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Rete di Quarrata. Luglio-Agosto 2022

Carissima, carissimo,
questa mattina mi sto interrogando sul rapporto che c’è tra la corretta gestione del tempo e la spiritualità. Abbiamo sempre fretta. Ci manca il tempo. Non abbiamo tempo. Il tempo vola. Anche le vacanze sono vissute sotto la pressione del tempo. In pochi giorni si deve riuscire a fare tanto. E magari si ritorna più stressati di prima o con l’impressione di non aver sfruttato bene il tempo.
Ritrovare se stessi, significa inevitabilmente fermarsi, rallentare, sostituire obiettivi pratici ed utilitaristici, con momenti di pura gratuità e riflessione; sedimentare le nostre esperienze di vita, coglierne il valore e il senso, sentirsi radicati nella propria interiorità e capaci noi di pilotare l’esistenza.
L’opposto dello sradicamento a cui ci porta la fretta, la necessità di fare tante cose, il bisogno di rendere, la preoccupazione di essere efficienti: Spesso il riuscire a fare tanto fa a pugni con il riuscire a fare bene.
Con l’avvento della tecnica, specie in questi ultimi decenni, la nostra società ha impresso l’acceleratore a tutto… Spesso nel nome del progresso!
Ciò fa si che sempre di più le persone che sentono la fatica di dover sempre correre, di doversi affannare in continuità per qualche cosa. Quante cose andrebbero in maniera ben diversa se invece di rincorrere le necessità a cui ci hanno obbligato i nostri sistemi di socializzazione, se sapessimo davvero fermarci, fare il punto della situazione, rivedere la gerarchia delle priorità che ci guidano. Per poi ripartire… Saper ricominciare sempre a tutti i livelli, è garanzia di saggezza e di sana spiritualità. Ciò implica sospendere l’uso sfrenato dell’acceleratore, per imparare a vivere più lentamente, più in profondità, assaporando, centellinando.

Certamente siamo tutti consapevoli che la pandemia e l’attuale l’invasione della Russia in Ucraina stanno cambiando le nostre relazioni. Non solo quelle personali e sociali, ma anche quelle politiche, commerciali, economiche…
Ha cambiato tutti il mondo della comunicazione in ogni ambito, rendendola più agile, almeno da un punto di vista di collegamenti, ma allo stesso tempo più continua e, anche, più insidiosa.
Una certezza, però è forte e chiara, c’è tanto da fare. E’ tempo di mettere da parte i conflitti e i protagonismi per essere responsabili e impegnarci a ripartire superando ogni tipo di distanza, non solo quella sociale, per costruire relazioni e rapporti affidabili.
È tempo di cambiare la mentalità crescente di conflittualità ed interessi per cercare veramente la convivenza di tutti e tra tutti, costruendo la pace nella solidarietà e nel rispetto reciproco.
Il bene comune sociale, la vita di ogni persona così come la sua dignità umana, non possono essere oggetto di teatrini politici e di baratti economici. La salute di un bambino come quella di un nonno, in qualunque continente, è un bene che non può in alcun modo essere oggetto di interessi economici e di brevetti privati.
La vita e tutti i beni comuni che ne sono garanzia di qualità e dignità, ci appartiene e ci riguarda tutti allo stesso modo.
La questione delle disuguaglianze sta sempre di più assillando l’opinione pubblica, per le conseguenze deleterie e minacciose che essa sta producendo in seno alla nostra società ma nel mondo intero. L’aumento progressivo della ricchezza da una parte e della povertà dall’altra, sono una mina vagante per l’avvenire dell’umanità. E’ inutile riportare ancora una volta qui le cifre di questo scandalo crescente. Sono cifre ormai note a tutti. La ricchezza mondiale è in mano a pochissimi individui e, su un piano più esteso a pochissimi popoli.
Tutto ciò avviene causa gli egoismi, le sopraffazioni, le ingiustizie di cui gli uomini da soli e in collettività sono maestri specializzati.
Chi porrà rimedio a tutto questo?
A noi la scelta, nasconderci o darci una mano!
La Rete Radié Resch, è nata per approfondire, per capire e denunciare, per questo abbiamo creato relazioni ugualitarie con le comunità referenti dell’America Latina, della Palestina, dell’Africa per poter confrontarsi e sostenersi.

Sappiamo quali sono i meccanismi che determinano la povertà della maggioranza degli abitanti del mondo, per questa presa di coscienza sociale, politica e religiosa (per chi è credente di qualsiasi religione) sosteniamo progetti di solidarietà verso comunità in cammino per la loro liberazione.
Antonio

29a Marcia per la giustizia
Quarrata (Pistoia)
Sabato 10 settembre 2022 ore 20,45

Ritrovo in piazza Risorgimento alle ore 20,45
Alle ore 21,00 inizieranno le riflessioni
da parte degli invitati

FERMIAMO TUTTE LE GUERRE
Antonietta Potente, teologa
don Luigi Ciotti, fondatore Gruppo Abele e Libera
don Mattia Ferrari, cappellano della nave Mediterranea
Mohamed BA, senegalese, attore e scrittore
Moni OVADIA, attore e poeta
Nello SCAVO, inviato di Avvenire

 

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