a chi arriva in treno.

Si dice che il criterio di scelta si deve basare sulla località che permette e favorisce la più ampia partecipazione e che comunque non sono molte le persone che arrivano in treno, e che Trevi garantisce attrezzature e sale a disposizione migliori di Rimini. La metodologia dei gruppi sarebbe sacrificata a Rimini perché carente di sale e attrezzature.

  • SEMINARIO GIOVANI

Pier premette che se si decide per un Seminario Giovani legato al convegno la sede di Trevi risulta la migliore per la necessità di un elevato numero di sale diverse (a meno che non arrivi una proposta irrinunciabile da Rimini).

Seminario giovani. Pier riferisce (da parte di Angela) il lavoro della commissione sul seminario giovani. La commissione ha impostato il seminario svincolato dal convegno.
Titolo :
E se fossi nato al tuo posto? Sede ipotizzata : Viareggio in un albergo che metterebbe a disposizione la struttura a costi ridotti nel mese di Gennaio (20 euro a persona pernotto e prima colazione + pasti a 10 euro). Presenza massima di 20/30 partecipanti rigorosamente maggiorenni soprattutto se lo si articola in due giorni. Previste relazioni di Giorgio Gallo e Mohamed Ba al mattino, gruppi di lavoro e Solidarity Watch nel pomeriggio con sintesi finale da consegnare al convegno. Se strutturato su due giorni il programma è il medesimo con un maggior respiro e la sera può esser sfruttata per spettacoli.

Tale impostazione è parsa un po’ calata dall’alto, il suggerimento è quello di mettersi in ascolto lasciando idee e spazi aggreganti ai giovani e mettendosi a disposizione con luoghi e relatori. Si fa accenno al Campus “Giovani Protagonisti” di Quarrata a cui hanno partecipato le figlie di Pier e Monica.

Monica introduce la possibilità del seminario legato al convegno, per questioni di costi e per la possibilità di sfruttare gli stessi testimoni per il convegno e per il seminario. Fare incontrare la realtà giovanile con quella più matura della Rete può essere un’occasione importante. Giovani che vengono da varie esperienze e non si conoscono non hanno proposte concrete ma esigenze, interpelliamoli e mettiamo a disposizione le nostre risorse.

Marco fa notare che necessariamente per questo seminario dobbiamo partire da un’impostazione dall’alto e indispensabile l’abbinamento con il convegno per i costi e per la partecipazione di ragazzi minorenni altrimenti impossibile ad un seminario fatto in altre date.

Maria Teresa fa riferimento ai convegni giovani gestiti dal GAPA per dire che i ragazzi ci tengono a organizzarsi. Angelo dice che rimane comunque importante il seminario legato al convegno anche per la partecipazione di classi di scuole che nel periodo di aprile hanno la possibilità di fare gite scolastiche.

Antonio racconta del campus di Quarrata, di circa 80 iscritti, dell’importanza non solo dei relatori ma dei momenti di non impegno dove vengono fuori le considerazioni di apprezzamento ma anche gli interrogativi perché i giovani vogliono definire le tematiche che stanno loro a cuore e le vogliono sviluppare. Importante sarebbe sfruttare le eventuali relazioni che si sono create in quell’occasione.

Un’altra proposta è quella di invitare eventuali giovani a far parte della commissione che prepara il convegno.

Paolo insiste sulle proposte che devono venire dai giovani, l’idea di calare dall’alto può essere funzionale per arrivare al prodotto che può essere effimero perché per loro è importante il cammino.

Fabiano chiede rispetto per il lavoro fatto dal gruppo per il seminario, non è d’accordo di togliere la possibilità di farlo in uno spazio diverso da quello del convegno; anche il tema del seminario non coincide con quello del convegno. Lasciamo il seminario a gennaio c’è il tempo perché questo gruppo si organizzi. Il metodo che viene proposto nella discussione è valido per un gruppo che ha una prospettiva. Sì al fatto che i giovani del seminario intervengano al convegno e per quanto riguarda la durata non un giorno ma due giorni in modo che abbiano il tempo di fare relazione sociale.

Pier, a tal proposito, precisa che quando Angela gli ha presentato la loro bozza di progetto della commissione, non aveva preclusioni a far confluire il seminario nella stessa data del convegno.
L’auspicabile proposta dal basso è fattibile per un gruppo in qualche modo già coeso con dinamiche interne già assodate. Risulta estremamente difficile in gruppo molto eterogeneo per età e provenienza. Un coordinamento ed una animazione, per quanto leggera, pare indispensabile.
Diverso è se parliamo di ascolto dei bisogni. Questo può esser fatto con delle tecniche di raccolta tutte da studiare ( fatte dalla stessa commissione ?) e magari con incontri comuni tra adulti e ragazzi. Un Seminario fuori dal Convegno complica molto in termini di risorse da impiegare (economiche ed di energia). Investiremmo molto per quante presenze reali? Come reperiamo le adesioni per un Seminario fuori dal Convegno?
E comunque al Convegno dovremmo comunque risolvere il problema dei figli/nipoti presenti insieme ai genitori /adulti partecipanti.

Gigi parla di due alternative: scuola di formazione per i giovani in cui noi facciamo un programma, decidiamo cosa vogliamo trasmettere, oppure diamo degli imput per permettere situazioni di aggregazione altrimenti difficili con massima autonomia di proposte che vengano da loro. L’esigenza che questo parta da due o tre giovani non è importante; a questo proposito racconta che quando lui e Maria Teresa si trasferirono nell’attuale residenza si sono subito resi conto che c’era una morte totale, una zona dormitorio, si sono domandati dove fossero i giovani. Allora hanno fatto un volantino che diceva: “Nessuno pensa a noi, non abbiamo una sede, dobbiamo andare dal sindaco a chiederla” firmato “un gruppo di giovani”. Quasi tutti i giovani si sono riuniti, hanno deciso di andare dal sindaco chiedere una sede… questo ha sconvolto tutto il paese. Questo per dire che può dare risultati stimolare i bisogni.

Gianni ritiene una cosa positiva la contemporaneità del seminario con il convegno, come rete dobbiamo dare un’indicazione ai giovani, una riflessione importante su come considerano le persone e i soldi che girano loro in tasca. Possono essere formati gruppi anche diversi per età animati dal Gapa se disponibili. Penso che la proposta debba girare nei loro canali.

Maria Teresa che ha lavorato nella commissione seminario non si sente defraudata se ci sono cambiamenti anzi sarebbe bene che giovani entrassero nella commissione; comunque visti i tempi stretti e l’incertezza del numero partecipanti è favorevole ad unire seminario e convegno.

Carla è perplessa sul discorso della rete riguardo ai ragazzi, il problema giovani è saltato fuori tante volte. Il nostro modo di rapportarci ai problemi che riteniamo importanti è diverso dalle modalità dei ragazzi. Sono venuti e torneranno ai nostri convegni, sono anche interessati ma è difficile che questo possa portare frutti. Allora noi possiamo fare l’unica cosa possibile: favorire, aiutare anche con i soldi, fornire loro occasioni per loro incontri pensati e gestiti da loro dall’inizio alla fine come vogliono, con chi vogliono.

Monica considera l’idea del seminario separato dal convegno interessante ma dubita che poi i giovani verranno al convegno. Dal Gapa sono disponibili anche se hanno difficoltà per la mancanza di operatori. Quello che possiamo fare è una proposta tematica, deve esserci una connotazione nella proposta da fare ai giovani. Anche se non abbiamo definito il titolo del convegno, se è un discorso all’interno della solidarietà il tema proposto per il seminario che parte da un’analisi di sé per andare verso l’altro è la base della solidarietà. Trovo davvero stimolante il titolo, trovo che la commissione si sia concentrata su chi interviene, non sulle linee esatte da seguire. Ad es. è stato proposto Mohamed Ba che è già stato sentito dai giovani e ne sono rimasti entusiasti, non avranno nessuna difficoltà ad ascoltarlo. L’interesse verso un nome può essere già un elemento di approvazione. Si può far incontrare i giovani con Solidarity Watch, per delineare il programma. Si tratta di risorse che abbiamo, mettiamole in relazione tra di loro, uniamo il lavoro già fatto con nuovi stimoli. Dobbiamo trovare le persone giuste capaci di interessarli e valutare spazi adulti – ragazzi.

Mariella aggiunge notizie del campus di Quarrata. Il campus “Giovani Protagonisti” è stato preparato, i ragazzi sono stati cercati, chiamati ma c’era un gruppo di lavoro alle spalle. Hanno chiamato come relatori persone adatte, interessanti per quella fascia d’età; penso a Cesare Moreno educatore, un grande maestro di strada, Davide Mattiello, Antonietta Potente, gente dal mondo dello sport, hanno chiesto collaborazione ad associazioni locali e non che lavorano con alternative per il buon vivere negli spazi urbani. Vediamo allora quanti ragazzi sono rimasti in contatto tra di loro, questa è la risorsa, dobbiamo fare arrivare loro informazioni di questo seminario.

Marta pensa che sia interessante per i costi fare seminario e convegno insieme, però, anche grazie alla nostra situazione di famiglia, possiamo dire che i giovani vogliono fare da soli. Mia figlia, ad esempio, ha preferito organizzare con gli amici incontri con i vari testimoni che sono passati. Anche con le stesse sensibilità i giovani hanno modalità diverse di lavorare.

Elvio fa il parallelo tra i figli e i nipoti. L’impegno dei figli era di natura politica, i nipoti anche se vanno a vari campi scuola, hanno solo l’esigenza di stare insieme tra di loro. Il loro modo di stare insieme non è uguale al nostro. Noi discutevamo, si faceva politica. Io credo che ci sia la necessità di farlo vedere ai nostri giovani, quindi serve la partecipazione insieme ai grandi.

Enrica interviene sul discorso “autonomia” dei giovani e racconta un’esperienza personale. Venuta a conoscenza che l’università aveva fondi che poteva concedere e che erano fermi e inutilizzati, ha parlato con gli studenti che aveva più vicino chiedendo se sapevano di questo e se avevano qualche idea. Si è resa quindi disponibile a lanciare loro un’idea che poi doveva camminare sulle loro gambe. Per loro era un’impresa anche andare al rettorato, invece in poco tempo si sono organizzati, aiutati, sono andati avanti. Anche noi stiamo al fianco dei giovani, ascoltiamoli, aiutiamoli là dove non ce la fanno, ma loro non devono sentirsi un mezzo.

Marco ricorda che un gruppo di giovani ancora non c’è ed è rischioso fare il seminario fuori dal convegno per il timore di non avere presenze. Trovo il tema molto centrato, in linea con noi ed anche un po’ una sfida. Sulla struttura direi di non porre paletti troppo rigidi ma siccome il gruppo non è strutturato serve una persona in grado di interessarli, vedo bene Ba meno Giorgio i cui discorsi sono meno digeribili. Ricordiamoci che nei giovani che tentiamo di raggruppare c’è già una sensibilità esplicita.

Piergiorgio racconta di un’esperienza risalente al 2001/2005 con un gruppo di ragazze. I due adulti che avevano il compito di preparare stimoli per gli incontri, erano molto preoccupati di cosa dire loro e come dirlo. Rimasero stupiti al constatare che questi giovani volessero fondamentalmente essere ascoltati da adulti disponibili, adottando di conseguenza ciò che si proponeva come stimolo o modificandolo seduta stante.

Pierpaolo non mette in discussione il seminario ma pensa che sia una nostra esigenza di avere persone che ereditino il nostro stile, le nostre convinzioni. Pensa sia più funzionante un campus come quello di Quarrata, favoriamo questo tipo d’incontri.

Antonio pensa che ci possa essere una collaborazione della Rete con il Pozzo di Giacobbe di Quarrata per preparare il prossimo Campus.

Olga ricorda i primi seminari giovani residenziali fatti uno in una casa d’accoglienza, uno in Puglia con i raccoglitori di pomodori, pensa all’importanza di un seminario alla Collina.

Monica vede un aspetto positivo proporre, dare stimoli, creare occasioni con i testimoni con lo stile della Rete; per quanto riguarda il ricambio generazionale le persone giovani le ha incontrate nella Rete anche se con i capelli bianchi, è una bella testimonianza per i nostri ragazzi vedere che la speranza, la vitalità di vita va oltre l’età anagrafica. Inoltre avvicinando i giovani al convegno abbiamo l’occasione per fare la proposta dei viaggi che potrebbe venire dal contatto con le realtà dei nostri testimoni. Un altro aspetto positivo è legato all’esperienza concreta che stiamo vivendo noi come rete di Torino con la mostra migranti. Adulti e ragazzi stanno lavorando insieme con metodi diversi. Dobbiamo superare restrizioni mentali, il confronto è possibile, faticoso ma importantissimo. Dobbiamo comunque decidere se mantenere il seminario legato al convegno. Possiamo dire che per questa volta facciamo l’esperimento del seminario unito al convegno?

Definito che il seminario si farà nelle stesse date del convegno, l’operatività rimane alla commissione che continua il lavoro magari affiancata da qualche giovane.

  • TITOLO E CONTENUTI DEL CONVEGNO

Pier riprende la proposta di impostazione che era stata fatta cioè provare a vedere, in questo lavoro che stiamo facendo di verifica di sé stessi, la visione dell’altro; la rete vista non dal dentro ma dal fuori; che visione hanno della rete i figli, i nipoti. C’eral’ipotesi di coinvolgere i figli di Masina ed anche i testimoni con cui stiamo lavorando.

Lucia dice che dal gruppo di Salerno è emersa la sofferenza di parlarci troppo addosso. Maria Rita di Noto vede questa ipotesi di confronto con i testimoni. Anche il termine “solidarietà” non ha più un significato vero. Da un seminario è uscito il termine “complementarietà” che potrebbe essere unito a “solidarietà”. Ascoltare molto i testimoni e come essere complementari con loro. Non rimanere piegati su noi stessi.

Ercole rileva un atteggiamento narcisista nel proporre un tema del genere, chiedere all’esterno come veniamo percepiti può essere un’auto celebrazione.

Gigi dice che non si possono dimenticare tematiche affrontate nel precedente convegno e tuttora aperte. Ricorda l’avvocato Paleologo che ci parlò di un’associazione che stava organizzando per fare pressioni sulla UE per il problema migranti e c’è anche il tema Ius Soli.

Marco considera il tema del convegno consolidato ma con il serio rischio di autocelebrazione. Riguardo al contenuto fare un’analisi seria sull’operazione a costo zero della rete sui migranti e come provocazione invitare referenti di progetti che sono falliti per capirne i motivi.

Maria Teresa pone l’attenzione sul rischio che nel convegno si parli troppo di cose interne alla rete. Il reato di solidarietà ci deve portare ad agire, azioni concrete; il metodo dei lavori di gruppo è importante.

Ercole dice che la novità vera è che anche in Italia la solidarietà ha cominciato a diventare un reato; nel 1944/45, durante la resistenza, la solidarietà era un reato. Bastava dare aiuto ad un partigiano, un ebreo e rischiare di morire. Ora aiutare i clandestini è un reato. Allora fare la solidarietà diventa resistenza.

Dopo aver costituito un gruppo per studiare il tema solidarietà e svolto un seminario incentrato sulla solidarietà, la solidarietà come reato è la vera novità di questo ultimo periodo perciò dovrebbe essere la centro del nostro convegno con l’aiuto di persone che hanno studiato l’argomento dal punto di vista storico, filosofico, sociologico e trovando testimoni.
Su questo faremo poi le nostre riflessioni ed arrivare a conclusioni politiche
.

Antonio, a partire da una sua esperienza nella redazione di Missione Oggi, in un incontro organizzativo dove si ponevano l’interrogativo di chiedere ai lettori cosa ne pensassero della rivista, arrivarono alla conclusione di fare un numero della rivista con articoli duri, provocatori che avrebbero diviso e portato a delle scelte e vedere poi quello che ne pensavano i lettori. Questo per dire che non dobbiamo chiedere cosa la gente pensa di noi, ma deve essere il contenuto del convegno stimolante, solidarietà e complementarietà insieme.

Pierpaolo non crede che possiamo fare un convegno aperto all’esterno basato solo sulle riflessioni fatte in questi ultimi tempi. Cosa significa oggi essere solidali con i popoli che aumentano enormemente la natalità e dei quali è impossibile arginare i flussi? Cosa significa solidarietà nel quotidiano. Cosa significa complementarietà, interazione, integrazione; sono parole che si usano poco anche a scuola. Esiste ora anche il reato di soccorso, ad es. per i naufraghi in mare.

Dino riprende il discorso di Marco, vogliamo che i nostri referenti siano i nostri critici. Centrale è il discorso di Ercole, importante è anche quello che diceva Antonio. Questi sono gli argomenti che devono girare nella mail list. Importante è la centralità su cosa significa essere solidali, se noi possiamo giudicare oppure essere solidali concretamente.

Maria è assolutamente d’accordo con Ercole. La parola “solidarietà” deve ritornare come scelta, lotta, deve essere ben evidente nel titolo. Guardando quello che sta succedendo si vede che si erode il senso di umanità. Essere solidali vuol dire esporsi fortemente.

Pier: la solidarietà come reato investe tutto il discorso politico, ma anche riflessioni dal nostro punto di vista, potremmo essere chiamati a disobbedire. E’ assolutamente necessaria la presenza di Solidarity Watch e dovremmo essere veloci a contattare i referenti locali operazioni, specialmente quelli preparati per accogliere eventuali viaggi giovani

Maria Teresa rileva le ambiguità nella parola solidarietà, nel titolo dobbiamo evidenziare quale punto di vista vogliamo sottolineare. Dobbiamo analizzare il termine con radici storiche ma anche antropologiche. La paura del diverso sta nel nostro profondo, nella nostra antropologia. Dobbiamo anche conoscere gli aspetti giuridico amministrativi che la resistenza, la disobbedienza implicano.

Ercole riprende il discorso di Maria Teresa. Dobbiamo pensare ad un grande giurista che affronti il tema della solidarietà come reato, che faccia uno studio o si avvalga di qualcosa già prodotto sul tema, oppure commissioniamo noi uno studio di solidarietà come reato a livello italiano e anche internazionale. Ferraioli può essere un nome.

Marco teme il poco interesse per un aspetto così giuridico della solidarietà. Si è procurato sentenze su reati di questo tipo, potrebbe fare una scheda da inserire nella cartella del convegno. Abbiamo due realtà come la Palestina e i Mapuche dove la solidarietà è reato. Uno dei due referenti deve essere al convegno.

Elvio ritiene inflazionato il termine solidarietà. Propone un titolo “solidarietà =politica”.

Dino introduce il termine fratellanza. Essere fratelli è centrale.

Alessandra: con il convegno vogliamo arrivare a molte persone. Siccome in questo momento la solidarietà si lega soprattutto ai migranti, dobbiamo far capire che i muri, i respingimenti non sono soluzioni e siamo chiamati tutti insieme a trovare soluzioni alternative.

Gianni ricorda la disobbedienza civile che ci tocca come persone, non certo la solidarietà espressa via mail. Propone il fratello di Silvana, veronese presidente del movimento non violento come presenza al convegno. Ricorda Anissa e chiede che non passi sotto silenzio il fatto che il giro d’Italia parta da Israele.

  • 3.VARIE

PROSSIMI COORDINAMENTI:

Pescia: 25/26 novembre 2017

Sezano: 20/21 gennaio 2018

Trevi: 13 aprile 2018.

PROSSIME CIRCOLARI:

Novembre 2017: Udine

Dicembre 2017: Noto

Gennaio 2018: Milano.

  • Beppe ricorda Andrea Juvara, l’amico della rete di Casale morto tragicamente ed i cui familiari hanno fatto una donazione per i progetti della rete.
    Raccolti 8.000 euro di cui 2.000 saranno destinati alla cooperativa di Salete in Brasile mentre gli altri 6.000 euro andranno nella cassa nazionale per i vari progetti.

  • Toni ci comunica l’uscita del libro che Giorgio Gallo ha scritto insieme ad una collega d’università. Il titolo è: “Capire il conflitto, costruire la pace” Edizioni: Mondadori

  • Pierpaolo ci porta i saluti di Ettore Cannavera e fa un breve resoconto della situazione della Collina.

VERBALE COORDINAMENTO RRR 17-18 GIUGNO 2017 SALERNO

Hanno partecipato al coordinamento:

TORINO: Monica Armetta PISA-VIAREGGIO: Angela Vannucchi, Claudio Sodini. VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella, PADOVA: Elvio Beraldin. CASALE MONFERRATO: Giuseppe Ghilardi, Cristiana Longhin, CELLE-VARAZZE: Pierpaolo Pertino QUARRATA: Antonio Vermigli ROMA: Angelo Ciprari, Giacinta Carnevale SALERNO: Carmelo Cecere, Giovanni Esposito, Mariateresa Schiavino, Sabrina Maio, Lucia Capriglione, Anna Gargiulo, Daniela Gargiulo, Raffaella Gugliotti; POZZUOLI-NAPOLI Teresa De Simone, Maria Di Bonito; NOTO Maria Rita Vella

SABATO 17 GIUGNO

h. 14.45 RITROVO per il COORDINAMENTO e SALUTI

h. 15.00 INIZIO dei LAVORI

  1. Saluti e sintesi del precedente coordinamento

La segreteria riassume le decisioni prese nel coordinamento di Marzo a Rovereto

Elvio ricorda per chi è in sede di ballottaggio/elezioni l’impegno di andare a votare

Monica: dà il benvenuto a tutti a nome della Segreteria

La revisione dei progetti in scadenza è terminata a parte quello di Trento che sarà esaminata più tardi.

Il confronto fra i Seminari ci darà spunto per le riflessioni da portare il 7-8 ottobre al Seminario Nazionale a Brescia.

Il Coordinamento del 25-26 novembre sarà a Pescia (PI)

Siamo tutti invitati a pensare le disponibilità per le sedi deicoordinamenti2018 gen, giu, set, nov.

Circolari: Luglio AgostoAlessandria

Settembre Salerno

Ottobre Torino

Novembre Udine

DicembreNoto

  1. Aggiornamento sito e forum della Rete

Attraverso Pier,Gigi manda a dire che il sito dovrebbe esser pronto per la fine del mese di giugno

  1. Sintesi bilancio

Marta si scusa per non essere potuta venire ha mandato una mail con dati chealleghiamo qui di seguito.

Prestito a don Ettore de “La Collina” di Cagliari

A Rovereto, nelle varie ed eventuali, Silvestro aveva proposto un prestito all’ass. “La Collina “ in grave difficoltà dovuta ai ritardi dei pagamenti da parte della Regione Sardegna.

Si è discusso a lungo sull’opportunità di dare questo prestito, ma date le nostre condizioni di cassa al momento insufficienti e la mancanza di una richiesta esplicita da parte di don Ettore Cannavera. Si decide di aspettaredi parlare con don Ettore, che sarà presente a Quarrata il 15 e 16 luglio. Qualcuno della Segreteria parlerà e potrà anche invitarlo a rivolgersi a Banca Etica.

(Senti registrazione coordinamento sul sito).

  1. 16.00 Proposta rinnovo progetto Rete di Rovereto / Trento

questa proposta è occasione per una riflessione generale sul bilancio consolidato e sui progetti finanziati miratamente dalla Rete locale Rete di Trento

Della mail che Fulvio ha fatto girare emerge che l’operazione è in pieno stile Rete , al di là della proposta si vuole sottolineareun nuovo modo di essere Rete, presente sul territorio, l’importo è di € 4.500. l L’assembleaapprova

A proposito dei versamenti che alcune Reti fanno direttamente ai Referenti dei Progetti, si discute l’importanza invece di passare dalla cassa nazionale. Abbiamo avuto esperienza in passato che una volta finito il progetto si è esaurita la rete locale. Il versamento nella cassa nazionale, ci aiuta a distaccarci dal “nostro” progetto di Rete locale e a sentire nostri tutti i progetti della Rete, e a contribuire equamente su tutti, è un essere coerenti con i principi di solidarietà fra Reti. Deve rimanere importante il rapporto con i referenti e il distacco dall’aspetto economico. La rete mette in atto qualcosa in più rispetto ad altri modi di fare solidarietà non si deve associare la relazione e amicizia con i referenti al contributo economico, perché altrimenti il rischio è di sentirci responsabili di mantenere il progetto, la rete è prima di tutto nella relazione, anche quando non saremo più in grado di sostenere economicamente il progetto.

La realizzazione/successo di un progetto va al di là del prestito monetario. Proviamo a distaccarci da questo aspetto, andiamo verso un periodo di sempre meno disponibilità economica, ma si può essere solidali diversamente. Dobbiamo farci fratelli e compagni di viaggio. Nel nostro cammino dobbiamo aver la capacità di non sentire “nostra” l’operazione. La centralità è il come, non il cosa.

Si conferma che i versamenti vanno fatti in cassa, per tutte le reti, in passato Silvestro veniva da un percorso di tesoriere diverso e da un sistema più elastico. La nostra nuova tesoriera si è resa disponibile ma la è legge cambiata e non è più possibile essere “elastici” e tutto deve essere più chiaro.

Richiami su Solidarietà e Politica

Elvio ci comunica alcune cose che scriveva Gianna “la rete deve fare solidarietà e politica”;

Masina ci ha sempre insegnato a mettere insieme solidarietà e politica,

Pintor: ultimamente ci stiamo spostando più sulla solidarietà tralasciando la politica,

Verifichiamo le nostre operazioni anche sotto questo aspetto

In realtà la rete fa politica, la fa in modo diverso ma la fa, noi ci esponiamo, prendiamo delle posizioni , la scelta di fare un progetto piuttosto che un altro è politica e i criteri che adottiamo rientrano in questo senso, non è il vecchio modo di fare politica, ma la facciamo.

  1. 17.00 Seminari di Padova & Casale Monferrato

Sintesi seminari macro regionali Nord Est & Nord Ovest con individuazione dei punti chiave emersi. Vedi relazioni inviate da Pier l’11-06-17

PADOVASiamo partiti da due affermazioni sulla solidarietà una di padre Regino e una di Gianna

Maria: eravamo una 30’ina di persone, avevamo un facilitatore, abbiamo lavorato in gruppi. La domanda che ci siamo posti è stata “Quando la solidarietà trasforma noi qua e là?”

Ci siamo risposti: “quando fa politica, quando emancipa, quando crea relazioni circolari alla pari, e ci rende compagni di strada”. È stata una condivisione reale, prima in gruppi poi condiviso da tutti. La modalità: a gruppi in cui tutti hanno contribuito, poi il tutto condiviso in assemblea e nel pomeriggio ridiscusse le considerazioni estrapolate.

Quello che ci viene chiesto è di stare attenti anche agli stranieri che sono presenti nel nostro territorio. Essere attivi e attenti

CASALE MONFERRATO eravamo circa 25.

Beppe: anche noi abbiamo invitato una facilitatrice Anna Zumbo (conosciuta in Haiti lavorando col metodo Freire). Ci ha aiutato a fare chiarezza su dove vogliamo andare. ”Quale futuro?”

Abbiamo cominciato con un gioco di gruppo presentandoci e passandoci un gomitolo che man mano ha formato una rete, che è stata poi dipanata facendo ritornare il gomitolo e dicendoci in parole chiave le nostre aspettative/speranze.

In un secondo momento individuale ciascuno ha scrittosu un foglio prestampato quale è stata la propria strada/storia nella Rete, ci siamo divisi in gruppi e con i nostri appunti ogni gruppo ha sviluppato/analizzato un pezzo del cammino di Rete perché è necessario essere consapevoli del passato e del presente per progettare il futuro. In un primo incontro plenario abbiamo messo insieme i pezzi. Nel pomeriggio di nuovo i gruppi con parole chiave per pensare/progettare il futuro ed infine in plenaria per la restituzione

Dalle due esperienze pensiamo che anche per il Seminario di Brescia avremmo bisogno non di relatori ma di qualcuno che ci aiuti a tirar fuori ciò che già in noi c’è.

Nei seminari è uscita la proposta di far emergere i progetti a costo zero, cioè di persone che portano avanti degli impegnilocalmente ma che rimangono nascostiin modo da capire cosa c’è nella rete; es. Giuliana della rete di Macerata ha seguito per anni i carcerati del Perù, ha dato spunto ad Angelo per seguire i carcerati a Roma che a seguire ha incontrato i Rom e la loro cultura; anche a Spresiano seguono i carcerati. Queste forme di “impegno” dovrebbero comparire.

Break

  1. h. 18.30 Seminario e Coordinamento Nazionale di Brescia

Centro Paolo Sesto7-8 ottobre

Linee portanti e logistica per organizzazione

La segreteria invita tutti a raccogliere le adesioni in modo da potere capire il numero di partecipanti entro il 15-16 luglio (Seminario di Quarrata), Gruppo Pisa Viareggio almeno 6 partecipanti. Si aspettano proposte per la struttura di seminario

SABATO MATTINA 7 ottobre:SEMINARIO inizio h.10,30

Si conferma la necessità di un facilitatore, che abbia le relazioni dei tre Seminari per cogliere differenze e similitudini, proporre una traccia e un metodo di lavoro.

Facilitatori da contattare: Anna Zaio, fratel Alberto, chiedere a Fabiano e a Piergiorgio.

Proposta: al mattino gruppi poi plenaria e sintesi (?)

proposte di titoli:

SOLIDARIET À E POLITICA” , “IL RISCHIO politico DELLA SOLIDARIET À”,

UNA SOLIDARIETÀ AL PASSO CON I TEMPI: TRA RELAZIONE, FORMAZIONE E POLITICA”, RETE E SOLIDARIETÀ: IMPEGNARSI , INCARNARSI: CAMMINI DI COMPLEMENTARIETÀ.

SOLIDARIETÀ è POLITICA, POLITICA è SOLIDARIETÀ. QUALI STRADE?”

LE STRADE DELLA SOLIDARIETÀ”, “SOLIDARIETÀ… COME?”

Lasciamo alla Segreteria il compito di scegliere il titolo

Discussione sui contenuti

Struttura della Rete tempi della Segreteria, numero di coordinamenti annuali e spese, risorse economiche, ONLUS o NO.

Dal Seminario Nazionale devono emergere tanti Non Detti che è importante risolvere

Pur ragionandoci accettiamo di non avere un’identità non troppo netta? Il definirci troppo spesso può escludere.

I Valori emergono dai macroregionali, facciamo sintesi e al Nazionale parliamo della Struttura. La rete nazionale deve capire COME fare Rete.

-Elvio il nostro facilitatore ci aveva lanciato questa idea “la diversità è la forza della solidarietà”???controllare

-Monica: il Seminario servirà a trovare una linea comune, e dare spazio di confronto.

Se riusciremo a fare una sintesi dei macroregionali e confrontarci di più sulla nostra struttura in modo che anche chi ci vede da fuori sappia chi siamo.

Non dobbiamo avere paura di definirci, anche se siamo più di una definizione

-Antonio. Non dobbiamo dimenticare che apparteniamo alla struttura che ha creato questo sistema (ricchi e poveri), questo è il vero discorso politico su cui poggiare.

Dobbiamo essere realisti senza sensi di colpa ma

-Carmelo Salerno, riflettere sulla solidarietà significa riflettere su noi stessi, sul nostro fragilissimo e debolissimo EGO. Ci vuole un facilitatore che ci parli di come siamo.

-il facilitatore può inviare una griglia di riflessione personale da fare prima di arrivare al Seminario Nazionale

– Mi pare che questo percorso nei coordinamenti e seminari sia già stato fatto

-Il seminario è un lavoro collettivo che raccoglie il lavoro individuale di ciascuno ma non è il momento del lavoro individuale, mettiamo in comune una energia positiva

– è una tappa collettiva di semplificazione e di chiarezza che ci serve in questo momento della Rete

-la definizione non più di solidarietà ma di complementarietà che ci fu lanciato a suo tempo da Arturo Paoli

Seminario come incarnazione

Impegnarsi(fare) o incarnarsi(condividere)?

Ascolta sul sito le testimonianze di:

-Claudio: Esperienza della Rete di Viareggio per il Progetto Educazione alla Pace con l’associazione

-Lucia: esperienza di accoglienza di una famiglia Siriana con l’associazione Migrantes

Se alla solidarietà non si accosta la politica facciamo solo assistenzialismo

Problema di un contributo economico per chi ne ha necessità

Proposta di una cassa di contributo per Seminari Convegni e coordianmenti

Pranzo al sacco, cercare dei sistemi di autofinanziamento per i seminari

DOMENICA MATTINA 8 ottobre COORDINAMENTO A BRESCIA

  1. h. 21.00 RIPRESA dei LAVORI“ La Narrazione”

Elvio ( Rete di Padova )” ero un vecchio abbonato di Rocca, sul quale scriveva Masina, viene a Padova e lì lo incontro. Lì,con un cappello, è nata una raccolta di fondi per la Rete e poi si è formato il gruppo. Ettore ci ha proposto il progetto di acquisto di una speciale macchina da scrivere per un ragazzo brasiliano torturato e ridotto a letto infermo.

Siamo poi passati al progetto di Haiti, lì siamo riusciti ad andare a visitare e condividere l’esperienza con gli Haitiani, abbiamo conosciuto Dadù, condiviso con loro il tempo che siamo stati là”…

Anna Gargiulo(Salerno) “avevamo l’abbonamento a Rocca partecipavamo agli incontri ad Assisi, Tonino contattò Ettore che scriveva su Rocca, chiedendogli di fare qualcosa di concreto, Ettore ci chiese di costituire un gruppo a Salerno e così è cominciato “.

Antonio ( Rete Quarrata ) “io non sono uno dei più vecchi della rete, andai in viaggio di nozze a Salvador Baia da don Renzo Rossi, una suora ci diede una consistente busta di denaro per i prigionieri politici. Conobbi, a un incontro presso la Procivitate una coppia della Rete di Treviso e tramite loro cominciammo una campagna di invio cartoline. In seguito mi feci dare il telefono di Ettore, che mi fece conoscere Giorgio Gallo. Dopo un mese Ettore venne a Quarrata per un incontro e nacque la Rete.

Mi preme riportare l’attenzione sull’aspetto dei prigionieri politici e in seguito di ex prigionieri, di cui la Rete si èpresa cura non solo in Brasile ma anche in Argentina, in Palestina, Uruguay, Perù. È un impegno che ha sempre caratterizzato l’attività della rete. Ricordo l’impegno di Giuliana Cioccoli che ha portato avanti una relazione epistolare che è sfociata in due progetti: sostegno alle madri dei prigionieri politici e la cooperativa per gli ex prigionieri. Giuliana ha continuatoa seguire queste persone fino alla fine.

L’impegno a Quarrata è proseguito con Arturo Paoli che veniva da noi ciclicamente

Quando si andava in Brasile a visitare i progetti si viveva nelle favelas, abbiamo

condiviso lo sviluppo del Paese, la Teologia della Liberazione, il cammino di coscientizzazione,questa esperienza mi ha marcato profondamente.

Una decina di anni fa si cominciò a fare i viaggi con i giovani, per far conoscere le realtà.

La Rete è stata un pezzo importante della mia vita, come di tanti altri.

Elvio ricorda due donne della Rete: Almira di Battaglia Terme e Resi di Treviso

COORDINAMENTO DOMENICA 18 GIUGNO

Ore 9.00 INIZIO dei LAVORI

Messaggio di saluto a Ettore e Clotilde raccogliamo le firme che Angelo, Monica e Pier passeranno a portare nel pomeriggio prima di rientrare

  1. Convegno nazionale rrr 2018

La segreteria fa un appello a tutte le reti perché si interessino a cercare e fare proposte per il luogo del Convegno con le seguenti indicazioni

LUOGO facilmente raggiungibile o Posto significativo: salone da 300-320 per pranzi e incontro plenario, persone con sale aggiuntive anche nelle strette vicinanze, raggiungibile comodamente

DATA si propone 13-14-15 o 20-21-22 aprile ’18, meglio la 1^

GRUPPO di riferimento, LUCIA E ANGELO che raccoglie da tutti noi le proposte(entro fine luglio): cerchiamo di chiedere a chi fa convegni tenendo presente il problema della sostenibilità

DOVE e QUANDO ?

TEMA PORTANTE. La discussione è stata lunga (senti registrazione)

La segreteria a Rovereto aveva fatto una proposta. La visione degli altri sulla rete: testimoni, figli fratelli, familiari, amici (lo sguardo esterno), questa impostazioneperò può essere solo una parte del Convegno nel quale non può mancare la riflessione sui grandi temi della giustizia,della libertà, quindi si ritorna al tema di Solidarietà e Politica. È ancora importante chiedere ai testimoni come intendono loro là solidarietà e politica,

Rispetto ai giovani sarebbe importante che il loro Seminario avvenisse prima del Convegno in modo che vi possano portare il loro contributo, per fare questo dobbiamo metterci in contatto con loro, cercarli, metterci in ascolto e confrontarci. Si dovrebbe chiedere tramite Rosselma che risonanze hanno avuto i ragazzi dal Convegno di Trevi, è importante comprendere l’effetto che ha fatto loro partecipare, ci scordiamo spesso del ritorno.

Il Convegno deve mettere a confronto e in ascolto le diverse realtà, ci sono dei giovani che hanno già fatto delle scelte, altri che sono alla ricerca, il convegno può essere un momento stimolante di incontroeascolto, nuove voci e nuovi modi di vedere il mondo, di fare solidarietà, per partire con nuove idee. la concretizzazione deve venire dopo

La rete non sarà eterna, però non deve finire per presunzione,sarebbe bello come passaggio di testimone, per questo è importante l’ascolto, di testimonianze, di scelte di vita, questo lega il discorso al seminario giovani forse seminare per noi significa quella cosa lì che poi crescerà altrove ma che rimarrà come un tatuaggio.

Convegno confronto intra-generazionale noi, i giovani, referenti, testimoni

TESTIMONI

Sono già da decidere perché i tempi che hanno a disposizione per visti e documenti sono lunghi

MODALITA’

  1. I giovani e la rete

Dibattito molto vivace che si intreccia anche con il tema del Convegno futuro. Se vogliamo confrontarci con i giovani dobbiamo cercarli e interpellarli, la Rete ha uno stile e una struttura lontana da loro. Pensiamo che sia ancora importante proporre Viaggi di conoscenza, seminari in luoghi di frontiera (Ventimiglia-Lampedusa) ed altre attività specifiche proposte da noi ma gestite da loro. Per questo è necessario costituire una cassa, che potrà essere finanziata con iniziative delle Reti locali e nazionale. possiamo proporre un’iscrizione annuale a chi non può contribuire mensilmente perché possa sentirsi parte.

Un altro elemento che può funzionare a questo proposito è il Sito, è il primo elemento da presentare ai giovani, col quale proporre un incontro/confronto.

Alcune realtà di Rete sono già in contatto con gruppi giovani (Pisa-Viareggio, Torino, Antonio) ma siamo tutti invitati a cercare l’incontro con giovani attraverso scout, oratori, gruppi sportivi, centri sociali

Commissione Giovani-gruppo organizzativo ANGELA (si interessa su Pisa), GIORGIO, MARIATERESA G.

Un facilitatore/ice, disponibilità di Solidary Watch di dare una mano

Antonio propone: Quarrata convegno giovani 21-22-23-luglio, tema mette in discussione i nostri giorni e capire cosa pensano loro di questa società

organizzato da varie entità locali 200/350 giovani in tenda a Villa Medicea

  1. Tribunale Permanente dei Popoli

Liviana ci chiede risposte per il Tribunale Permanente dei Popoli, adesione formale all’appello del TPP-Tribunale Permanente  dei popoli sulle violazioni dei diritti umani delle persone migranti e rifugiate e della loro impunità che verrà presentata  a Barcellona  il 7/8 luglio.abbiamo chiesto a Solidary Watch per i giovani che volessero partecipare, sono interessati ma i tempi sonotroppo stretti per pensare di partecipare.

Ci si chiede perché a Barcellona e non in Italia, dato che i migranti arrivano qui

Si discute sull’opportunità sul tipo di significato che ha partecipare a questa iniziativa, è una proposta di tipo politico, pertanto si sottoscrive l’azione conIl contributo economico € 2000,00. che la rete di MILANO avrebbe a disposizione e che eventualmenteandrebbe a finanziare il viaggio di chi volesse partecipare. Si chiede a Milano di girare nella cassa nazionale.

  1. Varie ed Eventuali

Solidary Watch, Progetto “Chiudiamo il Cerchio”

Monica ci relaziona del progetto di Noel, che tornerà in Costa d’Avorio il 21/06/17, ringrazia calorosamente per l’impegno di tutti quelli che ha conosciuto dopo avere girato per alcune Reti locali.Ci aspetta là, perché intende organizzare una struttura di accoglienza.

-Claudio: Giorgio G. comunica di un progetto già avviato in Brasile a nome di Giusi Lauro, un gruppo musicale di giovani, non è un progetto della Rete ma chi volesse visitarlo sul sito: recuperare nome

-Beppe: da gennaio lavora con l’ass. OIM (Organizzazione Internazionale Migranti) tutti i lunedì va a Milano, collabora con l’ass. per il prelievo del DNA delle persone che chiedono il ricongiungimento dei familiari.

L’OIM segue anche i migranti (regolari) che vogliono rientrare nel paese di origine. Il progetto di rientro prevede un contributo di € 2.000 e in caso di necessità un accommpagnatore. Beppe ha accompagnato una donna in Salvador e una in Perù, perché psicologicamente fragili e non in grado di affrontare da sole il rientro. Il bello dell’esperienza è stato farsi accogliere nelle famiglie di origine per le due notti necessarie e condividere con loro quel tempo.

-Maria con un gruppetto della Rete di Verona andranno in Gana a visitare il villaggio della donna che hanno ospitato per un periodo in casa loro., vanno a conoscere il contesto. Ci sono ancora uno due posti per chi fosse interessato

Maria ha sentito Manuela Tempesta la mamma è morta verrebbe avrebbe voluto venire e riprendere i rapporti, ma non ce l’ha fatta; ci sono difficoltà con le donne di Ramhal,

Elvio Ad Haiti c’è stato un nuovo contributo annuale a nome di Gianna, continuano ad essere vessati dal maltempo. Jan ci scrive che la scuola avvierà anche in un corso di sartoria in memoria di Gianna.

Angelo c’è un costante rapporto di informazioni ?

Teresa Sarvignan è in continuo contatto con l’Armenia, le ha chiesto di tradurre in armeno una sintesi sulla Rete

Commissione MIGRANTI E RETI Pier STA raccogliendo i documenti delle diverse Reti, l’ultimo lo ha mandato Caterina Perata una lettera dei vescovi

Carla ha fatto un intervento pubblicato sul Manifesto qualche settimana fa in risposta ad un articolo su “Aiutiamoli a casa loro”. E pensava do coinvolgere padre Zerai

-Antonio, propone la lettura di un libretto di Erri De Luca della sua esperienza su una nave di Emergency per il soccorso ai migranti “Se i delfini venissero in aiuto”

-Pier propone una lettura di Luigino Bruni “La distruzione creatrice” città nuova

La segreteria ringrazia l’ospitalità della Rete di Salerno

H. 12,30 Fine dei lavori e pranzo

SABATO 25 MARZO

Ore 15.15 : Inizio lavori

Come ormai consuetudine, si procede a registrazione audio, per permettere:

  • L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono essere presenti;
  • La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete.

Hanno partecipato al coordinamento:

VARESE: Marco Lacchin, TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan, Eugenio Mattalia, Luciana Gaudino, SPRESIANO-LANCENIGO-MASERADA: Francesca Gaspa, Fernanda Bredariol, PISA-VIAREGGIO: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, Giorgio Gallo, Franca Rosa Bianchi, ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavaz-za, Gigi Bolognini, UDINE: Toni Peratoner, Maria Grazia Visintainer, VERONA: Maria Picotti, Dino Poli, Silvana Val-piana, PADOVA: Francesco Fassanelli, Marianita De Ambrogio, CASALE MONFER-RATO: Giuseppe Ghilardi, Cristiana Longhin, CELLE-VARAZZE: Pierpaolo Pertino, Simona Mozzati, Valeria Marcato, Enrico Vallarino, BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini, MILANO: Liviana Bortolussi, TRENTO: Carla Grandi. Alberto Inzighieri, Luigi Moser, Michelina Cappelletti, Fulvio Gardumi, QUARRATA: Mariateresa Bertoldi, CASTELFRANCO VENETO: Fabio Corletto, Mar-ta Bergamin, Maria Angela Abadessa, Ermanno Di Biasio, ROVERETO: Paolo Rosà, PESCARA: Silvio e Agnese Profico, GENOVA: Sergio Ferrera, ROMA: Angelo Ciprari, Giacinta Carnevale, MOGLIANO VENETO: Beniamino Favaro, Annarosa Liotto TREVISO: Olga Turchetto

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  1. Saluti e sintesi del precedente coordinamento.
    Dopo i saluti, la Segreteria illustra brevemente le decisioni prese allo scorso coordinamento di Roma.
  • Rinnovo progetti in scadenza, con piccole decurtazioni da destinare a viaggi e formazione per giovani.

  • Situazione F. DE BRITO: si sta tentando di contattarlo per avere una relazione della sua situazione.

  • Individuazione di un percorso sul tema “Quale Solidarietà”?

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2) Revisione progetti in scadenza e nuove proposte.

  • Don Milani / Dofinè – Rete di Padova

Marianita De Ambrogio (Rete Padova) illustra la situazione del progetto, iniziato nel 1993. Si tratta di sostegno a scuole in una zona montagnosa e remota di Haiti. Il progetto ha dato luogo a molte iniziative collaterali gestite dall’organizzazione FDDPA (Forza per la Difesa dei Diritti dei Contadini Haitiani).

La Rete di Padova ritiene necessario continuare ad accompagnare la FDDPA: il progetto risponde a tutti i criteri fissati dalla Rete. Ci sono continui contatti con i referenti, l’ambiente in cui si colloca il progetto è molto degradato, la situazione economica del Paese è disastrosa e quella politica instabile.

Tenendo conto dell’aumento degli scolari e dei bassi salari degli insegnanti, la Rete di Padova propone di portare il contributo annuo a €. 20.000, di cui si farà carico direttamente, come già in passato.

Il progetto ha dato vita a collaborazioni con altre organizzazione tra cui quella con l’associazione italiana Popoli in Arte per la formazione sui temi della salute e dell’igiene (utilizza il metodo Freire) e con la Brigade Dessaline, creata da Via Campesina e formata anche dai SEM TERRA, presente da anni nel Paese, che offre formazione agro-ecologica. Beppe Ghilardi (Rete Casale) e Toni Peratoner (Rete di Udine) hanno di recente visitato il progetto e ritengono utile la formazione di un minimo di società civile nelle zone di interesse.

Il progetto potrebbe essere sede di viaggi di formazione, ma le condizioni sanitarie e logistiche sono molto precarie, per cui occorre valutare bene. Si può studiare un viaggio per un piccolo numero di persone, accompagnate da membri della rete di Padova. Occorre la conoscenza almeno del francese.

Dopo breve dibattito il Coordinamento approva il rinnovo del progetto per il triennio (2017–2019) per un importo di €. 20.000 annui. I costi di un eventuale viaggio non sono compresi in questa cifra. Sarà comunque necessario un chiarimento su come collocare a bilancio i costi di un progetto di fatto finanziato dalla Rete di Padova.

Il dibattito prosegue sul problema della contabilizzazione della raccolta dei soldi destinati e dell’esigenza che questi tutti debbano essere presenti nel nostro bilancio. La Segreteria conferma che tale questione và certo approfondita ma deve essere affrontata nella discussione in cui parleremo dei criteri generale in quanto tale modalità non riguarda solo questo progetto. Per permettere una agevole relazione è certo necessaria un’autonomia della Rete Locale referente del progetto ma và anche considerato che più di una Rete Locale versa nella cassa nazionale l’importo esatto destinato del proprio progetto. Quindi la considerazione è che se tale discorso fosse generalizzato, non ci sarebbero più risorse economiche per :

  1. I progetti delle Reti locali più piccole o capaci di raccogliere minori contributi
  2. Le proposte di nuovi progetti e nuove modalità di solidarietà.
  • El bonete – Rete di Milano
    Liviana Bortolussi (Rete di Milano) riassume la relazione già stata fatta circolare.

In Nicaragua la Rete ha attivi il progetto delle/di:

  1. Donne che producevano filtri per la potabilizzazione dell’acqua (dal 2001): importo 3.100 €.
    Oggi i filtri plastica, più economici, hanno sostituito quelli in ceramica prodotti dal collettivo delle donne. Si è cercata una diversificazione del progetto con la coltivazione di prodotti ortofrutticoli e della lavorazione dell’
    icaro (pianta spontanea usata per la produzione di bevande e di filtri per la potabilizzazione). Per rendere autonomo il progetto relativo all’icaro, occorrono investimenti di decine di migliaia di € e capacità imprenditoriali in questo momento precluse alle donne. Nel 2014 il progetto è stato rinnovato per 2 anni, prevedendo poi una verifica, fatta nell’autunno scorso.
  2. Sostegno ad una Scuola Materna con pagamento del salario a 3 insegnanti ed i buoni pasto dei bambini con l’importo do 3.500 €/annui. Tale progetto è successivo e più recente e si è reso necessario perché la più vicina scuola materna era nel capoluogo e quindi troppo distante da raggiungere. La Scuola Materna sostenuta raccoglie la frequenza di 60/80 bambini all’anno ed, in questi anni, ha molto contribuito all’aumento della scolarizzazione nel villaggio (con successiva prosecuzione degli studi).

La Rete di Milano propone di rinnovare il progetto così com’è, con possibile ritocco al rialzo per il contributo per la scuola materna.

Possibilità di effettuare viaggi di formazione: a El Bonete c’è un centro comunitario che può offrire ospitalità, oltre ad altre piccole strutture, per cui un viaggio è possibile, ma solo con Dino e Gloria del gruppo di Carugate, che gestiscono il centro.

 

Dopo breve dibattito il Coordinamento decide di rinnovare il progetto della scuola materna per €. 3.500 per il triennio 2017 – 2019, con possibilità di ritocco al rialzo se dovessero emergere necessità. Anche il progetto delle donne è rinnovato per €. 3.100. La Rete di Milano si riserva di verificare possibili sbocchi diversi del progetto

 

  • Lualaba – Rete di Mogliano Vento

Beniamino Favaro (Rete Mogliano Veneto) riassume il contenuto del documento inviato via mail.
Il progetto è stato approvato nel 2014 con la destinazione di €. 15.000 provenienti dai lasciti. Le attività sono procedute a rilento, per cui le prime due tranches di €. 5.000 sono già state inviate, la terza lo sarà nel 2017. Quindi per quest’anno il progetto è coperto .
Si tratterà di rivalutarlo nel 2018.

La zona è isolata ed estremamente povera. Il problema più grande sono le comunicazioni perché non c’è elettricità e non funzionano i telefoni. Le notizie sono fornite da padre Richard Ngoye. Si spera di poterne ricevere anche da padre Ippolito, che è il parroco del villaggio. Al momento la scuola è ancora in costruzione: le fondamenta ci sono e stanno preparando i mattoni per i muri. La Rete di Mogliano ha invitato padre Ippolito in Italia e sosterrà direttamente i costi del suo viaggio.

  • Bumuntu – Rete di Castelfranco Vento

Franco Corletto (Rete Castelfranco Veneto) spiega che l’operazione di cui si chiede il rinnovo, è parallela alla costruzione del centro di sanità (che prosegue con altri contributi) e riguarda 3 punti:

  • La coscientizzazione della popolazione sulla tutela dell’ambiente e della foresta;
  • Il sostegno all’associazione locale PDD BADIBAM * che invia operatori sul territorio;
  • La formazione per attività di prevenzione igienico sanitaria.

La Rete di Castelfranco ritiene che il progetto debba proseguire. Di ciò si è avuta conferma anche nel viaggio fatto la scorsa estate. Tra l’altro gli operatori si muovono spesso a piedi, per cui occorrerebbe almeno una moto e hanno bisogno di un sostegno economico. Vi è, infine, la necessità di inviare a Kinshasa, per un breve stage sull’uso di alcuni macchinari, una dottoressa che già collabora in loco al progetto. L’importo per cui si chiede il rinnovo è pari ad €. 8.000 annui per 3 anni

Ermanno Di Biasio (Rete Castelfranco) fa presente che sarebbe molto importante che qualche giovane (o non giovane) si recasse sui luoghi dell’operazione. Purtroppo la zona è abbandonata: chi arriva è ben accetto, ma le difficoltà logistiche sono molte.

* Promotion pour le Development Durable de Badimi Bamunyi è il nome dell’associazione fondata nel 2004 dal nostro referente Richard Ngoy tra contadini ed allevatori di vari villaggi compresi nel distretto di Kabinda

ASBL sta per Association Sans But Lucratif che in Italiano significa associazione senza scopo di lucro.

Il coordinamento approva il rinnovo del progetto.

 

  • Hagharzin (Armenia) – Rete di Quarrata.

Mariateresa Bertoldi (Rete di Quarrata) propone questa nuova operazione. Il progetto riguarda alcuni villaggi che si trovano in Armenia, ai confini con l’Azebaijan. E’ una zona di guerra, dove i villaggi si stanno spopolando. La popolazione è molto giovane ed estremamente povera. L’obbiettivo è che la gente rimanga sul posto. La zona è meta turistica, per la presenza di antiche chiese e monasteri. Il progetto si appoggia sul monastero più importante e visitato e riguarda la produzione di oli essenziali e prodotti bio -cosmetici.
Le erbe sarebbero coltivate in loco ed i prodotti venduti nel monastero. Il ricavato potrebbe finanziare

successive iniziative ed innescare un processo virtuoso, imitabile, con l’intento di portare un po’ di sviluppo nell’intera area. L’idea è nata dal Vescovo ma la sua realizzazione è indipendente dalla Chiesa locale.

La prospettiva è di arrivare a dare lavoro da una ventina di persone. Il progetto mira a coprire gli stipendi, l’acquisto dei materiali e ad aiutare il centro sociale. La destinazione dei soldi è (per ora) una associazione

(Pahapan vedi Inga) che in futuro potrebbe essere una cooperativa.  La cifra richiesta è di 2.760 €/ annui.

Vi è una referente armena in Italia, che provvede anche alle traduzioni.

Nel dibattito sorge il problema del destinatario dei soldi: la diocesi o una cooperativa di donne? Le donne come si organizzerebbero? Creerebbero una cooperativo o sarebbero dipendenti della diocesi?

Il Coordinamento è favorevole all’apertura del progetto, che viene approvato per la cifra richiesta. Tra un anno ci interrogheremo sui risultati.

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3) Stato lavori “Commissione Migranti ”.

Maria Picotti (Rete Verona) aggiorna sullo stato del progetto Solidarity Watch: alla segreteria è stata mandata una e-mail (poi girata in mailing list), che riassume i primi passi dell’osservatorio.

Le ragazze si sono riunite per far partire il sito. Stanno raccogliendo dati di tutti i casi in cui perso-ne sono state perseguite per aver aiutato migranti e le mobilitazione che ne conseguono. E’ im-portante che questi dati circolino, ma anche stabilire come queste persone possano essere protette.

Hanno contattato una persona disponibile a creare il sito. Inoltre, stanno cercando di creare una rete di confronto con tutte le realtà che lavorano sul tema della criminalizzazione della solidarietà in vari Paesi europei. La redazione del documento di presentazione è sospesa, per dare spazio alle altre iniziative, tra cui quella di costituirsi in associazione, per una questione di trasparenza, rispet-to ai finanziamenti. Apprezzano l’appoggio della Rete.

Non essendo presente Maria Rita Vella (Rete Noto), non si affronta il tema delle lettera di Padre Zerai.

Pierpaolo Pertino (Segreteria) riferisce della raccolta di esperienze nella Rete, in tema di migranti. La perplessità manifestata (per telefono) da Gianni Pettenella (Rete Verona) è che il firmare appelli o appoggiare persone come l’on. Kienge possa non avere grande efficacia pratica. Tra l’altro, il Parlamento Europeo ha un peso sostanzialmente consultivo.

Carla Grandi (Rete Trento) riferisce che la Rete di Trento prosegue il progetti migranti già in corso ed ha saputo che l’associazione per la Pace di Rivoli Torinese, con l’aiuto dei migranti ha predi-sposto una mostra sul tema. Questa mostra è stata ripresa da un gruppo di Rovereto, che ha pre-disposto anche del materiale cartaceo che illustra i problemi che ci sono nei paesi di provenienza dei migranti, sulla base dei loro racconti. Altre Reti possono chiedere di divulgare questa mostra. Il materiale è disponibile in formato sigenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo a cartacegenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo o che diggenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo itale. Varie Reti sono interessate ed ottengono il materiale che, comunque, è di-sponibile sul sito del Centro per la Pace di Rovereto (www.rovepace.org).

Marco Zamberlangenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo (Rete Tgenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo orino) riferisce del progetto di Noel Guirao migrante della Costa d’Avorio che intende rientrare nel proprio Paese per mettere a frutto tutto ciò che ha imparato in Italia.

Alcuni progetti erano partiti anni fa, mentre lui era in Italia e faceva la spola. Nel 2011 la guerra civile ha distrutgenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo to tutto. Ora Noel si è riproposto e la Rete di Torino si è attivata per ridare slancio al progetto.
Il 21 giugno Noel rientrergenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo à in Costa D’Avorio con l’intenzione di far ripartire l’allevamento di maiali. generale piuttostgenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo o che generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo
Il costo è di 8.000generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo €. in gran parte già rgenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo accolti.

Vi è la possibilità di incontrare Noel. Le Reti possono richiedere la sua testimonianza per un confronto con i migranti e richiedenti asilo, presenti sul territorio.
Le Reti di Casale, Udingenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo e, Celle-Varazze e Quiliano si sono già rese disponibili.

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4) Presentazione del Percorso “Quale Solidarietà? ” da parte della Segreteria.generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo

Pierpaolo Pertino (Segreteria) chiarisce che l’argomento si affronta volugenerale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo tamente a fine pomeriggio, in modo da favorire la riflessione e discuterne così la domenica mattina. Si tratta, infatti, di un percorso che toccherà l’identità della Rete, per cui è importante che il coordinamento abbia adeguati tempi e spazi di riflessione; altrettanto importante il non arroccarsi in sé stessi e nelle proprie abitudini.

La circolare della segreteria ha provato ad introdurre e contestualizzare tale tema.

L’idea è quella di un percorso che occuperà tutto il mandato della segreteria passando dal confronto nei seminari macro regionali e nazionale fino al Convegno Nazionale del 2018.

Al coordinamento, quindi, viene chiesto di generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo pronunciarsi soprattutto sullo schema generale piuttosto che sui singoli contenuti che sono stati inseriti a titolo esemplificativo e che quindi potranno integrati e/o modificati. La proposta è illustrata attraverso una presentazione proiettata a slide che verranno poi riportate nel verbale.

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  1. Aggiornamento sito della rete.
    Gigi Bolognini (Rete Alessandria) riferisce dello stato del nuovo sito della Rete. Premette che:
  • i tempi non sono rapidi perché la persona che ci aiuta nella costruzione del sito lavora solo nel tempo libero per mantenere i costi i contenuti (300 euro + 40/50 euro per l’acquisto del modello template). Tali costi, approvati in Gennaio nel coordinamento di Roma, non sono stati verbalizzati ;

  • non è stato possibile riorganizzare il vecchio sito, come si pensava, in quanto il software che lo gestiva è talmente obsoleto che non più disponibile. Il nuovo sito, quindi, è stato creato su un’altra piattaforma e sostituirà il precedente.

Vengono mostrate le immagini del nuovo sito. Sulla prima pagina scorreranno fotografie in successione che riguarderanno tutte le grandi aree geografiche sede dei progetti. Cliccando su quella che interessa si aprirà la pagina, in cui saranno visibili i progetti ad essa relativi.

Nel vecchio sito i progetti erano illustrati tramite le pagine del libretto realizzato anni fa, ormai superate. Sarà necessario che le Reti referenti predispongano le schede dei nuovo progetti, con le relative immagini

Ci sarà una pagina “chi siamo”, divisa in una sezione sulla storia della Rete e una sui criteri con cui agisce. Nella pagina “documenti” ci saranno la rivista “In Dialogo” (copertina, indice e un articolo), gli atti dei convegni e le circolari (ultimi 3 anni). Il materiale più vecchio sarà collocato sotto la voce “archivio”. Un’altra veletta porterà alla spiegazione dei criteri di scelta dei progetti.

Ci sarà uno spazio dedicato alle Reti locali (elenco, referenti e breve presentazione) Occorrerà de-cidere con quali criteri stabilire quali Reti locali indicare, eventualmente telefonando alle varie Reti che danno poche notizie di sé, per chiedere se vogliano comparire. Occorrerà anche aggiornare i referenti e, in questo modo, rivedere la lista referenti della mailing list.

Saranno poi indicati i bilanci: da decidere se tenerli riservati o renderli visibili, per una questione di trasparenza e per pubblicizzare il nostro metodo di lavoro. Un’altra veletta darà accesso al forum ed una ai contatti (quelli della Segreteria, oltre ad un modulo da compilare per essere contattati).

Infine, ci saranno i link alle associazione amiche e ci sarà uno spazio protetto per accedere ai ver-bali dei coordinamenti. Ci sarà uno spazio per le news sia della Rete nazionale che di quelle locali, oltre ad una sezione tematica che proporrà dossier su vari argomenti di interesse

Per mancanza di tempo non si apre la discussione.
E’ possibile inviare e-mail direttamente a Gigi Bolognini con commenti e proposte.

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Ore 19.30. Termine dei lavori del pomeriggio e Cena

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Ore 21.15. Ripresa dei lavori.

  1. Intervento di Padre Richard Kitengie.

Padre Richard Kitengie, dalla Repubblica Democratica del Congo, referente del progetto di Castelfranco Veneto, interviene in Italiano, ringraziando la Rete e affermando che il fatto che molte persone siano qui riunite, trascurando i propri impegni personali per parlare della sofferenza del mondo dimostra che un mondo diverso è possibile. La Rete è fatta di “pazzi fuori dal mondo”, perché nel mondo la gente cerca di aumentare la propria ricchezza, il proprio potere o la propria celebrità, mentre qui si cerca di aiutare le altre persone a vivere meglio. Quello che stiamo facendo è proprio una meraviglia.

Racconta che il 18 febbraio 2017 il suo seminario, a Kananga, nel centro della Repubblica Democratica del Congo, è stato attaccato dai miliziani che sono in guerra con lo Stato ed è stato distrutto; ad un edificio è stato anche appiccato il fuoco. Al momento il seminario è chiuso ed i seminaristi sono tornati nelle loro diocesi. Non è stata una sorpresa, perché da mesi tutta la popolazione vive una situazione di guerra. De-scrive le ragioni che hanno dato luogo alla guerra, legate la fatto che un capo tribale ha tentato di risvegliare le coscienze della gente, provocando la ribellione dei giovani ed è stato sostanzialmente “sostituito” da un capo rivale, ad opera del Governo Provinciale. La vicenda si innesta sulla stanchezza della popolazione per il regime dittatoriale del presidente Kabila, che è alla fine del secondo mandato e teoricamente non può più ripresentarsi, ma non accetta di lasciare il potere. I Vescovi del Paese si sono offerti di mediare tra le parti, per trovare una via di uscita pacifica. Il 31 dicembre 2016 è stato firmato un accordo che prevedeva che il Presidente potesse rimanere in carica fino alla elezione di un nuovo Presidente, a dicembre 2017, ma gli impegni non sono stati rispettati e non si è riusciti ad applicare l’accordo, anche per la morte naturale di uno dei principali oppositori.

A questo punto, i giovani che seguivano questo capo tribale hanno iniziato ad attaccare le forze di polizia e l’esercito, arrivando fino a Kananga. Durante gli scontri è stato distrutto il seminario.

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  1. La Narrazione ”.

    Olga Turchetto

Olga, chiamata a riferire dei momenti significativi vissuti nella Rete, dice che in realtà tutti i suoi 50 anni di presenza nella Rete sono stati significativi. Senza la Rete, personalmente, sarebbe rimasta all’elemosina ed alla beneficenza in Parrocchia o, al limite, a livello diocesano.

Il suo primo incontro con Ettore Masina è stato a Treviso (nel 1971?). Ha subito aderito. Oggi, per Lei la Rete non è più solo un punto di riferimento ma uno stato d’animo, il profondo senso di appartenenza ad una comunità. Tutte le altre esperienze di volontariato sono state effimere e insoddisfacenti. Spesso è stato impossibile trasmettere lo spirito della Rete, altrove. Ha sempre vissuto la Rete come una struttura estremamente democratica. Nessuno, nella Rete, si è mai presentata con i propri titoli. Nel tempo la Rete non è molto cambiata: è certo cambiata la realtà che sta attorno. Sulle ali della memoria, ricorda soprattutto :

  • Le toccanti testimonianze di Carmen Rinaldi (Uruguay) e di Frei De Brito e Padre Cavazzuti (Brasile), esuli e vittime di tortura e l’ingresso colorato e pieno di vita di Rigoberta Menchù al Convengo del 1986.

  • La testimonianza di Shafi, in un momento in cui, dopo gli accordi di Washington, la situazione palestinese sembrava essere ad una svolta, ,

  • La dichiarazione brutale di Soares (sociologo brasiliano) che diceva come fossero stufi della nostra beneficenza e ci invitava a cambiare prima le cose a casa nostra.

  • La relazione di chiusura del Convegno 1994, dopo le dimissioni di Ettore Masina, con la voce tremante di Giorgio Gallo che, di fatto, ne raccoglieva il testimone.

La rete è sempre stata dentro gli avvenimenti, mai spettatrice passiva.
L’impegno per la Palestina, per i SEM terra, per il Guatemala, per Haiti … ne sono un esempio

Carla Grandi

Carla precisa che non ha vissuto i primissimi anni della Rete ma quando vi è entrata, ne è stata cambiata profondamente. Da principio certe cose non le aveva capite fino in fondo.

Nella Rete c’è stato un certo Paul Gauthier che, senza tanti complimenti, ha fatto scoprire a Ettore Masina cosa accadeva in Palestina facendogli capire subito che non era questione di elemosina. Una lezione immensa, perché allora non si usava parlare così. Ancora adesso molti pensano di risolvere tutto con un assegno. Sempre Paul Gauthier ci invitava a non fabbricare poveri ed a cercare di capire le cause della povertà. Questo insegnamento è ancora attuale e non si può dire che sia stato realizzato.

Poi la Rete è finita nel Brasile della dittatura militare. Questa è stata una prova ma anche un’opportunità di crescere in fretta. E’ stato un grande insegnamento perché abbiamo conosciuto un paese sotto una dittatura, in cui alcuni nostri referenti riuscivano ad avere la massima trasparenza con noi, mentre altri ci scrivevano lettere senza indicare neppure indicare i propri nomi, in via semiclandestina.

Don Renzo Rossi, intanto, faceva la spola nelle carceri politiche, portando fuori le notizie e le parole scritte dai detenuti. Lì la Rete ha dovuto misurarsi con la politica, con la reazione alle istituzioni.
Ricercando le cause di ciò che era accaduto. A volte, i nostri referenti ci raccontavano cose che poi accadevano anche in Italia. Ad esempio le lotte operaie per le 40 ore settimanali di lavoro. Luisella Anchis parlava della classe media brasiliana, che si stava impoverendo, Più tardi la stessa cosa è accaduta anche in Italia. C’erano anche cose allegre e simpatiche. Per esempio, abbiamo scoperto un modo tutto popolare di aiutarsi nei villaggi. Si aiutavano molto più di noi. Chi, per qualche ragione, non poteva lavorare si metteva sul ramo di un albero e suonava e cantava per sostenere i suoi compagni.

Già nei primi anni della Rete noi abbiamo ricevuto la lezione che ciò che noi facevamo per quei popoli era restituzione. Inoltre, dovevano essere “loro” a decidere cosa fare, perché “loro” sanno cosa serve.
Arturo Paoli esortava a non mandare troppi soldi assieme perché poteva rovinare la comunità, soprattutto se la comunità li avesse ricevuti prima di essere pronta.

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DOMENICA 26 MARZO

Ore 9.00. Inizio dei lavori della Domenica

  1. Prossimi coordinamenti:

  • Salerno 17/18 giugno 2017

  • Brescia 7/8 ottobre 2017 (coordinamento e/o seminario nazionale)

  • Pisa o Quarrata (da stabilire) 27/26 novembre 2017

  1. Aggiornamento blog della rete.

Marco Zamberlan (Rete Torino) completa le informazioni sul forum. Il Forum và utilizzato al posto delle

mail, per far circolare idee o materiali. Sarà diviso per aree geografiche, come il sito e nel momento in cui la la notizia verrà inserita si genererà una mail di avviso in mailing list. Per commentare non bisognerà rispondere alla mail ma entrare nel forum. Andrà creata una password personale e ciascuno dovrà pensarsene una semplice da ricordare ( non il nome o data di nascita perché troppo facile). Dovrà avere almeno una lettera maiuscola e un numero. Entro il prossimo coordinamento andrà comunicata altrimenti ne verrà data una di ufficio. Per ciò che riguarda l’invio dei documenti della segreteria al sito/forum saranno caricati in formato Word o PDF. Se occorrono altri formati segnalate la necessità. Vista la difficoltà di scaricare i verbali audio dei coordinamenti, sono state comprate delle chiavette USB in cui sono stati caricati i verbali degli ultimi 3 coordinamenti e tutti gli interventi del Convegno 2016 di Trevi.

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9) Discussione sul percorso proposto dalla Segreteria “Quale Solidarietà? ”.

Si avvia la discussione, con la premessa che alla Segreteria è stata chiesta la definizione di un percorso.
Si ribadisce, quindi, di concentrasi sul percorso e non sui singoli contenuti.

Beniamino Favaro (Rete Mogliano Veneto): Apprezza lo sforzo di approfondimento della Segreteria. Forse è mancato nella proposta il confronto con i nostri referenti e le comunità con cui facciamo solidarietà.

Giorgio Gallo (Rete Pisa-Viareggio): Si è trovato spiazzato perché vede il lavoro troppo centrato sulla Rete e sulla nostra crescita personale. Avrebbe voluto vederlo più legato all’oggettività della realtà in cui si opera. La Rete è partita con l’intuizione della necessità di restituzione per tutte le “rapine” perpetrate verso i paesi poveri. Poi si capisce che noi ci poniamo accanto ai nostri referenti, accompagnandoli.
Queste cose in parte rimangono, ma oggi c’è una maggiore coscienza della stretta interconnessione fra il nostro mondo e quello degli altri. Siamo sullo stesso piano “loro”, in quanto vittime di sfruttamento; le migrazioni ci scuotono, ma sono provocate dal riscaldamento globale e da guerre in cui noi siamo coinvolti. Questo ci impone di dare alla solidarietà una maggiore connotazione di tipo politico. Nel frattempo è cambiato il quadro a livello ideologico: oggi molto meno chiaro e definito.

Toni Peratoner (Rete Udine) (anche a nome di Maria Picotti (Rete Verona)): Chiede maggiore attenzione alla terminologia, all’interno del documento, che ha comunque apprezzato moltissimo. In alcune delle slide si usano parole che hanno radici “non laiche” come “profezia” “terra promessa” “spirito che soffia”. Termini che possono infastidire i non credenti. Inoltre, occorre fare attenzione al genere: non usare solo parole maschili. Infine, occorre fare un’opera di maggiore sintesi: venti slide sono troppe.

Angela Vannucchi (Rete Pisa/Viareggio): La Rete di Pisa-Viareggio aveva capito tutt’altra cosa ed è spiazzata rispetto alla proposta. Il seminario deve fare un lavoro di approfondimento all’interno oppure ragionare sui temi della solidarietà all’esterno? Lavoreremo per gruppi su questo percorso, quasi filosofico, o cercheremo di calarci nella realtà? E’ necessario andare sul pratico ed decidere come concretizzare l’idea.

Marco Lacchin (Rete Varese): Apprezza molto il lavoro fatto dalla Segreteria. In particolare, il tentativo per dare una risposta alla mancanza di adesioni. Il futuro sono i giovani ed è loro che dobbiamo interrogare per capire dove andare. Quindi è importante capire che influsso hanno avuto gli strumenti usati in passato e che frutti hanno dato i semi gettati, per comprendere oggi quali strumenti davvero servano.

Franca Rosa (rete Pisa – Viareggio): Le è mancato tantissimo non aver affrontato questi temi nella Rete locale molto votata alla praticità. Se circolano idee e stimoli al confronto si può accettare il rischio che il seminario sia dispersivo.

Franca Gaspa (Rete Spresiano): Il presente ed il futuro si possono capire solo alla luce dell’analisi del passato. Come metodo darebbe la priorità ai valori che consentono la continuità della Rete.

Silvestro Profico (Rete Pescara): Oggi è l’anniversario della morte di Luigi Rocchi. Ricorda anche che è stato Padre Francesco Carabellucci, frate cappuccino morto 3 anni fa, a creare il termine “restituzione”.
Ringrazia la segreteria ed offre alcuni spunti:

  • Modestia di fronte ai compiti giganteschi e serenità di fronte alla complessità nuova. No alla presunzione: siamo artigiani della solidarietà.

  • Dose forte di realismo. No velleitarismo, ma nemmeno assuefazione alle cose che non vanno. E’ un nobile obbiettivo condizionare la situazione, ottenendo il meno peggio.

  • Combattere per un mondo migliore. L’utopia fà camminare ma deve diventare programmi e progetti.

  • Alzare lo sguardo senza abbracciare tutti e tutto: vanno fate delle scelte; il nostro pacchetto di operazioni copre molti campi della solidarietà.

  • Non camminare da soli: coltivare il patrimonio della relazione.

Propone come tema per il prossimo convegno: solidarietà ed Europa

Sergio Ferrera (Rete Genova): Non è possibile e non è giusto fare un confronto con il passato. Negli ultimi 30 anni il mondo è cambiato e dobbiamo farci i conti. Non si può usare l’approccio del passato. Dobbiamo metabolizzare il cambiamento: abbiamo di fronte un periodo di crisi ed una situazione nuova, da affrontare senza pretendere di avere soluzioni. Tra l’altro sono accadute anche cose positive (ad esempio internet consente la circolazione delle idee)

Piepaolo Pertino (Rete Celle-Varazze): A livello personale ha spesso manifestato il disagio di stare nella Rete in un determinato modo. La Rete è, al momento, un paio di scarpe comode per camminare. Ma potrebbero anche diventare strette. Certi temi circolano da qualche nella Rete ma non ci siamo mai dati il tempo di affrontarli. Occorre fermarsi e ascoltare noi stessi ed il tempo che abitiamo. Nell’ultimo periodo ci siamo molto focalizzati sugli strumenti e poco su quello che sta dietro: la profezia. Dobbiamo essere in grado di guardare il cielo sopra i tetti. Gli aderenti alla Rete della nostra generazione non vede successori. La nostra responsabilità è chiederci a chi consegniamo il testimone.

A nome della segreteria, il problema delle espressioni usate è forse legato al fatto che le persone possono usarle in modo diverso: ad esempio, “profezia” non ha una connotazione religiosa, come pure “circolazione dello spirito”. Comunque, il documento presentato è solo una traccia, che può essere modificata.

Intervento di Riccarda Zaffoni (Comitato Non Laviamocene le Mani di Rovereto) che racconta l’esperienza del comitato, che nasce nel 2011, per rispondere all’esigenza della prima ondata di profughi.

Maria Teresa Gavazza (Rete Alessandria): Molto stimolante il dibattito, ringrazia la segreteria. Vorrebbe esaminare la storia della Rete dal punto di vista dei giovani e del genere. Dal dopoguerra e nei seguenti 20 anni è stato un periodo di accumulazione capitalistica (fino agli anni 70) ma anche un periodo di acquisizione di diritti. Poi c’è stata una lotta di classe alla rovescia con i “padroni” che recuperano terreno. Bisogna riprendere il discorso del nuovo femminismo (riferisce delle iniziative che hanno portato allo sciopero dell’8/3) e fare attenzione che la solidarietà non sostituisca il welfare. In questa prospettiva, l’analisi politica deve essere al primo posto. L’identità della Rete deve passare attraverso questi approcci, se vogliamo evitare di morire. Occorre intercettare anche i nuovi movimenti. Occorre, quindi, vedere le cose con lenti diverse, dal punto di vista dei giovani e del genere.

Olga Turchetto (Rete Treviso): E’ d’accordo con la prima parte del discorso di Pierpaolo Pertino. Non sa cosa sia riuscita a trasmettere ai suoi figli. Punta sui nipoti che hanno una visione del mondo diversa ed escono da un periodo più difficile. Occorre tener conto che la situazione è cambiata. A Treviso ci sono state defezioni dalla Rete perché troppo attaccata ad un terzo mondo lontano, senza tener conto di quanto accade qui. Riguardo al futuro, sembra che noi lo dobbiamo prevedere, cogliendo il segno dei tempi.

Monica Armetta (Rete Torino): qualsiasi impegno nasce da un bisogno. Ciascuno di noi è entrato nella Rete perché rispondeva ad un proprio bisogno. Ciò che cambia è il contesto storico. Quello narrato dai “vecchi della Rete” è molto lontano da quello che oggi viviamo ma è importante tenerne conto. Oggi la vera novità è la velocità con cui il cambiamento opera ed è proprio su questo che è stato pensato il percorso proposto. I valori che hanno portato alla nascita della Rete sono ancora validi: bisogna solo adattarli al nuovo contesto storico e capire come proiettarli in un futuro in rapido cambiamento. La proposta non è solo teorica: si vuole sviscerare quali sono le proposte concrete per una solidarietà che si è modificata. La questione è come poter parlare alle generazioni future, così lontane dalla realtà che ha visto nascere la Rete. Quando si parla di confronto con gli esterni, non è solo con i nostri figli, ma anche con i testimoni. Oggi dobbiamo decidere se abbracciare questo schema di percorso: partire dal passato, analizzare il presente e decidere che eredità dobbiamo lasciare a generazioni povere di stimoli e di umanità. Spulciando i vecchi documenti, ha scoperto un’infinità di cose che oggi si assumono come nuove.

Eugenio Mattalia (Rete Torino): Leggendo il percorso proposto, condivide la necessità di aprire ai giovani. La loro fatica è che se hanno tempo è perché sono disoccupati mentre se lavorano non hanno tempo. In questa prospettiva, alcune modalità della Rete vanno riviste.

Marianita De Ambrogio (Rete Padova): Nella proposta manca il confronto con i nostri referenti. Si sotto valuta la ricchezza che viene dalle operazioni. La nostra esperienza di solidarietà non è solo dare denaro ma costruire una relazione paritaria che è scambio reciproco e crescita politica sia per noi che per loro. E’ molto perplessa rispetto alle generalizzazioni (i giovani, i vecchi..). La realtà è più sfaccettata e complessa. Si ritrova nel discorso della restituzione e dell’accompagnare che ha fatto Giorgio Gallo. Sono temi tuttora attuali. Anche qui. A disagio sulla terminologia del percorso solidarietà, difficile da capire per chi non è credente: la Rete non è un’associazione laica? Sottolinea che dal femminismo ha imparato l’etica della cura. Pensa sia una delle cose più importanti, non solo nel privato: prendersi cura del mondo è una delle caratteristiche della Rete. Nel percorso proposto solo teoria: non ha colto quali siano le proposte pratiche.

Maria Angela Abbadessa (Rete Castelfranco): Ciò che l’ha aiutata di più a porsi dall’altra parte è stato il viaggio in Congo del 2010. Le ha insegnato a fare tabula rasa dei propri schemi mentali. Rispetto al passato: i valori fondanti sono rimasti invariati. Riguardo alla ricerca della verità, in questa fase di vita sente il disagio per come la verità sia mistificata. Oggi va ricercata ma deve essere difesa ed approfondita. I nostri figli non possono permettersi questo lusso perciò la testimonianza è fondamentale. Per evitare che vengano sopraffatti. Tra l’altro, i giovani oggi vivono già in un ambiente interculturale. Non le fa impressione parlare di profezia, se si intende la capacità di leggere la realtà. Per farlo, è necessaria anche l’utopia, che aiuta ad guardare sopra i tetti.

Fernanda Bredariol (Rete Spresiano): La Rete è stata una continuazione della sua attività di volontaria. Suo figlio, che è sempre stato dentro la Rete, ha vissuto molte esperienze lavorative come precario. In realtà i giovani sanno adattarsi. Se noi non riusciamo a capire che c’è anche una pancia, lasceremo che a gestirla siano Salvini o la Le Pen. Le piacerebbe che nel progetto che sta facendo Chiara Pettenella potessero essere coinvolti altri giovani. Questo potrebbe essere il tema del seminario giovani.

Franca Gaspa (Rete Spresiano): La Rete aveva una peculiarità importante da mantenere: la capacità di analisi basata sul rapporto diretto con i popoli. Ciò le ha dato le chiavi di lettura per capire il presente.

Abbiamo permesso che il linguaggio uscisse dal nostro controllo mentre l’uso delle parole va controllato. Suggerisce 2 letture illuminanti: Edizioni EMI “Le città in transizione siamo noi” di Rob Hopkins e “Transizione ecologica” di Dael Giraud.

Agnese Profico (Rete Pescara): Il fatto di continuare a parlare della nascita della Rete è importante, ma può diventare una palla al piede. La Rete è nata dall’incontro di Masina con i fatti e le persone. Ora questi fatti sono andati oltre, per cui non dobbiamo continuare ad interrogarci guardando il passato. Non dobbiamo avere paura perché le cose ci vengono incontro. Nuove generazioni: è una preoccupazione che non bisogna avere. Il testimone si può passare in tanti modi. Si semina ma non è detto che si debba anche raccogliere. Non è detto che i figli o i giovani debbano fare le stesse cose che facciamo noi.

Giorgio Gallo (Rete Pisa – Viareggio): Sottolinea la sollecitazione di Fernanda sul Seminario Giovani. I laureati di Scienze per la Pace potrebbero contribuire.

Paolo Rosà (Rete Rovereto): Il dibattito è stato così ricco che ci fa prendere coscienza della complessità. Abbiamo descritto i cambiamenti della nostra realtà ma questo sta avvenendo in tutto il mondo. Anche nelle realtà che stiamo accompagnando.

Carla Grandi (Rete Trento): Uno dei ragazzi seguiti a Rovereto è tornato dopo 15 anni a casa sua alla ricerca di madre e sorella di cui non sapeva più nulla. Le ha trovate e non si sono riconosciuti. Riguardo al tema in discussione osserva che è un tema grossissimo, da affrontare con calma. Sta cambiando tutto ed un po’ è cambiata anche la Rete. E’ molto più complicato oggi trovare una bussola: dobbiamo darci tempo. Forse non troveremo subito altri riferimenti. Pensa che i ragazzi cerchino in altre direzioni, con altri modi. Non è sicura che riusciremo ad aiutarli.

Piergiorgio Todeschini (Rete Brescia): Chiede se sul percorso siamo maturi per una decisione.

Sintesi della Segreteria: tutti i suggerimenti verbalizzati saranno letti e se ne terrà conto. La griglia di riflessione proposta è uno strumento per una riflessione condivisa per il seminario nazionale (tutto il coordinamento conferma) e sarà rivista alla luce delle proposte e dei suggerimenti che circoleranno in rete. Entro 15 giorni, sarà proposta la griglia ufficiale (inviata via mail), che servirà per il lavoro delle Reti locali, in vista dei seminari macroregionale, che saranno organizzati entro settembre. Il seminario nazionale è confermato per Brescia, 7/8 ottobre. Il coordinamento di Salerno fornirà alla segreteria le indicazioni per il seminario nazionale. Il Convegno Nazionale avrà probabilmente come tema la conclusione della riflessione in corso. La decisione definitiva sarà presa a giugno, a Salerno.

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  1. Varie ed Eventuali.

Liviana Bortolussi (Rete Milano) riferisce sui rapporti con il Tribunale permanente per i Diritti dei Popoli.
Il percorso di collaborazione non è mai partito. Ha incontrato Tognoni, che riferisce di una sessione sulla finanza criminale ancora in preparazione. A maggio, in Spagna, ci sarà una sessione sui diritti dei migranti nella legislazione europea.

Beniamino Favaro (Rete Mogliano Veneto): reputerebbe opportuno offrire un contributo per il Seminario di Kananga con una raccolta straordinaria. Dopo l’intervento contrario di Maria Angela Abbadessa ( Rete Castelfranco) il coordinamento considera la proposta di Beniamino prematura perché Padre Richard andrà a Roma per verificare tempi e modi della ricostruzione del seminario che comunque è una struttura di proprietà della Chesa.

Silvestro Profico (Rete Pescaara): Auspica una solidarietà con la Comunità La Collina di Cagliari, in grave difficoltà. Ricorda che ieri si è chiuso il processo di beatificazione di padre Ezechiele Ramin (fratello di Fabiano)

Conclusione con i saluti della Segreteria ed ringraziamenti alla Rete di Trento – Rovereto per l’organizzazione del coordinamento.

Ore 12.30. Fine dei lavori

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SABATO 28 GENNAIO 2017 pomeriggio

Ore 15.15 . Saluti ed Inizio lavori

Previa relazione e spiegazione del bilancio annuale tenuta da Marta Bergamin, tesoriera della Rete, l’assemblea dei soci, presieduta dal presidente della Rete Radiè Resch, Angelo Ciprari, approva con una astensione. Il bilancio dettagliato ed aggiornato sarà inviato in una prossima mail .

Segue il Coordinamento della Rete.
Ore 15.30 . sintesi del precedente coordinamento.

Come concordato a Crea si procede la registrazione audio per permettere:

  • L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono esser presenti
  • La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete.

Dopo l’invio del verbale di Pescia, Mariuccia Buttironi, Rete di Lecco, ha precisato con una specifica mail che quanto riportato al punto 5 de “La Narrazione” non corrisponde al vero.
Riportiamo pertanto, di seguito, il testo della mail (l’allegato è reperibile nella mailing list):

16 gennaio 2016. A tutti gli aderenti alla Rete Radié Resch,

Leggiamo nel verbale del coordinamento del 26/27 novembre 2016 di Pescia (narrazione) “le Reti lombarde (propugnatrici di una metodologia più strettamente scientifica) seguivano progetti della UE dalla stessa finanziati, perciò volevano adattare modalità ed esigenze a tale modello“.

Intendiamo specificare che nessuno delle Reti lombarde ha mai seguito progetti della UE finanziati dalla medesima. Per completezza e correttezza di informazioni vi alleghiamo il seguente documento con l’augurio di buon anno e di buon lavoro.

Gli amici e le amiche della Rete di Lecco

DISCUSSIONE PUNTI all’OdG

1) REVISIONE PROGETTI in SCADENZA e PROPOSTE NUOVE PROGETTI ( Vedi allegati )

Per i progetti è stato chiesto di inviare una presentazione per poter permettere a tutti una visione preventiva. Alcuni referenti locali dei progetti in scadenza non erano presenti si è deciso comunque di procedere alla loro discussione/confronto.

Case verdi – Palestina (Gaza). Rete di Salerno ( Relaziona Lucia )

Gaza presenta realtà molto diverse tra loro: una parte ricca (dove la sera c’è movida) ed una parte molto povera. L’opinione della Rete di Salerno è che il progetto abbia assunto caratteristiche assistenziali e non determini percorsi di autonomia, oltre a difficili relazioni e scarso impegno politico. Si sostengono famiglie che non hanno sbocchi lavorativi. Lucia propone la sospensione per un anno affinché possano elaborare un progetto che parta da loro e rispetti il criterio del “tre volte indigeno”. Nel dibattito emergono perplessità. La situazione di Gaza non può esser paragonata agli altri progetti perché è una prigione a cielo aperto. Resistere e rimanere a vivere in questo luogo è già di per sé azione politica.
DECISIONI. Riduzione da 12.000 a 10.000 per quest’anno ( anno 2017 )
In tale periodo i referenti locali debbono organizzarsi e presentare un nuovo progetto.
I
2.000 € non versati verranno utilizzati dalla Rete di Salerno (nuovo progetto viaggi) per effettuare un viaggio di conoscenza e approfondimento di Gaza.

Sostegno a piccole cooperative in Repubblica Centrafricana. Rete di Quiliano.

Caterina non ha potuto presentare il progetto per impegni sopravvenuti all’ultimo minuto.
DECISIONI. Approvato per i prossimi 3 anni (2017 – 2019) con contributo di 1.000 € /annui.

Remigio Colombo – Brasile. Rete di Udine ( Relazione di Toni ).

E’ un progetto di lunghissima durata praticamente attivato con la nascita della rete.

Giovanni Baroni (ex companion) è il referente locale. Vengono riportate difficoltà nella rendicontazione ma l’azione sul territorio è efficace per aspetti politici, formativi e pratici.

Si articola una lunga discussione. Giovanni, in Italia tra Dicembre e Gennaio, è confermato come una figura di grande valore per ciò che ha scelto e per ciò che testimonia.

DECISIONI. Approvazione del progetto per altri 3 anni (2017-2019) con una riduzione del contributo da 15.000 a 12.000 € / annui. Due le richieste specifiche per Giovanni Baroni:

  • Rendicontazione più trasparente con specifiche dei numerosi progetti che sostiene.
  • Disponibilità a fare il formatore di riferimento per viaggi da proporre a giovani che intendano fare una esperienza di solidarietà in un progetto della Rete. Tale esperienza potrà contare sulla contribuzione di 3.000 € ricavato dall’importo della riduzione del contributo al progetto sopra riportato.

Don Panichella. Voci di Strada – Italia (Ancona) Rete di Macerata.

Don Panichella, assente per il grave terremoto, ha inviato una lettera.
Progetto straordinario, già dal marzo 2016 la Rete di Macerata ha richiesto fosse preso in considerazione come progetto ordinario.

DECISIONI. Approvazione del progetto per 3 anni ( 2017 – 2019) di 5.000 € / annui.

3) AGGIORNAMENTI su SITO e FORUM (Marco Rete di Torino e Gigi Rete di Alessandria)

Presentazione dello stato dei lavori con proiezione di ciò che sarà sia il sito che il forum.
Il sito sarà “pubblico” e rappresenterà un po’ il nostro biglietto da visita. Qui saranno riportate tutte le informazioni relative ai vari progetti della Rete, alle varie iniziative proposte dalle reti locali, agli atti dei convegni, al bilancio, ecc.
Sarà cura di tutti gli aderenti alla Rete riempirlo di contenuti ed aggiornarlo.

Marco e Gigi cercheranno anche di dare una migliore definizione al logo della rete nazionale perchè attualmente l’immagine presente sul sito è sfocata.
Nel sito è prevista una parte dedicata al nostro trimestrale “
In dialogo” dove sarebbe auspicabile la costituzione di una redazione che scegliesse cosa mettere in tale spazio.
Il Forum ( inserito all’interno del sito ) sarà un contenitore dedicato alle discussioni interne. Si potrà accedere solamente con password. Verrà diviso per argomenti e andrà a sostituire il giro di mail che, come sottolineato più volte, risulta ridondante e quindi poco efficace.

Mailing list. Si sta aggiornando l’elenco degli iscritti alle 2 mailing list (220 indirizzi in quella generale, 89 in quella dei referenti).


4) PRESENTAZIONE del LIBRO “ La Chiesa dei Poveri ” di MATTEO MENNINI

Matteo, già relatore al nostro ultimo Convegno di Rimini, ha presentato il suo libro rendendosi disponibile per eventuali serate – incontro da organizzarsi nelle varie reti locali.(Vedi mail relativa alla presentazione del libro organizzata dalla rete di Celle-Varazze e Torino)

ORE 19.30. Cena con la presenza di Matteo Mennini.

ORE 21.00. Ripresa dei lavori

2) Continuazione Revisione Progetti e Nuove Proposte Progetti (Vedi allegati)

Yanamayo – Perù. Rete di Macerata ( nessun relatore )

Per un disguido tale progetto fu approvato, a Roma nel 2015, per soli due anni.
Si decide sulla base della relazione inviata.
DECISIONI. Approvato per un anno, a completamento triennio ( 2015-2017) per la cifra di 3.000 € con referente locale Valentina Del Vecchio ( Rete di Macerata )

I bambini di Timbuktu – Mali. Rete di Firenze ( nessun relatore )

In accordo con Margherita Citroni, referente del progetto, il progetto (importo di 4.600 ) viene sospeso per la difficoltà dei collegamenti.

Vitalizio a Padre De Brito ( ex progetto Clara Mattei) – Brasile. Rete nazionale.

Nonostante i tentativi di approfondimento la situazione resta molto confusa.
Antonio con la sua mail non ha chiarito molte cose. Articolata discussione.
DECISIONI. Si riduce il contributo da 5.000 a 3.000 € (2017). Andrà ricercata una Rete locale che curi la relazione con Padre De Brito.

Vitalizio familiari di Paul Gauthier ed esequie di Marie Thérèse. Rete nazionale

Con la morte di Marie Theresè il contributo di 6.000 € / annui si considera concluso.
Nel Gennaio 2017 sono già state versati
1.500 che vengono considerati una contribuzione per parte delle spese che Shanty, figlia di Marie Therese, dovrà sostenere per il trasporto delle ceneri a Nazareth.

PROPOSTA di un NUOVO PROGETTO da parte della RETE di VERONA.

Parrocchia di Sant’Antonio (Padre Clemente) – Guatemala. Rete di Verona (relatore Dino)

Dino presenta il progetto di Padre Clemente ( vedi allegato )
DECISIONI. Approvato per 3 anni (dal 2017 al 2019) con la cifra di
2.500 / annui

5) DEFINIZIONE delle SEDI e DATE dei COORDINAMENTI NAZIONALI e delle CIRCOLARI

COORDINAMENTI 2017 :

  • 25/26 MARZO : Trento spostato a ROVERETO per problemi logistici
  • APRILE – MAGGIO: eventuali Seminari Macro Regionali
  • 17-18 GIUGNO: SALERNO
  • 30 SETT- 1 OTTOBRE: Coord. o eventuale Seminario Nazionale (probabile sede Brescia)
  • 25- 26 NOVEMBRE : Torino

CIRCOLARI 2017 :

  • Marzo : Segreteria
  • Aprile : Verona
  • Maggio : Celle-Varazze
  • Giugno : Casale
  • Luglio – Agosto : Alessandria
  • Settembre : Salerno
  • Ottobre : Torino
  • Novembre: Udine
  • Dicembre : Noto

6) TEMI, MODALITA’ e TEMPI del SEMINARIO/I 2017

Dopo lunga ed articolata discussione il coordinamento stabilisce di prendersi un po’ di tempo per concentrare al suo interno energie e riflessioni sul tema riassunto dalla frase “Quale solidarietà nel mondo che cambia? ”. Non con tale titolo ma ristudiandolo con qualcosa di più efficace. Tendenza ad una riflessione interna senza l’ausilio di relatori esterni
Molto dibattuta la discussione se il Seminario debba esser decentrato in
macro regionali (che paiono garantire un minor dispendio economico e una maggior partecipazione degli aderenti alla Rete) o nazionale (che pare garantire una maggior sintesi condivisa a livello di Rete tutta).

ORE 23.00. Chiusura lavori del Sabato

DOMENICA 29 GENNAIO 2017 mattina

Ore 09.15 . Inizio lavori della Domenica

6) continuazione TEMI, MODALITA’ e TEMPI del SEMINARIO/I 2017

Vista l’importanza del tema il percorso dovrà esser confrontato, in primis, a livello di Reti Locali, in modo tale da coinvolgere anche coloro che abitualmente non sono presenti ai coordinamenti. Conclusione: seminario nazionale a settembre, chiusa del lavoro fatto prima nelle varie reti locali con l’ipotesi eventuale di un confronto a livello macroregionale. Per non appesantire ulteriormente, Il Seminario Nazionale potrebbe eventualmente sostituire il coordinamento di Settembre. Su modalità ed tempi di come il confronto vada disegnato viene dato mandato alla segreteria di articolare una proposta di percorso.

7) RELAZIONE della COMMISSIONE FINANZA ( Relatrice Lucia )

Lucia considera strettamente legata la domanda “Quale solidarietà?” a “Quale finanza? ”. Necessità del partire da noi “essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo” con scelte precise e specifiche personali anche e soprattutto in campo economico.
Non possiamo obbligare una comunità a fare scelte etiche.
Dalle scelte personali bisogna poi passare alle scelte che hanno un peso politico.
La scelta di collaborazione con la Fondazione Basso per il TPP può andare in questo senso.
A tal proposito vedere l’allegato “ Lettera di Tognoni” spedito in mailing list .

8) RELAZIONE della COMMISSIONE MIGRANTI ( Relatore Gianni )

Presentazione dello schema raccolta attività migranti delle Reti Locali inviato da Pier.

Viene ribadita l’importanza di uno studio sistematico ed approfondito sul tema (proposto da Giorgio) da allegarsi agli appelli alla UE. Due proposte pratiche al coordinamento:

  • Maria Picotti propone il finanziamento (operazione straordinaria) per costruire un osservatorio della solidarietà (Solidarity Watch) che raccolga e condivida materiale giuridico e documentario sulla questione dei “delitti di solidarietà”. Sono in aumento in diversi paesi europei i casi di criminalizzazione di cittadini che, dal basso, esprimono con gesti concreti la loro solidarietà ai migranti.(Vedi mail di Maria Picotti del 27/01/2017)
  • Monica propone una operazione a costo zero per la Rete facendo circolare, nelle Reti Locali che fanno attività con migranti e richiedenti asilo, Noel ( ivoriano ) come sensibilizzatore e testimone di una esperienza di rientro nel proprio paese.

DECISIONI. Approvazione del progetto straordinario ( 1 anno) Solidarity Watch per la cifra di 2.000 €. Approvazione proposta di Monica che manderà materiale più dettagliato in mailing list. Le Reti locali interessate prenderanno direttamente accordi con la Rete di TO.

9) “ LA NARRAZIONE ( Vedi relazione di Clotilde )

La lucida narrazione di Clotilde suscita molta emozione. Nei vari punti toccati ricordiamo:

  • L’errata visione dell’Altro. Vanno individuati i valori e i disvalori delle rispettive culture. In primis vanno riconosciuti e poi cambiati. Ciò comporta inevitabilmente tempi lunghi.
  • Le operazioni / progetti che durano troppo a lungo sono come “ i figli che non vanno mai via da casa
  • La Rete deve avere una sua unità nazionale ed è un luogo in cui si condividono ideali, si pensa e si studia insieme. Grande è il rischio se le Reti Locali vanno ognuna per proprio conto. Gli aderenti dovrebbero vivere del proprio lavoro in maniera sobria.
  • Il non essersi mai costituiti in ONG/ONLUS ha permesso alla Rete di operare in piena libertà appoggiando, in determinati periodi storici ed in determinate realtà, progetti e operazione altrimenti non finanziabili ( Esempio dell’appoggio alle famiglie dei carcerati politici in Brasile da parte di Don Rossi ).

10) VARIE ed EVENTUALI

  • Pier riporta il disagio di Sergio ( Rete di Genova ) per la difficile possibilità a partecipare a Coordinamenti nazionali così fitti nell’anno. La proposta è quella di farne di meno

( magari solo 3 invece che 5) e molto più concentrati ( magari dal venerdì sera ).

  • Beppe della rete di Casale rende noto di aver dato la sua disponibilità professionale alla Onlus “Francesca Rava” di Milano per un’eventuale missione sulle navi militari che pattugliano il canale di Sicilia.

Ore 12.30. Chiusura lavori e pranzo con Clotilde.

 

COORDINAMENTO PESCIA 27-28 NOVEMBRE 2016

SABATO 26 NOVEMBRE

Ore 15.00 . Inizio lavori con saluti e sintesi del precedente coordinamento.

Come concordato a Crea, si effettuerà la registrazione audio per permettere:

  • L’ascolto integrale della discussione a coloro che non possono esser presenti

  • La raccolta completa degli interventi per l’archivio storico della Rete

Prossimi coordinamenti:

  • ROMA : 28-29 Gennaio 2017

  • TRENTO : 25-26 Marzo

  • SALERNO: 17-18 Giugno

  • Da settembre in poi da stabilire

Prossime circolari nazionali :

  • Macerata: GENNAIO 2017

  • Varese : FEBBRAIO 2017

  • Celle – Varazze : MARZO 2017

  • Verona: APRILE 2017

Hanno partecipato al coordinamento :

VARESE: Marco Lacchin; PISA-VIAREGGIO: Angela Vannucchi, Claudio Sodini, Rosita Croci, Enrica Martinutti, Francarosa Bianchi, Giorgio Gallo; MILANO: Ercole ed Anna Ongaro; PADOVA: Ramin Fabiano; TRENTO: Carla Grandi, Luigi Moser, Fulvio Gardumi ; QUARRATA: Sergio Lomi, Mariella Borelli, Antonio Vermigli; LANCENIGO-MASERADA-SPRESIANO: Fernanda Bredaiol, Franca Gaspa; MOGLIANO VENETO: Beniamino Favaro; VERONA: Maria Picotti, Gianni Pettenella, Silvana Valpiana, Dino Poli; TREVISO: Olga Turchetto; ROMA: Giacinta Carnevale, Angelo Ciprari; BRESCIA: Gabriella Giometti, Piergiorgio Todeschini; CASALE MONFERRATO: Giuseppe Ghilardi; ALESSANDRIA: Maria Teresa Gavazza, Gigi Bolognini; TORINO: Monica Armetta, Marco Zamberlan; CELLE-VARAZZE: Simona Mozzati, Pierpaolo Pertino; GENOVA: Sergio Ferrera; PESARO: Agnese e Silvestro Profico; POZZUOLI-NAPOLI: Teresa De Simone; NOTO: Maria Rita Vella; CASTELFRANCO VENETO: Marta Bergamin.

DISCUSSIONE PUNTI all’OdG

  1. COMUNICAZIONE

Marco Zamberlan (rete di Torino) e Gigi Bolognini (rete di Alessandria) aggiornano sulla situazione del sito e propongono la creazione di un forum da inserire all’interno del sito. Tale forum è uno spazio dedicato alle discussioni interne alla rete a cui possono accedere solamente i membri della rete che posseggono la password. E’ un contenitore “privato” della Rete all’interno del quale possono svolgersi discussioni, riflessioni, commenti in relazione a progetti o ad argomenti vari. Dovrebbe sostituire il giro di mail all’interno della Rete che, come sottolineato più volte, può risultare eccessivo e quindi poco efficace e confondersi con le varie altre mail che ciascuno riceve nella propria posta elettronica.

Il sito rimarrebbe uno spazio “pubblico”, in cui sono presenti tutte le informazioni relative ai vari progetti della Rete, suddivisi in grandi aree – Italia, America Latina, Africa, Palestina – alle varie iniziative proposte dalle reti locali, agli atti dei convegni, al bilancio, ecc . Questo spazio è visibile da tutti coloro che entrano nel sito della Rete mentre l’inserimento di informazioni, dati, ecc. viene realizzato da chi gestisce il sito stesso (Gigi, Alessandro,..). Viene propugnata la necessità di link o collegamenti con alcuni articoli particolarmente significativi del “Notiziario” oltre che una parte dedicata all’attività nelle scuole .All’interno del sito saranno segnalati i link relativi ai siti delle varie reti locali all’interno dei quali si possono trovare informazioni sulle iniziative dei vari nodi. Sempre nel sito si possono inserire “aree protette” in cui trovare informazioni interne alla Rete, es. verbali coordinamenti, ecc, a cui possono accedere i membri della Rete attraverso una password. Durante la discussione avvenuta successivamente nel corso del coordinamento, c’è stata anche la proposta di creare all’interno del sito, uno spazio dedicato alla “rivista della Rete: Il dialogo” versione on-line nel quale poter inserire notizie e aggiornamenti in tempo reale in relazione ai vari progetti, iniziative proposte anche da altre realtà impegnate nel campo sociale in sintonia con la Rete, ecc.

Nell’attesa di poter utilizzare questi nuovi strumenti, viene ribadito l’invito a usare le mail con parsimonia e a rispondere personalmente qualora non sia necessario coinvolgere tutti nella discussione. Elvio ( rete di Padova ) sottolinea che la mailing list gli ha permesso, in questo momento suo così particolare, di sentire la vicinanza della Rete e non vorrebbe che gli aspetti “tecnici” della comunicazione andassero a discapito degli aspetti umani e affettivi di relazione. Al momento esistono 2 mailing list:

a) Una generale ( rrr.listelilliput ) con circa 220 indirizzi raccolti tra aderenti e simpatizzanti alla Rete dove dovrebbero circolare le questioni più generali

b) Una riservata ai referenti della Rete con 89 indirizzi raccolti dove dovrebbero circolare le notizie interne alla Rete un po’ più riservate.

Angelo ( della segreteria ) sta aggiornando le 2 liste (nomi e indirizzi tra le 2 liste non corrispondono).

ORE 18. Ripresa lavori dopo breve pausa caffè e merenda .

2) BILANCIO

Relaziona Marta, tesoriera nazionale. Senza video proiettore ci si arrangia come si può.

Il bilancio presentato non è annuale ma riguarda le entrate/uscite fino al 24/11/2016.

Il vero bilancio annuale verrà stilato il 31/12/2016. Questa proiezione è utile al fine di dare una idea delle disponibilità della cassa nazionale per i rinnovi/attivazione delle operazioni in discussione all’OdG.

Nel Bilancio compaiono anche i progetti autonomi gestiti dalla Reti locali. Ancora 2 operazioni da discutere ( Pannichella & Eduposan ) che dovranno essere inserite nel bilancio 2017. In sospeso anche il versamento per il libro Mapuche di Mauro Millan.
Il coordinamento approva una contribuzione di 4.000 € ( 2.000 dei quali già versati ).

SCHEMA RIASSUNTIVO BILANCIO RRR al 24/XI72016

Saldo al 24/XI/2016

25.571 €

USCITE

114.000 €

Per Pagamento progetti

10. 000 € (+ IVA)

Progetto Palestina

Ancora da saldare

8.200 €

Progetto Spresiano

16.100 €

Per Spese totali di cui

9.400 € (per il Convegno)

6.700 € (Per Coordinamenti)

ENTRATE al
24/XI/2016

27.500 €

Di cui 5.000 €
come contributi straordinari delle Reti locali

I 27.500 € colmano il disavanzo del 2015 (tot. versamenti ammontava a 19.500 €)

In estrema sintesi comunque il bilancio risulta essere positivo.

Piergiorgio ( Rete di Brescia ) solleva la questione del versamento di 1.000 € per una cena a favore del progetto Mapuche e ricorda che il problema si porrà nel versamento del ricavato dalla vendita delle magliette. I soldi dal suo conto personale transiteranno a quelli della cassa nazionale per il progetto. Va chiarito se siano contributi straordinari o facenti parti del progetto stesso.

Marta ricorda che:

  • Per poter fare un bilancio corretto è necessario che le autotassazioni giungano in cassa entro il 31 Dicembre, pertanto l’accorato appello è che le Reti Locali effettuino i bonifici entro Natale.

  • la normativa della raccolta fondi per cene o feste è molto stringente quindi nella causale dei versamenti è bene evitare indicazioni troppo rigide

  • è bene che ogni Rete locale stili il suo bilancio a fine anno e che questo andrebbe raccordato con il bilancio della Rete Nazionale.

3) VARIE ED EVENTUALI (PRIMA PARTE)

La segreteria ricorda che è, al più presto, necessario stabilire:

  • Temi, date e modalità di svolgimento dei Seminari 2016.
    Al momento le aree tematiche individuate sono:

  • Migranti

  • Giovani

  • Quale solidarietà ?

  • Profico (rete di Pescara) propone il titolo:Democrazia, populismi, politica ”

  • Luoghi e date dei coordinamenti seguenti l’appuntamento di giugno 2017 a Salerno.

4) RINNOVO E ATTIVAZIONE NUOVI PROGETTI

Mesa Campesina ( Argentina ).


Generale aumento delle difficoltà con sempre minori possibilità di ottenere altre terre. Il rinnovo di tale progetto è previsto per il prossimo anno ma viene citato perché collegato ad esso c’è la richiesta di attivazione di una nuova operazione :

Eduposan, nel Nord dell’Argentina.


Tale richiesta è in attesa di risposta da più di un anno. In estrema sintesi il progetto darebbe visibilità alle popolazioni indigene che abitano ancora all’interno della foresta con una azione di coscientizzazione e formazione agricola dei Pilogà. Costo Totale : 15.000 .

Il costo annuo per 2 anni sarebbe così suddiviso: 2.500 per gli adulti e 5.000 per i giovani.

Siccome sono già state fatte presenti le difficoltà economiche della Rete, la Mesa si è offerta di diminuire la propria contribuzione per girarla a Eduposan. Per le difficoltà che l’Argentina sta attraversando ( da più parti ribadita ) pare importante sostenere entrambi i progetti ( Mesa Campesinia e Eduposan) perché hanno un forte valor simbolico e politico. In quest’ultimo caso, poi c’è il valore aggiunto del sostegno alle popolazione indigene.

Il coordinamento approva la cifra di 2.500 € /annui per fare partire il progetto. L’importo poi verrà valutato in divenire. La sua destinazione andrà valutata dai referenti locali.

Aquadoce di Waldemar Boff – Brasile ( 26.000 euro )


Questo progetto è sempre stato sostenuto da più realtà ( ad es. Libera ) e autonomamente dalle Reti locali di Quarrata, Nembro e Saronno. Saronno ha sospeso il suo apporto finanziario e l’asilo da loro sostenuto è stato chiuso. Angelo (segreteria ) riporta che Alessandra (di Saronno) per telefono dice che la Rete locale è in crisi e sta discutendo se aderire ancora alla Rete Radiè Resch. Nembro al momento non ha ancora versato nulla. Waldemar, in visita in Italia, ha descritto la situazione politico – economica del Brasile.

Anche in questo caso si denuncia un peggioramento della situazione generale con una regressione dei progetti che tornano ad occuparsi di mera sopravvivenza. Secondo alcuni questo progetto non dovrebbe essere discusso per un eventuale rinnovo perché è una gestione economica autonoma della rete di Quarrata che deciderà quindi il da farsi.

Si articola una discussione in cui ci si interroga quanto i progetti autonomi (non solo quelli di Quarrata ma ad esempio anche Padova , Castelfranco, Verona) rientrino veramente nei progetti della Rete Nazionale. L’autonomia economica risponde dal punto di vista valoriale ai criteri della Rete Nazionale ? Esiste una definizione di equilibrio tra la richiesta di autonomia delle Reti locali ed i criteri generali ?

C’è molta confusione al riguardo e andrebbe fatta una volta per tutta chiarezza.

E’ corretto versare le autotassazioni destinandole direttamente alla propria operazione ? La cassa nazionale comune dovrebbe svolgere proprio la funzione di redistributore dei versamenti tra reti piccole e reti grandi, permettendo a tutti di coprire le necessità delle operazioni singole, qualsiasi siano le loro esigenze.

Tale confronto è da recuperare ed inserire nel percorso “Quale Solidarietà ?

ORE 19.30. interruzione per la Cena. ORE 21.30 Ripresa lavori


Vitalizio a Fernando De Brito. ( 5.000 € erogati nel 2016 )

Ercole puntualizza che la Rete non aveva deciso un vero e proprio vitalizio ma si parlava di uno stipendio per l’MST. Comunque Fernando ha certamente problemi economici e di salute ma il punto è se qualcuno se ne prenda cura o meno. Ad es. i confratelli domenicani.

Il coordinamento rimanda la decisione dando incarico ad Antonio (Quarrata) di contattare Fernando ed approfondire la situazione per poter decidere sulla base di informazioni più certe.

5) “LA NARRAZIONE”

Ercole Ongaro (rete di Lodi ), autore dei principali libri sulla storia della Rete Radiè Resch, ripercorre la memoria del nostro passato” non per una celebrazione di cimeli ma come una custodia di semi, che valgono per il presente e per il futuro, di frutti che giungono a maturazione”. Rimandiamo alla lettura diretta del testo integrale fatto circolare in mailing.

Ecco invece il contenuto di alcuni commenti alla narrazione di Ercole.

Giorgio ( rete di Pisa-Viareggio ) sottolinea che le reti lombarde ( propugnatrici di una metodologia più strettamente scientifica) seguivano progetti della UE dalla stessa finanziati, perciò volevano adattare modalità ed esigenze a tale modello. La Rete e Masina, a suo tempo, rifiutarono quel metodo pragmatico ribadendo l’impossibilità di misurare la relazione. Si è evitata la logica del “progettificio”. Anche dal punto di vista scientifico non esiste una metodologia unica per effettuar ricerca. Marco (rete di Varese) afferma che una impostazione di questo tipo sarebbe stata un fallimento in quanto voleva tenere tutto all’altezza delle aspettative.

ORE 23.00. Chiusura lavori del Sabato

DOMENICA 27 NOVEMBRE

ORE 9.20. Ripresa lavori della Domenica (seconda giornata)

Si continua la discussione su rinnovo e attivazione dei progetti

Appoggio alle donne capofamiglia in Bolivia: relaziona Olga della rete di Treviso.

Daniela ( una consulente familiare volontario legata alla Diocesi di Treviso ) segue e gestisce i lavori. La situazione è peggiorata. Arrivano di continuo molte migranti, ci sono molte disoccupate, ragazze madri con necessità di un sostegno psicologico e legale.

Si sta tentando di far allevare animali domestici, galline ( e anche animali più grandi) per poter mangiare, uova, carne. Tale operazione si doveva chiudere nel 2015 ma per errore è stato finanziato un anno in più. La richiesta è quella di continuare per altri 3 anni con 7.400 € di preventivo. La Rete di Treviso è favorevole perché la relazione è molto profonda ed il bisogno, in quella zona, è enorme.

Il coordinamento decide per un proseguimento dell’operazione con una cifra orientativa intorno ai 6.000 €. Andranno valutate, in divenire, le disponibilità di bilancio e il criterio di dare spazio a nuovi progetti ( questo è un vecchio progetto)

Migranti Trento : relaziona Fulvio della rete di Trento.

Trento segue i richiedenti asili da circa 2 anni. Inizialmente era stato stabilito un contributo straordinario di 12.000 € per l’affitto di case a 7 profughi. Oltre all’alloggio queste persone sono state seguite, formati per la ricerca di un lavoro. Per 2 è andata bene mentre gli altri stanno ancora cercando. Nel 2° anno sono stati chiesti 4.500 € , erogati direttamente dalla Rete locale. Tale contributo doveva coprire le spese di un ragazzo in servizio civile volontario che funzionasse da coordinatore. Il compenso è stato invece elargito da una Cooperativa Sociale con cui lo stesso ha collaborato. I 4.500 € sono stati pertanto usati per altri lavori ( patenti , commercialista, ecc.) e sono sufficienti per altri 5 mesi di attività, a seguire. Fulvio sottolinea che il progetto è della Rete nazionale benché il finanziamento sia locale. Per il momento non vengono chiesti ulteriori contributi alla Rete Nazionale.

La nuova segreteria ( Monica, Angelo e Pier ) consegna alla vecchia segreteria ( Maria, Maria Rita e Gigi) tre libri regalo in riconoscenza del lavoro svolto e come segno di continuità.

6) MIGRANTI E RICHIEDENTI ASILO

Aggiornamenti sullo studio di una proposta di legge per migranti fatto da Astrid Pannullo in occasione del Convegno di Trevi 2016. Astrid sta lavorando alla bozza con :

  • Nunzia Ceravolo, ex magistrato antimafia di Milano, membro commissione del tribunale che ha giudicato i crimini di guerra in Kosovo à per gli aspetti penali

  • Paola Accardo, giudice rappresentante italiano alla corte europea dei diritti dell’uomo à per gli aspetti civili.

Carla Grandi ( rete di Trento ) ha fatto circolare in mailing list una lettera – appello da indirizzare alla UE affinché non vengano usati i fondi europei per i governi del Sud del mondo ( motivo della migrazione di molte persone ) ma piuttosto per progetti popolari.

Viene chiesto un cambio di logica che presuppone un cambio culturale e di approccio nei rapporti tra Europa e Paesi del Sud del Mondo. Carla legge il documento stilato e sottolinea che tale richiesta deve esser fatta da cittadini europei, a cui quei fondi europei appartengono, e che hanno il diritto – dovere di chiedere alle proprie istituzioni un cambiamento nell’utilizzo dei propri soldi ( per rispondere alla mail di Caterina – Rete di Quiliano – che sostiene che un documento di questo tipo debba esser presentato dai migranti stessi). Certo il documento andrà confrontato con i migranti e le associazioni che con loro lavorano. coinvolgendoli . In tal senso va anche l’appello di Mussie Zerai. Si articola la discussione.

La visione di Carla è efficace ma non facile da realizzare. Sogni e visioni certo ma con i piedi per terra !! All’interno delle Istituzioni Europee chi può prendere in considerazione un appello di questo tipo ? Forse il target dovrebbe esser più mediatico che politico in senso stretto. Un’azione che dovrebbe amplificare voci differenti rispetto a quelle che mediamente circolano sui mezzi di informazione. Andare quindi in controtendenza rispetto a quello che si legge del tipo “ Aiutiamoli a casa loro ”.

Non ci sono solo i populisti ma c’è una coscienza civile che muove diversamente sul tema migrazioni. Viene ancora ribadito che l’appello debba esser firmato da cittadini europei cercando la collaborazione di Caritas, Arci, Associazioni di migranti in Italia, ecc.A Verona Combonifem può essere un’ottima alleanza

Pare fondamentale spostare l’attenzione della UE dalla logica dei respingimenti (diretti come Turchia, Ungheria o per il tramite di finanziamenti a paesi extracomunitari consenzienti come la Libia). I nostri soldi finanziano i governi che attuano quella roba lì.

Al Convegno di Trevi la riflessione sui migranti è stata profonda ed interessante ma deve avere un seguito pratico e politico per non rischiare rischia di esser chiusa e non avere un seguito.

Maria Rita ( Rete di Noto ) richiama l’appello di Padre Zerai che ci ha direttamente chiamati in causa per la sua diffusione. L’on. Kienge è stata identificata come la latrice più indicata per consegnare tale messaggio alla UE, in quanto rappresentante formale della commissione Africa, Caraibi, Latinoamerica.

Per l’urgenza e il contenuto dell’appello di Padre Zerai, il coordinamento stabilisce che Maria Rita curi i rapporti con Zerai e che il suo appello venga direttamente consegnato a mano alla Kienge da Antonio ( rete di Quarrata ).

I due documenti parlano della stessa cosa, anche se le modalità operative hanno tempi e realizzazioni differenti. Sarebbe opportuno stilare un dossier preciso e mirato su tali temi coinvolgendo in questo lavoro geopolitici ed esperti ( Lodovisi ad esempio ).

Ciò potrebbe voler dire investire oltre che energie anche qualche risorsa economica.

Il tema migrazione sarà quello che caratterizzerà i nostri prossimi anni come lo fu quello dei prigionieri politici nei primi anni settanta.

Per i migranti dobbiamo darci tempo per elaborare confronti ed una profonda discussione

come si è fatto con la Finanza Criminale. Magari usando strumenti un po’ più moderni come i social, ad es. Skype.

Un altro tema convergente con quello dei migranti è quello della vendita delle armi che alimentano le cause di migrazione nei luoghi di origine.

Per capire come funzionano le cose, anche all’interno delle istituzioni della Comunità Europea, e per non apparire ingenui siamo tutti invitati a prender visione del servizio messo in onda su RAI 3 nel corso della trasmissione REPORT dal titolo “ Caviar Democracy ” sul Nagorno karabakh e Azerbaijan.

Il coordinamento decide di creare una apposita commissione che curi e studi gli aspetti teorici e realizzativi sopra citati. Gianni Pettenella (Rete di Verona) si dà (da Gennaio) disponibile per esser il referente di tale commissione. Sono inoltre coinvolti: Carla Grandi e Fulvio Gardumi ( Rete di Trento ), Marco ( Rete di Varese ), Dino ( Rete di Verona), Sergio ( Rete di Genova ) e quanti si vorranno nel frattempo unire.

7) NOTIZIARIO “IL DIALOGO” DELLA RETE RADIE’ RESCH

A suo tempo a Pescara, i punti sottolineati per il Notiziario sono i seguenti:

  • Diventare voce della Rete tutta (non solo del Brasile e del Sud America )

  • Avere una Redazione che crei una precisa linea redazionale

  • Cambiare eventualmente il nome della rivista.

Antonio ( rete di Quarrata) sostiene che il nome “ In Dialogo, notiziario della RRR ” (autorizzato dal Tribunale) sia adeguato.

Al momento ne vengono spedite 1.470 copie, quasi 1500.
Da un paio di anni gli abbonamenti stabili sono circa 650 (la maggioranza non è della Rete). Escono 4 numeri all’anno del Notiziario con 11 rubriche fisse.
Ci sono dei costi (postali) per l’invio quindi occorrono abbonamenti pagati.
Allo stato attuale i costi sono coperti e non ci sono disavanzi.
La Redazione al momento è costituta da : Serena Romagnoli, Claudia De Fanti ma è pronta per essere ampliata e integrata.

Agnese ( rete di Pescara ) usa il Notiziario nelle scuole.
Cambierebbe la definizione di Notiziario con quella di Rivista in quanto non vengono date solo notizie interne alla Rete ma informazioni più generali lette all’esterno della Rete stessa. Accanto agli articoli di approfondimento vanno messe notizie flash dei progetti in quanto c’è interesse per le operazioni concrete e l’azione locale delle Reti ( magari presentate come BUONE NOTIZIE ).
Antonio ribadisce che quelle notizie suscitavano poco interesse e si sono chiuse.

Maria ( rete di Verona ) sottolinea l’importanza di una Redazione allargata che dia la linea della rivista e fissi i temi da trattare. Giorgio ( rete di Pisa – Viareggio) sostiene sia necessario individuare ogni volta un tema particolarmente interessante che diventi l’argomento centrale di quel numero, indirizzando gli articoli più importanti su quell’argomento e raccogliendo anche interventi esterni.

Per la redazione allargata si dà disponibile Sergio ( rete di Genova ) e si fanno i nomi di : Marco (rete di Varese), Toni (rete di Udine), Ercole (rete di Lodi), Piergiorgio (rete di Brescia ), Fulvio (rete di Trento).

Fulvio ( Rete di Trento) dà alcune definizioni tecnico – giornalistiche.

  • Comitato di Redazione: è in realtà l’organo sindacale pertanto per ciò che intendiamo noi và usato il termine REDAZIONE.

  • COLLABORATORI: possono esser tutti ( i presenti dovrebbero essere i primi ).

  • La STAMPA produce soprattutto cronaca mentre la RIVISTA produce soprattutto approfondimenti, aggiornamenti su settori e temi specifici.

E’ necessario pensare ad una diffusione del Notiziario on line. La carta costa ed è poco ecocompatibile. Nella costruzione del sito questo và previsto. Con una dinamica interattiva.

Antonio sollecita l’invio di articoli, sull’acqua, sulle armi, su altri argomenti di nostro interesse. Il problema comunque non è riempire il Notiziario ma semmai equilibrare articoli e notizie ( oltre ai costi ). Si sottolinea che questa rivista contiene articoli particolari che non si trovano da altre parti e che talora altre riviste chiedono di poter utilizzare.

In sintesi il coordinamento stabilisce di:

  • Chiamare mutare la definizione di Notiziario in Rivista

  • Tale rivista deve essere a servizio della Rete tutta.

  • Creare una Redazione valutando la disponibilità delle persone operativa da Roma.

Ore 11.40. Beniamino ( Rete Mogliano) fa gli auguri e saluta perché ha il treno.

La segreteria propone di anticipare l’apertura dei lavori del coordinamento di Roma alle ore 13 oppure di proseguire i lavori nel dopo pranzo della Domenica. Nel diniego generale si stabilisce che si inizierà alle 15 puntuali con chi c’è. Gli altri si aggiungeranno strada facendo

8) VARIE ED EVENTUALI

  • Silvestro Profico (rete di Pescara) riferisce dell’incontro alla Sapienza di Roma, su Fausto Vicarelli, grande economista, esperto di politica economica, impegnato anche in parrocchia che gli ha dedicato una sala.

La città di Tolentino è stata interessata dal terremoto e la sorella di Luigi Rocchi ha dovuto abbandonare la casa. Anche la chiesa è stata lesionata.

  • Maria Rita (rete di Noto) riferisce dell’incontro tra Papa Francesco ed i Movimenti Popolari, svoltosi il 5 novembre a Roma. Popoli riuniti in movimenti popolari, per rifondare la speranza, come sostiene Vandana Shiva. Noi non siamo movimento popolare ma li accompagniamo. Il Papa ne ha parlato, ne ha riassunto le finalità. E’ stato uno dei pochi veri contrasti al Dio denaro.

  • Giorgio (rete di Pisa – Viareggio) consiglia la lettura di un bel libretto di Varoufakis L’economia spiegata a mia figlia. Semplice ma non banale. Una lettura reale di come l’economia si sia sviluppata e di come invece dovrebbe essere.

  • Angelo (Segreteria e rete di Roma) riferisce della partecipazione alla Cerimonia di insediamento dei nuovi Cardinali a Roma, occasione in cui ha consegnato al neo Cardinale della Repubblica Centrafricana ciò che gli aveva preparato la Rete di Quiliano. Grande partecipazione 330 persone. Non solo cattolici ma anche protestanti e musulmani.

  • Elvio (rete di Padova) riferisce che a Isola Vicentina è ancora presente la mostra di 50 anni di manifesti dei Convegni. Andrebbe presa in considerazione e fatta circolare perché illustra bene la nostra storia. Saluta e fa gli auguri a tutti. Sottolinea che l’idea del buffet, come luogo per parlare, è da riproporre in Seminari, Convegni e anche nei prossimi Coordinamenti.

Saluti Finali di Monsignor Filippini, amico di Giorgio Gallo che ha fondato con lui un movimento per la pace. Nello specifico a Pescia ci ha ospitato una Comunità di Mondo X fondata da Padre Eligio, cappellano del Milan ( e di Rivera ). Dono del suo libro a tutti i presenti.

Ore 12.40. Chiusura lavori e pranzo

Punti di riflessione e discussione approvati dal coordinamento di Casale M.to

STRUMENTI DI COMUNICAZIONE

  • sito della rete radie’ resch e comunicazione tra le reti

  • Dare nuova vita al sito della rete nazionale come strumento di comunicazione all’interno della rete stessa e come strumento di informazione e coinvolgimento di realtà esterne che entrano in contatto con la rete attraverso il sito stesso.

  • Gigi Bolognini si impegna ad individuare una figura professionale che possa lavorare al sito e a comunicare ad Alessandro Cabroni tale decisione

  • Marco Zamberlan si impegna a lavorare al Blog della rete come strumento privilegiato di comunicazione tra le varie reti locali da inserire successivamente nel sito con una password in modo da proteggere le informazioni e lasciarle all’interno della rete

  • La segreteria si impegna ad inserire notizie e aggiornamenti sul sito

  • mail

  • Per evitare l’accumularsi di troppe mail, si invita a rispondere personalmente e non a tutti qualora l’argomentazione riguardi una conversazione a due

  • Si chiede di indicare nelle mail l’oggetto trattato in modo da individuare subito l’argomento

GESTIONE COORDINAMENTI

  • I vari momenti di riflessione e discussione durante i coordinamenti verranno registrati in modo da poter essere messi a disposizione di quanti della rete vogliano ascoltarli o riascoltarli. Ciò permette a chi non può andare ai coordinamenti, di sentirsi comunque partecipe e coinvolto.

  • Naturalmente è garantita la libera scelta da parte dei partecipanti al coordinamento, di fare o meno registrare il proprio intervento

  • All’inizio dei coordinamenti verrà riletta la sintesi del verbale del coordinamento precedente

  • Si invitano i partecipanti ad interventi brevi e non ripetitivi

  • Al termine di ogni argomento trattato, la segreteria fa una sintesi delle decisioni concordate

PROSSIMI COORDINAMENTI

  • Il prossimo coordinamento si svolgerà il 26-27 novembre a Pescia.. seguiranno dettagli

  • Il coordinamento di marzo non potrà svolgersi a Varese. La sede sarà Trento o Rovereto

PRESENTE-PASSATO-FUTURO

  • PRESENTE: Si stabilisce di riproporre un questionario per raccogliere i dati sulle varie reti locali in modo da avere una fotografia della situazione locale e nazionale

  • PASSATO: le serate del sabato sera dei vari coordinamenti saranno dedicati alla “narrazione”: provando a chiedere aiuto ad Ercole Ongaro, la segreteria si propone di individuare un percorso ed alcuni testimoni all’interno della rete perchè possano raccontare, narrare momenti cruciali e significativi della sua Storia secondo il loro sguardo, il loro vissuto.

  • FUTURO: il coinvolgimento dei giovani, delle future generazioni all’interno della rete dovrebbe nascere dall’esperienza vissuta in prima persona attraverso viaggi nei luoghi in cui si realizzano i progetti e attraverso un contatto più stretto con i vari testimoni che visitano le reti locali. In generale i viaggi sono ritenuti strumento fondamentale per la sensibilizzazione. Diversi viaggi vengono compiuti nei vari progetti andrebbe concordato ed organizzato un coinvolgimento sistematico dei giovani. Da decidere quali risorse in termini di costi ed energie è opportuno investire in questo senso.

N.B. All’interno dello spazio dedicato alla narrazione, si può collocare anche la condivisione di esperienze di viaggio da parte dei giovani e degli amici della rete nei luoghi sede di progetti.

TRIBUNALE PERMANENTE DEI POPOLI

  • Si riconosce la congruenza tra il modo di lavorare del TPP e la RRR e viene ribadita l’importanza di collaborare a progetti comuni. Si tratta di capire in che termini può realizzarsi tale collaborazione. Nell’attesa di ricevere notizie da parte del TPP, rimaniamo aperti a future proposte

PROGETTO “COSTO ZERO”

  • Viene accolta la proposta di lanciare un progetto “costo zero” che metta in rete le iniziative dei vari nodi in modo da valorizzare il tempo e l’impegno dedicato alle tematiche care alla RRR e non solo il contributo economico

  • Compiere azioni significative sul proprio territorio permette di dare un importante valore culturale a tali azioni, di incidere nella politica locale mentre il fatto di condividerle con le altre reti permette di essere da stimolo per altri e di avere una risonanza politica a livello nazionale.

  • La proposta di destinare il 10% dei progetti a favore dell’accoglienza dei migranti non viene ritenuto al momento realizzabile. Ogni rete locale potrà dare il suo contributo sul tema dell’immigrazione sul territorio o sostenendo ulteriori progetti straordinari. Sarà tuttavia importante metterne a conoscenza anche gli altri gruppi alla luce di una solidarietà condivisa.

BILANCIO

  • Marta si rende disponibile a presentare il bilancio dettagliato in occasione del prossimo coordinamento di novembre, tenendo conto di eventuali nuovi progetti e novità a proposito dei progetti già in essere.