ATTIVITA’ con RICHIEDENTI ASILO e MIGRANTI

RRR LOCALE di APPARTENENZATIPO di ATTIVITA’NAZIONALITA’ di PROVENIENZAIn 
Collaborazione con
CELLE – VARAZZECaritas che si occupa delle esigenze di sussistenza fondamentali (casa, cibo, vestiti, trasporti, lingua, iscrizioni scolastiche e a corsi) ci ha chiesto di occuparci degli aspetti “umani”, relazione e accoglienza con accompagnamento alla /al :
Conoscenza del territorio, delle persone che lo abitano e delle istituzioni (sindaco, assessori, ecc...)
Insegnamento della lingua
Conseguimento diploma di 3a Media e accompagnamento agli studi in genere
Conseguimento attestazioni professionali
Ricerca di un lavoro
Conseguimento Patente
Attività di sensibilizzazione ( Serate, Rassegne, Conferenze, Feste, ..)
Nigeria, Senegal, Gambia, Costa d’AvorioCaritas, Find The Cure, Libera, Botteghe del Commercio Equo e Solidale e singoli cittadini
TRENTOAiuto a profughi dopo l’uscita dal sistema di protezione pubblico nel / nella:
- Pagamento dell’affitto
- Ricerca di lavoro
- Creazione di una ditta gestita da uno di loro per la distribuzione di volantini e giornali, pulizie e giardinaggio
- Organizzazione di pranzi e cene solidali, preparati e serviti da loro, come occasioni di sensibilizzazione (storie, testimonianze, approfondimenti) e di guadagno (pranzi e cene a offerta)
- Incontri di amicizia, alfabetizzazione, lingua italiana, preparazione scolastica, corsi professionalizzanti, aiuto nella scuola guida …
- Punto di riferimento per i problemi di ciascuno (medici, giuridici, economici…)
Mali, Somalia, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Pakistan.Gruppi spontanei di Trento e Rovereto, Centro Astalli, Atas (Associazione Trentina Accoglienza Stranieri), Parrocchia di S. Antonio di Trento, Cinformi (Centro Informazione Immigrazione), Comunità S. Francesco Saverio
CASALE MONFERRATO (1)Esperienza di affido familiare di minore non accompagnato dal febbraio 2016.
Inserimento al CPIA di Casale Monferrato per corsi di alfabetizzazione Italiano A1, A2.
Insegnamento casalingo quotidiano della lingua italiana, nel contesto del cortile, con la collaborazione dei vicini di casa.
Inserimento RS Scout di Casale Monferrato
Frequentazione del calcio amatoriale locale
Attività lavorativa in casa per l’autosufficienza
Attività di coltivazione orto e cura degli animali da cortile e allevamento.
Mali"CPIA (Centro Permanente di Istruzione per Adulti ), Agesci, Polisportiva Quarti, Famiglia del cortile

"
CASALE MONFERRATO (2)Migrantes (Servizio diocesano per la Pastorale Migranti ) *:
- Sportello multiservizi
- Educazione interculturale: progetti scuola (medie e superiori), teatro, cinema, conferenze, mostra itinerante sulla storia della emigrazione,
- Stages di alternanza scuola-lavoro
- Festa dei popoli (da 19 anni)
- Volontariato in carcere
- Corsi professionali per care givers
- Sensibilizzazione Parrocchie
- Rapporti con Moschea e altre fedi
- Spettacoli viaggianti e circensi
- Cura (non solo pastorale) dei Rom

* il Direttore è un aderente alla RRR
Nota: Non sono divisibili le azioni tra “richiedenti asilo” ed agli altri immigrati “storici”
In Diocesi sono presenti oltre 85 nazionalità"
Caritas, Ass. Passi di vita (teatro-circo sociale); Ass. 
E-Forum (ed. Interculturale); Coop.Soc. SENAPE ( CAS ); Coop. Soc. Crescere Insieme (SPRAR); CIOFS (Form.Prof.); Equazione(comm.equo e solid.); ASL AL (Servizio Prevenzione e Formazione) ; MINISTERO Grazia e Giustizia; ........"
CASALE MONFERRATO ( 3 )Al CPIA si accolgono attualmente circa 800 migranti che per la maggior parte sono analfabeti in lingua madre. Alcuni docenti, anche oltre il proprio orario di servizio, in collaborazione con volontari, aiutano questi profughi africani ad acquisire le strumentalità di base della letto-scrittura e li inseriscono in attività lavorative. In particolare alcuni giovani africani operano, retribuiti, presso l’ANFFAS casalese.
Il CPIA collabora con 17 Comunità di accoglienza presenti sul territorio monferrino e con una comunità della provincia di Pavia che accoglie numerosi minori non accompagnati. Tale collaborazione ha come obiettivo non solo quello di insegnare la lingua italiana, ma anche quello di aiutare i ragazzi ad inserirsi il meglio possibile nel tessuto sociale di appartenenza.
Vengono proposte ai ragazzi e agli adulti attività musicali, percussioni, e teatrali.
CPIA (Centro Permanente di Istruzione per Adulti )
SALERNOA seguito testimonianza in campo profughi del Libano di un’amica volontaria di Operazione Colomba si è costituito un gruppo di associazioni e volontari per ospitare una famiglia siriana arrivata con il corridoio umanitario promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e le Chiese Valdesi. La provincia francescana ha dato ospitalità in un convento in città. Tutti insieme ci occupiamo delle esigenze di sussistenza fondamentali (casa, cibo, vestiti, trasporti, iscrizioni scolastiche e a corsi), degli aspetti “ umani”, relazione e accoglienza con accompagnamento alla conoscenza del territorio, delle persone che lo abitano e delle istituzioni (sindaco...), e :
All’insegnamento della lingua
Al conseguimento dello stato di rifugiato
Alla ricerca di un lavoro
Alla conversione della Patente
Attività di sensibilizzazione sul territorio (Serate, Rassegne, Conferenze, Feste...)
SIRIAAssociazione “Eugenio Rossetto” e Ass. “Pietre Vive” di Cava Dei Tirreni, Ufficio Migrantes Diocesi di Salerno-Acerno-Campagna, volontari Operazione Colomba e Comunità di Sant’Egidio, Caritas Parrocchiali, GAS e singoli cittadini
VERONANessuna specifica attività come Rete di VR ma alcuni di noi:
- Si prestano come insegnati nei corsi di italiano per stranieri.
- Partecipiamo attivamente, anche a nome della RRR, ai 2 coordinamenti nati in questi mesi a Verona (uno è di stampo ecclesiale e l’altro è legato ai movimenti di base).
- Attività di contro informazione e raccolta dati sulla presenza dei richiedenti asilo e sulla loro gestione in opposizione a Lega Nord e tutta la destra (fino a frange storiche nazifasciste) che lavorano attivamente seminando pregiudizi e disinformazione.
- Abbiamo ripetutamente chiesto, e poi ottenuto, esperienze di un’ospitalità diretta di singole persone, presso famiglie disponibili, con l’affiancamento dei Servizi Sociali. Alternativa considerata più valida rispetto ai vari tipi di accoglienza emergenziale e comunque spersonalizzante.
Un medico della rete veronese è stato tra i fondatori dell’ambulatorio medico per stranieri senza documenti. Tale realtà è ormai ufficialmente riconosciuta dalla Asl del Servizio sanitario nazionale.
NB . Per la contestualizzazione vedere anche file specifici allegati
Attualmente Africa (Eritrea e Nigeria). Storicamente alta percentuale di provenienza da Romania, Moldova, SriLanka e Marocco. Questi ultimi sono quasi sempre inseriti da tempo nella realtà veronese e comunque non rientrano nelle fasce problematiche di più recente arrivo.
CESAIM (centro salute immigrati); CESTIM : http://www.cestim.it/ ;
Verona in Dialogo (pool di ass. coordinate dal Centro Pastorale Migranti); Veronesi aperti al mondo * : https://www.facebook.com/veronesiapertialmondo/?fref=ts
* Vedi file allegato specifico
QUILIANOAccoglienze in famiglia:
- Periodi di convivenza
- Accompagnamento agli studi
- Cene aperte per sensibilizzazione mirate a persone estranee all' ambito solidale.
Avviamento ad attività sportiva.
Sostegno logistico.
Sostegno in percorsi di denuncia per sfruttamento in ambito lavorativo.
Momenti di scambio dedicati ai giovani.
Collaborazione con organi di stampa.
Diffusione del docufilm " Sala d'attesa".

AFRICA : Egitto,
Costa d' Avorio.
Cameroun, Tchiad, Sudan
Società atletica "Arcobaleno", Studio legale, Registi e Giornalisti di varie testate, Caritas Savona, Gruppo VOCI, persone sensibili.
VARESEE’ in fase di elaborazione un progetto simile a quello di Celle Ligure.
La Caritas Diocesana ha creato una cooperativa (Intrecci) che si occupa, tra l’altro, dell’accoglienza ai migranti. Tale cooperativa sviluppa programmi per l’accoglienza nelle parrocchie, che prevedono l’intervento di volontari per l’ac-compagnamento (presenza nel luogo di dimora, conoscenza del territorio, sostegno all’appren-dimento dell’italiano, educazione civica).
Presso la Parrocchia San Massimiliano Kolbe di Varese si è formato un gruppo di volontari ed è stata già individuata la collocazione abitativa. E’ probabile che in primavera parta il progetto di accoglienza per quattro migranti
AFRICACaritas Diocesana
Cooperativa intrecci
Parrocchia San Massimiliano Kolbe
Singoli cittadini
UDINEIl gruppo RRR di Udine fa parte dalla fondazione della “Rete Accoglienza FVG” che ha sostituito la “Rete diritti di cittadinanza FVG” nata 10 anni fa e protagonista nella proposta e poi approvazione della nuova legge regionale sull’immigrazione nel 2015. Tale Rete, nata circa 2 anni fa sull’onda degli arrivi dalla “rotta balcanica”, è attiva nell’accoglienza con:
Monitoraggio delle presenze di richiedenti asilo sul territorio e rilevamento delle inadempienze istituzionali (Prefetture, Comuni, Regione);
Promozione di azioni pubbliche o sui media per eventuali inadempienze;
Attività di sostegno nei casi non accolti in strutture (unità di strada);
Sostegno in strutture di prima accoglienza;
Accoglienza nei CAS (Centri di accoglienza straordinari );
Corsi di italiano e formazione professionale
Assistenza legale (specie avvalendosi dell’ASGI);
Azione per l’aumento dei posti SPRAR;
Ideazione, realizzazione e promozione di iniziative culturali comuni (spettacoli, film, presentazione libri, incontri) sui temi dell’accoglienza, del diritto d’asilo, delle cause delle migrazioni, della solidarietà;
Incontri periodici e seminari per concordare azioni e migliorare il funzionamento della rete;
Iniziative comuni collegate alla ventilata riapertura del CIE di Gradisca (e di tutti gli altri).

Prevalentemente Pakistan e AfganistanRete Accoglienza Friuli Venezia Giulia ( più di 50 tra Associazioni, Onlus, gruppi vari e singoli cittadini sparsi per tutto il territorio della Regione )
TORINO e DINTORNICi stiamo muovendo in tre direzioni:
Sostegno ai progetti portati avanti in Costa D’Avorio da un immigrato nativo di questo paese (Noel). Abbiamo in calendario una cena etnica e una vendita di libri usati per raccogliere fondi a questo scopo.
Sensibilizzazione con 
- Allestimento della mostra sui migranti dei Saveriani, presso un locale messo a disposizione dall’Istituto scolastico di Rivarolo nel Canavese, con il patrocinio del Comune e con la collaborazione diretta degli studenti, nel prossimo ottobre. L’idea è quella di far partecipare anche dei migranti ospiti di una cooperativa locale. Lo scopo è quello di fare formazione-informazione su questo tema. 
- Organizzare uno show cooking etnico sempre allo scopo di formare e informare.

Fare doposcuola due volte alla settimana presso la scuola primaria di Feletto in particolare ai bimbi stranieri
Costa d’Avorio










Bambini di diversa nazionalità inseriti nella scuola primaria

Associazione Arcoiris; Istituto Scolastico ( Scuola Primaria di 2° grado e Scuole Superiori); Comune di Rivarolo; Coop. Mary Poppins; Singoli migranti conosciuti



Associazione Future Generazioni
ALESSANDRIAInsegnamento della lingua italiana a 10 profughi, di cui uno minore ed analfabeta totale, che sono in attesa del riconoscimento di “rifugiati politici”.
Ricerca di lavoro per una madre con tre figli minori.
Assistenza carceraria per immigrati detenuti.
Partecipazione alle iniziative della “Cassa di resistenza” a favore dei braccianti marocchini ex dipendenti della ditta Lazzaro.
Collaborazione con l’associazione “Verso il Kurdistan” per iniziative a favore dei profughi curdi.
Interventi nelle scuole medie inferiori per sensibilizzare i giovani sui problemi dell’immigrazione con l’ausilio di audiovisivi (proiezione di Fuocammare ecc...)

Nigeria, Ghana, Costa d’Avorio, Mali e Gambia.




Marocco

Kurdistan
Associazioni:
Kambalache
l’Abbraccio
Verso il Kurdistan

Scuola Media inferiore
LECCO1. Presenza nel quartiere di Lecco / Olate . In tale quartiere è situato per i 3 mesi invernali il rifugio notturno gestito dalla Caritas per 30 persone senza fissa dimora (10 gli italiani). La domanda è cosa succederà dopo Marzo.
Agli ospiti è garantito un sacchetto-cena da parte dell'Istituto Don Guanella. 
Noi provvediamo a offrire una cena più sostanziosa la domenica. L'obiettivo fondamentale è quello di coinvolgere il quartiere all'accoglienza e all'incontro con gli ospiti attraverso questo gesto concreto.
2. Le donne con le donne. Insegnamento della lingua italiana e attività di accompagnamento per ragazze e donne richiedenti asilo.
Le donne/ragazze abitano appartamenti gestiti da cooperative, a Lecco e comuni limitrofi, all'interno del progetto dell'accoglienza diffusa. Tali attività sono condotte con la collaborazione di altre associazioni con l'obiettivo, molto difficile da raggiungere, di spingere istituzioni e cooperative a realizzare servizi attenti ai bisogni, alla dignità e all'autonomia personale.
3. Coordinamento “Noi tutti migranti”. Nato anni fa con l'arrivo di stranieri nel territorio lecchese, si è trovato a confrontarsi , tra difficoltà e impegno alterno, con gli avvenimenti sempre più complessi e tragici degli ultimi tempi. Vengono realizzate sul territorio iniziative, in concomitanza con giornate nazionali di mobilitazione, tentando di interfacciarsi maggiormente con Enti e Istituzioni e altre forze per affrontare e trovare una soluzione ai problemi dei richiedenti asilo e dei migranti.
Coordinamento "Noi tutti migranti", di cui sono parte le confederazioni sindacali e associazioni di impegno sociale (dall'Arci a quelle degli stranieri stessi).
UDINE ( 2 )BAMBINI INVISIBILI. Azione di pressione, da oltre 2 anni, per rimuovere gli ostacoli alla registrazione della dichiarazione di nascita come prevista dalla legge 94/2009 “Pacchetto sicurezza” Art. 1- comma 22 -lettera g, che, introducendo il permesso di soggiorno fra i documenti da presentare per registrare la nascita di un figlio in Italia, discrimina i figli dei migranti senza permesso di soggiorno negando loro esistenza giuridicamente riconosciuta, nome, identità e conseguentemente riconosciuto legame genitoriale e appartenenza familiare. Sono state inviate lettere ed invitati a relazionare a Udine parlamentari, senatori relatori (o facenti parte delle commissioni) delle 2 proposte di legge presentate nel merito a Camera (n. 740/2013)e a Senato (n.1562/2014), ma mai discusse, e del DDL 2092/2015 (“Disposizioni in materia di cittadinanza”) approvato alla Camera ma ora fermo in Senato, che all’art. 2 comma 3 rimedierebbero, in linea di principio, al grave vulnus introdotto dalla legge 94/2009 nel nostro ordinamento.Centro di Accoglienza “ E. Balducci ”; Gruppo Immigrazione Salute della Società Italiana Medicina Migrazioni; Associazione “ Le donne resistenti di Udine ”; Movimento di Coop. Educativa; Chiara Gallo (consigliera comunale comune di Udine)
SARONNOInsieme al Coordinamento di 4Passi di Pace si sono organizzate iniziative volte a promuovere pensiero e realtà inclusive sul territorio : la mostra dei Saveriani e della Rete di Salerno “ le Mille e una Rotta ” inaugurata il 4 febbraio è stata visitata per 15 giorni da circa 51 classi, oratori, scout e 4 associazioni migranti presenti nel territorio.
In contemporanea alla mostra diverse iniziative culturali hanno animato il territorio (alcune programmate per l’intero anno scolastico) tra cui cinema, teatro, libri presentati , …UNIVERSITA’ delle MIGRAZIONI in cui alcuni docenti universitari che operano insieme allo SPRAR hanno approfondito le tematiche della migrazione.
Accoglienza migranti. Il contesto in cui si opera è ostile e l’amministrazione attuale pone molti ostacoli. Si sta lavorando per superare barriere e difficoltà. In fase di valutazione anche l’operazione “Rifugiati a casa nostra”.
Dopo la chiusura dello sportello migranti da parte dell’attuale amministrazione comunale, una associazione aderente a 4PASSI di PACE ha aperto uno sportello in aiuto e sostegno ai migranti.
AFRICA. 
Nord e Occidentale
Pakistan, Afghanistan Bangladesch, Romania, Ucraina ….
In numero meno significativo : 
Sud America, Cina
4Passi di Pace : Coordinamento di Ass. culturali e sociali che operano su Saronno ( circa 20)
CPIA di Saronno per l’alfabetizzazione
Centri di volontari per inclusione e alfabetizzazione delle mamme.
Parrocchia SS Pietro e Paolo di Saronno
Pastorale migranti che si riunisce mensilmente per iniziative che riguardano tutta l’area nord di Milano .
RETE LANCENIGO MASERATA SPRESIANOLa Rete locale non si è finora occupata in quanto tale del problema migranti. Partecipa con suoi singoli aderenti, alle varie manifestazioni/eventi che si svolgono sul territorio. Alcune iniziative particolari, comunque, hanno direttamente coinvolto uno o più di noi:
1) Si è seguito il caso di un Nigeriano richiedente protezione umanitaria, con vari contributi all'espletamento delle procedure ed all'aspetto logistico dell'iniziativa;
2) Dopo ottenimento della protezione umanitaria, un’aderente alla Rete ha offerto un regolare contratto di lavoro a patto che altri dessero un contributo mensile (da vari mesi alcuni membri della rete locale stanno sostenendo l'iniziativa per permettere alla datrice di lavoro il raggiungimento dell'autonomia). Tale rapporto di lavoro è ancora in essere;
3) Un'insegnante svolge attività di sostegno ai figli ed insegna l'italiano ai migranti stessi;
4) Aderiamo come Rete locale al progetto "Voci di dentro voci di fuori", in cui ragazzi delle scuole superiori svolgono, tra l'altro, un'attività di sostegno allo studio ai detenuti del carcere minorile. Uno di noi, a turno, presta assistenza a questa attività, nella quale sono coinvolti particolarmente migranti;
5) Attraverso la Caritas di Treviso, che elabora il Dossier sull'emigrazione relativo al nostro territorio, ci si tiene informati sull'entità e sulle problematiche ad essa correlate, anche a scopo di eventuali collaborazioni.
NIGERIA e altre
CARITAS di TREVISO

L'esperienza della rete di Trento e Rovereto

Trento e Rovereto, come sapete, hanno da due anni e mezzo sui migranti un progetto della Rete.

Fulvio Gardumi aveva dato relazione in recenti coordinamenti dei fatti principali con cui in questo periodo si era cercato di costruire l’aiuto a 7 immigrati, sei africani e un pakistano che ci erano stati segnalati da volontarie locali di Trento e Rovereto ( che li seguivano dal 2011 )  come particolarmente in difficoltà’. La Rete aveva pensato di poter collaborare garantendo, se necessario, per loro il pagamento dell’affitto del posto letto   (200- 240 euro mensili) e aiutandoli nella ricerca di qualche lavoro.

Quando li abbiamo incontrati all’inizio abbiamo incrociato  visi e occhi dubbiosi, spauriti. Parlavano pochissimo, comprensibilmente, ma non solo perché non conoscevano la lingua. Alcuni di loro, ci dicevano le volontarie con cui abbiamo cominciato a collaborare,  per anni non sono quasi riusciti a dire qualcosa di se’ e poi hanno iniziato solo con qualcuna di cui si fidavano; ma avevano dentro angosce, per i loro familiari  per esempio, perché’ dopo anni non sapevano e non sanno ancora adesso se siano vivi  o morti. Qui gli immigrati hanno presto  cercato di trovare qualche occupazione: infatti le finanze locali non li aiutano più una volta  che sono usciti dal programma di protezione e hanno ottenuto il permesso di soggiorno:  a quel punto devono sostenersi da soli. Quindi cercano un’occupazione  per  sopravvivere. Ma e’ sempre molto difficile. Oggi uno è occupato, stagionalmente, in agricoltura, uno nel turismo, uno nell’industria. Per gli altri la Rete  – anche costituendo una associazione di promozione sociale per regolarizzare la loro situazione di lavoratori – ha cercato lavoro a lungo e con difficoltà’: oltre che in agricoltura e piccoli lavori di manutenzioni, nel settore della distribuzione di stampa pubblicitaria,  che sembra adesso avviarsi verso una certa consistenza, come detto nella relazione ai coordinamenti. Altri trovano lavoretti molto precari, o collaborano in occasione di cene etniche. Ma molto spesso non riescono a coprire le spese per alloggio e vitto. Tutti seguono i corsi obbligatori di italiano. Due hanno fatto   la scuola-guida e conseguito la patente ( qualcuno nel suo paese guidava già, ma secondo noi sono stati bravi nell’affrontare e superare gli esami teorici.) Una aderente alla rete locale ha dato loro lezioni pratiche di guida e ne sta aiutando un terzo. Un’altra sta tenendo lezioni di sicurezza sul lavoro.

Quando l’associazione di promozione sociale  è stata chiusa da parte della Rete a causa dell’eccesso di burocrazia e’ stata trasformata in impresa, gestita da un immigrato pachistano che si è offerto di cercare lavori anche per qualcuno del gruppo aiutato dalla Rete, perché lui stesso era stato aiutato al suo arrivo in Italia.

Attraverso il rapporto ormai abbastanza stretto  con questi immigrati vediamo poi emergere ogni tanto tratti delle loro abitudini di vita, culture, personalità’. Che fanno con le nostre a volte comunanze, a volte diversità .. e pongono questioni anche serie.

Nel novembre scorso abbiamo avuto casualmente notizia di un’iniziativa promossa dall’Associazione per la pace di Rivoli (TO) sollecitata da quella amministrazione comunale:  l’allestimento di una interessantissima mostra sul percorso di conoscenza e relazioni fatto con alcuni migranti. Invitati  a raccontare qualcosa di se’, dei loro paesi, fermandosi su aspetti più “leggeri” come abitudini, musica, leggende, proverbi; oppure a scoprire la città dove sono arrivati e  l’aspetto geografico dei rispettivi paesi e del nostro; a visitare alcune aziende produttive locali; a capire meglio come rapportarsi con gli italiani per non essere fraintesi ecc.. All’allestimento della mostra avevano collaborato volentieri gli stessi immigrati.

Alcune volontarie di Rovereto hanno  richiesto la mostra,  l’hanno modificata per gli aspetti relativi all’attività locale, e proposta in versione digitale facile da duplicare e diffondere. Cercheremo di portarne copia al coordinamento di Rovereto.

La conoscenza delle capacità lavorative degli immigrati, e di quello che facevano al loro paese, ci sembra un aspetto importante da approfondire. Quando essi si trovano a collaborare, ad esempio con l’ente pubblico, in lavori che gli sono familiari come quelli di cura delle piante e del terreno,  sono  tutti felici e raccontano: Lo sappiamo fare, perché lo  facevamo anche a casa.

“Siamo capaci di lavorare – ci richiamano  altri, come ci ha detto la circolare nazionale di febbraio curata dalla rete di Varese –  e di fare tanti mestieri…Nei nostri paesi abbiamo imparato a essere utili…   Vogliamo farci conoscere per costruire insieme un percorso di reciproco rispetto..”

Un caro saluto dalla

Rete di Trento -Rovereto