Argentina ENDEPA
Plurietnica (Equipe nazionale di pastorale aborigena)
Diversità che esige Rispetto e Giustizia
“ Non è lecito seminare sospetti su popoli interi”
Risposta dell’équipe diocesana di Pastorale Aborigena di Neuquèn alle accuse del Governo Nazionale contro il Popolo Mapuche.
Come Equipe Pastorale sentiamo l’obbligo etico, umano ed evangelico di prendere la parola di fronte alle gravi accuse pubbliche fatte da autorità del Governo Nazionale, che segnalano in maniera generica “gruppi terroristi autodenominati mapuches” come responsabili degli incendi nella Patagonia.
1- Affermazioni senza prove
Queste dichiarazioni costituiscono affermazioni gratuite, carenti di informazione verificabile e di prove dimostrate, presentate davanti alla Giustizia o alla società. Si parla di “indizi preliminari”, senza precisare fatti, responsabili concreti, né evidenze obbiettive. In uno Stato di Diritto, nessuno può essere accusato pubblicamente senza prove chiare e senza il dovuto procedimento legale. La presunzione di innocenza non è una concessione, ma un principio basilare di giustizia.
2- Un’accusa assurda ed irrazionale
Risulta profondamente assurdo affermare che gruppi mapuche abbiano interesse a incendiare la natura. Il Popolo Mapuche mantiene una relazione storica, culturale e spirituale con il territorio, la terra, il bosco e l’acqua. Distruggere la natura sarebbe fare danno a se stessi, danneggiare la propria maniera di vivere, la fonte del suo sostentamento e la sua identità. Chi conosce minimamente la sua cosmovisione sa che la cura del territorio è un valore centrale.
3- Stigmatizzazione e criminalizzazione
Questo tipo di discorsi non sono neutrali: stigmatizzano, criminalizzano ed alimentano il pregiudizio sociale contro un intero popolo. Si costruisce un nemico interno senza fondamento, deviando l’attenzione dalle vere cause strutturali degli incendi forestali: il cambio climatico, la mancanza di prevenzione, il disinvestimento in politiche ambientali, gli interessi economici sui territori e la precarizzazione di chi combatte il fuoco.
4- Una parola pastorale e profetica
Come Chiesa compromessa con la dignità umana, non possiamo restare muti di fronte all’ingiustizia, Ricordiamo che “la verità vi farà liberi” ( Gv. 8,32) ed affermiamo che non è lecito seminare sospetti su popoli interi per giustificare politiche repressive o coprire responsabili. La pace sociale non si costruisce con accuse infondate, ma con verità, giustizia e dialogo.
5- Appello alla responsabilità ed al rispetto.
Esigiamo responsabilità nell’uso della parola pubblica. Se esistono responsabili di fatti delittuosi, che siano indagati e giudicati con prove, senza generalizzazioni né stigmatizzazioni. Reclamiamo rispetto per il Popolo Mapuche, le sue Comunità e gli abitanti della regione, che oggi patiscono il fuoco, le perdite materiali ed il dolore, e non meritano essere segnalati come colpevoli senza fondamento.
Come Equipe Pastorale riaffermiamo la nostra vicinanza e la solidarietà con le Comunità Mapuche e con tutte le persone danneggiate dagli incendi. Continueremo ad accompagnarle, denunciando l’ingiustizia e lavorando per una convivenza basata sulla verità, il rispetto e la cura della Casa Comune.