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Circolare nazionale Febbraio 2022

Febbraio 2022

La circolare di questo mese vuole presentare le ragioni della scelta del Coordinamento di accogliere l’invito lanciato dall’associazione Linea d’ombra ad aderire all’ICE “STOP BORDER VIOLENCE” (vedi e-mail inviata da Lucia Capriglione il 6 febbraio)

Di proposito non la chiameremo campagna in quanto si tratta, ben oltre la richiesta di adesione, di dare il nostro contributo a un’azione dal basso volta a produrre un cambiamento delle politiche migratorie della UE. Chiediamo un cambiamento che arrivi a mettere a nudo, ancora una volta, l’ingiustizia che segna i rapporti tra il mondo occidentale e tutto ciò che sta ai suoi margini, perché finalmente si trovino nuove e diverse modalità di co-abitare questa nostra terra. Come dice la filosofa Donatella Di Cesare “coabitare la terra impone l’obbligo permanente e irreversibile di coesistere con tutti coloro che, più o meno estranei, più o meno eterogenei, sulla terra hanno uguali diritti”(Cfr. D. Di Cesare, Stranieri Residenti).

L’iniziativa è resa possibile grazie a uno strumento di partecipazione diretta alla politica della UE che prende appunto il nome di ICE: Iniziativa Cittadini Europei. Attraverso questo strumento i cittadini possono chiedere alla Commissione Europea di proporre nuovi atti legislativi. Per ottenere che un’ICE venga accolta si deve raccogliere almeno un milione di firme distribuite su sette Paesi europei; dopo di che la Commissione decide quali azioni intraprendere.

L’ICE “STOP BORDER VIOLENCE” chiede che abbiano termine le torture e i trattamenti degradanti perpetrati nei confronti dei migranti dalle polizie dei vari stati alle frontiere d’Europa. Questo in ottemperanza all’articolo 4 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che afferma: “Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti”.

L’ iniziativa è nella prima fase: si sta tessendo una larga rete di realtà il cui scopo è assicurare la metà delle firme necessarie, cinquecentomila, già alla partenza. In realtà in un primo tempo gli organizzatori avevano pensato di consegnare l’ICE tra fine febbraio e inizio marzo; ma poi è sembrato più sicuro per la riuscita dell’iniziativa presentare l’istanza avendo già raccolto metà delle firme.

Riteniamo che sia molto utile darsi più tempo. L’iniziativa, infatti, diventa l’occasione per sensibilizzare e offrire spazio a un confronto serio e articolato sulle politiche migratorie della UE, con tutte quelle realtà che si riuscirà a coinvolgere. Sta qui forse l’aspetto più propriamente politico dell’impegno a cui ogni rete locale è invitata, nel territorio in cui si trova ad operare, al di là del successo a livello istituzionale, pure sperato e importante.

Come recita il manifesto di “STOP BORDER VIOLENCE” (questo è il link:

https://www.stopborderviolence.org/it/eci-sbv-ita/#manifesto) dobbiamo davvero

Riprenderci l’Europa” di fronte alla “militarizzazione e alla esternalizzazione delle frontiere interne ed esterne; ai respingimenti brutali; alle violenze perpetrate nell’ambito degli Stati membri e nei Paesi terzi con cui l’Europa ha stretto accordi per impedire l’ingresso nel proprio territorio dei richiedenti asilo.” La spaventosa vicenda ai confini tra la Polonia e la Bielorussia ne è soltanto la più recente e violenta dimostrazione.

Per limitarci solo ad alcune note sulla politica migratoria dell’Italia, sappiamo la vergogna del Memorandum d’Intesa con la Libia il cui 5° anniversario è stato proprio il 2 febbraio 2022. Amnesty International scrive nel suo rapporto che le morti in mare nel 2021, di cui è stato possibile avere documentazione, sono state 1.553 e che le persone riportate in Libia sono state 32.425, un vero e proprio record (vedi articolo di “Domani” del 2/2/2022). E questo mentre la Corte Europea dei Diritti Umani, con una sentenza del 2012, aveva sancito che intercettare persone in mare e riportarle in Libia equivaleva a torturarle. Dunque, il Memorandum si è rivelato un trucco per aggirare il diritto internazionale. Lo stesso Ammiraglio Stefano Turchetto, capo della missione Irini (pace in greco) che opera nel quadro della difesa e della sicurezza della UE nel Mediterraneo, in un rapporto confidenziale di poco più di una settimana fa (fonte Associated Press) ha dovuto riconoscere che i guardiacoste libici continuano a macchiarsi di “uso eccessivo della forza” piuttosto che seguire “standard comportamentali adeguati…. in linea con i diritti umani”. Tra parentesi ricordiamo che l’Italia ha la facoltà di ritirare la firma dal Memorandum entro il 2 novembre prossimo, prima che si rinnovi automaticamente per altri tre anni.

Anche per quanto riguarda la frontiera orientale è risaputo che la polizia italiana ha compiuto gravi atti di violenza, compresi respingimenti di minori. Il settimanale on line Comune-info (Comune-info.net.) del 18 dicembre 2021, pubblica un’intervista a Gianfranco Schiavone, presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà, tra i fondatori del sistema di accoglienza Sprar (oggi Sai) e aderente all’ASGI (Associazione studi giuridici sull’immigrazione). Schiavone, nell’analizzare il sistema di accoglienza italiano, sottolinea che con una “decisione politica totalmente illegale” erano state date “istruzioni alla polizia di frontiera terrestre del Friuli Venezia Giulia di impedire, tutte le volte che ciò fosse possibile, ai cittadini stranieri che arrivavano dalla rotta balcanica di presentare domanda d’asilo in Italia e contestualmente respingerli in Slovenia. Non come richiedenti asilo, perché ciò non sarebbe stato possibile secondo la legge, ma come semplici “clandestini” che non avevano mai presentato la domanda di protezione internazionale”. Solo nel maggio 2020 la cosa è venuta alla luce.

Scriviamo questo per ribadire, ancora una volta, che la solidarietà per essere tale deve continuare ad assumersi la responsabilità di azioni che possano incidere politicamente contro le ingiustizie e in particolare le violazioni dei diritti umani.

Il Testo dell’Iniziativa, che si trova di seguito al Manifesto, invita a dare la massima diffusione all’ICE usando tutti i canali possibili e sottolineando che non basta condividere il sito su facebook, ma che è necessaria un’azione politica capillare, come dicevamo all’inizio. Dal punto di vista pratico le firme potranno essere raccolte sia on line che in cartaceo, ma riguardo alla raccolta attendiamo indicazioni più precise sui tempi e le modalità.

Per concludere ci sembra molto calzante quest’altro pensiero della filosofa Donatella Di Cesare che vorremmo diventasse l’augurio della buona riuscita di questa Iniziativa: “Occorre una politica che prenda le mosse dallo straniero, inteso come fondamento e criterio della comunità”.

Un caro saluto a tutti e tutte

Maria, Rete di Verona

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